Di alcuni suoi amici diceva Karl Kraus: certe volte nell’abbracciarmi mi stringono tanto che mi viene un sospetto: vuoi vedere che stanno prendendo le misure per strangolarmi ? Ma si sa: Kraus era un cinico con la tendenza a esagerare:..
Alcuni amici mi raccontano una storia e mi sfidano a risolvere un indovinello. Ma parliamo prima della storia. E’ sera. All’improvviso in una strada si spengono le luci pubbliche. E fin qui non c’è nulla di strano. Capita da anni a Ottaviano. Semmai, la stranezza sta nel fatto che le luci erano accese. Un signore si affaccia al balcone, cerca di capire cosa è successo. Vede che il buio è rotto dalla luce dei fari di un’auto ferma: e nel fioco chiarore si delinea, vaga, la figura di un uomo che sta inginocchiato davanti a una centralina elettrica e armeggia tra le spie luminose e le leve del pannello operativo. Si incuriosisce, il tizio sul balcone: chi è questo misterioso armeggiatore?
Non si sa se si sporge dal balcone o si butta in strada (si butta nel senso che scende ): si sa solo che egli scopre l’identità dell’ uomo in ginocchio: è il sindaco Luca Capasso. Esulta, quel tale: il sindaco sta provvedendo con le sue mani a ridar luce alla strada e a chi vi abita. E corre, quel tale, ad annunciare la buona novella su un social network, e fa notare, quel tale, che il sindaco ha operato da solo, che non l’accompagnavano né claque né fotografi. Concluso il racconto, gli amici mi domandano: secondo te, chi è questo tale?
E io li mando a quel paese, “ inventatele meglio ” dico. Il signore al balcone… il sindaco davanti al pannello.. Non ci credo. So che il sindaco Capasso è sempre presente, che sta sul problema, come si dice: ma che metta le mani, nel buio, sul pannello di una centralina elettrica..via, non posso crederci….cosa capisce di impianti e di sistemi elettrici ? E se anche ne capisse qualcosa, se anche avesse frequentato un corso di tecnico specializzato, il gestore dovrebbe autorizzarlo ad aprire la cabina e ad azionare le leve del pannello.. Ma no, mi state raccontando una balla. Gli amici insistono: è la verità, non abbiamo inventato nulla. Ci sono le prove: e sorridono. E va bene, dico.
Ammettiamo che la storia sia vera. L’avv. Capasso è un politico, un penalista e un uomo di mondo: è mai possibile che non sappia che certi comportamenti, che oggi suscitano entusiasmo e applausi, domani, quando finirà la stagione del feeling e della luna di miele con l’opinione pubblica, verranno sfruttati in chiave comica, ispireranno caricature e battute sarcastiche ? Ma alla fine è il sindaco stesso che mi costringe a sospettare che la storia del pannello non sia tutta una panzana.
Nel verbale del consiglio comunale che si è tenuto il 21 ottobre è registrato questo racconto dell’avv. Capasso “ Per quanto riguarda la problematica dei rifiuti, io e il consigliere Marigliano, da quando siamo stati insediati, facciamo le 4 di mattina, le 5 di notte; stiamo girando per tutti i siti più pericolosi, però, purtroppo, non è facile perché imboscarsi in alcune terre per aspettare che il pollo viene a depositare il rifiuto non è sempre facile. Non a caso l’altra notte stavamo a Piazza Batta e come ce ne andammo la mattina alle 6 sono andati a scaricare residui di stoffe cinesi “.
C’è qualcosa che non funziona nella trascrizione degli interventi in consiglio comunale: forse il sindaco ha detto “ via Zabatta ” , e la via nel verbale è diventata “ Piazza Batta ”. Ma il resto è chiaro, al di là di una idea pittoresca e balzana del tempo, che assegna le 4 al mattino e le 5 alla notte. E’ tutto chiaro: immagino appostamenti doppi: i “ polli ” spiano i movimenti di chi sta nascosto ad aspettare i “ polli ”; immagino i rischi che corrono i due uomini “ imboscati ”, di notte, dietro una siepe: accovacciati ? stesi a terra ? in piedi ? E se arriva non un “ pollo ” solitario, ma una schiera di “ polli ”, che fanno i due audaci ?
Aperta la seduta del 21 ottobre, il presidente del consiglio comunale, sig. Simonetti, che come si sa, è un grande amico dell’ avv. Capasso, annuncia che i sindaci di Ottaviano, Somma Ves.na, San Felice a Cancello e Pollena si sono riuniti per fissare i termini della partecipazione al “ Patto dei Sindaci ” e hanno individuato nel Comune di Ottaviano il Comune capofila. “ E’ un segnale forte – dice il sig. Simonetti – per il quale il Comune di Ottaviano riprende il proprio status non più di Comune di secondo piano, ma all’avanguardia nella partecipazione a progetti e a programmi ” relativi alla tutela dell’ambiente. E la cosa ci fa piacere. Ma perché la notizia ai consiglieri non l’ha data il sindaco ? Appena eletto presidente del consiglio comunale, il sig. Simonetti dichiarò che durante la campagna elettorale “ una mano invisibile “ aveva cercato “ in qualche modo di sminuire la figura del candidato sindaco Luca Capasso “, e che c’era “ una parola abbastanza grave che riguarda tutto il Consiglio: i debiti elettorali. “ .
Ma il sig. Simonetti spazzò via l’ingombrante “ parola “ e rassicurò tutti: “ L’ Amministrazione Capasso nel suo complesso non ha debiti con nessuno, l’ Amministrazione Capasso non è ricattabile da nessuno, sia chiaro. “. I teorici dell’argomentazione osserverebbero che non era quello il momento di affrontare il delicato tema, e che, in ogni caso, toccava al sindaco, se l’avesse ritenuto opportuno, introdurre l’argomento. Ma fu l’affetto a spingere il sig. Simonetti a fare quella dichiarazione. A sollevare il problema. A incuriosirci. Chi è questa “ mano invisibile “ ? Ci sono debiti elettorali ? E, ammesso che la storia della centralina elettrica sia vera, chi è il signore del balcone ?

