A Pomigliano si riaffaccia la cassa integrazione: due settimane “corte” per tamponare il calo delle produzioni. Dati Unrae da brivido: l’auto in Italia in calo precipitoso da 40 mesi di seguito.
Leggendo i dati di quest’anno relativi al mercato italiano si può comprendere subito che è l’automobile a dare tutta la misura della condizione economica di un paese. E i dati nazionali di settore sono al limite del catastrofico nel 2013. Tant’è che la fabbrica di punta della Fiat nel nostro Paese, il Giambattista Vico di Pomigliano, si sta apprestando a varare due settimane corte, dopo aver effettuato lo stop alle produzioni già la scorsa settimana, dal 7 al 13 ottobre.
Da lunedì prossimo, dunque, produzioni limitate fino alle ore 22 di giovedì 24, a causa dello stop comunicato dall’azienda ai sindacati, ieri mattina, e programmato per venerdì 25, giornata di cassa integrazione per tutti i 3135 addetti attualmente in attività. La ripresa delle produzioni è prevista per lunedì 28 ottobre. Ma anche in questo caso scatterà la settimana corta, stavolta per la chiusura anticipata dovuta al ponte di Tutti i Santi. Da questo discorso restano comunque fuori i 1380 operai cassintegrati a zero ore da anni, che soltanto in parte e per brevi periodi sono riusciti a rientrare in fabbrica nell’ambito di una rotazione limitata a settori non manifatturieri della grande fabbrica partenopea.
Restano intanto impressionanti i dati Unrae relativi alle immatricolazioni della Panda in Italia da gennaio a settembre e che ammontano a 78237. La vettura prodotta a Pomigliano resta saldamente al comando della classifica delle 50 automobili più vendute nel Paese ma l’andamento complessivo del mercato nostrano è preoccupate: sempre in calo da 40 mesi consecutivi. Nel 2013 sta facendo registrare una flessione totale ( vale a dire sul totale di tutti i marchi ) del 14 % rispetto al 2012, con una previsione di 100mila immatricolazioni in meno, sempre rispetto allo scorso anno.
“Resta comunque il fatto che la Panda si conferma la vettura top del mercato – commenta Raffaele Apetino, rsa della Fim-Cisl – per cui penso che sia fisiologico lo stop produttivo con la cassa integrazione per la sola giornata del 25 ottobre”. I numeri, però, sono spietati. Finora il mese del 2013 in cui le immatricolazioni Panda in Italia hanno fatto registrare la migliore performance è quello di maggio, con 11322 vetture immatricolate, seguito da quello di marzo, con 10565 vetture. Il trend in discesa è segnato a partire da giugno (8216), quindi luglio (7378), agosto (3478) e poi la risalita di settembre (8691). A questo punto appare decisivo l’apporto che potrebbe offrire il periodo autunnale, dal quale si spera scaturisca una decisa ripresa.
“Per andare meglio non è una questione di prodotto, che ha confermato la sua eccellenza – aggiunge Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – il problema è strutturale: è necessario aumentare i salari delle famiglie e fornire all’industria tutti i vantaggi possibili in grado di garantire la ripresa. Anche perché – conclude il sindacalista – gli effetti psicologici della crisi sono devastanti visto che c’è anche chi può spendere per l’acquisto di una vettura ma preferisce evitarlo: è la situazione del cane che si morde la coda”.
Tra due giorni, dopodomani, i cassintegrati della Fiat di Pomigliano, dell’indotto Fiat-Marelli e del polo logistico di Fiat-Wcl (2400 lavoratori complessivi) saranno portati in piazza dalla Fiom per protestare contro la lunga inattività a cui finora sono stati costretti.

