Precariato, la nuova schiavitù

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Un interessante studio mette in evidenza i numeri e le anomalie del sistema di reclutamento del personale precario della scuola.

Da queste colonne abbiamo, purtroppo, più volte accennato all’annoso problema del precariato scolastico. un problema che investe tutte le componenti operanti all’interno della scuola, dai docenti, al personale si segreteria sino ai collaboratori scolastici.

Abbiamo anche parlato del decreto legislativo 104/2013, l’istruzione riparte, col quale l’attuale governo ha tentato di rimettere sui binari giusti il modo dell’istruzione nel nostro Paese. Nonostante il balletto dei numeri e le promesse che esso contiene, ad una più attenta lettura il DL non mette fine al drammatico problema del personale precario. La scuola è ripartita da poco più di un mese e, concluso il lavoro di tutti i Provveditorati, le assunzioni in ruolo dei docenti sono state circa undicimila. Una vera e propria miseria che ha solo minimamente scalfito il numero abnorme di personale iscritto nelle varie graduatorie. Solo in quelle ad esaurimento ci sono ancora duecentomila precari.

Ad essi bisogna aggiungere i ventimila abilitati del primo ciclo del Tirocinio Formativo Attivo, il TFA, e gli oltre sessantaseimila iscritti ai Percorsi Abilitanti Speciali, PAS. Ricordiamo che gli abilitati con il Tfa e con il Pas non possono attualmente inserirsi nel sistema di reclutamento che conferisce le nomine annuali, in quanto non hanno diritto di accesso alle Graduatorie ad Esaurimento. A questa imbarazzante situazione, il ministro Carrozza ha risposto con i suoi numeri: quasi settantamila docenti in tre anni e circa sedicimila unità del personale Ata. Fatti i dovuti conti, e nella speranza che il Mef autorizzi l’assunzione di personale trovando le dovute coperture, le graduatorie alla fine di questo “triennio d’oro” di assunzioni pulluleranno ancora di docenti in attesa di chiamata.

Eppure, dagli ultimi dati del sito Miur, sono state sottoscritte oltre centomila proposte di assunzione a tempo determinato per l’anno scolastico in corso. Ad esse si devono, poi, aggiungere, le assunzioni temporanee ottenute dalle graduatorie d’istituto con contratti firmati dal dirigente Scolastico. L’arzigogolo si infittisce ancora di più allorquando ci addentriamo nel cui prodest che alla base di tale comportamento. Non ci convince l’idea che non assumere in pianta stabile garantisca allo Stato un risparmio consistente nell’immediato e una sorta di paracadute per il lungo termine. L’analisi del precariato scolastico è più una questione sociologica e culturale, intimamente legata alla storia del nostro Paese.ma è anche una infinita questione nella quale il più becero burocratese dello Stato si mescola con un atavico disinteresse per le sorti della Scuola, da quella dell’infanzia sino all’Università.

E in questo campo incolto, nei decenni, sono cresciute le erbacce gramignose di un sistema di precarietà che sembra ormai impossibile da sconfiggere. Zizzania alimentata da decenni di politiche di austerity che, guarda caso, hanno sempre colpito la Scuola, deprimendola e depauperandola sin nel midollo. All’alba del terzo millennio, nel pieno di una crisi globale che il capitalismo stesso ha prodotto gonfiando a dismisura una virtual-economy che non esisteva, ti accorgi che i nuovi schiavi li trovi proprio nel posto meno indicato, la scuola italiana. Postcapitalismo e globalizzazione hanno creato non solo i lavoratori stagionali extracomunitari dell’agricoltura o le ragazze dei call center, ma soprattutto una dimensione precaria del lavoro tra laureati professionisti che hanno provato a mettersi in gioco nel mondo della scuola.

Ogni giugno, nel silenzio totale, la maggior parte di quei centomila assunti a tempo determinato viene licenziata e mestamente se ne torna a casa. Numeri da esodo biblico che non andranno mai tra le news del telegiornale di prima serata o sui titoli dei quotidiani nazionali. Un esercito muto vittima di un sistema che volutamente li tiene fuori dal mondo lavorativo stabile. Con tristezza, te li ritrovi attempati e ormai sfibrati dalla lunga attesa alle convocazione per le nomine a tempo indeterminato. Sembrano quasi timidi e sfuggenti. Forse sono solo increduli e profondamente delusi. Al di là di qualsiasi proclami o di insulsi pistolotti, l’unico modo di far crescere la scuola, tirandola fuori dalle enormi difficoltà nelle quali versa, è investire seriamente su di essa.

Investire nella scuola pubblica rendendo stabili i precari e rilanciando verso un futuro di qualità e certezze il sistema istruzione del nostro Paese. Le nuvole nere della crisi si addensano su questo governo, rischiando di far annegare nella notte da tregenda anche le poche cose buone contenute nel dl 104/2013. Forse dovremo ancora aspettare molto per vedere il sole di un governo nuovo che metta al centro, seriamente e durevolmente, la Scuola e la Cultura.
(Fonte foto: Rete Internet)

SCUOLA, CULTURA E DINTORNI

L’Alenia di Nola tra investimenti e nuove commesse

L’impianto di Boscofangone ha aumentato gli organici da 700 a 1100 addetti, a seguito della chiusura dello stabilimento di Casoria. Quest’anno investiti 90 milioni. Fiore all’occhiello: le lavorazioni Airbus A 380.

 Ormai sono già alcuni mesi che gli organici dell’Alenia di Nola sono passati da 70 a oltre 1000 dipendenti. Nell’impianto specializzato nella realizzazione delle sezioni di fusoliera dei grandi velivoli commerciali Airbus gli organici sono aumentati dopo la chiusura della fabbrica di Casoria e il conseguente trasferimento degli addetti nella grande fabbrica di Boscofangone.

Intanto qui gli investimenti sono cosa recente. 70 milioni di euro (fino a 90 milioni entro il 2014) sono già stati spesi per realizzare impianti di trattamento termico e superficiale, una macchina per la fresatura meccanica dei pannelli, che sostituisce il più pericoloso e meno ecocompatibile metodo chimico tradizionale, e nuove cabine di verniciatura per i programmi Airbus. Programma Airbus che è già aumentato del 12 % rispetto al 2011 e che punta sulla costruzione delle gigantesche parti di fusoliera del più grande aereo commerciale del mondo, l’A-380. Aumenti più consistenti, del 49 %, sono stati confermati anche per gli ordini delle sezioni destinate al velivolo a medio raggio A-321.

Secondo quanto più volte ribadito dall’amministratore delegato di Alenia Giuseppe l’accordo risalente al novembre del 2011, l’accordo delle tre R (Ristrutturazione, Riorganizzazione e Rilancio) ha restituito competitività e forza all’azienda, che qui in Campania ha il suo quartier generale dei velivoli commerciali”. L’accordo delle tre R aveva dato il via, l’anno scorso, a 460 tagli occupazionali tra gli oltre 4mila dipendenti del gruppo aeronautico campano e alla chiusura della fabbrica di Casoria, ultimo grande stabilimento del grosso centro alla porta nord di Napoli. Chiusura che è avvenuta a luglio e che ha portato al trasferimento a Nola dei 400 addetti.

Il che ha fatto aumentare gli organici dell’impianto di Boscofangone da 700 agli attuali 1100 dipendenti. Ora a Nola le produzioni sono in ascesa. Si attende il grande salto di qualità con nuove commesse Airbus e Boeing.

San Vitaliano, parte la refezione scolastica

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Il sindaco Falcone: “Un gruppo di mamme avrà la possibilità di verificare la qualità dei prodotti e capire anche gli alimenti preferiti dai ragazzi”.

 Parte il 2 Ottobre il nuovo servizio di mensa scolastica per l’anno 2013/2014 e destinato agli alunni della scuola dell’Infanzia del territorio comunale. La refezione, affidata alla Ditta CEA s.a.s che si è aggiudicata l’appalto di gara a partire dal 01/03/2012, verrà offerta agli insegnati nonché a tutti i bambini che per esigenze di salute o per motivi religiosi e culturali necessitano di diete particolari o personalizzate, che in questo caso saranno concordate con i familiari e i responsabili dell’Asl.

I dettagli sono stati resi noti nel corso di un incontro tra genitori e referente dell’Asl, prontamente organizzato dal sindaco Antonio Falcone e dall’assessore alla Pubblica istruzione Aurora Spiezia per le perplessità e i dubbi espressi dai cittadini circa il corretto funzionamento del servizio e la qualità degli alimenti. “ Ci siamo incontrati – precisa il primo cittadino – perché circolavano, anche su facebook, dicerie e informazioni false. Abbiamo così deciso di andare direttamente alla fonte, invitando il cuoco e il responsabile dell’Asl affinché potessimo stabilire un dialogo con i genitori. Esiste un controllo ed è sempre esistito, i documenti lo confermano”.

Il pasto di ogni alunno è infatti preparato seguendo la tabella dietetica e il menù fornito dalla Asl Napoli 4 e contiene gli ingredienti della dieta mediterranea, realizzata con prodotti di stagione e della tradizione locale. Scopo dell’amministrazione comunale sarà anche quello di offrire ai ragazzi, in accordo con gli insegnanti e in collaborazione con l’Asl, proposte di educazione alimentare, per rafforzare un rapporto consapevole e maturo con il cibo. “ Siamo qui per assicurare il rispetto delle regole e per stabilire un dialogo. Adesso è nostra priorità istituire una commissione apposita per tutelare la qualità della refezione scolastica”. La nuova Commissione mensa verrà istituita nel corso del prossimo Consiglio Comunale e di essa faranno parte due genitori e due insegnanti degli alunni della Scuola dell’Infanzia.

“Un gruppo di mamme – spiega il sindaco Falcone – avrà la possibilità di verificare la qualità dei prodotti e capire anche gli alimenti preferiti dai ragazzi”. Il responsabile del servizio, inoltre, effettuerà controlli e prelievi, anche senza preavviso, per verificare la corrispondenza quali-quantitativa dei pasti alla tabella dietetica, richiedendo anche l’intervento del servizio competente dell’Asl. “ I genitori sono rimasti soddisfatti”, precisa l’assessore alla Pubblica Istruzione Aurora Spiezia. “Ci siamo anche attivati, tramite un’impresa, per una pulizia generale prima dell’apertura. Se ci sono problemi devono essere affrontati insieme: attraverso il dialogo accoglieremo le emergenze principali. La nuova Commissione mensa diventerà un’interfaccia tra il Comune, i genitori e la scuola”.
(Fonte foto: Ufficio Stampa Comune di San Vitaliano)

Arriva a Roma il Tesoro di San Gennaro

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Sarà inaugurata a Roma, il prossimo 30 ottobre, la mostra “Il tesoro di Napoli. I capolavori del Tesoro di San Gennaro”, in cui saranno esposti molti dei preziosi monili donati al Santo nel corso dei secoli.

 Non era mai accaduto prima che, per una mostra, i preziosi gioielli del Tesoro di San Gennaro lasciassero Napoli. Era capitato al massimo che, per motivi di sicurezza, il Tesoro fosse stato spostato dal Duomo della città in altri siti, ma mai nella storia una parte così importante dell’inestimabile collezione era stata momentaneamente trasferita semplicemente per essere ammirata altrove. A saperlo i simpatici delinquenti del celeberrimo film “Operazione San Gennaro” avrebbero fatto bene ad aspettare un’occasione simile per tentare di trafugare il costosissimo tesoro.

Ad ogni modo, l’iniziativa romana è senza dubbio un evento storico. Voluta e organizzata dalla Fondazione Roma Museo, in collaborazione con il Museo di San Gennaro, la mostra “Il Tesoro di Napoli”, aperta al pubblico dal 30 ottobre 2013 al 16 febbraio 2014, ospiterà i pezzi più importanti della ricchissima collezione napoletana. Sarà così possibile ammirare a Palazzo Sciarra, nel cuore della Capitale, ben 90 capolavori scelti tra le 21.610 opere che compongono il Tesoro, tutti appositamente realizzati per il Santo e a lui donati da papi e re nel corso dei secoli.

La storia di Napoli e della sua devozione verso San Gennaro saranno idealmente ricostruite attraverso i gioielli del Tesoro, accumulati in sette secoli di storia, a partire dal XIV secolo quando si iniziò a parlare del miracolo della liquefazione del sangue. Tra i preziosi capolavori di oreficeria in mostra anche le “10 meraviglie”, tra cui picca la Mitra, in oro e argento, con oltre 3700 rubini, smeraldi e brillanti, realizzata nel 1713 dall’orafo Matteo Treglia e “il Collare” di San Gennaro, sicuramente l’oggetto più prezioso della collezione.

La collana, commissionata all’orafo Michele Dato nel 1679 dalla Deputazione della Cappella del Tesoro, è infatti composta da 13 maglie di oro massiccio, 700 diamanti, 276 rubini e 92 smeraldi. Al centro del magnifico monile sono state aggiunte inoltre, nei secoli, alcune eccezionali croci, tempestate di pietre preziose, donate al Santo da Carlo di Borbone, Maria Carolina d’Austria, Giuseppe Bonaparte e Vittorio Emanuele II. Il Tesoro di San Gennaro è, anche per questo, la più preziosa collezione di gioielli al mondo. Dal 2010, grazie ad un team di gemmologi che l’hanno valutata, è infatti considerata una collezione inestimabile, dal valore decisamente superiore a quello dei gioielli dello Zar di Russia e della Corona britannica messi insieme.

Sarà bene non farlo sapere in giro, anche se, contro eventuali furti, molte precauzioni sono già state prese dalla fondazione. Perché se San Gennaro non teme che gli si tocchino i gioielli – nemmeno Napoleone a suo tempo osò profanare il Tesoro- il Comune di Roma non si è voluto affidare solo alla protezione del Santo. Intanto i napoletani temono molto più che Roma tentenni a riconsegnare i preziosi gioielli, come accadde anni fa, quando, nell’immediato secondo dopoguerra, il Vaticano temporeggiò la restituzione del Tesoro dopo che questo, a causa del conflitto, era stato segretamente trasferito a Roma.

La mostra, ben vista anche dalle autorità napoletane, è in ogni caso un modo per rilanciare l’immagine di Napoli nel mondo. Il Tesoro di San Gennaro servirà a ricordare ai tanti turisti stranieri presenti a Roma che, più a Sud, ci sono altre meravigliose città. Per evitare di restare, dopo la cattiva fama che si è creata, una tappa secondaria e non importante dei giri turistici, Napoli si rivolge, ancora una volta, al santo patrono e porta fuori città il suo tesoro più grande, quello di San Gennaro. Che dire, la Madonna lo accompagni.
(Fonte foto: Rete Internet)

STORIE D’ARTE

Pollena Trocchia. Approvato il Bilancio di previsione

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Nonostante i tagli, la pressione fiscale non aumenta; sul fronte tares tariffa invariata e agevolazioni sostanziose per i meno abbienti.

 Si è tenuto ieri il primo consiglio comunale convocato dopo la pausa estiva. Il primo atto del parlamentino è stata la designazione del capogruppo di maggioranza; tutti gli eletti del gruppo “Insieme per costruire” hanno votato all’unanimità il consigliere Giuseppe Campajola. Il sindaco Francesco Pinto, nell’augurare “buon lavoro al neocapogruppo” si è detto certo “di un’azione proficua da parte sua, visto che – ha detto il sindaco – il consigliere Campajola svolgerà il proprio ruolo alla luce dell’esperienza maturata in questi anni”.

Subito dopo il Consiglio è entrato nel vivo delle discussioni per i punti all’ordine del giorno: le delibere per le tariffe Tares e il bilancio di previsione. “Le proposte arrivate in Consiglio sono frutto di un confronto con tutta la maggioranza, ciò ha portato alla condivisione totale rispetto alle scelte operate e al voto unanime con il quale sono state approvate”, ha spiegato il sindaco Pinto che detiene le deleghe al Bilancio e ai Tributi.

In quest’ottica, il parlamentino è riuscito attraverso un lavoro faticoso ed equilibrato ad evitare aumenti a danno delle famiglie e delle imprese, a garantire i servizi esistenti e a incrementarne alcuni. Sul fronte Tares il cambiamento del tributo, ovvero il passaggio dalla Tarsu alla Tares, non comporterà alcun aumento della pressione fiscale sulle utenze domestiche e non, anzi sono state previste una serie di agevolazioni tra le quali l’esenzione completa per i cittadini fuori dall’età lavorativa con reddito annuo non superiore agli ottomila euro che vivono in case in affitto, e l’esenzione al 50 per cento per coloro che si trovano nelle stesse condizioni economiche ma che invece vivono in un appartamento di proprietà.

Particolare attenzione è stata riservata anche alle famiglie numerose. Al tempo stesso, per incrementare la raccolta differenziata e contenere i costi a carico dei contribuenti, è stato previsto un sistema che, in prospettiva, consentirà a coloro che praticheranno il compostaggio domestico di ottenere un taglio del 30 per cento sulla tariffa. Il parlamentino ha poi approvato il bilancio di previsione 2013. “Nel contesto difficile in cui gli Enti locali si ritrovano, con un ulteriore taglio di 250mila euro che va a sommarsi al precedente di 550mila degli anni precedenti, abbiamo approvato il miglior bilancio possibile – ha commentato il sindaco Pinto.

“La politica di razionalizzazione e di contenimento delle spese ha costituito una priorità sin dal primo giorno di questo nostro secondo mandato accanto alla garanzia e continuità di servizi essenziali che abbiamo attivato nella precedente legislatura: posso affermare con soddisfazione che l’obiettivo è stato centrato”. Parere favorevole anche per la modifica del regolamento edilizio: l’atto approvato in Consiglio velocizzerà il lavoro di valutazione dei progetti arrivati con i precedenti regolamenti relativi alla realizzazione di aree standard e chioschi commerciali.

E’ infine passata la modifica del regolamento del funzionamento del consiglio comunale per la riorganizzazione delle commissioni permanenti: le commissioni passano da 6 a 4, ne faranno parte un rappresentante per ciascun gruppo consiliare. “In tal modo – ha spiegato il primo cittadino – il lavoro delle commissioni sarà più efficiente e ogni singolo componente verrà responsabilizzato nel ruolo che andrà a ricoprire in vece del gruppo che rappresenta”.
(Fonte foto: Rete Internet)

70 anni dalla strage nazista di Acerra 2 Ottobre 1943

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L’associazione èidos ricorda i fatti avvenuti 70 anni fa con la proiezione del film-documentario “Terra bruciata” e con un dibattito in serata sulla Resistenza nel Sud Italia.

 Con l’adesione del Presidente della Repubblica e sua Medaglia di rappresentanza ed il Patrocinio Morale del Comune di Acerra, mercoledì 2 ottobre, alle 10.00 presso l’oratorio della Chiesa S. Pietro Apostolo con tutte le scuole di Acerra, e poi alle ore 18.00 presso il Castello Baronale con la cittadinanza tutta, sarà celebrato il 70° anniversario della tragica strage nazista, avvenuta ad Acerra il 2 ottobre 1943.

L’associazione èidos, che da anni segue un percorso della memoria, e che già nel 60° anniversario ha commemorato l’evento, ricorda i fatti avvenuti 70 anni fa con la proiezione del film-documentario “Terra bruciata” e con un dibattito in serata sulla Resistenza nel Sud Italia. La manifestazione in collaborazione con gli Istituti scolastici di Acerra, per l’importanza storica che riveste, si svolge con l’adesione del Presidente della Repubblica e sua Medaglia di rappresentanza e con il patrocinio del Miur, della Regione Campania, Provincia di Napoli, Comune di Acerra e Diocesi.

L’apertura sarà a cura del presidente dell’associazione èidos, Dott. Luigi Montano, seguiranno con la moderazione della prof.ssa Maria Cristina Casoria, vice-presidente di èidos, interventi del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, prof. Diego Bouchè, del Presidente dell’Istituto Campano di Storia della resistenza, Prof. Guido D’Agostino, della Prof.ssa Gabriella Gribaudi, autrice del film e storica dell’Università degli Studi di Napoli, Federico II, del Vescovo Amministratore Apostolico della Diocesi, Giovanni Rinaldi, del Direttore del Museo Diocesano, prof. Gennaro Niola, del Prof. Aniello Montano, Ordinario di Storia della Filosofia dell’Università degli Studi di Salerno, dell’Assessore alle Politiche Scolastiche, prof. Vincenzo Falco, del Presidente della Provincia On. Antonio Pentangelo ed in chiusura il Sindaco della Città di Acerra Geom. Raffaele Lettieri.

Previsti interventi dei docenti, studenti e di un testimone diretto del tragico evento del 2 ottobre 1943.
(Fonte foto: Rete Internet)

Portici. Il M5S chiede che si faccia chiarezza sull’assegnazione del “Museo Del Mare”

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I penta stellati invitano il sindaco Marrone a fare chiarezza in merito ai criteri ed alle modalità di assegnazione dei locali del Museo in questione.

 Il 1° Maggio del 2011 sul sito del Comune di Portici è stata annunciata in pompa magna l’inaugurazione di un “Museo Del Mare”, realizzato nella struttura dell’ex Mattatoio comunale (conosciuto come il “Macello”) con fondi FAS – APQ “Sistemi urbani” III A.I. C.P.:SU3 –NA 30, per un costo di 5 milioni di Euro.

L’ ex Amministrazione Comunale dell’oggi Senatore Cuomo ha affidato all’ARPAC (Agenzia Regionale Protezione Ambiente della Campania) la gestione del complesso immobiliare al fine di dare vita ad un museo interattivo, comprensivo di un’unità operativa dedicata alla tutela dell’ambiente marino e costiero. Sempre all’ARPAC spettavano la vigilanza e la custodia del parco (circa 5000 mq) annesso al museo e la gestione di attività di formazione rivolte ai giovani sulle tematiche di competenza.

L’ARPAC ha disatteso tutti gli impegni e la struttura, abbandonata a se stessa, è stata vandalizzata il 26 febbraio scorso. Il Movimento 5 stelle di Portici, nell’ottica della trasparenza nella gestione della cosa pubblica, si è attivato ufficialmente per avere notizie sul futuro di questa struttura, richiedendo all’ufficio Pubbliche Relazioni di poter visionare la delibera n° 61 del 12/02/2013, descrivente l’avvio delle procedure per l’affidamento della struttura immobiliare e del parco urbano.

Dal Comune di Portici nessuna notizia è pervenuta in merito alla destinazione e alle modalità di assegnazione del bene comune, eppure pochi giorni fa una clamorosa scoperta è venuta alla ribalta : già dal 23 Aprile 2013 il dirigente Dr. Corrado Auricchio aveva approvato un avviso pubblico, MAI PUBBLICATO, riguardante una "Manifestazione d’interesse" per la gestione dell’ immobile, che ha portato alla Determinazione Dirigenziale n° 860 con la quale la struttura è stata assegnata all’Hotel con sosta ad ore “Vogue” di Giugliano, per la durata di vent’anni, ad un canone mensile di 700,00 euro.

Il Movimento 5 stelle di Portici chiede l’annullamento della suddetta Determinazione Dirigenziale e invita il Sindaco Nicola Marrone a fare chiarezza in merito ai criteri e alle modalità di assegnazione di questi locali, alla mancata pubblicizzazione dell’avviso pubblico sui siti preposti ed alle iniziative che l’Amministrazione comunale vorrà intraprendere per interrompere gli effetti della determina e valutare il comportamento del dirigente responsabile.

Il Movimento 5 stelle di Portici si attiverà con tutti i mezzi necessari al fine di presentare denuncia presso la Procura della Repubblica, verificare le condizioni per una denuncia alla Corte dei Conti e promuovere un comitato cittadino con l’obiettivo principale di realizzare le condizioni per un ricorso al TAR al fine di bloccare nell’immediato l’attuazione della determina 860.

Sant’Anastasia. Ritorna “Vendemmiamo la Catalanesca”

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Sabato 5 ottobre, dalle ore 9.00 alle ore 18.00, presso l’Azienda Agricola Cantine Olivella in via Zazzera, 14 a Sant’Anastasia (Na) si terrà la VI edizione della manifestazione.

 L’edizione della manifestazione di quest’anno sarà dedicata interamente a Sant’Anastasia, paese del Parco Nazionale del Vesuvio che si trova ai piedi dell’antico cratere, il Monte Somma.

Qui, da alcuni anni si sta cercando di attuare il modo migliore per valorizzare il territorio, affermarne le potenzialità, creare occupazione, utilizzando le ricchezze naturali e culturali disponibili attraverso il progetto di recuperare la produzione enologica autoctona, ottimizzarla adottando nuove tecniche e conoscenze scientifiche, innalzarne la qualità, contestualizzarla e legarla alla promozione e alla valorizzazione delle aree circostanti.

In epoche remote, Sant’Anastasia contava sulla maestria artigiana di bottai di pregio, con produzioni capaci di contenere il vino derivante dalle preziose uve del complesso Somma Vesuvio. La tradizione vitivinicola può essere sicuramente unita alla promozione dei siti locali, da quelli sacri come la cinquecentesca Chiesa di Santa Maria La Nova ed il Santuario di Madonna dell’Arco, meta di pellegrinaggi e fede, e a quelli naturalistici che sono inseriti a pieno titolo nel Parco Nazionale del Vesuvio.

“Vendemmiamo La Catalanesca” è un viaggio e al tempo stesso un racconto che si snoda fra culture locali, suggestioni paesaggistiche, musica folcloristica, arte, fino alla riscoperta delle antiche terre vesuviane e dei suoi tradizionali vitigni vulcanici. A Sant’Anastasia, si stanno recuperando e impiantando vitigni di uva Catalanesca, Piedirosso e Caprettone da cui si ottengono vini dalle spiccate caratteristiche territoriali come il recente IGP Catalanesca del Monte Somma e il celeberrimo Lacryma Christi del Vesuvio DOC, senza dimenticare un’altra delle produzioni più caratteristiche del paese: il Pomodorino del Piennolo DOP.

Marigliano, il Pd incontra il Commissario Prefettizio

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All’indomani della caduta della Giunta, il Commissario Zappalorto incontra una delegazione per accogliere le principali richieste.

 Primo incontro tra il Partito Democratico e il Commissario Prefettizio Vittorio Zappalorto, che ieri ha incontrato una delegazione formata dal segretario cittadino Gaetano Bocchino, dal componente del direttivo Dino Lombardi e dai deputati Massimiliano Manfredi e Salvatore Piccolo. Zappalorto si è insediato due settimane fa dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale in seguito alle dimissioni di 17 consiglieri, che hanno di fatto causato la caduta dell’amministrazione di centro-destra guidata da Antonio Sodano.

Nel corso dell’incontro si è posto l’accento sugli aspetti relativi alla redazione del Bilancio preventivo 2013. "Abbiamo chiesto particolare attenzione – spiega Bocchino – in primis gli abbiamo sottoposto il tema dell’efficientamento della spesa, che deve passare attraverso la ricognizione del patrimonio comunale, la riscossione di tutti i crediti pregressi e l’eventuale internalizzazione di alcuni servizi su cui è possibile utilizzare risorse interne. In tal modo sarà possibile riparare agli errori di gestione del passato, ottenere un risparmio ed evitare quindi nuove stangate per i contribuenti”.

Inoltre, il Pd ha sollecitato il Commissario a verificare i tempi di erogazione dei fondi di ristoro ambientale che il Comune di Marigliano attende in merito alle ecoballe ospitate da anni sul territorio cittadino. Come assicurato dal Commissario, saranno effettuati tutti gli approfondimenti utili. Primo spiraglio di dialogo, dunque, dopo l’ultimo periodo di tensione. Gli ultimi attacchi, ancora in merito alle responsabilità circa la decadenza della Giunta Sodano, provengono dagli ex gruppi consiliari del Pdl e de La Città che Vogliamo che in un manifesto, affisso per le vie cittadine, assicurano il pieno sostegno all’ex sindaco, additando i consiglieri di maggioranza (Michele Cerciello, Esposito Mocerino Michelangelo, Emanuele Perna e Raffaele Vacca, tutti dello stesso partito di Sodano) come i principali responsabili della fine della consiliatura.

“Questi personaggi – si legge – hanno gettato la Città in un vuoto politico in modo squallido con l’obiettivo di ricavare futuri vantaggi interrompendo un percorso amministrativo ben avviato, che ciononostante, tra mille difficoltà, insinuazioni, cattiverie rigate dalla falsità, infondate e smentite dai fatti stessi, ha svolto bene il suo compito”.

Intanto, la gioventù politica della città si riorganizza in vista delle elezioni della prossima primavera. Domenica 6 Ottobre, infatti, sarà presentato alla cittadinanza il nuovo Club Forza Italia Marigliano. I cittadini avranno la possibilità di tesserarsi e partecipare alle iniziative che saranno messe in atto. “La presentazione del club Forza Italia – dichiarano i membri – rappresenta un modo per avvicinarsi alla gente e dimostrare che oggi più di ieri il partito è formato da forze fresche quali i giovani, che intraprendendo il percorso della politica forse un giorno saranno i protagonisti delle future amministrazioni”.

Raccolta firme per registro tumori, GD di Somma in piazza

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Sarà possibile firmare sabato 5 dalle 17 alle 21 e domenica 6 dalle 10 alle 13.

Una strage silenziosa e continua. I decessi per cancro sono aumentati del 47% nelle terre fra Napoli e Caserta, inquinate dai rifiuti tossici sotterrati anche dalle aziende del Nord, uno dei business più redditizi della camorra. Un’emergenza straziante e sotto gli occhi di tutti. Eppure, il registro regionale dei tumori continua a restare nei cassetti della Giunta regionale.

La Corte Costituzionale ha infatti ritenuto che l’apertura di uffici, con conseguente potenziamento dell’organico, connesso all’attività del Registro dei tumori, presso le aziende sanitarie locali della Campania, comporti una spesa aggiuntiva in contrasto con i vincoli del piano di rientro dai disavanzi della sanità. Pertanto, I Giovani democratici di Somma Vesuviana appoggiano con grande entusiasmo la campagna d’emergenza, umanità e amore per la nostra terra, lanciata dai GD di Napoli: chiedendo a gran voce, attraverso una raccolta firme, che anche in Campania, come nella maggior parte delle regioni italiane, venga istituito il "Registro tumori", strumento fondamentale per la programmazione e previsione.

Chiediamo a tutti i cittadini di prendere parte a questa battaglia per la vita. Sarà possibile firmare in piazza Vittorio Emanuele III sabato 5 ottobre dalle 17 alle 21, e domenica 6 dalle ore 10 alle 13.
GD Somma Vesuviana