Trentanove anni, sposata con Salvatore Rianna (assessore uscente alle politiche sociali della giunta Capasso), due figli, Fausta e Mario, Rosa D’Ambrosio è capolista della civica «La Città Futura» in sostegno del sindaco uscente, e ricandidato, Luca Capasso. Esperta in diritto di famiglia e abilitata al patrocinio innanzi al Tribunale Ecclesiastico, per lei è la prima esperienza da candidata. Ha rivestito la carica di presidente dell’Azione Cattolica della parrocchia di San Leonardo di Noblac, collaborando a livello diocesano per la stessa associazione, è componente attiva dell’associazione Dida, una no – profit contro il maltrattamento e la violenza verso gli animali della quale è presidente sua madre, l’avvocato penalista Consiglia Fabbrocini. Animalista convinta, ha contribuito alla nascita di «Happy Dog» il parco a tema di via De Gregorio ad Ottaviano, pensato interamente per la felicità dei cani e dei loro amici umani. Una piccola oasi inaugurata a settembre dello scorso anno.
La sua prima esperienza da candidata al consiglio comunale, perché questa scelta?
«Ottaviano è la mia città, quella dove i miei figli stanno crescendo. Intendo dare il mio contributo affinché trovino una realtà migliore, una comunità che sia in grado di offrire a loro e a tutti più opportunità. Non credo ci sia motivo più valido e non ritengo ci sia scelta più adeguata che sostenere un sindaco che negli ultimi cinque anni, insieme alla sua squadra, ha lavorato bene».

Ha parlato di «contributo» e ha sposato il programma della coalizione di cui fa parte la sua lista, «La Città Futura». Quali idee ha intenzione di apportare nel caso sia chiamata a sedere in Consiglio comunale?
«Il mio compito sarà rappresentare i cittadini, questo è ovvio. Intendo però continuare, stavolta dentro le istituzioni, quel di cui mi occupo tutti i giorni contribuendo a far crescere una città che sia a misura d’uomo, di bambino, ma anche accogliente con gli animali e con chiunque non possa usare la sua voce per farsi ascoltare».
Un esempio?
«Ad Ottaviano, sul tema delle politiche sociali, in questi anni è stato fatto tanto. Su questo fronte va continuata e potenziata l’azione, con un occhio particolare all’assistenza, anche psicologica, ai bambini a rischio e ai diversamente abili. Non c’è, per esempio, o almeno non ancora, una cultura che indirizzi sulla strada del totale abbattimento delle barriere con cui i disabili devono fare i conti tutti i giorni. Non parlo soltanto dei pregiudizi o delle barriere architettoniche, bensì della vita quotidiana. Penso, per esempio, ai non vedenti che devono poter avere le medesime opportunità di ogni altra persona. Si pensa ad Ottaviano città turistica? Ebbene, trovo che ogni brochure informativa, ogni guida, ma anche ogni menu di ristoranti, bar, pub, alberghi, dovrebbe essere tradotta anche in braille. Alcuni Comuni italiani lo hanno fatto, è ora di andare avanti anche da noi, è un segno di civiltà».

Quanto ai diritti degli animali?
«Su questo fronte vanno profuse molte più energie, la tutela degli esseri viventi, di tutti gli esseri viventi, è una priorità».
«La Città Futura», il nome della civica di cui è capolista, prelude ad una Ottaviano migliore?
«Sì, nel segno della continuità per il lavoro fatto negli ultimi anni. Ad una città migliore con il gruppo coeso che si è formato. Nella nostra lista ci sono professionisti, commercianti, studenti, artisti, valenti consiglieri che hanno già esperienza e altri appassionati cittadini che hanno un solo obiettivo: lavorare per il bene comune, per il futuro di Ottaviano».



