La federazione nazionale associazioni di disabili ha criticato aspramente la riforma pensionistica dell’ex Ministro, rea, secondo la FAND, di aver attuato una grave discriminazione nei confronti dei portatori di handicap e delle loro famiglie.
Nell’anno di Governo Monti, precisamente alla fine del 2011, il nostro sistema pensionistico è stato totalmente stravolto. Oltre all’ormai noto dramma degli esodati e all’istituzione del criterio contributivo ai fini del calcolo pensionistico e del conseguente innalzamento dell’età pensionistica, il Governo ha introdotto l’istituto della pensione anticipata, al fine di sostenere i soggetti che hanno trovato occupazione in giovane età.
Per poter accedere alla pensione anticipata, però, particolare non trascurabile, è necessario aver compiuto i 62 anni di età. Per coloro che invece intendessero anticipare prima del sessantaduesimo anno di età, subiranno una decurtazione sull’importo totale che è pari all’1% per i primi due anni e al 2% negli anni successivi. I soggetti che hanno invece maturato l’anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, secondo la legge n. 14/2012, le penalizzazioni non verranno applicate a patto che i contributi maturati siano derivati "da prestazioni effettive di lavoro, includendo i periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e cassa integrazione guadagni ordinaria".
Spostandoci poi sul versante disabilità, ci accorgiamo che lo scenario è a dir poco agghiacciante: dal calcolo per i permessi mensili che fanno riferimento all’articolo 33 della legge 104/92, sono esclusi i congedi retribuiti per l’assistenza a familiari con handicap grave o gravissimo e i periodi contributivi di cui alla legge n. 388/2000. Si parla, in pratica, dei due mesi di contribuzione figurativa che vengono riconosciuti agli invalidi civili con percentuale pari o superiore al 74% per ogni anno di servizio prestato a partire dalla data del riconoscimento e per un massimo di cinque anni di contribuzione.
Seppur riferita ad un periodo limitato (fino al 31 dicembre 2017), la norma di cui sopra colpisce indiscriminatamente il mondo della disabilità, gravando su coloro che offrono assistenza ai disabili attraverso permessi, congedo straordinario e riconoscimento di contributi figurativi aggiuntivi. Giovanni Pagano, Presidente FAND, ha così commentato: "Si tratta di una vera e propria discriminazione ingiustificata per i lavoratori disabili gravi e i loro familiari che li assistono – spiega – in quanto tali lavoratori saranno disincentivati da utilizzare tali istituti di assistenza per avere la possibilità di un rapido accesso alla pensione anticipata."
La FAND, ha quindi dichiarato di voler presentare al Parlamento un emendamento all’articolo 6, comma 2-quater della legge 29 dicembre 2011 n. 214 che riporti equità ai contributi derivanti da effettive prestazioni necessari per accedere alla pensione anticipata.
(Fonte foto: Rete Internet)
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