Pollena Trocchia, Francesco Pinto annuncia la propria candidatura alle regionali

Francesco Pinto annuncia la propria candidatura alle elezioni regionali 2020, in programma il 20 e 21 settembre prossimi. “Ritengo sia giunto il momento di mettere a disposizione della comunità regionale gli anni di esperienza da amministratore locale e offrire il mio contributo fatto di passione, idee ed impegno quotidiano nell’entusiasmante percorso di rilancio della Campania” ha detto Pinto, attuale presidente del consiglio comunale di Pollena Trocchia, componente del consiglio nazionale Anci e già sindaco del comune vesuviano per dieci anni. “Per dare risposte sempre più concrete ai territori che mi hanno visto crescere e maturare, umanamente, politicamente e amministrativamente, è indispensabile lavorare a livello sovracomunale, e le elezioni di settembre, che disegneranno il nuovo consiglio regionale, rappresentano un’importante occasione di svolta per le nostre comunità. Le elezioni regionali, infatti, sono a tutti gli effetti delle grandi amministrative, nelle quali i cittadini possono scegliere direttamente coloro che li rappresenteranno nel governo della Campania” ha detto ancora l’avvocato quarantatreenne, che ha già contribuito all’amministrazione di enti di area vasta nelle vesti di assessore dell’ex provincia di Napoli, di consigliere metropolitano e di componente del direttivo dell’Ente Parco nazionale del Vesuvio. “Il sogno di valorizzare le enormi potenzialità della nostra terra che giovanissimo mi ha avvicinato alla politica è divenuto, nel corso degli intensi anni di attività istituzionale, obiettivo costante verso il quale ho teso ogni sforzo politico e amministrativo. È quello stesso sogno, consolidato dalla maturità che l’esperienza sa fornire, che è alla base di questa nuova sfida che mi accingo a vivere con l’umiltà e la passione di sempre. Ho la fortuna di essere supportato da tanti amici e amministratori locali con i quali ho condiviso un percorso fatto di duro lavoro ed entusiasmanti risultati: ancora una volta insieme, per costruire il futuro” ha concluso Pinto.

Interdittive antimafia, coinvolti anche i centri diagnostici della famiglia Cesaro

Figurano diversi centri diagnostici riconducibili alla famiglia Cesaro tra i destinatari dei 15 provvedimenti antimafia interdittivi emessi ieri dalla Prefettura di Napoli nei confronti di altrettante imprese operanti nei settori della sanità privata, lavori restauro, impianti elettrici, trasporti e onoranze funebri. Imprese, con sede nell’Area Stabiese e nell’area al Nord di Napoli. Tra le imprese della sanità figurano anche alcune società del gruppo Igea, il noto centro diagnostico di cui è titolare Antimo Cesaro, quest’ultimo, fratello del senatore Luigi Cesaro. Antimo, insieme ai fratelli Aniello e Raffaele, è tra i destinatari di alcune misure cautelari emesse a fine giugno dal gip di Napoli su richiesta della DDA nell’ambito di un’inchiesta su presunte collusioni, a Sant’Antimo (città natale dei fratelli Cesaro), tra criminalità organizzata e politica. In quell’occasione venne anche chiesta, ma rigettata dal giudice, una misura cautelare per il parlamentare nei confronti del quale la Procura ipotizzava il concorso esterno in associazione mafiosa. “Rimaniamo attoniti – ha commentato Fabio Gino Fulgeri che insieme con il penalista Claudio Botti difende l’imprenditore Antimo Cesaro – perché l’azienda è un’eccellenza sia in campo sanitario, per la qualità della strumentazione e per i servizi offerti, e non ha cointeressenze camorristiche, come era stato accertato dal gip quando ha rigettato la richiesta di sequestro. Ovviamente impugneremo davanti all’autorità amministrativa il provvedimento e confidiamo che la Prefettura voglia consentire l’esercizio provvisorio dell’azienda nella quale lavorano circa 70 famiglia, che rendono un servizio importante alla collettività”. (Foto ANSA Campania)

De Luca, test per tutti i campani che rientrano dall’estero

A tutti i cittadini residenti in Campania “che facciano rientro da vacanze all’estero con tratte dirette o attraverso scali o soste intermedie nel territorio nazionale è fatto obbligo di segnalarsi alla competente ASL per essere sottoposti a test sierologici e/o tamponi”. Lo dispone la nuova ordinanza che il presidente della Regione Vincenzo De Luca firmerà questa sera, e di cui sono stati anticipati i contenuti. De Luca ribadisce la forte preoccupazione per l’andamento del contagio e si rivolge al Governo: “Rivolgo al Governo una richiesta precisa: si organizzi ad horas un piano specifico di controlli capillari che mobiliti in maniera massiccia e quotidiana tutte le forze dell’ordine, per garantire il rispetto delle norme anti Covid. E’ impensabile che si possa gestire con efficacia questa fase transitoria senza questi interventi. L’assenza di un tale piano, unito a comportamenti irresponsabili di singoli cittadini e operatori, è destinato a produrre una nuova esplosione del contagio. Ho detto ripetutamente e ripeto: in queste condizioni c’è il rischio di non arrivare neanche a settembre, con il nuovo anno scolastico alle porte”. (foto ANSA Campania)

Violenza sulle donne, fenomeno acuito dal lockdown. La Gala: “le vittime devono denunciare”

“Da sempre i Carabinieri sono particolarmente vicini alle vittime delle violenze di genere. Si tratta di un fenomeno tristemente diffuso, esasperato sensibilmente durante la convivenza forzata, imposta dal recente lockdown. La nostra attività preventiva e repressiva vuole invertire questa rotta, riportando le vittime alla consapevolezza di non essere sole o abbandonate. È per questo che ribadisco con forza che le vessazioni, le umiliazioni non vanno tollerate ma denunciate, o semplicemente riferite a un carabiniere che provvederà a dare i giusti consigli per evitare tragedie”. Lo afferma Il generale Canio Giuseppe La Gala, comandante provinciale dei Carabinieri di Napoli, commentando i dati dell’attività contro la violenza di genere svolta dal 30 giugno ad oggi: 26 gli arresti, 8 le persone denunciate e 41 le querele di donne raccolte dai militari nel capoluogo e nei comuni dell’hinterland. (foto ANSA Campania)

Castel Volturno, truffa alla casa famiglia: l’onorevole Di Sarno dona 700 euro

Dopo la truffa subita dalla casa famiglia Villa Laura di Castel Volturno per la mancata consegna della piscina pagata e mai consegnata, oggi il deputato Gianfranco Di Sarno ha donato 700 euro alla responsabile.
La triste vicenda non mi ha lasciato indifferente. Ho deciso di destinare parte del mio stipendio alla Casa Famiglia, annuncia il deputato Gianfranco Di Sarno, dopo aver preso contezza, dall’avvocato Paipais, della truffa subita dai bambini con l’auspicio che possano trascorrere una estate più serena. Ho fatto visita, aggiunge Di Sarno, alla casa famiglia per constatare le condizioni dei bambini e tutelare i loro diritti.
Intanto proseguono le indagini per la truffa online a seguito del pagamento della piscina e della conseguente mancata consegna. Stiamo svolgendo indagini difensive per l’identificazione del titolare dell’iban che si è procurato un ingiusto profitto a discapito di tanti bambini che già vivono un disagio per il loro vissuto, conclude l’avvocato Gennaro Demetrio Paipais che assiste la casa famiglia.

La banda degli onesti

Riceviamo dall’assessore al bilancio del Comune di Ottaviano, Biagio Simonetti, e pubblichiamo. Bisogna immediatamente fare chiarezza. I politici non percepiscono stipendio: sono titolari di una funzione, non svolgono un lavoro. Lo stipendio è il trattamento economico che spetta al lavoratore, al politico spetta l’indennità di funzione. Non è un sottile gioco di parole. Al politico che svolge la funzione, si riconosce una indennità che è un ristoro per il tempo che dedica alla gestione della Res Pubblica in forza di un mandato ricevuto, dall’elettore o per nomina in organi esecutivi. Non formalmente un lavoro, ma nella sostanza, un impegno di alta professionalità. E il modo in cui si è adoperati per massimizzare i risultati nell’ambito della funzione svolta, sono posti al severo giudizio dell’elettore che conferma o boccia in modo sonoro la eventuale presenza in una futura competizione elettorale del singolo o del gruppo. I Padri Costituenti sono stati chiari: “I membri del Parlamento ricevono un’indennità stabilita dalla legge”, bisogna permettere l’accesso alle Camere non soltanto alla classe nobiliare. Negli atti dei lavori preparatori si può leggere l’intervento del Presidente della Commissione per la Costituzione on. Ruini il quale dichiarò che “l’indennità non è uno stipendio, tanto è vero che non è soggetta a ricchezza mobile, è un’indennità a rimborso di spese; ne deriva logicamente che dovrebbe essere conferita indipendentemente dalla situazione finanziaria di coloro cui è attribuita”. Riflettendo con mente lucida, probabilmente 12.000 euro mensili per coloro i quali sono investiti del più alto compito nell’ambito della Repubblica italiana non sono tanti, e il paragone con lo stipendio di un operaio veniva riservato un tempo alle discussioni fuori il bar in piazza e oggi su pagine social interculturali. Vero è che la vigente legge elettorale oggi, con l’assenza della reale espressione di preferenza fa si che gli eletti debbano dimostrare maggiore attaccamento ai segretari dei partiti (che decideranno la loro collocazione nella scaletta dei candidati), che al corpo elettorale che esprime una croce di rassegnazione. Toniamo ai giorni nostri. Indignazione, ilarità, rabbia, suscita la notizia che cinque Deputati della Repubblica italiana abbiano presentato e ottenuto un bonus per i titolari di partita iva che hanno avuto una riduzione del fatturato durante il picco della diffusione del virus Covid-19. Dividiamo due momenti che dovrebbero essere indistinguibili, norma e etica. Il rispetto delle norme Tra i beneficiari dei decreti “Cura Italia” e “Rilancio”, i titolari di professionisti con partita iva che hanno subito riduzioni di fatturato dovute alla emergenza Covid-19. Informazioni dell’ultim’ora, da parte dei vertici INPS che rilasciano informazioni a singhiozzo, sembrerebbe che solo 3 dei 5 richiedenti abbiano ottenuto l’indennità di 600 euro. Da un punto di vista normativo, sembrerebbe che non vi sia alcun vizio o illegittimità nella richiesta. Ma se non vi è nulla di illegale, perché l’INPS ha diffuso queste informazioni? Non merita ulteriore approfondimento il vento dell’antipolitica che attacca i consiglieri comunali (che non percepiscono indennità ma, solo gettone di presenza di poche decine di euro) che hanno presentato richiesta del bonus. Ho sempre pensato che con la politica non si debba ottenere un ricavo economico, ma in modo speculare, che si debbano investire in politica i soldi guadagnati con il proprio lavoro. Cristallizzerei la discussione quindi sui membri del Parlamento. Problema dell’etica Se non vi sono presupposti di illegalità nella richiesta del bonus, la situazione è più complessa per quanto riguarda l’opportunità. Si, ritengo che il problema dell’etica che avrebbe dovuto spingere i membri del Parlamento a non richiedere il bonus per i titolari di partita iva, non dipenda dal fatto che nonostante l’elevata importo che percepiscono per il mandato conferito, abbiano richiesto l’indennità Covid-19, ma nel fatto che la norma che definisce i beneficiari sia stata partorita dagli stessi che poi presentano domanda. Perché è necessario che vi siano regole ben definite e chiare negli obiettivi, ma al contempo, la piena consapevolezza che da sole, le norme non sono sufficienti senza una chiara visione del concetto di opportunità. Quid leges sine moribus vanae proficiunt.

Marigliano, è il giorno del commissario prefettizio: già arrivato in città il dott. Roberto Esposito

Come da programmi, in perfetto orario, è appena giunto in città il commissario prefettizio chiamato a mettere ordine nell’ingarbugliata situazione politica e amministrativa dell’ente comunale mariglianese, alle prese con una crisi senza precedenti. Si tratta di Roberto Esposito, vice prefetto, dal 2008 trasferito alla Prefettura di Napoli dove è stato dirigente di aree rilevanti della depenalizzazione. Tra i suoi incarichi più recenti in Campania si registra l’esperienza a Portici, dove è stato commissario dal luglio del 2016 fino alle nuove elezioni che hanno visto la vittoria del sindaco Cuomo. A quanto pare nelle ultime settimane, dal fatidico 21 luglio che ha sancito l’arresto dell’ex sindaco Carpino (le cui dimissioni diventano irrevocabili a partire da oggi), numerosi esponenti del consiglio comunale, e anche alcuni assessori, sono stati convocati e ascoltati dalla Procura. L’obiettivo sarebbe, in vista delle imminenti elezioni comunali, quello di evitare la ricandidatura di figure politiche promiscue che potrebbero mettere a rischio la vita istituzionale del palazzo di città: infatti, se le liste elettorali contempleranno la presenza di determinati nomi (e cognomi), si farà largo con insistenza l’ipotesi di uno scioglimento dell’amministrazione per infiltrazioni mafiose, come disciplinato dal Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali o TUEL (artt. 143-146 del decreto legislativo n. 267 del 2000). Dunque, tra i compiti del commissario Esposito – che immediatamente assume tutti i poteri spettanti al Consiglio, alla Giunta Comunale e al Sindaco – rientrerebbe anche quello di monitorare la compilazione delle liste elettorali, il cui termine scade il 20 agosto. Intanto sono sei, e non cinque, i papabili candidati alla carica di sindaco in città. Tutti uomini e tutti sopra i cinquant’anni: Vincenzo Esposito, Saverio Lo Sapio, Maurizio Sena, Giuseppe Jossa e Sebastiano Sorrentino, ai quali si aggiunge Francesco Esposito Alaia, sostenuto dalla lista di destra Patto Sociale per Marigliano. Non sembra essere una città per le donne, Marigliano. Cambierà qualcosa da qui a qualche giorno?

Polvica di Nola: piazza San Vincenzo Ferreri diventa salotto d’autore

Dal filosofo Giordano Bruno ai letterati Giacomo Leopardi e Pier Paolo Pasolini fino ad arrivare all’età contemporanea con Vittorio Sgarbi. A Polvica di Nola piazza San Vincenzo Ferreri diventa “salotto d’autore” con un angolo interamente dedicato alle celebri frasi di scrittori e filosofi. L’idea è del consigliere comunale con delega alla piccola circoscrizione Vincenzo Iovino e si inserisce nell’ambito del programma di iniziative che vedrà Polvica protagonista nei prossimi mesi. 
“Un modo sicuramente innovativo di fare cultura – spiega il delegato Vincenzo Iovino – e di avvicinare le persone alla letteratura e ai grandi autori incuriosendoli con alcune loro frasi. Partiamo da qui, dalla piazza che è il principale luogo di aggregazione e socializzazione soprattutto dei giovani per proseguire, già da settembre, nelle scuole con appuntamenti che rafforzino il senso di comunità e di appartenenza”.
Scritte che “abbracciano” tutta la piazza e che segnano un percorso in cui è piacevole passeggiare e dedicarsi alla lettura.
Un restyling non solo culturale ma anche di arredo urbano senza barriere  architettoniche. Grazie alle associazioni “Insieme per Polvica” e “Pandora” la piazza avrà il suo parco giochi. Ripristinate inoltre le panchine in disuso con il contributo della falegnameria artigianale di Vincenzo Napolitano con la realizzazione di una rampa per disabili.
“È anche grazie ai privati che riusciamo a garantire una serie di attività che danno continuità al nostro progetto di rinnovamento – aggiunge Vincenzo Iovino – nessuno sarà lasciato indietro. Daremo voce alle priorità”.

Castellammare di Stabia, arrestati due soggetti coinvolti nell’aggressione al Carabiniere

Nella serata di ieri, a Castellammare di Stabia i Carabinieri della Sezione Operativa della locale Compagnia, in esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere – emesse dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta di questa Procura della Repubblica – hanno proceduto all’arresto di due pregiudicati stabiesi ritenuti responsabili dei reati di violenza aggravata a pubblico ufficiale e di lesioni personali pluriaggravate ai danni dell’appuntato scelto dei Carabinieri, Giovanni Ballarò. L’attività investigativa, coordinata da questa Procura della Repubblica e condotta senza sosta dai Carabinieri del citato Reparto, ha consentito di pervenire alla identificazione degli ultimi due autori dell’aggressione ai danni del suddetto Carabiniere. In particolare, le attività investigative, condotte mediante la meticolosa analisi delle immagini filmate dal Carabiniere aggredito e di quelle estrapolate dal sistema di videosorveglianza di un esercizio commerciale ubicato nei pressi del luogo dell’aggressione, hanno consentito di identificare con ragionevole certezza: – quello, tra gli aggressori dei Carabiniere, che aveva posto in essere l’azione più violenta ai danni del Ballarò, avendo colpito quest’ultimo dapprima con pugni e calci e successivamente con uno sgabello in ferro al capo, facendolo stramazzare al suolo privo di sensi; – l’ultimo dei sei aggressori, che, dopo aver accompagnato sul luogo dell’aggressione un altro dei correi con un motociclo, era sceso dallo stesso ed aveva preso ripetutamente a calci il militare anche quando questi era già a terra. Pertanto, allo stato, sono stati identificati ed arrestati tutti i componenti del gruppo di persone che lo scorso 1° agosto, nel centro della città di Castellammare di Stabia, avevano posto in essere una brutale e violenta aggressione ai danni di un Carabiniere, il quale, libero dal servizio, stava filmando, con il proprio smartphone, i soggetti coinvolti in una lite avvenuta poco prima per strada, al fine di acquisire gli elementi necessari alla loro successiva identificazione. Al termine delle formalità di rito, gli indagati saranno associati alla casa circondariale di Napoli Poggioreale.

Bonus deputati, Paolo Russo (FI): “Fuori i nomi. Petizione a Conte e Fico”

“Con apposita norma il Governo autorizzi subito l’Inps a rendere noti i nomi dei deputati che hanno chiesto il bonus Covid di 600 euro”: è quanto chiede il parlamentare Paolo Russo, responsabile nazionale del dipartimento Sud di Forza Italia che ha lanciato una petizione su change.org.

 “I cittadini italiani hanno diritto di sapere chi, pur non avendone bisogno, ha cercato di approfittare di un sostegno economico riservato a quanti tra autonomi e liberi professionisti sono stati veramente messi in grande difficoltà dalla crisi determinata dal lockdown. L’emergenza Covid 19  – è scritto nella petizione – ha piegato centinaia di migliaia di imprese, di famiglie e di lavoratori mettendo a rischio la stessa tenuta sociale ed a poco son servite le scarse risorse che il governo ha tardivamente reso disponibili”.

“Per questo – ha aggiunto Russo –  il fatto che cinque parlamentari non abbiano sentito l’alto richiamo all’etica dei comportamenti addirittura richiedendo il contributo economico, senza timore dell’ imbarazzo o peggio della gogna, la dice lunga sul livello raggiunto in quanto a modelli culturali e di servizio civico”.

“Coprire un comportamento inopportuno ed eticamente scorretto getta un’ombra sinistra sulle istituzioni e scredita un’intera classe politica che, al contrario, ha il dovere morale di condannare con fermezza condotte spregiudicate, non rispettose del ruolo che si ricopre e del mandato fiduciario ricevuto attraverso le elezioni dai cittadini”, ha concluso il deputato.