Fabrizio Santafede: “Il Raffaello napoletano”

0
Nella Napoli del tardo Rinascimento Fabrizio Santafede fu tra i più talentuosi e brillanti esponenti del Manierismo partenopeo; la storia lo ricorda come il “Raffaello napoletano”.

 È risaputo che il Rinascimento fu un’epoca di grande splendore, soprattutto per l’Italia. Culla della cultura e dell’arte, il nostro Paese diede in quel tempo alla luce geni senza precedenti. In poco più di un secolo si concentrarono infatti le vite di alcuni dei più grandi artisti che la storia abbia mai conosciuto.

Leonardo, Michelangelo, Tiziano e Raffaello posero tutti, ciascuno a suo modo, le basi per lo sviluppo di un’arte nuova e incredibilmente affascinante. Agli altri maestri del tempo non restò che guardare, attoniti e sbigottiti, le sublimi opere di quel pugno di divini artisti che seppero trasformare semplici pietre, pareti, tavole e tele nei più grandi capolavori di tutti i tempi. Così, per reggere confronti e critiche, gli artisti dell’epoca dovettero ispirarsi alla “maniera” dei grandi, ossia agli stili di quei geniali maestri, pur cercando, per quanto possibile, di personalizzare e perfezionare le loro opere.

Vasari coniò per tutti i rivoluzionari stili del tempo la semplice definizione di “maniera moderna”, sintetizzando in un’unica espressione tutte le innovative tecniche e teorie sviluppate dai grandi maestri del Rinascimento. Fu per questo che, decenni dopo, in piena epoca barocca, si iniziò a parlare di “Manierismo”, definendo con tale termine il periodo e lo stile di quei maestri che, allora, furono bollati come artisti minori o meri imitatori. Importanti artisti del Cinquecento finirono dunque per essere bistrattati o semplicemente dimenticati dalla storia.

Solo di recente, la moderna storia dell’arte ha rivalutato quel particolarissimo periodo artistico, dando nuovo credito a quegli artisti che dovettero confrontarsi con le geniali opere di Leonardo, Michelangelo, Raffaello e Tiziano. Si è cercato così, a giusta ragione, di riabilitare vari maestri, come il Pontormo, Rosso Fiorentino, il Bronzino, il Parmigianino, per citare solo quelli oggi conosciutissimi, che, sfidando le rivoluzionarie maniere dei grandi del tempo, diedero vita a capolavori altrettanto sbalorditivi.

A Napoli, in particolare, il Manierismo è incarnato dall’ingombrante figura di Fabrizio Santafede, considerato il più grande artista partenopeo del secondo Cinquecento. Non a caso, per la sua abilitĂ  artistica, fu conosciuto anche come il “Raffaello napoletano”, il che ci indica la sua natura manierista, sebbene il Santafede, per i suoi avanzati studi pittorici, è oggi considerato da molti storici un pittore giĂ  pienamente barocco, a dimostrazione del suo geniale talento artistico.

Allievo di Marco dal Pino, artista senese che si era formato a sua volta presso il manierista Domenico Beccafumi, Fabrizio Santafede abbracciò prestissimo quello stile tosco-romano nato sulla scia di Michelangelo e Raffaello. Proprio alle opere di quest’ultimo il Santafede guardò con entusiasmo ed ammirazione, anche se non possiamo considerare il pittore napoletano un semplice seguace di Raffaello.

Il suo “raffaellismo” non è, infatti, così acuto come quello di altri pittori coevi; piuttosto si può dire che il Santafede osservò soprattutto un certo tipo di opere dell’Urbinate, perlopiù tarde, e fu, come altri artisti del tempo, fautore di un nuovo stile, più “scuro”, molto vicino a certi pittori veneti, come il Tintoretto, che quasi parallelamente anticiparono, in parte, l’innovativa tecnica che il Caravaggio mise poi a punto nelle sue opere.

D’altronde il Merisi stesso, nei sui studi pittorici, partì proprio da quei modelli lombardo-veneti e dalle ultime opere del Raffaello per ideare quel chiaroscuro, quel gioco di luci ed ombre, che fece del pittore lombardo uno dei geni più rinomati dell’arte italiana. Anche per questo molti studiosi accostano il Santafede al Caravaggio. L’artista napoletano, in molte delle sue opere, seppe difatti ideare una pittura tonale a metĂ  strada tra il colorismo veneto e la pittura di Raffaello, avvicinandosi molto, nello stile, oltre che nel linguaggio, controriformista, alle opere del Merisi.

Anche solo per questo il Santafede merita di essere annoverato tra i maggiori artisti del tardo Cinquecento e sicuramente può essere considerato, come accadde, il maggior pittore che in quel tempo lavorava in Italia meridionale. Probabilmente, lo stesso Caravaggio si sentì, a Napoli, vicino a Fabrizio Santafede che, prima di lui, si era incamminato sulla medesima strada, pur non riuscendo a creare quello stile che, con lo studio anche delle opere di Michelangelo, il Merisi, per primo, seppe perfezionare in modo geniale.

Una prova, seppur tenue, del legame tra i due artisti ci è data dalla Madonna col Bambino e i santi Benedetto, Mauro e Placido (vedi foto), una delle opere più conosciute del Santafede, firmata e datata 1593. Il drappo verde, retto dalla colonna sulla destra, che copre il paesaggio sullo sfondo, fu infatti, evidentemente, d’ispirazione per il drappo, anch’esso retto da una colonna, che, similmente, nasconde lo sfondo nella celebre Madonna del Rosario, opera realizzata dal Caravaggio, intorno al 1607, proprio a Napoli, circa dieci anni dopo l’esecuzione della tavola del Santafede.

Non potendo supporre solo una mera coincidenza, si può affermare che a Napoli il Caravaggio non smise di studiare. Probabilmente attratto dallo stile di un maestro del calibro di Fabrizio Santafede, il Merisi guardò con interesse alle opere di un artista egregio che aveva tentato, come lui, di creare una “maniera moderna”, come avrebbe detto Vasari, in cui il colore lombardo-veneto si sarebbe finalmente fuso con il disegno tosco-romano. In ciò il pur geniale Santafede riuscì solo in parte; toccò al Caravaggio giungere infine alla meta. È certo, in ogni caso, che il pittore lombardo trovò a Napoli campo fertile per le sue ricerche e nel “Raffaello napoletano” un grande maestro, come lui, giĂ  rivolto all’ormai imminente Barocco.
(Fonte foto: Rete Internet)

STORIE D’ARTE

A Villa Bruno il “Barbiere di Siviglia”

0
Gli alunni della terza elementare della scuola “Ascoltando i Bambini” di Pollena Trocchia interpreteranno giovedì 14 novembre nella villa di San Giorgio a Cremano l’opera di Gioacchino Rossini.

 Il «Barbiere di Siviglia» arriva a Villa Bruno con degli interpreti d’eccezione: gli alunni della terza elementare della scuola «Ascoltando i Bambini» di Pollena Trocchia.

L’appuntamento è per giovedì 14 novembre alle 18 nella villa vesuviana di San Giorgio a Cremano. L’opera di Gioacchino Rossini è stata adattata alle molteplicitĂ  espressive dei piccoli attori: dalla lirica alla ginnastica, dal canto in coro alla danza e all’orchestra sinfonica. Non mancheranno riferimenti alle grandi donne italiane e premi Nobel, come Rita Levi Montalcini e Margherita Hack, ma anche riferimenti ai giorni nostri con un’acuta e ironica parodia delle trasmissioni televisive e dei personaggi del piccolo schermo, simbolo della cultura dell’immagine e del consumismo.

L’obiettivo della dirigente scolastica, Sasy Furfaro, e del suo corpo docente è preparare i cittadini del domani alla «cultura del saper fare, dell’essere, dell’ascolto e della condivisione», passando attraverso il lavoro e un esercizio costante. La scuola «Ascoltando i Bambini» da vent’anni, ormai, costituisce un’eccellenza e un unicum nel territorio vesuviano. Qui i piccoli studenti «toccano con mano» gli argomenti studiati. Le lingue, ad esempio, sono studiate con l’aiuto di insegnanti madrelingua; la storia si fa passeggiando tra i numerosi siti archeologici che il territorio offre. La metodologia di insegnamento dell’aritmetica e della lingua italiana è ispirata ad un tempo a Maria Montessori e a Glenn Doman.

Molta importanza è data all’educazione fisica nelle sue diverse forme (minibasket, ginnastica, danza, scherma) e alla musica, alla quale i bambini sono avvicinati attraverso i «suoni del corpo».
«Ai bambini viene proposta una scuola itinerante – spiega la dirigente Furfaro – che usa le diverse agenzie educative presenti sul territorio regionale e nazionale per non rimanere arroccati e chiusi in quattro mura chiamate scuola. “Ascoltando i bambini” è un grande laboratorio di pensiero, una tanica di pensieri nelle mani di una pluralitĂ  di educatori di eccellenza. Le varie intelligenze lavorative sono tutte personalitĂ  accreditate con titoli di merito, così che i ragazzi possano avere le migliori opportunitĂ  di crescita».

Alla rappresentazione parteciperanno anche il presidente della Confesercenti, Vincenzo Schiavo, ma anche alcuni giovani rappresentanti della politica vesuviana. «La rinascita economica dell’Italia – afferma Antonio Di Sapio, consigliere comunale di Pollena Trocchia – è legata a doppio filo alla rinascita culturale e al rilancio di progetti di sviluppo nei settori della cultura e della formazione».

La trilogia della vendetta

0
La straordinaria trilogia di Park Chan-wook esalta la vendetta come uno dei meccanismi più naturali grazie ai quali la violenza regola il mondo e permette agli uomini di continuare a vivere.

 L’inizio del millennio ha segnato, nel mondo del cinema, il periodo d’oro delle produzioni sudcoreane. Cercati dai festival, applauditi dai critici e, in qualche caso, con buoni successi di pubblico, una schiera di registi provenienti dal piccolo paese a metĂ  strada tra la Cina e il Giappone ha conquistato il palcoscenico internazionale.

Spesso le mode esplodono per motivi del tutto casuali. La Corea del sud non ha certo iniziato a produrre capolavori dal 2000; come molti sostengono, il vero masterpiece della cinematografia nazionale rimane quel The Housemaid di Kim Ki-young del lontanissimo 1960. Nel mondo del marketing basta poco a creare il fenomeno. E nel 2004 questo poco prende la forma a Cannes del Gran premio speciale della Giuria – presieduta da Tarantino – a Old Boy di Park Chan-wook, accompagnato dalle celebri parole del regista americano che lo definisce “il film che avrei voluto girare”.

L’ammirazione di uno dei registi più idolatrati dalle folle libera il cinema sudcoreano dagli stretti circuiti cinefili e festivalieri, portando appassionati e semplici consumatori a confrontarsi con un tipo di cinema nuovo e spiazzante ma al quale il contenuto altamente emotivo garantiva una certa accessibilitĂ .
Portabandiera di questa nuova stagione resterĂ  proprio la “Trilogia della vendetta” di Park Chan-wook – Sympathy for Mr. Vengeance (2002), Old Boy (2003) e Sympathy for Lady Vengeance (2005) – che, trainata soprattutto dal successo internazionale del secondo film, è diventata rapidamente oggetto di culto.

Non è la semplice vendetta il fulcro dei film, quanto la facilitĂ  con la quale il dolore altrui diventa indifferente e la violenza una fonte di piacere e di salvezza. L’abnegazione dei personaggi di Park Chan-wook nel completare i propri disegni è terribile non in quanto sproporzionata al torto subito, ma poiché mostra senza fronzoli in cosa ci trasforma la voglia di punire.
Uno dei meriti principali della trilogia è quello di svincolare la sua veritĂ  sulla violenza come portatrice d’ordine dall’eccezionalitĂ  di una singola storia. In tutti e tre i film è praticamente impossibile mettere un inizio e una fine alla catena di vendette; la distinzione tra chi oltraggia e chi è stato oltraggiato è appena accennata.

Le vicende sullo schermo sono il segmento di una retta dove tutto si mescola, la prevaricazione è ovunque e chiunque può essere visto nella doppia veste di vittima e carnefice. Dae-su – il protagonista di Old Boy – come prima cosa dopo essere stato imprigionato senza alcun motivo apparente, stila una lista di persone alle quali ha fatto del male. E’ convinto che il motivo della sua sofferenza attuale debba risiedere necessariamente nella sua condotta passata; l’assurditĂ  degli eventi (essere rinchiuso per 15 anni in una stanza) diventa normale perché è normale il percorso colpa-espiazione-vendetta.

Così tutti i personaggi della trilogia conoscono la propria aberrazione. Si abbandonano alla necessitĂ  della vendetta con la piena consapevolezza di poter cadere vittime di altri in preda a quello stesso impulso inevitabile. Park Chan-Wook estetizza la violenza sotto la forma di un rito al quale si consacrano prima o poi tutti gli uomini. I modi fantasiosi e truculenti scelti dai protagonisti per vendicarsi non sono furbe concessioni allo shock facile. La sofferenza degli altri è un cerimoniale lungo e complesso perché soltanto attraverso questa trasformazione del castigo in rituale è possibile “normalizzare” la propria mostruositĂ .

Pur basandosi su una visione così cupa dell’agire umano, lo stile del regista sudcoreano è in grado comunque di mescolare linguaggi molto diversi, alternando grottesco e sentimentalismo con grande scioltezza. L’intera trilogia è piena di geniali trovate tragicomiche, dall’uomo che assiste all’autopsia della figlia tra suoni macabri di organi spostati e ossa segate al gruppo di adolescenti che si masturba scambiando delle urla di dolore per gemiti di piacere.

Dare un respiro epico e appassionato alla faticosa conquista di un istante di serenitĂ , se non di felicitĂ , attraverso l’inesorabile, quasi divino ricorso alla violenza, è il grande merito della trilogia di Park Chan-wook
Regia di Park Chan-wook
Voto
9/10
(Fonte foto: Rete Internet)

CINEMA E PAROLE

Sant’Anastasia. In arrivo le luminarie natalizie

0
L’appello de sindaco Carmine Esposito: “Spendiamo in paese”.

 E’ partito, in anticipo rispetto agli anni scorsi, il montaggio delle luminarie con figure di alberi di natale posizionate in via Roma e l’effetto pioggia in allestimento lungo il c.so Umberto I°.

Seguiranno i lavori di montaggio delle luminarie su via D’Auria, via De Rosa, via Marconi, via Arco, tutte composte da led a luce fredda come le sei sculture che arrederanno le piazze Arco, IV Novembre, Trivio, Cattaneo, S. Ciro e S. Antonio. Presumibilmente tutte le luminarie natalizie saranno accese entro il 3 dicembre prossimo, festa di San Francesco Saverio, Patrono di Sant’Anastasia.
Le strade illuminate a festa hanno riscosso, negli ultimi anni, un particolare gradimento dei commercianti e della cittadinanza, tra cui gli extracomunitari, e tanti si sono soffermati, ad es., in piazza Arco a fotografare e farsi fotografare accanto alle sculture luminose.

E’ noto che le luminarie sono state acquistate circa due anni fa, ma quest’anno il Ten. Antonio Carotenuto, responsabile di staff, è riuscito, tramite gara, ad ottenere non solo il montaggio delle luminarie di proprietĂ  comunale ma anche che le stesse fossero diverse senza costi aggiuntivi per l’Ente, nella convinzione che luminarie di buon gusto possono contribuire a far vivere il Natale e il lungo periodo festivo nell’atmosfera più tradizionale e tipica del paese vesuviano.

“Rivolgo un invito a tutti noi, a tutta la comunitĂ  in prossimitĂ  delle festivitĂ  natalizie: viviamo tutti le difficoltĂ  di questa crisi economica, per tantissimi sta diventando veramente drammatica! Però – afferma il Sindaco, Carmine Esposito – ognuno di noi può compiere gesti e scelte di solidarietĂ  e di aiuto che possono essere utili e necessarie: acquistiamo quello che ci occorre nel nostro paese, presso i nostri esercizi commerciali, i nostri artigiani. Diamo una mano con i fatti, contribuiamo ad aiutare chi tra mille difficoltĂ  si impegna, investe, crea occupazione e possibilitĂ  di sviluppo. Non aspettiamo dall’alto quello che possiamo fare noi, aiutiamo le persone e le famiglie che vivono più di altri le conseguenze della crisi; basta poco…un piccolo aiuto può dare sollievo e speranza a chi è più sfortunato! Se facciamo questo vivremo tutti un Natale migliore e ci sentiremo tutti più utili e soddisfatti”.
(Fonte foto: Ufficio Stampa Comune di Sant’Anastasia)

Terra dei fuochi: ragazzi in corteo

L’iniziativa si lega al progetto per le scuole “Da Terra dei fuochi a Terra Felix” che Legambiente ha realizzato con Ecopneus e si svilupperĂ  lungo tutto l’anno scolastico 2013-2014.

 Due scuole secondarie di primo grado provenienti da comuni della provincia di Napoli e Caserta in prima linea come “testimoni della legalitĂ ”.

L’iniziativa si lega al progetto per le scuole "Da Terra dei fuochi a Terra Felix" realizzato da Legambiente con Ecopneus. L’obiettivo della manifestazione che si svolgerĂ  domani, mercoledì 13 novembre, è di sensibilizzare sulle conseguenze della cattiva gestione dei rifiuti, con particolare attenzione al ciclo legale degli pneumatici, dall’acquisto al recupero. Proprio gli pneumatici fuori uso (Pfu) vengono infatti adoperati come combustibile per i roghi di immondizia.

La giornata prevede un percorso nella Terra dei fuochi: si partirĂ  da Afragola verso Scisciano, dove in localitĂ  San Martino una vasta area è stata liberata da circa 5.000 tonnellate di pneumatici abbandonati, dopo 23 anni di tentativi infruttuosi da parte del Comune; si proseguirĂ  poi verso Nocera Inferiore, con la visita all’impianto di frantumazione di Pfu ”Rpn”, azienda partner Ecopneus, dove viene prodotto granulo di gomma da Pfu che può essere utilizzato in numerose applicazioni, dalle strade alle pavimentazioni sportive.

”Con questo giro didattico vogliamo dare ai ragazzi la possibilitĂ  di informarsi e stimolarli a riflettere su quello che si può fare concretamente per combattere le illegalitĂ  che colpiscono la terra dei fuochi – dichiara Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente – per aiutarli a costruire e lanciare un messaggio di cambiamento e di speranza affinché i loro territori tornino a essere una terra felix grazie all’impegno dei cittadini”.

L’iniziativa rappresenta una tappa verso la giornata del 30 novembre a Caserta e Napoli, organizzata nell’ambito della campagna ”Io scelgo la strada giusta”, promossa dal ministero dell’Ambiente ed Ecopneus e di cui sono firmatari anche l’incaricato del ministro dell’Interno per la Terra dei fuochi, le prefetture ed i Comuni di Napoli e Caserta.

Grande distribuzione in Campania: ieri doppio appuntamento alla Regione

0
L’assessore al Lavoro, Severino, Nappi ha tenuto un vertice con i sindaci sulla vertenza Ipercoop. Contemporaneamente gli addetti ex Carrefour hanno manifestato davanti a palazzo Santa Lucia.

 Ieri confronti a raffica sulla grande distribuzione campana in crisi. Una doppia iniziativa per Ipercoop ed ex Carrefour. Entrambi gli eventi si sono consumati a palazzo Santa Lucia, sede della presidenza della giunta regionale.

Qui l’assessore Severino Nappi ha ricevuto una delegazione di sindaci e sindacalisti del territorio in cui si trova l’Ipercoop di Afragola. Nappi ha riferito che nei prossimi giorni sarĂ  organizzato un incontro al ministero dello Sviluppo Economico. In giornata l’assessore ha quindi annunciato un vertice regionale per i lavoratori dell’ex Carrefour, lo storico Euromercato, 160 addetti in cassa integrazione che attendono certezze sul loro futuro. Il vertice è stato fissato per il prossimo 26 novembre.
(Fonte foto: Rete Internet)

Una Biennale per Giordano Bruno, da Trento la proposta dell’assessore ai beni culturali

0
L’assessore Cinzia Trinchese rispolvera l’idea presentata nel 2009 dalla Fondazione Parco Letterario Giordano Bruno e punta a promuovere su scala internazionale i luoghi nativi del filosofo degli “Eroici Furori”.

 Una Biennale Bruniana, come quella che ha debuttato e chiuso le sue attivitĂ  con l’edizione di anteprima nel 2009, con la quale la Fondazione Parco Letterario Giordano Bruno, sotto la direzione di Michele Mezza, portò a Nola i maggiori bruniani della scena internazionale.

A distanza di quattro anni, l’idea è recuperata dall’assessore ai beni culturali del comune di Nola, Cinzia Trinchese, che la lancia all’indomani di un prestigioso invito ricevuto da parte della Fondazione Bruno Kessler e dell’UniversitĂ  degli Studi di Trento. L’occasione si è verificata la scorsa settimana, al ricorrere del quattrocentocinquantesimo anniversario della chiusura del concilio di Trento, ricordato dalle istituzioni trentine con una due giorni dedicata al proprio filosofo nolano e dal tema "L’infinito di Bruno tra caccia filosofica e riforma religiosa: cosmologia, antropologia, etica, magia", a cui hanno partecipato anche l’assessore Trinchese e Aniello Montano, professore di filosofia all’UniversitĂ  di Salerno.

"È un onore aver partecipato ad un evento culturale di così ampio spessore in un luogo da sempre deputato allo studio e all’approfondimento filosofico con studiosi di fama internazionale – ha dichiarato Cinzia Trinchese – Un onore che cresce ulteriormente se si considera che la due giorni vissuta a Trento segue gli appuntamenti di Londra e Ginevra che hanno visto il filosofo nolano protagonista di un importante ciclo di incontri. Un’occasione imperdibile per Nola che a Trento ha ufficialmente formalizzato la sua proposta che potrebbe cambiare gli scenari culturali locali: una biennale di studio su Bruno nella cittĂ  che gli ha dato i natali".

La proposta dell’assessore si andrebbe ad affiancare al Certame Internazionale Bruniano, il concorso per universitari e studenti di scuole superiori giunto alla tredicesima edizione, in programma i prossimi 4, 5 e 6 aprile 2014, come annunciato dall’assessore nella visita a Trento. "Le giornate della Biennale, di preparazione al certame e non solo, offrirebbero anche la possibilitĂ  di far conoscere a livello internazionale i luoghi bruniani come la meravigliosa e suggestiva collina di Cicala. Un impegno con la cittĂ  nel nome di Bruno e del suo libero pensiero accolto con grande entusiasmo ed interesse che, giĂ  nei prossimi mesi, potrebbe concretizzarsi. Un vanto per noi che portiamo le nostre eccellenze fuori dai confini locali e nazionali creando continue occasioni di crescita e formazione culturale per la nostra cittĂ ", ha commentato soddisfatta l’assessore.

Entusiasta anche il sindaco Geremia Biancardi che a proposito dell’ospitata trentina ha dichiarato: "La cultura bruniana riparte da Trento. Un’occasione fondamentale per il rilancio della figura del filosofo nolano oltre che una vetrina prestigiosa per il certame a lui dedicato. In quest’ottica di rilancio l’istituzione di una biennale su Bruno con studiosi di fama mondiale arricchirebbe ulteriormente il progetto culturale che si intende portare avanti per la divulgazione delle eccellenze nolane. Occorre fare sistema creando le giuste condizioni anche di marketing territoriale per il definitivo rilancio dell’intera area".

La promozione turistica della cittĂ  di Nola è da qualche tempo sempre menzionata tra gli obiettivi dell’amministrazione, che tuttavia si è vista sfuggire l’attribuzione di contributi fondamentali come i F.e.r.s. 2007 – 2013 per i beni culturali, assegnati dalla regione Campania alle vicine Avella e Cimitile e non a Nola. Un’assenza che taglia Nola fuori da quell’ideale e naturale circuito di turismo archeologico dell’area nolana che lega Avella, Cimitile e Nola come principali tappe.
(Fonte foto: Rete Internet)

Approvato il finanziamento di 2.500.000 euro per la Reggia di Portici

0
L’assessore al Patrimonio Lafranco: “Le risorse serviranno per la ristrutturazione dello scalone principale e la pinacoteca”.

 Approvato il finanziamento regionale per la valorizzazione del patrimonio culturale della Reggia di Portici. Un finanziamento di 2.500.000 euro che l’Ente di Palazzo Santa Lucia ha concesso al complesso culturale ed artistico di Portici ed Ercolano che si prepara a programmare la valorizzazione nel dettaglio della pinacoteca del complesso architettonico.

Un altro successo per l’amministrazione provinciale, guidata dal Presidente Antonio Pentangelo, dopo l’acquisizione a patrimonio dell’Ente dei locali della Reggia che nella prima decade di Dicembre verranno aperti al pubblico dopo i lavori di manutenzione ed adeguamento, e dopo la convenzione stipulata con l’UniversitĂ . Il 24 ottobre la Regione Campania ha comunicato che il progetto “Valorizzazione e messa in rete del patrimonio culturale nell’area vesuviana – grande attrattore: “La Reggia di Portici, gli Scavi di Ercolano, il Mav” è stato ammesso al finanziamento per 2.500.000 euro.

Ieri la comunicazione ufficiale e questa mattina il tavolo di programmazione tra i partner. L’incontro si è tenuto nella sala della Presidenza della Provincia di Napoli alla presenza dei rappresentanti di Palazzo Matteotti: l’assessore al Patrimonio Massimo Lafranco, l’assessore ai Beni Culturali Francesco De Giovanni , il sindaco del comune di Ercolano, Vincenzo Strazzullo, il Preside della FacoltĂ  di Agraria e il Direttore del Dipartimento di Agraria Paolo Masi. Durante l’incontro si è discusso delle opere da mettere in campo, nel dettaglio il finanziamento servirĂ  a ricoprire le spese per la ristrutturazione e l’apertura dello scalone principale della Reggia e il recupero della pinacoteca. Nello stesso progetto previsti interventi anche per gli Scavi di Ercolano e il Mav che rientrano nel circuito di valorizzazione del sito culturale.

“E’ un altro tassello che si unisce al lavoro di valorizzazione e recupero della Reggia di Portici – ha spiegato l’assessore Massimo Lafranco – questa amministrazione è impegnata nel lavoro di recupero e valorizzazione dei beni culturali, dell’immane patrimonio che il nostro territorio ha il vanto di custodire e che possano rilanciare l’attivitĂ  turistica ed economica delle due cittĂ . In un mese abbiamo attivato e completato le procedure di convenzione con l’Ente Provincia, i tecnici e dirigenti provinciali continuano a seguire passo per passo i lavori di adeguamento e la sinergia con universitĂ , comune e ministero sta sottolineando l’ottimo lavoro a beneficio della cittĂ ”.

Torre del Greco accoglie la reliquia e il busto di S. Antonio da Padova

0
Al Santuario Maria SS. del Buon Consiglio hanno fatto ingresso la reliquia e il busto del Santo. Tanti i momenti di preghiera organizzati per i fedeli e gli incontri di catechesi con scuole, comunitĂ  ed ammalati.

 Sabato 9 novembre 2013, alle ore 17:30, al Santuario-Parrocchia Maria SS. del Buon Consiglio di Torre del Greco, hanno fatto ingresso la reliquia e il Busto di S. Antonio da Padova. In una chiesa gremita di fedeli, si è tenuta la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Padre Luciani, Custode della Reliquia.

Dall’8 al 16 novembre, i pellegrini potranno raccogliersi in preghiera recandosi al Santuario mariano in localitĂ  Leopardi dove, don Ciro Sorrentino, parroco del Santuario, al termine dell’Anno della Fede, ha predisposto, in condivisione con la comunitĂ  parrocchiale del Santuario, fondato da don Raffaele Scauda, una settimana intesa di momenti liturgici. Alle celebrazioni eucaristiche parteciperanno anche alcune comunitĂ  parrocchiali del territorio le cui chiese sono dedicate a S. Antonio, dottore della Chiesa, taumaturgo che decise, dopo la sua ordinazione sacerdotale, di entrare a far parte dell’Ordine dei Frati francescani.

Non mancano, inoltre, momenti d’incontro di catechesi con le Scuole, Opere Pastorali, ComunitĂ , Centri del Vangelo e Gruppo III, Giovani e GVS, ammalati della parrocchia e dell’Ospedale di Boscotrecase, per rievocare la figura di S. Antonio da Padova, uno tra i Santi più venerati dai cattolici. Venerdì 15 novembre, la solenne celebrazione eucaristica delle ore 18:00 sarĂ  presieduta da S. Ecc. Mons. Lucio Lemmo, Vescovo Ausiliare di Napoli. Alle ore 19:30, nella sala Ursi, sarĂ  proiettato un film/documentario sulla vita di S. Antonio. Sabato 16 novembre, dopo la celebrazione della S. Messa delle ore 18:00 è prevista la partenza della Reliquia del Santo.

Faccia a faccia tra Mancuso e gli ambientalisti di Acerra

0
Ieri confronto nella procura di Nola tra il capo della magistratura inquirente locale e le associazioni di uno dei territori dove regna il cancro. Consegnata una relazione zeppa di denunce. Rimaste lettera morta, per anni.

 Decenni di occultamento di rifiuti tossici nei terreni di uno dei territori più inquinati della Campania, l’agro acerrano. Decenni di ecomafie, di inquinamento industriale e di abusi finiti in una relazione consegnata ieri mattina al procuratore capo di Nola, Paolo Mancuso.

Il documento è stato messo nelle mani del massimo esponente della magistratura inquirente nolana dalle associazioni ambientaliste di Acerra: “Comitato donne del 29 agosto”, “Osis”, “Endas Acerra”, “Guardie ambientali Campania”, Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio. Il colloquio tra gli ambientalisti acerrani e il dirigente della magistratura inquirente giurisdizionale è durato poco meno di un’ora. All’attenzione di Mancuso sono finite numerose denunce alla Procura depositate negli ultimi dieci anni. Un elenco incredibile di violenze e abusi di ogni genere perpetrati ai danni del più vasto territorio dell’hinterland napoletano dopo quello di Giugliano.

Tra le questioni più scottanti messe in evidenza c’è quella dell’utilizzo dei pozzi agricoli, dichiarati inquinanti e quindi inutilizzabili dallo stesso comune di Acerra, con un’ordinanza specifica emanata nel 2005 dall’ex vicesindaco Carmine Riemma. Ordinanza che non è mai stata applicata. Altra vicenda: l’uso degli elicotteri per il trasporto personale nel territorio urbanizzato della provincia da parte degli imprenditori Pellini, un gruppo aziendale specializzato nello smaltimento dei rifiuti di ogni sorta. I Pellini quest’anno sono stati condannati in primo grado dal tribunale di Napoli per traffico illecito di rifiuti. Ma sulle loro attivitĂ  imprenditoriali gli ambientalisti hanno lanciato l’allarme alla magistratura. Non è finita.

Le associazioni hanno segnalato a Mancuso anche l’esistenza nel territorio acerrano di industrie che utilizzano sostanze non adeguatamente controllate per alimentare la loro attivitĂ . In un esposto è stata segnalata infatti la situazione che coinvolge la FRI-EL, un generatore di energia elettrica ubicato nell’area industriale di Acerra, che utilizza olio di palma per il suo ciclo produttivo. Un uso di biomasse che gli ambientalisti della zona hanno sempre contestato. Secondo i risultati delle analisi effettuate dal laboratorio merceologico della Camera di commercio di Napoli l’olio utilizzato dalla FRI-EL contiene quantitativi, anche se minimi, di policlorulobifenile, il “PCB”.

Ennesimo problema: il via libera conferito dalla regione Campania alla societĂ  Eco-drin, per la realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti pericolosi nell’area industriale di Acerra. Un progetto non ancora attuato e che è stato motivo di pesanti polemiche politiche. In base alle specifiche dell’autorizzazione regionale la Ecodrin potrĂ  infatti stoccare sostanze pericolose come l’amianto e altri scarti tossici. Ma il faccia a faccia è stato anche puntato sull’inceneritore. ”La procura di Nola- ha spiegato il procuratore capo Mancuso- esegue il controllo periodico delle emissioni dell’inceneritore: è tutto a posto”.

Tre settimane fa il vicepresidente della Camera dei deputati, Luigi Di Maio, ha presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata al ministero dell’Interno e a tutto il governo, particolarmente scottante. Nel documento l’alto esponente del Movimento cinque stelle sostanzialmente stigmatizza l’operato della magistratura e delle forze dell’ordine nel territorio sotto la giurisdizione della procura del tribunale di Nola. Da quel momento sono scaturite polemiche culminate con l’incontro tra il massimo rappresentante della magistratura locale e gli ambientalisti di uno dei territori più devastati d’Italia. Ambientalisti che a ogni modo, dieci giorni fa, avevano inoltrato alla procura di Nola la richiesta di incontro con Mancuso.