Libera nos a malo!

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Si è tenuto ieri sera nella cittadina vesuviana il convegno organizzato dal comitato “Liberiamoci dal male”. Una buona affluenza di pubblico, un interessante dibattito ma una scarsa partecipazione da parte dei sindaci invitati.

Ieri sera a Massa di Somma si è celebrato un importante momento di cittadinanza attiva, il comitato civico “Liberiamoci dal male”, costituitosi di recente tra San Sebastiano e Massa, ha organizzato assieme all’Associazione Medici per l’ambiente un convegno intitolato “Ambiente Salute e Territorio”. L’importanza dell’evento sta nel fatto che, oltre alla presenza sul palco di luminari e attivisti come Antonio Marfella, si rincomincia finalmente a parlare di inquinamento in ambito vesuviano, cosa che rientra a pieno negli intenti del comitato organizzatore.

In effetti, un altro dei relatori del convegno, il dottor Gennaro Esposito ha sottolineato nel suo intervento, così come ai nostri microfoni, il riscontro, anche nel versante sommano e in comuni come Massa di Somma e Somma Vesuviana, di un legame tra alcune patologie e l’uso di pesticidi nella coltivazione florovivaistica. Tutto questo va ovviamente aggiunto a tutta una serie di ricerche, tra le quali anche lo studio SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento, finanziato dal Ministero della Salute), che attestano come SIN (Sito di Importanza Nazionale) quelle zone del Vesuviano limitrofe alle discariche.

Tornando alla serata, che tra l’altro ha visto un folta affluenza di pubblico e dove anche chi non ha trovato posto a sedere ha assistito con interesse e passione alle parole dei partecipanti al convegno, dobbiamo purtroppo, come spesso è accaduto, notare l’assenza delle istituzioni. Infatti, dei diciotto sindaci invitati, tutti i primi cittadini dei 13 comuni del Parco Nazionale del Vesuvio, più altri di zone limitrofe, sono intervenuti solo il sindaco di Massa e quello di San Sebastiano. Definirlo un quadro sconfortante è dir poco, paragonarlo a un’ammissione di colpa è plausibile.

A onor del vero, Giuseppe Capasso, abbandonato dal collega padrone di casa per altri impegni, s’è trovato da solo a reggere lo scomodo vessillo istituzionale (anche se il vicesindaco di Massa, Rosa Olimpo lo affianca in un secondo momento). Detto questo dobbiamo dissentire su quanto il sindaco di San Sebastiano ha sostenuto durante il suo intervento. In effetti, Capasso ha sottolineato tra le tante cose, che il suo comune non rientra nello studio SENTIERI e che quindi, tutto sommato, si poteva stare tranquilli entro i limiti amministrativi sansebastianesi. Ma in base alla relazione del dottor Esposito e a suddetto studio, San Sebastiano è praticamente circondata da elementi potenzialmente pericolosi per l’ambiente locale e quindi, siccome prima non si conoscevano o non si volevano conoscere determinate situazioni, chi ci dice che allo stato attuale, non esista qualcosa che possa tener viva l’attenzione anche nel bel paesello vesuviano? I confini amministrativi non sono scudi che possono difenderci dalle incursioni dell’uomo e della natura e per questo facciamo appello al principio di precauzione ribadito dai medici relatori e da quelli presenti in sala.

Ad ogni modo, tornando ai relatori, dopo le presentazioni di rito, il dottor Esposito, medico psichiatra dell’ ASL Napoli 3 Sud e rappresentante dei Medici per l’ambiente, ci elenca un innumerevole serie di dati che definire raccapriccianti è dir poco, ma il nesso tra le innumerevoli infermitĂ  e l’alta presenza nel territorio di sostanze cancerogene, risulta, in base a quei dati, una certezza, e di questo, ammesso che lo si dovesse ancora sottolineare, ce n’eravamo purtroppo giĂ  accorti. Il medico aggiunge che disgraziatamente anche il latte materno non è esente da rischi poiché in uno studio recente, dove sono stati comparati i dati di madri che vivevano presso siti accertati di contaminazione e altre più distanti da questi, è risultata maggiore la presenza di sostanze nocive nel il latte delle prime.

Un altro fattore che ci è sembrato importante è quello che, in base agli studi del dott. Montella del Pascale, si è registrato lo spostamento dell’area del cosiddetto Triangolo della morte e che vede la sua nuova incidenza in luoghi come Brusciano, Palma Campania, Marigliano e purtroppo ancora nella martoriata Acerra. Un altro elemento da tenere in conto e da giudicare indicativo per lo stato delle nostre terre e l’aumento delle richieste di esenzione 048, ovvero quello per le malattie neoplasiche, con tassi maggiori rispetto alla media nazionale. A questo va aggiunto, come qualcuno tra il pubblico ha fatto notare, che i dati relativi al cosiddetto 048 potrebbero essere addirittura sottostimati poiché molti pazienti hanno giĂ  esenzioni compatibili, per cui non ne fanno richiesta. Esposito conclude con le parole del procuratore Roberti: “ bisogna oramai parlare di criminalitĂ  ambientale e non più di ecomafie, poiché non è stata soltanto la mafia a inquinare la nostra terra.”

Dopo un breve intervento del dottor Nicola Caruso, che con molta passione, c’introduce in un excursus storico/letterario, ci mostra la sua visione dello stato della Terra e del rapporto che dovremmo avere con essa. Interessante la lettura delle disposizioni borboniche in materia di rifiuti e del loro smaltimento, una raccolta differenziata ante litteram.

La serata si conclude in bellezza con l’intervento del vulcanico Marfella il quale ci sbalordisce e allo stesso tempo ci lascia impotenti per dialettica, affabilitĂ  e per la mole di dati che ci espone nella sua lunga e interessante esposizione dei fatti. Il dottor Marfella parte dal nome del comitato, Liberiamoci dal male, per apprezzarne forma e contenuti e inizia nell’analisi di un personale ma condivisibile e toccante Padre Nostro, un libera nos a malo dove elenca tutti i passaggi della preghiera e tutti i collegamenti dell’orazione con la nostra realtĂ  campana e di campani. Sono tanti gli elementi che Marfella enumera, scientifici, umani e morali ma su tutto si evince un dato: “… la Campania è la regione italiana più giovane ma con la minore aspettativa di vita!” Questo è il grido di allarme del medico attivista nei confronti di un paese che fa finta di non sentire.

Il medico si rivolge poi all’unico sindaco presente in sala e fa notare una cosa fondamentale, ovvero l’obbligo del primo cittadino di sapere quel che accade sul proprio territorio, l’obbligo di conoscere le attivitĂ  produttive e potenzialmente inquinanti presenti sul territorio di loro competenza, “ogni sindaco deve conoscere casa sua!”. Marfella sottolinea inoltre l’inutilitĂ  e la pericolositĂ  degli inceneritori, “… l’inceneritore non è una botta di salute!” Questo brucia e quindi produce ceneri, ma dove vanno le 150.000 tonnellata di queste ceneri? Questi rifiuti speciali vanno spesso nelle discariche ma anche nei cementifici, infatti queste sono considerate come “materia prima seconda” e il business dei microcementifici campani ha colto al balzo l’occasione per sfruttare la situazione e questo con grave pregiudizio per la salute delle popolazioni che ci vivono attorno.

Tanti gli argomenti, tante le sollecitazioni, tante da non poterle elencare, per quantitĂ  e qualitĂ . Era opportuno esserci, esserci come i cittadini che ne hanno capito l’importanza. Ma anche in questo caso, chi è assente ha sempre torto.

CARRELLATA FOTOGRAFICA
 

IL VIDEO

Roghi tossici a San Giuseppe Vesuviano, la denuncia del MoVimento 5 Stelle

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Gli attivisti del MoVimento 5 Stelle hanno rinvenuto e documentato l’ennesimo rogo di rifiuti di scarto industriale. Il caso è stato denunciato alle autoritĂ  competenti.

Nella giornata di Domenica 10 Novembre 2013, alle ore 11.50 circa, alcuni attivisti del MoVimento 5 Stelle di San Giuseppe Vesuviano hanno avvistato fumi neri in una zona al confine tra San Giuseppe Vesuviano e Poggiomarino; una volta avvicinatisi al luogo in questione, si sono accorti della presenza di un rogo tossico (sversamento e smaltimento di materiale altamente inquinante come testimoniano le foto allegate) in Via dell’Amaranto (traversa di via Martiri di Nassyria) facente parte del comune di San Giuseppe Vesuviano e prontamente hanno allertato la Compagnia dei Vigili del Fuoco di Nola che, dopo diversi minuti, sono intervenuti per spegnere l’incendio.

Al termine dell’intervento, gli attivisti, che hanno assistito alle operazioni di spegnimento del rogo, hanno scattato numerose istantanee per discernere i materiali inceneriti, constatando la presenza di scarti industriali e di materiali di risulta provenienti da officine e da aziende tessili. Tali incendi incontrollati, ormai all’ordine del giorno, brulicano sul nostro territorio nell’indifferenza di tutti: amministrazione, cittadini e istituzioni. San Giuseppe Vesuviano, seppur non appartenente ufficialmente al comprensorio della Terra dei Fuochi, è comunque continuamente vessato dai predetti incendi in prossimitĂ  poi di campagne estensivamente coltivate.

Il MoVimento 5 Stelle locale cerca con tutti i mezzi e le forze a propria disposizione di arginare il predetto fenomeno di selvaggio incenerimento e anche stamane ha palesato la sua volontĂ  di controllo e rispetto del territorio; a seguito dell’episodio odierno, però, si procederĂ  alle denunce del caso per portare avanti la battaglia a difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini. Inoltre, invitiamo questi ultimi a segnalarci eventuali roghi o cumuli di spazzatura nel paese onde procedere agli accertamenti previsti dalla legge.

Forum Ambiente, il fiume in piena parte dall’area nolana

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Il Forum Ambiente area nolana promuove un’assemblea pubblica in vista della manifestazione “Fiume in piena” del 16 novembre a Napoli

Un’assemblea pubblica promossa dal Forum Ambiente area nolana per discutere delle questioni che attanagliano il territorio, con l’obiettivo di avanzare proposte e soluzioni concrete. L’appuntamento è a Nola lunedì 11 novembre alle ore 18 presso la sala della Congrega San Raffaele in via Fontanarosa (nei pressi delle Poste). Un’iniziativa mirata non solo a sensibilizzare i cittadini dell’area nolana ma anche all’avvicinamento a “Fiume In piena”, l’importante manifestazione nazionale che avrĂ  luogo il 16 novembre a Napoli.

“Crediamo sia necessario partecipare alla mobilitazione in maniera convinta e consapevole – sottolineano i promotori del Forum Ambiente – per troppo tempo la nostra terra è stata preda di uomini senza scrupoli che per interessi personali hanno reso possibile la distruzione, in alcuni casi irreversibile, di vasti territori. Per troppo tempo i cittadini onesti hanno girato la testa dall’altra parte. Ora, invece, è arrivato il momento di riscattarsi, prendendo parte attiva a quello che sarĂ  a tutti gli effetti un momento storico. L’ora del cambiamento, che, partendo da territori devastati come il Nolano, dovrĂ  portarci a pensare una nuova Campania dove i diritti dei cittadini e la democrazia dal basso prevalgano sulle gestioni emergenziali e sulle dinamiche affariste”.

Per la prima volta tutti i comitati, le associazioni e i movimenti, che da anni si battono per la tutela ambientale e per il rispetto della volontĂ  popolare, sono uniti per il raggiungimento di uno scopo comune. Dal contributo di tutte le realtĂ  locali prenderĂ  forma la piattaforma finale da presentare alle istituzioni nazionali: esigere le bonifiche, anche con la riconversione agricola e soltanto dopo la messa in sicurezza dei terreni contaminati e aver posto sotto controllo i punti critici; superamento del dramma dei roghi tossici e degli intombamenti di rifiuti industriali rinforzando i controlli e avviando finalmente sistemi innovativi di videosorveglianza; messa al bando degli inceneritori e del trattamento a caldo dei rifiuti; controllo popolare sulla gestione economica e gli appalti per le bonifiche.

Per favorire la partecipazione alla manifestazione di sabato 16 novembre, sono previsti autobus in partenza da Piazza d’Armi alle ore 13.30. Gli interessati possono contattare i numeri 3396240302 – 3481008177.

Pomigliano d’Arco, il Vespa Club si tinge di rosa

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Mary Liguori, giornalista e vespista di terza generazione, è la prima donna iscritta al club dei vespisti. L’assessore Raffaele Esposito: “La sua adesione non può che ingentilire il club che in pochi anni si è giĂ  fatto conoscere in tutta Italia”.

Reduce dal successo del primo raduno tenutosi quest’anno a Pomigliano d’Arco e in attesa della partecipazione al Vespa World Days che si terrĂ  nel giugno 2014 a Mantova, il Vespa Club Pomigliano accoglie tra le sue fila di iscritti la prima donna: è Mary Liguori, giornalista, la cui famiglia è alla terza generazione di vespisti. «Siamo felicissimi, Mary non è solo un’intenditrice e un’appassionata ma anche una preziosa risorsa: sarĂ  la nostra mascotte, lo è giĂ » – dice il presidente del Vespa Club Pomigliano d’Arco, Giuseppe Panico. Nel giro di pochi anni, il Club di Pomigliano si è conquistato adesioni e successi, oltre che traguardi ragguardevoli come la nutrita partecipazione al primo raduno tenutosi qualche mese fa in cittĂ .

«Collaborare con il Vespa Club è un piacere – dice l’assessore Raffaele Esposito – e stiamo preparando un grande evento per il 15 dicembre da inserire nel programma delle festivitĂ , in quell’occasione daremo anche il benvenuto alla prima tessera “rosa” e sarĂ  un onore farlo personalmente». Il nonno di Mary, Ciro, non solo amava le vespe, ma sapeva trattarle con amore, era infatti un esperto meccanico, così come il papĂ  Vincenzo Liguori, al quale è dedicato il motoraduno che ogni anno, a settembre, si tiene a Pollena Trocchia.

La terza generazione perpetua la tradizione familiare e Mary è fiera proprietaria di una Px 125 d’epoca, attualmente in ristrutturazione presso le officine Bello Racing di Napoli. La Px va ad accrescere il parco Vespe della famiglia Liguori.

E’ ingiurioso offendere il decoro della figlia per ledere l’onorabilità del padre

Anche se l’epiteto viene formulato al condizionale non perde la sua valenza offensiva ed è reato di ingiuria.

Le espressioni irriguardose rivolte alla figlia, ma evidentemente indirizzate al padre di quest’ultima, per il contesto della frase offensiva, sono ingiuriose proprio nei confronti di questi, costituendo il riferimento alla figlia proprio lo strumento per ledere l’onorabilitĂ  del padre.
Peraltro, è anche del tutto inconsistente, in merito al reato di ingiuria, il fatto che l’epiteto sia formulato al condizionale perché non perde la sua valenza offensiva.
Nel caso prospettato, un signore ricorre avverso la sentenza con la quale risulta essere stata confermata la condanna per ingiuria.

Il signore lamenta che le espressioni irriguardose contestate (tua figlia è…, e tu saresti un …) si riferivano infatti in prima battuta alla figlia e l’epiteto di "…", formulato in ogni caso al condizionale, consisteva in una espressione "blandamente ingiuriosa". Pertanto il padre della ragazza non era legittimato a denunciarlo.
Il signore lamenta ,altresì, che la testimonianza di sua madre non era stata considerata. Aveva, infatti, dichiarato la donna che il figlio si era trattenuto con lei per l’intera giornata del *30/12/…, escludendo così che potesse essersi verificato l’episodio contestato collocato in altra localitĂ : il Tribunale, come giĂ  il Giudice di pace, aveva tuttavia posticipato di un giorno il ricordo della donna, avendo ella parlato del giorno precedente il Capodanno e dei relativi festeggiamenti da preparare, in quanto nel frasario comune la festa di Capodanno deve individuarsi nel 31 dicembre e non giĂ  nel 1 gennaio.

Il ricorso deve ritenersi inammissibile, così decide la Cassazione penale , sez. V, sentenza 13.09.2013 n° 37686
Quanto alla veste di persona offesa in capo al padre della ragazza , è di palese evidenza che il contesto della frase rivolta a quest’ultimo fosse ingiuriosa proprio nei suoi confronti, avendo l’imputato inteso colpire direttamente il padre nei suoi affetti familiari e costituendo il riferimento alla figlia proprio lo strumento per ledere l’onorabilitĂ  del padre: peraltro, è del tutto inconsistente la tesi secondo cui un epiteto formulato al condizionale perderebbe valenza offensiva.

Il secondo motivo, sull’apprezzamento della testimonianza della madre dell’imputato, riguarda aspetti relativi alla ricostruzione del fatto, da riservare alla esclusiva competenza del giudice di merito.
Alla Corte di Cassazione deve invece ritenersi preclusa la rilettura degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione impugnata e l’autonoma adozione di nuovi o diversi parametri di ricostruzione e valutazione dei fatti. La Corte, infatti, “non deve accertare se la decisione di merito propone la migliore ricostruzione dei fatti, né deve condividerne la giustificazione, ma limitarsi a verificare se questa giustificazione sia compatibile con il senso comune e con i limiti di una plausibile opinabilitĂ  di apprezzamento” (v., ex plurimis, Cass., Sez. IV, n. 4842 del 02/12/2003, Elia).

Mariglianella, Importanti sequestri nel rispetto dell’ambiente

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Insieme ai Comuni di Marigliano, Brusciano e Castello di Cisterna si porterĂ  avanti un’azione di contrasto efficace al fenomeno con particolare riferimento alle aree di confine che sono spesso oggetto di abbandono di rifiuti.

Il Comune di Mariglianella, guidato dal Sindaco Felice Di Maiolo avente come Assessore all’Ambiente Pasquale Piccolo, con atto di Giunta Comunale n. 106 del 2013 ha approvato il “Protocollo d’intesa per la tutela ambientale e contrasto del fenomeno dei roghi”.
Insieme ai Comuni di Marigliano, Brusciano e Castello di Cisterna si porterĂ  avanti “un’azione di contrasto efficace al fenomeno con particolare riferimento alle aree di confine che sono spesso oggetto di abbandono di rifiuti”. E’ stata prevista, inoltre, l’installazione del sistema di videosorveglianza per mettere sotto controllo le aree più sofferenti per gli sversamenti illeciti dei rifiuti e per svelare e colpire a norma di legge i trasgressori rimasti fino ad oggi anonimi ed impuniti responsabili di comportamenti illegali, di offese ambientali ed insidia alla salute umana.

Intanto nell’ambito delle attivitĂ  di controllo del territorio e di contrasto del fenomeno dei roghi, secondo quanto stabilito dal “Patto Terra dei fuochi” il sottoscrittore Comune di Mariglianella il giorno 6 novembre 2013, nella zona compresa tra le vie Torino e Quasimodo, ha prodotto una attivitĂ  congiunta, tra il Comando Stazione Carabinieri di Brusciano ed il locale Comando di Polizia Municipale, che ha portato al sequestro di due siti in seguito al rinvenimento di rifiuti abbandonati e pezzi di eternit che si presume essere in amianto.
Questi siti poi sono stati immediatamente messi in sicurezza con la copertura di teli di plastica e con delimitazione dell’area con nastro segnaletico di colore rosso e bianco.

All’intervento ambientale hanno partecipato per i Carabinieri, il Comandante di Stazione Maresciallo Marco Di Palo con il Brigadiere Andrea Colella e per la Polizia Municipale il Comandante, Andrea Mandanici con il suo vice, Geppino Petrella.
Dopo l’avvenuto sequestro e la messa in sicurezza sono state seguite tutte le procedure fissate nel “Patto Terra dei fuochi” e finalizzate al ripristino dello stato dei luoghi, così come pure è stata trasmessa notizia alla Procura della Repubblica.

Il Sindaco Felice Di Maiolo ha ringraziato “tutti i competenti rappresentanti della Pubblica Amministrazione competenti territorialmente, che nella sinergica azione hanno dato inizio alla realizzazione di quanto predisposto con il ‘Patto Terra dei fuochi’. Un plauso, per l’immediata azione, va all’Arma dei Carabinieri, con il Comandante della Caserma di Brusciano, Maresciallo Marco Di Palo ed il Brigadiere Andrea Colella ed al nostro solerte Comando di Polizia Municipale con il Comandante tenente Andrea Mandanici ed il Vice Comandante Giuseppe Petrella. Un monito dunque – ha concluso il Sindaco Di Maiolo – a porre in essere comportamenti leciti e rispettosi dell’ambiente. Non si faranno sconti ai trasgresori, garantiamo il massimo impegno a tutela del benessere della ComunitĂ  di Mariglianella”.

Alenia, SOS da Pomigliano: “garanzie sul nostro futuro”

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Lettera al presidente della giunta regionale Caldoro. Mittente; il consiglio di fabbrica del più grande stabilimento aeronautico del centrosud.

"Chiediamo garanzie sul futuro: l’attuazione dei programmi per il distretto aerospaziale Campania-Puglia e il nuovo investimento, l’aereo regionale da 90 posti ". E’ il contenuto della lettera aperta indirizzata alla giunta regionale della Campania dalle rsu dei sindacati dello stabilimento Alenia di Pomigliano ( 2400 addetti ), dove si producono le fusoliere degli Atr. Nel messaggio i rappresentanti sindacali dei lavoratori rivendicano un concreto impegno politico della Regione. Obiettivo principale: il varo di un nuovo investimento, l’Atr da 90 posti, il velivolo promesso ma non ancora ottenuto e che, secondo quanto scritto nella missiva, garantirebbe altri venti anni di lavoro al comparto campano e a quello pugliese.

Nel comunicato trasmesso in settimana dal consiglio di fabbrica di Alenia Pomigliano, l’impianto più grande del gruppo AleniaAermacchi in tutto il centrosud, i sindacati chiedono sostanzialmente “ una politica attiva e un progetto industriale per il rilancio del settore”. Dunque, i rappresentati dei lavoratori di Pomigliano rilevano ritardi da parte dell’azienda e della Regione nell’attuazione dei piani di sviluppo. E’una critica che in qualche maniera meraviglia perché viene avanzata nonostante gli ultimi successi commerciali dell’azienda di Finmeccanica, che proprio quest’estate, attraverso il consorzio Atr, è riuscita a mettere a segno una serie di colpi di mercato strappando commesse per il velivolo regionale da 70 posti, prodotto ormai da quasi vent’anni.

Eppure i dubbi delle rsu restano. E non sono stati fugati nemmeno dalla recente manifestazione pubblica organizzata a luglio nell’Alenia di Nola, quando il neopresidente di Finmeccanica, Gianni De Gennaro, il presidente di AleniaAermacchi, Amedeo Caporaletti, e l’amministratore delegato dell’azienda aeronautica, Giuseppe Giordo, hanno annunciato investimenti nello stabilimento nolano per circa 90 milioni complessivi. “ Non bisogna drammatizzare più di tanto – spiega Luigi Mercogliano, segretario regionale del sindacato Fismic – si tratta – aggiunge il sindacalista – di far comprendere che i lavoratori di Pomigliano hanno deciso di richiamare l’attenzione di azienda e sindacati su un tema decisivo e cioè sull’ impellente necessitĂ  di avere un progetto industriale in grado di non farci navigare a vista ma di dare una continuitĂ  strutturale alle produzioni”.

Nel comunicato delle rsu di Alenia Pomigliano si chiede alla direzione aziendale “ il rispetto dell’accordo delle tre “R” ( ristrutturazione, riorganizzazione, rilancio ), siglato nel 2011, e di lavorare allo sviluppo dello stabilimento di Pomigliano accrescendone la sua capacitĂ  tecnologica e industriale ”. Uno sviluppo, aggiungono i sindacati, che “ deve passare attraverso un adeguato piano d’investimenti e il lancio del programma del nuovo Atr ”. Durante la conferenza di Nola, risalente a più di tre mesi fa, l’ad di Alenia, Giordo, aveva dichiarato che probabilmente tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo il consorzio Atr, di cui Alenia Aermacchi è socio determinante, potrĂ  dare il via al progetto di realizzazione del velivolo regionale da 90 posti.

Un’eventualitĂ  che conferirebbe immediati benefici sia alla grande fabbrica di Pomigliano che all’impianto dislocato a Foggia. Per il momento l’unico stabilimento campano un po’più affidale sotto il profilo delle prospettive industriali e occupazionali è quello di Nola, dove 1100 addetti sono prevalentemente impegnati nella costruzione manifatturiera dei pezzi di fusoliera dei grandi velivoli commerciali Airbus.

Pomigliano, timori all’Avio: produzioni in calo

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In settimana primo incontro sindacale tra le organizzazioni di categoria e la nuova proprietĂ  americana. Missioni produttive confermate. Ma a Pomigliano c’è un problema.

Primo faccia a faccia ufficiale, l’altro giorno, a Roma, tra gli esponenti del nuovo acquirente americano, la General Electric, e i sindacati di Avio. Gli statunitensi, che hanno rilevato il gruppo italiano il primo agosto scorso, hanno confermato le missioni produttive attuali. C’è però un problema: un calo di commesse che riguarda proprio l’impianto di Pomigliano. Intanto i sindacati napoletani chiedono di fare chiarezza attraverso un ulteriore confronto. L’incontro romano è stato presieduto dal nuovo amministratore delegato di AvioAero, l’ingegner Riccardo Procacci, e dalla responsabile delle risorse umane, Barbara Preti.

Il management appena nominato dalla proprietĂ  statunitense di General Eletric Aviation ha spiegato ai sindacati che AvioAereo si inserisce all’interno del gruppo General Electric Aviation, che occupa in totale 40mila addetti e che rappresenta il 14 % del business complessivo di GE. Notizie buone, intanto, sul fronte complessivo della motoristica civile, con prospettive di “ significativa crescita per il programma GE9x ”, il nuovo motore a reazione per velivoli commerciali che sostituirĂ  il GE90, il Genx e il Tp400. DifficoltĂ , invece, nel settore militare, che sta facendo registrare un calo nella realizzazione di parti dei motori Ej200 e T700. Ed è proprio quest’ultimo dato a far preoccupare la grande fabbrica Avio di Pomigliano, 1070 addetti impegnati in svariati programmi aeromotoristici di cui, appunto, il T700 è parte rilevante.

“E’ necessario che si giunga a un secondo confronto – commenta Giuseppe Iannaccone, rsu di Fiom AvioAero Pomigliano – con cui venga chiarito questo problema in termini industriali e occupazionali. Spero che dal prossimo confronto si possa aver un quadro più esauriente ”. La preoccupazione è diffusa tra i metalmeccanici della Cgil della grande fabbrica pomiglianese, produttrice da più di sessant’anni di pezzi per motori aeronautici. Nel frattempo l’azienda ha reso noto ai lavoratori che “ il calo del programma T700 sarĂ  compensato dall’ingresso di AvioAereo nel mercato dei motori per elicotteri ”.

“Si tratta certamente di un’alternativa seria – aggiunge Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – ma ritengo altrettanto importante che le problematiche debbano essere gestite attraverso la corretta concertazione con l’azienda”. Dal canto suo la nuova proprietĂ  americana ha manifestato la volontĂ  di mantenere in Italia “ un polo di ricerca e sviluppo che continui ad avere i livelli di eccellenza visti fino a oggi ”. L’obiettivo – ha aggiunto l’impresa Usa durante questo primo incontro – è di arrivare a una crescita stabile del 5 % dei motori civili portando lo standard di qualitĂ  delle consegne dal 60 % al 95 % nel prossimo triennio ”.

Rimane però il nodo del comparto napoletano, che appare complessivamente più debole rispetto alla sede centrale di Rivalta di Torino, dove il core business delle scatole di trasmissione dei motori a reazione dei grandi velivoli commerciali è lo zoccolo duro della produzione piemontese, finora di particolare successo nel mercato mondiale. Pomigliano invece presenta un ventaglio di specificitĂ  produttive non esattamente di punta in ambito mercantile. Sempre qui, all’inizio dell’anno, quasi tutte le attivitĂ  di revisione dei motori sono state cedute a una societĂ  spagnola.

Boscoreale. Si complica la crisi politica

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Il PD pressa il sindaco Balzano e lo invita a riannodare i fili del rapporto politico. Il segretario del partito, Dino Marafioti, chiede un cambiamento di rotta e più democrazia.

La crisi politica scoppiata oltre dieci giorni fa nell’amministrazione del sindaco Giuseppe Balzano, si fa sempre più complicata e lacerante.
Il PD, partito di maggioranza relativa che sostiene Giuseppe Balzano, nel corso della riunione del direttivo di giovedì sera ha approvato un documento con il quale invita il Sindaco “a “scendere dal piedistallo” e a cercare di colloquiare, chiarire e contribuire ad avviare nuovamente quell’organizzazione di intenti che Boscoreale attende”.

“Non accettiamo alcun compromesso –ha spiegato Dino Marafioti, segretario cittadino del PD- e siamo pronti a ritornare ad amalgamare la maggioranza per rendere manifesti e chiari i nostri intenti. Il silenzio –ha tuonato Marafioti- è il male oscuro che reca tanti danni! Si è ancora in tempo …poi la FINE!”.

Si annuncia, quindi, ulteriore bufera per il sindaco Giuseppe Balzano, alla guida del comune boschese dallo scorso mese di giugno, accusato dalla sua stessa maggioranza di immobilismo. I prossimi giorni, quindi, saranno decisivi per il futuro dell’amministrazione Balzano. “Il sindaco – ha evidenziato Dino Marafioti- aveva chiesto dieci giorni di riflessione e poi avrebbe ripreso i colloqui politici per tentare di ricomporre la maggioranza. Sono trascorsi oltre dieci giorni e ancora siamo in attesa che Giuseppe Balzano si renda conto dell’attuale negativa realtĂ  politica. Qualche consigliere più vicino al Sindaco va blaterando: “vogliamo vedere se hanno gli “attributi” per mettere in minoranza il Sindaco”; altri inviano sms o esplicitamente dichiarano “avete fatto una figuraccia…! Tutto ciò – ha aggiunto il segretario del PD – a me come cittadino, prima ancora che come politico, suscita ilaritĂ  e sconforto.

Allora viene spontaneo pensare se veramente è stato eletto Sindaco un cittadino che vuole essere il Sindaco di Boscoreale o piuttosto solamente per vanitĂ  politica apparire come Sindaco?”.

Parole forti quelle del segretario PD che, come sua abitudine, non le manda a dire e aggiunge “da oltre due mesi, con documenti scritti e protocollati, ho cercato di far comprendere la necessitĂ  di una più evidente coesione politica, di una chiara capacitĂ  e volontĂ  di concretizzare, di un’opportuna collegialitĂ  decisionale, di una coerenza manifesta a definire ogni accordo politico sottoscritto. È opportuno un cambiamento di rotta ed un necessario comportamento politico più democratico, più sensibile, più produttivo e meno legato a “vincoli” di preferenze individuali, oltremodo dannosi alla democrazia ed alla lealtĂ  politica. Si sta distruggendo un sogno…!”.

Il PD boschese ha posto in agenda una serie di problematiche da risolvere per rilanciare Boscoreale dopo anni d’immobilismo: l’obbligatorietĂ  di poter fruire di un Segretario comunale a tempo pieno in modo da poter collaborare celermente e dignitosamente con il Sindaco; l’urgente necessitĂ  di rivedere l’organizzazione dei servizi della macchina comunale, alla luce di valori necessari, e cioè la meritocrazia, la capacitĂ  di servizio, la produttivitĂ , tagliando i rami improduttivi e conferendo ai lavoratori dignitĂ  e diritti; sapere se Ambiente Reale, l’azienda deputata alla raccolta dei rifiuti, societĂ  a capitale pubblico, deve continuare a vivere, e quindi ristrutturare e riorganizzare il servizio, oppure è deficitaria ed improduttiva. Argomento rimasto monco; cosa fare del “manufatto” di Piazza Vargas (adibito a biblioteca comunale); decollo del PUC e attribuzione delega piena al consigliere Gaetano Crifò;

cosa si prevede per poter realizzare le aree di parcheggio; iniziative urgenti e non più procrastinabili per l’area cimiteriale; la concretizzazione di opere pubbliche; la rivisitazione dello Statuto e del regolamento del Consiglio Comunale: decollo dei vari incarichi monchi in proroga “pro bono pacis” di qualcuno; iniziative serie per l’uso dell’ex stazione Circumvesuviana; l’accelerazione per il decollo dell’area mercatale; ipotesi di utile concretezza per l’ex stazione FF.SS.; l’individuazione di Commissioni paritetiche esterne, cioè il coinvolgimento dei cittadini disponibili; l’impostazione del nuovo bilancio comunale partecipato, anziché lasciare che altri decidano; riunioni collegiali pre-consiliari; riunioni ogni cento giorni per valutare il percorso politico e gli obiettivi raggiunti; un lavoro serio e collegiale di giunta; una distribuzione responsabile di deleghe ai Consiglieri Comunali, in modo da renderli più partecipi e più responsabili, senza turbare la legalitĂ  e la decisione degli Assessori;

uno spazio logistico per gli assessori; un’autonomia vera degli assessori, nel rispetto, comunque, della collegialitĂ  decisionale e sempre tenendo in considerazione primaria il ruolo del Sindaco; decisioni serie per il decollo social dei rioni Piano Napoli; una conoscenza vera del bilancio comunale; discutere democraticamente e civilmente sulle varie iniziative e trovare la convergenza; avviare iniziative, compatibili con le disponibilitĂ , per le vere povertĂ ; valutare l’entitĂ  delle varie tasse a carico dei cittadini. Fresca la “proposta aberrante” di aumentare le tasse ai commercianti! predisporre operativitĂ  utili per i non perfettamente abili, come abbattimento delle barriere ecc.; avviare confortevoli politiche per gli anziani.

“Per poter attuare questo nostro ambizioso programma –ha concluso Dino Marafioti- abbiamo il dovere di rimarcare l’obbligo morale e la necessitĂ  di un Sindaco a tempo pieno ….! Si può ben arguire che necessita una seria coesione e non l’arroganza, il narcisismo, la “vecchia e stantia” politica, la protervia di possedere più e la presunzione. Bisogna essere umili e sinceri!”.

XII Festa dello Stoccafisso e del Baccalà norvegese: il grande successo della prima serata

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Gente comune e personalitĂ  degli enti patrocinanti all’incontro di presentazione e alla cena di gala curata dal Rose Rosse – Relais di Charme. Oggi e domani la sagra con degustazioni, canti e balli popolari.

Si è conclusa ieri con successo la prima serata della XII Festa dello Stoccafisso e del BaccalĂ  norvegese. Durante l’incontro di presentazione Mario Aurelli e Salvatore Esposito, presidenti delle associazioni Vesuvia Pro Loco e Villa Summa, che hanno organizzato la tre giorni con il patrocino del Comune di Somma Vesuviana e Regione Campania, Ente Parco Nazionale del Vesuvio e Confcommercio, hanno sottolineato il notevole impegno occorso per la realizzazione di tale evento, entrambi certi che «conservare la tradizione locale rappresenta il primo obiettivo».
L’espressione non è a caso, infatti la Festa torna dopo qualche anno di assenza. Furono le stesse associazioni nel novembre 2012 a cercare di ripresentarla al turismo regionale, ma le condizioni di maltempo, particolarmente avverse, ostacolarono il progetto comune.

Tra i relatori Ugo Leone, presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, che ha sollevato la necessitĂ  di «promuovere iniziative non solo con un fine turistico ma, prima di tutto, nel rispetto del territorio» creando veri pacchetti «che siano capaci in primis di valorizzare le bellezze naturali. E’ un compito preciso istituzionale la tutela della natura». Poi denuncia la mancanza di strutture destinate all’accoglienza: «Molti alberghi chiudono, escludendo la possibilitĂ  di pernottamento per chi arriva da fuori».

Senofonte Demitry, presidente provinciale Giovani imprenditori Confcommercio, esaminando nuove opportunitĂ  per uno sviluppo economico della cittĂ  vesuviana, dopo aver divulgato le percentuali relative alla concessione di finanziamento monitorate dall’osservatorio di microcredito, e quindi comunicato che «su 7mila domande è risultato che il 52% dei finanziamenti è stato erogato alle donne, il 46% agli immigrati. Ai giovani, fanalino di coda, solo il 20.8%», ha dato notizia che proprio qualche giorno fa l’assessorato al Lavoro e la giunta della Regione Campania hanno reso noto il rifinanziamento del microcredito. E Confcommercio aprirĂ  a breve un osservatorio di tutoring per i giovani, specie per quelli interessati al campo della lavorazione e della produzione del merluzzo nordico.

Non poteva mancare un riferimento alle realtĂ  imprenditoriali locali (Scanfish è un esempio radicato dei rapporti con la Norvegia), e alle qualitĂ  alimentari del particolarissimo pesce con Adriano Santoro, professore del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’UniversitĂ  degli Studi di Napoli «Federico II». Un passo indietro nel tempo: Carmine Cimmino, cultore ed esperto della «vesuvianitĂ », ha ripercorso la storia della diffusione dell’attivitĂ  imprenditoriale legata al prodotto, nello spostamento di asse da Sant’Anastasia a Somma Vesuviana. Con Francesco Gravetti, giornalista del quotidiano online «Il Mediano», uno dei media partners della festa con Radio Antenna 1 e l’agenzia di comunicazione CBA, un approfondimento sulle nuove tecniche d’informazione.

Salvatore Di Sarno, vicesindaco di Somma Vesuviana, ha rivolto un sentito ringraziamento all’organizzazione, in particolare all’ex assessore al Turismo, Lello D’Avino. Ha inoltre ricordato che in occasione della Festa delle Lucerne, il prossimo agosto, sarĂ  riservato ampio spazio alla produzione di stoccafisso e baccalĂ  norvegese. Dal canto suo, D’Avino vede nell’evento «l’inizio di un progetto forte mirato a supportare l’imprenditoria di settore, per un ulteriore consolidamento del commercio sommese nel panorama nazionale». All’incontro, ripreso dalle telecamere di Telecapri, i consiglieri comunali Giuseppe Auriemma, Giuseppe Cimmino, Alfonsina Stanzione. Nel pubblico presenti Francesco Auricchio dell’Istituto Montessori e il dirigente scolastico della scuola media «San Giovanni Bosco», Ernesto Piccolo.

La Regione Campania ha riconosciuto l’importanza dell’evento con la partecipazione della segreteria tecnica della presidenza. Anche dai comuni viciniori una rappresentanza istituzionale: per Sant’Anastasia i consiglieri Giustina Maione e Carmine Rea, mentre per Boscoreale il consigliere Luca Giordano. Il sindaco di Vico Equense, Gennaro Cinque, ha apprezzato la tipicitĂ  del banco espositivo allestito dai collaboratori di Rafilina, nota venditrice d’’o mussillo.
Il Rose Rosse – relais di charme, nella persona di Annabella Molaro, ha curato meticolosamente il raffinato menù (stoccafisso marinato al pepe rosa, calamarata con stoccafisso e pomodorini del Vesuvio, trilogia di baccalĂ  in tempura, peperoni in agrodolce, delizia al limone).

Una vera sala di alta classe nell’area «La Porta del Parco». Accanto alle personalitĂ  degli enti patrocinanti, gente comune proveniente da diverse cittĂ  della Campania ha assistito all’opera inedita «Settecento Vesuviano», testi scritti in napoletano del ‘700 per l’occasione da Federico Ambrosanio e recitati da Gaetano Nocerino. Coreografie originali realizzate dal corpo di ballo di Percorsi di Danza di Angelo Parisi sulle musiche di Pergolesi, Haydn e Corelli suonate dal quartetto d’archi diretto da Rosanna Cimmino.
In prima linea, per garantire il corretto svolgimento della serata, le associazioni di protezione civile e, ovviamente, la Croce Rossa di Somma Vesuviana, destinataria di materiale utile donato da Vesuvia Pro Loco e Villa Summa. Ora toccherĂ  a Villa Smeraldo e Casa Tre Pizzi.