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Terra dei Fuochi, ieri vertice al Viminale: task-force intergovernativa coordinerà il piano di interventi

Spiraglio per le bonifiche, al summit anche il Prefetto di Napoli e il governatore Caldoro. Tra i comuni interessati dal Patto per la Terra dei Fuochi ci sono molte città vesuviane e nolane: Somma Vesuviana, Nola, Marigliano, Pomigliano d’Arco.

Una task-force permanente intergovernativa, costituita su proposta del vicepremier Angelino Alfano durante una riunione svolta al Viminale, avrà il compito di coordinare un piano di interventi di prevenzione e di controllo sulla Terra dei fuochi, l’area tra Napoli e Caserta dove è stata accertata la presenza di rifiuti tossici e sono frequenti roghi dolosi. E c’è di più, sul fronte della speranza: per le bonifiche nelle aree inquinate in Campania, il Governo valuterà l’utilizzo di tranche dei finanziamenti strutturali europei 2014-2020, così come proposto nei giorni scorsi dal governatore campano Stefano Caldoro.

È uno degli elementi emersi al termine della riunione che si è svolta fino a tarda sera ieri a Roma e alla quale hanno preso parte i ministri Alfano, Nunzia De Girolamo, Andrea Orlando, Beatrice Lorenzin, il capo della Polizia, Alessandro Pansa, e il governatore della Campania, Stefano Caldoro oltre ai Prefetti di Napoli e Caserta, Antonio Musolino e Carmela Pagano, il capo dipartimento dei vigili del fuoco, Alberto Di Pace e il responsabile per il fenomeno dei roghi in Campania, Donato Cafagna. Dalla riunione, con la proposta di Caldoro di utilizzare fondi comunitari, l’emergenza ambientale della Terra dei Fuochi e le relative bonifiche vengono portate da una dimensione locale a un livello nazionale.

La nota diffusa dal Viminale al termine del summit spiega che è stata esaminata la situazione determinatasi nell’area compresa tra le province di Napoli e Caserta, tristemente nota come Terra dei Fuochi, a seguito dei fenomeni di abbandono incontrollato dei rifiuti e conseguenti roghi tossici e dello smaltimento illegale degli stessi, avvenuto negli ultimi decenni. «I ministri e il presidente Caldoro hanno illustrato, in particolare, lo stato delle attività relative al monitoraggio ambientale, sanitario e agro alimentare dell’area. L’incontro – aggiunge la nota – ha consentito di evidenziare l’efficacia dei diversi strumenti di prevenzione e contrasto adottati, anche grazie all’attività delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco e del Corpo Forestale dello Stato, che dall’inizio dell’anno ha fatto registrare un sensibile calo degli episodi incendiari».

«Su proposta del ministro Alfano – precisa il Viminale – si è deciso di costituire una task force permanente intergovernativa al fine di coordinare un piano di interventi di prevenzione e di controllo, nonché in materia sanitaria, ambientale e agricola, strettamente interconnessi tra loro, con l’obiettivo di realizzare in sinergia iniziative in favore dei territori e delle popolazioni interessate. Particolare attenzione è stata rivolta al tema delle bonifiche e del recupero delle terre inquinate, anche al fine di arginare le rilevanti ricadute economiche che si sono registrate nel settore agro alimentare. Sono stati, altresì, prospettati i possibili interventi di carattere normativo diretti a rafforzare ulteriormente la lotta agli illeciti ambientali».

Ieri mattina però, anche al consiglio regionale della Campania si era tenuta un’audizione sulle problematiche relative alla cosiddetta «Terra dei Fuochi» durante la quale l’assessore all’agricoltura, Daniela Nugnes, aveva evidenziato come «per dare sicurezza al territorio e per recuperare la fiducia nei prodotti agricoli campani, è necessario effettuare indagini sul prodotto finito, ma si tratta di analisi costose, per le quali l’assessorato non dispone di risorse». L’esponente del Pdl, nel condividere le proposte e le iniziative emerse dal tavolo, ha invitato tutte le forze politiche a farsi carico della problematica, tenuto conto che l’agricoltura corrisponde al 60% del Pil regionale. Nugnes ha ribadito che «da qui a tre mesi la Regione potrà disporre di una mappatura delle diverse analisi possedute sui territori agricoli».

Inoltre l’assessore campano ha evidenziato che «la proposta di legge speciale per le bonifiche non va nella direzione di un commissariamento ma in quella di elevare la problematica su piano nazionale e di impegnare il Governo ad un intervento adeguato». Impegno poi giunto in tarda serata, anche se ancora tutto da verificare sul campo. L’area territoriale identificata quale «terra dei fuochi» è compresa all’incirca tra i comuni del giuglianese e nolano, spingendosi fino al casertano, ma il fenomeno dei roghi tossici è un vero e proprio sistema criminale che abbraccia una zona più vasta, tant’è che al Patto per la Terra dei Fuochi hanno aderito molti comuni dell’hinterland tra cui Somma Vesuviana, Marigliano, Nola, Pomigliano d’Arco, San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, per citarne solo alcuni, impegnandosi ad attivare la sorveglianza ambientale sui territori di competenza.

Ora che il Governo ha preso impegni per il controllo, aprendo una speranza per le bonifiche, la domanda è: si riuscirà a rimediare ai disastri ambientali che hanno messo in ginocchio agricoltura, economia, speranze, che hanno provocato malattie, che hanno trasformato una delle regioni più belle d’Italia in uno sversatoio marcescente? Ma soprattutto, volendo mettere da parte il «se» e i «forse», la domanda è: quando?

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