Brusciano, blitz dei militari: 2 arresti per spaccio

I carabinieri delle stazioni di Marigliano e Brusciano hanno arrestato per spaccio in concorso Luigi Piacente, 48enne di San Vitaliano e Fabio Minutolo, 22enne di Castello di Cisterna. I militari hanno bloccato i due dopo che avevano ceduto 3 dosi di crack ad alcuni giovani del posto, poi identificati e segnalati alla prefettura di Napoli quali assuntori. Sequestrati 393 ritenuti provento illecito, mentre nelle vicinanze del luogo in cui I DUE sono stati bloccati i militari hanno rinvenuto altro crack, poco meno di 24 grammi. Gli arrestati sono ai domiciliari in attesa del giudizio con rito direttissimo.

La prima volta di un ministro alla Leonardo di Pomigliano. Di Maio: “La sosterremo”

Dai tempi dell’Alenia e prima ancora dell’Aeritalia nessuno ricorda l’ultima volta di un esponente del governo nella più grande fabbrica aeronautica del Mezzogiorno, la Leonardo di Pomigliano. Si può quindi definire in qualche modo storica e molto significativa sul fronte delle prospettive industriali del Sud la visita di ieri del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, nonché pomiglianese doc, Luigi Di Maio. Il vicepremier e leader pentastellato è entrato negli hangar in cui si costruiscono le fusoliere degli ATR, i velivoli commerciali turboelica a corto raggio, accompagnato dall’amministratore delegato, Alessandro Profumo, e dal presidente del gruppo, Gianni De Gennaro. << Il governo sosterrà Leonardo >>, ha promesso Di Maio al termine della visita. Poco dopo Profumo ha commentato a distanza. << E’ interesse comune continuare a far crescere Leonardo – ha affermato il manager – solo in Campania abbiamo 4500 dipendenti >>. La visita del ministro del governo Conte è iniziata alla buonora, poco dopo le sette del mattino. Ad attenderlo c’erano i vertici di Leonardo e decine tra fotografi e giornalisti. Il bagno di folla è stato immediato. Del resto Di Maio qui è di casa. Gli operai lo hanno stretto, idealmente ma anche letteralmente, in caldi abbracci. << Con lui ci sentiamo più sicuri, è ovvio >>, la certezza ostentata da un lavoratore. << Leonardo investe anche un miliardo e mezzo nella ricerca >>, l’orgoglio di Profumo. << Coinvolgeremo il ministro della ricerca >>, l’ulteriore promessa del ministro. Quindi la visita, casco in testa, nelle fusoliere. Proprio in questi giorni la Leonardo di Pomigliano (circa 3mila i lavoratori) festeggia la realizzazione della fusoliera di ATR numero 1500. Ma qui, a Pomigliano, Leonardo costruisce anche i componenti di coda dei grandi velivoli commerciali intercontinentali Boeing ed Airbus. Componenti per i quali si sta prodigando uno sforzo economico e tecnologico per il miglioramento produttivo. << Questa fabbrica è senza dubbio un’eccellenza – ha detto Di Maio – ed è importante il fatto che i lavoratori abbiano uno spiccato senso di appartenenza >>. Parole confermate e ribadite da Profumo. Poco dopo, la conferenza stampa improvvisata dal ministro in un piazzale. << Le aziende partecipate dallo Stato – la posizione del leader pentastellato – hanno una funzione economica e industriale ma anche sociale. Ci vorrà un occhio specifico al Sud Italia per far crescere anche il Nord, che non ce la può fare a trainare da solo >>. Ma il pensiero è stato rivolto anche alle << tante realtà in sofferenza >>. << Dell’Ilva di Taranto – il riserbo del vicepremier – ci occuperemo senza fare annunci e agendo con senso di responsabilità >>. Attenzione puntata sui fondi europei e sul loro utilizzo: << Se ne occuperà il ministro per la coesione sociale, Barbara Lezzi. Sarà necessario agire sulle regioni per sbloccare i finanziamenti inutilizzati >>. Lo sguardo rivolto alla semplificazione normativa per stimolare l’impresa: << Dovremo semplificare il codice degli appalti, che blocca il Paese >>. E alle partnership internazionali. << La Russia ? Noi restiamo alleati degli Usa ma con la Russia dobbiamo dialogare, come del resto abbiamo fatto sempre >>. Intanto l’aeronautica di Pomigliano spera nel futuro. << Mi aspetto dal nuovo governo – l’attesa dell’ad Profumo – che continui a esserci il supporto per guardare avanti vent’anni. Noi nel frattempo continueremo a investire sugli ATR 42 e 72 per renderli più moderni e garantirne il successo >>.

Cassa integrazione alla Fiat di Pomigliano: prima di firmare i sindacati chiamano in causa il governo

I sindacati non hanno firmato l’accordo finalizzato all’apertura di un periodo di quindici mesi di cassa integrazione straordinaria per i 4622 lavoratori delle fabbriche FCA di Pomigliano e Nola. Ieri, nei locali del Motor Village FCA di Roma, dopo sei ore di confronto con l’azienda a tavoli separati, con Fim, Uilm, Fismic e Ugl in una stanza e Fiom in un’altra, le parti hanno concordato che prima di sottoscrivere un’eventuale intesa sarà necessario attendere il preventivo via libera alla cassa integrazione da parte del ministero del Lavoro. La Fiom ha inoltre specificato che sarà necessario innanzitutto dare la parola ai lavoratori attraverso le assemblee di stabilimento. A ogni modo i sindacati firmatari aspettano di rivedere l’azienda in un prossimo incontro da organizzare, appunto, al ministero del Lavoro. Incontro che i sottoscrittori dell’accordo Panda sperano si possa tenere entro venerdi prossimo. Ci sono delle incognite però. FCA sostiene che la cassa integrazione straordinaria “per riorganizzazione” è propedeutica al rilancio produttivo e quindi occupazionale dei due impianti di Pomigliano (4342 addetti) e di Nola (280 addetti). L’azienda intanto ha annunciato il prossimo varo di nuovi modelli da produrre in Italia senza però specificare dove, come e quando saranno realizzate le nuove vetture. In base a indiscrezioni, che restano per il momento tali, a Pomigliano dovrebbe essere assegnata la produzione di un nuovo piccolo suv della Jeep mentre non si sa ancora se la produzione della Panda sarà trasferita o meno altrove. Inoltre le organizzazioni di categoria sono convinte che gli attuali livelli occupazionali di Pomigliano e di Nola potranno essere garantiti soltanto se Pomigliano potrà produrre due modelli di vettura. Finora infatti le quasi 200mila Panda prodotte ogni anno a Pomigliano hanno garantito piena occupazione solo a circa 1500 addetti mentre per oltre 3mila colleghi è stato necessario applicare per 3 anni di seguito i contratti di solidarietà. FCA ha però annunciato la fine della solidarietà e il ritorno alla cassa integrazione, cig che ha segnato la vita della grande fabbrica partenopea a partire dalla grande crisi del 2008.Questa incertezza ha quindi indotto i sindacati alla cautela. Comunque in un comunicato congiunto Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Acqf spigano che << Sono stati definiti i punti di massima essenziali a tutela dei lavoratori. La cassa per riorganizzazione – puntualizzano i firmatari – permetterebbe potenzialmente una maggiore durata anche se questo aspetto è da approfondire in sede ministeriale nell’apposito incontro indispensabile per arrivare all’accordo definitivo. Abbiamo chiesto che sia assicurata una equa rotazione fra i lavoratori adibiti alle stesse mansioni, tale da consentire la maturazione dei ratei degli istituti indiretti e differiti e che si faccia quanto necessario per rispettare e valorizzare al meglio le professionalità >>. I sindacati dell’accordo specifico aziendale sono comunque sicuri che a Pomigliano << giungeranno nuovi missioni aggiuntive alla Panda >>. Ma la Fiom è scettica. << La cassa integrazione – affermano Francesco Percuoco e Rosario Rappa – si è resa necessaria perché le promesse dell’azienda non sono state mantenute >>

Ottaviano, stasera i comizi di chiusura: la Ambrosio a San Gennarello, Capasso e Nocerino in piazza Municipio

Francesca Ambrosio
Stasera (venerdì 8 giugno) ci saranno i comizi di chiusura della campagna elettorale, tre almeno, giacché il M5S e il suo candidato Umberto Saetta hanno concluso la loro ieri sera, in piazza San Francesco, mentre nella frazione di San Gennarello si teneva la pre – chiusura del sindaco Luca Capasso. In quella stessa piazza – San Gennarello – qualche giorno fa era stato Andrea Nocerino, questa sera sarà appannaggio di Francesca Ambrosio.
Andrea Nocerino
Luca Capasso
Andrea Nocerino l’ha definita «Festa di chiusura». Ci sarà ovviamente il candidato sindaco e, come è accaduto nell’ultimo mese, tutti i rappresentanti delle sue sei liste. Start alle 20 giacché la piazza – la stessa – toccherà poi a Capasso (intorno alle 22), con i suoi candidati, l’onorevole Paolo Russo e il senatore Carlo Sarro. Dalla mezzanotte, fino a domenica, vigerà il silenzio elettorale. Domenica il voto, dalle 7 del mattino alle 23.

Ottaviano, il Movimento 5 Stelle chiude la campagna elettorale: «Sedici anime belle»

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Umberto Saetta e Amalia Di Palma
Nello stile del Movimento, il comizio di chiusura del candidato sindaco Umberto Saetta e dei candidati al consiglio comunale che lui ha definito «anime belle». Quindici più una, il candidato sindaco, appunto. In piazza San Francesco, accanto al Comune che sognano diventi a cinque stelle, estensione del Governo nazionale, un piccolo palco e tutti loro in cerchio. Con senatori, deputati e consiglieri regionali mischiati tra la gente, come qualcuno ha fatto puntualmente notare. No ad auto blu, niente scorte, nessun fasto. Cittadini tra i cittadini. La consigliere ragionale «pasionaria» Valeria Ciarambino, il senatore Francesco Urraro, la deputata Silvana Nappi, il senatore Sergio Puglia, l’onorevole Salvo Micillo. Cittadini portavoce delle istituzioni venuti a sostenere i cinquestelle di Ottaviano. Il candidato sindaco Umberto Saetta ha preso la parola per primo, ma a lui sono poi toccate anche le conclusioni. Ed ha esordito, presentato da Amalia Di Palma, presentandosi e spiegando le ragioni della sua candidatura e la stessa ragion d’essere della lista del Movimento presentata ad Ottaviano. «Tutto è iniziato all’indomani del 4 marzo, dopo la bellissima vittoria alle politiche del Movimento 5 Stelle – ha detto Saetta – mi sono reso conto da subito che qualcosa non andava, da appartenente al meetup Ottaviano ho avuto il sentore che ci fosse qualcuno intenzionato a sottrarsi dai vecchi schemi politici per tentare di farsi passare per nuovo provando ad accaparrarsi il diritto di formare e presentare la lista del M5S. Ho fatto di tutto perché non accadesse, abbiamo fatto squadra e siamo qui, sedici anime belle. Saremo i vostri difensori, tuteleremo i vostri diritti di cittadini e uomini liberi». Dopo Saetta ha preso la parola il delegato Rosario Scognamiglio, mettendo l’accento sulla «illibatezza» dei candidati, sulle certificazioni (casellario giudiziale, carichi pendenti) che tutti loro hanno presentato, ha portato i saluti del ministro Luigi Di Maio e ha incitato al cambiamento, alla coerenza, facendo appello a chi ha scelto i cinque stelle alle politiche. Poi, Giuseppe Fonderico: «Dall’11 giugno servirà il contributo di idee, e non solo, di tutti i cittadini, per tenere aperto il comitato di viale Elena, siamo volontari» – è stato il suo appello.
Il senatore Urraro nel comizio di ieri sera, giovedì 7 giugno
Il senatore Urraro si è complimentato con Saetta e con i candidati al consiglio comunale per la serietà mostrata in campagna elettorale, altri moniti e incitamenti a uniformare il governo cittadino con quello del Paese sono arrivati dal senatore Puglia e dall’onorevole Nappi, mentre la consigliera regionale Valeria Ciarambino ha nuovamente ripetuto il monito con il quale esordì all’inizio di questa campagna elettorale: «Dissociamo una volta per tutte il nome di Ottaviano dalla camorra e associamolo all’onestà». Anche alcuni dei candidati a prendere la parola: Salvatore (Salvo) Allocca, Carlo Pisanti, per poi lasciare il palco (o meglio la piazza, perché alla fine tutto il gruppo ha preferito schierarsi in cerchio per stare tra la gente) ad Umberto Saetta. Ed il candidato sindaco non si è sottratto, affrontando i temi che sono più cari al suo gruppo: l’assenza di una biblioteca dove i giovani possano andare a studiare, per esempio. «Ottaviano è uno scrigno di cultura, ma purtroppo è uno scrigno chiuso. Nella biblioteca dove i nostri ragazzi potrebbero andare a studiare c’è di tutto, dal comando della polizia locale alla guardia di finanza, ma non una vera biblioteca degna di questo nome. Ed è così, che ricordi, da più di quarant’anni». L’ambiente: «Siamo tra i primi comuni in Campania per percentuale di raccolta differenziata, ma ci costa tantissimo. E in giro, nonostante quel che dicono tutti, io non vedo “monnezza”, vedo risorse. Gli scarti tessili, la plastica che spesso finiscono bruciati, sono ricchezze. E vorremmo un paese a misura di bambino, ma non quei bambini usati per le campagne elettorali». Ancora, l’assenza di informazioni e di piani ad hoc in caso di eruzione del Vesuvio. «Il vulcano esploso in Guatemale qualche giorno fa è parente del Vesuvio, vi assicuro. Ricevere informazioni adeguate sulla maniera di comportarsi in caso di catastrofi è un nostro diritto ancora negato.  I miei figli lo sanno, certo. Ma non basta». La festa di San Michele: «Io non sono contrario alla festa, benché ateo. Ma la festa è la tradizione, è la Diana, è il volo dell’angelo. Tutto il contorno mi interessa ben poco se deve essere pagato con soldi che andavano invece destinati ai bambini o alla cultura». Gli animali: «Nessuno ci ha pensato, nei programmi, noi si. Non li chiamiamo animali ma amici a quattro zampe o a due ali. Il Comune di Ottaviano non ha attuato la direttiva nazionale sulla tutela degli animali, non c’è un registro e quando danno fastidio, li facciamo prendere e portare in galera». Ed ha chiuso, Saetta, con un elenco di ragioni. Anzi con due. Un elenco di motivi per cui NON votare il M5S e un altro, di contro, di motivi per cui votare i grillini. Eccolo: NON CI VOTATE SE…
  • se vi serve un piacere che non sia anche vostro diritto, votate per altri, non per noi;
  • se volete essere assunti per raccomandazione o lavorare qualche mese nel campo della raccolta rifiuti o nel servizio civile, noi abbiamo un solo metro: la meritocrazia;
  • – se volete soldi in cambio di voti, «jatevenne»: la campagna elettorale, per tutti noi sedici, è costata meno di 2500 euro, il minimo previsto dalla legge;
  • se volete difendere i vostri privilegi, se volete partecipare a gare d’appalto con gli unici requisiti di essere amici.
VOTATECI SE…
  • se volete al governo della città l’espressione e la continuità del Governo nazionale, avete dato fiducia a magnifica gente, ora serve il passo successivo;
  • se i vostri diritti sono stati calpestati, diventeranno le nostre battaglie;
  • se cercate il vero cambiamento, la voglia di riscatto, il futuro.
 

Ottaviano, con «La Città Futura» per Luca Capasso l’avvocato Rosa D’Ambrosio

Trentanove anni, sposata con Salvatore Rianna (assessore uscente alle politiche sociali della giunta Capasso), due figli, Fausta e Mario, Rosa D’Ambrosio è capolista della civica «La Città Futura» in sostegno del sindaco uscente, e ricandidato, Luca Capasso. Esperta in diritto di famiglia e abilitata al patrocinio innanzi al Tribunale Ecclesiastico, per lei è la prima esperienza da candidata. Ha rivestito la carica di presidente dell’Azione Cattolica della parrocchia di San Leonardo di Noblac, collaborando a livello diocesano per la stessa associazione, è componente attiva dell’associazione Dida, una no – profit contro il maltrattamento e la violenza verso gli animali della quale è presidente sua madre, l’avvocato penalista Consiglia Fabbrocini. Animalista convinta, ha contribuito alla nascita di «Happy Dog» il parco a tema di via De Gregorio ad Ottaviano, pensato interamente per la felicità dei cani e dei loro amici umani. Una piccola oasi inaugurata a settembre dello scorso anno. La sua prima esperienza da candidata al consiglio comunale, perché questa scelta? «Ottaviano è la mia città, quella dove i miei figli stanno crescendo. Intendo dare il mio contributo affinché trovino una realtà migliore, una comunità che sia in grado di offrire a loro e a tutti più opportunità. Non credo ci sia motivo più valido e non ritengo ci sia scelta più adeguata che sostenere un sindaco che negli ultimi cinque anni, insieme alla sua squadra, ha lavorato bene».
Un gruppo di candidati della civica La Città Futura con la capolista D’Ambrosio e la vicesindaco uscente, Virginia Nappo
Ha parlato di «contributo» e ha sposato il programma della coalizione di cui fa parte la sua lista, «La Città Futura». Quali idee ha intenzione di apportare nel caso sia chiamata a sedere in Consiglio comunale? «Il mio compito sarà rappresentare i cittadini, questo è ovvio. Intendo però continuare, stavolta dentro le istituzioni, quel di cui mi occupo tutti i giorni contribuendo a far crescere una città che sia a misura d’uomo, di bambino, ma anche accogliente con gli animali e con chiunque non possa usare la sua voce per farsi ascoltare». Un esempio? «Ad Ottaviano, sul tema delle politiche sociali, in questi anni è stato fatto tanto. Su questo fronte va continuata e potenziata l’azione, con un occhio particolare all’assistenza, anche psicologica, ai bambini a rischio e ai diversamente abili. Non c’è, per esempio, o almeno non ancora, una cultura che indirizzi sulla strada del totale abbattimento delle barriere con cui i disabili devono fare i conti tutti i giorni. Non parlo soltanto dei pregiudizi o delle barriere architettoniche, bensì della vita quotidiana. Penso, per esempio, ai non vedenti che devono poter avere le medesime opportunità di ogni altra persona. Si pensa ad Ottaviano città turistica? Ebbene, trovo che ogni brochure informativa, ogni guida, ma anche ogni menu di ristoranti, bar, pub, alberghi, dovrebbe essere tradotta anche in braille. Alcuni Comuni italiani lo hanno fatto, è ora di andare avanti anche da noi, è un segno di civiltà».
Uno scatto al parco tematico Happy Dog, inaugurato a settembre scorso
Quanto ai diritti degli animali? «Su questo fronte vanno profuse molte più energie, la tutela degli esseri viventi, di tutti gli esseri viventi, è una priorità». «La Città Futura», il nome della civica di cui è capolista, prelude ad una Ottaviano migliore? «Sì, nel segno della continuità per il lavoro fatto negli ultimi anni. Ad una città migliore con il gruppo coeso che si è formato. Nella nostra lista ci sono professionisti, commercianti, studenti, artisti, valenti consiglieri che hanno già esperienza e altri appassionati cittadini che hanno un solo obiettivo: lavorare per il bene comune, per il futuro di Ottaviano».  

Somma Vesuviana, incuria nelle scuole e in strada: la risposta del sindaco al consigliere Piscitelli

In una nota stampa , l’amministrazione Comunale risponde al consigliere Piscitelli in merito alle accuse di incuria nelle scuole, in strada e negli alvei.   Incuria nelle scuole, nelle  strade, negli alvei, rovi e insetti. Per porre fine a tutti questi disagi l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno, è attiva dal giorno del suo insediamento. Tant’è che ha potuto rispondere in maniera puntuale e precisa alla nota presentata dal consigliere comunale Vincenzo Piscitelli (con numero di protocollo 12330 del 5 giugno 2018). Ecco di seguito la risposta del sindaco: Mi corre l’obbligo di comunicare alla S.V. tutto quanto è stato messo in campo per far fronte alla questione rappresentata nella vostra nota . Sin da dicembre 2017 questo Ente con fondi comunali ha predisposto un piano di profilassi annuale con programmazione mensile che prevede interventi di derattizzazione in tutte le scuole cittadine, di ogni ordine e grado, sia interno che esterno agli istituti. In data 23 gennaio 2018 (protocollo numero 2139) è pervenuta dal dipartimento di prevenzione Servizio igiene e salute pubblica il calendario degli interventi di bonifica territoriale che prevedono: disinfestazione, disinfezione e derattizzazione del territorio comunale per un totale di 11 interventi. In merito, con l’arrivo della bella stagione e il conseguente aumento della temperatura provocando l’incremento di animali pericolosi e infestanti lo scrivente ha ritenuto necessario chiedere con propria nota n° 11830 del 29 maggio 2018 al direttore generale dell’ASL Napoli 3 Sud un intervento straordinario per la sanificazione, disinfestazione e derattizzazione. Per quanto riguarda il diserbo l’ufficio Ecologia predispone appositi ordini di servizio giornalieri per il taglio e la pulizia delle erbe infestanti sulle strade oltre alle aiuole anche nelle scuole. Per quanto riguarda la pulizia degli alvei, di competenza regionale, lo scrivente è costantemente in contatto con gli organi regionali per manifestare la problematica che attanaglia il nostro territorio, da ultimo pare che hanno raggiunto un accordo che gli interventi necessari negli alvei presenti sul territorio. Appare opportuno ricordare che è a cuore dello scrivente il decoro del territorio e la salute pubblica per cui è stata predisposta a carico dei proprietari terrieri apposita ordinanza per la pulizia e la manutenzione dei cigli stradali. Tutto quanto sopra esposto e agli atti dell’ufficio ecologia per l’eventuale presa visione.”

Leonardo: a Pomigliano è festa per la fusoliera numero 1500. Stamattina il ministro Di Maio in fabbrica

Con l’arrivo nello stabilimento, oggi in prima mattinata, alle 7, del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, si concluderà la due giorni di festeggiamenti iniziati ieri pomeriggio nella fabbrica aeronautica Leonardo, a Pomigliano. Festeggiamenti organizzati per celebrare la realizzazione della fusoliera numero 1500 del velivolo turboelica regionale ATR, l’aereo assemblato a Tolosa dal consorzio omonimo di cui Leonardo è socio e fornitore. Intanto ieri, durante la manifestazione organizzata nell’impianto pomiglianese (2500 addetti), sono intervenuti l’amministratore delegato e il presidente di Leonardo, Alessandro Profumo e Gianni e Gennaro. Tra le personalità istituzionali presenti si potevano distinguere il presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, e il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Valeria Ciarambino. Cresce nel frattempo l’attesa per la visita della grande fabbrica da parte di Luigi Di Maio, ministro delegato proprio all’industria e al lavoro nonché pomiglianese doc. Tutti i convenuti di ieri hanno intanto sottolineato << l’eccellenza industriale di Leonardo Pomigliano e le sue notevoli prospettive di crescita >>.

Somma Vesuviana, è ancora scontro su via II Traversa Casaraia. Seconda diffida dei residenti: «Quella strada è privata»

Che l’amministrazione Di Sarno voglia aprire il parcheggio di via Casaraia è un fatto (leggi qui), che per farlo sia necessaria la disponibilità di via II Traversa Casaraia è un fatto e già su questo punto a fine aprile era stata presentata una diffida dai residenti (leggi qui) i quali avevano ancor prima chiesto un incontro al Prefetto (leggi qui) e presentato un esposto in Procura (leggi qui). Insomma una querelle (leggi qui) che dura da tanto mentre l’opera pubblica è già da tempo (leggi qui) in condizioni di degrado. Ora, a parziale rettifica di una determina precedente, sull’albo pretorio del Comune c’è l’atto che ha per oggetto l’istituzione di un senso unico alternato alla II traversa Casaraia per accesso al parcheggio e che serve ad affidare i lavori (quadro economico complessivo che ammonta a 15.400 euro). Intanto però sarebbe arrivata in municipio un’altra diffida da parte di un gruppo di residenti, approntata dopo la nota (ndr, datata 30 maggio 2018) del responsabile dell’ufficio urbanistica che identificava la strada in questione come rientrante nell’elenco dei beni disponibili del Comune di Somma Vesuviana e richiamando a “testimonianza” di ciò la delibera di consiglio comunale n.53 del 12 luglio 1996, negando perciò l’autorizzazione per passo carrabile chiesto dagli stessi residenti. Una versione che non trova riscontro alcuno nella teoria portata invece avanti dagli abitanti della stradina che si sono rivolti ad un legale. Via II Traversa Casaraia sarebbe, stando alla loro interpretazione e a quanto contenuto nella diffida, una strada privata realizzata mediante arretramento del confine di alcuni lotti di terreno da parte di tutti i comproprietari. Tesi evinta tra l’altro da atti di compravendita risalente al 1962 e al 1966. Così, il legale rappresentante dei residenti smentisce l’assunto per cui non avrebbero titolo per avanzare richiesta di passo carrabile (un titolo che sarebbe rappresentato dagli stessi atti di compravendita). Ma c’è di più perché la questione riguarda la stessa proprietà della strada che, stando sempre alla versione dei residenti e del loro legale, non si può desumere dalla mera inclusione nell’elenco delle strade comunali o vicinali e di conseguenza il Comune non avrebbe fornito alcuna prova di avere mai acquistato la proprietà, essendo «pacifico e consolidato» il fatto che una strada, per acquisire lo status di «pubblica» debba essere in disponibilità dell’ente che ne avrebbe dovuto comprare il suolo. «Aprire il parcheggio costituirebbe quindi violazione di proprietà privata e dei diritti degli astanti» è la conclusione per cui si è poi proceduto alla diffida. Per tornare alla determina del 4 giugno, ossia l’istituzione di un senso unico alternato e l’affidamento dei lavori per 15.400 euro, i residenti sostengono che mancherebbe il parere sulla viabilità rilasciato dal comando di polizia municipale e – pure laddove fosse stato rilasciato – si tratterebbe di un atto che cozza con una determina del gennaio 2018 dove si legge che la II traversa Casaraia non possiede oggettivamente le cartatteristiche per la destinazione a pubblico transito, un atto firmato dal maggiore Adolfo Vispo. I prossimi giorni diranno se la diffida, la seconda ormai, ha prodotto effetti o se la querelle dovrà spostarsi in sede giudiziaria.        

La Cassazione: “giusto licenziare gli operai anti Marchionne”. E Mimmo si cosparge di benzina sotto casa del ministro. Di Maio va da lui in ospedale

Erano stati licenziati dalla Fiat il 25 giugno del 2014 per aver inscenato davanti al reparto logistico di Nola e alla Fiat di Pomigliano il finto suicidio di Sergio Marchionne, appendendo a un patibolo un fantoccio raffigurante l’amministratore delegato. Ma anche per aver organizzato il finto funerale dell’ad con tanto di bara e lumini accesi. Intanto con una sentenza depositata ieri la sezione lavoro della Cassazione (presidente Antonio Manna) ha chiuso la vicenda giudiziaria che ne è scaturita stabilendo che fu giusto il licenziamento degli operai della Fiat di Pomigliano e del reparto logistico di Nola, tutti iscritti al sindacato Si Cobas e identificati come gli autori di quelle manifestazioni. Proteste organizzate contro i suicidi, avvenuti nella primavera di quattro anni fa, degli operai cassintegrati Maria Baratto e Pino De Crescenzo . << Ma il diritto di critica, di satira e di manifestare il libero esercizio delle attività sindacali non può ledere quello della tutela della persona umana sancito dalla Costituzione >>, il contenuto della sentenza di Cassazione. E così gli operai Mimmo Mignano, Marco Cusano, Roberto Fabbricatore, Massimo Napolitano e Antonio Montella non potranno più rientrare in Fiat. Questa notizia ha però immediatamente scatenato la loro reazione. Ieri pomeriggio i licenziati si sono recati davanti alla casa del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, a Pomigliano, in via Toscano, a poca distanza dal centro. Qui hanno tentato di installare una tenda davanti al portone della palazzina in cui l’esponente dell’appena insediato governo Conte risiede con tutta la famiglia, la mamma, il papà, i fratelli. Mignano si è anche incatenato davanti al portone di casa Di Maio. << Vogliamo risposte immediate dal ministro >>, hanno gridato i manifestanti. Quando poi sono giunti sul posto poliziotti e carabinieri, con l’obiettivo di sgomberare l’area, Mignano si è cosparso di benzina e ha minacciato di darsi fuoco. Alla fine però le forze dell’ordine hanno avuto la meglio. L’operaio è stato bloccato e quindi sorvegliato a vista. La tenda è stata subito smontata. Poco dopo è giunta un’ambulanza che ha portato il lavoratore licenziato all’ospedale civile di Nola. Mignano ha riportato lievi danni agli occhi, guaribili in pochi giorni, a causa della benzina penetrata dietro le palpebre. Poi in serata, con una mossa a sorpresa annunciata su facebook, Di Maio è andato a trovare Mignano in ospedale. Con lui anche don Peppino Gambardella, il prete operaio di Pomigliano. << Non fare più gesti insani Mimmo – le parole del ministro – non capisco come mai la Cassazione abbia deciso in questo modo. Vedrò le carte. Comunque devi sapere che questo governo è dalla vostra parte, dalla parte dei lavoratori, degli operai >>.  << Questa della Cassazione è una sentenza superficiale e omissiva – commenta Pino Marziale, l’avvocato dei licenziati – sorprendente nella sua approssimazione e mancata risposta a specifiche eccezioni sollevate e ciò si sottolinea pur prescindendo dalla decisione >>. Dal canto loro i giudici di Cassazione col sostenere che con le manifestazioni del 2014 è stata lesa oltre i limiti consentibili la dignità della persona umana di Sergio Marchionne hanno cassato la sentenza della sezione lavoro della Corte di Appello del tribunale di Napoli del settembre 2016, sentenza che aveva annullato i licenziamenti << perché – secondo quanto stabilito dai giudici partenopei – le rappresentazioni del manichino appeso al patibolo e del funerale erano ascrivibili al legittimo diritto di opinione e di critica sancito dall’articolo 21 della Costituzione >>. Subito dopo questa sentenza la Fiat ha preferito tenere fuori dalle sue fabbriche gli operai reintegrati dall’Appello pur erogando loro lo stipendio. Questo lungo contenzioso giudiziario era iniziato con una prima sentenza, quella emanata il 5 giugno del 2015 dal tribunale di Nola. Sentenza con cui fu respinto il ricorso per l’annullamento dei licenziamenti << in quanto – secondo il giudice nolano – era stato leso il rapporto di fiducia tra datore di lavoro e dipendenti >>.
Mimmo Mignano mentre tenta di togliersi la benzina dagli occhi
Mimmo Mignano mentre tenta di togliersi la benzina dagli occhi
carabinieri e polizia presidiano la palazzina di Luigi Di Maio a Pomigliano
carabinieri e polizia presidiano la palazzina di Luigi Di Maio a Pomigliano