Il “caffè amaro” in una Scuola Materna

Condannate per lesioni gravi una bidella e un’insegnante di Scuola Materna.

L’ausiliaria con funzioni di bidella presso la Scuola Materna e l’insegnante presso il medesimo istituto, sono state dichiarate colpevoli, sia in primo che in secondo grado, del reato di lesioni colpose gravi in danno di una bambina di anni 5. Il fatto è stato il seguente.

La bidella, secondo un’abitudine consolidata, stava portando su un vassoio una caffettiera colma di caffè bollente alle insegnanti, allorchè giunta all’altezza della sala giochi, si scontrò con la piccola, che, giocando ad "acchiapparello", stava uscendo di corsa dalla detta sala giochi.
Il caffè si rovesciò sulla bambina, che riportò gravi ustioni. Alla bidella è stata addebitata negligenza, imprudenza ed imperizia, per avere circolato nella scuola con la caffettiera colma di caffè bollente su un vassoio non stabile, pur in presenza del prevedibile pericolo di urtarsi con bambini in tenera età e piccola statura, e quindi che potevano essere investiti dal liquido bollente.

All’insegnante sono state invece contestate negligenza, imprudenza ed imperizia per avere lasciato i bambini soli nella sala giochi, rimanendo lei invece nell’aula, e omettendo così quel dovere di sorveglianza sui bambini a lei affidati, che, se correttamente osservato, avrebbe impedito il verificarsi dell’evento.

Avverso la sentenza della Corte di Appello hanno proposto ricorso per Cassazione entrambe.
La maestra ha assunto che nessuna imprudenza o negligenza le si poteva attribuire, e che, se si accogliesse la tesi dei giudici di merito, si arriverebbe all’assurdo che, pur essendo l’orario di lavoro di molte ore, le maestre avrebbero dovuto digiunare, essendo la sorveglianza dei bambini inconciliabile con il consumo dei pasti. Infine, nessuna violazione di norma ex art. 40 c.p., comma 2, vi era stata, essendo lecito il consumo di caffè. La maestra ritiene, inoltre, impensabile ed imprevedibile che la bambina, stanca dopo tante ore di scuola, si lanciasse in una corsa sfrenata.

La Cassazione Penale, Sez. fer., 08 agosto 2006, n. 30618, rigetta i ricorsi.
Nella specie è evidente la violazione da parte della maestra, la quale non solo ha omesso, con negligenza ed imprudenza, di sorvegliare i bambini, nell’attività rientrante nella sua posizione di garanzia, ma li ha poi lasciati soli in altra aula, non risultando dalle sentenze di merito (e neppure dal ricorso) che vi sia stata la sostituzione dell’insegnante con altra maestra o con personale ausiliario, nè che ciò sia stato quanto meno richiesto, essendo peraltro la bidella impegnata nella diversa attività di preparazione del caffè.

Non vi è dubbio sulla sussistenza di un comportamento altamente imprudente da parte della bidella, per avere portato il caffè bollente su un vassoio non stabile, e della negligenza ed imprudenza da parte della maestra per avere omesso di sorvegliare i bambini a lei affidati, lasciandoli soli nella stanza per i giochi.

Tali presupposti dell’evento, e soprattutto cause dell’evento, non sono minimamente sminuiti dal comportamento della bambina, che è uscita di corsa dalla stanza giochi, condotta del tutto prevedibile da parte di una bambina di cinque anni che gioca con i suoi coetanei, ed, appena superata la soglia di tale stanza è andata ad urtare contro la bidella. Non solo la condotta attiva della minore non è imprevedibile, nè abnorme, nè eccezionale, ma è addirittura normale in una scuola di piccoli allievi, per cui il motivo di ricorso non ha alcun fondamento giuridico.

LA RUBRICA

San Gennarello di Ottaviano: le fotografie di “come eravamo “

Le foto del passato illustrate da chi visse quei tempi e ne custodisce la memoria. Il libro curato dall’ “Associazione Agape” è solo l’inizio di un lungo e affascinante viaggio, destinato a sollecitare la riflessione e ad accendere emozioni. FOTO

Un libro di fotografie di “ come eravamo “ non è più solo l’omaggio a una moda: è una necessità culturale, è, per chi fu giovane, un guardarsi allo specchio con una malinconia che dipende non solo dalla percezione del tempo che passa implacabile, ma anche dal conto dei giorni che abbiamo gettato via senza guardarci intorno, anzi distraendoci dal flusso di vicende e di valori che scorrevano sotto i nostri occhi.

Chi erano, quei compagni di strada? Chi ero? La dott.ssa Diana Carbone, che dirige l’ Istituto Comprensivo di San Gennarello di Ottaviano, se lo chiede, nella splendida introduzione: “ cosa c’è dietro ciascuna persona? Perché ci commuove una foto in bianco e nero che ci ritrae bambini sorridenti tra volti cari in un giorno di festa ?”: in un libro come questo non c’è “ languido sentimentalismo”, c’è il bisogno di cercare “ il passato che dà certezze dell’oggi “, c’è il piacere di essere trasportati “ in una atmosfera di magia che ti consente di sentire le voci, di odorare l’erba, di leggere le vite andate “.

L’ “Associazione Agape “ e Anna Prisco, che ne è presidentessa ( voglio ricordare la preziosa collaborazione di Anna Catapano e Angela Cinque ) hanno fatto un lavoro importante: che però è solo l’inizio di un viaggio che sarà lungo e affascinante. Questo viaggio è un dovere civico: perché San Gennarello di Ottaviano ha saputo conservare, nei secoli, le forme e la sostanza della sua identità affrontando e superando difficoltà di ogni genere. E le immagini di questa storia meritano di essere conservate. Giovanni Alterio, che dei valori dell’ identità di San Gennarello fu testimone profondo e difensore inflessibile, e che fu, prima di tutto, uno dei politici più lucidi che il nostro territorio abbia espresso nella seconda metà del sec.XX, viene ricordato, nel libro, nel modo migliore: attraverso due splendide poesie di cui egli fu autore.

Allo stesso modo, don Pasquale Auricchio, che interpretò con intensa umanità il ruolo del parroco carismatico, presente, con la sua incisiva autorevolezza, in ogni momento della vita della comunità, ci parla attraverso le note autobiografiche che egli stesso dettò nel “ 50° anno di sacerdozio “. Giustamente è stato ricordato, con una notevole fotografia di famiglia ( vedi archivio) Alessandro Miranda, padre di Francesco che con i suoi figli ha scritto una parte importante della storia sanitaria del nostro territorio.
Il libro parte dal presente, dalle fotografie che registrano lo stato di abbandono delle cappelle rurali intorno alle quali fu tessuta la storia sociale di San Gennarello. Erano tempi in cui le parole “ comunità “ e “ solidarietà “ non erano solo chiacchiere e tutte le donne del cortile facevano insieme il bucato grosso , quello con la cenere dei focolari e con i pentoloni che erano un monumento alla fatica, sopportata con un sorriso ( vedi archivio ) e tutte insieme strizzavano le lenzuola.

Le suocere andavano a controllare “ il cascione “ del corredo che le fidanzate dei figli avrebbero portato come dote, e le meno giovani ricordavano alle giovani che non ci si sposa né di martedì, né di venerdì, né a maggio – sarebbero nati figli stupidi -, né a settembre – sarebbero rimaste vedove “ tropp’’ampresso “. La cultura popolare rafforzava i “ divieti “ di chiara origine religiosa con la minaccia di sciagure che si sarebbero abbattute non solo sul colpevole, ma anche sulla discendenza ( fino alla settima generazione).

L’ Associazione ringrazia, per le notizie sui matrimoni, la signora Amelia che le ha fornite: è questa la strada da percorrere: raccogliere, insieme con le fotografie, le memorie, come ha fatto una ragazza, Maria Prisco, che ha chiesto al nonno, Giovanni Ipomeo, di raccontarle come, quando e perché egli eseguì i lavori di copertura dell’ alveo Rosario.
Non potevano mancare le “ foto di classe “: in alcune l’ insegnante sta al centro ed è figura severa e protettiva; in altre si mette di lato: c’è, in tutte le fotografie del libro, un campionario di gesti, di posture e di “ relazioni “ di spazio che costituiscono un capitolo importante della storia della “ vesuvianità.”.

Il libro si chiude con schede e immagini degli usi e dei costumi: arti e mestieri; ricette; i rimedi della nonna. Rivedo, in fotografia, i “ seccamenti “ che mia madre preparava per mio padre: dischetti di zucchino, “ ‘o cucuzziello “, essiccati al sole sia prima che dopo la bollitura e la salatura, e conservati in bocce di vetro e in sacchetti di stoffa per accompagnare le insalate invernali e per abbassare il piccante dei peperoni. Quando “ si facevano ‘e butteglie ‘e pummarole “ – un rito a cui partecipava tutto il vicinato- le donne anziane avvertivano le più giovani che valeva il divieto imposto da Demetra e da Dioniso per la mietitura e per la vendemmia: le donne mestruate dovevano tenersi lontane dai “ luoghi “ dove venivano “ lavorati “ l’uva, il vino, il grano, i pomodori.

A lungo nella piana di San Gennarello si coltivò il grano: la “ Festa del grano “ – nel libro trovo belle fotografie della manifestazione – ricorda quell’ importante attività. Ricordo, vagamente, di aver sentito dire anche io, quando ero ragazzo, che le ragnatele tese ai lati della porta non si doveva toccarle, perché servivano a imbrigliare e a tener fuori di casa gli sguardi degli occhi maligni e invidiosi. Ricordo più chiaramente “ chillo d’’o cienzo “, che vendeva, con amuleti e “ curnicielli “, bustine di incenso da bruciare contro “ ‘a scommoneca “, la nera maledizione della iettatura.

I ricordi mi dicono che dagli anni ’50 ad oggi è passato molto più tempo dei sei decenni indicati dal calendario: nei banchi di legno dove trascorremmo gli anni delle elementari erano ancora incastrati i calamai di metallo per l’inchiostro, e ci davano ancora il voto per la calligrafia, e imparavamo a usare i pennini a “ cavallotti “ e quelli “ a ciucciariello”. La mia generazione ha vissuto un tempo storico la cui continuità è stata più volte spezzata dalle vertiginose accelerazioni della scienza e dell’economia. Questo libro ci ricorda, ancora una volta, che ognuno di noi cerca di riannodare il filo della propria identità e che non possiamo farlo se non ricostruiamo il percorso del gruppo sociale di cui siamo parte. Per uscire dal labirinto ci serve l’aiuto di Arianna: l’ associazione Agape può svolgere, sotto ogni aspetto, il ruolo della splendida figlia di Minosse.
(foto tratta dal libro “San Gennarello d’ottaviano” –associazione agape)

Accessibilità e periferie europee

Si parla molto di grandi progetti europei nel campo dei trasporti. Gli investimenti in questo settore da soli non bastano, ma sono necessari. Le teorie relative all’apporto dei trasporti alla crescita economica e al ruolo degli assi prioritari nel contribuire alla coesione dello spazio europeo sono storicamente discordanti. Le analisi dell’impatto territoriale dei progetti sui trasporti e dei cambiamenti nei livelli di accessibilità di certe regioni non hanno dato risposte univoche e sul tema il dibattito è ancora acceso. Nonostante le diverse visioni l’Unione Europea continua a investire molto sulle infrastrutture di trasporto. Dal Trattato di Maastricht (1992) la politica dei trasporti dell’UE si identifica con il progetto delle grandi reti transeuropee (Trans European Network, TEN), nate con l’obiettivo di creare le basi per la formazione del mercato interno e collegare le regioni periferiche a quelle centrali. Ad Essen, nel 1994, vennero individuati i primi 14 progetti prioritari della rete europea, arrivati negli anni al numero di 30. Tra questi, nel caso italiano, hanno fatto sempre molto discutere il tratto della Lione-Torino (progetto prioritario 6) e i collegamenti Milano-Roma-Napoli-Palermo (progetto prioritario 1). Il miglioramento delle reti di trasporto, da solo, non può essere considerato un fattore portante dello sviluppo. Molte aree europee con una rete di trasporti densa sono andate incontro a periodi di gravi crisi dell’economia: la Ruhr, con la densità autostradale più alta in tutta la Germania (e tra le prime in Europa), ha presentato per anni tassi di disoccupazione tra i più alti del continente. In un contesto territoriale con livelli di sviluppo così differenziati come quello europeo, è necessario considerare l’eventualità che gli investimenti nel settore dei trasporti possano anzi avere un effetto negativo sulla convergenza economica di una regione periferica con le aree più avanzate. Gli investimenti intraregionali, in particolare se provenienti da un’autorità sovraregionale, possono avere un effetto positivo in termini di delocalizzazione delle attività economiche a favore della regione che ha beneficiato degli aiuti. Tuttavia, nel caso di interventi di tipo interregionale, i miglioramenti nell’accessibilità tra due regioni con differenti livelli di sviluppo può acuire la divergenza nel breve-medio periodo e rafforzare la posizione economica della regione più ricca. Gli investimenti nei trasporti possono dare ad una regione periferica una maggiore accessibilità ai mercati, ma dall’altro lato le industrie locali subiranno una maggiore concorrenza da parte delle produzioni esterne. Tra gli effetti negativi connessi ad un incremento degli investimenti sulla rete dei trasporti ce ne sono altri che esulano dalla dimensione prettamente economica, come l’aumento del mobility gap tra zone con dotazioni differenti, della congestione, degli incidenti, dell’inquinamento ambientale e acustico. Altri sostengono invece che le variazioni nei livelli di dotazione infrastrutturale possono portare a cambiamenti importanti nelle performance economiche e incidere in modo determinante sullo sviluppo regionale. Lo sviluppo degli strumenti di circolazione di uomini, merci e idee produce sempre differenze in termini di concentrazione di attività economiche e di vantaggi competitivi. In tutti i casi l’obiettivo dell’accessibilità è al centro degli investimenti di Bruxelles. L’accessibilità non è un dato statico, ma indica il grado di funzionalità dei collegamenti in rapporto alle distanze da coprire per mettere in comunicazione i vari punti della rete. È un elemento fondamentale che indica il grado di integrazione di un polo (città, centri, ecc.) con gli altri. In quanto indice della «funzionalità» di una rete e della qualità e quantità dei collegamenti che all’interno di essa vengono garantiti, l’accessibilità è suscettibile di variazioni che in larga parte dipendono proprio dagli interventi fatti sulle infrastrutture di trasporto. Per l’UE è un obiettivo chiave per migliorare le relazioni fisiche tra le regioni periferiche e il core europeo. Un aspetto critico dei grandi progetti TEN-T riguarda il pericolo di rinsaldare la centralità di alcuni nodi e marginalizzare ulteriormente le aree depresse. In questo modo si rischia di creare grandi infrastrutture che portano i poli principali delle regioni periferiche ad avvicinarsi al centro del continente e ad allontanarsi dall’area geografica di immediato riferimento, la quale vede accentuata la propria perifericità. Nessuno può obiettare sull’importanza di avere una rete di trasporti efficiente e moderna. Molte regioni dell’Europa meridionale o orientale sono tagliate fuori da ogni possibilità di sviluppo a causa di trasporti inefficienti. Basti pensare a quanto perde la Calabria in termini di turismo a causa dei pessimi collegamenti stradali, ferroviari e aerei. Gli investimenti europei sui trasporti contribuiscono alla crescita e allo sviluppo delle regioni periferiche, ma per farlo davvero è necessario trovare un giusto equilibrio tra reti e obiettivi, tra scale diverse, tra progetti di portata continentale e interventi sul sistema locale. (fonte foto: rete internet)

Nola, “Mandatopoli”: il Collegio dei revisori non sarà nella commissione speciale

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Il sindaco: “Cercherò di convincerli a ripensarci”. Il Collegio dei Revisori dei Conti sorteggiato, con la nuova legge, dal Prefetto: “L’incompatibilità c’è e lo dice la legge: I revisori non possono far parte della commissione”.

«Il lavoro della commissione tecnica da noi istituita per fare luce sulle gravi irregolarità riscontrate nel settore ragioneria e finanze del Comune di Nola sarà garantito e non subirà interruzioni»: è quanto dichiara il sindaco di Nola, Geremia Biancardi, a proposito della decisione dei revisori dei conti dell’ente di non entrare a far parte dell’organismo incaricato di passare ai «raggi x» i mandati di pagamento effettuati nel periodo che va dal 2000 al 2010. «Non ritengo sussistano i motivi di incompatibilità sollevati dai professionisti e per questo – spiega il primo cittadino – cercherò di convincerli a rivedere la decisione».

«Concordo pienamente con i revisori – evidenzia poi Biancardi – che hanno giudicato come una grave omissione la mancata eliminazione dei residui passivi da parte dei dirigenti comunali. Non è un caso, infatti, che la stessa richiesta sia stata effettuata dall’amministrazione comunale fin dal 2010. Nostra fermissima intenzione è andare fino in fondo per rientrare in possesso delle somme eventualmente ed indebitamente sottratte alla città». «Fare piena luce sugli ammanchi economici e sui comportamenti infedeli rappresenta – conclude il sindaco – un dovere nei confronti dei nostri cittadini e dei tanti impiegati onesti».

La commissione era stata istituita infatti per volontà del sindaco che ha chiamato a farne parte, da professionista esterno, l’ex direttore generale del Comune di Somma Vesuviana, Pino Terracciano. Ma i revisori, nominati ad aprile con la nuova normativa che non prevede più siano individuati con voto in consiglio comunale, bensì sorteggiati da un elenco depositato in Prefettura, hanno declinato l’invito del primo cittadino.

«Il Collegio dei Revisori del Comune di Nola, in merito alla nomina per la partecipazione alla Commissione Tecnica, istituita dalla Giunta Comunale con delibera n. 89 del 27 agosto 2013 avente ad oggetto l’adozione di provvedimenti urgenti riguardanti il Settore Ragioneria e Finanze – fanno sapere il presidente, dott. Giovanni Greco e i componenti del collegio, dott. Francesco Terracciano e dott. Alberto Maria Borrelli – precisa quanto già riportato nella missiva trasmessa all’Ente il 3 ottobre scorso. Nella missiva il collegio comunicava agli organi del Comune la propria decisione di non poter accettare la nomina in quanto incompatibile con il ruolo dei revisori, sia come singolo che come organo collegiale, ai sensi del comma 3° dell’art.236 del T.U.E.L.

Il collegio dei Revisori, pur apprezzando la fiducia accordata e la professionalità riconosciuta da parte dell’esecutivo dell’Ente, ritiene non fattibile la partecipazione alla Commissione Tecnica e ribadisce la disponibilità a collaborare con gli organi del Comune nel rispetto dei ruoli, dei limiti e delle responsabilità come da regolamento di contabilità dell’Ente e da normativa vigente in materia».

Nola. Ospedale Santa Maria La Pietà, le carenze strutturali e del personale agitano le rappresentanze sindacali

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Cigl, Cisl e Uil si uniscono per sostenere i diritti del personale infermieristico del nosocomio nolano. Il direttore dell’ospedale Luigi Stella Alfano : “Ci saranno assunzioni o traferimenti”.

Carenze strutturali e di personale: ancora una volta sono questi i problemi con cui devono fare i conti degenti e operatori dell’ospedale S. Maria della Pietà di Nola. L’annuncio, risalente a pochi giorni fa, della riapertura del reparto di rianimazione e di nuove sale operatorie segue e precede le critiche, mosse da più parti, sulle lungaggini dei lavori commissionati dalla direzione dell’ASL Napoli 3 Sud, che porteranno al rifacimento del reparto di pronto soccorso e all’aumento del numero da due a sei delle sale operatorie.

Lavori che, però, si protraggono oramai da sei anni circa e lasciano in una prolungata condizione di emergenza il nosocomio nolano, in caduta libera dal ridimensionamento regionale della sanità avvenuto nel 2008, che ha ridotto da tredici a sette le aziende territoriali, accorpando nell’unità di Nola-Pollena Trocchia servizi medici per una popolazione di circa duecentomila abitanti. Le prime lamentale sono giunte da alcune associazioni nolane, guidate dal gruppo Civitas, che da mesi si riuniscono avendo come oggetto permanente di discussione lo stato del presidio sanitario locale. Alle osservazioni dei cittadini si sono unite quelle del personale infermieristico, lo scorso 1 ottobre rappresentate dai sindacati Cigl Cisl e Uil in un incontro con il direttore sanitario Luigi Stella Alfano.

La denuncia degli infermieri dell’ospedale S. Maria della Pietà, che arriva a seguito di precedenti sollecitazioni, è stata resa nota da un comunicato stampa diffuso dal responsabile della Cgil Zona Nolana, Salvatore Velardi, nel quale sono enunciati i disagi in cui quotidianamente incorrono gli operatori infermieristici. Turni di lavoro "estenuanti e massacranti", come si legge nel comunicato, che inficiano la qualità del servizio medico e che finiscono per ripercuotersi sulla degenza degli ammalati ospitati presso la struttura, spingono i sindacati ad intervenire; l’unione funzionale di tutti i reparti omologhi degli Ospedali Riuniti è la richiesta che si legge nel documento, al fine di ottimizzare le esigue risorse presenti per un’utenza relativa ad una vasta area territoriale. Almeno sette gli infermieri aggiuntivi richiesti per calmierare la situazione dell’ospedale nolano.

Dinanzi a tali richieste temporeggia Luigi Stella Alfano che riconosce i disagi del personale e segue le disposizioni della direzione Asl: "L’esigenza di personale è la stessa che va avanti da tempo ed è sempre più determinante sull’efficienza dell’ospedale" – dichiara – "stiamo sopperendo a queste necessità nei limiti del possibile mentre aspettiamo le decisioni dell’azienda. In qualche modo si risolveranno le criticità: ci saranno assunzioni o trasferimenti". A completare il quadro di tensioni che ruotano intorno al presidio sanitario locale si aggiunge una vicenda interna alla Federazione Sindacati Indipendenti, che vede in conflitto il segretario territoriale di Napoli della Federazione, Antonio Cascone, con il referente aziendale per l’ASL Na 3 Sud, Salvatore Raffaele Ambrosino. Una questione che interessa ma non coinvolge l’ospedale nolano, per il quale sembrano oramai maturi i tempi di consegna del nuovo pronto soccorso.

A Portici è attivo lo sportello “Risorsa donna”

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Il centro d’ascolto funge anche da centro antiviolenza per le donne ed è attivo presso i locali di Villa Savonarola.

A Portici, presso i locali di Villa Savonarola è attivo "Risorsa donna", centro di ascolto che funge anche da centro antiviolenza.

I servizi gratuiti offerti sono, oltre allo sportello di counseling rivolto a tutti, anche uno spazio giovani per preadolescenti e adolescenti in cui si offre aiuto ai ragazzi che vivono delle difficoltà personali o sociali, riguardanti soprattutto i rapporti con i genitori, la scuola e l’università; sostegno alla genitorialità; un C.A.O. (centro di ascolto ed orientamento), aperto a tutti; laboratori e seminari esperienziali di gruppo sulle emozioni e sulla comunicazione efficace. Il centro ascolto, inoltre, offre una collaborazione attiva con AssociazioneSclerosiMultipla.com, offrendo sostegno alle persone affette da tale patologia ed ai suoi familiari ed una collaborazione con il centro antiviolenza istituito dall’associazione Salute Donna.

«Il nostro progetto, scritto in collaborazione con l’UDI territoriale Portici-San Giorgio-Ercolano e patrocinato dal Comune di Portici, è cominciato l’anno scorso ed ha avuto un buon riscontro – ci ha dichiarato Bruna Spica, una delle Psicologhe responsabili del progetto "Risorsa Donna" che lavora in team con Valentina Giancone- Abbiamo intenzione di aumentare i servizi offerti e le collaborazioni con altre associazioni, come stiamo già facendo visto che all’interno del nostro centro abbiamo dedicato una parte alla violenza sulle donne di cui si occupano colleghe esperte nel settore. Nel frattempo, auspichiamo che arrivino le autorizzazioni da parte dell’amministrazione comunale utili a proseguire la mission di questo progetto importante per il territorio».
(Fonte foto: Rete Internet)

Somma Vesuviana. Un arresto per droga

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A finire con i ferri ai polsi Francesco Iola, 40enne, residente in via San Sossio, trovato in possesso di 20 grammi di cocaina.

I carabinieri hanno arrestato Francesco Iola, 40enne, residente in via San Sossio, già noto alle forze dell’ordine.

I militari dell’arma hanno dato esecuzione a ordinanza emessa ieri dal Tribunale di Nola che aveva disposto l’aggravamento del regime degli arresti domiciliari (ai quali l’uomo era sottoposto per detenzione di stupefacente). Il provvedimento è stato deciso dopo reiterate violazioni agli obblighi imposti. Durante le perquisizioni i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato 20 grammi di cocaina e la somma di 250 euro in denaro contante ritenuti provento d’attività illecita. L’uomo è stato condotto presso la casa circondariale di Poggioreale.
(Fonte foto: Rete Internet)

Degrado ambientale: in ventimila al corteo nella “Terra dei fuochi”

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La marcia si è svolta tra le province di Napoli e Caserta ed ha visto anche la partecipazione di centinaia di bambini che hanno sfilato con palloncini bianchi.

«Un intero popolo si è svegliato». È il commento di don Maurizio Patriciello, sacerdote anticlan a proposito della mobilitazione che si è svolta contro il degrado ambientale ed i roghi tossici nel territorio della Terra dei Fuochi, fortemente voluta dal Vescovo di Aversa Angelo Spinillo.

Alla manifestazione hanno partecipato oltre ventimila persone, tra queste anche centinaia di bambini con palloncini bianchi; ad aprire il lungo serpentone che ha marciato dal casertano fino a Caivano, un sacerdote che portava una croce. Numerosi gli striscioni esposti durante la marcia ed in tanti hanno indossato maglie nere con le parole "Stop Genocide in Campania"; durante la sfilata c’erano anche diverse foto di ragazzi morti per patologie tumorali legate probabilmente all’inquinamento, come le leucemie, mentre lungo il percorso sono stati affissi ai muri delle case e alle reti metalliche che delimitano fondi privati cartelloni che richiamano i recenti ritrovamenti di rifiuti tossici, come "Dieta Mediterranea? Ma con quale frutta e verdura?" o "Qui di dieta mediterranea si muore".

«Il popolo è sovrano e oggi ha dimostrato di essersi davvero stufato delle chiacchiere», ha affermato don Patriciello.
(Fonte foto: Ansa)

Somma Vesuviana. Conflitto a fuoco tra malviventi e Polizia

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Topi di appartamento non si fermano all’alt ed aprono un conflitto a fuoco con gli agenti della Polizia che riescono a recuperare la refurtiva. I malviventi scappano a piedi ma avrebbero le ore contate.

 Ladri di argenteria sparano contro polizia stradale che recupera la refurtiva. E’ successo ieri sera sulla Statale 268 del Vesuvio, all’altezza di Somma Vesuviana: gli agenti intimano l’alt ad una Fiat Bravo che procede a forte velocità, con a bordo tre malviventi che poco prima avevano svaligiato diversi appartamenti.

Il conducente della vettura non si ferma ed inizia il rocambolesco inseguimento: i malviventi hanno esploso numerosi colpi di pistola e la Polizia ha risposto al fuoco. Il conflitto a fuoco è terminato con la fuga a piedi dei tre criminali ed il recupero di circa 20 chilogrammi di argenteria.
(Fonte foto: Rete Internet)

Geometra in manette: perizia falsa per un immobile di Pomigliano d’Arco

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Tangente di 450 euro al tecnico, serviva ad acquistare un computer per suo figlio.

I carabinieri del Comando provinciale di Napoli hanno arrestato per concussione un geometra dell’Inpdap, Mario C., sorpreso mentre riceveva da un privato denaro contante per un ammontare di 450 euro.

L’arresto è stato eseguito ieri mattina al termine di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli – Sezione reati contro la Pubblica Amministrazione. L’arresto si inserisce in un’attività condotta dal Nucleo Investigativo, concernente una perizia estimativa redatta dal geometra a favore del richiedente, dipendente pubblico, che aveva presentato domanda di concessione di mutuo ipotecario all’Inpdap per l’acquisto di un’abitazione a Pomigliano D’Arco. Nella perizia veniva attribuito all’immobile un valore commerciale inferiore (130.000 euro) rispetto a quello reale.

Il denunciante riferiva di avere ricevuto la richiesta di un computer, da acquistare per il figlio del geometra, per ottenere in cambio la modifica della perizia estimativa, vale a dire una stima del bene conforme all’effettivo valore commerciale dell’immobile pari a 166.000, valore necessario per ottenere dall’Inpdap il mutuo per l’acquisto dell’immobile oggetto di perizia. I carabinieri, avendo ricevuto notizia di un incontro all’esterno della sede dell’Inpdap di Napoli, previsto nella mattinata di ieri, nel corso del quale il geometra avrebbe dovuto ricevere la somma di 450 euro, per l’acquisto del computer già prenotato presso un negozio di elettronica, hanno predisposto un servizio di osservazione: in quella circostanza è stato filmato il pagamento della tangente, e il geometra è stato arrestato in flagranza di reato.

Nel corso delle perquisizioni locali e domiciliari presso l’ufficio e l’abitazione dell’indagato sono state sequestrate le copie della prima perizia del valore di 130.000 euro ed il computer in uso all’arrestato.
(Fonte foto: Rete Internet)