“Finte” bonifiche, è allarme antimafia: “Ad Acerra ditta sotto inchiesta per infiltrazioni della camorra”

Le attività della ditta finita nelle polemiche sono già state denunciate qualche giorno fa alla procura di Nola dagli ambientalisti. Nell’esposto si parla di una finta bonifica pagata dal Comune per far rimuovere dall’azienda in questione tonnellate di rifiuti, pericolosi e non, dalle campagne di Acerra. I rifiuti, amianto compreso, dopo essere stati sollevati dal terreno non sarebbero stati conferiti in discarica ma triturati e nascosti sul posto, proprio dove era necessario bonificare. Ora però la faccenda si complica. Gli ambientalisti lanciano infatti un nuovo allarme sul conto della ditta F.S.srl . “L’impresa è stata interdetta dall’antimafia nel 2016”, affermano Alessandro Cannavacciuolo, Antonio Montesarchio e i Volontari Antiroghi di Acerra. Gli stessi ambientalisti specificano però che l’azienda casertana è stata poi “riabilitata” nella tarda primavera del 2017. A luglio è stata infatti reinserita nella “white list” della Prefettura di Caserta, l’elenco delle aziende che, a differenza di quelle per la quali le interdittive antimafia sono ancora in vigore, possono avere rapporti con la pubblica amministrazione. “Ma la sostanza non cambia – eccepiscono gli ambientalisti – la F.S.srl ha eseguito in un modo assurdo i lavori di rimozione dei rifiuti, costati ai cittadini 46mila euro, accanto al canale Santo Spirito. L’area si presenta zeppa di rifiuti interrati, soprattutto amianto”. Lavori che sono stati conferiti dalla municipalità con un affidamento diretto a ottobre e che sono stati dichiarati dalla stessa società ufficialmente “conclusi” poco prima della fine dell’anno scorso. E’ una storia tormentata quella della F.S. srl. Due anni fa i suoi titolari, tutti di San Cipriano d’Aversa, sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta antimafia che ha fatto scattare le manette ai polsi di personaggi legati al boss Michele Zagaria e, tra gli altri, anche di un noto ex politico della vicina Marigliano che ha svolto attività politica anche nel territorio di Acerra. Durante questa delicata fase l’impresa è stata raggiunta da un’interdittiva antimafia emanata dalla prefettura di Caserta. Intanto tornano le contestazioni. Stavolta a scendere in campo sono stati gli ecologisti che protestano contro l’ancora tutta da dimostrare truffa denunciata alle autorità competenti. “Noi – spiega Alessandro Cannavacciuolo – abbiamo chiesto alla polizia municipale e alla procura di Nola la messa in sicurezza dell’area, in particolare a causa della presenza di amianto friabile”. Ma l’altro ieri davanti agli ecologisti si è presentato uno “spettacolo” insolito (foto): una parte del terreno contenente amianto è stata colorata di rosso. In base a informazioni trapelate si tratterebbe di un “incapsulamento” delle fibre di asbesto. “E’ stata solo una messa in scena – rintuzza Cannavacciuolo – chi è del settore sa bene che l’incapsulamento si fa in tutt’altro modo e cioè con sostanze speciali che non sono affatto quelle utilizzate sul greto del canale Santo Spririto”.

Avellino, 17enne sequestrato per debito di 25 euro

Per 25 euro è stato sequestrato, picchiato e infine lasciato al freddo legato a un albero. Poteva andare peggio per un 17enne di Altavilla Irpina (Avellino) prelevato al terminal dei bus del capoluogo irpino da due coetanei, e costretto a salire a bordo dell’auto guidata dalla madre di uno dei due. I tre giovani sono stati fatti scendere nei pressi di un garage dove la vittima è stata picchiata con mazze di legno, legata con le mani dietro la schiena ad una sedia e imbavagliata con un manicotto da moto messogli in bocca coperto da nastro adesivo. Dopo ulteriori minacce e violenze, il ragazzo è stato trascinato in un nocelleto e legato ad un albero: “Se non ti uccide il freddo, ti uccido io domani”, avrebbe detto il 18enne a cui non erano stati restituiti 25 euro prestati due giorni prima, prima di prendergli l’orologio e andare via. La vittima è riuscita a liberarsi e a chiedere aiuto ai carabinieri che hanno identificato gli aggressori:dovranno rispondere di estorsione, sequestro di persona e rapina.

Discipline sportive in vetrina: realizzato un album di figurine

Un’iniziativa editoriale sostenuta dall’Amministrazione Comunale ha permesso la realizzazione, a cura dell’azienda milanese Akinda, di un album delle figurine che racconta ed illustra alcune associazioni sportive locali, con la storia ed i volti dei loro giovani atleti, veri protagonisti dell’album. Tra le tante associazioni sportive presenti sul territorio, che con impegno e passione diffondono i valori dello sport, della disciplina, del sano agonismo, del corretto rapporto con l’avversario e con i compagni, quattro di esse hanno aderito all’iniziativa: Alma Volley, Mda Cocoon Asd, Oasi Sant’Anastasia e Polisportiva Quadrifoglio. Gli album e le figurine possono essere acquistati presso: Cartolibreria Scaramuzzo di Sansone Maurizio, via M. De Rosa 65; Edicola Gifuni Luigi, via Marconi 14;  Prisma S.A.S., via Arco 151. L’album, oltre a promuovere l’associazionismo locale, mediante editoriali ed immagini, punta a rafforzare l’idea di comunità dei giovani della “porta accanto” e dei luoghi del paese noti a tutti. Un moderno mezzo per costruire rapporti sociali e favorire il ri-conoscersi partecipi alla crescita dei valori. La realizzazione dell’album non ha comportato alcun costo, né per l’Amministrazione comunale, né per le Società Sportive coinvolte, che hanno una vetrina per far conoscere le discipline sportive praticate e, tramite le figurine da raccogliere ed incollare nell’album, i volti dello staff tecnico, di dirigenti ed atleti. La veste grafica dell’album è in scala di grigio e tutti gli Under13 lo otterranno gratuitamente. “L’iniziativa di dare vita ad un album delle figurine anastasiano, rappresenta senza alcun dubbio uno strumento inedito di divulgazione e di comunicazione “partecipativa”, dinamica ed interattiva. È sicuramente un’occasione per evidenziare la positività ed il contributo che le associazioni sportive donano alla nostra comunità ed allo sviluppo del nostro territorio. Raccogliere e collezionare le figurine – dichiara il Sindaco Lello Abete, che ha delega allo sport – rappresenta uno stimolo, specie per le nuove generazioni, a conoscere ed apprezzare la propria storia, le proprie radici. Ho apprezzato fin da subito la proposta di un album tutto “nostrano” e l’ho accolta con entusiasmo: è un modo nuovo, e sono convinto sia anche efficace, per parlare meglio ai più giovani e raccontare qualcosa di consolidato, di certo, in una veste alternativa. Invito, allora, tutti i cittadini anastasiani ad essere coinvolti e coinvolgere in questa iniziativa che unisce divulgazione ed innovazione; invito i ragazzi a riscoprire la propria storia, il proprio territorio e le proprie associazioni sportive, linfa vitale del nostro senso di comunità e di interazione sociale”.  

Carnevale palmese, tutto pronto per la sfilata delle Quadriglie: l’appuntamento è per domenica 4 febbraio

0

Il Carnevale palmese entra nel vivo . Domenica 4 febbraio è in programma la sfilata delle Quadriglie, manifestazione introdotta con successo già lo scorso anno per valorizzare i costumi e le coreografie delle singole formazioni che si aggiunge ai due eventi topici della Messinscena (domenica 11) e del Canzoniere (Martedì 13). Si partirà alle ore 16.00 da tre diversi punti, in particolare da via Nola, via Trieste, via Marconi.

Durante la sfilata, i gruppi metteranno in risalto le peculiarità delle loro rappresentazioni che saranno particolarmente apprezzate in due punti, i cosiddetti “Quadrigliodromi” di via Trieste e a via Marconi, dove gli speaker illustreranno i temi delle Quadriglie. Da non perdere, per la loro spettacolarità, sono anche i passaggi a largo Barone e a piazzetta Ferrari.

Ospite d’eccezione sarà ancora una volta l’attore Maurizio Casagrande che “taglierà il nastro” a via Nola, e successivamente, animerà anche gli altri momenti della sfilata. Per il secondo anno consecutivo, Casagrande sarà testimonial del Carnevale palmese, a conferma di un vero feeling istauratosi con la secolare tradizione e la città.

Nove le Quadriglie protagoniste per questo 2018. In particolare si tratta  di A’ Livella con il tema“Incantati dal bosco”, Studenti con il tema “Studentilandia”, Scugnizzi con il tema“Tirateve a port’, voi ch’entrate!”Gli amici di Pozzoromolo con il tema“I quattro elementi”, Tutta n’ata storia con il tema di“Aladdin”,Scusate il ritardo, con il tema “La magia della spada nella rocca”, Teglanum con il tema“Alegria il Cirque de Soleil”, i Gaudenti con il tema“30 vueltas Gaudenti olè  – (Spagna)”MoNellì con il tema“MoNellì_Phone”.

Ormai siamo entrati nella fase centrale del Carnevale – dichiara Franco Sorrentino, presidente della Fondazione Carnevale palmese – Come sempre le Quadriglie sapranno regalare uno spettacolo unico, coinvolgente, originale

Per tutti coloro che nei giorni 4-11-13 Febbraio verranno a Palma Campania in occasione del Carnevale Palmese, l’Ente Fondazione metterà a disposizione tre grandi aree di sosta (zona Pip, zona Pizzone, via Barbella). Da ognuna di queste sarà possibile raggiungere il centro che si trova a circa 800 metri in due modi: a piedi o per mezzo di navette che effettueranno servizio continuo. Le tariffe sosta qui di seguito saranno comprensive del trasferimento navetta da e per il circuito :

Pullman grande € 50 Pullman piccolo € 25 Auto € 5

Per info: 351 021 3921

fondazione.pubblicherelazioni@gmail.com

Acerra, “la criminalità uccide il commercio”. Stamane serrata e flash mob dei negozianti

0

Ieri gli esercenti hanno preannunciato una serrata di protesta, fissata per stamattina, con un contestuale flash mob. Le saracinesche potranno essere abbassate in qualsiasi momento grazie alle leggi di liberalizzazione che tutelano il settore. L’iniziativa è stata resa nota dagli stessi negozianti, che hanno tappezzato di “necrologi” il centro storico. Proprio così: annunci funebri. “Dopo tante battaglie è deceduto il commercio nel centro storico, ne danno il triste annuncio i commercianti tutti: la commemorazione avrà luogo venerdi 2 febbraio”. Nel manifesto funebre le colpe della morte del commercio sono attribuite “al silenzio amministrativo” e ai “problemi di viabilità e di sicurezza”.

Così ti sfregio la prof.

0

Ecco qua. È accaduto. Finalmente è successo, così è fatta giustizia per tutte le malefatte che vanno compiendo da anni questi palloni gonfiati che siedono dietro, davanti, di fianco e talvolta sopra le cattedre. A Caserta il vendicatore di tutti gli studenti svogliati, di tutti i genitori frustrati e di tutti i presidi incompetenti ha colpito e sfregiato con una coltellata al viso la professoressa di italiano, colpevole di avergli dato un brutto voto.

L’eroe ha 17 anni, va per i 18, è andato armato a scuola perché la prof. insisteva a fare lezione tutti i giorni, a interrogare per valutare gli alunni, a spiegare per arginare l’ignoranza imperante. Una pazza! E lui, lo studente, ha pensato bene di fermare la folle deriva con un fendente deciso. Non è chiaro se l’intenzione principale fosse quella di decapitarla; i ragazzi si sa come sono, si distraggono e spesso riescono a fare male anche le cose più banali. Ad ogni modo, a questo giovane studente, armato e orgogliosamente imbecille, sarà dedicato un francobollo su cui campeggerà il suo viso, trionfante e strafottente; a noi, sarà data la soddisfazione di sputargli sopra.

Per provare ad incollarlo sulle buste da spedire.

Terzigno, nel sito di cava ranieri una “storia ritrovata”

Per mostrare i passi in avanti compiuti nel risanamento e le potenzialità del territorio nella  mattinata di Giovedì 1° febbraio si è svolto l’evento nel sito di Cava Ranieri “La storia ritrovata: da sito di stoccaggio a sito archeologico”, organizzato dal Sindaco di Terzigno Francesco Ranieri e dall’Assessore ai Beni Archeologici con la delega al Turismo, Genny Falciano. Presenti anche il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, il Presidente del Parco del Vesuvio, Agostino Casillo, i Consiglieri della Città Metropolitana, Michele Maddaloni (delegato Grande Progetto Pompei) ed Elena Coccia (consigliera delegata ai Siti Unesco). Hanno partecipato, anche attivamente gli studenti dell’Istituto Superiore di Terzigno, illustrando alcuni pannelli illustrativi di reperti rinvenuti nel Sito Archeologico. Ha partecipato all’iniziativa anche il Presidente e amministratore delegato della Sogesid, Enrico Biscaglia, la società ministeriale soggetto attuatore dell’intervento di bonifica. Ad oggi la percentuale di avanzamento dei lavori di bonifica nella cava Ranieri supera il 75% e l’area appare già visibilmente libera dai cumuli: entro fine febbraio, a sei mesi dall’avvio delle attività di rimozione, sarà completamente ripulita dagli oltre 11 mila metri cubi di rifiuti di varie tipologie che la colmavano, mentre a fine aprile saranno resi noti i risultati delle analisi sui suoli al di sotto dei rifiuti, attività svolta con l’ausilio di ARPA Campania. L’ex cava, ed ormai ex discarica, sorge in una zona di particolare importanza sotto il profilo ambientale e archeologico: si trova infatti nel Parco Nazionale del Vesuvio, in un’area SIC (Sito di Interesse Comunitario) sottoposta a vincolo Paesistico e Paesaggistico Ambientale. In prossimità del sito vi sono stati negli anni ‘80 straordinari ritrovamenti di ville rustiche di epoca romana, seppellite dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.. Per questo motivo il Comune di Terzigno ha avviato un progetto per la realizzazione di un Parco Archeologico Naturalistico nell’area, di cui è presupposto la bonifica dell’area. Intensa è anche l’attività di indagini archeologiche, con trincee che hanno portato alla luce alcune evidenze su presunte attività agricole dell’epoca e sugli eventi eruttivi, presumibilmente di epoca antecedente a quella del 79 d.c.. A questa fase sono aggiunte la redazione del Piano operativo e le varie attività di completamento di rimozione dei rifiuti in un impianto di trattamento. Dopo la totale rimozione dei cumuli seguirà l’indagine sui suoli con la validazione dei dati da parte dell’Arpa Campania, infine la rinaturalizzazione dell’area con arbusti tipici dell’area vesuviana quali le ginestre e il lentisco. “Questo dove ci troviamo oggi – ha dichiarato il Presidente Massimo Osanna – è un altro importante tassello per il recupero del territorio fra i più belli del Mondo e viene restituito un pezzo di paesaggio alla comunità che ci vive ed a tutti i turisti del Mondo che vorranno venire, diversificando la loro presenza andando al di là di Pompei. Questo è un luogo dove la natura e la cultura sono strettamente fuse, dove si può cogliere un’altra storia rispetto a quella che ci racconta Pompei, una storia di attività quotidiane legate all’agricoltura in un territorio fertilissimo” “A Cava Ranieri – ha spiegato il Presidente Biscaglia – stiamo accompagnando con le nostre competenze tecniche e secondo il mandato del Ministero dell’Ambiente la voglia della comunità e dell’amministrazione di Terzigno di chiudere una storia di pericoli ambientali, aprendone una di rilancio del territorio. Per Terzigno – ha aggiunto Biscaglia – abbiamo molte attività in campo, tra questi imminenti interventi su cinque chilometri di rete fognaria di Boccia al Mauro, i cui lavori saranno avviati la prossima settimana e termineranno a fine luglio”. “Questo – sottolinea l’Assessore Genny Falciano – è un primo passo concreto di quello che si vuole realizzare per il Turismo. Esiste una sinergia tra le istituzioni senza la quale non si può raggiungere quello a cui aspiriamo, mi riferisco anche alla Mostra Archeologica (di prossima realizzazione nell’ex macello, ndr) per la quale stiamo lavorando e senza l’aiuto, in questo caso, dell’Ente Parco Vesuvio non avremmo potuto realizzare di qui a breve. Quest’altro piccolo grande sogno che si concretizza”. “Oggi è una giornata storica, direi dalla monnezza alla ricchezza – ha esclamato il Sindaco Ranieri, raccogliendo l’applauso dei presenti -. Oggi poniamo la fine ad errori fatti nel passato: un luogo fantastico che era stato oggetto di una discarica. Abbiamo creduto in questo progetto ed alla fine abbiamo ottenuto risultati importanti, nascerà il Parco Archeologico Naturalistico di Terzigno, perché oggi qui non c’è più una discarica, finalmente si va in controtendenza, si ritorna un qualcosa di importante a questo territorio che è sensazionale”.  

Quando Antonio Portolano, al Liceo Cl. “A. Diaz”, ci insegnava a vedere il mondo con gli occhi di Orazio e di Marziale….

0
In memoria di Antonio Portolano, che negli anni ’60 tenne la cattedra di Latino e Greco al Liceo Classico “A.Diaz” di Ottaviano e con i suoi colleghi, Sorrentino, Correale, Appierto, Angrisani, fece sì che gli allievi costruissero un metodo di interpretazione della realtà fondato sulla capacità di connettere i livelli di lettura. Molti di quegli alunni divennero avvocati, medici, ingegneri e fisici di gran nome.   “Quando scenderò nei Campi Elisi – diceva – cercherò Orazio, lo troverò e gli domanderò cosa pensa veramente dell’arte del suo amico Virgilio.” E poiché era un uomo di parola, sono certo che Antonio Portolano, che mercoledì gli dei hanno liberato dalla pena di vivere una vita in cui si era spenta la luce dell’ironia, già si aggira per i prati dei Campi Elisi e chiede di Orazio. Ammirava Virgilio e Omero, ma amava Orazio, Marziale, Sofocle, Tucidide e Aristofane. A noi, che fummo suoi alunni al Liceo “A.Diaz” nella prima metà degli anni ’60, mostrò, nei classici latini e greci, una galleria di personaggi “eterni”: “maschere” che incontriamo non solo nella letteratura dei secoli successivi, ma anche per strada: li riconosci subito, anche se hanno cambiato abbigliamento e pettinatura, e smaltano di pomata le rughe. Quando parlava di Demostene e di Iperide, il Maestro ci guidava con fermezza e con abilità attraverso i sentieri difficili e affascinanti di argomenti dal vasto orizzonte: la potenza della parola con cui l’oratore può incantare il pubblico, orientandone pensieri e emozioni, e può demolire, sgretolare l’avversario; la luminosa fragilità della democrazia ateniese, e della democrazia in genere; il mistero della grandezza e della miseria degli uomini. E, partito dal Greco e dal Latino, arrivava per gradi ai temi della civiltà rinascimentale, del Barocco e della Bellezza neoclassica: ci parlò di Karl Rosenkrantz e della sua “Estetica del Brutto” molti anni prima che il libro di Eco ne divulgasse i concetti anche presso il grande pubblico. Portolano amava la “napoletanità”: era cresciuto nel quartiere Sanità, e pronunciava le parole del dialetto con un timbro largo, la cui studiata lentezza, che infine si affilava nella punta dell’ironia implacabile, era accentuata dall’ immancabile sigaretta spenta incollata sul labbro inferiore. Parlava spesso di Scarpetta e di Viviani: “io potrò dire ai miei nipoti che ho avuto il privilegio di vedere, a teatro, Totò nella parte del “turco napoletano”, e di assistere alle convulsioni degli spettatori che il ridere soffocava fino allo svenimento.” Nessuno dei suoi alunni ha dimenticato le lezioni che egli tenne sul colloquio tra Ulisse e l’”ombra” di Achille, su Scipione Emiliano che piange alla vista delle fiamme che divorano Cartagine, sul drammatico colloquio tra Edipo e Tiresia, sull’ “inno a Venere” di Lucrezio. Il Maestro dedicò a Marziale molte lezioni: lo affascinava, credo per un sentimento di affinità, quella sua ironia, che non si colora mai di moralismo, e dunque non diventa mai satira, perché, diceva, Marziale è uno che si guarda allo specchio, e, come tutti i grandi, prima di ridere degli altri, ride di sé stesso. Non poteva fare satira, Marziale, perché per tutti gli anni vissuti a Roma aveva fatto il “cliens”, aveva bussato ogni giorno alle porte  dei potenti chiedendo la “sportula” quotidiana, “’o canisto pe’ campà’”.  Marziale possedeva il senso del limite e conosceva il valore della misura. L’ironia diventava sarcasmo solo contro un potente, Fabiano, che pretendeva che Marziale, dopo trenta anni di onorato servizio di “cliens”, continuasse a portargli il saluto, ogni mattina, anche nei giorni di freddo polare, che si trascinasse in mezzo al fango dietro la sua lettiga, che lo accompagnasse, nel pomeriggio, alle terme. Fabiano era il perfetto modello di quei ricchi, di quei Trimalchioni, che erano, e che sono, oggi più di prima, a tal punto accecati dall’argento dei loro forzieri da sentirsi padroni del mondo, da perdere del tutto il “modus”, quel senso della misura che è, a ben vedere, un motivo guida della poesia di Orazio e degli epigrammi di Marziale. E la parola “misura” indicò il tema dominante del magistero di Antonio Portolano, di Raffaele Sorrentino, che insegnava Italiano e ci fece leggere Guicciardini e i “Pensieri” di Leopardi, di Elda Appierto, che insegnava filosofia e dedicava puntuali lezioni a Parmenide, a Eraclito, a Bruno, a Vico, ma non amava i sofisti; di Gennaro Correale, geniale Maestro di matematica e fisica; di Guido Angrisani, che per spiegarci i Macchiaioli, partì dalla “novità” di alcune liriche carducciane e dalla qualità della luce toscana, e che ci parlò a lungo della Scuola di Posillipo, a  cui i libri di testo di allora e di oggi dedicavano e dedicano magri capitoletti. Durante i primi anni universitari pensai talvolta che quei docenti ci avessero proposto un metodo di lettura del mondo che forse era troppo “segnato”, non dico dal pessimismo, ma da una vena di scetticismo. Poi vidi che non era così: perché dalle classi di quei docenti, da quel Liceo che era solo Classico e non aveva le “curvature” che oggi hanno i Licei “uscivano” medici, architetti, avvocati, ingegneri e fisici di gran nome, tutti capaci di sognare e di realizzare i loro sogni, e quasi tutti appartenenti a famiglie della piccola e della media borghesia. Saluto Antonio Portolano ricordando l’epigramma dedicato da Marziale ad Antonio Primo che, ormai vecchio, guarda con serenità agli anni trascorsi, ai momenti che nessuno gli può più sottrarre: egli non ha paura della morte, perché non c’è giorno del suo passato di cui non voglia ricordarsi. “Ripercorrere con soddisfazione la vita già vissuta è come vivere due volte.”. Grazie, Maestro.

Interventi al Polmone: Monaldi primo in Italia per l’applicazione di tecniche miniinvasive

Ancora un primato per la sanità in Campania. Per il quarto anno consecutivo, con 160 interventi nel solo 2017, l’Azienda Ospedaliera dei Colli si conferma al primo posto in Italia per interventi chirurgici sui pazienti affetti da tumore al polmone con tecniche mini-invasive in videotoracoscopia o VATS (Video-assistedthoracoscopicsurgery). La nuova tecnologia, che ha completamente rinnovato la chirurgia toracica, è stata introdotta nella struttura dal 2011 e fino ad oggi ne hanno beneficiato oltre 560 pazienti. Grazie ai nuovi sistemi gli interventi chirurgici sono molto più sicuri e molto meno traumatici: non necessitano più dell’apertura della cassa toracica e della eliminazione o divaricazione delle costole per permettere al chirurgo di operare manualmente, ma sono effettuati in toraco-scopia, con tre piccoli fori all’interno dei quali sono inseriti strumenti di ultima generazione volti a portare a termine l’intervento. Una vera rivoluzione nel trattamento, che riduce non solo i traumi e il forte dolore post-operatorio ma anche il rischio di emorragie grazie all’estrema precisione degli strumenti utilizzati. A questi vantaggi si aggiunge l’importante abbattimento dei costi dovuto alla riduzione dei giorni di degenza ospedaliera. Nel 2011 la degenza media era già scesa da 12 ad 8 giorni, che sono ulteriormente diminuiti fino ad arrivare agli attuali 4 . Considerando che un solo giorno di degenza costa circa 900 euro, possiamo dire che dal 2011 abbiamo risparmiato oltre 2 milioni di euro: “Ma noi potremmo fare ancora di più -spiega Carlo Curcio, Direttore UOC Chirurgia Toracica Ospedale dei Colli. Nel senso che se potenziassimo le nostre risorse potremmo ridurre l’esodo di pazienti residenti nel meridione , anche nella stessa città di Napoli, che emigrano al Nord per essere curati ed operati per tale patologia, per il solo motivo di essere curati prima e non per sfiducia nelle nostre strutture o nei nostri operatori. In questo modo potremmo ridurre la lista di attesa, con ulteriore risparmio economico per la nostra regione, che è costretta a “rimborsare” i costi per la cura di questi pazienti alle regioni del nord”. Secondo l’Associazione Italiana di Oncologia Toracica (AIOT) infatti, ogni anno in Italia si registrano circa 38 mila nuovi casi di tumore al polmone, il 15% dei quali (circa 4.800) in Campania .Mentre il dato nazionale indica che negli uomini, dal 2008 al 2016, c’è stata una diminuzione dell’ incidenza dei casi di tumore del polmone e della prostata (-2,5% per anno), il Registro Tumori Campano evidenzia, per la stessa fascia di popolazione, maggiori tassi di incidenza del tumore al polmone rispetto alla media nazionale. Il fenomeno è probabilmente dovuto al fatto che la Campania è la Regione con la più alta percentuale di fumatori negli ultimi venti anni, presentando un tasso di tabagisti pari al 31% rispetto al 28% (media nazionale). Nel solo 2015, inoltre, la Regione ha registrato la comparsa di 3.844 nuovi casi di carcinoma polmonare. Appare quindi chiaro quanto l’evoluzione della tecnologia fornisca un importante supporto nella cura di questa malattia: “Sono tantissimi i device che hanno completamente rivoluzionato gli interventi chirurgici –continua Curcio – tra questi, i bisturi con radiofrequenza e le suturatrici meccaniche, che mettono al riparo dalle eventuali emorragie post-intervento. Da quando sono state introdotte, infatti, abbiamo avuto una notevole riduzione di emorragie intra e postoperatorie e mi preme quindi sottolineare che oggi con questi strumenti di ultima generazione gli interventi chirurgici sono molto più sicuri. Dal 2011, anno in cui sono state introdotte al Monaldi queste nuove tecnologie, abbiamo effettuato più di 570 interventi. Quest’anno, per il quarto anno consecutivo, siamo il primo ospedale in Italia con oltre 160 interventi, secondo quanto riportato dal Registro Italiano di Chirurgia Mininvasiva Toracica creato nel 2013 che si chiama VATS GROUP. Abbiamo creato proprio una scuola di Chirurgia Toracica Mininvasiva; infatti organizziamo corsi di chirurgia mininvasiva ai quali partecipano chirurghi provenienti da altri centri italiani per apprendere questa tecnica”. Sui fattori che possono favorire l’insorgenza del tumore del polmone, in primo piano restano, oltre al fumo, anche l’inquinamento ambientale e atmosferico: “Nelle zone in cui sono presenti discariche abusive dove spesso i rifiuti vengono bruciati –prosegue Curcio – si è registrata una maggiore incidenza tumorale. Oltre ad essere inquinato il sottosuolo, infatti, si registrano nell’aria forti concentrazioni di diossina e altri gas tossici. Nell’area di Bagnoli invece ci sono ancora altissime concentrazioni di radon nel sottosuolo, in una quantità molto superiore a quelle consentite. Se si volesse veramente parlare di prevenzione, bisognerebbe bonificare questi ambienti ad altissimo rischio per la salute pubblica.” A questo vanno aggiunti anche la prevenzione individuale e i controlli periodici, soprattutto per gli individui maggiormente a rischio: “Occorre adottare stili di vita corretti abolendo completamente il fumo, seguendo una corretta alimentazione e svolgendo attività fisica che favorisca il ricambio di ossigeno nei polmoni – conclude. A questo si aggiungono gli screening periodici. Le TAC di cui disponiamo oggi permettono di intravedere neoplasie anche inferiori ai 5 millimetri. Da sola, però, la TAC non basta, perché alcuni tumori molto aggressivi a distanza di sei mesi possono presentarsi per la prima volta già in fase avanzata. Per cui ci viene in aiuto una importante novità che è la biopsia liquida, un particolare esame del sangue che monitora le mutazioni di alcuni elementi presenti nell’acido ribonucleico (RNA) che indicano la predisposizione del soggetto all’insorgenza del tumore. Se si notano queste mutazioni, lo screening andrà effettuato non più due volte l’anno, ma ad una distanza molto più ravvicinata, che permetterà di intercettare l’eventuale tumore allo stadio iniziale

Nola, Giosy Romano taglia il nastro di via Boscofangone. La strada era chiusa da sette anni

Sette anni: tanto è durata l’attesa dei residenti e dei lavoratori che insistono sull’area di Nola e Marigliano per poter vedere riaperta e quindi fruibile via Boscofangone, ufficialmente restituita alla collettività oggi dal presidente dell’ASI Giosy Romano. Un taglio del nastro atteso da tanti quello celebrato stamane presso lo spiazzale dello stabilimento industriale del pastificio Ferrara a Nola, visto che l’arteria chiusa ormai dal 19 maggio 2011 rappresenta la dorsale principale nell’agglomerato ASI di Nola-Marigliano sia per natura che per posizione strategica. Basti pensare che la strada serve attualmente almeno 100 imprenditori e 10.000 dipendenti dell’agglomerato in quanto il collegamento alla SS 7 bis var, attraverso i due svincoli Cis-Interporto e Zona Asi la rende di vitale importanza a tutte le ore per poter raggiungere la SP Boscofangone ed i paesi limitrofi come Marigliano e Polvica. Un intervento dalla grande ricaduta in termini di migliore vivibilità per residenti e non solo, insomma, del valore complessivo di 250 mila euro. “Per chi come me ha sempre preferito parlare di risultati ottenuti piuttosto che di promesse – ha commentato il presidente dell’Asi Giosy Romano, candidato al Senato nel collegio uninominale con Forza Italia – è la riprova che quando si lavora in silenzio ma seriamente i risultati arrivano e sono tangibili. L’interesse dell’Asi, come di tutti coloro che sono preposti all’amministrazione della cosa pubblica, è del resto solo uno : migliorare le condizioni di sviluppo del territorio, nel minor tempo e con la minor spesa”. I principali lavori eseguiti consistono in particolare in: decespugliamento, taglio della vegetazione, pulizia della superficie stradale e delle canalette di sgrondo, rifacimento della pavimentazione stradale, trasporto a rifiuto del materiale di risulta, riconfigurazione delle pendenze, ripristino delle barriere di sicurezza esistenti e relativa posa in opera di gemme rifrangenti, rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale, posa di targa viaria per cartellonistica toponomastica.