Prima vittima della strada del nuovo anno in provincia di Napoli: schianto mortale ad Acerra

Con l’arrivo del nuovo anno giungono anche i primi bollettini di morte dalle strade della Campania. Ieri infatti ad Acerra si è registrato il primo incidente stradale mortale del 2018 in provincia di Napoli. Qui c’è stato uno scontro frontale tra un’ auto e un camioncino scoperto. Nell’impatto ha perso la vita il conducente dell’auto, Nicola Stefanelli, 46 anni, residente a Maddaloni, nel Casertano, un popoloso comune confinante con Acerra. L’incidente si è consumato su quella che ormai tutti chiamano da queste parti la “curva della morte”, una strada accidentata, una lunga curva “cieca” che scorre a poca distanza dall’ingresso dello svincolo della superstrada Nola-Villa Literno, all’altezza dello stabilimento chimico della Montefibre. In questa zona intorno alle quattro del pomeriggio di ieri si sono scontrati frontalmente una Punto e un camioncino, un Iveco Daily. L’impatto è avvenuto in via Thomas Edison, arteria molto pericolosa che porta all’impianto chimico e che in questi giorni di pioggia risulta viscida praticamente come un gigantesco nastro di vetro bagnato. Quando l’equipe del 118 è giunta sul posto, appena pochi minuti dopo l’impatto, non ha potuto fare altro che constatare il decesso del conducente della Punto, Nicola Stefanelli. Sul posto c’era anche la polizia municipale di Acerra. E’ una strada killer via Edison, cioè il tratto in cui si è verificato l’incidente mortale di ieri pomeriggio, il primo in tutta Napoli e provincia dall’inizio del 2018. Un’arteria il cui asfalto si trova perennemente in cattive condizioni. La strada si presenta priva di dissuasori e di una segnaletica decente. Ci sarebbe almeno bisogno di installarvi dei rallentatori. Proprio a causa di tutte queste carenze negli ultimi dieci anni su quest’arteria si sono avuti centinaia di incidenti, alcuni dei quali sono risultati mortali. Il tratto stradale ricade nel comune di Acerra ma anche nell’area dei competenza dell’Asi di Napoli, il consorzio regionale per lo sviluppo industriale. Intanto l’elenco delle morti sull’asfalto continua ad allungarsi in provincia di Napoli e in tutta la Campania. Il 30 dicembre a Torre del Greco si sono schiantate un’auto e una moto, in via Nazionale. Ne ha fatto le spese il motociclista, un uomo di 48 anni, deceduto dopo il trasporto in ospedale. La vittima si chiamava Massimo Sorrentino, centauro di Torre del Greco: stava viaggiando in sella alla sua Yamaha 750 quando è stato centrato da una vettura, guidata da I.V., 70 anni. L’incidente è avvenuto all’altezza delle palazzine popolari Iacp. Sorrentino è stato prima trasportato all’ospedale di Boscotrecase e poi al Cardarelli di Napoli dove, nonostante le cure e un delicato intervento chirurgico, è morto intorno alle 3 del mattino di sabato. Salma e cartella clinica sono state sequestrate. L’automobilista è indagato per omicidio stradale. I vigili urbani di Torre del Greco hanno ricostruito esattamente la dinamica grazie ad un filmato girato dalle telecamere di videosicurezza della zona: il conducente della vettura stava svoltando a sinistra quando è sopraggiunto la moto guidata da Massimo Sorrentino. Impossibile evitare l’impatto. Il tabellino dei morti sulle strade si è quindi riempito di nuovo a partire da ieri in Campania. Due gli incidenti fatali, avvenuti entrambi nel pomeriggio, ad Acerra, appunto, e a pochi chilometri da Calitri, in provincia di Avellino, verso il confine con la Basilicata. Qui, sulla statale ofantina, ha perso la vita un uomo di 42 anni, che a bordo della sua Ford Fiesta era stato preso in pieno da un camion. Un tragico impatto forse causato da uno strato di ghiaccio formatosi sulla statale.

Chi lo tiene più grosso?

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Kim Jong-un a Donald Trump: Io ce l’ho bello grosso, sulla scrivania (il bottone nucleare).

Donald Trump a Kim Jong-un: Io lo tengo più bello e più grosso del tuo (il bottone nucleare).

Senza offesa per i due mattacchioni, io, invece, ce l’ho pure profumato (…).

Note di Natale, note di Libertà, note di Passione: domani a Somma Vesuviana arriva il coro di Guidonia

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Il coro Gaetano di Matteo di Somma Vesuviana e Le Stecche Armoniche della cittadina laziale, insieme alla Collegiata per il concerto «La Metafora del Viaggio». Alle 18, 30 di domani, venerdì 5 gennaio.  Note di Natale, Note in libertà. Ma anche note di amicizia, di passione, di un attaccamento a luoghi, tradizioni, usanze, riti della propria terra. Si chiama «La Metafora del Viaggio», il concerto che alle 18, 30 di domani, venerdì 5 gennaio, farà risuonare tutte queste note nella Chiesa Collegiata del borgo Casamale. Là dove solitamente si levano in un’unica melodia le voci del coro «Gaetano Di Matteo», così chiamato in memoria dell’appassionato ingegnere che ha lasciato la sua impronta nei cuori di tutti i cantori, di cori stavolta ve ne saranno due. «Due cori, un solo cuore», abbiamo scritto raccontandone ancora poco tempo fa. Ebbene, accanto al cuore del «Gaetano Di Matteo» ci sarà quello di «Le Stecche Armoniche». I cantori in visita arrivano da Guidonia, cittadina della cinta metropolitana della capitale, a 22 chilometri da Roma. Hanno già cantato insieme, regalando e regalandosi emozioni. L’ultima volta è stata il 16 dicembre scorso, quando i coristi di Somma Vesuviana hanno raggiunto quello che è il terzo comune più popoloso del Lazio (quasi 90mila abitanti) per la rassegna di corali polifoniche tenutasi nella Chiesa Sacro Cuore di Gesù, proprio a Guidonia. Una calorosa accoglienza in quel della cittadina colma di segni storici, per i vesuviani. Che hanno intenzione di ricambiare, domani, con altrettanto entusiasmo. Il Comune di Somma Vesuviana ha concesso il patrocinio all’iniziativa  organizzata e promossa dalla fondatrice del coro Rosa Coppola   e il sindaco Salvatore Di Sarno ha invitato tutti i cittadini ad essere presenti per omaggiare gli ospiti, in una sorta di gemellaggio che fonde musica, tradizioni, amore per le rispettive terre. Andranno tutti insieme, alla scoperta della Villa Augustea, conosceranno le mura aragonesi del Borgo Antico dove sorge la Collegiata, avranno momenti conviviali, si scambieranno note ed emozioni. Chi andrà ad ascoltare la fusione di due cori in un solo cuore, avrà modo di apprezzare canti natalizi sì, ma anche un repertorio che può singolarmente spaziare dai brani anni ’80 a quelli che, scritti e intonati per le proprie terre, renderanno ancora più avvincente le esibizioni. Il coro intitolato a Di Matteo è diretto dal maestro Ciro Perna, anastasiano, vesuviano, artista di talento. Ogni anno si arricchisce di nuove voci e tra loro c’è il nostro direttore, l’anima del mediano.it, Carmela D’Avino.

Salvataggio sul Monte Somma

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È stato tratto in salvo il ventinovenne di Scisciano infortunatosi su Punta Nasone; tanta paura e qualche contusione ma Nicola è stato riportato a valle grazie al pronto intervento congiunto del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile di Somma. Il VIDEO

Nel tardo pomeriggio di ieri arriva una telefonata che allerta la PC di Somma Vesuviana che a sua volta contatta il CNSAS, le voci si rincorrono e sono confuse, chi parla di un ragazzo, chi di un uomo con la gamba rotta, chi parla del monte Somma e chi del Ciglio, ovvero Punta Nasone, il punto più alto dell’antica caldera.

Arrivarci lì non è facile, il sentiero, in genere carrozzabile, che porta da Santa Maria a Castello alla Traversa a quota 800 mslm. è malridotto per le piogge intense e i 4×4 dei VVF e del Soccorso Alpino passano a stento rasentando le profonde frane che intaccano il percorso, realmente impervio e che crea seri problemi ai soccorritori. Giunti finalmente alla Traversa in poco meno di un’ora affrontano subito con le attrezzature di soccorso lo scosceso pendio che porta in vetta al Somma, dove il giovane attende i soccorso a mille metri di altezza.

Scopriamo infatti che, per fortuna, Nicola è in buone condizioni e si è rifugiato nella cappella della Mamma Schiavona ma bisogna fare presto poiché lì su fa freddo e il rischio di ipotermia, senza un abbigliamento idoneo e in condizioni precarie, è sempre in agguato. Salgono due squadre, la prima, quella che raggiungerà Nicola è composta dai membri dei due gruppi di PC di Somma e dai Vigili del Fuoco, la seconda è invece composta dai membri del CNSAS e da me che li guidavo come accompagnatore del Club Alpino Italiano. Li raggiungiamo a pochi passi dal Ciglio, là dove verifichiamo con gioia e sollievo il buono stato di salute del malcapitato e ridiscendiamo con cautela il ripido e oscuro sentiero del Somma.

A valle riconsegniamo Nicola all’affetto dei cari, fortemente provati per un evento che avrebbe potuto avere un altro esito e che per fortuna ha avuto il suo lieto fine.

In altri casi non è stato purtroppo così e in altre occasioni sono stato testimone di eventi dall’esito diverso, a volte tragico tragico, serva per cui quest’incidente come monito a questo ragazzo così come per tutti coloro che affrontano la montagna con superficialità. La montagna, ‘a Muntagna nosta, è una madre generosa ma per apprezzarla ed amarla bisogna affrontarla col rispetto che merita, ma questa è un’attitudine che si acquisisce solo col tempo e con la conoscenza.

Se i Comuni combattono per perdere.

  Per l’acqua sindaci contro Ente Idrico regionale e Gori Spa. Chissà se il gruppo di sindaci dell’area sarnese-vesuviana che da fine dicembre  contesta l’Ente Idrico Campano e la Gori per disfunzioni e obiettivi mancati,  è a conoscenza che la Campania è  ben solida in cima alla classifica nazionale per dispersione di acqua. I primi cittadini  di Roccarainola, Casalnuovo, Nocera Inferiore, Pagani, Angri ,Sarno, Cercola , Fisciano , Scisciano hanno ingaggiato una battaglia dagli esiti assai incerti e che temiamo andrà avanti  per molto tempo. Secondo questi primi cittadini (e gli altri ?) l’Ente Idrico  Campano  istituito  con una legge regionale in base a  provvedimenti nazionali,  in quattro anni  non ha combinato nulla di buono. Di conseguenza la Gori ,  la grande  società per azioni che gestisce le reti cittadine,  deve andare a casa per incapacità gestionali e tariffe pesanti applicate agli utenti.  I sindaci sperano  in una “ripubblicizzazione dell’acqua” , come hanno scritto  nella discutibile interpretazione  del famoso esito referendario del 2011. E’ una battaglia giusta ? Vinceranno ?  A parte i 5 stelle che hanno sempre  il puntuto sospetto di una  truffa a danno di tutto e di tutti, c’è da chiedersi se il vero problema non siano i soldi da spendere per mettere a posto le tubazioni, piuttosto che l’Ente Idrico da sciogliere. A presiederlo , peraltro, è un loro collega sindaco. Ogni anno  3,5 miliardi di metri cubi di acqua non arrivano  a destinazione  in case, uffici, industrie, strutture pubbliche. Tanti proclami ma poco efficienza sino ad oggi . E  chi non si sente responsabile di così copiosa demagogia  si faccia avanti, dopo aver sbandierato  progetti  in ogni dove:  a Roma, a Bruxelles, nelle Regioni. Rispetto a tre anni fa – ha certificato l’Istat-  le perdite di acqua buona sono aumentate in maniera vertiginosa . Facendo i conti di quanto si spreca per  infrastrutture fatiscenti e di quanto occorre per iniziare a mettere a posto le reti, si arriva a  4 – 5 miliardi di euro da investire  ogni anno. In pratica 100 euro per abitante e sollevare il servizio pubblico più malandato del Paese. I numeri così noiosi da consultare in campagna elettorale  sono implacabili e reali. Non ci stupiamo nemmeno che taluni li ignorino perché dovrebbero poi sistemarli  in caso di vittoria elettorale.  E’ così.  Le perdite di acqua – dice l’Istat – sono del 38 % , quando il consumo medio stimato per abitante è di 80 metri cubi l’anno. In termini più netti, l’acqua persa potrebbe soddisfare il bisogno di un anno di  40 milioni di italiani. Non dubitiamo della serietà dell’Istat, a maggior sostegno quando scopriamo che in cima alla classifica degli sprechi ci sono le isole e le Regioni  del Centro Sud. La Campania, quindi, non scappa. Le tariffe di erogazione potrebbero essere riviste a vantaggio di una effettiva efficienza del sistema. Se ne  discute, ma oggi sono le più basse in Europa  a fronte del peggiore livello di investimenti , cosa che  rappresenta l’Italia come  un cane che si morde la coda : si investe poco , ma si paga altrettanto. Una  rivendicazione territoriale più giusta in una Regione angosciata dal bisogno di acqua potabile, sarebbe la richiesta di un piano di investimenti pubblici e privati di medio periodo per migliorare tutto il sistema. Le statistiche confermano che l’84% dell’acqua potabile italiana  arriva da riserve sotterranee da utilizzare in maniera ancora più funzionale. Stentiamo a credere che l’Ente Idrico Campano possa davvero esere mandato a casa, messo in mora, commissariato e la Gori  congedata dai Sindaci  con un benservito . Al contrario per non perdere e non illudersi, costringere  i due simboli del disservizio campano a diventare interpreti di una ripresa e di un rilancio del servizio. A beneficio di quegli utenti in nome dei quali è in corso la battaglia. ****  

Mariglianella, ai domiciliari detiene droga ai fini di spaccio: arrestato

Detenzione di droga ai fini di spaccio. Con questa accusa i carabinieri di Brusciano hanno arrestato un 53enne del luogo, Saverio Pianese, tra l’altro già ai domiciliari. In casa del fermato sono stati trovati  circa 86 g. di marijuana e hashish divise in dosi, materiale per il confezionamento e un bilancino di precisione. Pianese ha provato ad ostacolare le operazioni temporeggiando nell’aprire la porta per tentare di disfarsi della droga ma a nulla è valso: è stato arrestato per resistenza a un pubblico uffuciale e detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Adesso è in attesa di giudizio con rito direttissimo.

Ottaviano, il 6 gennaio presepe vivente nel quartiere San Giovanni

Oltre quaranta postazioni e circa 200 figuranti: lo storico e suggestivo quartiere di San Giovanni, ad Ottaviano, uno dei più antichi della cittadina vesuviana, ospiterà anche quest’anno il presepe vivente, animato dai volontari della comunità parrocchiale di San Lorenzo e San Giovanni. Come nelle passate edizioni, da giorni gli attivisti della parrocchia e delle associazioni locali, con il coordinamento di padre Savino Simone, stanno lavorando per l’allestimento di uno dei principali appuntamenti delle festività natalizie ad Ottaviano. Il presepe vivente si terrà sabato 6 gennaio, dalle 17 alle 22. Numerose le scene che si svilupperanno lungo il rione San Giovanni: dall’annunciazione dell’Angelo a Maria sino alle osterie, passando per la consegna dei doni da parte dei re Magi. Tantissimi anche i mestieri rappresentati, come nella migliore tradizione del presepe napoletano. La scena della Natività, invece, sarà rappresentata dinanzi alla chiesa del Carmine, edificio religioso di notevole interesse storico ed artistico. Costruita su un’antica cappella distrutta nel 1631, la Chiesa del Carmine conserva, infatti, la tela del Mozzillo che raffigura l’apparizione della Madonna a Simone. Oltre al coinvolgimento dell’intero quartiere, il presepe vivente fa registrare, ogni anno, la presenza di centinaia di visitatori, provenienti pure dai Comuni limitrofi. Spiega Vincenzo Caldarelli, presidente del comitato organizzatore: “Dobbiamo dire grazie alle suore carmelitane, ai residenti del quartiere e ai tanti cittadini che da giorni stanno organizzando questo splendido evento, che rappresenta anche un’occasione unica per visitare uno dei rioni più belli del territorio vesuviano, ricco di storia e cultura”. La manifestazione beneficia del patrocinio del Comune di Ottaviano e dell’Ente Parco nazionale del Vesuvio.  

Somma Vesuviana, il teatro e la cultura anche per le fasce deboli

Un progetto che permetterà a disoccupati, anziani, persone diversamente abili e che vivono condizioni economiche disagiate di assistere a spettacoli teatrali, partecipare a corsi di recitazione ed altre iniziative culturali. Un’iniziativa voluta dall’amministrazione del sindaco Salvatore Di Sarno che ha approvato una delibera di giunta (la numero 117 DEL 29/12/2017) che sancisce nel dettaglio il programma che coinvolge il teatro Summarte. “Un progetto che sposa in pieno gli obiettivi che vogliamo perseguire nel corso del 2018”, spiega il sindaco Di Sarno, “con il coinvolgimento di altre realtà presenti in città ed in modo particolare delle scuole. Il nostro obiettivo è sensibilizzare i sommesi sull’importanza della cultura, anche teatrale, come volano per mettere in risalto le bellezze e le peculiarità del territorio. A maggior ragione abbiamo accolto l’idea che ci ha proposto il Summarte perché coinvolge le fasce  meno abbienti della popolazione. La proposta coincide, infatti, con le finalità che la nostra Amministrazione intende perseguire anche in una ottica di prevenzione del disagio  minorile vogliamo coinvolgere i bambini in iniziative che possano far esprimere al meglio le loro potenzialità e il teatro è certamente un buon modo per farlo”. In particolare la convenzione tra Comune e la struttura di via Roma prevede 80 abbonamenti teatrali per assistere ad 8 spettacoli destinati a persone meno abbienti, disoccupati, anziani e diversamente abili, inoltre il Comune potrà utilizzare per alcuni giorni il foyer del Teatro Summarte  per incontri culturali e associativi così come la sala teatrale per le Istituzioni Scolastiche oltre a poter organizzare 10 eventi all’anno all’interno della sala per presentazione di libri, incontri con l’autore, proiezioni e cineforum. Saranno, infine, realizzati due corsi di recitazione, divisi per fasce d’età,  per 30 bambini  per ciascun corso di età compresa tra i 6 e i 14 anni, segnalate dalle scuole e dai servizi sociali.  

Sant’Anastasia, UICI: Open Day “Sensibilmente” Corsi gratuiti di informazione

La seconda edizione di Open Day “Sensibilmente” organizzata dalla sezione locale UICI è uno dei primi appuntamenti del 2018. Si tratta di un ciclo di 4 incontri per un corso gratuito di informazione e sensibilizzazione sulla Disabilità visiva. Il primo incontro si terrà mercoledì 17.01.2018 ore 16.00-19.00 presso la sede Uici di Sant’Anastasia (NA). Affrontando materie quali l’Autonomia e la Mobilità, lo Sport, la Tiflopedagogia, la Psicologia della disabilità e l’importanza della Formazione, il corso tende a sensibilizzare la popolazione verso le varie forme di disabilità sensoriali e psicologiche, allo scopo di superare con maggiore consapevolezza le barriere mentali e comunicative ed indurre così ad una migliore comprensione della condizione di disabilità e delle difficoltà ad esse annesse ed alla realizzazione di una più adeguata accoglienza ed integrazione. Il Corso si propone d’informare e far acquisire ai partecipanti conoscenze relative alle disabilità sensoriali (Cecità, Sordità e Sordo-cecità); agli strumenti comunicativi per abbattere le barriere (Sistema di Lettura e Scrittura per non vedenti, Lingua dei Segni Italiana, L.I.S  per Sordi e Metodi di Comunicazione Alternativi); alle disabilità psichiche e accettazione della disabilità. I 4 incontri, con una durata di 3 ore ciascuno ed un tema specifico, sono aperti alle famiglie, soci, insegnanti, volontari e a tutti coloro che vogliono iniziare o continuare ad informarsi per motivi personali e/o professionali sulla disabilità. Il Presidio Zonale Uici di Sant’Anastasia, che recentemente ha festeggiato i dieci anni di presenza in paese, è un reale punto di riferimento per le persone affette da cecità o ipovisione che vivono nell’area vesuviana ed offre servizi di qualità, sia con personale professionalmente preparato che con apposite progettualità, finalizzate all’inclusione scolastica, all’autonomia e alla mobilità ed alla pratica di discipline sportive. 

Relazione intima e confidenziale

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Negli anni ‘70 e ‘80, di fronte alle difficoltà economiche e occupazionali che molte famiglie vivevano, spesso i più anziani usavano dire: “Quanto sarebbe bello avere un prete in casa”, spiegando poi che quando in una famiglia un figlio, un nipote o un parente prossimo sceglieva la strada vocazionale, i membri di quel nucleo si trovavano a vivere una condizione economica e lavorativa più fortunata (diciamo così…), rispetto al contesto. Non è nostra intenzione approfondire le cause di quella manna, però quel vecchio modo di dire si è fatto largo nei pensieri di questi giorni leggendo la notizia che esiste un piano regionale da 120 milioni di euro per unire gli aeroporti di Napoli e Salerno.

Ora, lasciando da parte l’aeroporto di Capodichino che ha un bacino di arrivi e partenze tipico delle grandi città europee, la sorpresa è la tratta Salerno-Costa d’Amalfi, che pur avendo di recente beneficiato di oltre 2,8 milioni di euro è definito uno scalo fantasma. Le mammelle della Regione Campania stanno allattando il consorzio dello Scalo salernitano già dal 2005, quando a Santa Lucia regnava il centrodestra. E, infatti, la società di gestione fino ad oggi ha succhiato oltre 23 milioni di euro. Nonostante le belle cifre che hanno ballato, altre cominciano a danzare. Promotore della causa è l’assessore al bilancio del comune di Salerno Roberto De Luca (figlio del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca).

L’operazione è sostenibile? Boh, però Gesac (Gestione Servizi Aeroporti Campani) ha presentato il piano “riservato e strettamente confidenziale” presso la Regione Campania. Se deve farsi, le cifre devono essere queste: 40 milioni di euro di investimento iniziale dello Sblocca Italia, 80 milioni a carico della finanza pubblica (cioè noi!), 20 milioni per la rete stradale di Costa d’Amalfi, 5 milioni per quella di Napoli, 122 milioni di investimenti per lo sviluppo dell’ aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi, a carico della società di gestione (che chiede una concessione almeno fino al 2043), 10 milioni di euro per la società di gestione unica in grado di assorbire le perdite durante i primi anni di attività dell’aeroporto salernitano.

L’idea, intima e confidenziale, di Gesac è quella di trasferire presso il Costa d’Amalfi il turismo di lusso Business Jet e quello dei voli charter. Naturalmente bisogna espropriare terreni, ampliare la pista di volo, realizzare un terminale tutto nuovo, eccetera eccetera. Il piano è affascinante, non c’è dubbio, e per una certa provincia campana avere un figlio assessore e un padre presidente significa godere di vantaggi impagabili, soddisfazioni senza prezzo!

Altro che il prete in famiglia!