Se trionfano i “Narciso”, i “qui comando solo io”, vuol dire che nella società è fiacco il senso della vergogna…..

L’egocentrismo esasperato si manifesta ormai a tutti i livelli del sistema sociale, anche tra i detentori del potere politico.  Quaranta anni fa Christopher Lasch previde che ciò poteva succedere solo in una società che avesse perso quasi del tutto il senso della vergogna, che è rispetto delle regole, consapevolezza di sé, rispetto degli altri, pudore. La società italiana si trova in questa condizione?   L’ essenza prima del “Narciso” è l’egocentrismo.  Il centro è solo lui, il resto è contorno: lui dice, lui fa, e,  prima che le cose accadano, lui sa che accadranno.  E dunque nessuno gli può dare consigli,  e nessuno può confrontarsi con lui. “ Confrontarmi? Con chi? Con chi non sa nemmeno un decimo di ciò che so io.  Nel confronto avrei sempre ragione io. Non lo dico per arroganza. E’ un dato di fatto.”. Il tipo è noto: non servono altre parole per descriverlo. Il ruolo che il Narciso svolge  ha contribuito a indicare con precisione tutti gli aspetti del personaggio, il lessico,  l’abbigliamento, i gesti, i vezzi. Christopher Lasch scrisse nel libro “ La cultura del narcisismo”, che è del 1979,  che il narcisista non ha interesse per il futuro, e ne ha poco anche per il passato: e tutto questo è la prova della miseria della sua vita interiore. In realtà, i “ Narciso” si trovano in ogni momento della storia e a più livelli della vita quotidiana: oggi, però, rappresentano un fenomeno dominante, controllano quote importanti del potere, comunicano attraverso i social, e qualcuno di essi ha a portato di mano, ogni giorno, il bottone che scatena la guerra nucleare. Ma nel libro del ’79  Christopher Lasch già lanciava l’allarme:: attenti!., se il narcisismo trionfa e raggiunge i vertici del potere,  vuol dire che nella società il senso della vergogna è assai fiacco. E Marco Belpoliti, autore di “Senza vergogna”, ci ricorda che nel 1995 Christopher Lasch, nel libro “La rivolta delle élite” parlò di psicologi e psicoanalisti americani,   che approntavano metodi di cura destinati a debellare,  nei  clienti “malati” di scarsa autostima, il sentimento della vergogna, ritenuto responsabile della “patologia”. Ma demolire la vergogna significa demolire  il codice di regole su cui si costruisce ogni gruppo sociale: “Mittete scuorno” era l’aspro monito che a quelli della mia generazione, colpevoli  di aver infranto anche la meno importante di  quelle regole, veniva rivolto dai genitori.  La civiltà omerica, scrive E. Dodds,  vedeva nell’ “aidòs, nel rispetto dell’opinione pubblica, la più potente forza morale” : è  questo “aidòs” – il termine significa vergogna, ritegno, pudore – che obbliga Ettore  ad anteporre ai doveri di padre e di marito quelli di primo difensore di Troia, ed è sempre quel sentimento che spinge Achille  a partecipare  alla spedizione  da cui sa che non tornerà. Eppure, proprio Achille  infligge una lesione gravissima all’ “aidòs” dell’eroe. Quando  Ulisse, incontrando la sua “ombra” nelle “case dell’Ade”,  esorta l’amico a non provare angoscia per la sua condizione di defunto, poiché tra i morti egli ha grande potere, come grandi erano stati gli onori che da vivo  gli avevano tributato i Greci., Achille gli risponde : “ vorrei da bracciante servire un altro uomo/  un uomo senza un podere, uno che non ha molta roba / piuttosto che dominare tra tutti i morti defunti” ( Odissea XI). Non credo che Ulisse si sia meravigliato della risposta: se l’aspettava. Il mio professore di Latino e di Greco, Antonio Portolano, diceva che il “viaggio” di Ulisse nell’Ade è uno di quei dieci passi della letteratura classica che  indicano già chiaramente i valori archetipi su cui verrà costruita la civiltà occidentale. La vergogna è connessa non solo a un sistema di regole, ma anche all’umiltà di chi si giudica colpevole di averle violate.  A ben vedere, anche le svergognate della letteratura, Medea, Didone, Francesca da Rimini, Madame Bovary, si ribellano alle norme in vigore perché vogliono sostituirle con altre norme, le norme dell’ Amore, che esse considerano più valide: e la storia dirà che le “svergognate” avevano ragione. C’è un aspetto della vergogna, il pudore, che ci spinge  a rispettare senza sosta i livelli della nostra misura e del nostro ruolo, e dunque, anche la misura e il ruolo degli altri: al pudore si accompagnano la riservatezza, il rifiuto netto di ogni forma di esibizionismo e di protagonismo: insomma  il pudore è la virtù che manca a Narciso. Nei prossimi mesi si vedrà fino a che punto ha ragione Marco Belpoliti quando scrive: “ Da Berlusconi a Trump: così un sentimento (la vergogna) è scomparso dall’orizzonte dei valori individuali e collettivi”.  ( L’Espresso, 10 dicembre 2017). C’è poi il significato “metafisico” che alla “vergogna” conferiva J.P. Sartre: ma lo spazio è finito, e sta per andare in onda una nuova indagine del giovane Montalbano. Immagine: J. Waterhouse, Eco e Narciso    

Lauro: vanno in scena nel castello Lancellotti le Storie d’inverno e il Bosco incantato.

Nelle sale del Castello Lancellotti le magiche emozioni di fiabe e leggende trasformate in uno spettacolo teatrale dai giovani dell’ Associazione culturale “Pro Lauro”.   Le serate del 29 e 30 dicembre sono state animate dai giovani dell’Associazione culturale Pro Lauro con uno spettacolo di fiabe e leggende riadattate e messe in scena nelle splendide sale del Castello Lancellotti. Le decine di visitatori e le tante famiglie venute al Castello hanno vissuto la magica emozione di essere condotti nelle antiche fascinose sale, nei giardini, la Cappella, la biblioteca dello splendido Maniero, avvolto dalla luce di una luna velata e da fioche fiaccole, quasi a celare il mistero della millenaria storia dei luoghi e a conferire un’atmosfera incantata e fiabesca. Una narratrice (Vittoria Pagano) introduce gli spettatori curiosi nell’ingresso della scuderia e subito fanno capolino i primi personaggi dello spettacolo: Bianconiglio (Enrico Acerra), dalla mimica insuperabile e Alice (Carmela Mensorio), dolce, sognatrice ma decisa fanciulla e così comincia il viaggio nel “paese delle meraviglie”, abitato da buffi ed estrosi personaggi, come il Cappellaio matto (Gaetano Maffettone), magistralmente interpretato, accusato di “ammazzare il tempo” che, per ripicca si ferma alle cinque, all’ora del tè; c’è anche la Regina di cuori (Emilia Ranaudo), poliedrica interprete, capricciosa e urlante, che sfida Alice ad una partita di scacchi. Entrano in scena pedoni, alfieri, torri, cavalli, re e regine: sull’enorme scacchiera a pavimento le abili mosse della sprovveduta Alice e l’abile esecuzione dei “pezzi” danno scacco al re e mettono in fuga la regina. Si fa buio, la musica da concitata diviene tranquilla e… Altra sala, altra storia: la Bella addormentata nel bosco. Flora (Vittoria Rega), Fauna (Roberta Perticari) e Serenella (Maria Russo), fate madrine, offrono alla neonata principessa Aurora(Ilaria Casoria) doni speciali, ma la fata Malefica (Bianca M. Corcione), per vendicarsi del fatto di non essere stata invitata alla festa, maledice la bimba, che morrà al suo sedicesimo compleanno, pungendosi con il fuso di un arcolaio. Meraviglia delle meraviglie l’allestimento della sala con l’antico strumento per dipanare le matasse! La storia di Aurora la seguiamo, di sala in sala: si punge, si addormenta, resta celata dai rovi che circondano il castello ma poi, arriva il Principe azzurro (Mimmo Russo), la bacia e la salva. Già, facile a narrarsi, ma la bravura dei giovani attori ne ha fatto un momento di magica illusione, di serena immedesimazione, di sognante trasfigurazione della realtà. Cambio di luci, di suoni e di ambienti e il Castello Lancellotti si offre come cornice ideale per l’ultima storia narrata nello spettacolo, quella di Robin Hood. Dopo un arresto e un interrogatorio piuttosto vivido di “colpi” da parte dello Sceriffo di Nottingham (Luigi Lauro) a carico di Little John (Mario Lanzaro), interviene Robin (Attilio Vona) , con la sua maestria nell’uso della spada, a salvare prima l’amico e poi la bella Lady Marian (Valeria Giuliano)dal perfido PrincipeGiovanni (Gabriele Pesapane). L’incanto delle serate, rappresentato mirabilmente dalle fate dei Libri (Valeria Napolitano e Francesca Volino) e che ha per qualche ora fermato il tempo, riportando tutti, adulti e piccini, ad una dimensione in cui fantasia, desideri e realtà si confondono amabilmente, è stato reso possibile grazie al lavoro serio, appassionato e tenace delle organizzatrici (Sara, Filomena, Valeria), che hanno curato i testi, riadattandoli alle esigenze dello spettacolo,  hanno disegnato  la scenografia, impreziosendo, se possibile, le belle sale del Castello di particolari suggestivi, hanno impostato, infine, una regia minuziosa e creativa, capace di coniugare il sorriso e la riflessione, l’emozione violenta e l’animo sereno, il senso delle storie e il loro significato. Prima di chiudere il sipario sull’evento, un grazie alle guide della Pro Lauro che hanno accolto e accompagnato i gruppi di visitatori con premura, al Bar Norge, che non ha fatto mancare il conforto di una bevanda calda e di un piccolo ristoro, e ai ragazzi del Liceo “Nobile- Amundsen” di Lauro, alla loro prima esperienza di alternanza scuola-lavoro che, col sorriso e la partecipazione, sono stati di aiuto e di sostegno all’intera manifestazione. .    

Parco Vesuvio, il presidente Agostino Casillo affida gli auguri per il 2018 ai social: «Anno terribile, ma abbiamo di nuovo centralità»

Agostino Casillo
Di seguito il testo che il presidente dell’Ente Parco ha rivolto ai «Vesuviani e alle Vesuviane». Care Vesuviane/i, Auguro a tutti voi e alle vostre famiglie un felice anno nuovo, che rappresenti per tutta la nostra comunità l’inizio di una nuova storia di rinascita e riscatto. L’anno che sta per chiudersi è stato per me uno dei più difficili ed impegnativi, sia dal punto di vista professionale che umano. Quando circa un anno e mezzo fa ho ricevuto l’incarico di Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio dal Ministro dell’Ambiente, ero consapevole della difficoltà che avrei dovuto affrontare: la guida dell’area protetta più complessa del nostro Paese, che oltretutto usciva da molti anni di commissariamento e di blocco amministrativo. Dopo i primi mesi di presidenza, con la fine del 2016, in cui è stato necessario chiudere la fase commissariale e mettere a punto una strategia di rilancio, il 2017 si era aperto con l’avvio di un programma di lavoro serrato. Lavoro che purtroppo è stato interrotto bruscamente da uno degli attacchi criminali più duri della storia del nostro Parco. In quei giorni drammatici di luglio è stata data alle fiamme una parte molto ingente del patrimonio naturalistico dell’area protetta. Un crimine efferato, che non ha colpito solo l’ambiente e la natura ma anche le coscienze e ferito l’orgoglio di tutto il popolo vesuviano. Dopo la fine dell’emergenza, ho vissuto momenti di grande sconforto, poiché era del tutto evidente che chi aveva appiccato il fuoco fosse intenzionato a fermare il processo di cambiamento che avevamo avviato. E’ stata dura dover subire anche l’attacco di chi ha voluto speculare politicamente e mediatamente sulla tragedia e di chi, magari inconsapevolmente, è caduto nel gioco dei nemici del Parco. Di quelli che, vivendo nell’illegalità e non sopportando le regole e le leggi che il Parco presidia a tutela dell’ambiente, hanno cercato di screditarne l’istituzione. Ma un uomo dello Stato ha il dovere di non fermarsi e di fronte alle difficoltà: deve rimboccarsi le maniche e riprendere il cammino. Così ho fatto e, anche grazie all’impegno prezioso di tutti i membri del Consiglio Direttivo ed al lavoro dei funzionari dell’Ente Parco, in meno di tre mesi abbiamo ridisegnato la strategia di rilancio, approvando “Il Grande Progetto Vesuvio”, stanziando circa 8 milioni di euro con l’approvazione del bilancio di previsione 2018 e avviando la fase di progettazione dei primi interventi di riqualificazione. Quasi un miracolo rispetto ai tempi della burocrazia italiana. Ora che il percorso è tracciato, lavoreremo con il massimo sforzo per realizzare i progetti nel minor tempo possibile. Ma il 2017 non è stato soltanto l’anno del terribile incendio ma anche l’anno in cui l’Ente Parco ha riacquistato la centralità che merita nel quadro istituzionale e che aveva perso. Ho lavorato con impegno per recuperare la relazione soprattutto con i Sindaci della Comunità del Parco, ma anche con gli enti sovracomunali come Città Metropolitana e Regione Campania. Il tema della tutela dell’area protetta e del rilancio del Parco è finalmente tornato al centro del dibattito politico del nostro territorio, dopo essere stato per anni marginale se non del tutto assente. Anche sul piano della promozione, su cui c’era stata una forte battuta d’arresto negli ultimi dodici mesi, come Ente Parco abbiamo messo in campo molte iniziative per la valorizzazione del territorio ed in particolare delle eccellenze enogastronomiche che esso esprime. Il 2017 è stato anche l’anno in cui il Parco si è aperto allo sport, grazie a due manifestazioni di livello nazionale, la Vesuvio Mountanibike Race e la Vesuvio Sky Marathon. Due eventi che hanno permesso a migliaia di sportivi di poter gareggiare in uno degli scenari più belli al mondo, con buone ricadute sull’indotto turistico. Sono molto orgoglioso del fatto che l’Ente Parco sia tornato ad investire in Educazione Ambientale (gli ultimi progetti erano fermi al 2007). Con la creazione della “Rete delle scuole del Parco” e l’avvio del progetto “Mille giovani per il Parco” è iniziato un percorso culturale ed educativo che coinvolgerà circa mille studenti delle scuole dei tredici comuni della Comunità. Prima di salutarvi vorrei rivolgere un ringraziamento particolare al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti per aver aiutato e supportato il percorso di rinascita che abbiamo avviato e per essermi stato sempre vicino, non solo dal punto di vista istituzionale, ma anche personale e umano. Questa è la Terra in cui sono nato e che amo da sempre e continuerò a lottare per lasciarla ai nostri figli migliore di come l’abbiamo ereditata.  

Ciro Sannino candidato alle Parlamentarie 2018, il già aspirante sindaco di Somma Vesuviana per il M5S prova la corsa a Montecitorio

Ciro Sannino
Sannino, avvocato e per due volte di seguito candidato sindaco alle amministrative cittadine parteciperà alle Parlamentarie 2018 del Movimento 5 Stelle. Le candidature dovrebbero essere tutte note entro oggi e si voterà a metà gennaio con un nuovo regolamento che consente alla società civile sinora non iscritta di poter partecipare alla fase elettiva. Ogni votante sulla piattaforma Rousseau potrà indicare 3 preferenze per la Camera e 3 preferenze per il Senato. Sannino ha annunciato sulla sua pagina Facebook la novità: «È con grande emozione che ho dato disponibilità alla candidatura per le elezioni politiche del 4 marzo 2018. Comincia una nuova battaglia dove ognuno di noi deve fare la propria parte. In questi anni ho avuto modo di conoscere delle persone meravigliose che hanno combattuto al mio fianco per ciò che ritenevano giusto. Siamo una comunità di attivisti ma, in generale, di persone che hanno a cuore il loro territorio e il futuro dei propri figli. È giunto il momento di fare nuovamente squadra e di continuare a lottare per quello che abbiamo sempre voluto: Un’Italia migliore per tutti. Faccio un grosso in bocca al lupo ai miei compagni di viaggio e alle persone che in questi giorni avranno la forza e il coraggio di mettersi in gioco, so che in ogni caso, contesto e ruolo daranno tutto per portare a casa il risultato. Ringrazio chi in questi anni mi è stato sempre vicino, mi ha spronato quando ero stanco e risollevato quando ero a terra. Comincia una nuova pagina bianca della nostra vita, scriviamola tutti assieme per mettere la parola fine ad un declino che la nostra meravigliosa Italia non merita. Ad Maiora»! Le candidature sono state ufficialmente aperte con una comunicazione del candidato premier M5S Luigi Di Maio sul blog di Grillo. «È ora di pensare in grande. È ora di andare al governo e fare quello che i partiti non hanno mai avuto la libertà di fare. Voglio fare un appello a tutti i cittadini di grande competenza ed esperienza, che sono stati esclusi dalla cosa pubblica perché al loro posto venivano piazzati i burocrati di partito. Queste persone vedano nel Movimento una possibilità di partecipazione irripetibile per cambiare il Paese». Sul blog si annuncia la nascita della ‘Associazione’ denominata ‘Movimento 5 Stelle’. Garante è Grillo, capo politico e tesoriere Di Maio. Il capo politico resta in carica per non più di due mandati da 5 anni ciascuno, e può essere sfiduciato dal Garante. Per gli eletti, sparisce l’obbligo a non associarsi con altri partiti. Multa da 100mila euro per chi abbandona gruppi per dissenso politico. Vale anche per chi viene espulso.  

Sant’Anastasia, ladri al London Park

Sono entrati nella notte, presumibilmente intorno alle 4 del mattino, i malviventi che hanno ieri messo a segno il primo furto dell’anno a Sant’Anastasia. L’obiettivo era il bar/pub di via Libero Grassi in stile inglese, a conduzione familiare, che sorge in un’area pubblica. Non sono ancora stati quantificati tutti i danni e i carabinieri hanno già effettuato un sopralluogo raccogliendo la denuncia dei proprietari, ma è certo che i ladri si siano introdotti all’interno superando i cancelli o le siepi che separano il parco dalla strada e che abbiano poi con estrema facilità avuto accesso all’interno del bar/pub arrivando al registratore di cassa che hanno danneggiato, svuotato e poi scagliato sul pavimento. Un’impresa da ragazzi giacché – per vincoli legati al bando pubblico che concede l’utilizzo del suolo in cambio della manutenzione dell’intera area verde accessibile ai cittadini – la struttura non può essere chiusa da muri o vetrate fisse, ma solo da tendaggi. Tavoli e sedie sono stati spostati ma pare che, oltre al furto della modica quantità di contanti presente in cassa, non si siano verificati ulteriori danni alla struttura. Né atti vandalici, del resto all’ordine del giorno nell’area pubblica accessibile ai cittadini per gran parte della giornata.

Qualcuno sulla Terra: a Ottaviano lo show di Eugenio Bennato

Si chiama “Qualcuno sulla Terra” lo show di canzoni inedite, in prevalenza dedicate al Natale, che Eugenio Bennato terrà domenica 7 gennaio nella Chiesa di San Gennaro Vescovo e Martire, in piazza San Gennarello, ad Ottaviano. L’inizio è previsto per le 20,15 e l’ingresso è gratuito sino ad esaurimento posti. Con la partecipazione di Pietra Montecorvino e accompagnato da “Le Voci del Sud” (Letizia D’Angelo, Daniela Dentato, Laura Cuomo, Francesco Luongo, Angelo Plaitano, Edoardo Cartolano, Ezio Lambiase), Bennato presenterà una serie di canzoni inedite sulla Natività, accanto ai suoi più grandi successi. Un evento molto atteso, che conclude la programmazione delle manifestazioni natalizie organizzate dall’amministrazione comunale di Ottaviano.

San Giuseppe Vesuviano, concerto dell’ Epifania: attesa per Rosario Miraggio

Attesa in città per il Concerto dell’Epifania: Rosario Miraggio, Edson D’Alessandro, Hive Music Venerdì 5 gennaio 2018, ore 20:00, in piazza Garibaldi Sarà un inizio del nuovo anno all’insegna della musica per i cittadini di San Giuseppe Vesuviano e per quanti accorreranno in città per seguire l’evento musicale in programma, che già sta incassando l’interesse dei fan club degli artisti che si esibiranno. Rosario Miraggio, Edson D’Alessandro, Hive Music, questi i nomi dei cantanti e dei musicisti che, venerdì 5 gennaio, saliranno sul palco di piazza Garibaldi per regalare alla città ore di musica e di intrattenimento. Edson D’Alessandro, artista emergente di San Giuseppe Vesuviano, già affermatosi come vincitore del talent show “Tú sí que vales” ed i musicisti della Hive Music, conosciuti, in ambito musicale, per saper unire l’uso di strumenti classici e di tecniche innovative, fondendo esperienze sonore tradizionali e moderne, apriranno la serata, in attesa del concerto di Rosario Miraggio, artista forte anche di recenti collaborazioni musicali con i Club Dogo e Gué Pequeno e della pubblicazione del suo ultimo album “Mai via”, prodotto dalla Sony Music. Nel fine settimana, inoltre, proseguiranno le attività del Villaggio del Natale in piazza Garibaldi ed al “Pala Christmas” di piazza Elena D’Aosta, in attesa del giorno dell’Epifania e del tradizionale “arrivo della Befana”, quando, al mattino, saranno distribuite caramelle e dolci a tutti i bambini. Questa sera, intanto, il Santuario di San Giuseppe ospiterà il prestigioso concerto “ensemble armonico di strumenti a fiato”, con il soprano Laura Di Benedetto del Teatro San Carlo di Napoli. Sabato 6 gennaio, invece, i bambini del Rione Belvedere saranno coinvolti in giochi e balli dagli animatori del gruppo “I Matti” ed il Rione Mattiuli ospiterà “I Tammorrari del Vesuvio”, musicisti che riproporranno i canti della tradizione popolare.

Pollena Trocchia, presepe vivente : nuova location, nuove emozioni.

 Nell’incanto del Carcavone il presepe di Pollena trova la sua dimensione più bella

Notte di Capodanno, meno feriti per botti ma aumenta l’emergenza alcolici. In coma etilico 20 ragazzi

Cala il numero dei feriti per botti ma a Napoli si registra un aumento di casi di coma etilico tra gli under venti. E’ il dato che si registra all’ospedale Cardarelli. “Quest’anno la notte di San Silvestro ha fatto registrare un bilancio al di sotto della media – dice il dottor Franco Paradiso – solo casi di ferimento da botti: due a carico degli occhi, due a carico delle falangi mano destra con amputazione traumatica di falangi. E’ però da rilevarsi un aumento di casi di coma da alcol etilico tra giovani al di sotto dei 20 anni, 20 casi nella notte. “Voglio ringraziare tutto il personale – dice il direttore generale Ciro Verdoliva – che come sempre ha garantito assistenza, producendo uno sforzo straordinario anche durante questa fine dell’anno. Ancora una volta il Cardarelli si è mostrato all’altezza del compito”. (fonte foto: rete internet)

Aspettando Baffone

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A inizio dicembre 2017 succede che TIM ti invia una mail in cui ti ringrazia per il servizio Fibra + che hai scelto e ti comunica che mensilmente ti saranno addebitati Euro 10,00 per i vantaggi di cui usufruirai. Fai un attimo mente locale e ti accorgi che tu, quel servizio non lo hai mai chiesto e, soprattutto, nessuno te lo ha mai proposto.

Chiami il 187, spieghi la cosa, l’operatore si mostra solidale con la tua iella ma ti rassicura: “Ci faccia un fax e risolviamo subito”. Un fax? E dove lo trovo, ma soprattutto, se mi state proponendo la fibra, non è più coerente una mail? Magari anche un sms? A voler esagerare un messaggio per whatsapp? “No. Occorre un fax”.  Bene, faccio il fax, dopo quattro giorni richiamo il 187 e l’operatore dice: “Il fax è arrivato appena ieri”. Ma come, un fax impiega tre giorni per arrivare? Resto senza parole, ma in me si fa largo l’ipotesi che quelli mi stanno prendendo per il sedere. E comunque, “Il fax deve rifarlo, perché non ha allegato la sua carta d’identità”. Ma il suo collega ha detto che non occorreva. “Il collega si è sbagliato”. Va bene.

Richiamo il 31 dicembre 2017, per quello sfizio sadico di voler chiudere l’anno con un retrogusto amaro. Dunque: il fax è arrivato, i miei documenti sono completi, “Ma non possiamo procedere perché lei ha aperto un reclamo”. Eh sì. Altrimenti come avrei dovuto procedere? “No, no. La sua procedura è giusta”. E quindi mi avete sospeso il servizio che non ho mai richiesto? “No. Bisogna aspettare almeno 30 giorni. Poi, se il  servizio verrà sospeso le saranno rimborsati i soldi”. Grazie e arrivederci.

“Se il servizio sarà sospeso…”;  quindi c’è anche la possibilità che d’ufficio non lo sospendano e debba subire un servizio mai richiesto e continuare pure a pagarlo. Buon anno nuovo Tim. …Adda’venì Baffone…