Nuovi Cavalieri e Commendatori a Napoli e provincia. Per Ottaviano e Palma, stemma e gonfalone

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Nola, Pomigliano d’Arco, Volla, San Giorgio e tanti altri paesi dell’hinterland avranno da martedì nuovi insigniti delle più alte onorificenze della Repubblica.

Martedì 1 ottobre, alle ore 11.30, alla presenza delle massime autorità civili e militari, il Prefetto Francesco Musolino consegnerà i diplomi delle Onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cinquanta cittadini del capoluogo e della provincia di Napoli, i quali si sono distinti per particolari benemerenze.

Nell’ambito della manifestazione, il Prefetto consegnerà ai sindaci dei Comuni di Ottaviano e Palma Campania il decreto del Presidente della Repubblica di concessione di stemma e gonfalone. Di seguito, l’elenco degli insigniti, comune per comune.

COMUNE DI NAPOLI

PER LA CLASSE DI CAVALIERE:

SIG.RA AITA ANNA
DOTT. CESTARO LUCA
AVV.STATO DEL VECCHIO PAOLO
AVV. FRANCHOMME PAOLA
DR.SSA GALEONE DANIELA
DOTT. GUIDA GIANLUCA
COL. LEO ROBERTO
DOTT. MARINO DOMENICO
SIG. RUBINO MAURIZIO
SIG. TANZI ALDO
DOTT. TROISE SALVATORE

PER LA CLASSE DI UFFICIALE
CONTRAMM. BASILE ANTONIO
DR.SSA BORRELLI EMMA
COL. DR. CAIAZZO VINCENZO
SIG.RA D’ANGELO LUISA
VICE PREFETTO DR.SSA PERRELLA LUCIA

PER LA CLASSE DI COMMENDATORE
DR. CARBONE SALVATORE
DR. CONVERTI MASSIMILIANO
SIG. SCANNI NICOLA

COMUNE DI AFRAGOLA
LUOG. CARLO CORATO – CAVALIERE
COL. RAFFAELE SALZANO – CAVALIERE

COMUNE DI CAPRI
BRIG. ANTONIO CELIO – CAVALIERE

COMUNE DI CARDITO
V.BRIG. PIETRO PELUSO – CAVALIERE

COMUNE DI CASORIA
M.LLO CAPO MICHELE MEMBRINO – CAVALIERE
SOVR. CAPO BRUNO ATTANASIO – CAVALIERE

COMUNE DI CASTELLAMMARE DI STABIA
RAG. VINCENZO ESPOSITO – CAVALIERE

COMUNE DI ERCOLANO
CAP. DI VASC. LUCIANO DEL PRETE – CAVALIERE

COMUNE DI FRATTAMAGGIORE
SIG. UMBERTO FORNITO – CAVALIERE
DR.SSA RAFFAELLA NICODEMO – CAVALIERE

COMUNE DI META
DR. GIUSEPPE DE SIMONE – CAVALIERE

COMUNE DI MUGNANO
VICE QUEST. DR. VINCENZO GALLOZZI – UFFICIALE
M.LLO A. RAFFAELE SABINO – CAVALIERE

COMUNE DI NOLA
SIG. SABATO VASCO – CAVALIERE


COMUNE DI PIANO DI SORRENTO
M.LLO CAPO DR. DANIELE DE MARINI -CAVALIERE

COMUNE DI POMIGLIANO D’ARCO
SOVR. FRANCESCO COPPETA – CAVALIERE
SOVR. CAPO GIUSEPPE D’ONOFRIO – CAVALIERE
DOTT. FILIPPO SENA – CAVALIERE

COMUNE DI PORTICI
DR.SSA ROSA PERRI- CAVALIERE

COMUNE DI POZZUOLI
DR.STEFANO PORRO – CAV.

COMUNE DI S.GENNARO VESUVIANO
APP. ALESSANDRO ZANOLLA – CAVALIERE

COMUNE DI S.GIORGIO A CREMANO
SIG. CARLO CASUCCI – CAVALIERE

COMUNE DI SANT’ANTIMO
SOST. COMM. PASQUALE MARTORELLI – CAVALIERE

COMUNE DI SCISCIANO
APP. SC. GIOVANNI LOMASTO – CAVALIERE

COMUNE DI TORRE ANNUNZIATA
SIG. FRANCESCO SPERA – UFFICIALE

COMUNE DI TORRE DEL GRECO
DR.SSA MADDALENA ASCIONE – CAVALIERE

COMUNE DI VILLARICCA
ISP. CAPO ANTONIO ABBRUZZO – CAVALIERE
SOVR. CAPO VINCENZO PORCELLI – CAVALIERE

COMUNE DI VOLLA
1 M.LLO LGT. ANTONIO ANDOLFO – CAVALIERE
CAPO REP.GIUSEPPE D’AMBROSIO – CAVALIERE

Sant’Anastasia. Tammorra, l’impegno dei giovani

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Il gruppo giovanile dell’associazione “San Ciro Onlus” parla della terza edizione della festa della tammorra.

 Alla fine della “Festa della Tammorra Città di Sant Anastasia” i più entusiasti sono il gruppo giovanile dell’associazione “San Ciro Onlus” impegnati certamente nel ripescare e far rivivere “Le nostre radici”, denominazione del progetto generale del sodalizio, ma proiettati ad essere parte attiva e costruttiva di momenti di sana convivenza e giovialità paesana.

Se il bilancio della terza edizione della festa è positivo, se da tutta la Campania sono arrivati maestri, chiedendo – ad es. – di suonare e ballare anche ritmi cilentani, oltre alle note paranze vesuviane, con appassionati e curiosi mescolati a centinaia di cittadini del territorio, se si sono riversati tutti in piazza Madonna dell’Arco addobbata come un paesaggio campestre, il merito va anche al gruppo giovani della San Ciro, che ha “firmato” l’idea, il programma e la realizzazione.

“Ringraziamo gli sponsor come La Dolce Sosta e l’associazione Musica e Cultura di Somma Vesuviana che ci ha offerto la sua collaborazione per la nostra festa che è ormai la festa degli anastasiani, divenuta appuntamento fisso – dicono i responsabili della San Ciro – così come un sentito ringraziamento va al sindaco Carmine Esposito, sempre sensibile alle iniziative finalizzate alla promozione e alla rivalutazione del territorio”.

“Il nostro è un progetto che continua grazie all’amore, alla passione e alla voglia del gruppo adulti e giovani dell’associazione. La Festa della Tammorra è giunta alla terza edizione e da due anni ha ottenuto il patrocinio da parte del comune di Sant’Anastasia proprio perché tende a riscoprire antichi valori e tradizioni delle nostre terre. Quest’anno – dice Marianna Visone, a nome dei giovani dell’associazione – è stata più completa perché siamo riusciti ad avere i tipici carretti che caratterizzano le kermesse tammorristiche. E l’interesse dimostrato dai cittadini, unito alla curiosità ed alla meraviglia, ha sancito il successo della sfilata dei carri, a suon di tammorre, attraverso tutto il paese: partiti da P.zza del Lavoro, percorrendo via E. Merone, via Arco, via Marconi, via Primicerio, via Casamiranda, via Mario de Rosa, corso Umberto I, via Somma, via D’Auria, sono arrivati in via Arco per sostare presso il Santuario ad omaggiare e salutare la Madonna dell’Arco.

Noi giovani siamo ovviamente molto soddisfatti, perché sono intervenute paranze molto note a movimentare e allietare le due serate, dal vesuviano e dintorni, circa una ventina. Abbiamo superato circa 3 migliaia di visitatori e siamo felicissimi di essere conosciuti anche in altri paesi per la festa della tammorra e soprattutto di aver condiviso con la gente la nostra iniziativa. L’associazione San Ciro onlus, da alcuni anni è affiancata da giovani determinati, dinamici e soprattutto con la voglia di aiutare il prossimo, infatti sono sia il presente che il futuro dell’Associazione.

Come da tradizione, l’Associazione San Ciro Onlus ha offerto a tutti i presenti la famosissima “pasta e fagioli”, apprezzata da ogni persona che l’ha provata e soprattutto erano felici di poter far beneficenza con un minimo contributo. Il ricavato verrà devoluto alla ricerca contro le malattie leucemiche e tumori infantili. Il motto che ci guida in ogni iniziativa è “donare un sorriso ad un bambino dà senso alla nostra vita, aiutaci ad aiutare”. Ringraziamo tutte le persone che ci hanno aiutato ad organizzare l’evento, dai carrettisti ai venditori, dal nostro Presidente a tutti i volontari”.
(Fonte foto: Ufficio Stampa Comune di Sant’Anastasia)

Sant’Anastasia ricorda gli otto cittadini caduti nel ’43

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Su iniziativa della pro-loco dell’Arco, con la collaborazione dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, sezione di Napoli S. Felice, martedì 1° ottobre, nel 70esimo anniversario, si terrà una cerimonia in memoria dei caduti.

 Era il 1° ottobre del 1943 quando un colpo di artiglieria tedesca da via Pomigliano e da circa 2 km prese in pieno la chiesa madre, la colleggiata S. M. La Nova, sita in via Roma, provocando la morte di 8 cittadini.

Il ricordo è stampato nella mente dei più anziani e su di una lapide marmorea, posta a destra sulla facciata della chiesa, riportante i loro nomi. Su iniziativa della pro-loco dell’Arco, con la collaborazione dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, sezione di Napoli S. Felice, martedì 1° ottobre 2013, nel 70esimo anniversario, si terrà una cerimonia in memoria dei caduti, con inizio alle ore 9,30. Il raduno per i partecipanti è in piazza Cattaneo, con partenza del corteo verso via Roma e la chiesa madre, in cui alle 10,30 sarà officiata una messa solenne a cura di Padre Giorgio Tufano, in presenza dei familiari delle vittime, invitati dalla pro-loco unitamente alle autorità religiose e civili, militari, associazioni, ed alla rappresentanza di scolaresche.

“E’ una prima manifestazione della pro-loco e non potevamo che iniziare con un momento molto significativo – dice il Presidente Ciro Fiore – che ci ricorda il passato, un momento storico difficile per il nostro paese, che oltre al sacrificio dei militi caduti in guerra, ha mietuto vittime tra i cittadini. E’ una manifestazione semplice, ma ricca di significato per l’intera comunità, in quanto il sacrificio dei nostri avi sicuramente ha contribuito ed ancora può contribuire ad impegnarsi per la pace e per valori condivisi”.
(Fonte foto: Ufficio Stampa Comune di Sant’Anastasia)

Si maschera da Batman per educare i figli [VIDEO]

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Batpapà, al secolo Blake Wilson, ha avuto un’idea geniale, e nel giro di pochi giorni conquista il web.

È un genitore medio americano, con una bella moglie e due bimbi piccoli. Per gestire al meglio la sua famiglia e per educare i suoi bambini in maniera efficace, decide di mascherarsi da Batman e di riprendere tutto.

Così mentre il suo piccolo sta lavando i denti, gli si piazza davanti intimandogli di usare lo spazzolino nel giusto verso. Allo stesso modo, mentre la moglie prepara la lavatrice, comprare alle sue spalle spaventandola e rammentandole di lavare bene il suo pigiama.

Il video è diventato subito virale, a tal punto da raggiungere oltre cinque milioni di visualizzazioni in soli quattro giorni.

Si maschera da Batman per educare i figli [VIDEO]

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Batpapà, al secolo Blake Wilson, ha avuto un’idea geniale, e nel giro di pochi giorni conquista il web.

È un genitore medio americano, con una bella moglie e due bimbi piccoli. Per gestire al meglio la sua famiglia e per educare i suoi bambini in maniera efficace, decide di mascherarsi da Batman e di riprendere tutto.

Così mentre il suo piccolo sta lavando i denti, gli si piazza davanti intimandogli di usare lo spazzolino nel giusto verso. Allo stesso modo, mentre la moglie prepara la lavatrice, comprare alle sue spalle spaventandola e rammentandole di lavare bene il suo pigiama.

Il video è diventato subito virale, a tal punto da raggiungere oltre cinque milioni di visualizzazioni in soli quattro giorni.

Acerra, rifiuti pericolosi: il comune indaga sulla presenza di amianto

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Contro lo sversamento illegale della sostanza killer il comune avvia il censimento di tutti gli immobili del territorio.

 Nella terra dei fuochi d’immondizie d’ogni genere e dei rifiuti tossici nascosti sotto le coltivazioni si moltiplicano le segnalazioni sulla presenza di eternit, il pericoloso isolante messo al bando venti anni fa a causa del suo elevatissimo contenuto di amianto, la sostanza killer che provoca asbesto e tumori vari del polmone. Intanto l’amministrazione comunale di Acerra ha dato il via al censimento sull’amianto.

Obiettivi: proteggere l’ambiente e la salute dei cittadini ma anche controllare il territorio e sollecitare le bonifiche, prevenire lo sversamento illegale e l’abbandono indiscriminato della sostanza. “Il censimento – si scrive nel comunicato dell’ente – ha carattere obbligatorio e vincolante per gli edifici pubblici, i locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva e per i blocchi di appartamenti”. A questo proposito, su indicazione del sindaco, Raffaele Lettieri, è stata emanata un’ordinanza dirigenziale che, tra l’altro, stabilisce le modalità di espletamento dell’iniziativa. I cittadini cioè possono utilizzare gli appositi modelli forniti dal comune e disponibili presso gli uffici Urp. Modelli che sono anche scaricabili dal sito internet del comune.

Entro il termine perentorio di 120 giorni dalla data di pubblicazione dell’ordinanza sarà necessario effettuare la comunicazione al comune, che provvederà a trasmettere all’asl Napoli 2 Nord tutte le schede pervenute, per la valutazione del rischio e per il prosieguo dell’iter di competenza. “Hanno comunque l’obbligo di ottemperare a questa ordinanza – avverte il comune – anche coloro i quali siano già oggetto di precedenti provvedimenti relativi al rischio amianto”.

Napoli: il cuore dei vicoli e l’odore della passione. Invito ad una mostra speciale

Vicoli, odori, istanti, emozioni immortalate dagli occhi degli artisti. Chi crede in una Napoli migliore ha bisogno di opportunità. Un invito a partecipare ad un evento organizzato da giovani napoletani.

 L’arte è il dialetto con cui si diverte a comunicare la cultura e questa settimana la rubrica “Osservatorio Sociale” intende arricchire i lettori di questa testata giornalistica con qualche idea in più.

L’obiettivo è sempre lo stesso: provare a condividere idee, proposte, esporre dati, interagire con la gente comune, ricercare emozioni nuove per continuare a credere che vale la pena aprire la propria mente con risorse nuove da mettere in campo. Idee atte a modellare una realtà più pulita. Come già specificato in qualche articolo precedente, non è possibile trattare sempre e solo disastri napoletani. Tutti sono stanchi di leggere soltanto disfattismi, ed è da questo pensiero che nasce una chiacchierata con un amico del giornale ilmediano.it, un lettore dalla mente aperta, il Dott. Davide Porzio, un giovane sociologo che mosso dal desiderio di condividere emozioni positive, invita tutti a vedere Napoli anche e soprattutto come un contenitore di risorse preziose.

L’immagine è il fulcro di questa discussione. Immagine intesa come simulacro di una dignità culturale napoletana disinfettata da qualsiasi forma di contaminazione negativa. E’ nostro dovere, quotidianamente, quello di ricordarci cosa siamo e cosa ancora potranno essere le future generazioni. Ad avvilirsi per il marcio siamo ormai bravi tutti. E’ ovvio che debba restare sempre viva l’indignazione, la denuncia e la lotta contro la cultura del disinteresse e contro i mali che affiggono questo territorio, così come è vero anche che vanno sostenuti quei giovani che hanno voglia di puntare i riflettori su quanto di buono c’è in città.

La mostra fotografica proposta dal nostro amico risponde a questa sete di cultura positiva e Porzio lo specifica magistralmente: “Non serve una sensibilità sopraffina, una mente illuminata, per subire l’incanto di un paesaggio di mille colori, di una luna che tramonta sul mare alle prime luci dell’alba, di una valle che si incastra, verde, tra le pendici di qualche splendida montagna. Ma diventa già più complicato riuscire ad interpretare la magia di un momento quando il nostro paesaggio diventano le strade e i vicoli che battiamo tutti i giorni, quando le lune sul mare sono i volti di persone comuni che incontriamo per caso. Ecco cos’è la Street Photography, uno strumento in grado di interpretare l’incanto quando questo non si propone in maniera esplicita.

E’ riuscire a cogliere l’unicità in un istante che di unico, ad occhio profano, parrebbe non avere assolutamente nulla!”. Ma chi sono questi giovani artisti fautori dell’evento? E’ sempre il giovane sociologo a presentarli: “Olimpia Simonetti e Roberto Miller, street photographer per passione, sono protagonisti di un’esposizione stimolante e coinvolgente, che, a partire da giovedì 3 Ottobre, e fino al 15 dello stesso mese, saprà attirare l’attenzione, e di questo ne siamo convinti, anche dell’occhio più distratto degli abituali frequentatori della Fonoteca, rinomato spazio aggregativo napoletano, dalla forte attitudine culturale e artistica (Via Morghen 13)”. Da lettore, da curioso, da polemico, mi balza alla mente una domanda spinosa da fare a Davide Porzio.

Anche se eventi di questo tipo non sono così consueti, cosa dovrebbe differenziare questa mostra dalle tante altre che convenzionalmente siamo abituati a vedere? “Nelle loro immagini non c’è la prosopopea quasi mistica di chi intende necessariamente farsi veicolo di un messaggio univoco, quanto piuttosto la genuina esigenza emotiva di dover dire:’Ecco, questo è il mio spazio!’. Quale sia la notizia, l’informazione, che sottende l’intera mostra, piuttosto che ogni singola fotografia, non conta. L’immaginazione dell’osservatore è abbandonata in un territorio vergine, quasi selvaggio, dove il semplice stimolo visivo dovrà funzionare da bussola cognitiva, in grado di orientare l’intero quadro delle possibili interpretazioni personali, fino a creare una sensazione individuale, unica e intangibile.

Chi vi invita a questa mostra conosce bene la sensibilità dei due artisti e sa quanto le loro paure, la loro potenza, la loro urgenza espressiva, abbiano avuto un ruolo determinante nell’attimo in cui le loro dita sono state in piena connessione con le loro anime, al punto da ritenere esattamente quel momento, proprio quello e nessun altro, il momento perfetto per scattare. Ciò che sta per venirsi a creare in occasione di questo evento imperdibile, sarà in grado di produrre un’empatia unica. Si tratta di un primo atto, è evidente, e per questo siamo sicuri che la genuinità delle idee, la fragilità delle emozioni, la potenza dell’orgoglio, saranno le chiavi di un momento di condivisione che, inevitabilmente, segnerà tutti coloro che avranno la fortuna di parteciparvi”.

Davide Porzio ci ha convinti? E’ il caso di scoprire se sarà davvero così speciale questo appuntamento, potrà di sicuro essere un’occasione formativa, un’esperienza di confronto interessante che almeno avrà dato a noi tutti, la percezione che le cose belle organizzate dai napoletani sono tante, solo che non lo diciamo mai, siamo troppo impegnati a illustrare i disastri, trattandoli anche in modo poco utile, senza scientificità e senza proposte di soluzioni. Un lavoro inutile e spesso deleterio che accentua gli stereotipi sul nostro patrimonio intellettivo, ma questo è tutt’altro discorso, non pensiamoci stamattina.

Oggi limitiamoci a segnare in agenda questo appuntamento: “Olimpia Simonetti e Roberto Miller vi aspettano giovedì 3 ottobre, a partire dalle 21.30, alla Fonoteca, via Morghen 13 (Napoli), per l’inaugurazione del loro periodo espositivo”. Sarà un invito alla riflessione e un modo per pensare a come immortalare fotogrammi nuovi, quelli scattati dalla nostra coscienza ogni volta che diamo il nostro sostegno a chi ha sete di una realtà migliore.

LA LOCANDINA

OSSERVATORIO SOCIALE

Fiat, la Panda frena: assemblea della Fiom sul futuro di Pomigliano

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Si moltiplicano i timori sulle vendite dell’utilitaria made in Pomigliano. Cassintegrati oltre l’esasperazione e metalmeccanici della Cgil a convegno nella città delle fabbriche, venerdì 4 ottobre.

 Quale futuro dopo la Panda? L’interrogativo sta serpeggiando tra i 6000 addetti della Fiat di Pomigliano e del suo indotto. Una domanda che ha spinto la Fiom a organizzare un’assemblea a Pomigliano.

L’evento è previsto per la mattina di venerdì 4 ottobre, nella torre dell’Orologio. Ci s’interroga sul futuro della grande fabbrica a due anni dal lancio della Panda. Tra dieci giorni la Fiat di Pomigliano si bloccherà del tutto: stop in cig per tutti i circa 3200 addetti in attività, nella settimana dal 7 al 13 ottobre. La domanda interna ha fatto registrare un ulteriore calo. Da qui il fermo produttivo attraverso l’utilizzo della cassa. Cifre da brivido. In questa fase si trovano a zero ore 1300 dipendenti di Pomigliano.

Stessa sorte per i 316 operai del reparto logistico-smistamento merci di Nola, trasferiti dalla fabbrica cinque anni fa, e per i 720 addetti della Fiat-Magneti Marelli di Poggioreale, l’impianto di componenti ex Ergom che ha prodotto fino a quando l’azienda ha deciso di eliminare, nel 2010, la realizzazione delle vetture Alfa Romeo.

Tensione che sale mentre il tempo stringe. Il 31 marzo del prossimo anno scadrà il provvedimento di cassa integrazione straordinaria voluto all’inizio di questa primavera, con il placet della Regione e dei sindacati firmatari dell’accordo Panda, per non rischiare il licenziamento dei 1300 addetti di Pomigliano, a zero ore da anni. Stessa decisione è stata presa, a luglio, per i 720 operai di Poggioreale e per i 316 di Nola, anch’essi per la stragrande maggioranza a zero ore e coperti dall’ammortizzatore sociale fino alla prossima estate.

“Il governo deve intervenire per costringere la Fiat a confrontarsi anche con la Fiom – l’appello di Aniello Niglio, del direttivo regionale Fiom – ormai è chiaro che la produzione Panda non potrà garantire il rientro di tutti i dipendenti di Pomigliano e dell’indotto. E si teme per il presente degli stessi 3000 in attività. Rivendichiamo lo strumento dei contratti di solidarietà e l’avvio di un nuovo modello, aggiuntivo, di vettura”.

Piazzolla: inaugurazione della nuova chiesa parrocchiale

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L’intero complesso è costituito dalla chiesa di 500 posti, ambienti per attività socio-religiose, auditorium da 300 posti e casa canonica.

Ad otto anni dalla posa della prima pietra, 25 aprile 2005, lo scorso luglio è stata inaugurata la nuova chiesa parrocchiale di Piazzolla, Maria SS dell’Immacolata. L’evento di eccezionale importanza per la vita della comunità è stato caratterizzato dalla presenza di autorità civili e religiose, sindaci del territorio, parlamentari. L’intero complesso socio religioso si sviluppa su di un’area di ben 4000 metri quadrati e consta della chiesa di 500 posti, ambienti per attività socio- religiose, auditorium dalla capienza di 300 posti e casa canonica.

L’esigenza di una nuova chiesa a Piazzolla si avvertì sin dagli anni ‘30 del secolo scorso. Il Parroco dell’epoca, Don Vincenzo Coppola, scrivendo al Vescovo di Nola ravvisava: “l’insufficienza di una chiesa parrocchiale di appena 70 metri quadrati per una popolazione di 4000 abitanti. La sempre crescente popolazione, il risveglio religioso che si sta avverando in questa contrada fa sentire il bisogno o di prolungare l’esistente chiesa o di edificarne una nuova sufficiente ai bisogni della popolazione”.

Il sacerdote, profondo conoscitore degli aspetti più reconditi dell’animo dei propri fedeli, nel prospettare la soluzione, evidenziava gli inconvenienti tecnici, economici e politici, nel caso di un prolungamento della chiesa esistente, data “l’opposizione delle autorità civili, perché vorrebbero che la parrocchia stesse in tenimento di Nola e non di Saviano”.

Queste ragioni lo inducevano ad optare per la costruzione di una chiesa nuova, non senza però, rilevare difficoltà logistiche e le gelosie di borgata derivanti da questa scelta: “per il posto da edificare la nuova parrocchia, le autorità locali bramano la Parrocchia nel sito Vetrari, posto più centrale, più abitato ove si vorrebbe la piazza principale, il municipio, la casa scolastica, la caserma etc. Si oppongono gli abitanti del “Rione Falco” composto da una sessantina di famiglie che vorrebbero la nuova parrocchia, attigua alla vecchia, anche se fosse trasportata al di là della strada, cioè in territorio di Nola, purché non sia trasportata ai Vetrari che distano circa 800 metri, e qualora la parrocchia sarà edificata ai Vetrari si andrebbe incontro alla spesa della casa canonica, non così ai Falco ove esiste la canonica con tutti i comodi”.

Il buon Coppola, lamentando l’inesistenza di un fondo cassa della Parrocchia, occorrente alla realizzazione dell’opera, faceva appello ad un interessamento del Potestà Raimondo per ottenere contributi dal governo. Disponibile anche a sacrifici personali egli esentava la popolazione da gravami “essendo quasi tutti poveri”. Nell’auspicio di trovare l’appoggio dei superiori, e delle autorità civili, denotava che “questo lembo di terra merita speciali considerazioni, per le tensioni sociali esistenti, dato che la delinquenza e il mal costume sono arrivati al non plus ultra, a centinaia possono enumerarsi i delitti annuali di ogni genere e il 95% dei matrimoni fatti senza timore di Dio”.

Quel buon Pastore morì nel 1956 e l’idea di costruire la nuova chiesa fu accantonata, complici rappresentanze politiche inadeguate, poco sensibili alle esigenze socio- spirituali della comunità e l’assenza di una pubblica opinione poco incisiva nel determinare le scelte degli eletti della frazione.
Fu Don Enrico Tuccillo da Piazzolla, durante il suo provvisorio periodo di reggenza della Parrocchia a rispolverare l’antica aspirazione avviando trattative per la cessione dell’area edificabile, con il proprietario, Avv. Italo Abate, negoziato concluso da Don Salvatore Luminelli, subentrato, frattanto, al Tuccillo, alla cui prudente tenacia e totale abnegazione alla causa è dovuta la scelta del progetto e sua realizzazione.

Il mese di luglio si rivela particolarmente propizio per la consacrazione di chiese a Piazzolla, infatti il 7 di luglio 1794 veniva consacrata la vecchia chiesa in contrada “Falco”, sorta per iniziativa degli abitanti del Vetraro. Essi “chiesero nel 1774 i Real permesso di edificare a proprie spese una chiesa parrocchiale nel divisato luogo detto propriamente Agro Nolano, giacchè la distanza di quel sito da Nola, e di altri Casali gli facea rimaner privi di sagramenti in punto di morte, perché stavano a più miglia distanti dalla chiesa parrocchiale di Nola, di Saviano, di Palma, di Ottajano, e da altri luoghi”.

Una diatriba durata un ventennio che vide i fratelli Di Falco, disponibili alla somministrazione del fondo e alla spesa per l’edificio, alleati con i naturali di Piazzolla, elargitori di una congrua di annui “ducati 34” per il parroco eligendo, in contrapposizione all’ostilità del Vescovo di Nola, Filippo Lopez y Rojo, il quale con espressione ingenerosa verso “quei miserabili terrazzani del Vetraro, truppa di gente ignorante facilissima a ricevere impressione”, non volle neppure benedire la chiesa fabbricata dai fratelli Di Falco nella loro Masseria, per favorire la richiesta del dovizioso conte Don Pasquale Narni Mancinelli di “traslatare da una sua tenuta, detta Selva delle Cinquevie, una cappella rurale e costruirne un’altra presso il palazzo di sua abitazione nella via pubblica per maggior comodo dei suoi e convicini coloni”.

Alla contesa prese parte, sia pur in forma defilata, ma senz’altro significativa, anche la Chiesa di Saviano, preoccupata della sottrazione di un buon numero dei fedeli. La disputa fu decisa dal re, Ferdinando I di Napoli , con dispaccio del 12 giugno 1794, in cui: “trovata molto opportuno e conveniente gli abitanti del Vetraro in codesto tenimento la dimanda dei medesimi fatta sin dal 1774 per una nuova Chiesa Parrocchiale nel divisato luogo detto propriamente Agro Nolano, si incarica il Vicario Capitolare di Nola di procedere subito alla benedizione della nuova chiesa sita nella contrada di Piazzolla, Vetraro e Cacciabella”. Dal Bollario dell’Archivio Diocesano di Nola la Chiesa di Piazzolla risulta consacrata il 7 luglio 1794. Preposto alla nuova chiesa fu il sacerdote Don Domenico Falco.

Dopo 220 anni di onorato servizio la vecchia chiesa viene posta in pensione, o meglio, sarà utilizzata dai cittadini delle contrade circostanti, in particolare da quelle ricadenti nel Comune di Saviano, mentre per i locali della canonica, essendo la chiesa di libera collazione, spetterà alla Curia ed al Comune di Nola, al quale è stato sempre “addossato il peso di provvedere ai bisogni del suo mantenimento”, stabilirne la destinazione d’uso sociale. Alla vecchia chiesa, i ringraziamenti più sentiti per la funzione sociale e religiosa svolta in questo lungo periodo, per le emozioni che ci ha regalato, da quelle spirituali a quelle ludiche. A Don Luminelli, artefice dell’opera realizzata, gli auguri più sinceri di ogni bene, per una lunga vita di proficuo lavoro a vantaggio della comunità di Piazzolla.

Ipercoop Campania, una battaglia iniziata un anno fa

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Ecco le varie tappe di una delle vertenze più importanti della regione in questo momento.

Novembre 2012: i lavoratori di Ipercoop Campania scioperano e manifestano nelle strade di Acerra, a poca distanza dall’ipermecato di Afragola, contro l’ipotesi di cessione di addetti, mezzi e merci al gruppo casertano Catone, specializzato in trasporti alimentari. Catone è un imprenditore che ha avuto problemi giudiziari per cui le perplessità di chi protesta rasentano la rabbia. Nel dicembre successivo l’operazione sarà respinta dai sindacati a seguito del no spuntato dal referendum dei circa 700 addetti campani. Aprile 2013: la Unicoop di Livorno dà il via alla procedura di licenziamento per 250 dei 662 addetti di Ipercoop Campania. Scioperi e proteste aumentano.

Poco dopo la coop livornese annuncia un piano di salvataggio delle coop emiliane Estense e Adriatica e blocca la procedura. Ma a luglio lavoratori e sindacati bocciano il piano, giudicato “vessatorio: tagli salariali e condizioni lavorative irricevibili ”. E’ la rottura delle trattative:si riaffaccia lo spettro della chiusura. 13 settembre 2013: con il mancato accordo tra azienda e sindacati si chiude definitivamente il confronto sui licenziamenti. Il 16 settembre i lavoratori campani salgono sul tetto dell’Ipercoop di Afragola e il 19 successivo vanno a Livorno e occupano l’Ipercoop della città toscana, costringendolo alla chiusura dopo aver manifestato davanti alla sede centrale di Unicoop.

Intanto mancano soltanto dieci giorni alla scadenza ( 8 ottobre ) della sospensione dei licenziamenti nella catena campana di negozi Ipercoop, voluta dal presidente di Unicoop, Marco Lami, durante le proteste a Livorno. Sono 250 i tagli previsti dalla proprietaria Unicoop, con la chiusura contestuale dell’ipermercato di Afragola, in cui lavorano 226 persone. Nel sistema Coop nazionale non erano mai stati annunciati tagli collettivi di tale portata. Ma si spera in un positivo colpo di scena.