Parlare della Concorsopoli anastasiana o delle vicende giudiziarie degli ultimi anni? Calcare l’accento sulla morale, sulla moralità, sull’etica? No, grazie. Il candidato sindaco di centrosinistra – che ha presentato ieri le sue liste al London Park di via Libero Grassi – ha deciso e detto, ma anche ripetuto, più volte, che non lo farà. Però, in fondo, è come se lo avesse fatto, pur scegliendo il fair play. «Avevo pensato di chiedere un minuto di silenzio in cui ciascuno, rispetto a quello che è avvenuto, potesse riflettere e scegliere per il futuro – ha precisato Iervolino – lascio le valutazioni ai cittadini perché le vicende di cui stasera non parliamo hanno anche altri responsabili, come chi finora ha dato poca attenzione alla vita del paese».
Si è parlato di programmi e di progettualità, delle intenzioni di cambiare non solo un governo della città ma la maniera di governare. «Qui non ci serve un Deus ex Machina che decida da solo, la polis riguarda tutti noi – ha detto il candidato sindaco nonché già primo cittadino (1997-2007) e stavolta è diverso perché vi troverete a scegliere, il 20 e il 21 settembre, non solo tra programmi che ormai tutti hanno la capacità di scrivere bensì sulla scelta di affidare Sant’Anastasia ad uno tra quattro candidati che già conoscete: tre ex sindaci e un ex presidente del consiglio comunale. Valutate l’operato di ciascuno, la credibilità di ognuno, quel che hanno realizzato, poi scegliete con cognizione di causa. E valutate anche l’aspetto collettivo: un sindaco non governa da solo, scegliete chi meglio pensiate possa farlo tra i candidati al consiglio comunale, guardate le persone presenti nelle liste e vi accorgerete che nelle nostre, con sole tre eccezioni, ci sono soltanto persone nuove alla politica attiva. Altrove, escludendo la lista della dott.ssa Punzo, compaiono personaggi che in questi tredici anni si sono trovati a militare da una parte o dall’altra, con ruoli amministrativi. Perciò, chi desidera un cambiamento radicale, chi vuole voltare pagina, chi vuol vedere un governo trasparente, efficiente, competente, con riferimenti valoriali dai quali non si può prescindere, stavolta ha una scelta facile, le nostre quattro liste».
Come ha fatto fin dall’annuncio della sua candidatura, Iervolino ha messo l’accento su alcuni punti fondanti di quello che è adesso il suo programma per il quale ha scelto il titolo «Una città in salute»: i consigli di quartiere, per esempio, ma anche la riorganizzazione della macchina comunale, l’istituzione di un ufficio per reperire fondi sovracomunali. «Il Comune di Sant’Anastasia oggi non può offrire servizi, non c’è personale, non ci sono più figure apicali perché non c’è stata programmazione e per tutto quello che poi è accaduto (ndr, i concorsi pubblici sono stati annullati), l’ufficio urbanistica e l’ufficio lavori pubblici sono tornati nel sottoscala dove li trovai nel 1997 al momento del mio insediamento, il paese è regredito sotto ogni aspetto».
Ma ci sono anche altre priorità nel programma di Iervolino, l’unico candidato che si presenta con simboli di partito (Pd, Psi) oltre a due civiche (Progetto per Sant’Anastasia e Una città in Salute). «Abbiamo chiamato il nostro programma Una Città in Salute perché una città così non si intende solo come assenza di malattie ma fa riferimento al benessere collettivo, economico, abitativo, alla formazione, all’istruzione, all’ambiente, alla famiglia, all’attenzione per il sociale, ad uno sviluppo ecosostenibile». E ipotizza, Iervolino, di poter recuperare quella che chiama un’occasione mancata, ossia la partecipazione di Sant’Anastasia al progetto Terra dei Fuochi, pensa ad un monitoraggio costante della qualità dell’aria, ad un potenziamento dell’azione nelle politiche sociali. «Le politiche sociali in questi anni sono state completamente dimenticate dalle amministrazioni che si sono succedute, una città che non sa prendersi cura di chi è più debole è una città che ha problemi di coesione sociale. Per noi istruzione e scuola sono fondamentali e, per citare Calamandrei, la scuola aiuta le persone a diventare, da sudditi, cittadini». «Guardate liste di altri candidati – aggiunge poi Iervolino – vi accorgerete che tante persone sono state quasi costrette a candidarsi altrove, votate con libertà». E poi snocciola sul tema «scuola» un annuncio e qualche promessa: «Nei prossimi giorni, in questa incertezza sulla ripartenza delle scuole, noi renderemo pubblica una scheda nella quale spiegheremo come vorremmo, e siamo già pronti a fare, affrontare un’altra eventuale emergenza Covid. Si ricorderà poi che nel corso di due consiliature da me guidate sono state costruite tre scuole, ebbene adesso nel nostro programma ci sono impegni precisi: una nuova scuola media a Ponte di Ferro, una nuova scuola elementare e un asilo nido».
Ancora, sul patrimonio comunale, in un momento in cui le associazioni di volontariato che non hanno più a disposizione la biblioteca comunale, che servirà a tamponare la mancanza di aule per il rientro a scuola, sono senza locali e senza prospettive (ndr, oggi saranno ricevute dal commissario Rodà ma nel frattempo qualche altra soluzione potrebbe arrivare sul tappeto), Iervolino ricorda che esistono immobili da recuperare: la ex scuola dei Sodani, l’immobile di via Primicerio dove gli uffici non ci sono più ma dove forse non arriveranno nemmeno i carabinieri ai quali era stato destinato.
Poi, l’appello e un po’ di stoccate agli avversari e a chi li sostiene. «Questa è una campagna elettorale non facile, il voto non sempre viene espresso quale giudizio sulla persona o come opinione, esistono invece tutta una serie di elementi, ci sono liste per esempio dove compaiono capibastone che hanno elettorato consolidato, anche se francamente non si capisce perché visto che poi in anni di consiglio comunale se hanno alzato una volta la mano o si è sentita la loro voce è già tanto. Questo è un momento storico, è «ora o mai più», per cambiare le sorti di un paese che in tredici anni ha avuto quattro amministrazioni e tre sindaci, votate ma fatelo con libertà non per altri motivi, pensando alla salute e al benessere del paese che si merita una continuità amministrativa. Aiutateci a rendere migliore Sant’Anastasia, aiutiamoci ad essere nuovamente orgogliosi di chiamarci anastasiani».
Prima del candidato sindaco hanno preso la parola alcuni dei 64 candidati al consiglio comunale in suo sostegno da Domenico Monaci di Progetto per Sant’Anastasia («L’onestà deve essere prerequisito fondamentale, Sant’Anastasia deve cambiare immagine»), ad Antonio Pone, segretario Pd e candidato nella lista del suo partito («Il nostro è l’unico progetto politico chiaro, unico, valoriale, in un mare di liste civiche dietro cui non si capisce chi c’è. Ci sarà chi si verrà nelle vostre case a chiedere il voto per avervi procurato magari un certificato, degradando a favore un vostro diritto, accompagnatelo alla porta»). Da Rosaria De Simone, candidata come nel 2019 nella lista Pd («Non è vero che i politici sono tutti uguali, che quando vengono eletti pensano tutti ai fatti loro, mi rifiuto di crederlo. Io non ho una grande famiglia alle spalle, l’unica promessa che posso fare è dare il mio impegno in cambio della fiducia. In tredici anni abbiamo visto personaggi che prendono consensi ampi e che nulla hanno dato al paese. Io ci metto la faccia»), a Ciro Gifuni, anche lui in lizza con i democrat (Finora ho solo ascoltato promesse e visto zero fatti, nostra priorità è dare la giusta dignità a temi come la cultura, le periferie, la valorizzazione del patrimonio artistico, con una squadra giovane e un candidato sindaco d’esperienza»). Da Marco Castaldo, capolista Psi («Il nostro progetto politico è come un viaggio organizzato, noi sappiamo cosa fare e come farlo, da dove partiamo e dove dobbiamo andare, non possiamo più vivacchiare, non siamo tra coloro che vivono di improvvisazioni ed espedienti, abbiamo il candidato sindaco e la squadra migliore, pronti a portare fuori Sant’Anastasia dalle sabbie mobili in cui è precipitata»), a Gelsomina Maiello, assessore uscente e da vent’anni militante Psi, candidata nella stessa lista («Lo sviluppo turistico del territorio non è un’utopia ma un meccanismo praticabile anche in tempi brevi, Sant’Anastasia fa parte del distretto turistico Ager Nolanus che presto prenderà il via con possiiblità di finanziamenti europeri, fa parte del Gal Vesuvio Verde, elemento forte che ci tutela e unisce i comuni del Parco e che porterà ad uno sviluppo agricolo, in ultimo facciamo parte del Parco vesuvio che nell’ambito del grande progetto Vesuvio sta ripristinando i sentieri, non sono solo sogni, noi abbiamo la visione di come si debba sviluppare il nostro territorio»). Altri tre candidati del Psi hanno preso la parola: Giuseppe Ceriello («Abbiamo pensato di sviluppare una App che darà la possibilità di segnalare disservizi, portare idee, avere risposte immediate in tempo reale, pensiamo ad un paese con aree verdi, con videosorveglianza a sistema, dove ci sia la possibilità di abbassare la Tari, la più alta al momento tra i comuni limitrofi, con strade decenti affinché le aziende non vadano altrove»); Roberta Pugliese, venti anni appena («Ho deciso di metterci la faccia nonostante la mia giovane età, qui non ci sono servizi, i giovani sono costretti a spostarsi, occorrono idee innovative»); Ciro Riglia, 23 anni («Non possiamo vivere appieno il paese, non ci basta un drink in piazza Trivio, abbiamo bisogno di altro. Qui il Forum dei giovani manca da dieci anni circa, noi giovani siamo il futuro e appoggiamo Iervolino per fa ripartire Sant’Anastasia»). Per la civica Città in Salute, il capolista Gianluca Di Matola («Quando Enzo Iervolino ha chiesto il mio impegno ho accettato subito perché Sant’Anastasia è rinata durante i suoi anni di governo mentre negli ultimi tredici ogni diritto è stato leso, umiliato, calpestato, chiunque vivesse una condizione di difficoltà è stato dimenticato, nell’ultima amministrazione mancava persino un assessore alle politiche sociali, noi ci battiamo per una città inclusiva»); Imma Balestra («Lavoro in questo paese, nel mondo della scuola e così com’è non ci piace. Dobbiamo lavorare per dare a tutti, nessuno escluso, le stesse opportunità, politiche sociali e scuola devono andare a braccetto»); Antonio Iossa («Mi è stato chiesto perché ho scelto di candidarmi con Enzo Iervolino, è facile: un sindaco che ha governato dieci anni senza nemmeno una denuncia nell’hinterland napoletano può andare a pieno titolo nel guinness dei primati»).
Sant’Anastasia, Enzo Iervolino: «Un voto per il futuro, ora o mai più, per tornare orgogliosi di essere anastasiani»
Parlare della Concorsopoli anastasiana o delle vicende giudiziarie degli ultimi anni? Calcare l’accento sulla morale, sulla moralità, sull’etica? No, grazie. Il candidato sindaco di centrosinistra – che ha presentato ieri le sue liste al London Park di via Libero Grassi – ha deciso e detto, ma anche ripetuto, più volte, che non lo farà. Però, in fondo, è come se lo avesse fatto, pur scegliendo il fair play. «Avevo pensato di chiedere un minuto di silenzio in cui ciascuno, rispetto a quello che è avvenuto, potesse riflettere e scegliere per il futuro – ha precisato Iervolino – lascio le valutazioni ai cittadini perché le vicende di cui stasera non parliamo hanno anche altri responsabili, come chi finora ha dato poca attenzione alla vita del paese».
Si è parlato di programmi e di progettualità, delle intenzioni di cambiare non solo un governo della città ma la maniera di governare. «Qui non ci serve un Deus ex Machina che decida da solo, la polis riguarda tutti noi – ha detto il candidato sindaco nonché già primo cittadino (1997-2007) e stavolta è diverso perché vi troverete a scegliere, il 20 e il 21 settembre, non solo tra programmi che ormai tutti hanno la capacità di scrivere bensì sulla scelta di affidare Sant’Anastasia ad uno tra quattro candidati che già conoscete: tre ex sindaci e un ex presidente del consiglio comunale. Valutate l’operato di ciascuno, la credibilità di ognuno, quel che hanno realizzato, poi scegliete con cognizione di causa. E valutate anche l’aspetto collettivo: un sindaco non governa da solo, scegliete chi meglio pensiate possa farlo tra i candidati al consiglio comunale, guardate le persone presenti nelle liste e vi accorgerete che nelle nostre, con sole tre eccezioni, ci sono soltanto persone nuove alla politica attiva. Altrove, escludendo la lista della dott.ssa Punzo, compaiono personaggi che in questi tredici anni si sono trovati a militare da una parte o dall’altra, con ruoli amministrativi. Perciò, chi desidera un cambiamento radicale, chi vuole voltare pagina, chi vuol vedere un governo trasparente, efficiente, competente, con riferimenti valoriali dai quali non si può prescindere, stavolta ha una scelta facile, le nostre quattro liste».
Come ha fatto fin dall’annuncio della sua candidatura, Iervolino ha messo l’accento su alcuni punti fondanti di quello che è adesso il suo programma per il quale ha scelto il titolo «Una città in salute»: i consigli di quartiere, per esempio, ma anche la riorganizzazione della macchina comunale, l’istituzione di un ufficio per reperire fondi sovracomunali. «Il Comune di Sant’Anastasia oggi non può offrire servizi, non c’è personale, non ci sono più figure apicali perché non c’è stata programmazione e per tutto quello che poi è accaduto (ndr, i concorsi pubblici sono stati annullati), l’ufficio urbanistica e l’ufficio lavori pubblici sono tornati nel sottoscala dove li trovai nel 1997 al momento del mio insediamento, il paese è regredito sotto ogni aspetto».
Ma ci sono anche altre priorità nel programma di Iervolino, l’unico candidato che si presenta con simboli di partito (Pd, Psi) oltre a due civiche (Progetto per Sant’Anastasia e Una città in Salute). «Abbiamo chiamato il nostro programma Una Città in Salute perché una città così non si intende solo come assenza di malattie ma fa riferimento al benessere collettivo, economico, abitativo, alla formazione, all’istruzione, all’ambiente, alla famiglia, all’attenzione per il sociale, ad uno sviluppo ecosostenibile». E ipotizza, Iervolino, di poter recuperare quella che chiama un’occasione mancata, ossia la partecipazione di Sant’Anastasia al progetto Terra dei Fuochi, pensa ad un monitoraggio costante della qualità dell’aria, ad un potenziamento dell’azione nelle politiche sociali. «Le politiche sociali in questi anni sono state completamente dimenticate dalle amministrazioni che si sono succedute, una città che non sa prendersi cura di chi è più debole è una città che ha problemi di coesione sociale. Per noi istruzione e scuola sono fondamentali e, per citare Calamandrei, la scuola aiuta le persone a diventare, da sudditi, cittadini». «Guardate liste di altri candidati – aggiunge poi Iervolino – vi accorgerete che tante persone sono state quasi costrette a candidarsi altrove, votate con libertà». E poi snocciola sul tema «scuola» un annuncio e qualche promessa: «Nei prossimi giorni, in questa incertezza sulla ripartenza delle scuole, noi renderemo pubblica una scheda nella quale spiegheremo come vorremmo, e siamo già pronti a fare, affrontare un’altra eventuale emergenza Covid. Si ricorderà poi che nel corso di due consiliature da me guidate sono state costruite tre scuole, ebbene adesso nel nostro programma ci sono impegni precisi: una nuova scuola media a Ponte di Ferro, una nuova scuola elementare e un asilo nido».
Ancora, sul patrimonio comunale, in un momento in cui le associazioni di volontariato che non hanno più a disposizione la biblioteca comunale, che servirà a tamponare la mancanza di aule per il rientro a scuola, sono senza locali e senza prospettive (ndr, oggi saranno ricevute dal commissario Rodà ma nel frattempo qualche altra soluzione potrebbe arrivare sul tappeto), Iervolino ricorda che esistono immobili da recuperare: la ex scuola dei Sodani, l’immobile di via Primicerio dove gli uffici non ci sono più ma dove forse non arriveranno nemmeno i carabinieri ai quali era stato destinato.
Poi, l’appello e un po’ di stoccate agli avversari e a chi li sostiene. «Questa è una campagna elettorale non facile, il voto non sempre viene espresso quale giudizio sulla persona o come opinione, esistono invece tutta una serie di elementi, ci sono liste per esempio dove compaiono capibastone che hanno elettorato consolidato, anche se francamente non si capisce perché visto che poi in anni di consiglio comunale se hanno alzato una volta la mano o si è sentita la loro voce è già tanto. Questo è un momento storico, è «ora o mai più», per cambiare le sorti di un paese che in tredici anni ha avuto quattro amministrazioni e tre sindaci, votate ma fatelo con libertà non per altri motivi, pensando alla salute e al benessere del paese che si merita una continuità amministrativa. Aiutateci a rendere migliore Sant’Anastasia, aiutiamoci ad essere nuovamente orgogliosi di chiamarci anastasiani».
Prima del candidato sindaco hanno preso la parola alcuni dei 64 candidati al consiglio comunale in suo sostegno da Domenico Monaci di Progetto per Sant’Anastasia («L’onestà deve essere prerequisito fondamentale, Sant’Anastasia deve cambiare immagine»), ad Antonio Pone, segretario Pd e candidato nella lista del suo partito («Il nostro è l’unico progetto politico chiaro, unico, valoriale, in un mare di liste civiche dietro cui non si capisce chi c’è. Ci sarà chi si verrà nelle vostre case a chiedere il voto per avervi procurato magari un certificato, degradando a favore un vostro diritto, accompagnatelo alla porta»). Da Rosaria De Simone, candidata come nel 2019 nella lista Pd («Non è vero che i politici sono tutti uguali, che quando vengono eletti pensano tutti ai fatti loro, mi rifiuto di crederlo. Io non ho una grande famiglia alle spalle, l’unica promessa che posso fare è dare il mio impegno in cambio della fiducia. In tredici anni abbiamo visto personaggi che prendono consensi ampi e che nulla hanno dato al paese. Io ci metto la faccia»), a Ciro Gifuni, anche lui in lizza con i democrat (Finora ho solo ascoltato promesse e visto zero fatti, nostra priorità è dare la giusta dignità a temi come la cultura, le periferie, la valorizzazione del patrimonio artistico, con una squadra giovane e un candidato sindaco d’esperienza»). Da Marco Castaldo, capolista Psi («Il nostro progetto politico è come un viaggio organizzato, noi sappiamo cosa fare e come farlo, da dove partiamo e dove dobbiamo andare, non possiamo più vivacchiare, non siamo tra coloro che vivono di improvvisazioni ed espedienti, abbiamo il candidato sindaco e la squadra migliore, pronti a portare fuori Sant’Anastasia dalle sabbie mobili in cui è precipitata»), a Gelsomina Maiello, assessore uscente e da vent’anni militante Psi, candidata nella stessa lista («Lo sviluppo turistico del territorio non è un’utopia ma un meccanismo praticabile anche in tempi brevi, Sant’Anastasia fa parte del distretto turistico Ager Nolanus che presto prenderà il via con possiiblità di finanziamenti europeri, fa parte del Gal Vesuvio Verde, elemento forte che ci tutela e unisce i comuni del Parco e che porterà ad uno sviluppo agricolo, in ultimo facciamo parte del Parco vesuvio che nell’ambito del grande progetto Vesuvio sta ripristinando i sentieri, non sono solo sogni, noi abbiamo la visione di come si debba sviluppare il nostro territorio»). Altri tre candidati del Psi hanno preso la parola: Giuseppe Ceriello («Abbiamo pensato di sviluppare una App che darà la possibilità di segnalare disservizi, portare idee, avere risposte immediate in tempo reale, pensiamo ad un paese con aree verdi, con videosorveglianza a sistema, dove ci sia la possibilità di abbassare la Tari, la più alta al momento tra i comuni limitrofi, con strade decenti affinché le aziende non vadano altrove»); Roberta Pugliese, venti anni appena («Ho deciso di metterci la faccia nonostante la mia giovane età, qui non ci sono servizi, i giovani sono costretti a spostarsi, occorrono idee innovative»); Ciro Riglia, 23 anni («Non possiamo vivere appieno il paese, non ci basta un drink in piazza Trivio, abbiamo bisogno di altro. Qui il Forum dei giovani manca da dieci anni circa, noi giovani siamo il futuro e appoggiamo Iervolino per fa ripartire Sant’Anastasia»). Per la civica Città in Salute, il capolista Gianluca Di Matola («Quando Enzo Iervolino ha chiesto il mio impegno ho accettato subito perché Sant’Anastasia è rinata durante i suoi anni di governo mentre negli ultimi tredici ogni diritto è stato leso, umiliato, calpestato, chiunque vivesse una condizione di difficoltà è stato dimenticato, nell’ultima amministrazione mancava persino un assessore alle politiche sociali, noi ci battiamo per una città inclusiva»); Imma Balestra («Lavoro in questo paese, nel mondo della scuola e così com’è non ci piace. Dobbiamo lavorare per dare a tutti, nessuno escluso, le stesse opportunità, politiche sociali e scuola devono andare a braccetto»); Antonio Iossa («Mi è stato chiesto perché ho scelto di candidarmi con Enzo Iervolino, è facile: un sindaco che ha governato dieci anni senza nemmeno una denuncia nell’hinterland napoletano può andare a pieno titolo nel guinness dei primati»).
Ercolano, Formisano: “Per combattere il Covid niente eventi di apertura e chiusura campagna elettorale”
“Nella consapevolezza del mio ruolo di medico di medicina generale, ho deciso che la mia coalizione non farà eventi pubblici di apertura o chiusura della campagna elettorale”. Così Colomba Formisano, candidata sindaco di Ercolano con una coalizione di cinque liste civiche (Ercolano in azione, GR.E.T.A., Cambiamo Ercolano, Ercolano in marcia, Giusta Scelta).
“Ogni giorno continuo a lavorare per il contenimento della pandemia di COVID-19 che ci ha afflitto negli ultimi mesi, basti pensare che ormai impegno la maggior parte delle mie energie per rispondere alle richieste di informazione e di tamponi che provengono dai cittadini. In questa settimana, inoltre, insieme a tutti i colleghi di medicina generale di Ercolano, stiamo provvedendo ad eseguire i test sierologici al personale scolastico docente e non docente, per garantire una riapertura delle scuole nel massimo della sicurezza”, spiega la Formisano.
“Per questo motivo, consapevole del delicato momento che vive la nostra città anche a seguito di una crescente escalation di casi positivi che vengono registrati ogni giorno, ho deciso che porterò avanti una campagna elettorale sobria, caratterizzata da distanziamento sociale, incontri con piccoli gruppi e obbligo di indossare la mascherina per tutti. Essere candidata in un periodo così impegnativo per la mia professione è stata una scelta difficile, ma alla fine ho deciso di non mettere da parte nessuna delle due vocazioni che mi contraddistinguono, facendo il massimo sia per il miglioramento della nostra città che per la tutela della salute pubblica”, conclude.
Guide Turistiche, la Uiltucs Campania vince il ricorso al Consiglio di Stato contro la Regione Calabria. Silvestro: “Vittoria importante!”
Riceviamo e pubblichiamo da Francesco Molaro.
La UilTucs Campania, unitamente ad AGTA, hanno vinto il Ricorso in appello al Consiglio di Stato presentato dalla Regione Calabria.
Questa vittoria conferma il giudizio di primo grado già vinto dalle stesse sigle e mette un punto fermo sull’annosa e complicata questione dei rapporti tra Stato e Regioni in materia di abilitazioni all’esercizio della professione di Guida Turistica stabilendo inequivocabilmente che: “La determinazione dei principi fondamentali della disciplina di una determinata professione spetta sempre allo Stato …..”, pertanto …..“ne discende un complesso assetto che esclude la competenza legislativa regionale in materia di abilitazione alla professione di guida turistica, senza che possa validamente opporsi la condizione di inerzia del legislatore statale”.
“Una grande vittoria per le Guide Turistiche – dichiara Giuseppe Silvestro, segretario generale della Uiltucs Campania, – che in questo momento storico già vivono una situazione difficilissima insieme a tutto il comparto turistico. La sentenza del Consiglio di Stato legittima il lavoro delle sigle che lo hanno proposto e servirà a tutti, in seguito, anche per altre categorie. Azioni come questa vanno – conclude Silvestro – a vantaggio di tutte le guide: quelle iscritte alle sigle che hanno promosso il ricorso, quelle iscritte alle altre sigle e quelle non iscritte a niente (la stragrande maggioranza). Il nostro impegno continuerà per dare ai lavoratori sempre la massima assistenza”.
Marigliano, sversamento rifiuti: sequestrata un’altra area periferica di 200 metri quadrati
Due siti, uno di 120 mq e un altro di 80 mq, sono stati posti sotto sequestro dalla locale polizia lungo via Ponte dei Cani, in località Masseria Bosco, a Marigliano. Materassi, mobili di legno, elettrodomestici, guaina bituminosa di copertura, materiale edile di risulta, vestiti, scarpe e bottiglie di vetro: questo il materiale sequestrato dalla Polizia Municipale in un’area segnalata dai cittadini tramite esposto a mezzo social.
Immediata è scattata la task force condotta con il costante ausilio dei volontari del Nucleo Operativo di Emergenza “La Salamandra”. Individuata anche la proprietà del sito, alla quale verrà imposta la bonifica.
Grazie all’ausilio degli agenti a tempo determinato, negli ultimi quindici giorni i controlli sono stati serratissimi e continueranno ancora in questa direzione. Vi è la necessità di mappare il territorio e il lavoro costante del pattugliamento, per ora possibile anche con l’ausilio del drone che si sta focalizzando su tutte le aree critiche (come richiesto dalla Prefettura), permetterà di avere un censimento di tutte le aree critiche, al fine di procedere in sinergia con gli altri uffici e provvedere alle bonifiche del territorio martoriato dagli ecoreati.
È vicino, ormai, anche l’inizio delle attività per le telecamere poste nell’area PIP.
Somma Vesuviano, Covid 19, sette casi positivi e 24 persone in isolamento
Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del comune di Somma Vesuviana
“Aumentano i positivi ed anche le persone in isolamento a Somma Vesuviana, nel napoletano. Ad oggi abbiamo 7 persone risultate positive al Coronavirus. In realtà la settima è una persona domiciliata ma non residente. Per quanto riguarda le persone in isolamento, ora siamo a quota 24. Stiamo seguendo, io, lo staff, il vicesindaco Sergio D’Avino e le altre persone di competenza, secondo per secondo l’intera situazione. Aggiornerò la popolazione e la stampa qualora dovessero esserci ulteriori novità comunicate dalle fonti ufficiali”. Lo ha affermato poco fa, Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano.
L’ Anci Campania chiede la proroga al 24 settembre dell’apertura delle scuole
Di seguito la richiesta che il Presidente Marino ha inviato al Presidente della Giunta Regionale, al Ministro dell’Istruzione e all’Assessore regionale alla Pubblica Istruzione della Campania per la proroga al 24 settembre dell’apertura delle scuola.
Gentile Presidente,
siamo ormai a poche settimane dalla riapertura delle scuole, programmata da calendario scolastico per il prossimo 14 settembre.
In questi giorni di agosto tutti stanno facendo la loro parte per consentire un’apertura ordinata e in sicurezza. In primo luogo i Sindaci della Campania stanno mettendo in campo ogni energia per offrire spazi e soluzioni alternative e permettere un rientro degli studenti in aula in assoluta tranquillità, anche con interventi urgenti sull’edilizia scolastica. Oltre ad elaborare e organizzare un piano di potenziamento per il trasporto scolastico e il trasporto pubblico locale.
Come è noto, tuttavia, le problematiche del distanziamento e ancor più della sanificazione, della mancanza di banchi monoposto (i cui tempi sono assolutamente aleatori, come lamenta l’associazione dei Presidi) e dei test sierologici per i docenti e il personale scolastico, rappresentano alcune delle principali incertezze, anche a fronte di linee guida che comprensibilmente, con l’evolvere della situazione-contagi, potranno variare.
II 20 e 21 settembre si svolgeranno, inoltre, le consultazioni regionali e referendarie e molti Comuni della Campania saranno chiamati alle scadenze elettorali amministrative: si tratta di appuntamenti istituzionali a cui abbiamo, come ANCI Campania e come Sindaci di questa regione, sempre sollecitato il massimo della partecipazione popolare, come previsto dalla nostra Costituzione.
Consultazioni che, così come ogni anno, si svolgeranno fisicamente prevalentemente nei plessi scolastici.
Tutto questo rappresenta un fronte critico. Pensiamo non abbia senso interrompere le lezioni dopo meno di una settimana, senza contare il raddoppio delle spese di sanificazione e igienizzazione dei locali scolastici, che graveranno prevalentemente sui bilanci comunali.
Da qui la richiesta, che ci arriva dalla quasi totalità dei Sindaci della Regione, di ogni appartenenza politica, di un breve slittamento dell’apertura scolastica a giovedì 24 settembrePensiamo che sia un’idea giusta. Un’idea sulla quale c’era già una favorevole condivisione da parte della stessa Regione Campania. Le lezioni, che terminano il 5 giugno, potrebbero essere posticipate fino al 15 giugno 2021. E’ già successo in passato, a maggior ragione questo breve spostamento è giustificato dalla fase emergenziale.
Siamo certi che vorrà prendere in considerazione la proposta, al vaglio anche di altre regioni, e che ha già trovato ampio e trasversale consenso tra i Sindaci di ANCI Campania.
Sant’Anastasia, Luigi Corcione: «#attivailcambiamento a sostegno della candidatura di Federica Curcio»
Riceviamo e pubblichiamo dal portavoce del movimento #attivailcambiamento”
Il movimento civico #attivailcambiamento nato la scorsa estate, sostiene la candidatura di Federica Curcio nella lista Carmine Pone Sindaco per le prossime elezioni amministrative di Sant’Anastasia dei prossimi 20 e 21 settembre.
Il portavoce del movimento, Luigi Corcione, ha dichiarato, a tal proposito: «Quella di Federica è una candidatura che nasce da un percorso politico condiviso e dal programma redatto che verrà presentato da qui al 20 settembre. Una candidatura soprattutto spontanea e motivata, senza logiche né dietrologie. Sintetizza ed ufficializza la nostra posizione politica nelle prossime elezioni comunali. Federica, punto di riferimento per il nostro gruppo di giovani attivisti nato la scorsa estate, porterà avanti le nostre idee su ambiente, sport, sostegno a disabili e fasce deboli, uguaglianza sociale, diritti civili ed euro progettazione. Un percorso condiviso, come detto, che merita il supporto e la fiducia del nostro gruppo di giovani impegnati in politica».
Federica Curcio, giovane anastasiana alla sua prima candidatura e già da diversi anni impegnata in politica, in merito alla sua scelta, ha affermato: «La decisione di mettermi al servizio della comunità nasce dal dovere morale e dalla voglia di impegno pratico che nutro per il mio paese, Sant’Anastasia. Tante, troppe volte percepisco la totale delusione dei cittadini nei confronti della politica e, mi rendo conto che la sfiducia conduce a fare scelte sbagliate. Ad allontanarsi. A pensare all’oggi, e non al futuro. Credo fermamente che Sant’Anastasia debba avere una visione a lungo termine, che necessiti di essere proiettata al futuro. Io ho la volontà ed il dovere di questa missione. Voglio provarci insieme a Carmine Pone. Le mie proposte, in particolare, toccano i temi dello sport e della disabilità e, sono realizzabili, in quanto a fattibilità, a breve termine. Sono fiera e grata del sostegno del gruppo #attivailcambiamento che rappresenta a pieno le mie idee e le mie speranze per il futuro».
L’intervista, Del Mastro: il manager dal teatro all’università per una Pomigliano migliore
E’ stato per un bel po’ di tempo docente universitario di materie classiche dell’università più importante del Mezzogiorno, la Federico II di Napoli, nonchè collaboratore di alcuni dei più prestigiosi atenei d’Italia e d’Europa. Adesso invece ha una cattedra prestigiosa all’Università Vanivitelli, la ex Seconda Università di Napoli. Per non parlare del suo impegno da presidente dell’Ente Ville Vesuviane. Ma nonostante tutto questo Gianluca Del Mastro è rimasto inevitabilmente radicato nella sua Pomigliano. Qui ha tutto quello che gli ha consentito di diventare quello che è diventato, la mamma, i tanti parenti, i moltissimi amici. Si perché è proprio un pomiglianese doc il candidato sindaco della coalizione M5S, PD, Europa Verde, Rinascita, Idea Pomigliano, Nuove Generazioni, 2020, Pomigliano Solidale e Movimento Giovanile. Si potrebbe anche dire che sia uno dei figli migliori di questa città, con un passato relativamente recente fatto di impegno sociale e creativo e un presente da accademico e manager. Se però parli con lui sembra che tutto questo blasone di cultura e professionalità venga messo da parte in un sol colpo. Il professore non ti fa pesare nulla con quel suo tipico atteggiamento da umile tra gli umili.
Del Mastro, il suo rapporto con Pomigliano qual è stato e qual è in questo momento ?
“Più che del rapporto con Pomigliano parlerei del mio essere pomiglianese vero e proprio. Io vengo dal rione Ponte, la zona a ridosso tra il centro e la periferia. Ho sempre vissuto tutte e due le anime della città. Da giovane ho frequentato la parrocchia della 219, Santa Maria del Suffragio, una parrocchia di periferia. Quindi ho vissuto molto la periferia, che è uno dei nostri obiettivi primari di sviluppo e rinnovamento. Dall’altra parte, abitando a ridosso del centro, conosco bene anche le problematiche della Pomigliano più storica, della Pomigliano che collega il borgo Paciano con il Ponte e con il centro storico”
Lei quindi ha ancora molti parenti e amici a Pomigliano…
“Si ho tanti parenti e amici, amici storici. I mei amici d’infanzia sono tutti pomiglianesi. Tanti parenti, zii, cugini, anche di seconda e terza generazione, perché ci si fa più grandi ovviamente. La cosa straordinaria è l’emozione che ha suscitato la mia candidatura. E la grande soddisfazione è vedere che tutti questi legami siano rimasti intatti col passare del tempo. Sono tutti al mio fianco in quest’avventura”
Mi parla della sua famiglia ?
“Non ho più mio padre purtroppo. Mia madre abita al confine tra Pomigliano e Casalnuovo. Guarda a questa mia candidatura con grande orgoglio. La mia famiglia ha sempre vissuto tantissimo la città. Stiamo vivendo questo momento nel ricordo di mio padre Carlo, che ha sempre amato Pomigliano. Per mio padre dopo la famiglia e il lavoro c’era Pomigliano. Per me questa esperienza è straordinaria perché al mio fianco ci sono tutte persone che vivono il ricordo della grande presenza di mio padre qui”
Tra le sue esperienze pomiglianesi quali citerebbe ?
“Ce ne sono state tantissime, ce ne sono diverse. Io e tutte le persone della mia generazione abbiamo fatto tanto in questo territorio. Ricordo che da piccolo frequentavo la Polisportiva Comunale, che era una grande risorsa per tutte le famiglie, che con una spesa modesta potevano impegnare i loro figli nelle attività più disparate. Ecco, questo è uno dei punti che ho piacevolmente ritrovato nel programma della coalizione, cioè quello di ridare a tutti i pomiglianesi la possibilità di impegnare i figli in tantissime attività con un costo minimo. Poi ricordo di aver partecipato per tanti anni al carnevale con la “Zeza”. E più da grande c’è stato il mio impegno con il teatro. Io ho fatto teatro con i gruppi teatrali di Pomigliano. Qui abbiamo avuto Vincenzo D’Onofrio, che era il direttore del Teatro Pubblico Campano. In questo ambito mi impegnai nel teatro comico. Insieme a Nello Iorio e a Salvatore De Falco formammo un trio, si chiamava “Terno Secco”, che, mi permetto di dire, ha fatto un po’ la storia del cabaret e del teatro comico napoletano, dando il via a quella “Nouvelle Vague” della comicità che ha caratterizzato il teatro partenopeo negli anni Novanta. Questa è una cosa che mi fa molto piacere perché sappiamo di essere partiti da Pomigliano, da quella esperienza teatrale che a Pomigliano aveva il suo fulcro”
Dal trio comico alla docenza universitaria di papirologia, alla conduzione di enti importanti: un bel salto direi…
“Anche quando ho fatto teatro, anche quando ho lavorato nel teatro, perché a un certo punto diventò un vero e proprio lavoro, io continuavo i miei studi ed ero sempre più innamorato della disciplina e della cultura classica, della filologia classica. A un certo punto della mia vita, intorno ai 23-24 anni, ho dovuto prendere una decisione e ho deciso che il mio futuro sarebbe stato lo studio e la ricerca universitaria, anche se di tanto in tanto sono tornato a fare qualche puntata nel teatro. Ma avevo già chiara la strada davanti a me”
Come si concilia tutto questo con la volontà di amministrare Pomigliano ? Che idea di Pomigliano ha ?
“L’esperienza tecnico-manageriale nasce in me sia con la gestione dei processi di ricerca universitari che, purtroppo o per fortuna al giorno d’oggi, sono molto basati sulle tecniche manageriali e imprenditoriali. Dall’altra parte c’è la mia grande esperienza degli ultimi anni da presidente dell’Ente Ville Vesuviane. Queste due esperienze mi daranno certamente la possibilità di guidare, lo auspico, il comune di Pomigliano con un bagaglio tecnico di notevole rilevanza. Mi impegnerò al massimo per rendere la mia città molto competitiva nei prossimi dieci anni. Lo sguardo di Pomigliano verso l’Italia e verso l’Europa ci darà la forza di realizzare tutti quei punti del programma che guardano alle categorie più bisognose, che guardano alla realizzazione di interventi forti sulle periferie e su tutto il territorio. La sicurezza, anche economica, che deriverà dal nostro rapporto col governo centrale e con l’Europa ci darà la possibilità di realizzare al nostro interno tutti quegli interventi che potranno assicurare il benessere dei pomiglianesi”
Somma Vesuviana saluta il Preside Cotroneo, Ad Maiora!
Riceviamo e pubblichiamo il saluto del Prof Emanuele Coppola al Preside Cotroneo.
Giuseppe Cotroneo, dopo ben otto anni, lascia la guida dell’ITI Ettore Majorana Sommese per dirigere il Liceo Scientifico Filippo Brunelleschi di Afragola.
Giuseppe Cotroneo, classe 1959, si è laureato in Architettura nel 1985 presso Università degli Studi di Napoli con il massimo dei voti ed iscritto, l’anno successivo, all’Ordine degli Architetti di Napoli.
Dal ’92 al ’93, ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento di diverse discipline: Educazione Artistica, Disegno e Storia dell’Arte, Disegno Tecnico ed artistico, Costruzioni, Tecnologia delle Costruzioni e Disegno Tecnico.
Nel ’82 ha iniziato la carriera di Docente, passando anche per il Liceo Torricelli di Somma Vesuviana, fino a quando, nel 2009, ha intrapreso la carriera di Dirigente Scolastico, prima all’Istituto Comprensivo Fratelli Cervi Nonantola di Modena, poi all’Istituto Tecnico Industriale Leonardo Da Vinci di Carpi, sempre in provincia di Modena, in seguito alla Scuola Media Sant’Alfonso Maria De Liguori di Napoli, per approdare, nel 2012, all’Istituto Tecnico Industriale Ettore Majorana di Somma Vesuviana.
L’Arch. Prof. Giuseppe Cotroneo, dopo ben otto anni, dal 1° settembre 2020, lascia la guida dell’Istituto Tecnico Sommese per dirigere il Liceo Scientifico Filippo Brunelleschi di Afragola, dove ha anche insegnato per un anno.
Persona di alto profilo umano e professionale, ha lasciato al Majorana, ma anche all’intera comunità sommese, un vuoto incolmabile. Con il suo carattere mite e riservato, ma allo stesso tempo intraprendente ed innovativo, è riuscito, in questi anni, a farsi amare dagli allievi, apprezzare dai docenti e stimare dai genitori.
Dotato di spiccata sensibilità artistica, ed affascinato dal territorio vesuviano, ha sostenuto ed inaugurato l’area «Ettore Projects», nata come segmento delle attività progettuali dell’Istituto sommese, con l’obiettivo di approfondire, oltre che gli aspetti tecnici ed applicativi, propri dei corsi di indirizzo offerti dalla scuola, anche l’aspetto culturale, con progetti finalizzati alla valorizzazione, tutela e salvaguardia del patrimonio storico, artistico, architettonico ed archeologico della Città di Somma Vesuviana, educando ai valori della solidarietà, dell’interazione, della responsabilità sociale e dell’imprenditorialità, al fine di favorire, ulteriormente, l’integrazione del mondo della scuola con il mondo del lavoro.
Il Majorana, guidato dall’Arch. Cotroneo, con questa innovativa attività, si è fatto pioniere di un nuovo percorso formativo, un cammino tecnico/scientifico al servizio dei Beni Culturali, attenzionandoli e rendendoli fruibili a tutti, riuscendo, così, in una sintesi interdisciplinare, a soddisfare tutte le dimensioni didattiche ed educative. Una nuova modalità di interazione tra scuola, Enti pubblici, Associazioni ed emergenze territoriali, tramite la quale ogni singolo studente partecipante ha potuto dare il proprio contributo alla valorizzazione del patrimonio che contraddistingue il territorio e al quale anche la scuola deve pensare.
Progettazione ed installazione di impianti illuminotecnici in siti di interesse storico ed archeologico, realizzazioni di siti web ed impianti di videosorveglianza, costruzione di “lucerne a led” per il borgo antico, valorizzazione del territorio con i documentari “Terra Murata” e “Le 4 Regine di Somma, impero angioino ed aragonese”, sono solo alcuni esempi di quanto il Majorana ha fatto in questi anni, guidato e diretto da chi non ha fatto mai mancare dedizione, disponibilità e lungimiranza.
Sempre in questi anni, e per ben cinque anni consecutivi, l’ITI Ettore Majorana di Somma Vesuviana ha primeggiato in Giappone allo SKYSEF, competizione mondiale nel campo dell’energia, ambiente e biodiversità.
Grande partecipazione del Majorana anche al Model European Parliament (MEP), conferenze per studenti delle scuole superiori di secondo grado, in cui vengono simulati i lavori del Parlamento Europeo.
Nell’anno scolastico 2017/2018 si è inaugurato, proprio al Majorana, il Corso “TERRA”, finanziato dall’Unione Europea (Fondo Sociale Europeo), grazie al quale sono stati formati i primi 24 tecnici superiori per il monitoraggio e la gestione di territorio e ambiente in aree di forte contaminazione. Agli allievi una qualifica professionale, un rimborso spese e 20 crediti formativi universitari (UNINA).
Insomma, una carrellata di successi scolastici, e non solo, che portano la firma del Preside Cotroneo, al quale, la scuola tutta, personale docente e non docente, con profondo affetto, stima e gratitudine, augura un prosieguo altrettanto ricco di soddisfazioni.
Personalmente, sono certo che sapranno, nell’altra scuola, da subito accoglierlo, come si fa con un caro amico, quale è stato, innanzitutto per me, e che continuerà ad esserlo sempre.
L’ITI Maiorana, coglie l’occasione per dare il benvenuto ed augurare buon lavoro al nuovo Dirigente Scolastico, la Prof.ssa Paola Improta, Archeologa, già Docente di lettere presso l’ISIS Boccioni-Palizzi di Napoli.
Prof. Emanuele Coppola
Striano, folle inseguimento tra le strade della cittadina: due uomini in fuga da Sarno, uno arrestato
L’allarme è scattato questa mattina alle 9:30 quando la centrale operativa di Nocera inferiore ha segnalato la fuga di due fuoristrada ad un posto di controllo organizzato a Sarno da una volante della Polizia di Stato. La centrale operativa del Comando Provinciale di Napoli ha così raccolto la segnalazione e diramato le ricerche su tutto il territorio partenopeo. Ed è stata proprio una pattuglia dei Carabinieri della stazione di Striano che in Via Palma – intorno alle ore 10.30 – ha intercettato i due fuoristrada.
Uno dei due veicoli, con una manovra azzardata, è riuscito a sfuggire alla cattura.
Il secondo, invece, per evitare la pattuglia, ha invaso la corsia di marcia opposta, colpito la fiancata destra di un’utilitaria al cui interno vi erano due bambini e i loro genitori, poi un muro e un palo della luce. Nonostante il forte impatto solo la madre ha subito lievi escoriazioni alle ginocchia.
Col veicolo in panne, impossibilitato a proseguire la sua corsa, il fuggitivo ha provato a dileguarsi a piedi. Tuttavia, la prontezza dei Carabinieri intervenuti ha fatto in modo che l’uomo fosse bloccato e arrestato: a finire in manette per resistenza a p.u. Luigi Ferro, 51enne di San Marco in Lamis già noto alle ffoo per reati contro il patrimonio.
Poco lontano dall’incidente, i carabinieri della sezione radiomobile di Torre Annunziata hanno rinvenuto e sequestrato un furgone – risultato anch’esso oggetto di furto – al cui interno vi erano numerosi chiodi a tre punte, generalmente utilizzati per creare bande chiodate e facilitare le rapine ai portavalori.
Continuano le indagini per individuare il secondo veicolo e per rintracciare coloro i quali guidavano il furgone.

