Sarà inaugurata a Roma, il prossimo 30 ottobre, la mostra “Il tesoro di Napoli. I capolavori del Tesoro di San Gennaro”, in cui saranno esposti molti dei preziosi monili donati al Santo nel corso dei secoli.
Non era mai accaduto prima che, per una mostra, i preziosi gioielli del Tesoro di San Gennaro lasciassero Napoli. Era capitato al massimo che, per motivi di sicurezza, il Tesoro fosse stato spostato dal Duomo della città in altri siti, ma mai nella storia una parte così importante dell’inestimabile collezione era stata momentaneamente trasferita semplicemente per essere ammirata altrove. A saperlo i simpatici delinquenti del celeberrimo film “Operazione San Gennaro” avrebbero fatto bene ad aspettare un’occasione simile per tentare di trafugare il costosissimo tesoro.
Ad ogni modo, l’iniziativa romana è senza dubbio un evento storico. Voluta e organizzata dalla Fondazione Roma Museo, in collaborazione con il Museo di San Gennaro, la mostra “Il Tesoro di Napoli”, aperta al pubblico dal 30 ottobre 2013 al 16 febbraio 2014, ospiterà i pezzi più importanti della ricchissima collezione napoletana. Sarà così possibile ammirare a Palazzo Sciarra, nel cuore della Capitale, ben 90 capolavori scelti tra le 21.610 opere che compongono il Tesoro, tutti appositamente realizzati per il Santo e a lui donati da papi e re nel corso dei secoli.
La storia di Napoli e della sua devozione verso San Gennaro saranno idealmente ricostruite attraverso i gioielli del Tesoro, accumulati in sette secoli di storia, a partire dal XIV secolo quando si iniziò a parlare del miracolo della liquefazione del sangue. Tra i preziosi capolavori di oreficeria in mostra anche le “10 meraviglie”, tra cui picca la Mitra, in oro e argento, con oltre 3700 rubini, smeraldi e brillanti, realizzata nel 1713 dall’orafo Matteo Treglia e “il Collare” di San Gennaro, sicuramente l’oggetto più prezioso della collezione.
La collana, commissionata all’orafo Michele Dato nel 1679 dalla Deputazione della Cappella del Tesoro, è infatti composta da 13 maglie di oro massiccio, 700 diamanti, 276 rubini e 92 smeraldi. Al centro del magnifico monile sono state aggiunte inoltre, nei secoli, alcune eccezionali croci, tempestate di pietre preziose, donate al Santo da Carlo di Borbone, Maria Carolina d’Austria, Giuseppe Bonaparte e Vittorio Emanuele II. Il Tesoro di San Gennaro è, anche per questo, la più preziosa collezione di gioielli al mondo. Dal 2010, grazie ad un team di gemmologi che l’hanno valutata, è infatti considerata una collezione inestimabile, dal valore decisamente superiore a quello dei gioielli dello Zar di Russia e della Corona britannica messi insieme.
Sarà bene non farlo sapere in giro, anche se, contro eventuali furti, molte precauzioni sono già state prese dalla fondazione. Perché se San Gennaro non teme che gli si tocchino i gioielli – nemmeno Napoleone a suo tempo osò profanare il Tesoro- il Comune di Roma non si è voluto affidare solo alla protezione del Santo. Intanto i napoletani temono molto più che Roma tentenni a riconsegnare i preziosi gioielli, come accadde anni fa, quando, nell’immediato secondo dopoguerra, il Vaticano temporeggiò la restituzione del Tesoro dopo che questo, a causa del conflitto, era stato segretamente trasferito a Roma.
La mostra, ben vista anche dalle autorità napoletane, è in ogni caso un modo per rilanciare l’immagine di Napoli nel mondo. Il Tesoro di San Gennaro servirà a ricordare ai tanti turisti stranieri presenti a Roma che, più a Sud, ci sono altre meravigliose città. Per evitare di restare, dopo la cattiva fama che si è creata, una tappa secondaria e non importante dei giri turistici, Napoli si rivolge, ancora una volta, al santo patrono e porta fuori città il suo tesoro più grande, quello di San Gennaro. Che dire, la Madonna lo accompagni.
(Fonte foto: Rete Internet)

