Portici. Un tavolo di discussione per la refezione scolastica

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È una delle proposte avanzate dal Il Movimento 5 Stelle locale in una missiva indirizzata all’amministrazione Marrone. Resta alta l’attenzione sulla questione della mensa scolastica, avvolta ancora da molte nubi.

Nella cittĂ  della Reggia non è partito ancora il servizio della refezione scolastica e nessuna novitĂ  in vista nemmeno per i refezionisti che attendono ancora il pagamento della mensilitĂ  di maggio, la quattordicesima ed il t.f.r.

Questi i due aspetti sottolineati dai penta stellati locali in una missiva inviata al sindaco Marrone, all’assessore alla Pubblica Istruzione Pignalosa, al dirigente del 4° Settore Longo ed a tutti i consiglieri nella quale si chiede di attivare un tavolo di discussione sulla questione mensa per parlare delle richieste di tutti i soggetti coinvolti nella questione, di attivare il servizio con la somministrazione di pasti di qualitĂ , nutrienti e controllati, di proporre un coordinamento con tutti i dirigenti ed i Presidenti del Consiglio di Istituto «per evitare decisioni disgiunte che possono non contemplare gli obiettivi educativi, didattici, e sottrarsi ai controlli sanitari e ai criteri nutrizionale e nuocere la salute dei bambini».

Nella lettera si propone anche di istituire una Commissione Mensa quale organo consultivo e di rappresentanza che eserciti, nell’interesse dell’utenza, funzioni quali: «un ruolo di collegamento tra l’utenza e il soggetto titolare del servizio, relativamente alle diverse istanze che provengono dall’utenza stessa; un ruolo di monitoraggio dell’accettabilitĂ  del pasto e della qualitĂ  del servizio attraverso idonei strumenti di valutazione; un ruolo consultivo per quanto riguarda le variazioni del menù scolastico, nonché le modalitĂ  di erogazione del servizio e i capitolati d’appalto».

Proprio giovedì scorso, si è svolta una mobilitazione pubblica a difesa della mensa scolastica: «circa trecento persone hanno sfilato per le strade cittadine e mostrato la propria indignazione al vice sindaco e assessore alla Pubblica Istruzione che non è stato in grado di fornire risposte e chiarimenti ai cittadini e che paradossalmente ha partecipato alla manifestazione protestando contro se stesso» dichiarano gli attivisti del Movimento 5 Stelle sottolineando: «Si auspica una revisione delle politiche sul diritto allo studio, che limiti i disservizi al cittadino e sostenga più adeguatamente la scuola pubblica. Siamo pronti ad ulteriori iniziative se l’amministrazione rimane sorda a questi richiami».

Ciò che più destano preoccupazioni per i cittadini sono i tagli alla compartecipazione per il servizio mensa e qui il Movimento 5 Stelle asserisce: «Chi ha iscritto i figli a tempo pieno, prende atto degli oneri che si deve accollare per il servizio mensa e valuta la possibilitĂ  di ridurre il tempo scolastico. Forti le ripercussioni sulla scuola pubblica e sui docenti con i preoccupanti rischi di limitazioni dell’organico per il funzionamento delle classi a tempo pieno. Futuro ancora più incerto per i lavoratori refezionisti che avanzano ancora degli stipendi e non conoscono i tempi di attivazione del servizio e la modalitĂ  della proroga».

Terra dei Fuochi, ieri vertice al Viminale: task-force intergovernativa coordinerà il piano di interventi

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Spiraglio per le bonifiche, al summit anche il Prefetto di Napoli e il governatore Caldoro. Tra i comuni interessati dal Patto per la Terra dei Fuochi ci sono molte cittĂ  vesuviane e nolane: Somma Vesuviana, Nola, Marigliano, Pomigliano d’Arco.

Una task-force permanente intergovernativa, costituita su proposta del vicepremier Angelino Alfano durante una riunione svolta al Viminale, avrĂ  il compito di coordinare un piano di interventi di prevenzione e di controllo sulla Terra dei fuochi, l’area tra Napoli e Caserta dove è stata accertata la presenza di rifiuti tossici e sono frequenti roghi dolosi. E c’è di più, sul fronte della speranza: per le bonifiche nelle aree inquinate in Campania, il Governo valuterĂ  l’utilizzo di tranche dei finanziamenti strutturali europei 2014-2020, così come proposto nei giorni scorsi dal governatore campano Stefano Caldoro.

È uno degli elementi emersi al termine della riunione che si è svolta fino a tarda sera ieri a Roma e alla quale hanno preso parte i ministri Alfano, Nunzia De Girolamo, Andrea Orlando, Beatrice Lorenzin, il capo della Polizia, Alessandro Pansa, e il governatore della Campania, Stefano Caldoro oltre ai Prefetti di Napoli e Caserta, Antonio Musolino e Carmela Pagano, il capo dipartimento dei vigili del fuoco, Alberto Di Pace e il responsabile per il fenomeno dei roghi in Campania, Donato Cafagna. Dalla riunione, con la proposta di Caldoro di utilizzare fondi comunitari, l’emergenza ambientale della Terra dei Fuochi e le relative bonifiche vengono portate da una dimensione locale a un livello nazionale.

La nota diffusa dal Viminale al termine del summit spiega che è stata esaminata la situazione determinatasi nell’area compresa tra le province di Napoli e Caserta, tristemente nota come Terra dei Fuochi, a seguito dei fenomeni di abbandono incontrollato dei rifiuti e conseguenti roghi tossici e dello smaltimento illegale degli stessi, avvenuto negli ultimi decenni. «I ministri e il presidente Caldoro hanno illustrato, in particolare, lo stato delle attivitĂ  relative al monitoraggio ambientale, sanitario e agro alimentare dell’area. L’incontro – aggiunge la nota – ha consentito di evidenziare l’efficacia dei diversi strumenti di prevenzione e contrasto adottati, anche grazie all’attivitĂ  delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco e del Corpo Forestale dello Stato, che dall’inizio dell’anno ha fatto registrare un sensibile calo degli episodi incendiari».

«Su proposta del ministro Alfano – precisa il Viminale – si è deciso di costituire una task force permanente intergovernativa al fine di coordinare un piano di interventi di prevenzione e di controllo, nonché in materia sanitaria, ambientale e agricola, strettamente interconnessi tra loro, con l’obiettivo di realizzare in sinergia iniziative in favore dei territori e delle popolazioni interessate. Particolare attenzione è stata rivolta al tema delle bonifiche e del recupero delle terre inquinate, anche al fine di arginare le rilevanti ricadute economiche che si sono registrate nel settore agro alimentare. Sono stati, altresì, prospettati i possibili interventi di carattere normativo diretti a rafforzare ulteriormente la lotta agli illeciti ambientali».

Ieri mattina però, anche al consiglio regionale della Campania si era tenuta un’audizione sulle problematiche relative alla cosiddetta «Terra dei Fuochi» durante la quale l’assessore all’agricoltura, Daniela Nugnes, aveva evidenziato come «per dare sicurezza al territorio e per recuperare la fiducia nei prodotti agricoli campani, è necessario effettuare indagini sul prodotto finito, ma si tratta di analisi costose, per le quali l’assessorato non dispone di risorse». L’esponente del Pdl, nel condividere le proposte e le iniziative emerse dal tavolo, ha invitato tutte le forze politiche a farsi carico della problematica, tenuto conto che l’agricoltura corrisponde al 60% del Pil regionale. Nugnes ha ribadito che «da qui a tre mesi la Regione potrĂ  disporre di una mappatura delle diverse analisi possedute sui territori agricoli».

Inoltre l’assessore campano ha evidenziato che «la proposta di legge speciale per le bonifiche non va nella direzione di un commissariamento ma in quella di elevare la problematica su piano nazionale e di impegnare il Governo ad un intervento adeguato». Impegno poi giunto in tarda serata, anche se ancora tutto da verificare sul campo. L’area territoriale identificata quale «terra dei fuochi» è compresa all’incirca tra i comuni del giuglianese e nolano, spingendosi fino al casertano, ma il fenomeno dei roghi tossici è un vero e proprio sistema criminale che abbraccia una zona più vasta, tant’è che al Patto per la Terra dei Fuochi hanno aderito molti comuni dell’hinterland tra cui Somma Vesuviana, Marigliano, Nola, Pomigliano d’Arco, San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, per citarne solo alcuni, impegnandosi ad attivare la sorveglianza ambientale sui territori di competenza.

Ora che il Governo ha preso impegni per il controllo, aprendo una speranza per le bonifiche, la domanda è: si riuscirĂ  a rimediare ai disastri ambientali che hanno messo in ginocchio agricoltura, economia, speranze, che hanno provocato malattie, che hanno trasformato una delle regioni più belle d’Italia in uno sversatoio marcescente? Ma soprattutto, volendo mettere da parte il «se» e i «forse», la domanda è: quando?

Iene!

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L’onda mediatica sta rispolverando vecchie paure e purtroppo odierne realtĂ , ma siamo sicuri che tanto clamore mediatico coincida con l’effettiva volontĂ  di risolvere il problema dell’inquinamento campano?

Certo è che siamo un popolo strano, respiriamo diossina da anni e basta una specie di pentito e un programma di sciacalli per far cascare dalle nuvole interi strati di popolazione campana. Come se la cosiddetta emergenza dei rifiuti fosse lontana decenni dal suo momento culminante e come se la scopa di Berlusconi e l’attrazione fatale di Gigino ‘o bello avessero ottenuto i risultati auspicati di vivere in paese normale. Soprattutto non capiamo come sia possibile non aver visto il persistere dello scempio fino a che i media nazionali non sono stranamente tornati ad interessarsi delle disgrazie campane.

Rimaniamo così a bocca aperta e ci indigniamo per le immagini mostrate dal programma televisivo delle iene, quelle che spesso taroccano i loro servizi e le stesse che ora dimenticano di menzionare il loro datore di lavoro durante l’elencazione dei tanti politici coinvolti nella gestione fallimentare della sempiterna emergenza campana dei rifiuti.

Ad esser sinceri, un dubbio ci sovviene, non è che tanto clamore mediatico possa corrispondere a un reale interesse economico? Negli USA, per uscire fuori dalle crisi e dalla stagnazione economica si fanno le guerre, noi, nella nostra mediterranea fantasia solleviamo le nostre sorti economiche con i rifiuti, o meglio, lucrandoci sopra. L’unico problema è che tutto ciò va a beneficio dei soliti noti, a nord e a sud della Penisola, e ovviamente a scapito di chi vive in Campania e in particolar modo di chi vive in quella fascia di terra tra il Litorale Domizio e il Vesuviano.

Come al solito pensiamo a male, ma stavolta, facciamo tesoro dell’esperienza degli anni precedenti. I due servizi delle iene, quelli che impazzano ancora sul web, dimenticano di menzionare Bertolaso e compagni (dal versante PDL/FI affiora solo una Lorenzin) e soprattutto i loro fallimenti in ambito della gestione emergenziale degli anni 2006/2008-09 e questo ci ha insospettito abbastanza, tanto da considerare il fatto che tale dimenticanza appartenga a una logica ben precisa, e che si sposa perfettamente con gli atteggiamenti del PDL/FI campano.

In effetti, il nostro sospetto è quello che ancora una volta, sotto una pressione popolare prima pressoché assopita ed ora opportunamente alimentata per rafforzare eventuali disposizioni emergenziali, si voglia ancora sfruttare l’onda emotiva e l’emergenza, per giustificare la deroga delle vigenti leggi e favorire così gli interessi di coloro che gestiranno gli 800 milioni di euro stanziati dall’Unione Europea per le bonifiche della nostra Terra.

Il buon Caldoro ha auspicato infatti una legge specifica per gestire la situazione; come se non ce ne fossero abbastanza e come se fosse quello il nostro problema, la mancanza di una legge adeguata a far dissolvere i fondi europei nelle sabbie del nostro pantano clientelare. Sappiamo per esperienza pregressa che la deroga delle leggi esistenti ha fatto sì che si aprisse una discarica in un Parco Nazionale, annullando la precedente giurisprudenza italiana ed europea in materia ambientale, e permettendo di far rientrare tra le maglie allargate del diritto gli amici e gli amici degli amici. Ne sono prova le indagini scaturite l’indomani delle emergenze 2006-09. Facciamo riferimento a inchieste come la cosiddetta Rompiballe, che pur vedendo archiviate le posizioni degli imputati eccellenti, attestano la presenza del malaffare e della delinquenza organizzata nel processo dello smaltimento dei rifiuti e soprattutto nella logica emergenziale che ne ha contraddistinto la storia.

Sappiamo che le responsabilitĂ  morali e oggettive delle “emergenze” che si sono succedute negli ultimi decenni in Campania sono state trasversali ma proprio per questo non vogliamo cascarci di nuovo, non vogliamo che tra un torpore mediatico e un altro si decida di creare ad hoc un’altra crisi, basata su ciò che è stato fatto in passato e su quello che purtroppo ancora si fa e che non per questo ha visto lo smuoversi, in tutti questi anni, della politica locale; non vorremmo quindi che questo accadesse solo per favorire un qualcuno che oltre al lucro personale non cambierĂ  più di tanto lo stato delle cose. Non vorremmo neanche, una volta che il polverone sarĂ  sfumato sulla Terra dei fuochi, una volta calato il sipario mediatico e dopo l’assegnazione degli appalti a chi di dovere, che tutto rimanesse come prima, dove i carnefici saranno spacciati per vittime o addirittura quali salvatori della patria e non vogliamo neanche pascere in questo limbo fino a che qualcun altro non decida la nascita di nuove e più lucrative emergenze.

Per fortuna il ministro Orlando, almeno per il momento, ha giudicato troppo lunghi i tempi tecnici per stilare il testo legislativo richiesto dal governo regionale e solo per questo, almeno per il momento, le armi degli sciacalli rimangono solo quelle non irrilevanti dei mezzi di comunicazione che sfrutteranno la buona fede e le paure dei cittadini.
(fonte foto: rete internet)

Gli Eightbitrate, la musica da un capo all’altro d’Europa

Si terrĂ  il 26 ottobre la Rèunion del duo di musica elettronica tra i più apprezzati di Napoli. Al Living Club di Varcaturo alla consolle per festeggiare i primi dieci anni di connubio artistico.

Sono due talentuosi Dj napoletani che hanno dato vita al progetto EightBitRate. Prima dell’attesa esibizione che li rivede insieme per festeggiare i dieci anni dal primo incontro ci hanno raccontato la loro nascita e i loro nuovi progetti.

Come nasce il progetto degli EightBitRate?
EightBitRate è il nome che più di 10 anni fa demmo a un’idea precisa, cioè quella di creare dei party di musica undeground a Napoli, che fossero interamente ispirati all’estetica low-fi dei primi videogiochi anni 80, che avevano colonizzato l’immaginario della nostra generazione. Musicalmente, eravamo affascinati da quelle sonoritĂ  elettro che però poggiavano su ritmiche solide e profonde, proprio nel momento in cui si stava affermando la tendenza minimal, rispetto a cui prendemmo le distanze da subito… la scelta sembra averci premiato visto che ora di casse smorte, legnettini e suoni mentaloidi che erano il codice della minimal, rimane ben poco!

A ciò univamo le prime sperimentazioni video di Michele Pesce (WeLikeTheFish), oggi uno dei videomaker più “di tendenza” da queste parti dell’Europa. Con i suoi video tentavamo di visualizzare i cromatismi acidi e gli effetti stroboscopici della grafica a 8 bit, dei primi personal computer e videogiochi. Di qui il nostro nome.
Infine nei nostri party mettevamo a disposizione consolle di videogioco, utilizzabili nel corso della serata, scelta che dobbiamo al quarto cavaliere dell’apocalisse con cui abbiamo iniziato questo percorso, che è Peppe Russo, oggi maestro di cerimonie di Fake.

Quali son state le vostre prime influenze?
Le più svariate. Come Dj ci ispiravamo in vario modo al sound New Yorkese della house e tech-house di fine anni ’90. Anche l’uso del mixer, dei piatti e degli effetti affonda le radici in quel sound. Ma la veritĂ  è che cercavamo da subito d’inserire nei nostri set tutta la musica che ci aveva segnati, e qui l’elenco sarebbe davvero lungo: per rendere l’idea dell’ampiezza di queste influenze pensa che tutti e due abbiamo attraversati generi come il rock, la fusione e il death metal!
Oggi possiamo dire che le nostre influenze principali, in termini di club music, sono la deep house e tutto ciòche in vario modo si produce dalle parti di Detroit.

Un duo di dj, uno vive a Napoli e mentre l’altro a Londra, come funziona questo “rapporto a distanza”?
La tecnologia ci aiuta. L’interazione e lo scambio sono continui, i percorsi sono intrecciati, gli stili sono spesso complementari e dopo oltre dieci anni possiamo dire che stare insieme dietro la consolle ci dĂ  la possibilitĂ  di sperimentare dal vivo soluzioni tecniche, di missaggio e d’interazione con il dancefloor di maggiore espressivitĂ  di quanto non lo sia lavorare separatamente. Lo stesso vale per le produzioni. Ognuno di noi ha le sue preferenze; insieme siamo qualcosa di diverso e più avanzato.

Londra e Napoli. Due cittĂ  con “umori”, storie e ritmi così diversi, in cosa si riflette nelle rispettive musiche?
Credo che il fondamento del nostro intendere la musica in luoghi diversi sia dettata dal ragionamento inverso. Ossia, che cos’è che accomuna questi due luoghi così diversi? Ma credo che questa sia l’essenza del clubbing, di chi vive da una parte o dall’altra della consolle questo spazio totalmente transnazionale e transculturale che è la musica elettronica. La contemporaneitĂ  è ciò che ci sincronizza.

Quali sono i progetti futuri?
Stiamo lavorando a delle nuove produzioni in cui sperimentiamo un nuovo approccio alle macchine. La tecnologia cambia, o a volte riscopre forme di composizione che sembravano desuete. A modo nostro stiamo ridefinendo l’approccio compositivo, quindi ne riparleremo alla prossima uscita.
(fonte foto:rete internet)

“Nina e i diritti delle donne”, un lavoro teatrale didattico sulla storia delle donne

Lo spettacolo racconta ai giovani la nostra storia e spiega come sia recente e precaria l’acquisizione dei diritti fondamentali.

Cos’è la dote? L’insieme dei beni che il padre della sposa passava direttamente al genero (la donna non godeva direttamente delle proprietĂ ). Istituto arcaico? Dell’ ‘800? Nossignore: abolito in Italia solo nel 1975, poco più di trent’anni fa. Diritto allo studio? Diritto al lavoro? Fino a sessanta anni fa più sulla carta che nella realtĂ . Donne magistrato? Solo dal 1956 e con limitazioni. Pare che fosse “scientificamente” dimostrato che le donne non potevano esercitare giurisdizione perché “in quei giorni” non erano equilibrate. E che dire della paritĂ  di retribuzione a paritĂ  di lavoro? Ci fu bisogno addirittura di una legge di paritĂ  e bisognò aspettare fino al 1977!

Queste informazioni, insieme a molte altre, costituiscono una sorta di telaio su cui Rosaria De Cicco, attrice di straordinaria comunicativitĂ , e Matteo Mauriello, giovane e talentuoso figlio d’arte, tessono la tela della storia delle donne in Italia. E lo fanno in un modo chiaro e accattivante nello stesso tempo. Lo spettacolo è un racconto teatrale tratto dal libro di Cecilia D’Elia e indirizzato in particolare ai ragazzi delle scuole secondarie. Sulla scena una madre e un figlio dibattono animatamente sulla questione dei diritti negati delle donne e sulla storia della lenta e faticosa conquista del loro riconoscimento. Il dibattito è vivace e niente affatto accademico perché viene costantemente riportato al vissuto e all’esperienza delle donne di famiglia: madre, nonna, bisnonna e relative amiche.

Inoltre lo spunto del racconto teatrale è dato da un viaggio in traghetto di tutta la famiglia per le vacanze estive narrato attraverso le immagini naif di un tipico video amatoriale familiare che viene proiettato alle spalle degli attori. Cosa che rende lo spettacolo ancora più vivace e convincente.
Tutte le principali tappe del cambiamento cha ha trasformato la vita delle donne nell’ultimo secolo vengono citate. Non manca il racconto della vicenda di Franca Viola, la prima donna che denunciò lo stupro e soprattutto, sostenuta dalla famiglia, cosa assolutamente straordinaria, rifiutò di sposare lo stupratore.

Lo spettacolo è stato presentato alla S.M.S. “C. Poerio” di Napoli il 17 us, alla presenza della preside Daniela Paparella e di numerosi docenti e operatori del distretto e sarĂ  certamente uno strumento efficace per introdurre nelle scuole che ne faranno richiesta la discussione e l’approfondimento dei temi della violenza di genere.
Come si è giĂ  ribadito più volte in queste pagine il percorso più difficile e insieme indispensabile per ogni politica di contrasto alla violenza di genere è la costruzione di una cultura del rispetto, inclusiva e antidiscriminatoria, processo che non può che passare per la scuola pubblica e per una didattica in cui questa finalitĂ  sia organicamente inserita.
(Fonte foto: rete internet)

“Nina e i diritti delle donne”, un lavoro teatrale didattico sulla storia delle donne

Lo spettacolo racconta ai giovani la nostra storia e spiega come sia recente e precaria l’acquisizione dei diritti fondamentali.

Cos’è la dote? L’insieme dei beni che il padre della sposa passava direttamente al genero (la donna non godeva direttamente delle proprietĂ ). Istituto arcaico? Dell’ ‘800? Nossignore: abolito in Italia solo nel 1975, poco più di trent’anni fa. Diritto allo studio? Diritto al lavoro? Fino a sessanta anni fa più sulla carta che nella realtĂ . Donne magistrato? Solo dal 1956 e con limitazioni. Pare che fosse “scientificamente” dimostrato che le donne non potevano esercitare giurisdizione perché “in quei giorni” non erano equilibrate. E che dire della paritĂ  di retribuzione a paritĂ  di lavoro? Ci fu bisogno addirittura di una legge di paritĂ  e bisognò aspettare fino al 1977!

Queste informazioni, insieme a molte altre, costituiscono una sorta di telaio su cui Rosaria De Cicco, attrice di straordinaria comunicativitĂ , e Matteo Mauriello, giovane e talentuoso figlio d’arte, tessono la tela della storia delle donne in Italia. E lo fanno in un modo chiaro e accattivante nello stesso tempo. Lo spettacolo è un racconto teatrale tratto dal libro di Cecilia D’Elia e indirizzato in particolare ai ragazzi delle scuole secondarie. Sulla scena una madre e un figlio dibattono animatamente sulla questione dei diritti negati delle donne e sulla storia della lenta e faticosa conquista del loro riconoscimento. Il dibattito è vivace e niente affatto accademico perché viene costantemente riportato al vissuto e all’esperienza delle donne di famiglia: madre, nonna, bisnonna e relative amiche.

Inoltre lo spunto del racconto teatrale è dato da un viaggio in traghetto di tutta la famiglia per le vacanze estive narrato attraverso le immagini naif di un tipico video amatoriale familiare che viene proiettato alle spalle degli attori. Cosa che rende lo spettacolo ancora più vivace e convincente.
Tutte le principali tappe del cambiamento cha ha trasformato la vita delle donne nell’ultimo secolo vengono citate. Non manca il racconto della vicenda di Franca Viola, la prima donna che denunciò lo stupro e soprattutto, sostenuta dalla famiglia, cosa assolutamente straordinaria, rifiutò di sposare lo stupratore.

Lo spettacolo è stato presentato alla S.M.S. “C. Poerio” di Napoli il 17 us, alla presenza della preside Daniela Paparella e di numerosi docenti e operatori del distretto e sarĂ  certamente uno strumento efficace per introdurre nelle scuole che ne faranno richiesta la discussione e l’approfondimento dei temi della violenza di genere.
Come si è giĂ  ribadito più volte in queste pagine il percorso più difficile e insieme indispensabile per ogni politica di contrasto alla violenza di genere è la costruzione di una cultura del rispetto, inclusiva e antidiscriminatoria, processo che non può che passare per la scuola pubblica e per una didattica in cui questa finalitĂ  sia organicamente inserita.
(Fonte foto: rete internet)

Nola, minoranza all’attacco: “Il Consiglio comunale si dimetta”

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Con un manifesto, firmato da ben dodici movimenti politici e sociali locali, l’opposizione ribadisce la sua posizione dura nei confronti del sindaco Biancardi e si conferma pronta alle dimissioni dei suoi stessi consiglieri.

La proposta era giĂ  arrivata, come un macigno, durante l’ultimo consiglio comunale tenutosi lunedì 14 ottobre, ma da ieri campeggia anche, nero su bianco, su manifesti affissi ai muri della cittĂ . I movimenti politici di opposizione, sostenuti da altri gruppi e associazioni, hanno chiesto le dimissioni del sindaco e di tutto il consiglio comunale. L’associazione ACCAN, il Centro Democratico, CittĂ  Viva, Etica e Politica, la Festa dei Folli – Arci, la Lista Civica per Nola, Nola ai Nolani, Officine Nolane, il Partito Democratico, il Partito Socialista, Progetto Civico per Nola e Sinistra Ecologia e LibertĂ  area nolana sono i dodici firmatari del manifesto, nel quale sono sottolineate le mancanze che sarebbero da imputare alla maggioranza e alla giunta guidata da Geremia Biancardi.

In primis, sulle scie dello scandalo «Mandatopoli», la gestione delle finanze pubbliche. Per l’opposizione risulta dubbia, infatti la contabilitĂ  di una «macchina amministrativa paralizzata», come definita sul manifesto. Lo scandalo dei falsi mandati in agguato, dunque, e carenze di tipo operativo, come quelle che hanno interessato la dirigenza di diversi settori tanto da indurre il dirigente Felice Maggio a rimandare il proposito di dimettersi e portare avanti così il suo impegnativo carico di mandati, sarebbero sintomi di un programma politico oramai esauritosi. Così, appellandosi al bene della cittĂ , l’opposizione si dichiara pronta alle dimissioni collettive e chiede pubblicamente al sindaco e ai suoi consiglieri, per la seconda volta in un mese, di intraprendere questa definitiva scelta.

«Adesso, dimissioni: per evitare guai peggiori e restituire serenitĂ  alla cittĂ » è il titolo del proclama, che prosegue: «Davanti all’incapacitĂ  dell’amministrazione comunale (che si muove in un contesto di indagini della magistratura, frizioni politiche e defezioni) di garantire persino l’ordinaria amministrazione, le opposizioni hanno giustamente messo a disposizione il proprio mandato per consentire un percorso nuovo, in grado di dare chiarezza ai cittadini e garantire la gestione ordinaria della macchina amministrativa, così da evitare un commissariamento dall’alto che tornerebbe a bloccare a tempo indefinito la normale vita democratica della cittĂ . La maggioranza e la giunta Biancardi non avrebbero dovuto continuare a fare finta di nulla.

Rifiutando invece l’offerta dell’opposizione, il Sindaco e la sua maggioranza si stanno assumendo la responsabilitĂ  di trovare soluzioni che non sono assolutamente alla loro portata!Chi ha governato male adesso deve fare un passo indietro per il bene della cittĂ .Non c’è più tempo. Le dimissioni della giunta e dell’intero consiglio comunale sono l’unico segnale di serenitĂ  e responsabilitĂ  che la cittĂ  si aspetta prima delle elezioni della prossima primavera».

Ora si attende la reazione di sindaco e maggioranza, che non paiono però propensi a chiudere anticipatamente la consiliatura, tant’è che starebbe andando avanti la commissione speciale voluta dal primo cittadino per verificare i conti, ma senza i revisori dei conti – estratti a sorte ad aprile scorso da un elenco depositato in Prefettura, come vuole la nuova normativa – che hanno addotto l’incompatibilitĂ  del loro ruolo con una commissione che dipende, nei fatti, da organi politici.

Di Maio: “Ma politica, forze dell’ordine e magistratura cosa fanno per Acerra?”

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Lunga denuncia del vicepresidente della Camera, che ha trasmesso un’interrogazione al governo sui flagelli dell’ecomafia a danno di uno dei territori agricoli più vasti e mafiosi dell’area metropolitana.

 “Perché magistratura, forze dell’ordine, istituzioni e amministrazioni locali non hanno fatto e non fanno abbastanza per contrastare i fenomeni dell’occultamento di rifiuti tossici e, più in generale, dell’inquinamento nel vasto agro acerrano?”.

L’interrogativo e’ contenuto in un’ interrogazione parlamentare da brivido che il vicepresidente della camera dei deputati, Luigi Di Maio, ha trasmesso ai ministri dell’ Ambiente e dell’Interno. Nel documento sono riportate le principali vicende giudiziarie di ecomafia che hanno flagellato il vasto territorio dell’inceneritore. Area in questa fase nemmeno sfiorata dalle attuali indagini sulla terra dei fuochi. Al centro dell’interrogazione dell’alto esponente dello Stato ci sono praticamente tutti gli episodi principali che hanno coinvolto il gruppo Pellini e i carabinieri sospesi dall’Arma. Nel mirino le vicende dei tre fratelli dello smaltimento dei rifiuti condannati in primo grado a marzo per un gigantesco traffico nell’area metropolitana di Napoli.

Ercolano. Spaccia hashish ad un minorenne: arrestato

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A finire in manette un uomo di 37 anni, accusato di aver spacciato roba ad un 17enne. Denunciati in stato di libertĂ  anche due 28enni.

 Ad Ercolano i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato per spaccio di stupefacente un trentasettenne, del luogo, incensurato e denunciati in stato libertĂ  per lo stesso reato due ventottenni incensurati.

L’uomo è stato notato su via Rigiolaro mentre spacciava stupefacenti ad un 17enne. Bloccati e perquisiti, l’acquirente è stato trovato in possesso di 1,8 grammi di hashish appena acquistati per uso personale, mentre il pusher di ulteriori dodici stecchette di hashish, per un peso complessivo di 28,1 grammi e di cento euro in denaro contante, provento dello spaccio.

I due ventottenni hanno tentato di avvisare il complice dell’intervento dei Carabinieri e sono stati così identificati e denunciati. Il minore è stato segnalato alla Prefettura quale consumatore di stupefacenti mentre il 37ennr è stato trasportato presso la casa circondariale di Poggioreale.
(Fonte foto: Rete Internet)

Festa della birra: la piccola Pomigliano sull’onda della grande Monaco

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E’ la “Beer fest”, dieci giorni a base di birra, musica e prodotti tipici. Il tutto sotto un grande tendone fatto allestire dai commercianti di Pomigliano e dal comune, nel parco pubblico. Si parte domani.

 Impazza anche in Italia la febbre da Oktober fest, la grande festa della birra made in Monaco di Baviera, che anche quet’anno, tra l’ultima settimana di settembre e la prima di ottobre, ha fatto registrare milioni di visitatori.

Intanto molti comuni italiani, sulla scia della ben più nota iniziativa teutonica, stanno dando il via a idee in qualche modo simili. Per esempio a Pomigliano, cittĂ  napoletana sede delle fabbriche di un Mezzogiorno sempre più in crisi, commercianti e amministrazione locale, allo scopo di combattere la depressione economica di questi mesi, si sono uniti per dare il via al primo esperimento in chiave bavarese, ovviamente su scala molto più piccola rispetto al più noto happening germanico. Qui, dunque, da domani, in un tendone bianco allestito nel parco pubblico, birra di qualitĂ  a fiumi, degustazioni tipiche, sica folk, band emergenti, mostre, arte, cultura . Un richiamo alla ispiratrice Monaco sarĂ  d’obbligo: spazio infatti anche ai piatti tipici della cucina bavarese e alle sue birre di alto livello.

Sono previsti inoltre spettacoli con giovani danzatori, un’animazione permanente e un’area baby parking. E poi giostre gonfiabili e un’area maneggio con istruttori di equitazione qualificati. Non è finita. Ecco il programma complessivo: mostra d’arte contemporanea permanente a cura di Giovanni Antignani, mostra di biciclette d’epoca, gruppi Harley, toro meccanico, aeromodellismo, running cittadino, otto giochi a tema, torneo Fifa 14, elezione di «Miss Sbronz» e molto altro, con eventi ogni sera, per dieci sere.

Si comincia venerdì 25 ottobre alle 18, con il Folk Music Tour: gruppi folk locali e guest star; sabato 26 sarĂ  la volta di Francesco Di Bella e Alfonso Bruno in «Ballads» e a seguire Dj Set; domenica 27 toccherĂ  a Exlusive Dj Set e «Iguana the Cooker»; lunedì 28 e martedì 29 Birrock contest con band emergenti; mercoledì 30 ottobre sarĂ  possibile assistere insieme alla partita Fiorentina – Napoli live con maxischermo e, a seguire, la finale Birrock contest; Giovedì 31, l’Halloween Party e poi Flash Mob Bar-Jay MAX!M from Vinyl Rules Project; venerdì 1 novembre dark night e «L’Inguine di Daphne» in concerto. Sabato 2 novembre, il live della partita Napoli –Catania, poi Peppe O Blues & Hell’s in concerto, special guest Pino Scotto; domenica 3 novembre si chiude con Exclusive Dj Set, Iguana the Cooker.

Ogni sabato e domenica, al mattino, aperitivo e Dj Set alle 12. L’intero evento sarĂ  trasmesso in streaming web- radio su www.radioumr.com. Unica raccomandazione: non prendete l’auto prima e soprattutto dopo essere stati alla festa della birra. Meglio sbronzi a piedi che in una vettura-killer. Ma meglio ancora se non ne uscirete sbronzi per niente.