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Parlare della Concorsopoli anastasiana o delle vicende giudiziarie degli ultimi anni? Calcare l’accento sulla morale, sulla moralità, sull’etica? No, grazie. Il candidato sindaco di centrosinistra – che ha presentato ieri le sue liste al London Park di via Libero Grassi – ha deciso e detto, ma anche ripetuto, più volte, che non lo farà. Però, in fondo, è come se lo avesse fatto, pur scegliendo il fair play. «Avevo pensato di chiedere un minuto di silenzio in cui ciascuno, rispetto a quello che è avvenuto, potesse riflettere e scegliere per il futuro – ha precisato Iervolino – lascio le valutazioni ai cittadini perché le vicende di cui stasera non parliamo hanno anche altri responsabili, come chi finora ha dato poca attenzione alla vita del paese».

Si è parlato di programmi e di progettualità, delle intenzioni di cambiare non solo un governo della città ma la maniera di governare. «Qui non ci serve un Deus ex Machina che decida da solo, la polis riguarda tutti noi – ha detto il candidato sindaco nonché già primo cittadino (1997-2007) e stavolta è diverso perché vi troverete a scegliere, il 20 e il 21 settembre, non solo tra programmi che ormai tutti hanno la capacità di scrivere bensì sulla scelta di affidare Sant’Anastasia ad uno tra quattro candidati che già conoscete: tre ex sindaci e un ex presidente del consiglio comunale. Valutate l’operato di ciascuno, la credibilità di ognuno, quel che hanno realizzato, poi scegliete con cognizione di causa. E valutate anche l’aspetto collettivo: un sindaco non governa da solo, scegliete chi meglio pensiate possa farlo tra i candidati al consiglio comunale, guardate le persone presenti nelle liste e vi accorgerete che nelle nostre, con sole tre eccezioni, ci sono soltanto persone nuove alla politica attiva. Altrove, escludendo la lista della dott.ssa Punzo, compaiono personaggi che in questi tredici anni si sono trovati a militare da una parte o dall’altra, con ruoli amministrativi. Perciò, chi desidera un cambiamento radicale, chi vuole voltare pagina, chi vuol vedere un governo trasparente, efficiente, competente, con riferimenti valoriali dai quali non si può prescindere, stavolta ha una scelta facile, le nostre quattro liste».

Come ha fatto fin dall’annuncio della sua candidatura, Iervolino ha messo l’accento su alcuni punti fondanti di quello che è adesso il suo programma per il quale ha scelto il titolo «Una città in salute»: i consigli di quartiere, per esempio, ma anche la riorganizzazione della macchina comunale, l’istituzione di un ufficio per reperire fondi sovracomunali.  «Il Comune di Sant’Anastasia oggi non può offrire servizi, non c’è personale, non ci sono più figure apicali perché non c’è stata programmazione e per tutto quello che poi è accaduto (ndr, i concorsi pubblici sono stati annullati), l’ufficio urbanistica e l’ufficio lavori pubblici sono tornati nel sottoscala dove li trovai nel 1997 al momento del mio insediamento, il paese è regredito sotto ogni aspetto».

Ma ci sono anche altre priorità nel programma di Iervolino, l’unico candidato che si presenta con simboli di partito (Pd, Psi) oltre a due civiche (Progetto per Sant’Anastasia e Una città in Salute). «Abbiamo chiamato il nostro programma Una Città in Salute perché una città così non si intende solo come assenza di malattie ma fa riferimento al benessere collettivo, economico, abitativo, alla formazione, all’istruzione, all’ambiente, alla famiglia, all’attenzione per il sociale, ad uno sviluppo ecosostenibile». E ipotizza, Iervolino, di poter recuperare quella che chiama un’occasione mancata, ossia la partecipazione di Sant’Anastasia al progetto Terra dei Fuochi, pensa ad un monitoraggio costante della qualità dell’aria, ad un potenziamento dell’azione nelle politiche sociali. «Le politiche sociali in questi anni sono state completamente dimenticate dalle amministrazioni che si sono succedute, una città che non sa prendersi cura di chi è più debole è una città che ha problemi di coesione sociale. Per noi istruzione e scuola sono fondamentali e, per citare Calamandrei, la scuola aiuta le persone a diventare, da sudditi, cittadini». «Guardate liste di altri candidati – aggiunge poi Iervolino – vi accorgerete che tante persone sono state quasi costrette a candidarsi altrove, votate con libertà». E poi snocciola sul tema «scuola» un annuncio e qualche promessa: «Nei prossimi giorni, in questa incertezza sulla ripartenza delle scuole, noi renderemo pubblica una scheda nella quale spiegheremo come vorremmo, e siamo già pronti a fare, affrontare un’altra eventuale emergenza Covid. Si ricorderà poi che nel corso di due consiliature da me guidate sono state costruite tre scuole, ebbene adesso nel nostro programma ci sono impegni precisi: una nuova scuola media a Ponte di Ferro, una nuova scuola elementare e un asilo nido».

Ancora, sul patrimonio comunale, in un momento in cui le associazioni di volontariato che non hanno più a disposizione la biblioteca comunale, che servirà a tamponare la mancanza di aule per il rientro a scuola, sono senza locali e senza prospettive (ndr, oggi saranno ricevute dal commissario Rodà ma nel frattempo qualche altra soluzione potrebbe arrivare sul tappeto), Iervolino ricorda che esistono immobili da recuperare: la ex scuola dei Sodani, l’immobile di via Primicerio dove gli uffici non ci sono più ma dove forse non arriveranno nemmeno i carabinieri ai quali era stato destinato.

Poi, l’appello e un po’ di stoccate agli avversari e a chi li sostiene. «Questa è una campagna elettorale non facile, il voto non sempre viene espresso quale giudizio sulla persona o come opinione, esistono invece tutta una serie di elementi, ci sono liste per esempio dove compaiono capibastone che hanno elettorato consolidato, anche se francamente non si capisce perché visto che poi in anni di consiglio comunale se hanno alzato una volta la mano o si è sentita la loro voce è già tanto. Questo è un momento storico, è «ora o mai più», per cambiare le sorti di un paese che in tredici anni ha avuto quattro amministrazioni e tre sindaci, votate ma fatelo con libertà non per altri motivi, pensando alla salute e al benessere del paese che si merita una continuità amministrativa. Aiutateci a rendere migliore Sant’Anastasia, aiutiamoci ad essere nuovamente orgogliosi di chiamarci anastasiani».

Prima del candidato sindaco hanno preso la parola alcuni dei 64 candidati al consiglio comunale in suo sostegno da Domenico Monaci di Progetto per Sant’Anastasia («L’onestà deve essere prerequisito fondamentale, Sant’Anastasia deve cambiare immagine»), ad Antonio Pone, segretario Pd e candidato nella lista del suo partito («Il nostro è l’unico progetto politico chiaro, unico, valoriale, in un mare di liste civiche dietro cui non si capisce chi c’è. Ci sarà chi si verrà nelle vostre case a chiedere il voto per avervi procurato magari un certificato, degradando a favore un vostro diritto, accompagnatelo alla porta»). Da Rosaria De Simone, candidata come nel 2019 nella lista Pd («Non è vero che i politici sono tutti uguali, che quando vengono eletti pensano tutti ai fatti loro, mi rifiuto di crederlo. Io non ho una grande famiglia alle spalle, l’unica promessa che posso fare è dare il mio impegno in cambio della fiducia. In tredici anni abbiamo visto personaggi che prendono consensi ampi e che nulla hanno dato al paese. Io ci metto la faccia»), a Ciro Gifuni, anche lui in lizza con i democrat (Finora ho solo ascoltato promesse e visto zero fatti, nostra priorità è dare la giusta dignità a temi come la cultura, le periferie, la valorizzazione del patrimonio artistico, con una squadra giovane e un candidato sindaco d’esperienza»).  Da Marco Castaldo, capolista Psi («Il nostro progetto politico è come un viaggio organizzato, noi sappiamo cosa fare e come farlo, da dove partiamo e dove dobbiamo andare, non possiamo più vivacchiare, non siamo tra coloro che vivono di improvvisazioni ed espedienti, abbiamo il candidato sindaco e la squadra migliore, pronti a portare fuori Sant’Anastasia dalle sabbie mobili in cui è precipitata»), a Gelsomina Maiello, assessore uscente e da vent’anni militante Psi, candidata nella stessa lista («Lo sviluppo turistico del territorio non è un’utopia ma un meccanismo praticabile anche in tempi brevi, Sant’Anastasia fa parte del distretto turistico Ager Nolanus che presto prenderà il via con possiiblità di finanziamenti europeri, fa parte del Gal Vesuvio Verde, elemento forte che ci tutela e unisce i comuni del Parco e che porterà ad uno sviluppo agricolo, in ultimo facciamo parte del Parco vesuvio che nell’ambito del grande progetto Vesuvio sta ripristinando i sentieri, non sono solo sogni, noi abbiamo la visione di come si debba sviluppare il nostro territorio»). Altri tre candidati del Psi hanno preso la parola: Giuseppe Ceriello («Abbiamo pensato di sviluppare una App che darà la possibilità di segnalare disservizi, portare idee, avere risposte immediate in tempo reale, pensiamo ad un paese con aree verdi, con videosorveglianza a sistema, dove ci sia la possibilità di abbassare la Tari, la più alta al momento tra i comuni limitrofi, con strade decenti affinché le aziende non vadano altrove»); Roberta Pugliese, venti anni appena («Ho deciso di metterci la faccia nonostante la mia giovane età, qui non ci sono servizi, i giovani sono costretti a spostarsi, occorrono idee innovative»); Ciro Riglia, 23 anni («Non possiamo vivere appieno il paese, non ci basta un drink in piazza Trivio, abbiamo bisogno di altro. Qui il Forum dei giovani manca da dieci anni circa, noi giovani siamo il futuro e appoggiamo Iervolino per fa ripartire Sant’Anastasia»). Per la civica Città in Salute, il capolista Gianluca Di Matola («Quando Enzo Iervolino ha chiesto il mio impegno ho accettato subito perché Sant’Anastasia è rinata durante i suoi anni di governo mentre negli ultimi tredici ogni diritto è stato leso, umiliato, calpestato, chiunque vivesse una condizione di difficoltà è stato dimenticato, nell’ultima amministrazione mancava persino un assessore alle politiche sociali, noi ci battiamo per una città inclusiva»); Imma Balestra («Lavoro in questo paese, nel mondo della scuola e così com’è non ci piace. Dobbiamo lavorare per dare a tutti, nessuno escluso, le stesse opportunità, politiche sociali e scuola devono andare a braccetto»); Antonio Iossa («Mi è stato chiesto perché ho scelto di candidarmi con Enzo Iervolino, è facile: un sindaco che ha governato dieci anni senza nemmeno una denuncia nell’hinterland napoletano può andare a pieno titolo nel guinness dei primati»).