Nola, “Mandatapoli”: otto consiglieri, tra cui uno di maggioranza, invocano un’assemblea ad hoc

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La richiesta di convocare un consiglio comunale dedicato, segue la relazione del collegio dei revisori contabili in cui si chiedevano documentazioni e prospetti dettagliati.

 Tutti i consiglieri comunali di opposizione (Francesco Ambrosio, Chiara Ruocco, Salvatore Maffettone, Umberto Bruno, Raffaele Giannini, Francesco Di Somma e Raffaele Giugliano), ma anche un consigliere di maggioranza (Salvatore Mazzocchi) hanno sottoscritto e protocollato una comunicazione urgente indirizzata al presidente del consiglio comunale Francesco Pizzella.

Una nota con la quale chiedono, in autotutela per l’intera assise della quale invocano la convocazione ad hoc in tempi brevi, di prendere provvedimenti urgenti richiamandosi alle richieste del collegio dei revisori dei conti ed esplicitate in una relazione protocollata il 3 ottobre scorso. I firmatari si riferiscono, precisamente, alla nota con la quale i revisori contabili (collegio insediato ad aprile scorso con nomine slegate dalla politica perché i componenti sono stati sorteggiati in Prefettura secondo le nuove e giĂ  applicate prassi di legge) chiedevano ai dirigenti, ancor prima dello scandalo «Mandatopoli» di procedere al riaccertamento dei residui attivi e passivi.

Si chiedeva, per di più, in dettaglio, un prospetto di tutte le pratiche oggetto di condono edilizio con indicazione delle somme dovute per oneri e oblazioni, somme incassate e, nel caso, crediti residui ed eventuali polizze a garanzia. Omissioni che pregiudicherebbero l’attendibilitĂ  dell’intera contabilitĂ  comunale. Una situazione che forse una discussione ampia e articolata in sede di consiglio comunale potrĂ  chiarire ma nel frattempo sono al lavoro, su scie parallele, sia il collegio dei revisori contabili, sia la commissione speciale voluta dal sindaco Geremia Biancardi e presieduta da Pino Terracciano, organo al quale il collegio dei revisori ha declinato l’invito a prendere parte ritenendolo «incompatibile» con le proprie funzioni di controllo.

Pomigliano. No alla dislocazione dell’Unità Operativa di Salute Mentale

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La Chiesa insieme agli operatori dell’ UOSM di Pomigliano, per scongiurare il trasferimento della sede centrale in altri territori.

 La SocietĂ  italiana di psichiatria ha presentato alcuni giorni fa a Milano una ricerca sulla salute mentale, dalla quale risulta che ci sono 17 milioni di italiani con problemi di salute mentali, di cui otto soffrono di disturbi d’ansia, quattro di depressione, quattro di insonnia e oltre un milione di disturbo post-traumatico da stress.

Un terzo dei malati manifesta la propria patologia in modo episodico, un terzo in modo ripetuto, e l’altro terzo in maniera persistente. Eppure, nonostante questi numeri, i fondi che la psichiatria riceve per la ricerca sono un decimo di quelli per i tumori. Secondo esperti i disturbi mentali sono uno dei problemi più gravi e diffusi di salute pubblica, in Europa come nel nostro Paese. A livello europeo sono infatti quasi 165 milioni i casi stimati, con il 14% della popolazione che soffre d’ansia, il 7% di insonnia e depressione. E in Italia non va certo meglio, con quattro cittadini su 10 che soffrono di qualche disturbo psichico. E le condizioni più disabilitanti sono depressione, demenza, disturbi da uso di alcol e ictus, e il perdurare della crisi economica aggrava il tutto.

Colpiti sono soprattutto i più poveri. Come evidenziato dai dati presentati, la prevalenza di disturbi d’ansia è doppia nelle persone con uno status socio-economico basso, così come i casi di depressione e di abuso di sostanze. Le donne sono i soggetti più esposti, con quasi il 40% colpito nelle fasce più svantaggiate, e il 27% in quelle più abbienti. In Italia, poi, il problema è reso ancora più grave dalla drammatica carenza di cure, nonostante le malattie mentali siano una delle maggiori cause di disabilitĂ . Infatti, secondo i dati della SocietĂ  italiana di psichiatria, solo l’8-16% delle persone con problemi di salute mentale può contare sull’assistenza un professionista, e appena il 2-9% riceve un trattamento adeguato.

Una decina di giorni fa ho partecipato all’inaugurazione del Centro d’ascolto per i lavoratori, ubicato a Pomigliano presso il centro Borsellino. E’ un servizio importante che è nato per rispondere ad un’esigenza del nostro territorio. E’ importante cercare di risolvere i disturbi di carattere sociale (dovuti a perdita o assenza di lavoro) prima che sfocino in patologia, con tutte le conseguenze drammatiche del caso. Persone disperate, con senso di frustrazione, di fallimento, con perdita di auto-stima e con problematiche connesse alla crisi economica, possono e debbono trovare un punto di riferimento, un accompagnamento, da parte della comunitĂ , che li aiuti a dare un senso alla loro vita.

A Pomigliano funziona bene, da anni, uno dei primi centri di igiene mentale della nostra regione. Ma una scelta scellerata (che pensiamo possa essere scongiurata con la mobilitazione dei cittadini) sta mettendo a rischio l’ubicazione a Pomigliano della UnitĂ  Operativa di Salute Mentale (UOSM). Ho partecipato anche ad un’assemblea degli operatori (medici, infermieri, assistenti sociali e amministrativi) per cercare insieme modalitĂ  di “lotta cittadina”, allo scopo di evitare che la sede e gli stessi servizi siano trasferiti in altri territori. Pomigliano è (ancora) la cittĂ  delle fabbriche e questo servizio non può e non deve essere spostato in altre cittĂ . Sembra ai più che certe decisioni piovute dall’alto non tengano in conto il bene comune, ma solo interessi politici o di parte.

La nostra cittĂ  giĂ  soffre la crisi del lavoro, della chiusura di tante imprese, della cassintegrazione e della precarietĂ  per tanti giovani. Non può permettersi il lusso di perdere altri pezzi importanti della vita sociale. Se proprio si deve “tagliare”, si tagli sugli sprechi, sugli stipendi e pensioni d’oro, ma non sulla SanitĂ . Il cittadino ha diritto ad essere curato e bene. Non si può speculare, ancora una volta, sulla pelle della povera gente. Da domenica stiamo raccogliendo firme nella parrocchia del Rosario di Pomigliano per far sentire la nostra voce alle Istituzioni. I locali ci sono a Pomigliano. Basta solo “vederli” e “utilizzarli”. E il tutto GRATIS.
(Fonte foto: Rete Internet)

ANNUNCIARE, DENUNCIARE, RINUNCIARE

“Fuori i profitti dall’acqua!”

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È il grido unanime del Coordinamento campano per la gestione pubblica dell’acqua che asserisce: “L’acqua della Campania viene spartita nelle stanze del potere”.

 Prosegue alla Regione Campania, l’iter di approvazione del disegno di legge per la gestione dei servizi idrici e del ciclo integrato delle acque. Nonostante il grido lanciato dai Comitati per la ripubblicizzazione dell’acqua nello scorso luglio, il testo del disegno di legge è approdato, senza revisioni sostanziali, alla VII Commissione della Regione per la discussione e la successiva approvazione.

Il testo e, quindi, l’idea di gestione del servizio idrico che ha partorito la Regione Campania con l’Assessore Giovanni Romano, risponde ad un modello fortemente in contrasto con i principi democratici e di partecipazione a cui si sono ispirati i referendum in difesa dell’acqua bene comune, mettendo a rischio di fatto, l’unica vera risposta coerente con la volontĂ  dei cittadini: l’Acqua Bene Comune Napoli, l’Ente di diritto pubblico in cui è stata trasformata l’ARIN S.p.a.

E’ un modello, quello che propone la Giunta campana, che svuota innanzitutto i Comuni delle loro funzioni fondamentali di amministrazione e tutela dei beni comuni e di presidi di prossimitĂ  democratici, che viola alla base il diritto fondamentale di accesso al minimo vitale di acqua per ogni individuo, struttura in senso verticistico, con forte accentramento di poteri nelle mani della Regione la gestione ed il controllo di un bene che, per sua definizione, è il bene che in assoluto richiede il più ampio coinvolgimento dei cittadini e delle comunitĂ  locali nelle decisioni più importanti.

E’ una legge che pone in capo alla Regione poteri assoluti sugli impianti di captazione ed adduzione delle nostre acque, accentrando la gestione di risorse strategiche nelle mani di pochi centri decisionali che potranno conferirle a societĂ  private. Ancora una volta la politica si pone in atteggiamento subordinato ai potentati economici della nostra Regione rispondendo con favore a soggetti privati, le cui fortune sono state costruite in modo a dir poco dubbio. E risponde disegnando una mappa della suddivisione dei nostri territori, ai fini della gestione del servizio idrico (e non solo), ampiamente sovrapponibile al dettato di spartizione ricevuto da questi soggetti, formata da tre grandi ambiti territoriali in cui confluiranno decine di Comuni.

Sentiamo tutta l’urgenza di informare di questo esproprio legalizzato tutti i cittadini della nostra Regione, invitandoli ad unirsi nel gridare ancora una volta, come nel giugno 2011: giù le mani dall’acqua della Campania e di tutti! E di partecipare e sostenere i Comitati civici in tutte le azioni possibili per cambiare la rotta di questo disegno di privatizzazione, proprio mentre, in questo difficile momento di crisi, la politica e le autority decidono per gli aumenti delle tariffe (anziché eliminare la remunerazione del capitale investito dalle nostre bollette, come sancito dal referendum) ed i gestori privati come la G.O.R.I. S.p.a. eseguono con arroganza i distacchi delle utenze.
Fuori l’acqua da ogni mercato! Fuori i profitti dall’acqua!

Pollena Trocchia. Rischio idrogeologico: la minoranza interroga il sindaco

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I consiglieri del gruppo “Per il Bene in Comune Cambiamo Pollena Trocchia” chiedono chiarimenti sul progetto per la mitigazione del rischio idrogeologico del Carcavone.

 La minoranza chiede chiarimenti sulla sistemazione idrogeologica dell’area del Carcavone attraverso una interrogazione a risposta scritta indirizzata al primo cittadino e protocollata martedì pomeriggio.

La questione, sollevata dal gruppo “Per il Bene in Comune Cambiamo Pollena Trocchia” su indicazione del circolo locale di Sinistra Ecologia e LibertĂ , riguarda il finanziamento di un milione di euro concesso nel 2006 dal Ministero dell’Ambiente per un progetto di “messa in sicurezza del versante in sx orografica della cava Carcavone” a partire dalla quota 220 alla quota 250. Nelle scorse settimane l’amministrazione comunale ha aperto il bando per la realizzazione dell’intervento, basandosi però su un progetto integralmente modificato rispetto a quello iniziale. L’attuale intervento di sistemazione parte infatti da quota 147 per arrivare a quota 205,55.

La preoccupazione nasce da un parere del vulcanologo Giuseppe Rolandi, il quale in una relazione tecnica fa rilevare che non è stata presa in considerazione una importante interruzione dell’alveo per la quale, in caso di precipitazioni eccezionali, volumi di acqua considerevoli potrebbero disperdersi nell’area della cava, in vicinanza della quale insistono delle civili abitazioni, senza raggiungere il nuovo alveo in progettazione posto più a valle.

I consiglieri di minoranza Francesco Addato e Nicola Coppola pertanto chiedono il perché di questa modifica alla progettazione iniziale e se essa sia compatibile con il finanziamento. La scelta di spostare i lavori più a valle, all’altezza del centro abitato potrebbe infatti apparire come un mero intervento di facciata. “In capo a chi verrebbe attribuita la responsabilitĂ  di danni a cose e a persone derivanti da un’eventuale esondazione delle acque a monte considerato che qui manca l’alveo di cui al progetto originario? – si chiedono ancora dal gruppo consiliare e incalzano, rivolgendosi al primo cittadino – Lei sig. Sindaco è disposto ad assumersi l’onere di una responsabilitĂ  cosi grave?”.
(Fonte foto: Rete Internet)

Sant’Anastasia. Logo del Forum dei Giovani, concorso a premio

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250,00 euro: è la somma che verrĂ  assegnata come premio a chi progetterĂ  e realizzerĂ  un logo che sarĂ  utilizzato per identificare il Forum dei Giovani locale.

 Con delibera n. 327 del 15.10.2013, la Giunta Comunale ha indetto un concorso di idee per la progettazione e realizzazione di un “logo” che sarĂ  utilizzato per identificare il Forum dei Giovani di Sant’Anastasia, prevedendo per l’unico vincitore la somma di € 250,00 al lordo delle trattenute fiscali.

Il Consiglio Direttivo del Forum dei Giovani – nato recentemente, con sede negli Uffici URP- Informagiovani, ubicati alla Via Garibaldi n. 37 – si è attivato per preparare il relativo bando di partecipazione, unitamente al Responsabile di Staff, Ten. Antonio Carotenuto, che è stato pubblicato per intero sul sito www.comunesantanastasia.it e sulla pagina www.facebook.com/ForumDeiGiovaniDiSantAnastasia .

I cittadini anastasiani interessasi, di etĂ  compresa tra i 15 e i 33 anni, potranno scaricare il Bando e partecipare al concorso di idee per la progettazione e realizzazione del logo, eseguito con tecnica libera in versione a colori. Per i minorenni e` necessaria la firma di un genitore sulla domanda di partecipazione, allegando fotocopia della carta d’identitĂ . La partecipazione e` gratuita.
Ogni candidato potrĂ  presentare un solo progetto pena l’esclusione dal concorso. Per partecipare al concorso bisognerĂ  consegnare un plico sigillato – con la dicitura “Contiene domanda partecipazione al concorso per il logo del Forum dei Giovani” – presso l’ufficio protocollo del comune di Sant’Anastasia, entro e non oltre le ore 12,00 del 07 novembre 2013.

“Il bando nasce per dare opportunitĂ  a tutti i giovani anastasiani – dicono i componenti il Consiglio Direttivo del Forum dei Giovani di Sant’Anastasia – di mettere in opera il proprio estro creativo nella realizzazione del logo che accompagnerĂ  tutta l’attivitĂ  istituzionale del forum. L’obiettivo principale è coinvolgere i nostri coetanei in tutte le iniziative messe in atto dal Forum dei Giovani”.

Un intenso viaggio nel tempo tra ricordi e leggende di Napoli con NarteA

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Sabato 26 e domenica 27 ottobre 2013 andranno in scena due originali visite teatralizzate, intitolate “Figli d’ ‘a Madonna” e “L’ultimo degli Svevi”.

 Napoli sembra una cittĂ  sospesa nel tempo, dove vecchio e nuovo convivono inscindibilmente sotto gli occhi di tutti, oscillando in un unico pendolo.

All’insegna di questa “clessidra”, intesa anche come momento di fruizione e riscoperta del patrimonio partenopeo, l’Associazione Culturale NarteA configura Napoli, e i suoi siti, in veri e propri set teatrali: un format esclusivo pensato per favorire il coinvolgimento dei visitatori nell’approccio con i beni artistici del territorio napoletano. La “spettacolarizzazione” dell’evento culturale di NarteA combina la conoscenza ed il divertimento per catapultare i visitatori in un’epoca diversa da quella in cui vivono e dare un colore più vivo a tutto ciò che è sotto i loro occhi: folklore, tradizione, storia sono tutti punti cardine di un luogo che, connotandone sfumature impercettibili, ne accompagnano lo sviluppo da oltre duemila anni.

Sabato 26 ottobre 2013, l’Associazione Culturale NarteA propone l’itinerario spettacolarizzato “Figli d’ ‘a Madonna”, con due turni a disposizione alle ore 16:45 e ore 17:45 (prenotazione obbligatoria ai numeri 339.7020849 – 334.6227785, quota di partecipazione 10,00 euro per adulti, che accenderĂ  i riflettori in un posto unico nel suo genere. L’idea di rappresentare la storia dell’Annunziata, del Brefotrofio, della Ruota degli “Expositus” e del Succorpo vanvitelliano, nasce principalmente sull’usanza mai persa dell’abbandono.

Se esistesse uno strumento in grado di captare le vibrazioni emotive che una storia può trasmettere, una sorta di rivelatore dell’anima, sicuramente passando per la Real Casa Santa dell’Annunziata percepirebbe un inarrestabile sovraccarico: dalla Ruota degli Esposti e al Succorpo, un piccolo viaggio tra le storie della storia, dove passato e presente non sembrano essere tanto lontani. All’improvviso, un vagito insistente, un gemito di un nuovo neonato, sembra echeggiare tra le mura del cortile della Real Casa Santa dell’Annunziata, stretto tra le braccia di una nutrice, intenta a consolarlo cantandogli una nenia, come un rituale che da sempre si ripete all’arrivo di un nuovo “Esposto”.

Da dove arriva quella creaturina che si agita e si lamenta? Quale storia porta con sé? E quale fatale destino lo attende dopo l’abbandono? E’ questa la storia delle crudeli e misere origini e del riscatto, di uno dei migliori scultori ottocenteschi, che il nostro paese possa vantare: Vincenzo Gemito, ’o scultore pazzo, anch’egli mortificato e abbandonato nella casa del quartiere Forcella. L’iniziativa prende anima e corpo dall’attore/regista Antimo Casertano, in scena assieme alle attrici Federica Altamura e Marianita Carfora, alternandosi con l’esperta guida di Alessia Zorzenon.

Domenica 27 ottobre 2013, inizio alle ore 11:00, l’Associazione Culturale NarteA riporterĂ  in vita il mito romantico di un Re morto troppo giovane: all’Alba del 29 Ottobre 1269, fu allestito un patibolo in Campo Moricino, l’odierna piazza Mercato che vede la maestosa Chiesa di Sant’Eligio, dove sarebbe stato ucciso a soli 16 anni l’ultimo discendente di Federico II di Svevi, ossia Corrado V di Hohenstaufen. “L’ultimo degli Svevi” era comunemente chiamato per la sua esile e giovane figura Corradino.

Quel giorno finì un casato, ma il sacrificio del giovane rampollo della famiglia Sveva costò a Carlo d’Angiò l’odio dell’intera popolazione napoletana. A distanza di 744 anni dalla morte di Corradino, questo percorso teatralizzato (prenotazione obbligatoria ai numeri 339.7020849 – 334.6227785 e quota di partecipazione 10,00 euro per adulti) racconterĂ  della dominazione Sveva e dell’importanza politica ed economica che rivestiva Napoli nel Medioevo, partendo dalla Chiesa di Sant’Eligio con il suo famoso orologio e proseguendo per piazza Mercato, fino a giungere nel chiostro della Basilica del Carmine. La piéce teatrale sarĂ  interpretata dagli attori professionisti Sergio Del Prete, Antimo Casertano e Marianita Canfora.
(Fonte foto: Ufficio Stampa NarteA)

Gordon Ramsay, chef dietro le sbarre [VIDEO]

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Lo chef pluristellato alla guida di Masterchef e Cucine da Incubo nella prigione di Brixton. Che si sia fatto prendere troppo la mano durante una delle sue solite sfuriate?

Niente affatto. Gordon behind bars, ovvero “Gordon dietro le sbarre”, è l’originale titolo del nuovo show messo in onda su Real Time. Lo chef, infatti, è convinto che per i detenuti del penitenziario a sud di Londra sia arrivato il momento di mettersi ai fornelli. Dopo un periodo di addestramento di sei mesi, infatti, 12 uomini scelti tra spacciatori di droga, ladri e rapinatori con condanne da otto mesi a tre anni, apriranno il Bad Boys’ Bakery, un ristorante che venderĂ  le pietanze cucinate in carcere direttamente all’esterno.

Oltre a “non saper sbattere nemmeno le uova”, così come ha dichiarato lo stesso Ramsay, il loro carattere irascibile ha scatenato, in diverse occasioni, la loro ira funesta, provocando battibecchi e risse con conseguenze anche per alcuni assistenti dello chef.

Gordon Ramsay, chef dietro le sbarre [VIDEO]

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Lo chef pluristellato alla guida di Masterchef e Cucine da Incubo nella prigione di Brixton. Che si sia fatto prendere troppo la mano durante una delle sue solite sfuriate?

Niente affatto. Gordon behind bars, ovvero “Gordon dietro le sbarre”, è l’originale titolo del nuovo show messo in onda su Real Time. Lo chef, infatti, è convinto che per i detenuti del penitenziario a sud di Londra sia arrivato il momento di mettersi ai fornelli. Dopo un periodo di addestramento di sei mesi, infatti, 12 uomini scelti tra spacciatori di droga, ladri e rapinatori con condanne da otto mesi a tre anni, apriranno il Bad Boys’ Bakery, un ristorante che venderĂ  le pietanze cucinate in carcere direttamente all’esterno.

Oltre a “non saper sbattere nemmeno le uova”, così come ha dichiarato lo stesso Ramsay, il loro carattere irascibile ha scatenato, in diverse occasioni, la loro ira funesta, provocando battibecchi e risse con conseguenze anche per alcuni assistenti dello chef.

Pomigliano, ucciso in casa con un colpo alla nuca

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Michele Caiazzo, 39 anni, si trovava nella cameretta dei figli quando è stato raggiunto da un proiettile alla testa, forse mentre dormiva. Sotto torchio la compagna e il fratello di lei.

Per il momento le poche cose certe che sono emerse sono che l’assassinio di Michele Caiazzo si è consumato in piena notte, in un appartamento preso da tempo in affitto al secondo piano di via Fiume 43, zona centrale di Pomigliano, a ridosso della cittĂ  vecchia , e che soltanto alle 7 del mattino immediatamente successivo, cioè stamane, si è costituito nella stazione dei carabinieri Fernando Cantone, 38 anni, fratello della compagna di Caiazzo, Maria Cantone. Fernando si è accusato dell’omicidio della ex guardia giurata, che per vivere svolgeva saltuariamente lavori da imbianchino.

Gli altri particolari sicuri: il corpo di Caiazzo è stato trovato dai carabinieri nella cameretta dei bambini, di 3 e 6 anni, steso su un materasso, in una pozza di sangue e la vittima presenta un foro di proiettile, sparato da una pistola, all’altezza della nuca. Ma la pistola non è stata trovata. Non si sa se i bambini fossero in casa al momento dell’omicidio. Stamattina nell’appartamento di via Fiume i carabinieri, dopo che Fernando Cantone si è costituito, oltre al corpo della vittima hanno trovato Maria Cantone seduta in cucina. Intanto il pubblico ministero della procura di Nola, Ciro Capasso, il maggiore dei carabinieri Michele D’Agosto e il maresciallo Michele Membrino, stanno interrogando i fratelli Cantone nella stazione di Pomigliano, da ore.
(Fonte foto: rete internet)

Pomigliano, i prodotti del polo industriale decorano la città delle fabbriche

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Pezzi di motori aeronautici, realizzati negli stabilimenti locali, sono stati posti su dei piedistalli che ora adornano le rotonde spartitraffico. Il sindaco: ” A breve decori stradali anche con materiali automobilistici “.

Nel comunicato che racconta dell’evento si parla di “ un motore CFM56 – settore statorico 2° stadio della turbina di bassa pressione” e di “ un motore PW308 – ugello di scarico turboreattore a doppio flusso” . Espressioni necessariamente complicate e che indicano i prodotti di un patrimonio industriale sotto gli occhi di tutti da queste parti. Due pezzi meccanici di motori d’aereo donati al comune dall’Avio , il grande stabilimento aeronautico di Pomigliano. Testimonianze doc di un’area le cui specificitĂ  sono appunto quelle che scaturiscono dai colossi metalmeccanici della zona.

I pezzi dei motori Avio sono stati collocati su altrettanti piedistalli nel bel mezzo della rotonda Ponte, lo spartitraffico che segna il confine occidentale della parte vecchia delle fabbriche. Intanto il sindaco Raffaele Russo preannuncia : «Faremo lo stesso in un’altra area di Pomigliano d’Arco, posizionando una scocca Fiat o parti che rappresentino comunque l’eccellenza dell’industria pomiglianese».