Erano stati licenziati dalla Fiat il 25 giugno del 2014 per aver inscenato davanti al reparto logistico di Nola e alla Fiat di Pomigliano il finto suicidio di Sergio Marchionne, appendendo a un patibolo un fantoccio raffigurante l’amministratore delegato. Ma anche per aver organizzato il finto funerale dell’ad con tanto di bara e lumini accesi. Intanto con una sentenza depositata ieri la sezione lavoro della Cassazione (presidente Antonio Manna) ha chiuso la vicenda giudiziaria che ne è scaturita stabilendo che fu giusto il licenziamento degli operai della Fiat di Pomigliano e del reparto logistico di Nola, tutti iscritti al sindacato Si Cobas e identificati come gli autori di quelle manifestazioni. Proteste organizzate contro i suicidi, avvenuti nella primavera di quattro anni fa, degli operai cassintegrati Maria Baratto e Pino De Crescenzo . << Ma il diritto di critica, di satira e di manifestare il libero esercizio delle attività sindacali non può ledere quello della tutela della persona umana sancito dalla Costituzione >>, il contenuto della sentenza di Cassazione. E così gli operai Mimmo Mignano, Marco Cusano, Roberto Fabbricatore, Massimo Napolitano e Antonio Montella non potranno più rientrare in Fiat. Questa notizia ha però immediatamente scatenato la loro reazione. Ieri pomeriggio i licenziati si sono recati davanti alla casa del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, a Pomigliano, in via Toscano, a poca distanza dal centro. Qui hanno tentato di installare una tenda davanti al portone della palazzina in cui l’esponente dell’appena insediato governo Conte risiede con tutta la famiglia, la mamma, il papà, i fratelli. Mignano si è anche incatenato davanti al portone di casa Di Maio. << Vogliamo risposte immediate dal ministro >>, hanno gridato i manifestanti. Quando poi sono giunti sul posto poliziotti e carabinieri, con l’obiettivo di sgomberare l’area, Mignano si è cosparso di benzina e ha minacciato di darsi fuoco. Alla fine però le forze dell’ordine hanno avuto la meglio. L’operaio è stato bloccato e quindi sorvegliato a vista. La tenda è stata subito smontata. Poco dopo è giunta un’ambulanza che ha portato il lavoratore licenziato all’ospedale civile di Nola. Mignano ha riportato lievi danni agli occhi, guaribili in pochi giorni, a causa della benzina penetrata dietro le palpebre. Poi in serata, con una mossa a sorpresa annunciata su facebook, Di Maio è andato a trovare Mignano in ospedale. Con lui anche don Peppino Gambardella, il prete operaio di Pomigliano. << Non fare più gesti insani Mimmo – le parole del ministro – non capisco come mai la Cassazione abbia deciso in questo modo. Vedrò le carte. Comunque devi sapere che questo governo è dalla vostra parte, dalla parte dei lavoratori, degli operai >>. << Questa della Cassazione è una sentenza superficiale e omissiva – commenta Pino Marziale, l’avvocato dei licenziati – sorprendente nella sua approssimazione e mancata risposta a specifiche eccezioni sollevate e ciò si sottolinea pur prescindendo dalla decisione >>. Dal canto loro i giudici di Cassazione col sostenere che con le manifestazioni del 2014 è stata lesa oltre i limiti consentibili la dignità della persona umana di Sergio Marchionne hanno cassato la sentenza della sezione lavoro della Corte di Appello del tribunale di Napoli del settembre 2016, sentenza che aveva annullato i licenziamenti << perché – secondo quanto stabilito dai giudici partenopei – le rappresentazioni del manichino appeso al patibolo e del funerale erano ascrivibili al legittimo diritto di opinione e di critica sancito dall’articolo 21 della Costituzione >>. Subito dopo questa sentenza la Fiat ha preferito tenere fuori dalle sue fabbriche gli operai reintegrati dall’Appello pur erogando loro lo stipendio. Questo lungo contenzioso giudiziario era iniziato con una prima sentenza, quella emanata il 5 giugno del 2015 dal tribunale di Nola. Sentenza con cui fu respinto il ricorso per l’annullamento dei licenziamenti << in quanto – secondo il giudice nolano – era stato leso il rapporto di fiducia tra datore di lavoro e dipendenti >>.










