Ecco le varie tappe di una delle vertenze più importanti della regione in questo momento.
Novembre 2012: i lavoratori di Ipercoop Campania scioperano e manifestano nelle strade di Acerra, a poca distanza dall’ipermecato di Afragola, contro l’ipotesi di cessione di addetti, mezzi e merci al gruppo casertano Catone, specializzato in trasporti alimentari. Catone è un imprenditore che ha avuto problemi giudiziari per cui le perplessità di chi protesta rasentano la rabbia. Nel dicembre successivo l’operazione sarà respinta dai sindacati a seguito del no spuntato dal referendum dei circa 700 addetti campani. Aprile 2013: la Unicoop di Livorno dà il via alla procedura di licenziamento per 250 dei 662 addetti di Ipercoop Campania. Scioperi e proteste aumentano.
Poco dopo la coop livornese annuncia un piano di salvataggio delle coop emiliane Estense e Adriatica e blocca la procedura. Ma a luglio lavoratori e sindacati bocciano il piano, giudicato “vessatorio: tagli salariali e condizioni lavorative irricevibili ”. E’ la rottura delle trattative:si riaffaccia lo spettro della chiusura. 13 settembre 2013: con il mancato accordo tra azienda e sindacati si chiude definitivamente il confronto sui licenziamenti. Il 16 settembre i lavoratori campani salgono sul tetto dell’Ipercoop di Afragola e il 19 successivo vanno a Livorno e occupano l’Ipercoop della città toscana, costringendolo alla chiusura dopo aver manifestato davanti alla sede centrale di Unicoop.
Intanto mancano soltanto dieci giorni alla scadenza ( 8 ottobre ) della sospensione dei licenziamenti nella catena campana di negozi Ipercoop, voluta dal presidente di Unicoop, Marco Lami, durante le proteste a Livorno. Sono 250 i tagli previsti dalla proprietaria Unicoop, con la chiusura contestuale dell’ipermercato di Afragola, in cui lavorano 226 persone. Nel sistema Coop nazionale non erano mai stati annunciati tagli collettivi di tale portata. Ma si spera in un positivo colpo di scena.

