
Nello stile del Movimento, il comizio di chiusura del candidato sindaco Umberto Saetta e dei candidati al consiglio comunale che lui ha definito «anime belle». Quindici più una, il candidato sindaco, appunto. In piazza San Francesco, accanto al Comune che sognano diventi a cinque stelle, estensione del Governo nazionale, un piccolo palco e tutti loro in cerchio. Con senatori, deputati e consiglieri regionali mischiati tra la gente, come qualcuno ha fatto puntualmente notare. No ad auto blu, niente scorte, nessun fasto. Cittadini tra i cittadini. La consigliere ragionale «pasionaria» Valeria Ciarambino, il senatore Francesco Urraro, la deputata Silvana Nappi, il senatore Sergio Puglia, l’onorevole Salvo Micillo. Cittadini portavoce delle istituzioni venuti a sostenere i cinquestelle di Ottaviano.
Il candidato sindaco Umberto Saetta ha preso la parola per primo, ma a lui sono poi toccate anche le conclusioni. Ed ha esordito, presentato da Amalia Di Palma, presentandosi e spiegando le ragioni della sua candidatura e la stessa ragion d’essere della lista del Movimento presentata ad Ottaviano. «Tutto è iniziato all’indomani del 4 marzo, dopo la bellissima vittoria alle politiche del Movimento 5 Stelle – ha detto Saetta – mi sono reso conto da subito che qualcosa non andava, da appartenente al meetup Ottaviano ho avuto il sentore che ci fosse qualcuno intenzionato a sottrarsi dai vecchi schemi politici per tentare di farsi passare per nuovo provando ad accaparrarsi il diritto di formare e presentare la lista del M5S. Ho fatto di tutto perché non accadesse, abbiamo fatto squadra e siamo qui, sedici anime belle. Saremo i vostri difensori, tuteleremo i vostri diritti di cittadini e uomini liberi».
Dopo Saetta ha preso la parola il delegato Rosario Scognamiglio, mettendo l’accento sulla «illibatezza» dei candidati, sulle certificazioni (casellario giudiziale, carichi pendenti) che tutti loro hanno presentato, ha portato i saluti del ministro Luigi Di Maio e ha incitato al cambiamento, alla coerenza, facendo appello a chi ha scelto i cinque stelle alle politiche.
Poi, Giuseppe Fonderico: «Dall’11 giugno servirà il contributo di idee, e non solo, di tutti i cittadini, per tenere aperto il comitato di viale Elena, siamo volontari» – è stato il suo appello.

Il senatore Urraro si è complimentato con Saetta e con i candidati al consiglio comunale per la serietà mostrata in campagna elettorale, altri moniti e incitamenti a uniformare il governo cittadino con quello del Paese sono arrivati dal senatore Puglia e dall’onorevole Nappi, mentre la consigliera regionale Valeria Ciarambino ha nuovamente ripetuto il monito con il quale esordì all’inizio di questa campagna elettorale: «Dissociamo una volta per tutte il nome di Ottaviano dalla camorra e associamolo all’onestà».
Anche alcuni dei candidati a prendere la parola: Salvatore (Salvo) Allocca, Carlo Pisanti, per poi lasciare il palco (o meglio la piazza, perché alla fine tutto il gruppo ha preferito schierarsi in cerchio per stare tra la gente) ad Umberto Saetta. Ed il candidato sindaco non si è sottratto, affrontando i temi che sono più cari al suo gruppo: l’assenza di una biblioteca dove i giovani possano andare a studiare, per esempio. «Ottaviano è uno scrigno di cultura, ma purtroppo è uno scrigno chiuso. Nella biblioteca dove i nostri ragazzi potrebbero andare a studiare c’è di tutto, dal comando della polizia locale alla guardia di finanza, ma non una vera biblioteca degna di questo nome. Ed è così, che ricordi, da più di quarant’anni».
L’ambiente: «Siamo tra i primi comuni in Campania per percentuale di raccolta differenziata, ma ci costa tantissimo. E in giro, nonostante quel che dicono tutti, io non vedo “monnezza”, vedo risorse. Gli scarti tessili, la plastica che spesso finiscono bruciati, sono ricchezze. E vorremmo un paese a misura di bambino, ma non quei bambini usati per le campagne elettorali».
Ancora, l’assenza di informazioni e di piani ad hoc in caso di eruzione del Vesuvio. «Il vulcano esploso in Guatemale qualche giorno fa è parente del Vesuvio, vi assicuro. Ricevere informazioni adeguate sulla maniera di comportarsi in caso di catastrofi è un nostro diritto ancora negato. I miei figli lo sanno, certo. Ma non basta».
La festa di San Michele: «Io non sono contrario alla festa, benché ateo. Ma la festa è la tradizione, è la Diana, è il volo dell’angelo. Tutto il contorno mi interessa ben poco se deve essere pagato con soldi che andavano invece destinati ai bambini o alla cultura».
Gli animali: «Nessuno ci ha pensato, nei programmi, noi si. Non li chiamiamo animali ma amici a quattro zampe o a due ali. Il Comune di Ottaviano non ha attuato la direttiva nazionale sulla tutela degli animali, non c’è un registro e quando danno fastidio, li facciamo prendere e portare in galera».
Ed ha chiuso, Saetta, con un elenco di ragioni. Anzi con due. Un elenco di motivi per cui NON votare il M5S e un altro, di contro, di motivi per cui votare i grillini. Eccolo:
NON CI VOTATE SE…
- se vi serve un piacere che non sia anche vostro diritto, votate per altri, non per noi;
- se volete essere assunti per raccomandazione o lavorare qualche mese nel campo della raccolta rifiuti o nel servizio civile, noi abbiamo un solo metro: la meritocrazia;
- – se volete soldi in cambio di voti, «jatevenne»: la campagna elettorale, per tutti noi sedici, è costata meno di 2500 euro, il minimo previsto dalla legge;
- se volete difendere i vostri privilegi, se volete partecipare a gare d’appalto con gli unici requisiti di essere amici.
VOTATECI SE…
- se volete al governo della città l’espressione e la continuità del Governo nazionale, avete dato fiducia a magnifica gente, ora serve il passo successivo;
- se i vostri diritti sono stati calpestati, diventeranno le nostre battaglie;
- se cercate il vero cambiamento, la voglia di riscatto, il futuro.



