Pomigliano, tares: agevolazioni per i più deboli

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Accordo tra Comune e Cgil-Cisl-Uil. Obiettivo: rendere la tassa sui rifiuti e i servizi meno onerosa per le categorie sociali a rischio.

Saranno utilizzati fondi del bilancio comunale per rendere più leggera la Tares a chi proprio non ce la fa ad andare avanti. L’accordo è stato raggiunto ieri tra il sindaco della città delle fabbriche, Raffaele Russo, e i sindacati confederali. Le agevolazioni sono previste per i pensionati con minimo Inps e con pensioni sociali, i nuclei familiari senza reddito e monoparentali, le disabilità con reddito minimo, le gravi patologie degenerative in ambito familiare, per i nuclei familiari in assenza di reddito e sotto sfratto per morosità, i separati che regolarmente versano gli assegni di mantenimento giudiziari e altri casi particolari segnalati dai servizi sociali.

«Apprezziamo la disponibilità dei sindacati ad entrare nel merito di problemi complessi – commenta il sindaco Lello Russo – l’individuazione condivisa dei criteri – precisa Russo – nasce dopo una serie di proficui incontri». Le parti hanno concordato che, per poter accedere alle agevolazioni, le categorie individuate debbano rientrare in un limite massimo di 7mila euro ISEE. Le agevolazioni si riferiscono alla riduzione del 30% della tariffa relativa alla parte variabile secondo una precisa tabella e saranno finanziate con risorse del bilancio comunale per l’importo di 130mila euro. Una aiuto comunale concepito anche per evitare che queste agevolazioni possano gravare sugli altri contribuenti. Agevolazioni che saranno riconosciute fino all’esaurimento della somma messa a disposizione dall’ente.

Ipercoop Campania, primo vertice nazionale

Il confronto al ministero dello Sviluppo economico è stato strappato dall’assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi. Addetti col fiato sospeso per le voci insistenti sul possibile invio delle lettere di licenziamento.

Il 25 ottobre prossimo vertice nazionale al ministero dello Sviluppo economico sulla vertenza Ipercoop. Il confronto, che a questo punto diventa di rilievo nazionale, è stato reso possibile da una serie di contatti tra l’assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi, e Claudio De Vincenti, sottosegretario al dicastero retto dal ministro Flavio Zanonato.

La situazione della grande distribuzione facente capo alle cooperative toscane, la Unicoop di Livorno, è drammatica. Scaduti i tempi della procedura di mobilità, nel cassetto della cooperativa di Vignale Riotorto si trovano adesso pronte 250 lettere di licenziamento. E ai tagli è prevista l’aggiunta della chiusura contestuale dell’ipermercato di Afragola, i cui dipendenti, sono 226, rischiano tutti di finire senza soldi e senza posto. Tutti tranne il direttore.

Terra dei fuochi: Pdl: “Urge un Piano Marshall”

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I parlamentari campani del Pdl pensano a un “piano per le bonifiche, per far tornare a vivere la Terra dei fuochi, tutelare la salute e l’ambiente, e difendere le produzioni agroalimentare di quei luoghi.

Il PdL ha preparato un decreto sulla Terra dei Fuochi, area compresa tra Napoli e Caserta avvelenata dai roghi di rifiuti. L’idea è quella di un «Piano Marshall» per le bonifiche, per far tornare a vivere la Terra dei fuochi, tutelare la salute e l’ambiente, e difendere le produzioni agroalimentare di quei luoghi.

Il progetto legislativo è stato presentato oggi alla Camera da Mara Carfagna, dal coordinatore regionale del Pdl Nitto Francesco Palma, da Paolo Russo, e da Carlo Sarro. Quattro i punti principali del provvedimento: un fondo speciale per le bonifiche da rifornire con i proventi dei beni confiscati alle mafie, a cominciare da quelli derivanti dai procedimenti per ecomafia; una task-force giudiziaria e investigativa per evitare anche infiltrazioni nelle operazioni; l’introduzione del reato ambientale con una «puntualizzazione» al codice penale e «un’ampia rivisitazione del codice ambientale per l’inasprimento delle sanzioni»; uno screening sanitario per tutelare la salute della popolazione.

Proprio Mara Carfagna, portavoce Pdl alla Camera, ha voluto sensibilizzare classe politica e opinione pubblica sull’importanza di questo provvedimento: «È un’emergenza nazionale. Serve davvero un “Piano Marshall” per il risanamento, per contrastare le illegalità ambientali in quei luoghi, tra Napoli e Caserta, «dove il dramma degli sversamenti illegali dura da più di 30 anni». «È indispensabile una legge speciale – osserva Carfagna – per contrastare l’emergenza ambientale, sanitaria e agroalimentare. Per decine di anni la Campania è stata uno sversatoio di rifiuti tossici provenienti prevalentemente dal nord, con la complicità della criminalità organizzata».

«Il provvedimento – spiega l’ex ministro del Pdl – è un Piano Marshall per le bonifiche. L’auspicio è che l’articolato della possa essere condivisa da tutte le forze del parlamento, perché questa non è una battaglia che ha colore politico; anzi la speranza è che il parlamento possa contribuire ed auspichiamo che anche il governo possa offrire il suo sostegno». Il presidente della regione Campania Caldoro ha ribadito il proprio appoggio: «Il sostegno dei parlamentari campani del Pdl è imprescindibile. Il lavoro presentato oggi rappresenta una garanzia. La legge speciale per le bonifiche è la risposta da dare».

Nola. “Rifiutarsi” alla manifestazione contro le ecomafie

L’appuntamento è per sabato 19 ottobre in Piazza d’Armi, ore 10. Obiettivo: rinascita del territorio e lotta alle ecomafie.

Rifiutarsi parteciperà alla manifestazione “Il triangolo della vita” promossa a Nola sabato per 19 ottobre contro i rifiuti tossici. Crediamo sia necessario, oltre che doveroso, partecipare a tale iniziativa: è da troppo tempo che la città non viene attraversata da una moltitudine di cittadini sensibili ai problemi della propria terra e consapevoli del fatto che un’inversione di marcia radicale sia ormai inevitabile.

Tuttavia, noi non abbiamo la memoria corta. L’Agro Nolano è una terra martoriata, vittima degli affari delle ecomafie, dell’incapacità amministrativa e di anni di scelte punitive. Nel nostro territorio sono presenti ben 2 discariche ed un impianto STIR a Tufino, l’inceneritore di Acerra, innumerevoli cave d’estrazione, rifiuti industriali interrati a Boscofangone ed nei pressi di numerose altre zone agricole, centinaia di mini-discariche abusive disseminate in ogni angolo e i regi lagni ridotti a cloache a cielo aperto.

Alla manifestazione di sabato parteciperanno anche il senatore PDL Paolo Russo e il sindaco PDL di Nola Geremia Biancardi. Tutti sanno che Paolo Russo da 20 anni è il politico di riferimento nel Nolano, ma non tutti sanno i numerosi e prestigiosi incarichi istituzionali che ha ricoperto. Come ad esempio quello di Presidente dal 2001 al 2006 della “Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti e sulle Attività Illecite ad esso Connesse”, nonché di Presidente dal 2008 fino a marzo 2013 della “Commissione Parlamentare sull’Agricoltura”. Ed è evidente a tutti, vista la catastrofe ambientale e sanitaria in cui viviamo, quanto “bene” abbia svolto fino ad oggi il suo lavoro.

Per quando riguarda il sindaco di Nola Geremia Biancardi parlano i fatti. Qualche giorno fa ha promesso che sarebbe stato presente alla manifestazione per proteggere la nostra terra e la nostra agricoltura. Peccato che in 5 anni la sua amministrazione comunale non abbia mai fatto nulla di concreto per combattere il problema degli sversamenti di rifiuti e dei roghi tossici che stanno distruggendo quella stessa terra e quella stessa economia agricola che lui adesso dice di voler tutelare.

Non vogliamo e non possiamo impedire a nessun politico di partecipare alla manifestazione, ma possiamo impedire che qualcuno provi a strumentalizzarla. A tal proposito, riteniamo che per gli organizzatori sia necessario dare dei contenuti specifici alla mobilitazione ed affermare con chiarezza quali sono gli obiettivi concreti. Tutto questo è indispensabile per evitare che la manifestazione diventi solo fine a se stessa, senza porre le basi per la rinascita della nostra terra, e si riduca all’essere solo una mera passeggiata elettorale per presenti e futuri candidati politici della zona.

Noi dal canto nostro siamo convinti dell’esigenza di fermare subito il Biocidio in atto in Campania e in particolar modo nell’Agro Nolano. Ciò significa la fine degli sversamenti illegali e dei roghi tossici di rifiuti urbani, speciali, industriali e tossici attraverso soluzioni immediate come l’applicazione di sistemi di videosorveglianza e monitoraggio del territorio da parte delle forze dell’ordine preposte.

La strada delle bonifiche, urgenti sia dal punto di vista ambientale che sanitario, deve sì essere intrapresa ma soltanto dopo l’avvio di un adeguato programma di tutela di tutte le aree prese d’assalto dalle ecomafie. Bonificare il territorio ed abbandonarlo di nuovo alla propria sorte significherebbe restituirlo nuovamente alla mercé della criminalità organizzata, favorendo affaristi senza scrupoli e rendendo inutile ogni sforzo economico ed umano.
CONCENTRAMENTO ASSOCIAZIONI, COMITATI E CITTADINI
NOLA SABATO 19 OTTOBRE 2013
PIAZZA D’ARMI – ORE 10

Portici. Manifestazione a difesa della mensa scolastica

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Il Movimento 5 Stelle locale: “Per fare cassa tagliano i pasti ai nostri figli. Atto scellerato del duo Marrone-Pignalosa che calpesta il diritto allo studio e la dignità delle famiglie”.

Genitori, bambini, insegnanti, cittadini, associazioni, movimenti, partiti, sindacati, tutti sono chiamati a manifestare per impedire al sindaco Marrone e all’assessore Pignalosa il definitivo scempio della mensa scolastica di Portici.

L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marrone, abolisce per le famiglie la compartecipazione al 50 % della quota-pasto, e individua specifiche fasce ISEE con un pesante aggravio sui bilanci familiari. Mangiare a scuola non è solo un diritto ma in percorso educativo e formativo. Viene esautorata la funzione pedagogica ed educativa del momento mensa e si paventa addirittura il ritiro dei bambini dalla scuola pubblica a favore di istituti privati. I lavoratori refezionisti delle aziende che comunque sono state incaricate della preparazione e della distribuzione del cibo nelle scuole fino a maggio 2013 avanzano ancora degli stipendi.

Il servizio deve essere programmato e attivato nei tempi opportuni con la somministrazione di pasti di qualità, nutrienti, di provenienza sicura e tracciabile, perseguendo nel contempo obiettivi di educazione alimentare e sanitaria, in accordo con i servizi socio sanitari territoriali, al fine di diffondere corretti criteri nutrizionali e di tutelare la salute dei bambini che vivono in un territorio altamente a rischio per la questione rifiuti tossici. Nell’intento di favorire e promuovere la più ampia partecipazione degli utenti e il coinvolgimento attivo delle famiglie quale premessa imprescindibile per il buon funzionamento della ristorazione scolastica bisogna istituire la Commissione Mensa quale organo consultivo e di rappresentanza. Non c’è nulla che non si possa fare! E’ solo questione di politica!

E’ una politica del welfare a tutela del diritto allo studio e della scuola pubblica. Siamo di fronte a problemi di educazione e di equità sociale difficili da risolvere. Ma vale la pena tentare, per questo ti aspettiamo!!! Appuntamento per il corteo che attraverserà la città, giovedì 17 ottobre alle ore 17,00 – presso Istituto Comprensorio 1° Don Bosco – M. Melloni Via Roma – C.so Garibaldi – Portici (NA).

Sant’Anastasia. “R’Amare, storia di un amore tra un architetto e una lamina di rame”

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Mostra personale di Michele Granata in biblioteca comunale. L’appuntamento è per sabato 19 e domenica 20 ottobre.

 Il rame in mostra sabato 19 e domenica 20 ottobre (ore 10,00 – 13,00 e 16,00 – 20,00), presso la Biblioteca Comunale “Giancarlo Siani”, sita al civico 54 di via Arco, con una personale di Michele Granata dal titolo: "R’Amare, storia di un amore tra un architetto e una lamina di rame”.

E’ noto che via Garibaldi è il luogo storico in cui erano ubicate alcune delle più antiche ed importanti botteghe artigiane di lavorazione del rame, un microcosmo popolato da abili artigiani che con gesti naturali e ripetuti nel tempo hanno plasmato tonnellate del nobile metallo, creando oggetti che entravano nella quotidianità di ogni famiglia; oggetti funzionali che attualmente fungono maggiormente da arredo ed oggetti che hanno sempre meglio assunto, con tecniche diverse, una forte connotazione scultorea e fino ad affermarsi per la valenza artistica. Il tutto a testimonianza, oltre all’amore per le tradizioni, della maestria degli artigiani nel reinventare il proprio lavoro.

Un rapporto forte e passionale con questo metallo che ha coinvolto fin da piccolo l’architetto anastasiano Michele Granata (’55) e lo ha spinto a realizzare opere, tra cui cavalli, santi e arcangeli, il Vesuvio fumante, corni beneauguranti e pulcinella sognanti, che testimoniano il legame indissolubile verso la tradizione artigianale locale e l’ispirazione artistica che ne può derivare.

“Questo è il mio esordio in pubblico e lo faccio nel mio paese e con una mostra personale, perchè il paese mi ha dato tanto in termini di ispirazione artistica e perchè sono nato in Via Garibaldi a Sant’Anastasia; un luogo dove la mattina appena svegliato – racconta Michele Granata – si sentiva nell’aria il ticchettio dei martelli che lavoravano a mano le pentole di rame; un ticchettio lento, continuo e costante ma che non dava fastidio, perchè era parte integrante del nostro modo d’essere, dove tutto era a dimensione d’uomo.

Abitavo con la mia famiglia in una casa di due stanze. Quella al piano terra era adibita a cucina e soggiorno, quella al primo piano, che si raggiungeva da una scala esterna, a camera da letto, ed è li che sono nato. Avevo 4 o 5 anni e ricordo che affacciato al ballatoio, vedevo questa corte piena di gente, laboriosa ed allegra, che con nodose mani, abili ed esperte, lavorava questo metallo dal colore giallo-oro, forgiato nella brace alimentata dall’aria del mantice e dalla speranza di una vita migliore.

Uomini sobri e gentili, che da una lamina dura e sottile, creavano oggetti pieni d’amore. Uomini dediti al loro lavoro animati da una passione ricca e spontanea, con i loro visi illuminati da un sole amico, appagati dalla certezza del vivere. Quello è stato il mio primo contatto con questo metallo, duttile e magico, che trasforma le idee in realtà. Bei ricordi, emozioni di bambino coi pantaloncini corti e i capelli a spazzola nel curiosare tra enormi incudini, martelli dalle strane forme, tronchi di legno montati a mo’ di cavallo e forgie sempre attive, chiamato dalle persone anziane "Micheluccio". Vezzegiato, curato e amato come tanti zii e nonni possono amare un proprio nipote. "Micheluccio o figl’ e mast’ Rafele".

Quando pronunciavano" mast’ Rafele" i loro visi si coloravano di un espressione mista di compiacimento ed orgoglio nel parlare di una persona perbene. Sì, una persona perbene, questo era mio padre. Nella vita tutto torna, gli odori, i suoni, i sapori, e le immagini felici del passato non ci lasciano mai, soprattutto quelle della nostra infanzia e per questo ho deciso di allestire questa mostra come omaggio alla mia terra, alla mia casa, alle mie mie origini, che non vanno mai dimenticate”.

“Finora la mia azione di governo – dice il sindaco Carmine Esposito – ha puntato a promuovere e valorizzare le risorse e le vocazioni territoriali, ad aumentare le possibilità di crescita della nostra comunità, a favorire la creatività delle persone, senza mai perdere di vista l’importanza dell’artigianato, destinato a scomparire senza seri programmi di valorizzazione. In questo caso, abbiamo messo uno spazio fisico, la biblioteca comunale, a disposizione di una mostra d’arte strettamente collegata al nostro artigianato. Operare nel segno dell’artigianato e della salvaguardia delle tradizioni, può dare la possibilità ai giovani di apprendere seriamente una professione “antica” dando loro conoscenze e strumenti moderni per renderla duratura e redditizia”.

Scuola. Una firma per salvare la Storia dell’arte

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Dopo lo scempio della riforma Gelmini, ecco la rivolta degli insegnanti. Una petizione per ripristinare la Storia dell’arte tra le materie scolastiche. Che ne sarà di questo “Bel Paese”?

La Storia dell’arte è scomparsa dalla scuola. Non c’è più. Ecco tutto. A deciderlo è stata la riforma scolastica lanciata dal ministro Gelmini nel 2010, che ha ridotto o eliminato del tutto le ore dedicate a questa disciplina in diversi indirizzi delle scuole secondarie superiori. Ebbene si, nel Paese della Sistina e del Colosseo, di Botticelli e di Caravaggio, l’arte è stata espulsa dalle scuole. Così per migliaia di studenti, anche dei licei classici, Leonardo e Michelangelo non saranno che nomi propri di persona. “Cose da cloaca”, avrebbe detto Garibaldi, cose che succedono solo da noi.

Eppure, a pochi anni dalla “mattanza” gelminiana, insegnanti e storici dell’arte hanno deciso di insorgere. Sul sito www.firmiamo.it è possibile aderire con una firma elettronica alla petizione Ripristiniamo Storia dell’arte nelle scuole, un’iniziativa lanciata per rivolgere un appello al ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza. L’intento è, ovviamente, quello di spingere l’attuale ministro a rivedere la riforma e reinserire l’arte tra le materie scolastiche. Anche perché, come spiega sul sito la creatrice dell’inserzione Emanuela Colantonio, in passato si era persino cercato di inserire lo studio della Storia dell’arte nelle scuole primarie. Paradossale dunque la parziale o totale cancellazione della disciplina dalle scuole superiori.

Inoltre, come scrive sempre la Colantonio, “nel Paese dei Beni Culturali per eccellenza, impedire ai ragazzi di maturare una adeguata conoscenza del proprio patrimonio storico-artistico significa ostacolare una formazione culturale degna di questo nome, ma anche impedire la formazione di quel senso civico che tutti noi auspichiamo e che si sviluppa a partire dalla conoscenza e dal conseguente rispetto per quell’insieme di valori territoriali, ambientali, storici e artistici che chiamiamo Cultura”.

L’eliminazione di una disciplina come la Storia dell’arte, aggiungerei, non è solo un oltraggio al patrimonio culturale nostrano, per cui, è altamente probabile, gli studenti non avranno in futuro alcun rispetto, ma soprattutto uno duro colpo al sistema scolastico italiano che, con questa scelta, si dimostra ancora legato ad una mentalità pressoché ottocentesca che predilige lo studio della Letteratura a discapito delle altre, pur importanti, discipline umanistiche.

Perché se è vero che “leggere è il cibo della mente”, è anche vero che, nell’ottica della storiografia moderna, lo studio della Letteratura è perfettamente comparabile e complementare a quello dell’Arte, attraverso cui è possibile ricostruire, in modo altrettanto specifico, lo scenario storico e il pensiero del tempo. Come dire che la Divina Commedia merita più studio della Cappella Sistina? La soppressione o la riduzione delle ore dedicate alla Storia dell’arte nelle scuole italiane è quindi sintomo soprattutto di un’ignoranza istituzionale che fa davvero rabbrividire.

La cosa assurda è che questa scelta sia stata presa proprio qui, in Italia, considerata da secoli la patria dell’arte, dove il turismo culturale è nato e dove il turismo culturale può davvero essere un volano per l’economia. Così, se da una parte la politica italiana continua a parlare di investimenti nella cultura, dall’altra sono gli stessi politici a negare alle generazioni future lo studio dell’arte. Un paradosso che non ha spiegazioni, se non in quel continuo atteggiamento ipocrita delle istituzioni nostrane che fa solo uscir dai gangheri, per non dire altro.

In attesa di un miracolo del ministro Carrozza, non ci resta che sperare che gli studenti di oggi, cittadini degli anni futuri, continuino nonostante tutto a preservare e valorizzare la storia. Perché la Bellezza è anzitutto un valore e l’Arte una delle massime espressioni dello spirito umano. Denigrarla è da beceri, ma ignorarla è follia. Cosa ne sarà del “Bel Paese” se la Bellezza scompare dalle scuole?
(Fonte foto: Rete Internet)

STORIE D’ARTE

Legge Fornero, grave discriminazione ai danni dei disabili

La federazione nazionale associazioni di disabili ha criticato aspramente la riforma pensionistica dell’ex Ministro, rea, secondo la FAND, di aver attuato una grave discriminazione nei confronti dei portatori di handicap e delle loro famiglie.

 Nell’anno di Governo Monti, precisamente alla fine del 2011, il nostro sistema pensionistico è stato totalmente stravolto. Oltre all’ormai noto dramma degli esodati e all’istituzione del criterio contributivo ai fini del calcolo pensionistico e del conseguente innalzamento dell’età pensionistica, il Governo ha introdotto l’istituto della pensione anticipata, al fine di sostenere i soggetti che hanno trovato occupazione in giovane età.

Per poter accedere alla pensione anticipata, però, particolare non trascurabile, è necessario aver compiuto i 62 anni di età. Per coloro che invece intendessero anticipare prima del sessantaduesimo anno di età, subiranno una decurtazione sull’importo totale che è pari all’1% per i primi due anni e al 2% negli anni successivi. I soggetti che hanno invece maturato l’anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, secondo la legge n. 14/2012, le penalizzazioni non verranno applicate a patto che i contributi maturati siano derivati "da prestazioni effettive di lavoro, includendo i periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e cassa integrazione guadagni ordinaria".

Spostandoci poi sul versante disabilità, ci accorgiamo che lo scenario è a dir poco agghiacciante: dal calcolo per i permessi mensili che fanno riferimento all’articolo 33 della legge 104/92, sono esclusi i congedi retribuiti per l’assistenza a familiari con handicap grave o gravissimo e i periodi contributivi di cui alla legge n. 388/2000. Si parla, in pratica, dei due mesi di contribuzione figurativa che vengono riconosciuti agli invalidi civili con percentuale pari o superiore al 74% per ogni anno di servizio prestato a partire dalla data del riconoscimento e per un massimo di cinque anni di contribuzione.

Seppur riferita ad un periodo limitato (fino al 31 dicembre 2017), la norma di cui sopra colpisce indiscriminatamente il mondo della disabilità, gravando su coloro che offrono assistenza ai disabili attraverso permessi, congedo straordinario e riconoscimento di contributi figurativi aggiuntivi. Giovanni Pagano, Presidente FAND, ha così commentato: "Si tratta di una vera e propria discriminazione ingiustificata per i lavoratori disabili gravi e i loro familiari che li assistono – spiega – in quanto tali lavoratori saranno disincentivati da utilizzare tali istituti di assistenza per avere la possibilità di un rapido accesso alla pensione anticipata."

La FAND, ha quindi dichiarato di voler presentare al Parlamento un emendamento all’articolo 6, comma 2-quater della legge 29 dicembre 2011 n. 214 che riporti equità ai contributi derivanti da effettive prestazioni necessari per accedere alla pensione anticipata.
(Fonte foto: Rete Internet)

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LA RUBRICA

Fiat, Panda regina del mercato più povero d’Occidente

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A Pomigliano si riaffaccia la cassa integrazione: due settimane “corte” per tamponare il calo delle produzioni. Dati Unrae da brivido: l’auto in Italia in calo precipitoso da 40 mesi di seguito.

Leggendo i dati di quest’anno relativi al mercato italiano si può comprendere subito che è l’automobile a dare tutta la misura della condizione economica di un paese. E i dati nazionali di settore sono al limite del catastrofico nel 2013. Tant’è che la fabbrica di punta della Fiat nel nostro Paese, il Giambattista Vico di Pomigliano, si sta apprestando a varare due settimane corte, dopo aver effettuato lo stop alle produzioni già la scorsa settimana, dal 7 al 13 ottobre.

Da lunedì prossimo, dunque, produzioni limitate fino alle ore 22 di giovedì 24, a causa dello stop comunicato dall’azienda ai sindacati, ieri mattina, e programmato per venerdì 25, giornata di cassa integrazione per tutti i 3135 addetti attualmente in attività. La ripresa delle produzioni è prevista per lunedì 28 ottobre. Ma anche in questo caso scatterà la settimana corta, stavolta per la chiusura anticipata dovuta al ponte di Tutti i Santi. Da questo discorso restano comunque fuori i 1380 operai cassintegrati a zero ore da anni, che soltanto in parte e per brevi periodi sono riusciti a rientrare in fabbrica nell’ambito di una rotazione limitata a settori non manifatturieri della grande fabbrica partenopea.

Restano intanto impressionanti i dati Unrae relativi alle immatricolazioni della Panda in Italia da gennaio a settembre e che ammontano a 78237. La vettura prodotta a Pomigliano resta saldamente al comando della classifica delle 50 automobili più vendute nel Paese ma l’andamento complessivo del mercato nostrano è preoccupate: sempre in calo da 40 mesi consecutivi. Nel 2013 sta facendo registrare una flessione totale ( vale a dire sul totale di tutti i marchi ) del 14 % rispetto al 2012, con una previsione di 100mila immatricolazioni in meno, sempre rispetto allo scorso anno.

“Resta comunque il fatto che la Panda si conferma la vettura top del mercato – commenta Raffaele Apetino, rsa della Fim-Cisl – per cui penso che sia fisiologico lo stop produttivo con la cassa integrazione per la sola giornata del 25 ottobre”. I numeri, però, sono spietati. Finora il mese del 2013 in cui le immatricolazioni Panda in Italia hanno fatto registrare la migliore performance è quello di maggio, con 11322 vetture immatricolate, seguito da quello di marzo, con 10565 vetture. Il trend in discesa è segnato a partire da giugno (8216), quindi luglio (7378), agosto (3478) e poi la risalita di settembre (8691). A questo punto appare decisivo l’apporto che potrebbe offrire il periodo autunnale, dal quale si spera scaturisca una decisa ripresa.

“Per andare meglio non è una questione di prodotto, che ha confermato la sua eccellenza – aggiunge Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – il problema è strutturale: è necessario aumentare i salari delle famiglie e fornire all’industria tutti i vantaggi possibili in grado di garantire la ripresa. Anche perché – conclude il sindacalista – gli effetti psicologici della crisi sono devastanti visto che c’è anche chi può spendere per l’acquisto di una vettura ma preferisce evitarlo: è la situazione del cane che si morde la coda”.

Tra due giorni, dopodomani, i cassintegrati della Fiat di Pomigliano, dell’indotto Fiat-Marelli e del polo logistico di Fiat-Wcl (2400 lavoratori complessivi) saranno portati in piazza dalla Fiom per protestare contro la lunga inattività a cui finora sono stati costretti.

Somma, Villa Augustea: i giapponesi dicono no alle riprese del film con la Gravina

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Emanuele Coppola: “Interesserò il Ministro Bray”. Ma la concessione e il diritto di immagine sono della mission nipponica.

 Mentre si attende il fine settimana per ammirare il nuovo look della Villa Augustea, con passerelle che renderanno accessibile a tutti i visitatori il sito archeologico, infuria la polemica Italia – Giappone. A scatenarla è Emanuele Coppola, ex assessore alla cultura della giunta Allocca (ora sostituito dalla casertana Angela Carcaiso).

Coppola, che è anche direttore dei beni culturali di Santa Maria del Pozzo, sta infatti promuovendo sul territorio le riprese di un film documentario che esalterà Somma Vesuviana come città d’arte ad economia turistica, con la regia di Carlo Luglio e la partecipazione dell’attrice Vanessa Gravina. Fin qui nulla di nuovo, ma Coppola aveva qualche settimana fa fatto richiesta alla missione giapponese concessionaria della Villa, per effettuare delle riprese in loco. La risposta è giunta ieri ed è un deciso diniego. Per conoscenza, la missiva era stata inoltrata anche all’archeologo Antonio De Simone e alla Pro Loco.

«Non posso fermarmi qui – dice Emanuele Coppola – è vero che la concessione è dei giapponesi, ma questo non vuol dire che si possa rifiutare, senza una spiegazione accettabile, l’accesso ad una troupe professionale che ha come unico scopo la promozione del territorio, senza contare che su internet video di riprese amatoriali si sprecano». L’ex assessore, ora lanciatissimo nel ruolo di animatore culturale, si rivolgerà al ministro Bray. «Chiederò all’onorevole Paolo Russo di intercedere, lui era presente al galà con il quale abbiamo lanciato l’iniziativa e sono certo che ci rimarrà accanto». Sulla polemica, anche la consigliera regionale Paola Raia ha rilasciato dichiarazioni a «Il Mattino» sostenendo di essere «profondamente addolorata».

Una cosa è purtroppo certa: se la missione nipponica pone il veto, non ce ne sarà per nessuno giacché l’Università di Tokyio – i cui responsabili hanno ricevuto nel corso dell’ultimo decennio anche la cittadinanza onoraria di Somma Vesuviana – si è riservata i diritti di immagine. Attesa intanto, per le visite che sabato 19 e domenica 20 si potranno compiere al sito di Starza Regina dove, a cura delle associazioni Pro Loco Somma Vesuviana e Apolline Project si potranno ammirare gli scavi. Ci chiediamo: le telecamere saranno vietate?