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Il nuovo prefetto di Napoli Marco Valentini incontra la stampa nel giorno dell'insediamento nella sede di piazza del Plebiscito.

Figurano diversi centri diagnostici riconducibili alla famiglia Cesaro tra i destinatari dei 15 provvedimenti antimafia interdittivi emessi ieri dalla Prefettura di Napoli nei confronti di altrettante imprese operanti nei settori della sanità privata, lavori restauro, impianti elettrici, trasporti e onoranze funebri. Imprese, con sede nell’Area Stabiese e nell’area al Nord di Napoli. Tra le imprese della sanità figurano anche alcune società del gruppo Igea, il noto centro diagnostico di cui è titolare Antimo Cesaro, quest’ultimo, fratello del senatore Luigi Cesaro.

Antimo, insieme ai fratelli Aniello e Raffaele, è tra i destinatari di alcune misure cautelari emesse a fine giugno dal gip di Napoli su richiesta della DDA nell’ambito di un’inchiesta su presunte collusioni, a Sant’Antimo (città natale dei fratelli Cesaro), tra criminalità organizzata e politica. In quell’occasione venne anche chiesta, ma rigettata dal giudice, una misura cautelare per il parlamentare nei confronti del quale la Procura ipotizzava il concorso esterno in associazione mafiosa.

“Rimaniamo attoniti – ha commentato Fabio Gino Fulgeri che insieme con il penalista Claudio Botti difende l’imprenditore Antimo Cesaro – perché l’azienda è un’eccellenza sia in campo sanitario, per la qualità della strumentazione e per i servizi offerti, e non ha cointeressenze camorristiche, come era stato accertato dal gip quando ha rigettato la richiesta di sequestro. Ovviamente impugneremo davanti all’autorità amministrativa il provvedimento e confidiamo che la Prefettura voglia consentire l’esercizio provvisorio dell’azienda nella quale lavorano circa 70 famiglia, che rendono un servizio importante alla collettività”.

(Foto ANSA Campania)