Lunga denuncia del vicepresidente della Camera, che ha trasmesso un’interrogazione al governo sui flagelli dell’ecomafia a danno di uno dei territori agricoli più vasti e mafiosi dell’area metropolitana.
“Perché magistratura, forze dell’ordine, istituzioni e amministrazioni locali non hanno fatto e non fanno abbastanza per contrastare i fenomeni dell’occultamento di rifiuti tossici e, più in generale, dell’inquinamento nel vasto agro acerrano?”.
L’interrogativo e’ contenuto in un’ interrogazione parlamentare da brivido che il vicepresidente della camera dei deputati, Luigi Di Maio, ha trasmesso ai ministri dell’ Ambiente e dell’Interno. Nel documento sono riportate le principali vicende giudiziarie di ecomafia che hanno flagellato il vasto territorio dell’inceneritore. Area in questa fase nemmeno sfiorata dalle attuali indagini sulla terra dei fuochi. Al centro dell’interrogazione dell’alto esponente dello Stato ci sono praticamente tutti gli episodi principali che hanno coinvolto il gruppo Pellini e i carabinieri sospesi dall’Arma. Nel mirino le vicende dei tre fratelli dello smaltimento dei rifiuti condannati in primo grado a marzo per un gigantesco traffico nell’area metropolitana di Napoli.

