Pomigliano, Rinascita risponde al Presidente di ASM Francesco Toscano

Riceviamo e pubblichiamo. Pomigliano d’Arco.  «L’intervista rilasciata a Pomigliano indignata dal Presidente di ASM conferma ed aggrava le nostre preoccupazioni rispetto al regolare svolgimento delle procedure concorsuali per l’assunzione di nuovo personale a ridosso delle elezioni». Parole di Rinascita, lista di sinistra a sostegno del candidato a Sindaco Gianluca Del Mastro, all’indomani dell’intervista rilasciata dal Presidente di Asm, società partecipata del Comune di Pomigliano d’Arco, Francesco Toscano. «Le dichiarazioni rese ieri sera – continua Rinascita – forniranno sicuramente nuovi spunti d’indagine alle autorità competenti». Toscano ha esposto un calcolo statistico legato al consenso elettorale della coalizione guidata dall’attuale sindaco Lello Russo durante le scorse elezioni, che a suo dire sarebbe la causa della presenza di candidati nella coalizione di Elvira Romano vicini ad alcuni vincitori di concorso presso l’Asm. «Non si capisce cosa dovrebbe voler indicare la proporzione assunta a tesi difensiva dal Presidente. – commenta Rinascita – Proviamo, allora, ad indicargliele noi un paio di proporzioni: la prima: 100%; tutti i vincitori di concorso Asm che hanno scelto di candidarsi, lo hanno fatto solo ed esclusivamente in liste a sostegno di Elvira Romano. La seconda: circa 1/3: è il numero di vincitori di concorso ASM, o parenti, degli ultimi anni che risultano candidati nelle liste a sostegno di Elvira Romano». «Inoltre, – precisa Rinascita – il fascicolo che abbiamo inviato al Prefetto di Napoli è stato consegnato anche “alle autorità competenti”, come specificato nelle nostre precedenti comunicazioni, quindi anche alla Procura di Napoli. Infine, lascia molte perplessità la risposta incerta del Presidente alla domanda “in caso di sua elezione continuerà a svolgere il ruolo di Presidente di Asm o manterrà lo scranno in consiglio comunale?”. Se non voleva fare il Consigliere Comunale, allora perché ha dovuto candidarsi?» Sulla pagina Facebook di Rinascita www.facebook.com/rinascita.pomigliano/ è presenta la registrazione integrale dell’evento: “Basta omertà! Beni Comuni e Legalità: per una Città libera da clientelismo e arroganza” che si è svolta il 14 settembre allo Slargo Marco Pannella, insieme ad una serie di estratti della serata, in cui si è spiegato alla cittadinanza il contenuto della documentazione inviata alle autorità competenti su questo tema.

Boscoreale, tentato omicidio in piazza Vargas. Scoperta la tresca del marito, con sua figlia tenta di ammazzare l’amante

Aveva intrapreso una relazione extra-coniugale con una 45enne di boscoreale. Moglie e figlia di 46 e 20 anni lo hanno scoperto ed hanno deciso di dare una lezione all’amante. L’hanno incontrata in piazza Vargas, nel centro di Boscoreale, e l’hanno aggredita. La colluttazione è terminata quando la 46enne ha pugnalato la “rivale” all’addome con un coltello a scatto. I Carabinieri – allertati dal 118  – hanno trovato la vittima riversa a terra e bloccato le 2 incensurate. Le 2 donne sono finite in manette e sottoposte agli arresti domiciliari: dovranno rispondere davanti al giudice di tentato omicidio. La vittima se la caverà con 15 giorni di prognosi. L’arma è stata rinvenuta e sequestrata.

Marigliano, hackerato il sito istituzionale del Comune: apprensione a poche ore dalle elezioni

Un attacco hacker è stato compiuto ai danni del sito istituzionale del Comune di Marigliano: da alcuni giorni, infatti, è impossibile caricare le pagine e accedere al portale della pubblica amministrazione cittadina. Questa mattina abbiamo scoperto che il municipio, guidato in queste settimane dal commissario prefettizio Roberto Esposito, è vittima di un cosiddetto “ransomware”: si tratta di un tipo di malware che limita l’accesso del dispositivo che infetta, richiedendo un riscatto da pagare per rimuovere la limitazione. Inizialmente diffusi in Russia, gli attacchi con ransomware sono ora perpetrati in tutto il mondo: alcune forme di questa tipologia di malware bloccano il sistema e intimano l’utente a pagare per sbloccare il sistema, altri invece cifrano i file dell’utente chiedendo di pagare per riportare i file cifrati in chiaro. Gravissimi i disagi per la casa comunale se si pensa che tra 48 ore avrà luogo l’election day che chiama in causa i cittadini elettori per ben tre voti: comunali, regionali e referendum. Tuttavia, come ci fa sapere il responsabile del settore I (Informatica), dott. Guglielmo Albano, la situazione è sotto controllo e per fortuna le autorità hanno a disposizione un ulteriore portale cloud di servizi online che potrà sopperire nell’attesa di una risoluzione. A quanto pare, grazie a questa piattaforma i risultati dello spoglio elettorale potranno essere trasmessi in tempo reale alla Prefettura, senza rischi per il buon esito delle urne. Nel frattempo il Comune ha sporto denuncia alla Polizia Postale: un atto dovuto considerando la grave interruzione di servizio che dura ormai da giorni. Secondo una recente indagine di Kaspersky (leader mondiale nella cybersecurity), il 2019 è stato l’anno degli attacchi ransomware rivolti ai Comuni. Durante l’ultimo anno, infatti, i ricercatori di Kaspersky hanno rilevato che almeno 174 istituzioni comunali e oltre 3.000 organizzazioni collegate, sono state prese di mira da questo tipo di malware, con un aumento del 60% rispetto al 2018. Mentre le richieste di riscatto dei criminali informatici raggiungono talvolta fino a 5 milioni di dollari, le stime relative ai danni subiti e al costo effettivo degli attacchi sono decisamente più elevate: “Va tenuto in considerazione che nel momento in cui un Comune subisce un attacco, l’intera infrastruttura viene compromessa ed è necessario richiedere un’indagine sugli incidenti e un audit approfondito. Ciò comporta inevitabilmente costi aggiuntivi che si vanno a sommare a quelli richiesti per il riscatto. Allo stesso tempo, dalle nostre indagini è emerso che, la tendenza dei Comuni a pagare il riscatto è giustificata dalla stipula di assicurazioni che coprono il costo dei rischi informatici o da budget precedentemente allocati per i servizi di incident response. Per evitare questi attacchi però, il migliore approccio consiste nell’investire in misure proattive: soluzioni di sicurezza e di backup collaudate e regolari controlli di sicurezza”. Intanto il Comune è preso d’assalto da tanti cittadini alle prese con il rinnovo all’ultimo momento della tessera elettorale (un grande classico): purtroppo, per l’occasione non sono stati ripensati gli spazi comunali al piano terra e l’ufficio elettorale, che conta al momento un solo dipendente operativo, non riesce a garantire una procedura burocratica celere, tant’è che la fila in piazza Municipio questa mattina, sotto un sole cocente, era notevole e per questo molti hanno rinunciato. Un arrendersi all’evidenza di un sistema che non garantisce i diritti (e non agevola i doveri) dei cittadini, in barba all’articolo 48 della Costituzione.

Sant’Anastasia, elezioni, lettera della candidata al consiglio comunale Cettina Giliberti

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Riceviamo e pubblichiamo dalla candidata  al consiglio comunale Cettina Giliberti   Sono Cettina Giliberti, psicologa e psicoterapeuta. Ho rivestito dal 2014 al 2016 il ruolo di Assessore alle Politiche Sociali, Spettacolo, Tutela degli Animali e Immigrazione. Attiva già da prima sul territorio nel campo del volontariato con le fasce deboli ed i ragazzi con disabilità. Da poco dopo il 2010 scopro la mia passione per la politica e per il territorio, passione che cresce sempre più e che oggi mi ha spinto a mettermi nuovamente al servizio dei cittadini con la mia candidatura a sostegno di Carmine Esposito Sindaco, nella stessa lista che per la terza volta scelgo di rappresentare, Arcobaleno. Faccio parte di una squadra variegata, con varie professionalità e competenze e varie risorse che vivono in maniera attiva il territorio anastasiano, capaci di intercettare criticità ma soprattutto che conoscono il territorio in quanto lo vivono in maniera trasversale. Mi candido mettendoci la mia faccia. Spiego quotidianamente che mi impegno ad esserci e garantisco di esserci di più e per più persone nello stesso modo in cui da anni già ci sono. Sul territorio sono necessarie persone capaci di intercettare le problematiche del paese, di lavorare in squadra per la loro risoluzione. Persone libere dal bisogno, già realizzate nella vita e professionalmente e che abbiano tempo a disposizione da dedicare alla cosa pubblica. Di seguito alcuni punti da cui partirò, insieme alla squadra, forte del fatto che nessuno può garantire interventi da solo, ma in sinergia con la squadra che governerà il paese. Le Politiche Sociali sono il motivo per cui quotidianamente mi impegno con tutte le mie forze. I bambini, le famiglie in difficoltà, il disagio su tutti i fronti, gli interventi socio sanitari, il contrasto alla povertà, la disabilità saranno in primissimo piano nella nostra azione di governo. In particolare, le persone con disabilità mai più saranno invisibili. Se solo pensiamo che il centro diurno negli ultimi anni è passato da 7 ore al giorno circa per 5 giorni settimanali a due ore al giorno per tre volte alla settimana. Una riduzione di tempi e spazi che la dice tutta sull’ interesse che l’amministrazione precedente aveva per le persone con disabilità. Spazi ridotti senza la capacità di reperirne altri, esistenti, del patrimonio comunale. Nel 2016, quando mi dimisi come assessore, andai via col rimpianto di non aver lottato da subito per i P.E.B.A. (Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche) ma con la consapevolezza di aver spianato insieme agli uffici il terreno per molti progetti, che poi si è pensato di accantonare. Per il “Dopo di noi” abbiamo il dovere di fare un censimento delle disabilità e fare rete con altri enti e famiglie per garantire ai genitori delle persone con disabilità il continuum dignitoso, attraverso strutture adeguate, dei loro figli in un futuro in cui nessuno della famiglia si potrà prendere cura di loro. Lo sportello  per le famiglie e anti violenza sanno un altro punto cardine. La violenza di genere non sarà più settaria ma uno sguardo attento sarà rivolto alle donne così come agli uomini che tutti i giorni subiscono violenza, soprattutto psicologica, nella loro relazione con i figli che troppo spesso viene strumentalizzata dalle mamme. La genitorialità va sempre tutelata per il bene dei figli. Per le donne che restano tristemente vedove giovani con bambini si dovrà pensare un piano di azione che tenda alla ridefinizione del loro ruolo di madri e donne. Lo stesso vale per uomini, spesso padri di famiglia, che restano disoccupati dopo un lavoro, per giunta a nero, senza avere così la possibilità di avere altre opportunità. Restituire la dignità a chi nella vita si è sempre adoperato e vive in difficoltà questa fase particolare, non strettamente legata al Covid 19, deve essere interesse di un’amministrazione. Così come l’attenzione agli anziani, alle persone che vivono il pensionamento come fase demotivante della loro vita, è fondamentale. Ma non solo le Politiche Sociali. Un paese che funziona, intanto, è un paese che vive. Tutti ne parlano ma nessuno pensa a cosa e come fare con un risorsa storico religiosa che Sant’Anastasia ha: l’imponente e suggestivo Santuario di Madonna dell’Arco. Sento spesso parlare di incrementare il turismo religioso nella nostra città, ma  credo fermamente che ad essere incrementati devono essere i servizi da offrire ai tanti pellegrini che ogni anno visitano il nostro paese grazie alla presenza del Santuario della Madonna dell’Arco sul nostro territorio. E non mi riferisco ai pellegrini del Lunedì in Albis o a quelli della festa di settembre ma a tutti quei pellegrini, e sono circa 40.000, che durante il resto dell’anno visitano il nostro Santuario. Il Santuario, per chi lo frequenta e lo conosce, già offre una serie di servizi: penso alla guida che ne spiega la storia e la tradizione; penso al Museo degli ex Voto, unico nel suo genere a livello mondiale, ed oggi con la possibilità di essere visitato quotidianamente; penso alla Biblioteca a disposizione degli studiosi; penso ai tradizionali presepi che nel periodo natalizio sono una vera attrazione per tutto il circondario; penso alle tante iniziative culturali che il Santuario mette a disposizione della gente e che sono sempre di alto spessore sociale e culturale nonché religioso. Sicuramente si può incrementare il numero dei pellegrini ma a loro vanno offerti servizi concreti frutto di progetti concreti e impegnativi. Bisogna creare delle aree parcheggio, dove far sostare i pullman e permettere alla gente di vedere anche ciò che circonda il Santuario. E se oggi ciò che circonda il Santuario offre ben poco, bisognerà impegnarsi per creare un’area commerciale che permetta ai pellegrini di poter passeggiare e trascorrere un ora di serenità e di svago, offrendo loro percorsi commerciali e di svago, ma anche permettere loro di restare in città per gustare le nostre tradizioni culinarie. Penso che vada ripreso il Progetto della Piazza Madonna dell’Arco, un progetto regalato al comune dalla comunità dei Padri Domenicani e che in tre anni ancora non ha visto la sua realizzazione per mancanza di un impegno concreto nel far arrivare i fondi per poterlo realizzare: progetto che darebbe lustro alla nostra città. Bisognerà impegnarsi per creare il Museo del Rame, idea che si stava strutturando già nel 2015 con uno dei maestri ramai più entusiasti del territorio, il compianto Natale Porritiello. Antica tradizione e mestiere storico anastasiano, portato nel mondo. Si deve necessariamente creare una sinergia forte con il Parco Nazionale del Vesuvio e fare in modo che chi viene in città possa anche avere la possibilità di un percorso pensato apposta per far conoscere la bellezza dei percorsi della nostra montagna e dei suoi magnifici frutti e delle varie risorse. Credo fermamente che questo e molto altro sia realizzabile con l’impegno di un’amministrazione capace e competente che si impegna concretamente spendendo ogni energia per questo progetto ambizioso. Chi mi conosce sa quanto impegno metto e quanto spendo di me stessa nel realizzare le cose che siano per il bene di tutti. Vi posso solo garantire la mia faccia! Non posso promettervi altro, se non di metterci tutte le mie forze per avere una città bella  per noi e per tutti coloro che vengono a visitarla e a viverci. Cettina Giliberti    

Sant’Anastasia, Rosalba Punzo chiude la campagna elettorale: «I miei competitor si danno, da soli, meriti che nessuno pensa di dare a loro»

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Carmine Esposito e Rosalba Punzo
Ieri sera, in anticipo rispetto ai tre competitor che saranno questa sera, in contemporanea e rispettivamente a Madonna dell’Arco (Carmine Esposito), in piazza Cattaneo (Carmine Pone) e in piazza IV Novembre (Enzo Iervolino), la candidata sindaco Rosalba Punzo ha chiuso la campagna elettorale in piazza Cattaneo, prima presentando lei stessa, e nuovamente, tutti i candidati, dando loro la parola per poi chiudere leggendo quattro pagine intense. Ha sostenuto, la candidata sindaco ed ex presidente del consiglio comunale nella prima era Iervolino, di aver usato dall’inizio i toni della pacatezza. Vero, verissimo. Gli strali li ha sempre lasciati, la Punzo, al suo capolista, il medico Carmine Esposito, pure lui già presidente del consiglio comunale.   Così, dopo un breve intervento del consigliere uscente Paolo Esposito il quale ha, in verità poco sibillinamente, accennato a quanto la coalizione Punzo avrebbe «inciso da martedì in avanti», facendo così intravedere il «peso» in un eventuale ballottaggio, la parola è passata a qualcuno dei candidati al consiglio comunale, tenendo per ultimo, subito prima di quello della candidata sindaco, l’intervento di Esposito. Suo il compito non di illustrare eventuali programmi ma di ribadire, ancora e ancora, come fin dall’inizio di questa pur breve campagna elettorale, la maniera in cui si è arrivati all’ennesima spaccatura del centrosinistra anastasiano. Non ha mancato, Esposito che tutti chiamano «Krol», di respingere al mittente le parole di chi (il segretario provinciale del partito, mica l’ultimo degli iscritti, Marco Sarracino) aveva detto in una convention di qualche giorno fa, presenti il ministro Provenzano e il presidente napoletano del Pd, Paolo Mancuso, che con Iervolino c’era tutto il Pd e che solo lui rappresentava il centrosinistra. Ha ricordato, Esposito, che Rosalba Punzo è una tesserata Pd, che si è candidata alle politiche, che era capolista alle primarie per la Margherita, che ha dunque un’appartenenza non equivoca. «Uno schieramento di centrosinistra unito, quest’anno rischiava di vincere al primo turno, ci è stato impedito in maniera subdola e strumentale, optando per una candidatura anacronistica, politicamente divisiva e perdente. Non ci fa piacere dirlo, ma è la realtà. Anche all’interno dello schieramento Iervolino c’è chi non ha condiviso la sua candidatura. Lo sappiamo, lo sapremo e lo verificherà anche lui quando andremo a contare i voti. La scommessa fatta da Iervolino somiglia molto ad una partita di poker alla disperata, perché ha puntato il tutto per tutto senza valutare le conseguenze di una sua sconfitta». Ricapitolata la faida tribale e avvisati i presenti che di Iervolino e «compagni» sarebbe la responsabilità per una probabile vittoria del centrodestra (uno dei competitor che considera di centro destra almeno, uno a caso tra Pone ed Esposito), ma anche dell’evaporazione del Pd – che ha definito partito burocratizzato e «guerra tra bande» –  e della dispersione del patrimonio elettorale del centrosinistra (non sono stati citati una possibile eruzione del Vesuvio e le frane, ma non disperiamo: c’è tempo fino a domenica) si è poi concentrato su altro, ma non prima di invitare la platea al voto disgiunto a favore della candidata Punzo, rivolgendosi principalmente agli elettori del centrosinistra «Il voto rimane in quest’ambito e la legge lo consente». Ha poi annunciato che oggi denuncerà ai carabinieri una violazione di privacy nella casa comunale, giacché un candidato sindaco avrebbe inoltrato a casa dei concittadini una lettera con l’indirizzo troppo preciso per non essere stato estrapolato da un elenco meno che «istituzionale» (e si riferiva ad Esposito, presumibilmente, anche se non ne ha fatto il nome), aggiungendo che chiederà al commissario Rodà di avviare un’inchiesta interna per sapere chi sia la «talpa» a Palazzo Siano. In attesa di scovare il mammifero soricomorfo, presunto responsabile della «galleria» in quel del palazzo municipale, Esposito (Krol) è passato all’attacco di un candidato al consiglio comunale nelle liste di Esposito. Non l’ha mai nominato ma, visti i dettagli dell’episodio che ha causato la reazione, tanto da far meritare alla vicenda una menzione nel comizio finale di una candidata sindaco, è evidente che il bersaglio fosse Alfonso di Fraia, schierato nelle fila di Cuore Anastasiano in Veritas a sostegno dell’avversario Esposito, solo omonimo, meglio precisare. Sta di fatto che in un precedente comizio in via Rosanea, Esposito (Krol) si era augurato che cittadini rumeni candidati in qualche lista non fossero stati, per così dire, indotti. L’unica rumena candidata, Elena Cenusa, è appunto in Cuore Anastasiano e le parole avevano provocato una reazione di sdegno da parte di Di Fraia (che è stato definito dal palco «analfabeta funzionale», «personaggetto» e così via) e di Rosaria Fornaro. Indi Esposito (sempre Krol) ha fatto le congratulazioni alla Cenusa, escludendo di aver voluto offenderla, e sostenendo che Di Fraia, per l’ideologia professata non può permettersi di parlare. «Non ha alcun diritto di parlare di discriminazioni etniche».  Altro cenno ad una candidata nelle liste dell’avversario omonimo, Krol l’ha riservato per dare solidarietà a Cettina Giliberti (Arcobaleno) per una frase inopportuna con i quali ignoti hanno imbrattato un suo manifesto. Un passaggio sulla ludopatia e la necessità di combatterlo («Problema di portata gigantesca»), un altro sul pericolo di chiusura del Centro Anziani visto che il commissario avrebbe disdetto il contratto dei locali dal 1 novembre. «Siamo disposti ad occuparlo ad oltranza, non lo permetteremo». Più avanti, ha marcato le differenze con le campagne elettorali degli avversari: «Noi non abbiamo mandato colazioni a casa di nessuno, né organizzato aperitivi, apericene o quant’altro, una metodica alla quale purtroppo si è adeguato anche il Pd. La sinistra è un’altra cosa, il centrosinistra dovrebbe essere rigore e raziocinio. Noi abbiamo spiegato cosa vogliamo fare, noi ci mettiamo la faccia e per questo aumenteranno ancora i consensi fino a lunedì». «Abbiamo evitato anche il festival della fotogenia, con pose accattivanti e sorrisi smaglianti, lasciamo agli altri questo tipo di propaganda». Gli ultimi sette minuti, nell’ora di comizio di chiusura, se li è riservati la candidata sindaco. Rosalba Punzo ha ringraziato i cittadini e i candidati. Poi ha letto il suo intervento: «Ho sentito e letto molte bugie in questa campagna elettorale. Ho visto gli altri tre candidati farsi la guerra, ingiuriarsi, rivendicare primati per far capire agli anastasiani chi tra loro è il migliore, chi ha fatto di più e meglio. Sono gli stessi che si sono appropriati da anni di tutti gli spazi che la politica a Sant’Anastasia relega all’immaginazione, alla creatività, al cambiamento. Ma il cambiamento non c’è stato e loro ne sono stati e ne sono i maggiori responsabili. Nessuna creatività, nessuna fantasia. Solo sete di potere e primati. Solo gruppi di interessi. Lo abbiamo detto tante volte. Lo diciamo da anni. Lo dicono anche quelli che stanno sempre in mezzo. Sant’Anastasia ha bisogno di un vero cambiamento e chi vorrebbe realizzarlo è stato incapace di farlo in tutti questi anni. Al contrario. C’è chi ha detto che dovevamo avere la continuità. Quella stessa che ci ha portato dove siamo ora. C’è chi tra loro ha spostato la sede del comune altrove. Chi si è messo a fare da regista e grande stratega della politica anastasiana e ama fare questo da anni. Chi ha amministrato per un decennio e pensato che in quel decennio ciò che fece fosse tutto ciò che si poteva fare. Loro da soli, si danno meriti che nessuno, di buon senso, pensa di dare a loro. Si credono guide morali, sindaci capaci, persone astute. Parlano di legalità, quella fatta dentro i salotti dei loro partiti e associazioni settarie o nelle aule dei processi dove sono stati già condannati. La legalità è uno stile di vita. Si paga di persona e qui, a Sant’Anastasia, c’è chi ha lottato e pagato senza chiedere nulla in cambio. Senza fare nessun passo indietro. A costoro, che non sono in politica, il mio rispetto. Io sono convinta che il migliore sindaco di Sant’Anastasia possa avere è una persona, finalmente donna, che sappia capire i disagi di tutti e a tutti guardare con la stessa importanza. Che abbia sensibilità e un linguaggio diverso. Che sia libera da partiti, da poteri occulti e interessi personali. Non mi serviva questa candidatura per fare il primario in ospedale. Sono convinta che queste elezioni ci chiedono qualcosa in più che non il voto di scambio a qualcuno che ci fece ricoverare un nostro congiunto senza stare in lista d’attesa. Nessun voto di scambio dovrebbe esserci se vogliamo che questo nostro amato paese, dal centro alla periferia, cambi davvero. Se chi lo abita, finalmente, invece di votare per parentela, amicizia, favori avuti, iniziasse a decidere in libertà in quanti modi il voto può essere davvero libero per il bene di tutti e non solo per il nostro interesse privato. Dopo il 21 settembre non avremo più alibi. Non potremo più indignarci se abbiamo sempre le stesse persone a chiedere le stesse cose da decenni. Sempre lì, con i loro pacchetti di voto. Io non ho pacchetti di voti. Non ho cercato un solo voto a chi, nell’esercizio della mia professione, ho potuto essere utile in passato. Non ho che una sola lista di persone perbene che hanno accettato, solo per passione e senso civico, in un momento triste per il nostro paese che dura almeno da un decennio. Ho chiesto e vi chiedo un voto di opinione che sappia ispirarsi alla vostra libertà. Quella che dovete difendere a denti stretti e per la quale mi batterò sempre. Solo un voto libero potrà cambiare Sant’Anastasia. Solo chi potrà rifiutare le stesse facce, gli stessi discorsi che vi ripetono da anni. Solo chi saprà dare una lezione civile a chi, come in questa campagna elettorale, si crede il primo della classe in tutte le materie, con arroganza e superbia, questo paese potrà un giorno cambiare davvero».    

Ripartenza scuola, la parola a Virginia Nappo, assessore alla pubblica istruzione di Ottaviano

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  “Dopo mesi di duro lavoro, finalmente si ritorna a scuola!”  A dirlo, quasi con un sospiro di sollievo, è l’assessore all’istruzione di Ottaviano, Virginia Nappo che racconta questo lungo periodo vissuto nella paura e nell’incertezza di un futuro che si svelerà a breve. Il 24 settembre si riprenderanno le vecchie abitudini (salvo ulteriori indicazioni) che solo qualche settimana fa sembravano lontanissime, eppure ci siamo, finalmente di riparte. I dubbi e gli interrogativi sono tanti, nessuno può sapere cosa succederà però per l’assessore Nappo una cosa è certa: “Abbiamo fatto tutto quello che era in nostro potere, dando sempre il massimo e considerando ogni minimo aspetto, ogni dettaglio, cercando di rassicurare, in questo modo, non solo il personale scolastico ma anche e soprattutto gli alunni per rendere serene, per quanto possibile, le giornate scolastiche che verranno.” L’assessore, con dedizione e pazienza, insieme al sindaco Luca Capasso, ai dirigenti scolastici e all’ufficio scuola e a quello tecnico del Comune di Ottaviano, ha cercato di considerare in maniera probabilistica tutti i rischi rispetto ad una situazione mai vissuta prima, difficile da prevedere e da affrontare dal punto di vista pratico: i banchi singoli, così come le mascherine, non sono ancora stati spediti in Campania che è stata, insieme al Lazio, la prima Regione ad aver fatto richiesta al Ministero dell’Istruzione. I sistemi di spedizione sono lentissimi, dunque il problema deve essere risolto nel migliore dei modi da ogni singolo comune: “Per quanto riguarda i lavori di edilizia leggera abbiamo acquistato, come Comune di Ottaviano, delle pareti divisorie mobili per ridurre al minimo i contatti tra le varie classi, abbiamo lavorato tanto sulle strutture per renderle il più possibile confortevoli e accessibili per questa emergenza.” L’assessore sottolinea – “Nonostante i fondi utilizzabili non fossero tantissimi, siamo riusciti, con l’integrazione di alcuni fondi comunali, ad acquistare scorte di igienizzanti, già equamente distribuiti alle scuole, le cui colonnine andranno posizionate in ogni classe, e mascherine per gli alunni nell’attesa che arrivino gli strumenti inviati dal Ministero” – un’attesa prevista circa per fine ottobre. Virginia Nappo, oltre ad essere Assessore è anche mamma, dunque conosce le paure e le preoccupazioni dei genitori, sa che non si possono fare promesse ma garantisce, con uno sguardo determinato e un sorriso estremamente rassicurante, che è stato fatto  più del massimo per fronteggiare i possibili rischi cui si va incontro. Nell’attesa di un vaccino, dunque, bisogna continuare a prendere le massime precauzioni per tutelare noi e chi ci sta intorno, cercando però di superare la paura dell’altro e non vederlo come un continuo pericolo ma ricordandoci, più di ogni altra cosa, l’importanza di essere umani.

Marigliano, moglie dell’ex sindaco Carpino ufficializza il sostegno a Esposito: le reazioni dei candidati

A pochissime ore dal voto in città, previsto per domenica 20 e lunedì 21 settembre, arriva un endorsement pubblico che scuote il sonnacchioso contesto della campagna elettorale ormai agli sgoccioli: quello della moglie dell’ex sindaco Carpino, Emilia Pisani. A incassarlo è Vincenzo Esposito, candidato della coalizione che si professa a favore della continuità politica e amministrativa con l’ex primo cittadino, colpito alla fine di luglio da una misura di custodia cautelare in carcere e da allora agli arresti domiciliari.
“Superata la fase Carpino – scrive la Pisani su Facebook – oggi credo che quella energia proveniente dalla rabbia debba essere correttamente incanalata e quindi ho deciso di reagire contro chi sta cercando di manipolare. Ed è talmente fine l’opera manipolatoria da aggregare immediatamente un variegato gruppo di gente che si è candidata, attratta come metallo al magnete, non si sa bene da che cosa. Si, perché dovete sapere che il manipolatore, per sua natura, cerca di restare nascosto; si ha la percezione di essere manipolati ma non si riesce a comprendere bene cosa stia accadendo. C’è un rischio: scagliarsi contro colui che il manipolatore sceglie come testimonial della sua campagna. È perfettamente inutile essendo solo un mezzo in prestito per il gioco del manipolatore. L’energia della rabbia dunque,deve essere indirizzata al comportamento manipolatorio. In che modo? Innanzitutto denunciando la modalità manipolatoria”. Il riferimento a colui il quale ha organizzato due liste civiche, di ispirazione forzista, per sostenere la candidatura a sindaco di Peppe Jossa sembra palese: tuttavia la Pisani non fa nomi.
“Non voterò, dunque, Peppe Jossa nonostante sia amico fraterno di mio marito. Non voterò Saverio Lo Sapio perché, con tutto il rispetto per le sue idee, temo che diventerà stampella di Jossa & Company. Voterò per Vincenzo Esposito e sceglierò i candidati da cui traspare bellezza: perché lo stesso gruppo di visionari cinque anni fa ha contribuito a realizzare il sogno di Antonio (l’ex sindaco Carpino, ndr)”. Non si è fatta attendere la replica di Saverio Lo Sapio, candidato della lista Oxigeno, che da noi interpellato sottolinea come “questa uscita sia quantomeno intempestiva, dato che proprio nel comizio di ieri sera a Lausdomini ho ribadito pubblicamente, ancora una volta, come noi non sosterremmo nessuno dei due candidati, nel caso dovessimo restare fuori dal ballottaggio. Forse chi parla – prosegue il consigliere uscente Lo Sapio – ha problemi con la chiarezza espressiva con la quale da mesi ripetiamo coerentemente le nostre posizioni, che non cambieranno: noi queste persone le stiamo combattendo, non le sosterremo mai”. Un termine, “stampella”, che non è piaciuto alla compagine guidata dall’assicuratore, il quale ribadisce la volontà di inseguire un sogno, quello di arrivare al ballottaggio, che per gli altri due candidati “sarebbe un vero incubo”. Domani sera, alle ore 21 in piazza Municipio, l’ultimo comizio di Lo Sapio, pronto a tuonare i suoi propositi nel cuore della città. Abbiamo raccolto anche le parole del candidato Jossa, impegnato domani pomeriggio in un incontro di chiusura che avrà luogo, nel rispetto delle restrizioni anti Covid, presso la sala eventi della Pasticceria De Girolamo, in via De Blasio, a partire dalle ore 18:30: “Ho profonda stima e sintonia umana e personale con Antonio Carpino, invece che consegnare alla città una campagna elettorale fatta di strumentalizzazioni politiche e rancori personali, ho preferito parlare di futuro e di sviluppo senza rispondere a provocazioni e polemiche. Per me questo ha significato essere vicini ad Antonio e la sua famiglia sul piano personale, su quello politico io rappresento il Partito Democratico e la coalizione e devo garantire un progetto e un futuro alla nostra comunità”.

Somma Vesuviana, le scuole apriranno il 1° Ottobre

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del comune di Somma Vesuviana   La decisione è presa: a Somma Vesuviana le scuole apriranno il 1 Ottobre Di Sarno: “Noi vogliamo che gli studenti entrino in scuole che abbiano mascherine, banchi monoposto e spazi organizzati. Dunque le scuole si apriranno il 1 Ottobre”. Prisco (Assessore alla Pubblica Istruzione): “Decisione presa all’unanimità dopo l’ultimo vertice con i dirigenti scolastici”. “E’ ufficiale: le scuole primarie e di primo grado, a Somma Vesuviana, apriranno l’ 1 Ottobre. Si tratta di una decisione non dipendente dalla nostra volontà. Noi vogliamo che i nostri bambini e ragazzi possano andare a scuola in massima sicurezza, farli entrare in scuole dove ci sono mascherine, banchi monoposto e dove c’è la massima sicurezza sia per gli insegnanti che per i ragazzi”. Lo ha annunciato in questi minuti, Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, a margine del vertice avuto con i dirigenti scolastici di Somma Vesuviana. “L’ultima riunione, terminata poco fa – ha affermato Stefano Prisco, Assessore alle Pubblica Istruzione del Comune di Somma Vesuviana – è conclusiva ad una serie di incontri avuti in queste settimane per definire tutte le attività necessarie al fine di consentire l’apertura in massima sicurezza delle scuole. Si è deciso all’unanimità di aprire il 1 di Ottobre. Si tratta di una decisione legata ad una serie di esigenze come la riorganizzazione dei trasporti scolastici e siamo in attesa che ci vengano consegnate le pareti divisorie che abbiamo ordinato per ridistribuire gli spazi in alcune scuole ma siamo in attesa anche che tutti i plessi possano avere i banchi monoposto. Insegnanti, bambini e genitori devono essere tranquilli che non ci siano rischi di contagio, dunque si aprirà il 1 Ottobre, prima la sicurezza”.

Boscotrecase, regionali: i propositi della candidata Agnese Borrelli, ex sindaco della città

Riceviamo e pubblichiamo. Agnese Borrelli, conosciuta come Rosaria, è nel pieno di una campagna elettorale sui generis a causa della pandemia. Medico e funzionario Asl, ex sindaco, adesso con De Luca per le regionali del 21 e 22 settembre prossimo. La politica nel DNA (visto che in famiglia masticava pane e politica da bambina) e nel quotidiano fra grandi e piccoli progetti per la sua città, Boscotrecase e per il territorio tutto della sua Regione.
Dottoressa Borrelli, l’emergenza sanitaria ha di fatto bloccato lo sviluppo turistico del territorio. Eppure l’area torrese e quella boschese rappresentano un volano di grande valorizzazione. Quali sono le mosse che la Regione può fare per aiutare chi ha investito in questo territorio?
Il Covid ci ha messo KO. L’economia, il turismo, le attività imprenditoriali hanno subito un tracollo, nonostante la buona volontà di tutti e la gestione straordinaria seppur improvvisata. Il disorientamento e lo smartworking hanno avuto la meglio, e la Regione deve puntare a progetti per alleggerire la burocrazia e dar la possibilità  a tutti di lavorare nel rispetto delle norme dell’Iss per ridurre sempre più i rischi da contagio e lasciarci alle spalle questa pandemia. Fra i miei obiettivi la riapertura della strada Matrone, chiusa a causa degli incendi dal 2017, che può diventare un volano per il nostro turismo come collegamento diretto e veloce con il Vesuvio.
Dottoressa Borrelli, la sua esperienza amministrativa da sindaco di una città per tanti anni ritiene possa essere utile anche per il ruolo di consigliere regionale? Come medico e come politico posso dir di aver fatto la gavetta e di credere che le esperienze pregresse possano esser utili e necessarie per il consiglio regionale. Cerco sempre di dar il meglio di me e lo farò anche stavolta.
In questi giorni sta riproponendosi anche il tema dei trasporti: i sindaci di Trecase e Boscotrecase chiedono all’Eav di potenziare le corse sia dei pullman che della Circum. Si corre il rischio isolamento per quest’area?
L’incremento dei mezzi di trasporto pubblici è sempre fondamentale per la crescita di un territorio. Quest’area ha bisogno di collegamenti veloci e snelli, e non solo di traffico su ruote. Quindi si ai mezzi pubblici, si alla pista ciclabile o a qualunque altra idea per tutelar l’ambiente rendendo la viabilità a misura di cittadino. La crisi economica, successiva alla pandemia, ha messo in ginocchio diverse imprese. La Regione ha provato a dare una mano con aiuti nei confronti delle aziende. Cosa ritiene si debba fare per superare questa difficoltà dei settori produttivi?
Sono convinta che servano finanziamenti mirati e puntuali. Non sono d’accordo per lo spreco di denaro pubblico. Ma il governo centrale e quello regionale devono lavorare nella stessa direzione per rilanciare aree in cui il turismo può divenir il fiore all’occhiello, insieme all’agricoltura di prodotti a km zero, per esempio, aprendo opportunità imprenditoriali ai giovani che vogliono investire e rimanere nella propria città.
A proposito di territori la Regione ha compiti importanti che sono caratteristici di un ente sovracomunale: da consigliere regionale, qualora dovesse essere eletta, ritiene che si possa provare a favorire un dialogo tra tutte le realtà territoriali? 
La politica non può lavorare a comparti stagni. Serve il confronto, il dialogo e un lavoro unico, nella stessa direzione. È fuori di dubbio che il rapporto fra Regione e Comuni sia fondamentale perché i problemi non restino inascoltati e le singole realtà territoriali tutelino le proprie ricchezze e allontanino lo spettro della disoccupazione e della criminalità, sempre dietro l’angolo al Sud, ma che son certa con una politica onesta e trasparente possono divenir solo brutti ricordi. Il Covid ha cambiato la nostra vita e si torna alle urne a fine mese ma si ha paura di far tornar i propri figli a scuola. Cosa consiglia?
Credo che sia necessario non farsi prendere dal panico. Rispettare le regole sanitarie e di distanziamento sociale e fidarsi e affidarsi delle indicazioni degli esperti e dei dirigenti scolastici che stanno preparando i migliori contesti per gli alunni dall’infanzia alle superiori. Intanto votiamo per cambiar con la politica la nostra vita, e dar anche sicurezza non solo per il Covid alle nostre scuole. Serve una manutenzione ordinaria e non solo quella straordinaria. Attività per i minori in difficoltà per combattere la dispersione scolastica che nella nostra Regione è ancora un problema importante.La Campania è una terra ricca di storia, di arte, di cultura, di bellezze paesaggistiche, di eccellenze enogastronomiche, ma i disagi e l’invivibilità, la fragilità dell’ecosistema e della vita cittadina, divisa fra micro e macro delinquenza e disservizi, sono spesso il nostro biglietto da visita più conosciuto. Cosa proponete?Non ho una bacchetta magica, ma credo che con De Luca presidente si possa far la differenza. Cominciando dalle piccole cose quotidiane, per arrivar ai progetti di riqualificazione e restyling della nostra meravigliosa terra,  alla sicurezza nei quartieri a rischio puntando ai progetti ed ai finanziamenti che possono dar ossigeno. Stimolando i Comuni perché diano slancio alle realtà vincenti che coinvolgono disoccupati o famiglie indigenti non per farli sentir un peso della società ma parte attiva di essa. Credo anche che si possa e debba lavorare in rete per condividere un percorso unico di recupero e rinascita culturale in primis e poi per diventar protagonisti del nostro tempo e del nostro patrimonio.

Pollena Trocchia, minaccia la moglie con un coltello davanti ai figli, in strada. 44enne arrestato dai Carabinieri

I Carabinieri della tenenza di Cercola hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia e resistenza a p.u. un 44enne di Pollena Trocchia già noto alle ffoo. L’uomo era in Piazza Amodio a Pollena Trocchia e stringeva tra le mani un coltello da cucina. Stava minacciando la moglie davanti agli occhi dei due figli di 15 e 12 anni. Allertati da alcuni passanti i militari hanno raggiunto e bloccato l’uomo dopo una breve colluttazione durante la quale il 44enne ha continuato ad insultare e minacciare la donna. Disarmato, l’uomo è finito in manette ed è stato tradotto al carcere di Poggioreale. Secondo quanto accertato dai Carabinieri, episodi di questo tipo non erano una novità.