Somma, al centro della scena politica “La Città Cambia” e i sostenitori di Matteo Renzi

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Guerra nel Pd dopo il commissariamento della sezione locale. Mentre Lorenzo Metodio scrive al sindaco invitandolo a istituire una commissione d’inchiesta sulla discarica La Marca.

A volte la politica fa più «rumore» fuori dai palazzi del potere. Lo stanno dimostrando in queste ore, a Somma Vesuviana, due compagini che sui banchi di Palazzo Torino, per vari motivi, non ci sono mai arrivate.

Una è quella che faceva capo, in campagna elettorale, al candidato sindaco Lorenzo Metodio, «La Città Cambia», l’altra è il neonato comitato pro Renzi cui hanno aderito alcuni dei più votati esponenti del Pd (ci sarebbero, tra gli altri Umberto Maione, Crescenzo De Falco e Michele Antonio Mocerino) gettonatissimi ma comunque non eletti in consiglio perché il loro partito non ha passato il primo turno. «La Città Cambia», oltre numerose iniziative, ha firmato di recente (la firma in calce è quella di Metodio) una lettera indirizzata al sindaco Raffaele Allocca chiedendogli di istituire una commissione d’inchiesta allargata alla partecipazione dei cittadini. Una commissione che faccia chiarezza sui danni causati dalla presenza sul territorio della discarica «La Marca».

«Dopo anni di silenzi – scrive Metodio al sindaco – credo che i cittadini di Somma, ed in particolare gli abitanti di Rione Trieste, abbiano il diritto di conoscere la verità e quindi è un tuo dovere, come primo cittadino, nonché responsabile sanitario della nostra comunità, fare chiarezza su quanto accaduto negli anni». In attesa di reazioni dal Palazzo rispetto a questa richiesta che di sicuro la comunità condivide in tempi in cui stanno sempre più salendo agli onori e agli oneri delle cronache i danni dei siti inquinati in tutta la Campania, non si può non incuriosirsi rispetto alle conseguenze che avrà, sul panorama politico locale, un’altra richiesta che arriva dai sostenitori locali di Matteo Renzi, ormai per l’opinione pubblica segretario in pectore del Pd nazionale.

In attesa delle primarie che ratifichino questa previsione sulla quale in tanti scommettono, i renziani di Somma Vesuviana si «ribellano» alla gestione provinciale del partito che al momento è commissariato. Il commissario, in arrivo da Pomigliano d’Arco – altro ex baluardo rosso – si sarebbe già insediato, non senza scintille. Perciò, i sostenitori sommesi del sindaco fiorentino non sono rimasti a guardare, diffondendo un duro comunicato stampa che prende di mira non solo la segreteria provinciale (ndr attualmente guidata da un altro concittadino, Gino Cimmino), ma anche i consiglieri comunali. Eccone il testo, inviato dopo una incandescente riunione tenutasi il 26 settembre scorso.

«Urge comunicare alla cittadinanza tutta la grave situazione ed il clima ostile nel quale sta lavorando oggi il partito democratico di Somma Vesuviana. Una sezione attualmente commissariata contro la volontà di coloro i quali hanno ottenuto la gran parte dei voti conferiti al PD alle ultime elezioni comunali. Per mano di cariche partitiche lontane al nostro territorio il partito democratico di Somma Vesuviana è stato commissariato non per sostenere coesione ed unità , ma per salvaguardare uno spazio che invece di essere casa del popolo è proprietà di pochi, i soliti noti. Sentinelle messe a guardia per impedire crescita e partecipazione popolare. Un commissariamento volto all’autoconservazione di una classe dirigente sbiadita.

Opaca. Ingrigita. Inutile. Per noi la politica ha senso solo se è un laboratorio di innovazione, una realtà in continuo divenire da cambiare giorno per giorno. Noi che abbiamo sposato l’ “Idea Renziana”del partito democratico pensiamo che anche a Somma Vesuviana ci sia bisogno di una “rottamazione”. Una rottamazione che porti ad una spinta ed aiuti il paese a rimettersi in movimento. Chi ha occupato le poltrone del potere in questi ultimi anni teme ciò che accade fuori . Teme la rivoluzione culturale, sociale, ideologica. Mossa con le armi del pensiero e della novità. Questa generazione di politici ha fallito, per ciò che ha fatto ma soprattutto per ciò che non ha fatto.
Ci ferisce ulteriormente il contegno dei nostri consiglieri comunali che non dando espressione di una decisa opposizione viene meno alle speranze manifestate dai nostri elettori. Procrastinare ulteriormente il lavoro della sezione politica del PD Somma Vesuviana aumentando il divario tra cittadini ed elettori non è ciò che vogliamo. Che la politica è fatta di tempi lunghi ma noi non vogliamo aspettare. La politica non è solo dei politici, è cosa del popolo. Deve interessare la collettività, nessuno escluso, poiché i binari della politica si intersecano con la quotidianità di tutti noi. La cittadinanza ha il dovere morale di impegnarsi da cittadini coscienti e responsabili. Ora tocca a voi. Desideriamo coinvolgere tutti in un progetto di democrazia diretta e riportare la vostra voce nel processo politico.

Se avete puntato sull’anti politica sappiate che essa sa esser ancor meno riconoscente della politica tradizionale. Vogliono imporci un tesseramento a porte chiuse, ma noi non temiamo le masse. Senza alcuna remora vi sproniamo a partecipare. Non abbiamo nessuna poltrona da preservare, ma solo muri da abbattere. Siate con noi». Presto sarà resa dei conti, dunque. Se non stupiscono, nel testo, le stoccate alla segreteria napoletana, non è così per quella ai consiglieri comunali tacciati di non mettere in atto un’opposizione «decisa». Che ci siano frizioni non sviscerate e molto poco rese note anche tra i renziani e l’ex candidato sindaco Auriemma? Lui, infatti, insieme a Giuseppe Cimmino, svolge da qualche mese il ruolo di rappresentante Pd in assise pubblica.

Nola. Le luci dello spettacolo sulla Terra dei Fuochi

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Spopola l’iniziativa lanciata dalla conduttrice tv Selvaggia Lucarelli, che ha radunato cantanti ed attori per sensibilizzare sulla grave emergenza dei rifiuti tossici in Campania.

I media, finalmente. L’atavico problema degli sversamenti illeciti dei rifiuti in Campania, periodicamente alla ribalta di testate giornalistiche ed inchieste video, smuove finalmente l’opinione popolare. Dove non son riusciti magistrati e giornalisti con approfondimenti scrupolosi e pagine e pagine di dossier, hanno potuto i vip.

L’iniziativa nasce sotto la spinta di Selvaggia Lucarelli, procace conduttrice tv conosciuta anche per le sue opinioni non convenzionali, che ha trascinato cantanti, presentatrici, uomini e donne di radio e tv nel movimento mediatico "La terra dei fuochi non è sola". La terra dei fuochi, la nostra, è il confine tra le province di Napoli e Caserta, quella parte di Campania condannata, avvelenata dalla camorra dove la gente vive scontenta e rassegnata: tutti sanno, ciascuno non può fare niente. Da ieri a prendere le difese di nolani, acerrani, aversani e savianesi sono i personaggi dello spettacolo, che con le loro belle facce e l’appello "non deve morire" scritto ed esibito allertano tutti gli italiani poco informati o distratti che non conoscono la grave situazione nella quale verso la provincia campana.

La campagna, come spesso avviene in questi ultimi tempi, corre sui social network. Twitter e soprattutto Facebook, dove ieri è nata una pagina "La Terra dei Fuochi non è sola" che in poco più di 24 ore sta già rasentando i 35.000 apprezzamenti. Di seguito le parole con cui la stessa Lucarelli presenta e descrive l’iniziativa:

"Questa pagina è una piccola luce accesa sul dramma che vive la Terra dei fuochi, che comprende i circa ottanta comuni tra Napoli e Caserta, avvelenati da roghi e rifiuti tossici, seppelliti negli anni dalla camorra (pagata dalle aziende del Nord che volevano sbarazzarsene) sotto case, scuole, campi sportivi, terreni agricoli. Nella Terra dei fuochi ogni giorno qualcuno si ammala di tumore, leucemia e altre malattie. Tutto è contaminato: acqua, aria, frutta, verdura. Muoiono bambini, adulti e una terra in cui un tempo i ragazzi potevano giocare a pallone senza avere paura dell’erba. Ho chiesto a 67 amici e personaggi del mondo dello spettacolo, della musica, del giornalismo e dello sport di aiutarmi a far sentire agli abitanti della Terra dei fuochi che non sono soli. Hanno risposto in tanti e con una generosità incredibile.

Ognuno di loro ha virtualmente adottato un comune. Qualche paese non è sui cartelli (Francolise, Comiziano, Cimitile…), ma questa pagina aspetta le foto di tutte le persone di quei luoghi e non, che vogliano postare il nome di un paese e il suo foglio. Io ringrazio di cuore Fiorello, Alessia Marcuzzi, Emma, Caterina Balivo, Paola Perego, Antonella Clerici, Federica Pellegrini, Petra Loreggian, Danilo Gallinari, Gigi Datome, Leon e tutti gli altri 57 meravigliosi personaggi che vedete ritratti uno ad uno qui sotto e che hanno fatto questo regalo a una terra in cui i fuochi portano il buio nella vita di tante persone. Non siete soli".
(Fonte foto: Rete Internet)

Sant’Anastasia. Sostituiti i tombini in via Marconi

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Esultano i residenti della zona per l’intervento flash dell’amministrazione Esposito. Il vicesindaco Romano: “Sostituiti tombini usurati anche in via De Rosa e via D’Auria”.

Sono stati sostituiti i cinque tombini spezzati presenti lungo via Marconi. La denuncia era stata fatta a ilmediano.it da alcuni abitanti della zona che ne lamentavano la pericolosità per pedoni e vetture ed in meno di 48 ore l’amministrazione a guida Esposito ha provveduto a sostituire i chiusini logorati con dei nuovi in ferro.

«Finalmente il Comune ha provveduto a sostituire i tombini e questo lo dobbiamo a voi de ilmediano.it che ci avete dato ascolto – hanno commentato i denuncianti che ci hanno contattati in mattinata – È incredibile davvero: domenica sera vi abbiamo raccontato il disagio, lunedì avete pubblicato l’articolo e questa mattina l’amministrazione ha messo le nuove griglie. L’incisione di un giornale è stata di gran lunga superiore alle diverse sollecitazioni fatte ai Vigili».

Entusiasta per l’azione flash di sostituzione il vicesindaco Vincenzo Romano: «Oltre ai cinque tombini usurati presenti in via Marconi abbiamo provveduto a sostituirne anche due in via Mario De Rosa ed uno in via D’Auria, tutti in ferro. L’amministrazione è presente sul territorio ed attenta alle esigenze dei cittadini, non come le passate giunte che hanno deturpato la città abbandonandola a sé stessa».

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Liveri. Strage di cani randagi

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A denunciare l’orribile mattanza alcuni cittadini che hanno anche fotografato le carcasse di alcuni animali rimasti morti, i cui cadaveri non sono ancora stati raccolti dagli addetti del Comune.

 Lo scorso fine settimana (28 – 29 settembre) e quello precedente nel territorio di Liveri sono stati ammazzati più di trenta cani randagi di grossa taglia, probabilmente facendo loro ingerire del veleno. Naturalmente, i responsabili di questa carneficina non si conoscono.

A denunciare questa orribile mattanza sono stati alcuni cittadini che hanno anche fotografato le carcasse di alcuni animali rimasti morti, i cui cadaveri non sono ancora stati raccolti dagli addetti del Comune che già la domenica successiva alla mattanza hanno proceduto a sgomberare le strade ed i terreni che insistono nel territorio comunale dalle carcasse degli animali morti. Secondo quanto denunciato da questi abitanti del comune di provincia di Napoli, una ventina di cani sarebbero stati trovati nella zona industriale del Comune di Liveri, altri dieci nell’area del Santuario di Santa Maria a Parete, e poi ancora altri nel Rione Gescal ed addirittura in piazza.

Inutili le proteste e anche gli appelli dei cittadini, per bloccare questa strage. Sorprende la scientificità con cui sono stati uccisi i cani che, sottolineano i cittadini di Liveri, non davano particolare fastidio a nessun abitante, anzi erano accuditi dagli stessi cittadini di Liveri che davano loro da mangiare. Con tutta probabilità sono stati sistemati in strada bocconcini avvelenati che vengono mangiati sia da cani randagi che dagli animali domestici. I cittadini sottolineano pure come il Comune di Liveri sia intervenuto, in maniera straordinaria, già domenica 29 settembre con alcuni addetti alla nettezza urbana, per rimuovere i cani rimasti morti dopo il terribile avvelenamento del sabato prima.

Al momento, risultano pervenute numerose segnalazioni di questo fenomeno, e gli stessi abitanti della zona annunciano ulteriori forme di denuncia e controllo per evitare che vengano uccisi animali randagi e domestici.

Fiaccolata per la Pace sui passi di Francesco indetta il 4 Ottobre 2013

Iniziativa delle amministrazioni comunali di Sanvitaliano e Scisciano che aderiscono alla settimana per la pace 2013, proposta dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali. Invito ai cittadini per partecipare.

 Nel ribadire il proprio impegno perché la ricerca della pace entri a far parte della vita quotidiana di ciascuno a partire dai luoghi in cui viviamo, le nostre città di Scisciano e San Vitaliano si uniscono in una fiaccolata per la Pace, l’accoglienza e il dialogo.

La manifestazione ha il patrocinio dei Comuni di Scisciano e San Vitaliano con i rispettivi sindaci prof. Edoardo Serpico e il dott. Antonio Falcone con gli assessori alla Cultura e Pubblica Istruzione prof.ssa Giovanna Napolitano e ins. Aurora Spiezia, ad essa hanno aderito le Parrocchie dei Santi Germano e Martino e di San Vitaliano con i rispettivi sacerdoti don Luca e don Salvatore e l’Istituto Comprensivo scolastico “Omodeo – Bheetoven” diretto dalla prof.ssa Angela Nappi. Si partirà alle ore 19.00 dalla Scuola Media “A. Omodeo” con il saluto delle amministrazioni comunali e poi si camminerà per le vie del Centro per arrivare in piazza Leonardo Da Vinci a San Vitaliano. La fiaccolata terminerà davanti al Municipio di Scisciano con interventi delle Istituzioni locali.

La celebrazione della solennità civile” del 4 ottobre 2013 si carica di una valenza storica a seguito della decisione di Papa Francesco di recarsi ad Assisi lo stesso giorno. Una decisione che ha un solo precedente nell’altrettanto storica visita di Papa Giovanni XXIII il 4 ottobre 1962. Di grande significato è anche la decisione di Papa Francesco di dedicare la Giornata Mondiale della Pace del 1 gennaio 2014 alla “Fraternità, fondamento e via per la pace”.

"I motivi per non mancare all’appuntamento sono tanti – afferma l’assessore alla Cultura Giovanna Napolitano -. in un momento di così alta tensione mondiale è d’obbligo una riflessione e un’azione conseguente. E’ una giornata per dire no alla guerra, alla violazione dei diritti umani, all’odio e alla violenza, un’occasione di partecipazione giusta ed importante. Ritengo – continua l’assessore – che il contributo di ognuno di noi sia assolutamente indispensabile e debba nascere dalla volontà nell’applicare questi principi nella vita di tutti i giorni. La ricerca della collaborazione tra tutti i soggetti istituzionali – conclude l’assessore Giovanna Napolitano – diventa condizione necessaria per un’azione educativa efficace”.
(Fonte foto: Rete Internet)

Acerra. Al via la delibera per le Sorgenti del Riullo

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Trasmettere le testimonianze sul territorio acerrano del passaggio dell’acqua alle generazioni future: l’obiettivo dell’amministrazione Lettieri.

 Con l’obiettivo di valorizzare i beni archeologici e naturali della città di Acerra sulla base di progetti che ne consentano l’acquisizione al patrimonio pubblico, in particolare delle rinate Sorgenti del Riullo, la Giunta comunale di Acerra ha deliberato (con delibera n.86 del 26 settembre 2013) di dare indirizzo al dirigente di intraprendere tutte le azioni necessarie ai fini dell’acquisizione e della valorizzazione delle aree limitrofe alle riemerse sorgenti del Riullo e delle aree del Mulino Calabricito nell’ambito del Parco Urbano di interesse Regione dell’Antica città di Suessola. Deliberando, anche, di prevedere, pertanto, nel redigendo bilancio, la spesa necessaria per la realizzazione degli interventi di acquisizione.

Tale intervento ha anche il fine di far decollare il Parco Urbano di interesse regionale istituito nel 2009, sulla base di alcuni progetti guida, che permettano anche in tempi brevi a tutta la popolazione di cominciare a fruire di tali bellezze naturali ed archeologiche. Tale deliberazione arriva sulla scia di quanto fatto dall’Amministrazione comunale di Acerra che, fin dal suo insediamento, privilegiando in maniera particolare tutte quelle azioni che potessero portare in tempo breve a raggiungere un duplice obiettivo: il recupero dell’identità culturale della città attraverso la riscoperta, la tutela e la valorizzazione di propri beni culturali ed il risanamento ambientale che molto spesso costituisce una precondizione per la valorizzazione di tali beni.

Da maggio scorso, poi, l’intervento per la pulizia della zona dove sono riaffiorate le acque del Riullo e l’impegno costante e totale dei volontari e delle associazioni che si stanno prodigando quotidianamente per mantenere intatta la zona.

A Pompei le canzoni “antidepressive” di Tony Tammaro

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Il concerto è in programma giovedì 3 ottobre alle ore 21.30.

 Tony Tammaro sarà «live at Pompei» giovedì 3 ottobre: il cantautore partenopeo, che da oltre vent’anni fa divertire intere generazioni di fan con le sue canzoni «antidepressive», domani sera sarà ospite a «Le Lune Wine Music» con il concerto in programma a partire dalle ore 21:30. Ingresso: 10 euro.

Con la sua verve carica d’irriverente ironia, Tony Tammaro nei suoi pezzi semiseri (scritti sin dall’adolescenza) racconta la vita di tutti i giorni a Napoli e dintorni. Una quotidianità fatta di personaggi e vicende narrati in modo teatrale e sarcastico, mettendo in luce gli atteggiamenti del cittadino basso-borghese comune, che nelle sue canzoni diventa il «tamarro», e il suo inconfondibile modo di fare, ovvero la «tamarragine». Nei brani dei primi album, in modo particolare, viene generalmente rappresentato il «tamarro napoletano», fino ad arrivare al moderno «tamarro italiano/europeo» delineato nelle canzoni più recenti.

Amato da giovani, meno giovani e bambini, sarà proprio il cantante satirico ad aprire la serie di appuntamenti musicali del giovedì sul palco de «Le Lune Wine Music».
(Fonte foto: Rete Internet)

Alenia, a Pomigliano un lavoro da 840 milioni di dollari

Una compagnia indonesiana ha annunciato la firma di un contratto per la fornitura di 35 Atr, le cui fusoliere sono prodotte nel grande stabilimento napoletano.

 I primi effetti del lavoro svolto tre mesi fa a Parigi, durante il salone aeronautico internazionale di Le Bourget, si stanno facendo sentire in questi giorni e promettono di dare nuovo impulso all’industria campana.

Ieri infatti il consorzio Atr, joint venture paritetica tra Alenia Aermacchi, società di Finmeccanica, ed Eads, ieri ha annunciato la firma di un contratto con la compagnia indonesiana Garuda e con una società di leasing, la danese Nordic Aviation Capital: 25 velivoli commerciali a corto raggio Atr 72-600 da realizzare entro i prossimi mesi e altri 10 aerei opzionati. Valore complessivo della commessa: 840 milioni di dollari. Produzioni in aumento, dunque, a Pomigliano, dove vengono realizzate le fusoliere degli Atr, i turboelica a corto raggio da 50 e da 70 posti. Buone notizie anche per la Puglia. All’Alenia di Foggia vengono si costruiscono infatti gli impennaggi di coda verticale ed orizzontale del velivolo, interamente realizzati in materiale composito.

In un comunicato Alenia sostiene che questo lavoro di acquisizione degli ordini garantirà almeno “tre anni di produzioni”. Intanto, anche grazie a quest’ultimo contratto, Atr, di cui Alenia Aermacchi è azionista al 50 %, conferma la propria leadership mondiale nel mercato dei velivoli turboprop, con oltre 1300 aerei venduti e un portafoglio ordini che ammonta a circa 270 velivoli, pari a circa tre anni di produzione per un valore di circa 6,5 miliardi di dollari. Il consorzio Atr, che ha sede a Tolosa, nel sud della Francia, commercializza due velivoli, l’Atr 42 a 50 posti e l’ATR 72 a 70 posti. Nell’agosto 2011 è stato consegnato il primo ATR della nuova serie–600 (ATR 42-600 ed ATR 72-600), caratterizzata da maggiore potenza, prestazioni più elevate, costi di manutenzione e consumo combustibile più bassi.

Tornando al contratto firmato da danesi e indonesiani resta il dato di una notizia più che positiva per la nostra industria che scaturisce dalla boccata d’ossigeno da più di un miliardo di euro per l’industria aeronautica campana, fatta registrare a giugno, durante il salone aeronautico internazionale di Le Bourget, vetrina mondiale dei cieli insieme all’omologa manifestazione che si tiene a Farnborough, in Inghilterra. Ammontano infatti a circa 200 gli ordini strappati in Francia per un valore complessivo di circa 3 miliardi di dollari. La commessa più consistente strappata tre mesi fa da Atr anche per Alenia riguardava 90 velivoli (di cui 35 già bloccati e 55 opzionati ), ed altri 20 (di cui 10 bloccati e 10 opzionati) ordinati dalla società di leasing HGI Aircraft Division con destinazione Passaredo, una compagnia aerea brasiliana. Sforzi che impegneranno gli stabilimenti Alenia di Pomigliano e Foggia.

I due impianti partecipano al programma Atr producendo, a Pomigliano, la fusoliera completa e allestita degli Atr 42 e 72, e in Puglia gli stabilizzatori, gli elevatori e parti del timone di questi velivoli commerciali a corto raggio. E negli ambienti sindacali c’è chi si dichiara estremamente fiducioso. “La firma di quest’ultimo contratto – commenta Luigi Mercogliano, segretario nazionale della Fismic per il settore aeronautico – conferma la validità di un’azienda che si sta districando al meglio in un mercato difficile e complesso come quello aeronautico. E’ quindi più che mai impellente la necessità di sollecitare i vertici a dare risposte per applicare pienamente l’accordo dell’8 novembre 2011, che prevedeva 140 assunzioni anche in Campania”.

Ammontano a circa 2500 gli addetti dello stabilimento di Pomigliano, Nelk 2012 l’intero raggruppamento Alenia della Campania ha subito tagli di una certa portata: oltre 400 i lavoratori estromessi dal ciclo produttivo attraverso lo strumento della mobilità con accompagnamento alla pensione. Un ridimensionamento reso emblematico dalla chiusura definitiva, a luglio, dello stabilimento Alenia dislocato a Casoria.

Fiat, vertice a Pomigliano con i sindacati nazionali

Le segreterie di Fim, Uilm, Fismic e Ugl a confronto con l’azienda, venerdì, nella fabbrica della Panda. Nella stessa giornata assemblea pubblica della Fiom sul futuro dell’utilitaria.

 Venerdì incontro nella fiat di Pomigliano tra azienda e sindacati firmatari del contratto dell’auto, siglato nel dicembre del 2011 e integrato dalla parte attuativa ed economica nel dicembre del 2012. Il faccia a faccia ha fatto pensare alla possibilità di un confronto sulla difficile situazione in cui versano 1380 addetti dello stabilimento, in cassa a zero ore da anni.

Operai che quest’anno, a turno, hanno avuto o stanno avendo ancora l’occasione di rientrare a rotazione in fabbrica per periodi variabili tra le due e le cinque settimane. Ma la Fiat smentisce e specifica che “la convocazione di venerdì servirà a chiarire agli operai alcune parti del contratto nazionale siglato lo scorso dicembre e non a verificare lo stato di attuazione dell’accordo firmato con Fim, Uilm, Fismic e Uglm lo scorso febbraio”. E’ quanto chiariscono dal Lingotto sottolineando che “ancora non è stato fissata la data per la discussione sull’accordo, ferma restando la volontà di intavolare il tavolo per la verifica”. Nessuno spiraglio, dunque, sulle condizioni dei lavoratori di Pomigliano in cassa integrazione quasi “stabilmente” dal 2009.

Dipendenti che in base al piano di riorganizzazione deciso con l’accordo di febbraio possono rientrare a rotazione nell’impianto per brevissimi periodi e soltanto nell’area “C”, una zona poco produttiva dello stabilimento, lontana dalla catena di montaggio della Panda, in cui sono stati stipati circa 1800 dipendenti dell’impianto. A loro sono precluse le aree “A” e “B”, vale a dire i reparti in cui sono stati selezionati circa 3000 dipendenti attualmente in attività. Dipendenti che però dovranno fermarsi anche loro in cassa integrazione, per una settimana di seguito, tra il 7 e il 13 ottobre, a causa della “frenata” fatta registrare dalle vendite della Panda. Per questo motivo, proprio venerdì mattina, la Fiom, il sindacato “ribelle” escluso dalla Fiat, terrà a Pomigliano un’assemblea.

Tema: “Quale futuro per la Panda?”. L’assemblea si svolgerà nel centro storico, nell’antica torre dell’Orologio. Rimane il pressing sulla cassa integrazione. Un operaio della Fiat di Pomigliano, Gerardo Giannone, ha scritto al sindaco della città delle fabbriche, Raffaele Russo. Obiettivo: promuovere un’azione istituzionale allo scopo di dare il via alla rotazione “totale” di tutti i lavoratori nello stabilimento automobilistico.

Marigliano, un’interrogazione parlamentare per la Chiesa della Santissima Pietà

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La chiesa presenta criticità strutturali dal lontano 1980: i fondi stanziati per il restauro, nel 2007, sono stati cancellati.

 Nuova battaglia del Movimento Cinque Stelle. Presentata dal vice-presidente della Camera Luigi Di Maio un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.

L’oggetto riguarda la messa in sicurezza e il restauro della Chiesa della Santissima Pietà e San Lazzaro, da decenni in avanzato stato di abbandono e il cui degrado potrebbe causare crolli e ulteriori danneggiamenti. Si tratta di un patrimonio culturale della città e dell’intero paese per il quale il Ministero, già nel 2006, ha stanziato circa 250 mila euro destinati, per l’appunto, al restauro architettonico: somma inspiegabilmente cancellata nel 2007 dalla Direzione per i beni culturali e paesaggistici della Campania. “In tempi recenti – si legge – il progetto di restauro dell’edificio monumentale è addirittura scomparso dalle proposte della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio e per il patrimonio storico artistico e etnoantropologico di Napoli e provincia e dai piani annuali e pluriennali della direzione per i beni culturali e paesaggistici della Campania”.

L’edificio fu dichiarato inagibile nel 2000 a causa di un aggravamento del quadro statico complessivo in seguito agli eventi sismici del 1980 e alle alluvioni registrate tra il 2000 e 2006. I fondi, come si legge nel testo, furono destinati principalmente al consolidamento delle strutture murarie verticali e degli ipogei, alla manutenzione della cupola, delle capriate lignee del tetto e del restauro dell’interno della navata, ornata con stucchi settecenteschi. Un’ulteriore somma di 50 mila euro venne inoltre stanziata per la conservazione del patrimonio storico-artistico della chiesa, ovvero dell’arredo ligneo barocco, consumato dall’umidità e dall’attacco di insetti xilofagi.

“La mancata realizzazione delle previste opere di restauro – scrive Luigi Di Maio – ha accentuato le condizioni di degrado architettonico e di fatiscenza delle fabbriche monumentali; negli ultimi mesi, tra rimpalli di responsabilità, il pessimo stato di conservazione, già ampiamente noto all’amministrazione dei beni culturali attraverso ispezioni, relazioni, verbali e perizie di diversi funzionari, si è così aggravato da porre in pericolo l’esistenza stessa del bene culturale”.

Già prima del 2007 – come si legge nell’interrogazione – la Soprintendenza per i beni architettonici e per il Paesaggio di Napoli e Provincia dispose la realizzazione di un impianto di raccolta e canalizzazione delle acque meteoriche dalle coperture, costato 25 mila euro e rivelatosi negli anni inadeguato a contrastare le abbondanti infiltrazioni d’acqua nelle strutture sottostanti.

Alla luce dei nuovi risvolti, il vice presidente Di Maio chiede al Ministro Massimo Bray che vengano chiariti i motivi delle inefficienze legate al mancato restauro della chiesa rinascimentale e, in particolare, “se intenda intervenire con urgenza ripristinando le risorse finanziarie cancellate allo scopo di salvaguardare tale importante monumento dalla distruzione a cui sembra inesorabilmente condannato”.