Congresso Giovani Democratici di Nola, nominato segretario Giuseppe Lauri
Si è tenuto il 7 aprile scorso, presso la sezione PD/GD cittadina in via Tansillo 13, il congresso dei Giovani Democratici di Nola.
Presieduta dal segretario uscente Nello de Crescenzo, la riunione si è aperta con un breve tracciato delle ultime attività; quindi, all’esito delle candidature e del voto, sono risultati eletti per acclamazione Giuseppe Lauri (segretario), Federica de Simone (vice-segretario), Marcelliano Minieri (tesoriere) e Alfonso Manuel d’Alessio (presidente, riconfermato).
Nel ringraziare il suo predecessore per l’ottimo lavoro svolto in quasi quattro anni (il circolo è stato rifondato il 25 novembre 2014; quello del 7 aprile è stato il terzo congresso, dopo il rifondativo e quello tenutosi nel febbraio 2016 in concomitanza con la fase congressuale nazionale della giovanile del PD), il nuovo segretario ha ricordato come le cariche servano solo ad un’articolazione interna richiesta dagli statuti dell’organizzazione, il lavoro è e resterà di tutto il gruppo nel complesso.
«Siamo andati a congresso cittadino in una fase molto delicata per il PD, sia a livello nazionale, che a livello locale, ed è stato un atto molto coraggioso. In questi anni abbiamo raggiunto obiettivi importanti, abbiamo creato un gruppo coeso, tra i più attivi della federazione metropolitana (ce lo dimostra anche la presenza di nostri tesserati negli organi provinciali e regionali dell’organizzazione); abbiamo fatto rete con i circoli dell’Area Nolana-Mariglianese, realizzando un progetto risalente già agli anni della Sinistra Giovanile; siamo stati e siamo in prima linea in piazza con iniziative a carattere nazionale e cittadino. Vogliamo continuare su questa strada, in tempi in cui rischiamo tutti, non ultimi noi, di barricarci dietro i social perdendo il contatto con una realtà fatta di persone vive. È per questo che continueremo a mettere, come abbiamo sempre fatto, le nostre idee, e soprattutto le nostre energie al servizio del Partito Democratico di Nola, nel segno di una collaborazione improntata al reciproco rispetto e stima, anche in prospettiva della tornata amministrativa dell’anno prossimo. Le emergenze a Nola sono tante (pensiamo allo stato della viabilità, alla situazione di una frazione come Piazzolla ridotta sempre più a periferia terra di nessuno, alla macchina amministrativa comunale ingolfata su cui a breve potrebbe abbattersi la mannaia del commissariamento per mancata approvazione del bilancio comunale); a chi fa finta di non vedere questi problemi per interessi di bottega, noi risponderemo sempre anteponendo gli interessi della città e del vivere comune facendo la nostra parte, nei limiti del possibile, senza né padrini, né padroni. I partiti e le organizzazioni giovanili esistono anzitutto per questo: per organizzare i cittadini intorno ad una comune idea del mondo da perseguire con ogni mezzo. Ce lo dice la Costituzione, all’articolo 49, e lo ricordava anche una citazione riportata su una delle nostre prime tessere, tratta dagli scritti di don Lorenzo Milani: “Il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia”», la dichiarazione congiunta degli iscritti al termine della giornata congressuale.
Somma Vesuviana, manifestazione del 25 aprile in memoria dei partigiani
Il 73° anniversario della Liberazione d’Italia sarà celebrato a Somma Vesuviana ricordando tutti i partigiani che hanno combattuto per liberare la nazione dal regime nazifascista. Iniziativa fortemente voluta dal sindaco Salvatore Di Sarno e l’assessore alla Cultura Giovanni Salierno in collaborazione con l’Archivio Storico cittadino diretto da Alessandro Masulli.
Quest’anno il tema proposto nel manifesto per la celebrazione del 25 aprile è il partigiano Antonio Converti e sarà apposta una lapide davanti a quella che fu la casa di Ferdinando Aliperta, che fu fucilato appena 24enne, insieme ad altri cinque partigiani, dai tedeschi nel 1944, le sue spoglie sono tornate in città nel 2014 dopo essere state custodite per 70 anni a Verres, paese della Valle d’Aosta. Ma è stato anche realizzato un opuscolo “Resistenza e Libertà” che racconta di otto partigiani di Somma Vesuviana e che sarà distribuito nelle scuole.
Di seguito il programma della manifestazione:
Ore 9,45 Raduno del corteo nell’atrio del Comune di Somma Vesuviana in Piazza Vittorio Emanuele III;
Ore 10,00 Cerimonia di scoprimento della lapide in memoria del partigiano Ferdinando Aliperta (1919-1944) dinanzi alla sua abitazione in via San Pietro; Deposizione di una corona in piazzetta San Domenico presso la lapide che ricorda le vittime civili del 1943 con la partecipazione del complesso bandistico Ottava Nota Città di Pompei;
Ore 11,00 Corteo con partenza dalla Chiesa di San Domenico e deposizione di una corona presso il monumento che ricorda i Caduti delle due Guerre Mondiali in Piazza Vittorio Emanuele III.
Ottaviano, il sindaco Capasso torna sui suoi passi: «Qualcuno si dispiacerà, ma io mi ricandido per i bambini»
A convincere il primo cittadino che aveva annunciato (leggi qui) di non volersi più candidare per motivi personali sono stati, a leggere il suo post facebook che al momento sta per sfiorare i mille likes, i bambini. Un gruppo di piccoli ottavianesi che è andato a trovarlo per tentare di fargli cambiare idea. Ci sono riusciti, facendo leva sui sentimenti. «Mi hanno commosso, la loro voce mi è entrata nell’anima». Ma, nei giorni trascorsi all’insegna dell’incertezza per una strada che sembrava già tracciata nonostante le difficoltà, la politica ottavianese non è stata con le mani in mano: a far capitolare Capasso deve essere stata pure la lettera che porta in calce i nomi di tutti i consiglieri comunali di maggioranza e di tutti gli assessori della sua giunta, oltre che i ripetuti appelli dei concittadini che sui social hanno incalzato senza sosta affinché il sindaco cambiasse parere. Lo ha fatto. All’appuntamento con le urne, il 10 giugno, tra i competitor ci sarà anche lui, da primo cittadino uscente.
Di seguito, il post con il quale Luca Capasso ha comunicato alla città la sua decisione.
«Quanto sta accadendo in queste ore mi ha consentito di comprendere che, per una persona come me, che si è data per passione e con dedizione ad una comunità che ama, la possibilità dell’abbandono non è contemplata. O almeno, non nei termini che avevo usato qualche giorno fa. Ho capito che il mio destino politico, ed in parte personale, non appartiene più esclusivamente a me. Le mie scelte non sono più solo mie, ma sono inevitabilmente patrimonio di tutti coloro che mi stanno dimostrando, in questo momento estremamente delicato, solidarietà, sostegno e soprattutto amore. Il senso di appartenenza alla comunità ottavianese sovrasta le mie prerogative, inibendomi scelte di tipo squisitamente soggettivo, imponendomi di essere presente. Questa lezione mi è giunta da tutti coloro che si sono spinti ben oltre la mera solidarietà, dai consiglieri comunali di maggioranza e dagli assessori ma soprattutto dai bambini, la parte più innocente e vitale di Ottaviano. Il loro appello mi ha commosso, la loro voce mi è entrata nell’anima aiutandomi a fare luce ed a individuare il giusto sentiero da percorrere. Ed ho capito che per “giusto” non posso intendere ciò che può fare bene a me ma ciò che può fare bene a tutti e ai bambini in particolare. Chiedo scusa per aver sottovalutato il radicato sentimento sedimentatosi in questi anni e per aver generato disorientamento in molti di voi. Grazie per la lezione di vita che mi avete regalato. Grazie ai consiglieri comunali di maggioranza e agli assessori per le belle parole di stima nei miei confronti. Grazie, non mi stancherò mai di ripeterlo, soprattutto ai bambini. Ricambierò con la stessa intensità e dedizione dimostratami. Grazie perché ora ho la forza per proseguire un cammino che, per una serie di vicissitudini che mi stanno tuttora attanagliando, si è fatto estremamente difficile ed estenuante. So che questa mia scelta di revocare cio che credevo essere irremovibile sarà colta da qualcuno con dispiacere, ma credo che chi vive la politica in modo passionale potrà essere soltanto contento della mia decisione di non abbandonare. Vado avanti. Andiamo avanti. #nonsonosolo #ilgrandecuoredeibambini #micandidoperibambini»
Onore al Napoli e Kalidou, che arriva al Palazzo volando
Gli azzurri battono la Juventus a Torino grazie al grande salto di Koulibaly
Fino al Palazzo, detta il comandante Sarri. Fino al Palazzo, rispondono i suoi adepti. Ma né Sarri, né i sarriani, né i sarristi (c’è differenza, ma non sto qui a spiegarvela) avrebbero mai immaginato che Kalidou Koulibaly fino al Palazzo ci sarebbe arrivato senza fare le scale e senza prendere l’ascensore. Nessuno avrebbe mai immaginato che il gigante del Senegal il Palazzo lo avrebbe raggiunto volando, alzandosi da terra diversi centimetri, rimanendo sospeso in aria per una frazione di secondo e picchiando il pallone con la testa per scaraventarlo alle spalle di un signore anziano falsificatore di diplomi e scommettitore incallito, reso padre nobile del calcio italiano da una narrazione drogata, peraltro nel momento più basso del calcio italiano medesimo.
Fino al Palazzo, diranno i realisti, non siamo ancora arrivati: il volo dell’angelo nero ha avvicinato il Napoli alla meta che, tuttavia, non è stata raggiunta. Ci sono partite da vincere e c’è da sperare che la Juventus ne pareggi almeno una. E tuttavia tutto questo entusiasmo è giustificato da una prestazione attenta, da una partita gagliarda.
Ora ci starebbe bene un “onore alla Juventus”, per essere sportivi e uscirsene in maniera elegante. Eppure “onore alla Juventus” ha senso se parliamo dell’intero campionato, del recupero sul Napoli stesso (che, non dimentichiamolo, è stato campione d’inverno) o della bellissima partita contro il Real Madrid al Bernabeu. Ma ieri quale onore hanno meritato i bianconeri? Hanno giocato malaccio, interpretato la partita nel peggiore dei modi, hanno subito gli azzurri oltre il dovuto. No, onore al Napoli. Poi si vedrà.
L’Agguato, l’ospite di questa settimana: Alfonso Gifuni, presidente di «Mi Fido ancora di te»
Per la terza settimana, la rubrica settimanale di Il Mediano.it, presenta l’ospite prima della consueta intervista in diretta streaming che inizierà alle 19 di domani, martedì 24 aprile. In studio, con Ciro Pavone nel ruolo di opinionista, ci sarà Alfonso Gifuni, già consigliere comunale a Sant’Anastasia e presidente nazionale di un’associazione di categoria, la Car, che riunisce autodemolitori di tutta Italia. Stavolta però Gifuni sarà ospite nella veste di presidente di una neonata associazione che già da settimane sta operando sul territorio di Sant’Anastasia, interfacciandosi con altre realtà simili tra Somma Vesuviana ed Ottaviano. L’associazione si chiama «Mi Fido ancora di te».
Costituita circa un mese fa e regolarmente registrata dopo alcuni mesi di «gestazione», l’associazione Mi Fido ancora di te nasce grazie alla passione di un gruppo di diciotto volontari impegnati pressoché quotidianamente nel soccorso dei cani randagi. Alla presidenza c’è Gifuni, la vice presidente è il medico Carmen Esposito, la responsabile amministrativa Nunzia Gallo.
Gli obiettivi del nutrito gruppo di volontari che riescono, con un minimo di autofinanziamento e tanta passione, a ritagliarsi il tempo necessario per dedicarsi alla cura e al soccorso dei cani randagi, si possono dire ambiziosi vista la situazione critica e la mancanza di strutture adeguate sul territorio: combattere il randagismo a Sant’Anastasia e oltre, lottando nel contempo per debellare i maltrattamenti sugli animali.
Ad oggi, il fenomeno del randagismo viene gestito dai Comuni, inviando tutti i cani vaganti ai canili convenzionati. Molti li accolgono con tutti i crismi, altri sono veri e propri lager, ma in ogni caso rappresentano una indebita prigionia per gli amici a quattro zampe.
«Quello che abbiamo in mente è già stato realizzato a Vieste, in Puglia –spiega Gifuni – con il supporto delle associazioni di volontariato che si prendono cura dei cani ancor prima che siano affidati ai canili. Li si cura, li si munisce di microchip, li si censisce e li si sterilizza per evitare l’indiscriminata proliferazione. Tentando naturalmente la carta di affidarli in adozione a chi può elargire loro cure ed affetto. In qualche caso li si reimmette sul territorio». Tutte iniziative che l’associazione finanzia con mezzi propri reperiti attraverso le adesioni di soci sostenitori (si può dare una mano con soli cinque euro mensili, per esempio) che contribuiscono tramite un conto collegato all’associazione ai pesanti oneri che attualmente sono a carico dei volontari.
«Intanto faremo quanto in nostro potere per vigilare sui doveri previsti dalla legge e che sono le istituzioni a dover espletare: l’Asl dovrebbe sterilizzare gratuitamente i cani, oggi invece sono i volontari a provvedere, a proprie spese».
Insomma, è un inizio, che però ha già dato molti risultati: dai cani tratti in salvo a quelli adottati. Step dopo step però si persegue un obiettivo che dicevamo molto più ambizioso e che ha già visto una rappresentanza dell’associazione incontrare il sindaco di Sant’Anastasia, Lello Abete, e la vicesindaco Carmen Aprea. «Vorremmo realizzare uno stallo provvisorio, magari su suolo comunale che potrebbe esserci affidato in comodato d’uso, una soluzione che non solo salverebbe molti amici a quattrozampe ma farebbe risparmiare cospicue somme alle casse comunali» – spiega Gifuni.
Ne parleremo, auspicando gli interventi in diretta di numerosi volontari, alle 19 di domani sera, martedì 24 aprile in diretta sulla pagina facebook di Il Mediano.it
L’Atelier Gifuni presenta «Terra di casa mia»


Gli abiti, tutti pensati e curati nei minimi dettagli da Luisa Gifuni e dalle sarte dell’Atelier, erano valorizzati dalle bags Delù e dai gioielli Attratto (Ottaviano). Un mix con un evidente denominatore comune: l’amore per le creazioni artigianali, che si tratti di abiti, accessori o creazioni di oreficeria.«Le mie creazioni – ha detto Luisa Gifuni nella breve presentazione, dando poi il via all’evento – sono tutte curati nel dettaglio, dalle stoffe alle manifatture, con un rapporto eccezionale qualità – prezzo. Il nostro è un sogno che sta crescendo, che stiamo costruendo pian piano». Il titolo dell’evento, «Terra mia» è un chiaro riferimento al territorio, alle eccellenze partenopee che nella sartoria – e non solo – sono maestre.
La scelta di rinunciare alla classica passerella ha consentito agli ospiti di ammirare più da presso la manifattura degli abiti, dalle linee pulite e – in qualche caso – ispirati agli anni ’50. Capi portabilissimi da ogni donna che vanno da semplicissimi tailleur dai colori pastello, ad abiti da sera total black nei quali i dettagli fanno la differenza.
Somma Vesuviana, blitz antidroga: trovati panelli di hashish e marijuana pronti allo spaccio
I carabinieri di Castello di Cisterna, insieme ai colleghi della stazione di Somma Vesuviana, nel corso di un servizio coordinato, hanno rinvenuto nel “Parco Fiordaliso” 875 grammi di hashish, 136 di marijuana e un bossolo calibro.7,65.
Hanno inoltre tratto in arresto un 36enne del luogo, Angelo Buonincontri, già noto e ritenuto vicino al gruppo criminale dei “Panico–Perillo” attivo tra Somma Vesuviana e Sant’Anastasia, raggiunto da un’ordinanza di collocamento ad una casa lavoro emessa dal tribunale di Napoli.
Oncologa napoletana premiata in Canada
Doppio riconoscimento per l’Istituto nazionale tumori di Napoli Fondazione G. Pascale: in Canada, verrà premiata Marilina Piccirillo, giovane ricercatrice napoletana dell’Irccs partenopeo. Al venticinquesimo Congresso del Collegio di Odontiatria, a Roma, è stato premiato invece il lavoro dell’equipe di Franco Ionna, per il ‘Pattern di crescita di un osteoma solitario della mandibola: caso clinico’.
La giovane ricercatrice, che il 27 aprile riceverà a Toronto il premio 2018 del Cancer Trials Group Canadese: insieme con il team della Unità Sperimentazioni Cliniche dell’Istituto Pascale, diretta da Francesco Perrone, Piccirillo è la coordinatrice, a livello internazionale, di uno studio all’avanguardia per il trattamento del mesotelioma pleurico con uno dei più promettenti farmaci immunoterapici oggi disponibili, il pembrolizumab. Uno studio condotto insieme con i ricercatori di vari Istituti oncologici italiani ma anche canadesi e, a breve, ricercatori inglesi.
Ottaviano, Ciro Sesto e Ciro Esposito nuovi commissari di Forza Italia in città
Il coordinatore provinciale, e neo onorevole, Antonio Pentangelo ha affidato, nell’attesa di un congresso cittadino, la guida di Forza Italia a Sesto ed Esposito. Saranno loro a traghettare il partito nella campagna elettorale per le amministrative che, ancor prima di iniziare, sta già riservando colpi di scena.
Pochi giorni fa, il sindaco uscente Luca Capasso aveva annunciato la decisione di non ricandidarsi. Ma nelle ultime ore si è passati da scelta «irrevocabile» a opzione possibile, tant’è che pare Capasso ci abbia ripensato, convinto dagli appelli dei cittadini, finanche di un gruppo di bambini andato a trovarlo in municipio per chiedergli di non mollare e in queste ore da una lettera a firma di assessori e consiglieri. La scelta definitiva dovrebbe essere comunicata a breve, intanto però il maggiore partito del centrodestra ha due nuove guide: i commissari Ciro Sesto e Ciro Esposito.
Sesto, avvocato e consigliere dell’Ordine degli avvocati di Nola, già assessore nei primi anni della consiliatura Capasso e Ciro Esposito, più volte assessore e consigliere comunale, già presidente dell’assise pubblica di Ottaviano. Saranno loro ad occuparsi delle sorti degli azzurri ottavianesi, fin dalla composizione delle liste.
Polpo alla Luciana
La ricetta del “Polpo alla Luciana” ha origini molto antiche.
Ogni giorno, un gruppo di vecchi pescatori si recava al borgo marinaro di Santa Lucia per pescare i polipi o polpi, utilizzando la cosiddetta “tecnica dell’anfora”.
Di sera ponevano sott’acqua piccoli contenitori di terracotta e sassi bianchi, di mattina le stesse erano miracolosamente piene fino all’orlo di polipi pronti per essere cucinati.
Tornavano a casa soddisfatti e si apprestavano a cucinarli, seguendo una ricetta molto semplice ma allo stesso tempo gustosa. Tagliavano i polpi a pezzi grossolani e li lasciavano cuocere lentamente nel loro stesso liquido.
Era d’obbligo utilizzare una casseruola di terracotta per la cottura in modo da mantenere la temperatura costante e non bisognava mai aggiungere acqua né aprire il coperchio.
Coprivano la casseruola, munita di coperchio, con un panno umido e lasciavano cuocere per circa 40 minuti. Gli ulteriori ingredienti venivano aggiunti a freddo.
In genere servivano il polpo ben caldo in una tazza, aggiungendo il brodo della cottura.
Man mano, nel corso del tempo, la ricetta ha subito delle modifiche: sono stati aggiunti altri ingredienti in modo da renderla ancora più saporita e gustosa.
Ingredienti
800 gr di polpi piccoli
1 scatola di pomodori pelati da 1/2 kg
1 bicchiere di vino bianco secco
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
olio, sale e pepe
Pulire i polpi senza romperli. In una pentola, possibilmente di creta, fate rosolare aglio, olio e peperoncino.
Lavate i polpi e uniteli all’olio e lasciandoli rosolare su tutti i lati.
Quando i polpi saranno quasi asciutti, versate il vino e lasciatelo evaporare. A questo punto salate, pepate, unite i pomodori, il prezzemolo e l’olio facendo cuocere ancora per un quarto d’ora a pentola coperta.
(Foto: fonte rete internet)

