Somma Vesuviana, allarme furti nelle abitazioni: la rabbia corre sui social

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Negli ultimi giorni alcune zone di Somma Vesuviana sono state prese di mira dai ladri. Sui social è scattato il tam tam per tenere alta l’attenzione e si suggerisce di contattare sempre e comunque  le forze dell’ordine. Intanto cresce la paura e la preoccupazione.

Dopo il recente episodio in cui alcuni malviventi sono riusciti a introdursi in un appartamento situato al terzo piano di un edificio di via Milano, portando via diversi oggetti d’oro, un nuovo caso si è verificato nella serata di ieri, intorno alle 18:00.

Questa volta a essere presa di mira è un’altra abitazione tra via Milano e via Venezia. Secondo alcune testimonianze, a compiere il tentato furto sarebbero stati due giovani, probabilmente di origine straniera. I due sono stati notati da alcune persone presenti nella zona, ma sono stati velocissimi nel far perdere le proprie tracce salendo a bordo di un’Audi bianca che li attendeva in via Venezia. Si auspica un controllo più serrato delle forze dell’ordine.

Il Veseri, fiume di Ottajano: una “storia vesuviana” che è solo una bella leggenda

Poiché qualche storico torna a parlare del Veseri, fiume di Ottajano, e chiede la mia opinione, pubblico di nuovo un mio articolo sull’argomento, un articolo apparso sul “mediano.it” dieci anni fa. Una battaglia del 340 a.C. combattuta tra Roccamonfina e il Garigliano venne spostata, per un equivoco linguistico, ai piedi del Vesuvio. Correda l’articolo l’immagine di un alveo che attraversava Ottaviano ancora negli anni’60 del ‘900.   Adolfo Ranieri fu il primo storico di Ottajano, e giustamente il sindaco dott. Michele Saviano gli ha dedicato una strada. Nel 1907 egli pubblicò un libro che nasceva da un’idea geniale: raccontare la storia della nostra città attraverso la storia del Vesuvio, e dimostrare, a un anno dalla terribile eruzione del1906, che il vulcano aveva orientato e continuava a orientare non solo la storia dell’economia e della società del territorio, ma anche gli usi, i costumi e il temperamento stesso dei vesuviani, e degli ottajanesi in particolare. Nel primo capitolo del libro il Ranieri affronta la questione del fiume Veseri, “sepolto sotto le rovine ottajanesi”. Egli non ha dubbi: gli scrittori latini Valerio Massimo e Sesto Aurelio Vittore condividono e confermano ciò che aveva scritto Tito Livio nelle sue “Storie”: la battaglia tra Latini e Romani, la famosa battaglia del 340 a. C. in cui il console Decio Mure offrì la sua vita agli dei e si offrì come vittima sacrificale perché gli dei garantissero la vittoria ai Romani, questa epica battaglia, che ispirò a Rubens un quadro “turbinoso”, si svolse “non lontano dalle radici del Vesuvio, sulla via che portava al Veseri”( Tito Livio, Storie, VIII, 9): “ad Veserim” scrive Livio, in questo passo, e in X, 18: non dice che era un fiume: potrebbe anche essere il nome di un città, e in questo caso tradurremo: “in direzione di Veseri”. L’indicazione “Veseris flumen” si trova in un’opera storica attribuita, tra molti e seri dubbi, a Aurelio Vittore, scrittore del sec.IV d.C. Con lodevole correttezza il Ranieri ricorda che il Sanfelice e il Longlet ritenevano che questo fiume non esistesse, che il Maione, storico di Somma, supponeva che Veseri fosse un altro nome del Sebeto “il quale, girando per Ottajano, perviene a Torre del Greco”, e, infine, che il Siano, storico di Sarno, non escludeva che Sarno, Dragoncello e Veseri fossero lo stesso fiume. Ovviamente, le certezze di Ranieri sul corso del Sebeto si scontrano con le solide certezze di altri storici che spostavano le acque di questo leggendario fiume per tutta la piana tra Volla, Napoli e Torre Annunziata: ma questa è un’altra questione. Torniamo al Veseri. Condividendo totalmente le parole di Camillo Pellegrino, il Ranieri scrive che il fiume Veseri venne sotterrato da una eruzione vesuviana del sec. XI e che prendeva il suo nome dal Castel Veseri, “posto su una pendice vicino a Ottajano, del quale si vedono tuttora le vestigia antiche e generalmente ricordate con il nome di Castel Vetere.”. Aggiunge, il Ranieri, che Ignazio Sorrentino, storico di Torre Annunziata, nel 1734, perlustrando la Montagna dal lato di Ottajano trovò sulla cima “sette bocche”, da cui “stillava la migliore acqua”, che, attraversando gli strati “porosi e permeabili”, raggiungeva l’abitato, e da qui, “raggirando”, scorreva fino a Somma e ai “casali attigui”. Aggiunge il Ranieri che l’acqua fluviale non si ferma, nemmeno quando incontra le rocce – e le terre di Ottajano sono in gran parte rocciose – perché è un’acqua straordinaria: “per processo d’imbibizione, a causa di gelo e disgelo, e per le azioni elettriche che ne conseguono”, essa spacca le rocce: anzi, quanto più esse sono resistenti e “scabre”, tanto più rapidamente le sgretola. Questa aggiunta dimostra, da solo, quale fascino la mitologia del Vesuvio possa esercitare anche su una lucida intelligenza storica come quella dell’ avv. Adolfo Ranieri. Il quale ci racconta ancora che all’inizio dell’800 “ricchi proprietari ottajanesi, avendo fede nella tradizione” e, dunque, nell’esistenza di questo fiume sotterraneo, “anzi credendo di sentire ancora il rumore delle acque”, scavarono fossi e pozzi, “vi attinsero splendida acqua e ne formarono pubbliche fontanine”. Nel 1892 furono i contadini a scoprire, “con non molta fatica”, “limpide sorgive”. Riteneva il Ranieri che se si fossero approfonditi gli studi “sul sistema dell’elettricismo” che è attivo nelle visceri del vulcano, non sarebbe stato difficile far riemergere il corso sotterraneo del Veseri: ma le attenzioni di tutti erano ormai rivolte alle acque del Serino e alla costruzione, certamente più agevole e meno costosa, del nuovo acquedotto. In realtà, le ragioni della filologia e della logica della guerra, che vennero condivise dal Perelli, dal Frederiksen e dal Maiuri, costringono ad escludere che il Veseri e il Vesuvio di cui parla Tito Livio si trovassero nel nostro territorio. Prima della battaglia, Romani e Latini mettono campo a Capua, e dopo la sconfitta i Latini in fuga puntano prima su Minturno e poi su Vescia, verso la riva sinistra del basso Garigliano: lo dice proprio Tito Livio (VIII,9-11), che attinge le notizie sulla ritirata da Diodoro Siculo. Il racconto dello storico non lascia spazio alcuno per il dubbio: Minturno è per i Latini in fuga la meta più vicina: e questo non sarebbe spiegabile se la battaglia fosse stata combattuta ai piedi del Vesuvio. Dunque, si può condividere la tesi di GiuseppeTommasino che nel libro “Aurunci patres” identificò il Vesuvio della battaglia del 340 a.C. con il vulcano di Roccamonfina e collegò i termini Vesuvius (Vesbio) e Veseri con “Vesuius”: da qui derivò il nome di Suio, le cui sorgenti termali, oggi molto celebrate, erano già note ai Romani, che le chiamavano Aquae Vescinae: e non a caso Vescia è la seconda meta della fuga dei Latini sconfitti. Giova ricordare che la radice “ves” di “Vescia”, di “Veseris” e di “Vesuvius” è connessa all’immagine del fuoco, come dimostra il nome della dea del focolare, Vesta. Il patrimonio vesuviano di sorgenti, di fonti e di acque termali è tutta un’altra cosa: e un’altra cosa ancora sono i “rivi” degli alvei.

Regionali, Micillo(M5S). «Il risultato ottenuto dal M5S in Campania è un segnale politico nazionale»

Riceviamo una nota stampa da parte del Coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Salvatore Micillo e pubblichiamo Micillo (M5S Campania): «Oltre il 9%: il miglior risultato regionale del M5S nel campo progressista. Una squadra radicata sul territorio che costruisce il futuro insieme al presidente Fico» «Il risultato ottenuto dal Movimento 5 Stelle in Campania non è soltanto un dato elettorale: è un segnale politico nazionale». Così Salvatore Micillo, coordinatore regionale del M5S Campania, commenta l’esito delle elezioni regionali che hanno visto la lista del Movimento superare il 9%, diventando la seconda forza della coalizione e superando la lista del governatore uscente De Luca. «In nessuna delle più recenti elezioni regionali il M5S, all’interno delle coalizioni progressiste, ha raggiunto una percentuale così alta. Questo conferma che la Campania rappresenta oggi un modello vincente, un laboratorio politico che funziona», sottolinea Micillo. «Qui il Movimento ha costruito una squadra credibile, coerente e profondamente radicata nel territorio. I cittadini hanno riconosciuto questo impegno e ci hanno premiato». Grazie a questo risultato, il M5S elegge 5 consiglieri regionali, rafforzando in modo significativo la presenza del Movimento nel futuro Consiglio Regionale. «I nostri portavoce non saranno presenze simboliche, ma protagonisti di una nuova fase di costruzione istituzionale e politica», aggiunge Micillo. Il coordinatore regionale evidenzia anche l’importanza del nuovo assetto istituzionale: «L’elezione di Roberto Fico a presidente della Regione è un passaggio storico. Con lui si apre una stagione nuova fatta di ascolto, competenza e coraggio. Fico rappresenta un riferimento per tutto il Movimento: con lui stiamo costruendo una visione di lungo periodo che rimette al centro la dignità e le esigenze dei campani». Micillo conclude guardando al futuro: «Adesso il nostro compito è consolidare questo risultato e trasformarlo in azioni concrete. Continueremo a lavorare insieme ai cittadini, insieme a Fico, con la forza della nostra squadra, la presenza reale sul territorio e la determinazione nella costruzione di una Campania più giusta e più forte».

Famiglia sequestrata in casa dai ladri a San Sebastiano

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Alle 4 di notte, a San Sebastiano, una famiglia è stata rinchiusa e aggredita in casa dai ladri per almeno un’ora

La vicenda si è svolta a San Sebastiano al Vesuvio, in Viale delle Rose, nel pieno della notte. Le vittime sono i componenti di una famiglia, la madre, il padre e i due figli.

Dalle prime ricostruzioni è emerso che, intorno alle 4 di notte, sei individui dell’Est Europa hanno fatto irruzione nell’abitazione della famiglia per eseguire un furto.

A rendersi conto della presenza degli intrusi sarebbe stata la figlia 18enne che, sentendo un rumore proveniente dalla finestra, ha allertato la famiglia.

Le verifiche effettuate hanno chiarito che l’obiettivo della banda era quello di rapinare l’abitazione e immobilizzare la famiglia.

I malviventi avrebbero legato, imbavagliato e picchiato le vittime per oltre un’ora, tenendoli in ostaggio. La casa in questione è situata al piano terra e dotata di un piccolo spazio esterno, che potrebbe aver facilitato l’ingresso dei ladri.

La banda è riuscita a portare via gioielli, soldi in contanti e tutti gli oggetti di valore che si trovavano in casa.

Le forze dell’ordine sono intervenute intorno alle 5:30, orario in cui è partito l’allarme. La famiglia è stata trovata in un forte stato di shock e la denuncia è stata formalizzata questa mattina.

È stata avviata un’indagine per risalire ai responsabili. Fondamentali saranno le immagini delle telecamere di video sorveglianza installate negli incroci adiacenti all’abitazione e a quelle eventualmente installate nelle abitazioni vicine.

Il voto delle Regionali a Ottaviano: exploit di Mensorio, bene Fortini e Forza Italia, tiene il Pd

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Le elezioni regionali a Ottaviano offrono un quadro politico che, inevitabilmente, si proietta già verso le prossime sfide amministrative. Il primo dato rilevante è l’affermazione di Giovanni Mensorio, candidato di Avanti Campania, che con 682 preferenze risulta il più votato in città. Un risultato che conferma la solidità della sua presenza sul territorio e il lavoro svolto negli anni, sostenuto da una squadra ormai riconoscibile composta da Flavia Malandrino e Arcangelo Annunziata, già consiglieri comunali eletti con la maggioranza e poi approdati all’opposizione. Il dato personale di Mensorio li accredita come politici strutturati del panorama locale, con uno sguardo che inevitabilmente va oltre questa tornata elettorale.

Buona performance anche per il Partito Democratico, che conferma una presenza molto solida in città. Dai dati emerge chiaramente il grande risultato di Giorgio Zinno, che a Ottaviano raccoglie 502 preferenze, risultando il più votato del Pd. Molto bene anche Massimiliano Manfredi, che segue con 493 preferenze. Un risultato complessivo che certifica un certo radicamento e conferma la tenuta del partito nel territorio. Un altro dato significativo riguarda la performance di Lucia Fortini, candidata di A Testa Alta, che ottiene 236 preferenze. Un risultato importante, costruito anche grazie al sostegno di Virginia Nappo, già assessore della passata amministrazione Simonetti. Molto positivo anche il risultato di Forza Italia, che a Ottaviano mette a segno una performance di grande rilievo. Il candidato più votato della lista è Susy Panico, che conquista ben 578 preferenze. Subito dietro, Massimo Pelliccia totalizza 450 preferenze, consolidando ulteriormente il peso elettorale della lista azzurra in città. Due risultati che rafforzano in maniera evidente l’area forzista e che si intrecciano con la presenza politica di Luca Capasso, ex sindaco e oggi vicesegretario provinciale del partito, sempre più centrale nei movimenti del centrodestra locale. Un segnale significativo, che conferma come anche questo blocco politico sia già proiettato verso le scelte che attendono Ottaviano nei prossimi mesi. Da segnalare anche la buona affermazione di Michele La Pietra, che raccoglie un consenso interessante. Presenti tra i locali anche Michele Andonaia, candidato con Alleanza Verdi e Sinistra che ottiene 129 preferenze , e Maria Grazia Franzese, candidata di Avanti Campania che porta a casa 91 voti.

Ovviamente, il voto regionale non può essere sovrapposto in modo automatico alle elezioni comunali: logiche, dinamiche e scelte degli elettori spesso cambiano completamente. Tuttavia, alcuni dati di questa tornata rappresentano segnali importanti, indicatori di energie politiche in movimento, di leadership consolidate e di nuove aggregazioni che iniziano a contare.

25 novembre: le nuove forme di violenza che colpiscono le donne

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In occasione del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’Italia riflette tra memoria e nuove emergenze: dalla storia di Jessica Filianti, prima vittima riconosciuta di femminicidio, ai 73 casi registrati nei primi nove mesi del 2025, fino alla crescente minaccia della violenza digitale e dei deepfake. Una ricorrenza che richiama la necessità di prevenzione, tutela e cultura del rispetto.       Il 25 novembre, ogni anno, il mondo si unisce per ricordare le vittime della violenza sulle donne e per ribadire la necessità di un impegno collettivo contro un fenomeno che, nonostante le campagne e le leggi, continua a segnare profondamente la società.
La ricorrenza è stata ufficialmente istituita nel 1999 dalle Nazioni Unite, che scelsero questa data in memoria delle sorelle Mirabal, attiviste dominicane assassinate nel 1960 dal regime di Trujillo. Da quel momento, il 25 novembre è diventato il simbolo di una lotta che attraversa Paesi, culture e generazioni.  

La prima vittima di femminicidio

In Italia, il percorso di consapevolezza attorno al femminicidio inizia quasi trent’anni fa.
Nel 1996, l’uccisione di Jessica Filianti, una ragazza dell’Emilia-Romagna, segna profondamente l’opinione pubblica. La giovane venne massacrata con 43 coltellate dall’ex fidanzato: un delitto che fece emergere con drammatica chiarezza il problema della violenza di genere, ancora prima che il termine “femminicidio” entrasse nel linguaggio istituzionale.

I dati del 2025: un fenomeno che non si arresta

Secondo gli aggiornamenti del Ministero dell’Interno, riportati da diverse testate nazionali, tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2025 sono state uccise 73 donne.
Una diminuzione rispetto alle 91 vittime registrate nello stesso periodo del 2024, ma un numero che resta tragicamente alto.

Violenza digitale: il nuovo volto dell’abuso

Accanto alle forme più tradizionali di violenza, si sta diffondendo un fenomeno sempre più insidioso: la violenza online.
Negli ultimi anni, i casi di:

  • diffusione non consensuale di immagini intime,

  • stalking digitale,

  • accesso abusivo ai profili social,

  • deepfake pornografici generati con l’intelligenza artificiale

sono aumentati in maniera significativa.

Molte donne scoprono immagini fasulle ma incredibilmente realistiche diffuse nei gruppi Telegram o sui social, spesso con l’intento di umiliarle, ricattarle o danneggiarne la reputazione.

La violenza digitale non lascia lividi, ma crea ferite psicologiche profonde, e ha un potenziale devastante perché può diffondersi ovunque e restare online per sempre.

Il 25 novembre non è una commemorazione simbolica: è un promemoria.
Un invito a ricordare Jessica e tutte le donne che non ci sono più, ma anche a proteggere quelle che oggi chiedono ascolto, tutela, giustizia.

Regionali, Auriemma: « Con Fico presidente il M5S torna protagonista in Campania»

Auriemma (M5S): «Risultato straordinario a Napoli: l’11,21% premia gli attivisti storici. Con Fico presidente e 4 consiglieri eletti, il M5S torna protagonista in Campania» «Il risultato ottenuto dal Movimento 5 Stelle a Napoli è un segnale forte: quando si valorizza la nostra identità originaria, il territorio risponde con convinzione». Così Carmela Auriemma, coordinatrice del M5S Napoli, commenta l’esito delle elezioni regionali che nel capoluogo hanno visto la lista del Movimento raggiungere l’11,21%, diventando la seconda forza della coalizione e superando anche la lista del governatore uscente De Luca. «È un traguardo che premia una lista fatta da attivisti storici, persone che da anni lavorano nei quartieri, tra la gente, senza mai arretrare di un passo. Questo risultato dimostra che partecipazione, credibilità e impegno civico sono ancora la nostra forza», afferma Auriemma. Grazie a questa affermazione, il M5S potrà contare su 4 consiglieri regionali eletti a Napoli, un risultato che rafforza in modo significativo la rappresentanza del Movimento nel futuro Consiglio. Auriemma sottolinea anche la portata politica del nuovo scenario regionale: «Con l’elezione di Roberto Fico alla presidenza della Regione, si apre una stagione nuova per la Campania. Una stagione in cui il Movimento 5 Stelle avrà un ruolo centrale nel restituire trasparenza, giustizia sociale e sostenibilità alle politiche regionali». «Adesso inizia una fase di lavoro intensa – conclude – in cui continueremo, insieme ai nostri portavoce e al presidente Fico, a costruire una Campania più giusta, più vicina ai cittadini e capace finalmente di rispondere ai bisogni reali dei territori».

Regionali, a Somma Vesuviana il verdetto delle urne ridisegna gli equilibri. E lo scenario guarda già alle comunali

Le elezioni regionali in Campania offrono anche per Somma Vesuviana un quadro politico ricco di indicazioni, soprattutto in vista della stagione amministrativa che attende la città. I tre candidati locali hanno raccolto numeri importanti, che permettono di leggere sia dinamiche consolidate sia nuovi movimenti nel corpo elettorale. Il dato più significativo è quello di Carmine Mocerino, che ottiene 1.704 preferenze nella sua Somma. Una cifra che conferma un radicamento profondo maturato in anni di attività istituzionale: Mocerino siede in Consiglio regionale dal 2010, ed è stato una presenza costante e riconosciuta. Questa volta, però, il dato complessivo non è bastato per la rielezione. Era candidato con la lista A Testa Alta, formazione che comunque elegge Lucia Fortini, con la quale Mocerino ha lavorato in tandem per anni e con cui ha condiviso un percorso politico stabile. La sua mancata elezione chiude un ciclo lungo di rilievo , ma il risultato numerico conferma che la sua presenza politica sul territorio resta tutt’altro che marginale. Rilevante anche il risultato di Giusiana Guerra, candidata con Forza Italia, che ottiene 1.248 preferenze a Somma Vesuviana. Guerra, moglie dell’ex sindaco Salvatore Di Sarno, si afferma come uno dei profili femminili più votati del territorio in questa tornata. Con 631 preferenze, Francesca Allocca — cardiologa, figlia dell’ex sindaco Allocca — registra un  buon risultato come candidata della Lega. Una candidatura forse meno conosciuta rispetto ai nomi di lungo corso della politica sommese, che tuttavia ha raccolto un consenso rilevante. Anche lei non eletta, ma la sua affermazione segna l’emergere di una figura nuova all’interno del centrodestra cittadino, destinata con tutta probabilità a restare in campo. Non sono mancati selfie sui social di alcuni politici locali che hanno manifestato sostegno a candidati di altri comuni. È il caso del sostegno  a Mensorio, a Zinno, Fiola, Manfredi, Pelliccia, tutti vincitori. Naturalmente, il voto regionale non può essere sovrapposto alle elezioni comunali: dinamiche, alleanze, candidature e sensibilità degli elettori cambiano profondamente quando il giudizio riguarda la guida diretta della città. Tuttavia, i numeri di questa tornata rappresentano — inevitabilmente — un banco di prova politico.

Regionali, ecco il nuovo consiglio. Tutti i nomi degli eletti

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Elezioni Regionali Campania 2025, ecco la nuova composizione del Consiglio: 33 seggi al centrosinistra, 17 al centrodestra   Le Elezioni Regionali del 23 e 24 novembre 2025 ridisegnano in modo netto il nuovo assetto politico della Campania. La coalizione di centrosinistra guidata dal neo-governatore Roberto Fico conquista una maggioranza ampia, ottenendo 32 seggi, che diventano 33 con l’ingresso del presidente. Il centrodestra di Edmondo Cirielli si ferma invece a 17 seggi, più il candidato governatore, per un totale di 18.   Il distacco emerso già nelle prime proiezioni del pomeriggio di lunedì è stato confermato dallo scrutinio finale: il centrosinistra arriva al 60,63% (1.285.958 voti), mentre il centrodestra si attesta al 35,72% (757.628 voti). Il Partito Democratico si conferma la prima forza politica regionale con il 18,41%, seguito da Fratelli d’Italia (11,93%), Forza Italia (10,71%) e Movimento 5 Stelle (9,10%).   La ripartizione dei seggi premia anche le liste civiche a sostegno di Fico – A testa alta, Casa riformista, Avanti Campania, Roberto Fico Presidente – mentre nel centrodestra Fratelli d’Italia e Forza Italia ottengono lo stesso numero di rappresentanti, seguite dalla Lega e dalla lista Cirielli Presidente – Moderati e Riformisti.   Quelli che seguono sono i risultati ufficiosi, trasmessi dai presidenti di seggio al Ministero dell’Interno. La proclamazione ufficiale arriverà con la validazione della Corte d’Appello.   I NOMI DI TUTTI GLI ELETTI   Nel nuovo consiglio regionale della Campania il centrosinistra del governatore Roberto Fico potrà contare su 32 consiglieri, più il presidente della giunta regionale, per complessivi 33, su un totale di 50 consiglieri regionali. Al centrodestra di Edmondo Cirielli vanno, invece, 17 seggi, più il candidato governatore, per un totale di 18. Il consigliere più votato è Giorgio Zinno, del Pd, con oltre 39mila preferenze.   Il centrosinistra prende il 60,63% dei voti (1.285.958 di voti), il centrodestra si ferma al 35,72% (757.628 voti). Il Pd è il primo partito della Campania con il 18,41%. Mentre Fratelli d’Italia si attesta al secondo posto con l’11,93%, seguito da Forza Italia, terzo, con il 10,71%, e dal Movimento 5 Stelle, quarto, con il 9,10%.   Questi i risultati definitivi per l’assegnazione dei seggi nell’assemblea regionale emersi dalle elezioni del 23 e 24 novembre 2025, all’esito degli scrutini nelle 5.825 sezioni terminati nella tarda serata di lunedì. Una larga vittoria per l’ex presidente della Camera, apparso abbastanza chiaro dal divario della forbice delle proiezioni fin dal primo pomeriggio, subito dopo la chiusura delle urne.   Per quanto riguarda l’attribuzione dei seggi alle liste, in dettaglio, la ripartizione assegna al Pd (18,41%) 10 consiglieri, al Movimento 5 Stelle 2050 (9,12%) 5 consiglieri, alla lista civica “A testa alta” (8,34%) ispirata dall’ex governatore Vincenzo De Luca, 4 seggi, Avanti Campania (5,89%) 3 consiglieri, Casa riformista per la Campania (5,82%) 3 consiglieri, Roberto Fico Presidente (5,41%) 3 consiglieri, Alleanza Verdi e Sinistra (4,66%) 2 consiglieri, Mastella Noi di Centro Noi Sud (3,55%) 2 consiglieri.   Nel centrodestra, Giorgia Meloni per Cirielli – Fratelli d’Italia (11,93%) 6 consiglieri, PPE Forza Italia Berlusconi (10,72%) 6 consiglieri, Lega Cirielli Presidente (5,51%) 3 consiglieri, Cirielli Presidente per la Campania – Moderati e Riformisti (4,69%) 2 consiglieri.   Questi, invece, i risultati nel 2020, quando il centrosinistra prese 32 consiglieri (1.789.017 voti, pari al 69,48%), più Vincenzo De Luca. Il centrodestra 10 (464.921 voti, 18,06%) con candidato presidente Caldoro. Il M5S, che correva da solo, 7 consiglieri (233.975 preferenze, pari al 9,92%).     I nomi di tutti gli eletti in consiglio regionale 2025   Circoscrizione di Napoli (26 consiglieri)   Centrosinistra, Roberto Fico Presidente (19 consiglieri)   PD (6 consiglieri) ZINNO GIORGIO (39.446) MADONNA SALVATORE (38.855) MANFREDI MASSIMILIANO (30.591) RAIA LOREDANA 29.321 FIOLA CARMELA DETTA BRUNA (28.408) AMIRANTE FRANCESCA (21.928)   Movimento 5 Stelle 2050 (4 consiglieri) FELLA TRAPANESE LUCA DETTO TRAPANESE (12.769) FLOCCO SALVATORE (6.263) SAIELLO GENNARO (6.086) VIGNATI ELENA (4.767)   A testa alta (2 consiglieri) PORCELLI GIOVANNI (20.833) FORTINI LUCIA (17.748)   Avanti Campania (1 consigliere) MENSORIO GIOVANNI (22.053)   Roberto Fico Presidente (2 consiglieri) SIMEONE GAETANO DETTO NINO (7.854) D’ERRICO DAVIDE (4.505)   Alleanza Verdi e Sinistra (2 consiglieri) CEPARANO CARLO (9.691) ANDREOZZI ROSARIO (7.404)   Casa riformista per la Campania (1 consigliere) BUONAJUTO CIRO DETTO CIRO (19.230)   Mastella Noi di Centro Noi Sud (1 consigliere) BARRA GIUSEPPE (6.221)   Centrodestra, Edmondo Cirielli (7 consiglieri)   Giorgia Meloni per Cirielli – Fratelli d’Italia (3 consiglieri) FELE PALMIRA DETTA IRA (14.780) SANGIULIANO GENNARO DETTO GENNY (9.897) PISACANE RAFFAELE MARIA (9.727)   PPE Forza Italia Berlusconi (2 consiglieri) PELLICCIA MASSIMO DETTO MASSIMO (16.508) PANICO ASSUNTA DETTA SUSY (12.909)   Lega Cirielli Presidente (1 consigliere) ROSTAN MICHELA DETTA MICA (11.032)   Cirielli Presidente per la Campania – Moderati e Riformisti – IOVINO FRANCESCO (8.190)     —   Circoscrizione di Salerno (9 consiglieri)   Centrosinistra (5 consiglieri)   Pd (2 consiglieri) MATERA CORRADO (19.621) PICARONE FRANCESCO DETTO FRANCO (13.174)   A testa alta (1 consigliere) CASCONE LUCA (20.877)   Avanti Campania (1 consigliere) VOLPE ANDREA (17.305)   Roberto Fico Presidente (1 consigliere) CUOFANO GIOVANNI MARIA (4.979)   Centrodestra (4 consiglieri)   Giorgia Meloni per Cirielli – Fratelli d’Italia (1 consigliere) FABBRICATORE GIUSEPPE DETTO PEPPE (13.836)   PPE Forza Italia Berlusconi (1 consigliiere) CELANO ROBERTO (8.650)   Lega Cirielli Presidente (1 consigliere) MINELLA MIMI’ DETTO MIMMO (5.941)   Cirielli Presidente per la Campania – Moderati e Riformisti (1 consigliere) ODIERNA SEBASTIANO (3.183)     Circoscrizione di Caserta (8 consiglieri)   Centrosinistra (5 consiglieri)   Pd (1 consigliere) VILLANO MARCO (12.509)   Movimento 5 Stelle 2050 (1 consigliere) AVETA RAFFAELE (6.445)   A testa alta (1 consigliere) OLIVIERO GENNARO (17.138)   Casa riformista per la Campania (1 consigliere) SMARRAZZO PIETRO DETTO PIETRO (10.374)   Avanti Campania (1 consigliere) IOVINO GIOVANNI (9.791)   Centrodestra (3 consiglieri)   PPE Forza Italia Berlusconi (1 consigliere) ZANNINI GIOVANNI (31.932)   Giorgia Meloni per Cirielli – Fratelli d’Italia (1 consigliere) SANTANGELO VINCENZO (11.313)   Lega Cirielli Presidente (1 consigliere) GRIMALDI MASSIMO (9.250)     Circoscrizione di Avellino (4 consiglieri)   Centrosinistra (2 consiglieri)   Pd (1 consigliere) PETRACCA MAURIZIO (25.507)   Casa riformista per la Campania (1 consigliere) ALAIA VINCENZO (19.396)   Centrodestra (2 consiglieri)   PPE Forza Italia Berlusconi (1 consigliere) PETITTO LIVIO (9.083)   Giorgia Meloni per Cirielli – Fratelli d’Italia (1 consigliere) ZECCHINO ETTORE (3.737)   Circoscrizione di Benevento (2 consiglieri)   Centrosinistra (1 consigliere)   Mastella Noi di Centro Noi Sud (1 consigliere) MASTELLA PELLEGRINO (13.841)   Centrodestra (1 consigliere)   PPE Forza Italia Berlusconi (1 consigliere) ERRICO FERNANDO (10.704)    

A Nola la tre giorni per la ricorrenza del 25 novembre

A Nola una tre giorni per rafforzare i valori del rispetto e della dignità delle persone

Mostre pittoriche e appuntamenti letterari: per la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne l’amministrazione comunale di Nola guidata dal sindaco Andrea Ruggiero, promuove una serie di iniziative culturali per sensibilizzare la cittadinanza su un fenomeno che continua a rappresentare un’emergenza sociale di grande attualità.

La ricorrenza del 25 novembre  richiama il sacrificio delle sorelle Mirabal, simbolo universale di resistenza contro la violenza e l’oppressione. Un richiamo che oggi, a Nola, assume un valore ancora più forte: la città porta infatti ancora il dolore per la tragica uccisione di Noemi, la giovane donna, morta per mano del fratello. Una ferita profonda per l’intera comunità, che impone  un impegno costante nella prevenzione, nell’ascolto e nel sostegno.

In collaborazione con la Pro-Loco e con l’associazione Passepartout saranno organizzati due eventi che coinvolgeranno soprattutto le scuole di Nola: si tratta della mostra pittorica di Christophe Mourey dal titolo “Silenti Fragori”.

Allestita nell’Andito Bruniano del municipio di piazza Duomo è in programma dal 25 al 27 novembre. Nel giorno della chiusura  dell’evento artistico si terrà invece la presentazione del libro “Le Sibille” di Vincenza Alfano che si terrà il 27 novembre nell’aula consiliare dedicata ad Aldo Masullo.

“Rispetto a quanto accade purtroppo ogni giorno  non possiamo restare indifferenti: la violenza sulle donne è un’emergenza che riguarda tutti e contro la quale – dice il sindaco Andrea Ruggiero – dobbiamo agire costantemente attraverso l’educazione, la prevenzione e il sostegno concreto”.

“La violenza di genere  – dice l’assessore alle Politiche Sociali, Florinda Aliperta, non è un fatto privato, è una ferita collettiva ed in questo scenario coinvolgere i giovani è essenziale: sono loro i protagonisti del cambiamento, coloro che possono costruire un futuro in cui le donne siano davvero libere e protette.”