Vicoli, odori, istanti, emozioni immortalate dagli occhi degli artisti. Chi crede in una Napoli migliore ha bisogno di opportunità. Un invito a partecipare ad un evento organizzato da giovani napoletani.
L’arte è il dialetto con cui si diverte a comunicare la cultura e questa settimana la rubrica “Osservatorio Sociale” intende arricchire i lettori di questa testata giornalistica con qualche idea in più.
L’obiettivo è sempre lo stesso: provare a condividere idee, proposte, esporre dati, interagire con la gente comune, ricercare emozioni nuove per continuare a credere che vale la pena aprire la propria mente con risorse nuove da mettere in campo. Idee atte a modellare una realtà più pulita. Come già specificato in qualche articolo precedente, non è possibile trattare sempre e solo disastri napoletani. Tutti sono stanchi di leggere soltanto disfattismi, ed è da questo pensiero che nasce una chiacchierata con un amico del giornale ilmediano.it, un lettore dalla mente aperta, il Dott. Davide Porzio, un giovane sociologo che mosso dal desiderio di condividere emozioni positive, invita tutti a vedere Napoli anche e soprattutto come un contenitore di risorse preziose.
L’immagine è il fulcro di questa discussione. Immagine intesa come simulacro di una dignità culturale napoletana disinfettata da qualsiasi forma di contaminazione negativa. E’ nostro dovere, quotidianamente, quello di ricordarci cosa siamo e cosa ancora potranno essere le future generazioni. Ad avvilirsi per il marcio siamo ormai bravi tutti. E’ ovvio che debba restare sempre viva l’indignazione, la denuncia e la lotta contro la cultura del disinteresse e contro i mali che affiggono questo territorio, così come è vero anche che vanno sostenuti quei giovani che hanno voglia di puntare i riflettori su quanto di buono c’è in città.
La mostra fotografica proposta dal nostro amico risponde a questa sete di cultura positiva e Porzio lo specifica magistralmente: “Non serve una sensibilità sopraffina, una mente illuminata, per subire l’incanto di un paesaggio di mille colori, di una luna che tramonta sul mare alle prime luci dell’alba, di una valle che si incastra, verde, tra le pendici di qualche splendida montagna. Ma diventa già più complicato riuscire ad interpretare la magia di un momento quando il nostro paesaggio diventano le strade e i vicoli che battiamo tutti i giorni, quando le lune sul mare sono i volti di persone comuni che incontriamo per caso. Ecco cos’è la Street Photography, uno strumento in grado di interpretare l’incanto quando questo non si propone in maniera esplicita.
E’ riuscire a cogliere l’unicità in un istante che di unico, ad occhio profano, parrebbe non avere assolutamente nulla!”. Ma chi sono questi giovani artisti fautori dell’evento? E’ sempre il giovane sociologo a presentarli: “Olimpia Simonetti e Roberto Miller, street photographer per passione, sono protagonisti di un’esposizione stimolante e coinvolgente, che, a partire da giovedì 3 Ottobre, e fino al 15 dello stesso mese, saprà attirare l’attenzione, e di questo ne siamo convinti, anche dell’occhio più distratto degli abituali frequentatori della Fonoteca, rinomato spazio aggregativo napoletano, dalla forte attitudine culturale e artistica (Via Morghen 13)”. Da lettore, da curioso, da polemico, mi balza alla mente una domanda spinosa da fare a Davide Porzio.
Anche se eventi di questo tipo non sono così consueti, cosa dovrebbe differenziare questa mostra dalle tante altre che convenzionalmente siamo abituati a vedere? “Nelle loro immagini non c’è la prosopopea quasi mistica di chi intende necessariamente farsi veicolo di un messaggio univoco, quanto piuttosto la genuina esigenza emotiva di dover dire:’Ecco, questo è il mio spazio!’. Quale sia la notizia, l’informazione, che sottende l’intera mostra, piuttosto che ogni singola fotografia, non conta. L’immaginazione dell’osservatore è abbandonata in un territorio vergine, quasi selvaggio, dove il semplice stimolo visivo dovrà funzionare da bussola cognitiva, in grado di orientare l’intero quadro delle possibili interpretazioni personali, fino a creare una sensazione individuale, unica e intangibile.
Chi vi invita a questa mostra conosce bene la sensibilità dei due artisti e sa quanto le loro paure, la loro potenza, la loro urgenza espressiva, abbiano avuto un ruolo determinante nell’attimo in cui le loro dita sono state in piena connessione con le loro anime, al punto da ritenere esattamente quel momento, proprio quello e nessun altro, il momento perfetto per scattare. Ciò che sta per venirsi a creare in occasione di questo evento imperdibile, sarà in grado di produrre un’empatia unica. Si tratta di un primo atto, è evidente, e per questo siamo sicuri che la genuinità delle idee, la fragilità delle emozioni, la potenza dell’orgoglio, saranno le chiavi di un momento di condivisione che, inevitabilmente, segnerà tutti coloro che avranno la fortuna di parteciparvi”.
Davide Porzio ci ha convinti? E’ il caso di scoprire se sarà davvero così speciale questo appuntamento, potrà di sicuro essere un’occasione formativa, un’esperienza di confronto interessante che almeno avrà dato a noi tutti, la percezione che le cose belle organizzate dai napoletani sono tante, solo che non lo diciamo mai, siamo troppo impegnati a illustrare i disastri, trattandoli anche in modo poco utile, senza scientificità e senza proposte di soluzioni. Un lavoro inutile e spesso deleterio che accentua gli stereotipi sul nostro patrimonio intellettivo, ma questo è tutt’altro discorso, non pensiamoci stamattina.
Oggi limitiamoci a segnare in agenda questo appuntamento: “Olimpia Simonetti e Roberto Miller vi aspettano giovedì 3 ottobre, a partire dalle 21.30, alla Fonoteca, via Morghen 13 (Napoli), per l’inaugurazione del loro periodo espositivo”. Sarà un invito alla riflessione e un modo per pensare a come immortalare fotogrammi nuovi, quelli scattati dalla nostra coscienza ogni volta che diamo il nostro sostegno a chi ha sete di una realtà migliore.

