Blitz dei Militari contro detentori d’arma: 6 denuncie e 17 diffide nel Nolano
Nel corso di controlli a tappeto in tutti i comuni del Nolano, i carabinieri della locale compagnia hanno controllato 57 detentori di armi. Sei sono stati denunciati per vari reati, 17 diffidati poiché privi del certificato medico necessario per la detenzione delle armi.
Un 81enne di Carbonara di Nola è stato denunciato per detenzione abusiva di armi e munizioni e per omessa custodia di armi perché possedeva un fucile senza avere più i requisiti psico-fisici per poterlo fare, né rispettava le norme della custodia. L’arma è stata sequestrata.
A Visciano i militari hanno invece deferito un 74enne che aveva omesso di denunciare 7 munizioni per semiautomatica, poi poste sotto sequestro.
Nello stesso paese un53enne risponderà dell’omessa denuncia all’autorità di pubblica sicurezza del trasferimento di un fucile dalla residenza passata a quella attuale.
Infine un 63enne di Roccarainola è stato denunciato invece per la detenzione di un petardo artigianale rinvenuto durante perquisizione nella sua abitazione. Il petardo, della lunghezza di circa 16 cm, è stato sequestrato.
Dovrà rispondere di detenzione abusiva di armi e munizioni anche una 90enne di Cicciano che non aveva denunciato 2 fucili e 230 cartucce di vario calibro appartenute al coniuge defunto.
Sgarbi a Pomigliano, il suo segretario: “Se lo insulteranno chiameremo la magistratura”. Il M5S: “Da che pulpito !”
A poche ore dal debutto “elettorale” nel collegio uninominale di Acerra-Pomigliano, il collegio “caput mundi”, i sostenitori del candidato alla Camera Vittorio Sgarbi mettono le mani avanti. Minacciano di rivolgersi alla magistratura contro chi insulterà il vulcanico professore. Proprio così: azioni giudiziarie a go go nei confronti di coloro che si lasceranno andare a commenti “offensivi e lesivi dell’immagine del critico d’arte e del suo movimento”. Movimento che si chiama “Rinascimento”. L’avvertimento è stato indirizzato soprattutto ai Cinque Stelle ed è firmato da Sauro Moretti, segretario del partito dell’assessore alla cultura della Regione Sicilia candidato a un posto in Parlamento per conto di Forza Italia nel calderone operaio di Pomigliano, Acerra, Casalnuovo, Caivano e Marigliano. E’ la terra del giovane Luigi Di Maio, il leader pentastellato che in una recente trasmissione televisiva è stato accusato di non “valere un c….” dallo scoppiettante politico ferrarese. “Azioni giudiziarie contro chi lo insulta ? Da che pulpito viene la predica ! – replica intanto a distanza Salvatore Cioffi, capogruppo Cinque Stelle nel consiglio comunale di Pomigliano – noi non abbiamo mai offeso nessuno. Siamo abituati a confrontarci sui temi e non sugli insulti. Questo è il nostro stile. Sgarbi invece continua a offendere Luigi Di Maio ma anche altre persone. Ognuno al suo stile”. Nel frattempo, ieri, il segretario Moretti lo ha scritto a chiare lettere nella pagina Facebook di “Rinascimento Vittorio Sgarbi”: “Domani, 6 febbraio, alle 19, presso il Teatro Gloria di Pomigliano d’Arco, ci sarà l’apertura della campagna elettorale di Vittorio Sgarbi. Cari amici e simpatizzanti dei 5 stelle, vi informiamo che ogni commento offensivo e lesivo dell’immagine di Rinascimento e del professor Sgarbi verrà comunicato alle autorità giudiziarie”. Insomma, pare proprio che lo staff di Sgarbi abbia perso la pazienza. Qualche giorno fa Moretti aveva infatti lanciato un appello pubblico: “Cari attivisti del Movimento 5 Stelle, ve lo chiedo con educazione e rispetto per le vostre posizioni: smettetela di offendere e minacciare perfino di morte Vittorio Sgarbi e lo staff di Rinascimento perché ciò non è più tollerabile. Confrontiamoci con civiltà, grazie”. “Civiltà ? – rintuzza però Cioffi – e quando Sgarbi l’altro ieri ha dato dello str…. in diretta televisiva al giornalista Corrado Formigli ? Questa è civiltà ?. Noi parliamo di programmi e quello continua a insultare tutto e tutti. E poi che ci siano impresentabili nel Pd e in Forza Italia questo lo dicono i certificati penali. Comunque non intendo entrare nella psicologia di queste persone. Lo stile di Sgarbi non ci appartiene”.
Somma Vesuviana, auto in fiamme in via Colonnello Aliperta
Serata movimentata ieri in via Colonnello Aliperta, precisamente all’incrocio con Via Torre, dove un’auto ha preso fuoco. Le fiamme hanno divorato in poco tempo la vettura che era dotata di impianto gpl.
Sul posto sono intervenuti i volontari della protezione civile Cobra 2 che si sono occupati di tenere a bada le fiamme in attesa dell’arrivo dei Vigili del Fuoco giunti poco dopo per completare il lavoro di spegnimento. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri della stazione locale, diretta dal maresciallo Gambino. Probabilmente le fiamme sono da attribuire a un difetto dell’impianto ma sul fatto indagano i carabinieri, senza escludere alcuna pista.
Questi ultimi tre giorni sono stati molto intensi per i Cobra2 che, a causa dei temporali e del forte vento, sono intervenuti in via Giulio Cesare per degli alberi caduti sui fili elettrici e in via Pigno per delle lamiere pericolanti.
Ricercatrice Neuromed vince una borsa di studio “Marie Curie”
Disegnare un nuovo modello di prevenzione delle patologie cardiovascolari nelle donne, attraverso l’utilizzo di tecniche di ricerca innovative come le analisi di big data e lo studio dell’epigenetica. Questo è l’obiettivo del progetto che Benedetta Izzi, ricercatrice del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), porterà avanti grazie all’assegnazione di una borsa di studio “Marie Skłodowska-Curie Individual Fellowship”.
Le borse Marie Curie vengono conferite dalla Commissione Europea a ricercatori che propongono progetti all’avanguardia, con l’obiettivo di favorirne la mobilità. Una parola ben nota alla ricercatrice molisana, che ha seguito un percorso a cavallo tra Italia, Belgio e USA. Laureata in Biotecnologie Mediche presso l’Università di Milano con una tesi preparata nell’ambito del Progetto Moli-Sani, ha conseguito il Dottorato di Ricerca (PhD) nell’università di Lovanio, in Belgio, per poi trascorrere il suo periodo di “post-doc” a Boston, nella Harvard University. Dopo un nuovo periodo a Lovanio, presso il Dipartimento di Scienze Cardiovascolari, da aprile scorso lavora presso Neuromed.
Al centro della sua ricerca ci saranno le donne. Molto di quello che sappiamo sulle malattie cardiovascolari, dalla prevenzione alla terapia, viene da studi che fanno in gran parte riferimento agli uomini. “Ma nelle donne – spiega Izzi – queste patologie hanno caratteristiche differenti. I sintomi e i fattori di rischio, per cominciare, non sono sempre gli stessi. Inoltre diversi studi hanno mostrato come per le donne la prevenzione e il trattamento delle malattie cardiovascolari siano di un livello inferiore. È tempo di colmare queste lacune”.
Gli strumenti che verranno messi in campo sono tra i più innovativi oggi a disposizione della ricerca. A cominciare dai big data, un nuovo modo di analizzare dati scientifici per estrarre risposte radicalmente nuove. E poi l’analisi epigenetica, lo studio di come le informazioni contenute nel DNA possano essere modulate dall’ambiente in cui si vive. Proprio questi sono due dei capisaldi su cui si basa il Polo di Ricerca e Innovazione Neurobiotech di Caserta, che Neuromed ha inaugurato nel settembre scorso. E sarà proprio a Caserta, nel Centro di Big Data e Salute Personalizzata, diretto da Licia Iacoviello, la base operativa per la ricerca di Benedetta Izzi.
“Queste borse di studio europee intitolate alla famosa ricercatrice polacca – commenta Giovanni de Gaetano, Responsabile del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione di Neuromed e Direttore Scientifico del Neurobiotech – sono un riconoscimento molto ambito e prestigioso, che premia la capacità dei giovani ricercatori di spingersi verso direzioni innovative. È un traguardo importante per Benedetta e per tutto il nostro Istituto, che vede una sua ricercatrice premiata anche per la scelta di tornare in Italia, applicando le conoscenze acquisite all’estero. Si parla tanto di contrastare la fuga dei cervelli dal nostro Paese. Questo è il contributo di Neuromed”.
Le baby gang “intercomunali” si sfidano nel parco di Pomigliano: ferito un ragazzino.
“Hanno costituito dei gruppi, uno per ogni paese. Vengono a sfidarsi qui: è diventata una moda”. Un commerciante che gestisce un locale davanti all’ingresso del parco pubblico di Pomigliano racconta l’ennesimo “capolavoro” delle baby gang, che sabato sera hanno trasformato il fossato della villa comunale in una sorta di ring all’aperto, con tanto di spettatori assiepati sugli spalti, quelli costruiti a suo tempo per sfruttare lo spazio verde come la naturale conca di un teatro. Ne ha fatto le spese un ragazzo, rimasto lievemente ferito. Intanto sembra proprio non avere fine l’ondata di violenza giovanile che sta travolgendo Napoli e il suo hinterland. Ieri, cioè poche ore dopo l’ episodio avvenuto sabato a Pomigliano, un minorenne di 17 anni è stato arrestato dai carabinieri nel rione della ricostruzione di Brusciano. Durante le perquisizioni il giovane è stato trovato in possesso di 19 grammi di crack suddiviso in dosi, di un bilancino di precisione e di materiale per il confezionamento. Il ragazzo si trova ora nel centro di prima accoglienza dei Colli Aminei, in attesa di giudizio. L’ arresto è stato portato a termine a circa due chilometri dall’ormai “consueto” teatro delle intemperanze minorili, il parco pubblico di Pomigliano appunto. Qui, poco prima della mezzanotte di sabato, in base ai messaggi social inviati da testimoni sul posto, si sarebbero affrontati a botte due gruppi di adolescenti. Un ragazzino è rimasto ferito, circostanza che è stata confermata dai carabinieri accorsi in forze sul posto. Il giovanetto è stato curato dai medici del 118. Per fortuna ha riportato solo lievi escoriazioni e contusioni. Non è stato necessario portarlo al pronto soccorso. Sull’episodio, rimasto poco chiaro, sta indagando il gruppo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di Castello di Cisterna, diretto dal tenente Ugo Mercurio. Secondo quanto confermato dai militari il ragazzo rimasto ferito non ha voluto denunciare niente. L’omertà tra gli adolescenti coinvolti in queste vicende è ancora troppo forte e ostacola il ripristino dell’ordine pubblico costantemente operato dai carabinieri. Venti giorni fa, sempre nei pressi del parco pubblico di Pomigliano, due quindicenni italo marocchini sono stati feriti a seguito di un terribile pestaggio di gruppo. Uno dei due, scosso da questa esperienza, ha voluto lasciare l’Italia e fare ritorno in Marocco. Entrambi avevano denunciato ai carabinieri il pestaggio subito. Grazie a questa fattiva collaborazione i militari sono riusciti da arrestare uno degli aggressori, un coetaneo delle vittime. Pochi giorni dopo questa vicenda un signore che stava portando il suo cagnolino, sempre nei pressi del parco pubblico, è finito in ospedale, anche lui pestato da due ragazzetti, per futili motivi. Appena ieri è giunto a Pomigliano il vescovo di Nola, Francesco Marino. Il prelato ha voluto ascoltare gli studenti nella sala consiliare del comune per capire meglio che cosa stia succedendo nel misterioso mondo dei ragazzi violenti.
Dal SIA al REI, “le nuove misure di contrasto alla povertà e le strategie di inclusione attive”
Sinergia tra Inps ed i Comuni.
Un seminario sul reddito di inclusione rivolto alle famiglie in difficoltà e di cui l’Inps – filiale metropolitana di Nola – ed i comuni del comprensorio sono i principali interlocutori. L’incontro si terrà alle 9,30 di giovedì 8 febbraio nella chiesa dei Santi Apostoli di Nola.
A rendere possibile l’evento formativo, insieme all’Inps di Nola ed all’ente di piazza Duomo, la fondazione Hyria Novla, media sponsor del seminario in collaborazione con l’Aiga di Nola e l’Unione dei giovani commercialisti ed esperti contabili di Nola.
Il reddito di inclusione sociale è il nuovo sussidio economico introdotto nel panorama legislativo italiano con l’approvazione della legge delega contro la povertà, avvenuta il 9 marzo 2017. E definitivamente approvato con decreto legislativo n. 147 del 15 settembre 2017. Dal primo dicembre 2017 è stato possibile per tutti i cittadini richiedere il contributo compilando l’apposita domanda. Le istanze sono state molte e dovranno essere gestite direttamente dagli enti locali. Da pochi giorni, e precisamente dal 27 gennaio, sono incominciati i primi pagamenti.
Al focus, dopo i saluti del presidente della fondazione Hyria Novla, Felice Scotti, del sindaco di Nola, Geremia Biancardi, del presidente Aiga di Nola Giuseppina Lanzaro e del presidente dell’Unione dei giovani commercialisti e contabili di Nola, Raffaele Alfieri, interverranno l’assessore alle politiche sociali, Lucianna Napolitano Bruscino, il direttore dell’Inps – filiale metropolitana di Nola – Furio Vai ed il direttore del Coordinamento Metropolitano INPS di Napoli, Roberto Bafundi.
A presentare ed illustrare tutti i dettagli del REI ci saranno, invece, Giovanni Pezzullo e Rosa Valenti, referenti del reddito di inclusione, direzione di coordinamento metropolitano Inps di Napoli.
“Una tematica di grande attualità che necessita di una adeguata informazione – spiega l’avvocato Felice Scotti, presidente della fondazione Hyria Novla – Non a caso l’ente che rappresento, nel pieno spirito dei suoi scopi prevede anche iniziative di supporto alle istituzioni ed alle associazioni su argomenti di interesse sociale e culturale. L’incontro di giovedì sarà solo il primo di una serie di eventi che intendiamo portare avanti nel corso dell’intero 2018 per mettere al centro il territorio dell’area nolana”.
Pomigliano, il Pd apre la battaglia nel collegio “caput mundi”: “Noi seri. Gli altri ? Incompetenti e attori”
Ieri mattina nel circolo del Pd di Pomigliano D’arco si è aperta ufficialmente la battaglia elettorale nel collegio “caput mundi” delle politiche del 4 marzo, che vedrà contrapposti nell’uninominale per la Camera dei deputati il candidato del Pd, Antonio Falcone, a quelli del Movimento Cinque Stelle e di Forza Italia, rispettivamente Luigi Di Maio e Vittorio Sgarbi. La segretaria regionale democrat, Assunta Tartaglione, ieri ha presentato Falcone, sindaco della vicina San Vitaliano nonché medico, davanti a un centinaio di iscritti e simpatizzanti, nella nuova sede democrat di via Torino, a pochi passi dal municipio. “Finalmente abbiamo una sede”, la sua soddisfazione. La Casa del Popolo di piazza Mercato non è infatti più la sede del partito a causa di una lacerante contrapposizione tra i consiglieri comunali del Pd e l’attuale segretario cittadino, Vincenzo Romano, che ieri insieme a Tartaglione ha presentato Falcone e il candidato al Senato nell’uninominale, Francesco Russo, ex sindaco di Frattamaggiore, anche lui medico. “Noi seri e realistici. Gli altri incompetenti e attori”, il coro unanime delle dichiarazioni rilasciate dai vari esponenti del Pd, tra loro anche il segretario metropolitano, Massimo Costa. Dunque, la campagna elettorale si presenta già rovente a un mese dal voto. Domani sera nel cinema teatro Gloria di Pomigliano, alle 19, giungerà lo scoppiettante critico d’arte ed assessore ai beni culturali della Regione Sicilia, Vittorio Sgarbi, il cui bersaglio principale è il leader del Movimento Cinque Stelle, e pomiglianese doc, Luigi Di Maio. Il vicepresidente uscente della Camera si presenterà ai cittadini lunedi 12 febbraio, nel palazzetto dello sport di Paciano, alle 19 e 30.
Baby gang: preside mostra ai genitori gli insulti whatsapp. E il vescovo incontra i ragazzi
Pino Neri
“T’ammazzo str…”, “Sei una chiav…”. Sono i dialoghi predominanti nelle chat degli alunni di Pomigliano, dialoghi zeppi d’insulti reciproci. Una violenza strisciante ma diffusa, terribile, che il preside dell’istituto comprensivo Falcone-Catullo sta combattendo con una trovata ingegnosa. Il dirigente scolastico ha fatto stampare le conversazioni Whatsapp dei ragazzi e le ha sottoposte alla visione dei genitori. La lettura di quelle assurde conversazioni al telefonino ha lasciato increduli mamme e papà. Genitori che non immaginavano che i loro figli potessero essere capaci di una rabbia tanto crudele. Raffaele Del Prete, dirigente scolastico della Falcone-Catullo, ha voluto lanciare questo dirompente sasso nello stagno durante il confronto pubblico tenuto con gli studenti ieri mattina, nell’aula consiliare del Comune di Pomigliano. Un’assemblea cittadina sul tema delle baby gang e della violenza giovanile a cui ha voluto partecipare il vescovo di Nola, Francesco Marino. Pericolo Whatsapp ma non solo. Durante i lavori del convegno di ieri è giunta la testimonianza di un alunno di una scuola media di San Giorgio a Cremano, la Guido Dorso. “C’è un nuovo gioco”- ha raccontato il ragazzino- “una sfida a due a chi sa insultare meglio: vince chi dice più parolacce all’altro”. Intanto il preside Del Prete ha attivato le contromisure. “Gli alunni – spiega il dirigente – prima di iniziare le lezioni devono chiudere i telefonini e metterli in una scatola poggiata sulla cattedra del professore”. Non è finita. Del Prete ha aggiunto che si opporrà all’annunciata circolare del ministro alla pubblica istruzione, Valeria Fedeli, puntata alla liberalizzazione dell’uso del telefonino in classe. “Non è possibile: riunirò il consiglio d’istituto”, anticipa il dirigente scolastico. Che ieri ha invocato l’istituzione di un osservatorio territoriale permanente contro la violenza minorile. “Ragazzi, sono venuto qui per ascoltarvi – l’invito del vescovo Marino – dobbiamo creare un sistema di vere relazioni interpersonali”. “Ma perché il sindaco non è qui ? Perché non è venuto ad ascoltarci ? Lui doveva esserci per forza. Doveva tralasciare tutti gli impegni e considerare questo di stamane prioritario: ecco perché manca la fiducia nelle istituzioni”, la risposta di Ferdinando, studente del liceo Cantone. “Più che di repressione – l’invito di Luca, del liceo Imbriani – abbiamo bisogno di esempi, che non ci sono. E poi le periferie di Pomigliano sono abbandonate”. All’assemblea cittadina, moderata dalla giornalista Gabriella Bellini e organizzata da Salvatore Cantone, presidente dell’associazione antiracket di Pomigliano, hanno partecipato anche i carabinieri, con il tenente Ugo Mercurio, comandante del nucleo operativo e radiomobile di Castello di Cisterna, e il maresciallo Domenico Giannini, responsabile della stazione di Pomigliano. “Fondamentale è combattere l’omertà – l’avvertimento di Mercurio – basti pensare che ultimamente grazie alle denunce siamo riusciti ad arrestare sette ragazzi che avevano rapinato decine di coetanei”. “Stiamo però registrando a Pomigliano e nel resto dei territori – la testimonianza di Giulia, un’altra studentessa – un arretramento totale. Credo inoltre che i professori non debbano demonizzarci”. “Si – la conferma di Simone – a Pomigliano c’è un arretramento generale, culturale e sociale. La politica è assente e la scuola non è in grado di contrapporsi”. “Io sono qui in rappresentanza delle istituzioni”, la replica dell’assessore all’istruzione, Franca Trotta.
Il mondo è una palla
‘U munn è na’ palla che zompa e ch’abballa e comm’ na’ palla che zompa e ch’abballa, fa chell che vo’… cantava Peppiniello o’ straccione per le strade dei paesi vesuviani negli anni ’70.
A ripensarlo oggi, Peppeniello, con quel suo faccione tondo e rosso, felice ma non sapendo di esserlo, entra di diritto nel novero dei Profeti inascoltati. È vero, il mondo è una palla e questa certezza la stiamo riscoprendo grazie alla campagna elettorale, grazie ai leader in campo, grazie ai sacchi di palle che ci stanno sparando addosso tutti i giorni.
Le rotondità delle promesse di propaganda ci stanno sfiancando ma anche divertendo: Renzi vuole togliere il canone Rai, dopo aver combattuto per farcelo pagare in bolletta Enel; Berlusconi vuole eliminare il bollo sulla prima auto; Grasso vuole abolire le tasse universitarie; Salvini tassare al 15% i redditi da lavoro; sempre Berlusconi ha promesso una pensione minima garantita di mille euro, ma anche la dentiera per gli anziani e pure di togliere l’Iva dal cibo per cani e gatti.
Insomma, ci troviamo in un circo dove si festeggia la fiera della vacuità, con dei “leader” – Berlusconi e Renzi su tutti – che fanno a gara a chi le spara più grosse. A guardarli, li vedi così strafottenti, così tirati a lucido, così falsamente sorridenti, così felici.
Così in palla…
La civiltà della lasagna contro la “civiltà smateriale” della globalizzazione:da che parte stiamo?
Ripropongo un mio articolo per ricordare che anche la lasagna, fisico, metafisico e barocco amalgama di sostanze, è il bersaglio di un sistema che sta cancellando le cose, gli oggetti, il peso stesso della realtà, che toglie il corpo ai libri, alle opere d’arte, ai rapporti sociali, al danaro, e sostituisce il mondo che si tocca, si urta, si pesa e si annusa con i fantasmi del mondo virtuale.
Direbbero i linguisti che la lasagna, come tutti i timballi, è, fino a un certo punto, una struttura aperta. Tra le sfoglie trovano spazio e accoglienza carni di maiali e di vitello, formaggi, mozzarelle, fiordilatte, erbe aromatiche, strutto, olio. Il tutto sotto la benedizione del ragù. I monaci di una novella di Sabadino degli Arienti, citata da Massimo Montanari, non riuscendo a fare a meno della lasagna nemmeno nei giorni di magro, si accontentavano di un’imbottitura di solo, abbondante formaggio. I confratelli che avevano la fortuna di vivere la loro vita di privazioni e di preghiere in conventi prossimi al mare di Liguria nei giorni di astinenza farcivano le loro lasagne di crostacei sgusciati. La lasagna è un modello del mondo filosofico: e non tanto per la varietà delle sostanze, quanto per la molteplicità dei loro modi di essere: il vuoto e il pieno, il concavo e il convesso, il tritato, il macinato, il grattugiato, l’insaccato, il frammentato, il fluido, il cagliato, la solida sfericità delle uova, l’asimmetrica e mutevole rotondità delle polpette, la linearità ora diritta, ora ondulata, della sfoglia. In una plaquette pubblicata pochi giorni fa dal “ Mattino “ leggo che Napoli, città degli eccessi, sta “ in bilico “ “ fra l’assoluta essenzialità dello spaghetto al pomodoro fresco o quello antico con il formaggio dei maccaronari, oppure la sontuosità dei pasticci di pasta come la lasagna “. Ho trascritto alla lettera. L’ immagine dello “ stare in bilico “, con la sua connotazione di irresoluta incertezza e di precarietà, non mi convince. Gli spaghetti al pomodoro fresco e la lasagna non stanno agli estremi della linea storica del gusto napoletano, ma appartengono alla stessa scala. Che è simile alla scala dell’eros in Platone. La lasagna occupa i primi due gradi, a partire dal basso: è amore dei sensi, è, in chi la prepara e in chi se la mangia, entusiastica attenzione al tempo esterno, alla polifonica e, ahimé, caduca bellezza delle cose, degli odori, dei sapori. E poi è amore delle scienze e della giustizia, è, direbbe Platone, amore delle anime: la perfezione della lasagna sta, infatti, nell’equilibrio degli ingredienti, nella doratura arroscata del suo colore, un denso e caldo colore di terra bruciata, brulée, a cui si adeguano perfino i toni del verde. L’ “ eticità “ della lasagna è tutta dentro il cuore di chi, nel prepararla e nel gustarla, dimostra di vedere il mondo nella prospettiva dell’ ottimismo, dell’amicizia, della robustezza di stomaco: si sa che gli invidiosi, i maligni e i malinconici cronici hanno lo stomaco fiacco . Questo pasticcio barocco si offre solo agli amici veri. Ma come in Platone l’ “ amante “, dopo aver cercato, e trovato, la bellezza prima nei corpi e nelle cose, e poi nelle anime, ascende al sommo della scala, al Bello in sé, ideale e assoluto, così il napoletano vero, verace di spirito prima ancora che di nascita, dall’ affollato castello della lasagna ascende all’ Essenzialità degli spaghetti al pomodoro, che è rigore dell’intelletto.
La lasagna a Napoli si mangiava anche nel giorno di San Martino: quella dell’ultimo giorno di Carnevale Ippolito Cavalcanti la chiama “ timpano di maccheroni “. E’ la stessa cosa: la duttilità della lasagna assorbe ogni nome. Se la lasagna fosse solo uno schiaffo alla fame e ostentazione della dispensa opulenta, non ne parlerei: per rispetto: vedo in giro i segni, ogni giorno più numerosi e più netti, della disperazione. Ma questa “ pasticcio “, che i napoletani mangiavano e mangiano all’ingresso dell’inverno e alla sua uscita di scena, è anche un atto di scongiuro contro ogni forma di maleficio. E non a caso nella lingua popolare dell’eros la lasagna è metafora dell’ organo sessuale femminile, dunque della felice fecondità: e fare lasagne significa, insomma, quella cosa là. Negli ultimi anni anche contro la lasagna hanno combattuto aspramente le truppe di donne e uomini che inalberavano la bandiera del “ magro è bello”: anche la lasagna è stata ridotta, da una spietata campagna di calunnie, a simbolo di oziosità canagliesca, di torpore intellettivo, e perfino dell’arretratezza del Sud – come se solo i meridionali mangiassero lasagne -, e perfino del bamboccismo: i figli di mammà vogliono il posto accanto a mammà, per gustare la lasagna di mammà.
Anche questo fisico e metafisico amalgama di sostanze è stato il bersaglio di una civiltà che stava , e ancora sta, cancellando le cose, gli oggetti, il peso stesso della realtà, e toglie corpo ai libri, alle opere d’arte, ai rapporti sociali, al danaro, e sostituisce il mondo che si tocca, si urta, si pesa e si annusa con i fantasmi del mondo virtuale. La civiltà smateriale, così l’ ha chiamata recentemente Raffaele Simone, non può che odiare la massa imperiosa della lasagna. Ma la crisi economica spazza via gli artifici e il gioco delle assenze che si fingono presenze: spazza via la cucina cerebrale, che al centro di un immenso piatto di portata mette una goccia, ‘no schizzeco, di crema giallastra e, tutt’intorno, un filo di gelatina verde, e tu non sai che è: ma che è, dentifricio ? e se trovi il coraggio di portare quella roba alla bocca, prima ti guardi intorno, a spiare se gli altri usano il cucchiaio o la forchetta. Tornano le cose, tornano gli oggetti del nostro passato, tornano le memorie di quando camminavano per strade fatte di basoli, e non per le vie di Internet, e mangiavamo smisurati panini gonfi di mortadella e di Auricchio piccante – sposo insostituibile della mortadella, soprattutto di quella tagliata con il coltello, e non con la macchina – , e leggevamo libri di carta vera, con dentro storie vere di donne e uomini veri, e non di avatar. Torna anche la lasagna. Avevano ragione i frati di Sabadino degli Arienti. Non se ne può fare a meno. Per necessità filosofica. Una mistica necessità

