Somma Vesuviana, tre quindicenni fermati a Napoli: “Portiamo armi per difenderci dalle baby gang”

Tre ragazzi di Somma Vesuviana sono stati fermati dalla polizia nel corso di un controllo nella stazione della Circumvesuviana di via Comunale delle Murelle, uno di loro nascondeva sotto il giubbino un manganello telescopico con anima in ferro di circa mezzo metro.

 Al cospetto degli agenti del commissariato San Giovanni – Barra impegnati nel progetto Sicurezza Giovani, il ragazzo ha detto di essersi procurato l’arma per difendersi da eventuali aggressioni ad opera di baby gang. Lui e gli altri due quindicenni, tutti residenti a Somma Vesuviana, non hanno fornito spiegazioni circa la loro presenza in stazione dove erano fermi a parlare tra loro quando sono stati notati dagli agenti.

I ragazzi sono stati accompagnati in commissariato e poi affidati ai genitori. Il minore trovato in possesso del manganello – sequestrato e a disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato denunciato in stato di libertà per il reato di porto abusivo di armi e affidato al padre.

(fonte foto: rete internet)

Baby gang, nuove denunce nel Napoletano

Ancora controlli e denunce delle forze dell’ordine contro la violenza minorile. In piazza del Plebiscito a Napoli è stato denunciato dai carabinieri per porto abusivo di coltello un 16enne trovato in possesso di un coltello a serramanico, che gli è stato sequestrato. Nella stazione metro di Montesanto è stato invece denunciato un 18enne giĂ  noto alle forze dell’ordine, trovato in possesso di altro coltello a serramanico. Sei giovani, cinque dei quali minorenni, sono stati denunciati dagli agenti della Polizia di Stato del Commissariato San Giorgio per concorso in detenzione di arma e di sostanza stupefacente. Ieri sera gli agenti hanno individuato un gruppo di giovani in piazza Trieste e Trento a San Giorgio a Cremano, i quali, appena visto l’equipaggio della Polizia, si sono disfatti di un pugnale e di un pezzetto di hashish tentando di fuggire. I poliziotti sono riusciti a fermarli ed a recuperare sia il pugnale, con una lama di 9 cm, sia la droga.

Somma Vesuviana, Ilmediano.it presenta “Le ricette di Biagio” di Carmine Cimmino

Mercoledì 7 febbraio, alla Tenuta San Sossio, start per l’edizione 2018 di “Le Vie del Gusto” con un evento nell’evento: la presentazione del libro curato dal professore Carmine Cimmino che raccoglie le ricette di Biagio Ferrara.

 

Mercoledì,7 febbraio, nelle splendide sale della Tenuta “San Sossio” il nostro giornale presenterĂ  l’edizione 2018 delle “Vie del gusto” e, con l’intervento di Sergio Sbarra, l’avvocato “gourmet”,  e l’enologa Carmen Corso,  il libro di Carmine Cimmino “Le ricette di Biagio”. Crediamo che non sia il solito libro di cucina, prima di tutto perchĂ© le ricette di Biagio Ferrara sono una fedele testimonianza di una specifica cultura alimentare, quella che si è venuta formando nel tempo tra il Vesuviano, il Nolano e l’agro Sarnese; e poi perchĂ© i commenti di Carmine Cimmino sono ispirati dalla convinzione che la cucina è un’arte e, come ogni arte, riflette il “genio” di un popolo e aspetti sostanziali della sua storia sociale e economica. E proprio nel rispetto dei valori di questa arte i commenti sono ricchi di riferimenti alla civiltĂ  napoletana e alla pittura, di cui Carmine Cimmino cerca di discorrere sempre con tono leggero e con brillanti variazioni dei punti di vista e della prospettiva.

Ma la “serata” del 7 febbraio servirà anche a illustrare le novità sostanziali che il Direttore de “ilmediano.it”, Carmela D’Avino, e la redazione hanno inserito nel progetto delle “Vie del gusto 2018” disegnando un programma e un modello di attività capaci di sviluppare e di rendere strutturale un’idea già sperimentata, con successo, l’anno scorso: estendere le “vie del gusto” dai “luoghi” della ristorazione a tutti i “luoghi” in cui l’esercizio delle arti, la cultura del tempo libero, le attività produttive e l’artigianato di qualità sono concreta testimonianza dei valori del “gusto” in un territorio come il nostro, ricco dei segni di una civiltà millenaria. Insomma, il nuovo progetto delle “Vie del gusto” si propone di raccontare le splendide storie di tutti quelli che, percorrendo le strade della Bellezza, cercano di trasformare in realtà i loro sogni.

Non mancherĂ  l’esposizione e la degustazione dei prodotti nostrani:  il pane del Panificio Fratelli Mosca; i salumi della macelleria Ignazio; il vino pregiato dell’azienda Monte Somma Vesuvio della Famiglia Campanile; le delizie della Pasticceria Ignazio Alia; le dolcezze pasquali del caffè Masullli. 

Blitz dei carabinieri NAS: 600 bottiglie di vino sequestrate a Sant’Anastasia

Controlli eseguiti dai Carabinieri del NAS di Napoli, il Nucleo Anti Sofisticazioni, nell’ambito dei settori della sicurezza alimentare: a Sant’Anastasia, in via Regina Margherita, presso un locale deposito all’ingrosso di bibite e generi alimentari, personale del NAS di Napoli ha proceduto al sequestro amministrativo di complessive 585 bottiglie di vino rosso da un litro ciascuna, rinvenute prive di qualsivoglia etichettatura e/o indicazione utile a garantirne la rintracciabilità. E ad Agerola, in via Piano, nell’esecuzione di una verifica del rispetto delle prescrizioni imposte ad uno stabilimento per la lavorazione di carni e salumi, in occasione di precedente verifica, i carabinieri del NAS di Napoli hanno rilevato l’inosservanza di alcune delle predette prescrizioni, procedendo, contemporaneamente, al sequestro amministrativo di circa un quintale e mezzo di insaccati freschi e stagionati  (guanciali in fase di stagionatura) poiché privi di tracciabilità/rintracciabilità.

“Il Parco Nazionale del Vesuvio tra tutela e sviluppo”

Tra tanta informazione omologata e tante manifestazioni di facciata, finalmente ieri a Sant’Anastasia, una di sostanza.

Venerdì sera, presso l’Istituto Comprensivo “D’Assisi” di Sant’Anastasia, NeanĂ stasis, associazione che da anni è attiva sul territorio ed inserita nella Rete Civica del Parco, ha organizzato un convegno con un relatore d’eccellenza, l’ex Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio Maurizio Fraissinet. Il Prof, che ha presieduto il PNV dal 1997 al 2001, ha raccontato ai numerosi presenti la meravigliosa avventura del Parco Nazionale del Vesuvio, dalle origini ai suoi anni di presidenza, senza però lesinare critiche alle piĂą recenti gestioni dell’ente.

Fraissinet ha ricordato i tempi in cui La Marca, sindaco socialdemocratico di Ottaviano, in odore di camorra, remava contro l’istituendo parco per favorire i suoi interessi privati, legati alla speculazione edilizia ad alta quota. Le ostilità si concretizzarono col grande incendio del Somma nel 1993, anno della Legge Quadro sui parchi ma, la volontà di chi voleva il Parco Nazionale del Vesuvio fu più forte d’ogni altra cosa e grazie alla tenacia del Presidente, delle associazioni ambientaliste che lo sostenevano e dei suoi 187 Lavoratori Socialmente Utili si riuscì ad avviare, non senza grandi difficoltà, il Parco e la sua struttura, dandogli una sede provvisoria ma anche una sentieristica degna di questo nome con opere di ingegneria naturalistica innovative e portando in tal modo l’esempio vesuviano alla ribalta internazionale.

L’area protetta doveva lottare contro i suoi nemici storici, tra cui un abusivismo edilizio da record e ciononostante riuscì, con i suoi 25 abbattimenti, se non a contenerlo, quanto meno a dare dimostrazione della presenza dello stato là dove non c’era mai stato; ma aveva ancora davanti a sé la lotta più importante, quella di intrecciare un rapporto stabile con i vesuviani e su questa strada, intrapresa 22 anni or sono, si stenta ancora ad intravvedere la fine del cammino.

Inevitabile la domanda sul disastroso incendio dello scorso luglio e le conseguenze che ancora paventiamo. Per Fraissinet non regge l’ipotesi dell’attacco criminale, da più parti smentita e soprattutto davanti ad un parco abbandonato a se stesso e là dove nessuno da parte dell’ente lo frequenta per conoscerne lo stato.

Fraissinet conclude la sua serata col confronto con il pubblico, rispondendo alle domande dei vesuviani presenti che sostanzialmente e prevedibilmente si sono incentrate sul binomio tutela/sviluppo, tema della serata, e che appare a molti prevalere ora a favore dell’uno, ora a favore dell’altro principio ma, secondo il professore del Levi, prestato all’università, la convivenza dei due fattori non è impossibile là dove la tutela dell’ambiente può solo creare sviluppo grazie alla difesa delle unicità locali, sia esse naturalistiche che antropiche.

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Uovo in raviolo, raffinato e di sicuro effetto

 Ingredienti per 4 persone: Per la pasta fresca 500 gr di farina di semola di grano duro acqua q.b. sale Per il ripieno 20 uova di quaglia ricotta fresca sale e pepe q.b. Per condire Burro, salvia e parmigiano.   Iniziamo con lo stendere la pasta fresca. Come ormai saprete, io preferisco una pasta senza uovo che possa essere saporita ma non appesantire. Al centro del tavolo posizionare la farina a fontana insieme al sale, aggiungere l’acqua lentamente fino a che il composto non inizia a prendere forma. Ci accorgeremo presto e da soli quando sarĂ  il momento di non aggiungere piĂą acqua. Lavorare l’impasto fino a che diventa liscio e non appiccicoso, metterlo da parte e farlo riposare una mezz’oretta sotto un tovagliolo pulito. Passare la ricotta attraverso un colino a maglie strette, aiutandoci con un cucchiaio, aggiustare con sale e pepe. Prendere una sacca da pasticciere con la bocchetta piccola e versarci dentro il composto. Stendere la sfoglia (molto sottile) e, con un coppa pasta di 8-10 cm di diametro, ricavare 20 dischi. Mettere 10 dischi posizionati uno vicino all’altro e con la sacca da pasticciere creare su ogni disco una corona con il composto di ricotta facendo attenzione a restare ad almeno un cm dal bordo. Rompere le uova di quaglia una alla volta in un piattino, prendere il solo tuorlo con un cucchiaino e versarlo al centro di ogni corona. Con un pennellino inumidire i bordi di tutti i dischetti, sia quelli con il ripieno sia quelli da utilizzare come coperchio. Chiudere ogni raviolo con un altro dischetto facendo attenzione a non rompere l’uovo; sigillare bene i bordi accertandosi di aver fatto uscire tutta l’aria. In un pentolino fare sciogliere il burro e insaporirlo con la salvia tagliata a pezzetti. Nel frattempo mettere a bollire una pentola di acqua salata e mantenerla a una temperatura appena al di sotto dell’ebollizione (in questo modo quando si immergeranno i ravioli saranno minori le possibilitĂ  che possano rompersi). Posizionare i ravioli, 2 alla volta, su una schiumarola ed immergerli nell’acqua facendo attenzione che si muovano il meno possibile. Cuocerli per 1 minuto e mezzo, massimo 2 (altrimenti l’uovo si rassoda), quindi toglierli con la schiumarola, asciugarli un poco con della carta assorbente e posizionarli nel piatto. Quando sarĂ  pronta la porzione nel piatto versare con un cucchiaio un po’ di burro alla salvia ben caldo e cospargere con del buon Parmigiano Reggiano grattugiato.    

Francesco Urraro si autosospende dalla carica di presidente dell’Ordine Avvocati di Nola: gli subentra Pasquale Piccolo

Eletto ad ottobre, il consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola aveva alla guida, per il secondo mandato e fino a giovedì scorso, l’avvocato Francesco Urraro che però, candidato per il Movimento 5 Stelle al Senato nel collegio Campania 5 (Portici, Camposano, Carbonara di Nola, Casamarciano, Cercola, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Liveri, Massa di Somma, Nola, Ottaviano, Palma Campania, Poggiomarino, Pollena Trocchia,  Roccarainola, San Gennaro Vesuviano, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, San Paolo Belsito, San Sebastiano al Vesuvio, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Saviano, Striano, Terzigno, Tufino, Visciano) ha deciso di autosospendersi dalla carica. Un gesto di correttezza verso l’Ordine e gli avvocati.

Al presidente Urraro, subentra il consigliere anziano Pasquale Piccolo (consigliere di opposizione a Somma Vesuviana e già sindaco della città), decano del Foro di Nola, che dovrà ora lavorare per proseguire il cammino di un progetto il cui obiettivo è, in primis, l’affermazione dei principi costituzionali di legalità.

Palma Campnaia, obbliga una minorenne a inviargli video hard: arrestato

Con minacce induce una 14enne a inviargli video sessualmente espliciti, i genitori si insospettiscono e denunciano il fatto ai carabinieri che arrestano un ragazzo maggiorenne. Accade a Palma Campania. Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli, hanno preso le mosse da un video a sfondo sessuale diffuso in rete. I carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare per i reati di pornografia minorile continuata e aggravata.

Sanremo 2018 canta nolano

Il brano, scritto da Francesco Conventi e musicato da Nino Cavallaro, sarĂ  interpretato da Cecilia Michelangeli. Anche l’estro della terra nolana  sarĂ  protagonista alla prossima edizione del festival di Sanremo. Cecilia Michelangeli, vincitrice di Sanremo new talent 2017, tenutosi lo scorso settembre, interpreterĂ  il brano “Piccolo mio”, scritto dall’emergente cantautore originario della cittĂ  di Giordano Bruno, Francesco Conventi e musicato da Nino Cavallaro. Per Conventi si tratta di una soddisfazione raggiunta nella piena maturitĂ , dopo un percorso di grande pazienza e riflessione artistica. L’appuntamento è per il prossimo 10 febbraio alle ore 19.00, quando la Michelangeli sarĂ  sul palco per la sua esibizione a Casa Sanremo, nell’ambito della manifestazione “Newtalent winter”. L’approdo a Sanremo coincide per Conventi anche con la recente pubblicazione del suo primo album, “Le Forme delle nuvole” che giĂ  sta raccogliendo un grande consenso da parte della critica. “E’ iniziato quasi tutto per gioco, assecondando una passione – dichiara Conventi – avevo alcuni pezzi, scritti da tempo: a questi ne ho aggiunto degli altri. Tutti raccontano aspetti della vita quotidiana rispetto ai quali ciascuno si può ritrovare”.  

La serrata dei commercianti di Acerra contro criminalitĂ  e malgoverno: “Aiutateci”

“Il commercio è stato ucciso dalla violenza di strada, dal degrado urbanistico e da decisioni amministrative sbagliate”. Ieri mattina è riuscita la serrata dei commercianti del centro storico. Molte botteghe dei decumani di Acerra hanno chiuso. I negozianti si sono quindi adunati in piazza Castello, epicentro dei problemi che stanno flagellando il settore. La criminalitĂ  giovanile è al primo posto delle preoccupazioni. Si invocano controlli che finora sono sembrati una chimera. Ma l’elenco delle rimostranze è lungo. Nel pentolone della protesta c’è pure la progressiva pedonalizzazione delle strade. Gli esercenti chiedono navette e parcheggi allo scopo di creare quei collegamenti ritenuti indispensabili quando un Comune vuole chiudere al traffico un’intera area. Altra questione: il degrado urbanistico. Intere zone del centro medievale stanno cadendo letteralmente a pezzi. “Siamo arrivati a un punto di non ritorno – afferma Luigi Esposito, titolare di una genepesca – i problemi sono iniziati dalla ristrutturazione di piazza Castello: un contenitore senza contenuto. Un’opera incompiuta. Un altro grave problema è la mancanza di sicurezza: se nelle strade non c’è sicurezza la gente non scende di casa. Qui dopo il tramonto non c’è piĂą nessuno. E’ un deserto”. “PiĂą che una riqualificazione del salotto è stata una desertificazione del salotto – aggiunge Antonio De Rosa, barista – qui manca quasi tutto. E la gente ha paura di uscire”. Il restyling di piazza Castello, culmine dell’antico decumano di Acerra, appare effettivamente zoppicante. Al centro dell’isola pedonale c’è un’orrenda recinzione di metallo che impedisce l’accesso al fossato del maniero medievale. Questo perchĂ© durante il taglio del muro di cinta è spuntato un grosso cavo dell’alta tensione che non è stato possibile eliminare. Il cavo intanto è rimasto lĂ , a miracol mostrare. Sbarra il passo al nuovo accesso per cui è stato necessario recintare uno spazio piĂą ampio per motivi di sicurezza. Nella stessa area c’è inoltre il problema della pavimentazione, irregolare e in alcuni punti dissestata. E dei dissuasori, che sono tutti fissi per cui in caso di emergenza le ambulanze non possono passare nella piazza tutta pedonalizzata. ”Non ci suicidiamo perchĂ© abbiamo famiglia – lo sfogo di Raffaele Montesarchio, barbiere – noi vogliamo sapere dal sindaco cos’ha intenzione di fare…le nostre manifestazioni sono pacifiche. Hanno mandato alcune persone a chiederci di non fare la serrata ma con noi non vogliono il dialogo. Poi i vigili urbani quando di presentano fanno solo le multe alle auto dei nostri clienti ma non badano all’ordine pubblico. Nel frattempo è da settembre che attendiamo risposte dall’amministrazione comunale”. Ieri i manifestanti erano preoccupati anche per uno strano episodio. “Prima della serrata – hanno riferito – alcuni poliziotti ci hanno detto che non potevamo farla”. “Ha preso un abbaglio chi ha avvertito i negozianti che non potevano fare la serrata – sostiene invece Felice Califano, presidente regionale dell’associazione dei commercianti “Aicast” – gli esercenti possono chiudere i loro negozi quando vogliono”. Il braccio di ferro con l’amministrazione comunale è evidente. Ieri in piazza è scesa in campo l’opposizione politica. C’erano Paola Montesarchio, segretaria cittadina e consigliere comunale del Pd, Carmela Auriemma, consigliere del Movimento Cinque Stelle, Raffaele Barbato, di Fratelli d’Italia, e Tommaso Esposito, di Liberi e Uguali. Hanno tutti sottolineato la “totale inadeguatezza dell’attuale esecutivo”.