Napoli, controlli a tappeto dei Carabinieri: nel mirino parcheggiatori abusivi negli ospedali

Servizio straordinario di controllo del territorio dei Carabinieri della Compagnia di Napoli Poggioreale, insieme a quelli del Reggimento Campania, nell’ambito di un servizio disposto dal Comando Provinciale di Napoli. Nel mirino la periferia est della città e le strade dei quartieri di Poggioreale, San Giovanni a Teduccio, Ponticelli e Barra. Oltre 400 le persone identificate – 120 delle quali già note alle ff.oo – e 220 i veicoli controllati. Decine di contravvenzioni al cds notificate, molte delle quali per guida senza casco e senza copertura assicurativa. Attenzione particolare è stata dedicata al fenomeno dei parcheggiatori abusivi: 3 quelli denunciati, 6 quelli sanzionati amministrativamente. Molti di loro – sorpresi a chiedere denaro agli automobilisti in cerca di parcheggio – erano dislocati attorno all’ospedale del Mare e alla clinica Villa Betania. L’offerta generalmente “a piacere”, poteva raggiungere anche i 5 euro per le auto più costose. A chiedere denaro anche donne, di età compresa tra i 40 e i 50 anni.  2 di queste erano appostate lungo la strada che porta al cimitero di San Giovanni a Teduccio dove molte persone si ritrovano a piangere i propri defunti. Denunciato un 65enne per aver contraffatto la targa del suo scooter e tentato di eludere i controlli delle forze dell’ordine. Sulla targa alcune cifre erano state modificate artigianalmente con un pennarello. Ha 20 anni invece il giovane sorpreso alla guida di un’auto di grossa cilindrata senza aver mai conseguito la patente. Quando è stato fermato ha dichiarato ai carabinieri di voler solo provare la vettura di un amico. Denunciate per lo stesso reato anche altre 3 persone, una di queste era in sella ad una grossa moto da cross. 3 le persone segnalate alla Prefettura come assuntori di droga. I controlli continueranno anche nei prossimi giorni.

Regionali 2020, a Nola la lista PER presenta i propri candidati a sostegno di De Luca

Venerdì 4 settembre (ore 19), presso l’Hotel Bel Sito di Nola, “PER – le Persone e la Comunità” presenterà la candidatura di Nello Di Lallo, Carlo Andrea Foglia, Tommaso Iasevoli e Francesca Masucci alle elezioni regionali del 20-21 settembre. PER raggruppa esponenti dell’associazionismo cattolico e del Terzo settore campano. La lista sostiene la candidatura di Vincenzo De Luca a presidente della Regione Campania.

Nello Di Lallo, 40 anni, di Scafati, è imprenditore nel settore della consulenza progettuale e dell’arredamento. Carlo Andrea Foglia, 39 anni, di Nola, è impiegato in banca. Tommaso Iasevoli, 56 anni, di Pomigliano d’Arco, già funzionario presso l’Abc, è presidente dell’Osservatorio cittadino Vittorio Bachelet. Francesca Masucci, 21 anni, di Baiano, è studentessa di Arteterapia.

«Vogliamo presentare la nostra candidatura a Nola, città che rappresenta il punto di incontro delle nostre biografie. Questo luogo è per un vasto territorio il punto di riferimento dell’associazionismo cattolico, dal quale proveniamo. Ed è qui che vogliamo rendere pubblica la nascita di un progetto politico che, dopo il test delle Regionali, riguarderà anche i Comuni dell’Agro nolano e dell’area vesuviana», spiegano i quattro esponenti di PER, accomunati da anni di impegno nell’Azione Cattolica della diocesi di Nola.

All’evento – che prevede una partecipazione limitata a 50 persone, nel rispetto delle normative anti-Covid-19 – parteciperà il coordinatore regionale di PER, Giuseppe Irace.

Pollena Trocchia, stasera la presentazione dei candidati regionali Pinto e Russo

Riceviamo e pubblichiamo dalla segreteria di Francesco Pinto, candidato alle elezioni regionali con la Lega – Salvini Campania a sostegno di Stefano Caldoro. La presentazione dei candidati al consiglio regionale e l’illustrazione delle loro proposte per il rilancio della Campania. Giovedì 3 settembre presso il Castello Santa Caterina di Pollena Trocchia, a partire dalle ore 20:00, l’avvocato Francesco Pinto, già sindaco del comune vesuviano per dieci anni, attualmente presidente del consiglio comunale e componente del consiglio nazionale A.N.C.I., ha organizzato un incontro per illustrare ragioni e obiettivi della sua candidatura alle prossime elezioni regionali, in programma il 20 e 21 settembre prossimi. Al suo fianco Angela Russo, anch’ella candidata nella coalizione di centrodestra a sostegno del candidato presidente Stefano Caldoro, nella lista Lega – Salvini Campania. All’incontro, che si svolgerà garantendo la sicurezza e le distanze, nel pieno rispetto delle normative volte al contrasto del Covid-19, interverranno il senatore Francesco Urraro, la deputata Pina Castiello e l’europarlamentare Lucia Vuolo.“Nel corso di questa campagna elettorale, in giro per il territorio, sto raccogliendo proposte, suggerimenti, osservazioni e richieste di ogni categoria sociale. Vivere il territorio e ascoltare le sue istanze sono due aspetti imprescindibili dell’impegno politico e il punto da cui il rinnovato Consiglio Regionale dovrà partire per costruire il futuro di questa terra” ha detto Pinto.

Volla, azione della Polizia Municipale in contrasto all’abusivismo edilizio

Continuano i controlli per reprimere gli illeciti in materia di abusivismo edilizio sul territorio del Comune di Volla. Gli uomini del locale Comando della Polizia Locale in particolare gli addetti alla sezione antiabusivismo edilizio, su espressa disposizione del Comandante Giuseppe Formisano stanno provvedendo, congiuntamente con i nuovi funzionari dell’Ufficio tecnico Comunale, ad effettuare controlli di antiabusivismo edilizio sul territorio comunale. Tali controlli hanno portato ai sequestri poi convalidati dal Giudice per le Indagini preliminari (G.I.P.) del Tribunale di Nola con le seguenti motivazioni: ”ritenuto che, alla luce delle attività investigative svolte dalla Polizia Locale di Volla, il sequestro è stato legittimamente eseguito, in via d’urgenza, per l’impellente necessità di impedire la protrazione dei reati accertati, l’aggravamento delle loro conseguenze, il GIP CONVALIDA il sequestro preventivo eseguito dalla PG procedente così come analiticamente indicato nel verbale a cui ci si riporta integralmente”. I sequestri hanno riguardato: – Un capannone in cemento armato prefabbricato dalle dimensione di mt. 25 x mt 79 x mt 8; – Due locali tecnologici su torrino cassa scale dalle dimensioni di circa 24 mq con altezza di mt. 2,67. Sono in programma altri controlli.

Marigliano, l’impegno del candidato Luigi Porciello a sostegno di Peppe Jossa

Riceviamo e pubblichiamo da Luigi Porciello, candidato nella lista Azzurra Libertà a sostegno di Peppe Jossa.
Il 20 e il 21 settembre a sostegno del candidato a sindaco Peppe Jossa, troviamo tra le fila di Azzurra Libertà Luigi Porciello.
Luigi 30 anni, ha fatto della Musica e dello Sport la sua grande passione ed entrambi gli hanno offerto la possibilità di aggregare, conoscere ed entusiasmare persone.
Accanto alla musica e allo sport, con la sua candidatura Luigi vuole aggiungere un altro ingrediente: il collante.
«Questo collante deve essere rappresentato dalla nostra città che deve dare a tutti noi l’opportunità che meritiamo ma per fare questo dobbiamo però invertire le priorità.
Il mio motto “Prossima Fermata: futuro” sta indicare che il prossimo step sarà disruptive rispetto alla normalità che invade la nostra città da anni.
L’ambiente e la digitalizzazione saranno alla base della nostra rivoluzione copernicana dove al centro di tutto ci sarà il cittadino, si deve però partire dalle quattro operazioni, non è possibile già pretendere di trovare l’ennesimo numero primo.
La mia sarà una politica semplice ma comunitaria, dobbiamo però divergere rispetto al torpore accumulato negli anni»
Ecco i punti salienti del mio programma:
1. Bonifica definitiva dell’Agrimonda, controllo del territorio contro chi appicca i roghi
2. Politica per i bisognosi e gli ultimi
3. Completamento Stadio “Santa Maria delle Grazie”
4. Innovazione e meno burocrazia tramite la digitalizzazione dei processi cartacei

Sant’Anastasia, Carmine Esposito: «Zona vesuviana detassata, abolizione della quarta rata Tari e, in cento giorni, la piscina comunale»

  1. Cinque liste, 80 candidati, ieri sera nell’apertura di campagna elettorale in piazza Cattaneo – stessa ora e poche centinaia di metri più in là dell’avversario Carmine Pone – il candidato sindaco e già primo cittadino dal 2010 al 2013, Carmine Esposito, ha parlato per un’ora e 24 minuti. Preceduto solo da un intervento di Luigi De Simone, medico, già consigliere comunale e candidato sindaco nel 1997 (quando vinse Enzo Iervolino) nonché assessore di Carmine Pone dal 2007 al 2009. «Carmine Esposito ha dimostrato – ha detto De Simone – di saper riaccendere entusiasmi, di saper fare squadra, di essere un leader e qui oggi non troviamo un libro dei sogni ma immagini che parlano da sole». Si riferisce, De Simone, alla brochure in cui Esposito ha voluto riversare, in 23 pagine, non solo le foto del «prima» e «dopo» di molti luoghi anastasiani per illustrare il programma futuro ma anche le realizzazioni compiute nei suoi tre anni di governo, prima che la vicenda giudiziaria che lo travolse, portando poi ad una condanna con pena sospesa ormai scontata, decapitasse la sua amministrazione aprendo le porte all’era Abete. E della sua vicenda giudiziaria, Esposito non ha mancato di parlare anche ieri sera, precisando e facendo riferimento a «illazioni», come le ha chiamate, che lo darebbero per candidabile ma non eleggibile. «Sono candidabile ed eleggibile, nonché disponibile a mostrare ogni singola carta della mia vicenda processuale, quella che mi ha precipitato in un inferno, a chiunque lo chieda. Se chi parla di me si degnasse di leggere gli atti giudiziari nella sua interezza, capirebbe molte cose».  
Ma non sono le vicende giudiziarie, quella di Esposito, come non era e non è quella che ancora vede coinvolto l’ex sindaco Abete in attesa di processo per lo scandalo Concorsopoli, l’argomento di questa campagna elettorale. Intanto, prima di passare la parola al candidato sindaco, Luigi De Simone ha rispolverato citazioni latine attagliandole alla situazione e al protagonista. «Per aspera ad astra», per dirne una. (Attraverso le asperità si giunge alle stelle) o, ancora, «post fata resurgo» per indicare la capacità di risorgere, magari dalle ceneri, come la leggendaria araba fenice. Quanto all’esordio del candidato sindaco, è tutto per la squadra. Ottanta aspiranti ad un seggio in consiglio comunale. «Vi abbraccio uno ad uno e vi ringrazio, quest’anno era complicato mettersi in gioco, per l’asprezza e il degrado che abbiamo dovuto vivere nella passata competizione, solo un anno fa. Ma ci avete messo faccia e cuore e tutti sarete coinvolti». Si sofferma sull’emergenza Covid, sulla necessità di un governo stabile, sul bisogno di una lungimirante programmazione, sulle disfunzioni accumulate. «Sono l’uomo del futuro per costruire insieme a voi un luminoso presente, noi non distruggiamo ma tracciamo sentieri dove gli altri vedono solo aridità. Il nostro programma è concreto, scritto nel corso di questi anni e ancor più articolato di un anno fa. In politica, come nella vita, bisogna saper aspettare, affidarsi alle proprie convinzioni anche se tutto sembra remare contro e il tempo è stato fin troppo galantuomo se stiamo ancora qui a scegliere democraticamente». Si riferisce ad un metodo di amministrazione poi, Esposito. «Ho parlato con molti giovani, tento di parlare di politica in realtà ma mi dicono che sono disillusi, disincantati, perché per lunghi anni sono stati indotti, spesso con metodi quasi violenti dal punto di vista culturale e politico, a chiedere il “piacere”, la “cortesia”, con diritti che divenivano appunto, piaceri. Questa è una cosa ignobile, perpetrata da chi vorrebbe ancora condizionare la campagna elettorale». E mentre poco più in là il candidato Pone lo appella quale «Mago Otelma», Esposito il nome dell’avversario lo fa, come pure quello dell’altro competitor, Iervolino: «Diranno di tutto di me ma c’è una cosa che non possono dire: quello che hanno fatto. Non possono portare ad esempio la loro azione quando sono stati al governo di questa città».   «Le vicende che hanno di recente colpito questa comunità – prosegue – insegnano che amministrare non è occupare la casa pubblica per interessi personali, esercitare il potere per garantirsi sopravvivenza politica, non è incollarsi alle poltrone per giocare al tavolo del clientelismo. L’ascolto dei cittadini sarà al centro di ogni nostra azione, governare è condividere un progetto comune e realizzarlo senza pregiudizi. Nessuno verrà a salvarci, siamo noi come comunità che dobbiamo organizzarci, aprirci al mondo, stabilire cooperazione con i comuni vicini, se no non usciremo dal guado». E come l’avversario, dopo aver deprecato le clientele, parla di accattonaggio, ma il riferimento è ovviamente diverso. Parla di scuole distrutte, di rilancio, di nuovo orgoglio anastasiano. «Siamo pronti per per un nuovo piano di sviluppo, per infrastrutture degne di tal nome, per sostenere le famiglie e le fasce deboli, per ripristinare la biblioteca, strappata ad associazioni di diversamente abili e ragazzi a rischio, e farla diventare degna di tal nome, perché indicatore di civiltà di un paese». E snocciola alcuni punti programmatici d’impatto sicuro: formazione che prepari i giovani al mondo del lavoro, approvazione del piano urbanistico comunale che, dalle sue parole, «Era pronto nel 2013 ma si è poi inabissato in un profondo mare di clientelismo, dell’accattonaggio, delle richieste e degli affari personali. Un obbligo morale rivisitare il Puc, con una differenza. A noi nessuno dirà che non si può approvare se non mettiamo una particella qui o una là. Chiunque sia eletto nelle nostre liste non ha e non avrà alcun interesse in merito.». Ancora: «Pensiamo ad una grande zona vesuviana detassata e, il mio impegno lo prendo qui stasera, aboliremo la quarta rata della Tari: i soldi in bilancio ci sono, quelli che provengono dalle sanzioni che il Comune ha fatto pagare alla ditta che gestisce i rifiuti, come penale per non aver raggiunto la quota prevista di raccolta differenziata». Poi, Esposito punta sull’orgoglio identitario e mentre il suo competitor nella piazza poco lontana fa lo stesso, augurandosi che mai più Sant’Anastasia finisca nelle pagine di cronaca, il candidato sindaco di stanza a piazza Cattaneo, ex Ferrovia, rammenta: «Siamo stati per anni il faro di tutti i paesi vesuviani e dintorni, grazie ai sacrifici e all’operosità dei nostri genitori, questa sera desidero abbracciare la mia comunità e dire che credo fortemente nel risveglio delle nostre terre, così come gli 80 candidati, tra uomini e donne, che hanno deciso di condividere con me questa battaglia fino all’ultima goccia di energia. La nostra sarà un’offensiva culturale orgogliosamente identitaria, noi siamo anastasiani». Si sa, Esposito non è stato un sindaco, nei tre anni del suo governo, a prescindere dalle sorti della sua amministrazione, propriamente «facile». Soprattutto e specialmente nel rapporto con la macchina comunale, anzi la cosiddetta «burocrazia» e il suddetto candidato sindaco hanno fatto, eufemisticamente, più volte a pugni. «Si finisce una volta per tutte di dire – incalza Esposito – che io sono contro gli impiegati. Negli anni da sindaco, e succederà ancora, io sono stato contro chi non sapeva e non voleva lavorare. La gran parte degli impiegati comunali non ha avuto la sensibilità di aggiornarsi come fa un medico, come fa un operaio, come fanno anche i contadini. Loro no. Vivevano la presenza del cittadino in municipio come un peso, invitavano gli imprenditori ad andarsene da Sant’Anastasia. Questa è la verità: se vuoi mettere un po’ di giustizia e altrettanta efficienza nella macchina comunale, diventi un mostro da criticare, si mette in moto la macchina del fango e la maldicenza». Come in via Roma poi, anche in piazza Cattaneo diviene oggetto di campagna elettorale il cimitero cittadino. «La cosa più ignobile capitata in questo paese – dice Esposito – mi impegno a rivisitare il contratto con la ditta che gestisce il cimitero, rimetteremo tutto in discussione, la mia parola l’avete questa sera e io le parole le mantengo». E di seguito: interventi sui sentieri del Parco Vesuvio, recupero del progetto per Palazzo Nicola Amore, la piscina comunale sulla quale si spende: «Vi do la mia parola, questa opera sarà realizzata, o comunque in importante stato di avanzamento nei primi cento giorni del nostro governo». Non manca, nel programma, il cavallo di battaglia targato Esposito: «Riuscirò, come ho già fatto, a mettere insieme tutti i sindaci della zona rossa per chiedere che ci sia dato quanto previsto dalla legge 21, ossia le misure compensative previste». Conclude, il già sindaco Esposito: «Fermatevi cinque minuti prima di andare a votare, guardate indietro, pensate al paese, valutate chi ha amministrato meglio e decidete in piena libertà e coscienza chi è il sindaco che più ha dato a questo paese, chi tra i competitor è già riuscito a risvegliare orgoglio e identità».

Sant’Anastasia, il candidato sindaco Carmine Pone: «No alle logiche di bottega, basta con scambi e clientele»

Tre liste, 48 candidati, ieri in via Roma il candidato sindaco Carmine Pone –  in 41 minuti di intervento – ha aperto la sua campagna elettorale, in contemporanea con l’avversario Carmine Esposito che teneva il suo comizio iniziale in piazza Cattaneo. Pochi metri, due ex sindaci, due «animali politici», entrambi di estrazione socialista, ma che più diversi non si potrebbe. E nello stile nessuno dei due è mutato, negli anni. Come per la campagna elettorale del 2007, quando si erano appena conclusi i dieci anni di governo Iervolino (altro ex sindaco candidato in questa competizione elettorale), Pone affronta il palco con padronanza e ricorre ad evocazioni suggestive per identificare gli avversari senza però mai farne il nome. Così il centro sinistra di Iervolino, che non nomina indicandolo però palesemente come «novello Fanfani», viene rinominato prendendo in prestito il nome di un famoso gruppo musicale pop degli anni ’70, i «Cugini di campagna». Per Esposito, anche lui mai citato, Pone scomoda l’appellativo di un noto personaggio televisivo, il Mago Otelma.   A dire il vero ce n’è per tutti, nei 41 minuti di intervento dell’avvocato Pone, preceduto sul palco dai tre presentatori delle sue liste. Carolina Marciano (Carmine Pone Sindaco, come la giovane Rita Capuano che dopo di lei ha preso la parola) che definisce il candidato sindaco quale «la nostra stella polare», Giustina Maione (già consigliera comunale nel 2010, ora non candidata ma rappresentante di Popolari e Riformisti) la quale si riferisce a Pone come «la guida giusta, di comprovata capacità amministrativa e fermezza morale»; infine, Ottavio Gallo (Sant’Anastasia orgogliosa e forte) che invoca un rilancio guidato da una «forza equilibrata e serena», non a caso il mantra di Pone in questa tornata. Prima di passare all’attacco però, il candidato sindaco, che primo cittadino lo è già stato dal 2007 al 2009, archivia una questione che aleggia fumosa ma non dimenticata sulla campagna elettorale: «Il nostro è un paese moralmente fiaccato, piegato da un trauma. Non dobbiamo dimenticare perché il 20 e il 21 settembre si va al voto, votiamo perché in questi ultimi dieci anni le consiliature sono finite anticipatamente per questioni di cronaca nera». Giudiziaria in verità, ma è poco importante perché Pone passa agli obiettivi e professa garantismo senza se e senza ma. «Il primo obiettivo è «mai più» il nostro paese sulle pagine di cronaca, non dico demagogicamente che occorra portarlo in prima pagina ma almeno in quelle di nera mai più. Gli anastasiani non meritano di vergognarsi quando devono dire quali sono le proprie radici e ciò, in questi mesi, è capitato». Ed aggiunge: «Non siamo qui in piazza per fare processi, la magistratura farà il suo corso e mi auguro che se responsabilità penali ci sono, vengano accertate». Precisando: «Io sono garantista sempre, anche nei confronti dei miei peggiori avversari politici». Detto ciò, le responsabilità politiche sono invece argomento da piazza e naturalmente da comizi. «In questa piazza dobbiamo invece sì valutare se questo ultimo decennio ha consentito al paese di fare passi avanti o piuttosto di farne molti indietro e credo che le responsabilità politiche vadano accertate perché c’è questa strana operazione di chi, in questo decennio, ha avuto molto potere e si comporta invece come fosse stato all’opposizione. Vi posso assicurare che l’unico ad aver avuto poco potere in questo decennio sono io e, quando l’avevo, l’ho volontariamente lasciato, accorgendomi che non serviva più a produrre risultati per la collettività ma diventava solo uno sterile esercizio di dominio sulla comunità». Proprio il potere è al centro dell’intervento di Pone, un potere che dalle sue parole si intende non piegato ad un progetto politico ma esercitato, ha detto il candidato sindaco, «come una lunga teoria di transazioni». Ed è vero che non cita mai gli avversari né chi lo ha seguito dal momento delle sue dimissioni nel 2009 però affossa di fatto, scientificamente e ad ogni parola, sia l’operato politico di Esposito (2010 -2013) suo avversario, sia quello di Lello Abete. Non ha fatto mancare nemmeno, Pone, il riferimento ai dissidi degli ultimi anni: «Mi sono assolutamente astenuto dal partecipare al rodeo, mentre c’è in giro un po’ di fauna politica che prima va dallo zio, poi dal nipote, poi di nuovo dallo zio per tornare dal nipote, ma in questa giostra quando finiscono i gettoni? Intanto ho detto molti no nella composizione delle liste, non ho bisogno di vincere a qualunque costo se devo prendermi la responsabilità di rimettere in piedi un paese sapendo che quello che troveremo a Palazzo Siano farebbe tremare i polsi all’uomo politico più scafato». E chiede alla platea: «Voi lo avete capito su cosa hanno litigato un po’ di persone, da mane a sera e per due lustri? Sul potere, litigavano sul potere». Ce n’è poi pure per l’altro competitor, l’altro ex sindaco. Iervolino, si capisce, senza mai citarlo. «Facile fare il sindaco per dieci anni, come dice qualcuno vantando una tale permanenza al potere. Basta sedersi sulle clientele, accettare alcune richieste, evaderne altre, spostarne ancora altre, così si va avanti. Io resto sconvolto quando vedo che alla mia sinistra i «cugini di campagna» si ripropongono sotto braccio uno con l’altro. Hanno avuto un solo successo e cantano quella canzone da venti anni. Io arrivai a Palazzo Siano nel 2007 e vorrei dire oggi a chi si atteggia quale novello Fanfani che, dopo un governo di dieci anni precedenti, ho dovuto chiedermi come fosse possibile non aver toccato nemmeno un dossier, non aver aperto un fascicolo, cambiando giunta ogni settimana su indicazione delle segreterie di partito e poi clientele, clientele, clientele. Ora tornano con una proposta politica anche piuttosto fiacca e diciamo la verità: alla mia sinistra si sta consumando l’ennesima tappa di un congresso Pd che dura da 13 anni, cioè da quando io li ho sconfitti nel 2007. All’epoca stavano insieme, i «cugini di campagna» e il «mago Otelma» perché sono due facce della stessa medaglia, ecco perché la gente scelse me: non ce la faceva più a sopportare quel modello di gestione dove se non avevi santi in paradiso, se non eri cognato, cugino, compariello, dovevi fare tre passi indietro. Nel 2007 quel centrosinistra comprendeva veramente tutti, adesso fanno finta di stare separati, ma pensano le stesse cose, l’assalto alla diligenza si consuma con le stesse modalità. Allora avevano sette liste fortissime che dovevano schiacciarmi, non è accaduto» (ndr, nel 2007 Pone vinse le elezioni contro Antonio Dobellini, vincitore a sua volta delle primarie del centrosinistra, ma le liste di quest’ultimo conquistarono la maggioranza). «Straccioni» è la parola più pesante che Pone abbia utilizzato nel corso di tutta la serata. Riservandola a «straccioni di vario genere che fanno orrore e che invece di vergognarsi mi coprono di epiteti come se fossi un mostro, perché secondo loro premiare quelli che meritano è razzismo sociale, se è così che la intendono, è bello essere razzisti». La chiusura la riserva, l’avvocato, all’avversario che sta nel frattempo tenendo il suo comizio poche centinaia di metri più in là, e infine passa alle necessità, al suo programma. «Le tre liste che mi sostengono sono pesanti, rappresentative di tutto il paese. Invece c’è qualcuno che ha fittato un autobus con 80 posti e non è stato facile riempirlo. Anzi, faticoso, con trattative intense. Con questi criteri non si va a Palazzo Siano ma a Montevergine, però il “Mago Otelma” continua a fare le stesse promesse di dieci anni fa, zona rossa, condoni, solo che poi i trucchi si scoprono: quello che una volta poteva divertire i bambini diventa malinconico». Infine, le priorità, almeno alcuni punti cardine del suo programma: «Le scuole cadono a pezzi, l’ultimo intervento lo facemmo noi alla Tenente Mario de Rosa con un finanziamento regionale di 250mila euro poi più nulla». «Il cimitero: un cantiere non può rimanere aperto per 28 anni. Fui io a costringere la ditta a ridurre la durata del progetto a vent’anni, chi è arrivato dopo l’ha riportato a 28 senza alcuna spiegazione, così la ditta se la prende comoda per completare le infrastrutture mentre accelera sulle opere che devono essere vendute per fare cassa». «Nel novembre del 2009 diedi l’incarico per il Piano Regolatore general, pianificazione urbanistica di importanza cardinale per la comunità, quello che oggi si chiama piano urbanistico comunale. Non c’è ancora. Ci sarebbe voluto un anno e mezzo al massimo». Saluta, il candidato Pone, con l’appello ad una «rivoluzione». «La potete fare voi con la matita, nei seggi, scegliendo il candidato sindaco che ritenete più adatto e, attentamente, anche i consiglieri comunali, gente capace di dare un contributo, non persone raccolte fuori dai bar».

Sant’Anastasia, la canzone che accompagnerà la campagna elettorale di Carmine Esposito è “Delfini”

Riceviamo e pubblichiamo 

La nuova canzone  che accompagnerà la campagna elettorale del dott. Carmine Esposito, candidato a sindaco alle elezioni comunali di Sant’Anastasia è “Delfini” (Lopez, Migliacci), brano immortale reso famoso da Domenico Modugno in coppia con il figlio Massimo. Incisa negli studi della Pmc Music, scuola di musica e canto, la canzone è interpretata dallo stesso candidato sindaco insieme alle voci di punta della Pmc, la cantante Silvia Valeria Ciccarelli e la vocal coach Cinzia Esposito, con la partecipazione di un’altra voce nota a Sant’Anastasia, Ciro Busiello. Alla registrazione, opera del tecnico del suono Armando Taranto, hanno preso parte, con pillole di programma per Sant’Anastasia, i candidati al consiglio comunale Cettina Giliberti, Pasqualino Mauri, Ciro Gifuni, Antonio Sebeto (Arcobaleno), Alfonso Di Fraia (Cuore Anastasiano) e Nunzia Manno (Agire).

L’inarrivabile Philippe Daverio: “La storia dell’arte ci spiega come cambia in noi la percezione del mondo”

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Come Francastel e Gadamer Daverio era convinto che il mondo dell’arte è il mondo del “gioco” assoluto, della creatività,  in cui ogni epoca “mostra” la sua percezione del mondo. Una  battaglia  di Daverio: l’insegnamento della storia dell’arte deve stare al centro del sistema pedagogico della Scuola.  L’ironia dell’ineguagliabile affabulatore sul tema del nudo di donna nella pittura europea. L’immagine che apre l’articolo è un omaggio a un’altra battaglia di Daverio: quella per sottolineare l’importanza del “design” italiano.   Non amava le accademie, i pittori e i critici accademici, i “soloni” che parlano di arte come se cercassero di svelare misteri e di risolvere enigmi. Vittorio Sgarbi ha detto che Philippe Daverio considerava il mondo dell’arte come il mondo dell’innocenza. Ma credo che Daverio sia giunto alla stessa conclusione a cui arrivarono Gadamer, Francastel, Klibansky: l’arte è il mondo del gioco, non del gioco banale e insulso, ma di quello che ha la sostanza della creatività. E in nome di questo principio egli si fece raffigurare con le ali e la coda di un animale fantastico sulla copertina di un numero di “Arte e dossier”, pubblicato nel gennaio del 2010 e dedicato proprio agli “animali fantastici” nella storia dell’arte (vedi immagine in appendice).. L’attenzione per la creatività gli permise di individuare nessi e corrispondenze tra i diversi movimenti del ‘900, di sottolineare l’importanza del “design”, “perché dà vita e carattere agli oggetti”, di condurre una nobile e generosa battaglia per far sì che la storia dell’arte occupasse un posto centrale nei programmi della Scuola italiana e nel sistema educativo.Per la Scuola, sappiamo come sono andate le cose: ma sono certo che lui l’aveva previsto. La sua cultura era smisurata, e geniale era il suo discorrere: chiaro, profondo, sempre sostenuto da riferimenti diretti e concreti ad artisti, e a dettagli delle opere. Ricordo, quasi parola per parola, una sua “lezione” televisiva sulle novità dell’abbigliamento maschile nella borghesia alta della “Belle ‘Epoque”, e la luce nuova che il suo discorso accese sui quadri di Bazille e di De Nittis. Daverio aveva, infine, la capacità sovrana di attirare l’attenzione dell’uditorio affrontando il tema da un punto di vista originale e “inaspettato”: la tecnica dell’antico “asianesimo”. Nell’editoriale (maggio 2011) di “Arte e dossier” – la rivista di cui era il direttore-, affrontando il tema del “nudo” nell’arte, egli scriveva: “…I Tedeschi non hanno mai usato la parola “nudo”, ma quella curiosamente pudica e accademica di “akt”, gli Inglesi non hanno adoperato il loro termine naturale di “naked”, ma si sono serviti del termine francese “nu”, arricchito da quello italiano “nudo” e gli Spagnoli la Maja la vedono “desnuda”, quindi non nuda, ma spogliata. Lo si sapeva già: gli unici che affrontano senza pudore la faccenda sono da sempre quegli svergognati di Italiani e Francesi.”. Ma a questo punto, ecco la riflessione “inattesa”: “il nudo latino non è affatto erotico, è solo fisico: corrisponde a un’esaltazione del benessere materiale che si lega all’idea che la “mens” debba essere sana in un “corpore” altrettanto sano, ma non necessariamente bello. Ecco perché le bagnanti di Renoir possono essere tondeggianti come le pance dei defunti nei monumenti sepolcrali etruschi.”.Sui nudi di donna nella pittura italiana dell’ Ottocento Roberto Longhi aveva scritto, in sostanza, le stesse cose. Come Panofsky, anche Daverio era convinto del fatto che non si comprende la storia dell’arte a partire dalla metà dell’ ‘800 se non si approfondisce lo studio dei modi e delle forme della “ rivoluzione del vedere”: una rivoluzione così “radicale” che la fotografia stessa “si trovò contaminata dalla mutazione dei linguaggi”. Come Panofsky, anche Daverio capì che tra gli antichi e noi la visione del mondo esterno e la percezione di quello interno sono mutate nella sostanza. “Anche a questo serve la storia dell’arte, a cogliere l’essenza del nostro essere attuale, a capire come siamo composti nell’alambicco dei pensieri per permetterci di continuare a inventare”. Queste parole ci spiegano, con sufficiente chiarezza, il “genio” di Daverio, e, nello stesso tempo, l’arretratezza del sistema pedagogico su cui si regge(?) la nostra Scuola.

Somma Vesuviana, aggiornamento Covid: 17 positivi e 45 in isolamento

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana   Di Sarno: “Nuovo caso di Coronavirus. A Somma Vesuviana siamo arrivati a 17 positivi durante questa nuova fase mentre ne sono 45 dall’inizio della pandemia”.   “Nuovo caso di Coronavirus a Somma Vesuviana. Siamo arrivati a ben 17 persone positive e 44 in isolamento. Da Febbraio ad oggi, nel complesso, la pandemia a Somma Vesuviana ha registrato 45 positivi, ma questa volta sta colpendo soprattutto i ventenni. L’invito è quello di rispettare rigorosamente le norme di sicurezza e dunque: mascherine sempre obbligatorie negli ambienti chiusi, per tutti. All’aperto bisogna ugualmente indossare la mascherina quando ci si passeggia in piazza o in slarghi e comunque in zone dove non è garantito il distanziamento, igienizzare spesso le mani. Non possiamo parlare in modo ravvicinato senza indossare la mascherina”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano che ogni giorno, puntualmente aggiorna stampa e cittadini sulla situazione Coronavirus del proprio paese. Per interviste: