Sant’Anastasia, panchine rosse e muro delle bambole: eventi per dire no alla violenza

La piazza di Madonna dell’Arco ed il Pacioli sono stati al centro dei due eventi realizzati per contribuire a dare valore alla Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne: due panchine rosse in piazza Siano e piazza Arco, con la Commissione Pari Opportunità; il muro delle bambole, con l’associazione Love for Sant’Anastasia. Eventi cui ha partecipato il sindaco Lello Abete, gli assessori Palmarosa Beneduce, Carmen Aprea e Mariano Caserta. In entrambi gli eventi interventi qualificati hanno messo a fuoco sotto vari aspetti, psicologico, sociologico, culturale e didattico, la necessità di informare ed educare a conoscere i primi segnali della violenza di genere, a contrastarla ed a denunciarla senza timore, a parlarne in famiglia, a scuola, nei punti di ascolto, alle Forze dell’Ordine. In collaborazione con la Croce Rossa – Comitato di Napoli, sede di Sant’Anastasia, la CPO (Mariangela Spadaro, Luisa Merone, Marianna Barca, Lucia Busiello, Lilly Milosa, Carolina Marciano, Maria Maione, Stefania Ferraro) ha inaugurato la panchina rossa di piazza Arco. “Questa giornata passerà, ma resteranno molte cose. La panchina, innanzitutto, che riporta il numero di emergenza da contattare in caso di difficoltà, il 1522. La sinergia messa in campo, ha reso possibile attuare – dice Stefania Ferraro – una campagna significativa, con le due panchine rosse nelle piazze, con imprenditori che hanno accettato di buon grado la proposta di emettere scontrini con il numero di emergenza e rispondere con entusiasmo “ma io non lo tolgo più”. Al Pacioli, il Dirigente Antonio De Michele ha salutato la sala gremita di alunni, oltre a professori e genitori, rimarcando l’importanza del ruolo educativo della scuola e del Pacioli che si arricchirà della collaborazione dell’Associazione Il coraggio di Briciola, per incentivare la crescita nei discenti di valori che, tra l’altro, sono alla base della non violenza. Il convegno dal titolo “My Dolly”, organizzato dal presidente Mimmo De Simone con i membri della sua associazione “Love for Sant’Anastasia”, è stato molto seguito dagli alunni del Pacioli, attenti al tema trattato ed agli interventi del sindaco, della vice-sindaco Carmen Aprea, della presidente dell’Associazione Il coraggio di Briciola dott.ssa Sonia Ferrara, del giornalista Francesco De Rosa e della sociologa Grazia Tatarella. “I due eventi, entrambi riusciti grazie all’impegno dell’assessore alle P.S. Palmarosa Beneduce, della CPO e dell’ass.ne Love for, hanno dato voce al nostro NO alla violenza sulle donne ed alla violenza di genere, fenomeni radicati in una cultura che tale non è. Purtroppo – dice il sindaco Lello Abete – ancora oggi assistiamo al verificarsi di femminicidi, per cui è necessario l’impegno di tutti e delle scuole in special modo per rendere manifesta la volontà di contribuire a costruire una società più giusta, in cui le buone prassi, il rispetto, l’aiuto reciproco siano basi solide sulle quali intessere rapporti veri di convivenza civile”.

Somma Vesuviana, vandalizzata tendostruttura in piazza Vittorio Emanuele III

Il sindaco Salvatore Di Sarno: “Sono facinorosi che dovrebbero stare nei ghetti, andrò personalmente a prenderli a casa non appena le riprese delle videocamere di sorveglianza ci diranno cosa è accaduto e chi è stato”.  Vandalizzata la tendostruttura montata appena qualche giorno fa in piazza Vittorio Emanuele III, una struttura di circa 1120 metri quadri che il sindaco Salvatore Di Sarno e l’assessore agli eventi Daniela Garofalo hanno voluto, autorizzandone l’installazione, affinché ospitasse una pista di pattinaggio sul ghiaccio, i mercatini di Natale e un palco per gli spettacoli, dando così spazio anche agli artisti locali e ad altri eventi. «Una sorpresa per un Natale col sorriso» era stata la presentazione dell’iniziativa sui social, ma la sorpresa, meno piacevole, l’hanno avuta proprio gli amministratori: durante la notte tra sabato e domenica, ignoti vandali hanno metodicamente praticato squarci, usando evidentemente un coltello o una qualsiasi altra arma da taglio, lungo tutto il perimetro della tendostruttura. Un danno non ancora quantificato e che sarà comunque a carico del Comune, dunque dei cittadini di Somma Vesuviana. Il sindaco Di Sarno ha voluto reagire con un messaggio video diffuso sui social e che, dopo poche ore, superava già le diecimila visualizzazioni: «Qualche facinoroso che non tiene a Somma Vesuviana ha commesso un grave reato causando danno alla città – ha esordito di Sarno – ma saranno tutti individuati e denunciati perché in questa piazza sono installate telecamere funzionanti e, non appena saprò chi è stato, andrò io stesso a casa di questi vandali, bastardi che dovrebbero stare nei ghetti perché in mezzo alla gente non sanno vivere». Stando al videomessaggio del primo cittadino, l’ipotesi non è quella di mero vandalismo. «Non è una sciocchezza commessa da bambini o ragazzini – prosegue Di Sarno- ma è un’azione ben precisa commessa da qualcuno per mandarci un messaggio: ebbene, se hanno il coraggio venissero a dircelo in faccia, noi non abbiamo timore». Di Sarno ha poi fatto appello ai responsabili, invitandoli ad andare in municipio per autodenunciarsi, prima che la loro identità sia resa nota attraverso le riprese delle telecamere di videosorveglianza.  Da Palazzo Torino fanno sapere, in ogni caso, che il programma degli eventi natalizi resta invariato: la tendostruttura sarà riparata e ospiterà tutti gli spettacoli e le iniziative già programmate.

Era ora!

Il Napoli vince ad Udine con molta sofferenza. Ci voleva, dopo tanto spettacolo Era ora che arrivasse un calcio un po’ così, con le vittorie per 1 a 0, col rigore sbagliato e poi azzeccato last minute, con gli avversari a chiedersi se il rigore ci fosse davvero. Non ne potevamo più del bel gioco, delle trame perfette, delle azioni in velocità che non ti fanno stare quieto sulla sedia o sulla poltrona e ti fanno balzare in piedi sì, ma non abbastanza da alzare le braccia, saltellare ed esultare perché manca il gol. E mentre lo scriviamo, sappiamo che non è vero: non si è mai sazi di Sarrismo, non si è mai abbastanza contenti di vedere il Napoli destreggiarsi (e farlo, paradosso, soprattutto a sinistra) meravigliosamente. E tuttavia la vittoria contro l’Udinese, arrivata in questo modo così stitico, serve a tenere il Napoli in testa, a confermare una difesa solida e un carattere che negli anni passati mancava, a guardare con fiducia al futuro. Non è poco: inizia da ora il conto alla rovescia che porterà alla partita contro la Juventus ed affrontarlo con una certa serenità d’animo non guasta affatto. Sappiamo, infatti, che comunque dovesse andare la partita di venerdì 1 dicembre, gli azzurri resterebbe ancora sopra i bianconeri. Piuttosto, un passo falso mettere in condizione l’Inter di farsi ancora più sotto, se non addirittura di sorpassare il Napoli. Insomma: l’obiettivo di venerdì sarà battere la Juve per tenere lontana l’Inter. Chi l’avrebbe mai detto.

Guardie e ladri

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L’Italia è proprio uno stranissimo Paese. Solo da noi può capitare che uno come Berlusconi, condannato in via definitiva a 4 anni per frode fiscale, e quindi riconosciuto dalla giustizia italiana ladro e delinquente, ma con altri processi ancora in corso, indichi come Presidente del Consiglio un Generale dell’Arma dei Carabinieri.

Totò e Aldo Fabrizi facevano ridere di più.

A Pollena Trocchia focus sulla violenza di genere

L’Aula Falcone Borsellino ha accolto un momento di importante riflessione sulla violenza di genere nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne.   La violenza sulle donne dai numeri altissimi, ancora una realtà troppo attuale. Sono oltre 100 all’anno quelli che ormai hanno un nome proprio: i femminicidi, vergognosa realtà che miete quasi una vittima ogni tre giorni. Stupro, stalking, molestia fisica, quella psicologica subdola e infima. Se ne è parlato anche a Pollena Trocchia nella giornata mondiale contro la violenza sulla donna. L’aula Falcone Borsellino dalle ore 17  era già gremita di ascoltatori pronti a un dibattito necessario a tenere sempre alto il faro dell’attenzione su un argomento presente e doloroso. Il comune di Pollena Trocchia, in collaborazione con L’Associazione Graffito d’Argento e Rosa Bianca, si è stretto in un momento di discussione che ha messo a confronto la giornalista e criminologa Francesca Beneduce, la sociologa Giuseppina Iorio, Tina Bianco presidente dell’associazione Rosa Bianca, che si batte contro  la violenza di genere e per la difesa dei diritti umani, la giornalista Teresa Lucignano, l’assessore alle pari opportunità del comune di Pollena Trocchia Margherita Romano, l’assessore alle politiche sociali Pasquale Fiorillo, il sindaco Francesco Pinto. In collegamento telefonico attraverso Rosa Bianca, si è potuta ascoltare la testimonianza di un padre separato che ha raccontato la sua esperienza mostrando l’altro lato della stessa medaglia, anche gli uomini subiscono, forse in numero minore, ma la violenza spesso riguarda anche loro, soprattutto in caso di separazione quando ci si scontra per l’affido dei figli. Importante il tassello aggiunto dall’assessore Pasquale Fiorillo che ha comunicato che il centro antiviolenza di Pollena, molto attivo sul territorio, parteciperà all’avviso regionale S.V.O.L.T. E. che consentirà di accompagnare chi vi si rivolge, verso percorsi di tirocinio formativo, con l’obiettivo di inserire le vittime nel circuito lavorativo. Un punto di riferimento è importante, individuare una mano di cui fidarsi per uscire da un tunnel: «Trovate una persona seria, di riferimento -ha aggiunto la dottoressa Beneduce- alla quale raccontare le eventuali violenze, che non sono solo fisiche. Bisogna educare dalla scuola, non solo i bambini ma anche i genitori. Noi oggi deficitiamo di punti di riferimento seri» Proprio i bambini sono stati felicemente partecipi della serata. L’Istituto Comprensivo Donizetti ha aderito con poesie e cartelloni, lavori che hanno dimostrato quanto sia essenziale parlare, confrontarsi. Presenti anche gli studenti dell’Istituto Alberghiero Tognazzi De Cillis, che hanno accolto i partecipanti all’ingresso. Nonostante la serata dal freddo intenso, in tanti hanno seguito la fiaccolata silenziosa partita al termine dell’incontro che dal comune giungeva in Piazza Amodio, terminando presso la sede dell’associazione al Corso Umberto 1°. Importante il sostegno di ogni partecipante, come il nucleo di protezione civile Fire Fox sempre presente alle iniziative che coinvolgono cittadini e istituzioni, la Croce Rossa, il gruppo Sanitalia, la collaborazione del promoter Giuseppe Romano. Essenziale il messaggio dell’assessore Margherita Romano: «C’è bisogno di tenere alta l’attenzione anche da parte delle istituzioni. C’è bisogno di norme più severe, di educare i bambini al rispetto, E soprattutto che l’attenzione sia alta sempre non solo il 25 novembre»

Pompei. Nascondeva più di un chilo di droga in casa: in manette 28enne

I carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate hanno tratto in arresto un 28enne di Pompei, Luigi  Sorrentino,  avendolo trovato in possesso di un chilo e 700 grammi di marijuana e 4.000 euro in contante, il tutto nascosto a casa. Il ragazzo è stato arrestato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio e, dopo le formalità, tradotto in carcere.

Sant’Anastasia, piano urbanistico comunale. L’associazione neAnastasis: “Speriamo bene”

Ci siamo già occupati più volte, come associazione, del Piano Urbanistico di Sant’Anastasia, il cui incarico per la redazione risale al 2010. Nonostante il lungo tempo trascorso, detto Piano è attualmente in una fase di stand-bye. L’attuale Amministrazione Abete, subentrata a quella Esposito che ne aveva dettato le linee programmatiche, riscontra difficoltà a completarne l’iter d’approvazione. Con quest’articolo vogliamo chiarire quali siano, a parer nostro, le motivazioni che rendano non condivisibile l’impostazione generale del Piano. Per chiarire queste motivazioni, partiamo un po’ da lontano e precisamente dal 2003, anno in cui venne promulgata la nota legge n. 21 sulla zona rossa ad alto rischio vulcanico (Sant’Anastasia è inclusa in tale zona). La legge prescriveva non solo il divieto di qualsiasi incremento dell’edificazione a scopo residenziale (art. 1), ma anche l’obiettivo, attraverso la redazione di un piano strategico operativo (PSO), di decomprimere la densità abitativa esistente attraverso programmi d’interventi e opere finalizzate allo scopo (art. 2), tant’è che fu erogato un incentivo di trentamila € a inquilini residenti nella zona rossa per acquisto di alloggi al di fuori di questa zona e in cui portare la propria residenza. Nel 2009 è promulgata la L.R. n.19 con cui, all’art. 5, si consente l’aumento, entro il limite del 35%, della volumetria esistente degli edifici residenziali per interventi di demolizione e ricostruzione all’interno dell’area nella quale l’edificio esistente è ubicato e di proprietà del soggetto richiedente. L’aumento è consentito su edifici ubicati –  all’esterno delle aree classificate a pericolosità o rischio idraulico e da frana elevata – all’esterno delle aree definite a rischio vulcanico. Per la realizzazione dell’aumento volumetrico è obbligatorio l’utilizzo di tecniche costruttive che garantiscano il contenimento dei consumi energetici e il rispetto delle norme per le costruzioni in zona sismica. Tutto bene e condivisibile sin’ora, sennonché, con l’art. 11bis della successiva L.R. 1/2011, è incentivata la delocalizzazione, nell’ambito dello stesso comune o in altri comuni limitrofi, di edifici residenziali contenenti unità abitative destinate a prima casa ricadenti nelle aree classificate a pericolosità o rischio da frana molto elevata, per quanto riguarda il rischio idrogeologico, con il mantenimento della premialità volumetrica del 35%, e nella zona rossa per quanto riguarda il rischio eruzione del Vesuvio, con la condizione, in questo caso, che almeno il 50% della volumetria originaria sia destinata a uso diverso dalla residenza. Il proprietario dovrà provvedere alla demolizione dell’edificio originario, al ripristino ambientale dell’area di pertinenza e relativo trasferimento al patrimonio del comune. Comprensibile l’incentivazione alla delocalizzazione degli edifici residenziali ricadenti in zone a rischio frana, basta spostarsi da tali  zone per eliminare il pericolo. Ben venga la premialità volumetrica del 35%  per favorirla, anche se riteniamo che da sola non sia sufficiente alla scopo, occorrerebbe, a parer nostro, erogare anche un consistente aiuto economico. Incomprensibile, invece, l’estensione alla zona rossa a rischio eruzione vulcanica e con la penalità della riduzione del 50% della volumetria residenziale originaria. Chi sarebbe disposto, a proprie spese, ad abbattere la propria residenza, ripristinare l’area di pertinenza, trasferirla al comune, costruirsi una nuova casa al 50% del volume residenziale originario e soggiacere a rischio eruzione inalterato? Non ne parliamo poi se tali considerazioni siano estese ai fabbricati condominiali. Come si sa, il rischio Vesuvio si attenua soltanto riducendo la popolazione residente nella zona interessata alle probabili colate del magma, popolazione che occorre rapidamente traslocare altrove per metterla in sicurezza, in caso di evento. Da qui la necessità di ridurre la densità della popolazione residente nella zona rossa, obiettivo prioritario della legge 21/2003. Approfittando di questo pastrocchio legislativo (ci scusiamo per il termine), lo studio Benevolo ha redatto il Piano Urbanistico (PUC) di Sant’Anastasia prevedendo una progressiva delocalizzazione di parte del tessuto urbano, attualmente accentrato prevalentemente sull’asse Sant’Anastasia centro- Madonna dell’Arco, sull’asse Romani-Ponte di Ferro-Starza, con abbattimenti e ripristino dell’area di sedime o ristrutturazione con cambio di destinazione d’uso (chiaramente da abitazione ad altro) degli edifici ivi costruiti tra gli anni ’60 e ’80 del secolo scorso. In entrambi i casi, la funzione di residenza eliminata sarebbe trasferita a valle, sull’asse appunto Romani-Ponte di Ferro-Starza. Su quest’asse sarebbe costruita una nuova città, piena di parchi verdi e piste ciclabili e pedonali, una città giardino, come viene definita. Una soluzione di fantasia per assecondare le direttive dell’ex sindaco Esposito che si batteva per l’abolizione della zona rossa e il ripristino delle attività edificatorie, come promesso in campagna elettorale. Riteniamo, infatti,  che l’escamotage escogitato da alcuni consiglieri regionali, suoi amici, con le modifiche legislative che abbiamo illustrato all’inizio, ha ben poco possibilità di trovare applicazione pratica. Ora la patata bollente del PUC è passata nelle mani della nuova amministrazione comunale che ha obiettive difficoltà a trovare un percorso di soluzione, come abbiamo potuto verificare in un convegno pubblico da noi organizzato ad aprile di quest’anno sul tema, cui ha partecipato sia il sindaco sia l’assessore del ramo. Speriamo bene. Purtroppo il tempo a disposizione non è molto. Il PUC deve essere adottato entro il termine del 31 dicembre 2018 e approvato entro il 31 dicembre 2019. Decorsi tali termini, subentreranno i poteri sostitutivi (Città Metropolitana, Regione), art. 44 L.R. 19/2017. Grave smacco per la classe politica anastasiana se, a distanza di nove anni dall’incarico, dovesse verificarsi simile eventualità. Associazione civica neAnastasis

Gnocchi con funghi chiodini e fonduta di taleggio

Con ogni probabilità lo gnocco è la prima forma di pasta usata dall’uomo. Risulta infatti spontaneo mescolare a freddo un po’ di farina (derivante da miglio, panico, sorgo, farro, grano), con poca acqua, farne delle palline e cuocerle in acqua bollente. Gnocco è un termine longobardo (knohha, cioè nodo, nocca), d’epoca medioevale, esso definisce qualunque impasto di forma tondeggiante. Nei secoli passati e anche oggi in alcune zone, la parola gnocco e sinonimo di maccherone. Nel XIV sec. il Boccaccio quando nel Decamerone parla di: “maccheroni che rotolavano a valle di una montagna di formaggio grattugiato”, alludeva con ogni probabilità a una sorta di gnocchi. I primi erano a base di farina o di semolino, quelli con patate o mais vengono in uso solo verso al fine del ‘700. Da notare che con il passare del tempo la dimensione degli gnocchi si è andata riducendo. Siamo partiti da gnocchi grossi come uova per arrivare a gnocchetti piccolissimi a forma di conchigliette, arricciolati su se stesse per trattenere il condimento. Questo tipo di pasta si può trovare in numerose regioni d’Italia: canederli in Trentino, knodeln in Alto Adige, gnocchi cotti a vapore in Friuli Venezia Giulia, gnocchi di patate in Veneto, gnocchi alla bava in Piemonte, gnocchi alla lariana a Como, maccheroni di patate in Romagna, gnocchi alla romana nel Lazio. Gnocchi con chiodini e fonduta di taleggio
  •  Gnocchi (io li faccio con acqua, farina di semola di grano  duro e sale): 1 kg
  • Funghi chiodini: 300 gr (a me piacciono quelli, ma è  questione di gusti).
  • Panna da cucina: 200 ml
  • Taleggio: 200 gr
  • Burro: 30 gr
  • Latte intero: 50 ml
  • Olio EVO: 3 cucchiai
  • Prezzemolo tritato: 2 cucchiai
  • Aglio: 1
  • Sale, pepe q.b
Se usate i funghi surgelati, asciateli scongelare e sgocciolare ben bene. Tagliateli a tocchetti. Scaldate una padella anti-aderente e fateci saltare i funghi senza condimento fintanto che perdono tutta l’acqua. Aggiungete quindi l’olio, l’aglio schiacciato e il prezzemolo tritato. Salate e pepate (o aggiungete del peperoncino, se preferite). Fate cuocere su fuoco moderato per almeno 15 minuti, quindi aggiungete il latte e terminate la cottura. Portate ad ebollizione abbondante acqua, salate e cuocete gli gnocchi scolandoli bene non appena vengono a galla. Mettete in una ciotola adatta al micro onde la panna ed il taleggio a pezzi, un pezzettino di burro e mettete per circa 30 secondi nel microonde alla massima potenza. Mescolate bene il composto finché il taleggio è completamente fuso. Condite gli gnocchi con il sugo di funghi e la fonduta. Servite ben caldi.  

Pomigliano, inquinamento cinese: blocco del traffico sospeso a dicembre. Commercianti contenti ma dati ancora allarmanti

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Le polveri sottili continuano a tormentare la città più “cinese” della Campania ma non più con l’intensità dei mesi scorsi. Intanto il Comune di Pomigliano ieri sera ha ufficializzato la decisione di non bloccare il traffico nei fine settimana di tutto il mese di dicembre. Festività natalizie, dunque, senza più l’ordinanza che ha caratterizzato i week end del mese di novembre. Il provvedimento di stop alle auto sarà valido fino a stasera. Si tratta di un dispositivo che sta impedendo da quasi un mese la circolazione nei fine settimana delle auto fino a quelle Euro 3 nelle giornate di sabato e domenica e che si fa più restrittivo dalle 14 alle 21 della domenica attraverso un blocco “tombale” valido per tutte le vetture, anche quelle più recenti. E i benefici si sono visti. E’ stato infatti quasi certamente grazie al blocco delle macchine nel fine settimana che a novembre Pomigliano ha fatto registrare, secondo i dati delle centraline Arpac, “solo” 5 giorni di sforamento delle polveri PM10. Un dato che contrasta con la media più elevata fatta registrare nel mese di ottobre e, soprattutto, nel periodo estivo. A ogni modo con 98 giorni di sforamento ( il limite di legge si ferma a 35 giorni ) delle polveri sottili dall’inizio dell’anno Pomigliano resta purtroppo la città della Campania che risulta con la qualità dell’aria mediamente più scadente. Ma in questa brutta classifica compaiono ai primi posti altri comuni dell’hinterland orientale e settentrionale. Seguono Pomigliano infatti i comuni di San Vitaliano, con 89 sforamenti ( in questo comune la contaminazione ha sforato 23 volte dal primo novembre, praticamente tutti i giorni ), Volla (centralina di via Filichito ), con 65 sforamenti, Acerra zona Asi, con 51, Acerra scuola Caporale, con 47, Casoria, con 45, Caserta, con 39 e Napoli Stazione Centrale con 35 sforamenti delle PM10 dal primo gennaio. Intanto i commercianti di Pomigliano sono soddisfatti della decisione del Comune di non riproporre il blocco della auto durante il periodo natalizio. Tanto che l’associazione di categoria più rappresentativa della città, l’Aicast, ieri ha diramato un comunicato attraverso la sua pagina face book. « In comune accordo con l’amministrazione municipale – il messaggio dell’associazione – e visto il momento di crisi economica che attanaglia il commercio è sospeso il blocco del traffico per i fine settimana di dicembre ». Ma dal Comune si smentisce questa versione della provvedimento. « Non c’entra nulla il commercio – fa sapere l’ufficio comunicazione del sindaco Raffaele Russo – è un provvedimento di ordine tecnico: il blocco del traffico è stato sospeso semplicemente perché è allo studio la possibilità di modificare le regole, magari prevedendo le misure anti inquinamento “per quartieri”. Ma non è stato emesso alcun comunicato congiunto ». Nel frattempo nell’area storica della movida di Pomigliano, il centro vecchio, punto di ritrovo per i giovani del territorio a est di Napoli, sono pronte già da due mesi le strutture elettroniche della nuova ZTL, la zona a traffico limitato che cinge il perimetro dell’area dei baretti. Le attrezzature, telecamere e semafori, non funzionano ancora però. A ogni modo la sensazione diffusa è che soltanto attraverso drastici provvedimenti di limitazione del traffico automobilistico e di controllo delle emissioni industriali sia possibile combattere la piaga della contaminazione nell’hinterland.

Si inaugura “ M.Arte”, la mediateca d’arte del Novecento dell’ I.C. “A. D’Aosta” di Ottaviano.

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All’interno di un progetto finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, che coinvolge una trentina di scuole in tutta Italia , e tra queste l’I.C. “ A. D’ Aosta” di Ottaviano, l’arch. Marco Capasso ha installato  nel Chiostro della Chiesa del Rosario una mediateca dell’arte del Novecento.  E’ un’idea  di grande sostanza culturale.   Sabato 25 è stata ufficialmente aperta la mediateca d’arte del Novecento che Marco Capasso ha installato nella sede dell’I.C. “A. D’Aosta”, realizzando un progetto finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. L’arch. Marco Capasso ha ereditato dal padre, ing. Gaetano,  la geniale capacità di applicare all’arte la tecnologia del “virtuale” e la finissima sensibilità nel leggere e nello svelare a tutti la simbologia dei “luoghi”.  Il laboratorio “M.Arte” è stato installato, infatti, in un’aula del Chiostro del Rosario, arredata in modo tale da ricordare con immediatezza che l’ arte del ‘900 è un cantiere aperto, è una storia che si muove ogni giorno con ritmo tumultuoso. Il Chiostro stesso è un “luogo” storico: lo costruirono  nei primi anni del ‘600 i Domenicani  del Convento del Rosario e lo collegarono sia alla Chiesa,  scrigno di quadri e di sculture di notevole importanza, sia agli ipogei in cui riposano i resti dei Medici, principi di Ottajano. Il Convento divenne poi sede del Liceo  Classico “A.Diaz”, di cui l’ing. Gaetano Capasso fu allievo prestigioso, e oggi è interamente riservato alle classi e agli uffici dell’ I.C. “A. D’ Aosta”. Il  preside Michele Montella ha ricordato agli alunni, ai docenti, ai genitori – erano presenti  anche il prof.  Pesce, dirigente del  Liceo “A.Diaz” e il prof. D’ Agostino, dirigente del Liceo Scientifico “Torricelli” di Somma Ves.na –  ha ricordato, dicevamo,  che la cultura  trae proprio dalla conoscenza della storia e dalla consapevolezza della continuità dei suoi valori la forza ideale per aprire nuove strade, per avventurarsi in nuovi spazi, per vincere  le sfide che è chiamato ad affrontare chi si propone di esplorare le infinite forme dell’Essere. Il laboratorio multimediale sull’arte del ‘900 è una opportunità e una sfida: e il  “luogo” in cui è stato installato rappresenta visibilmente, con il suo corredo di memorie storiche, la complessità  e l’importanza di questa sfida. Il sindaco di Ottaviano, l’avv. Luca Capasso, ha sottolineato l’intensità dell’attenzione che l’ Amministrazione Comunale dedica alle scuole della città e alle attività culturali, ha garantito che si farà di tutto perché il Chiostro del Rosario venga sistemato in modo degno della sua storia passata e della sua funzione presente, ha rivelato che   l’Amministrazione e l’arch. Marco Capasso stanno progettando l’istituzione, nel Palazzo Medici,  di un Museo “virtuale”. Carmine Cimmino ha sottolineato il valore didattico del “M.Arte”, che non solo arricchirà di contenuti nuovi il bagaglio delle conoscenze degli allievi, ma consentirà ad essi di misurarsi subito con quelle categorie dello spazio, del tempo e dell’interiorità, e con la particolare sensibilità per i colori e per le forme  che costituiscono i fondamenti non solo dell’arte, ma di tutto il sistema culturale del ‘900. L’arch. Marco Capasso, infine, ha illustrato l’organizzazione del laboratorio e i criteri adottati per definire i contenuti, per scegliere le correnti e, all’interno delle correnti, gli artisti da proporre all’attenzione e all’analisi degli allievi.  Tutti  hanno potuto notare, durante la visita alla sala che ospita la mediateca, l’alta qualità e la raffinatezza dei “video”,  la “fedeltà” delle immagini, la meditata coerenza delle opere selezionate. L’iniziativa è importante e il nostro giornale seguirà  l’attività della mediateca con l’attenzione che merita un progetto culturale veramente innovativo.