Sant’Anastasia, Rosalba Punzo chiude la campagna elettorale: «I miei competitor si danno, da soli, meriti che nessuno pensa di dare a loro»

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Carmine Esposito e Rosalba Punzo

Ieri sera, in anticipo rispetto ai tre competitor che saranno questa sera, in contemporanea e rispettivamente a Madonna dell’Arco (Carmine Esposito), in piazza Cattaneo (Carmine Pone) e in piazza IV Novembre (Enzo Iervolino), la candidata sindaco Rosalba Punzo ha chiuso la campagna elettorale in piazza Cattaneo, prima presentando lei stessa, e nuovamente, tutti i candidati, dando loro la parola per poi chiudere leggendo quattro pagine intense. Ha sostenuto, la candidata sindaco ed ex presidente del consiglio comunale nella prima era Iervolino, di aver usato dall’inizio i toni della pacatezza. Vero, verissimo. Gli strali li ha sempre lasciati, la Punzo, al suo capolista, il medico Carmine Esposito, pure lui già presidente del consiglio comunale.

 

Così, dopo un breve intervento del consigliere uscente Paolo Esposito il quale ha, in verità poco sibillinamente, accennato a quanto la coalizione Punzo avrebbe «inciso da martedì in avanti», facendo così intravedere il «peso» in un eventuale ballottaggio, la parola è passata a qualcuno dei candidati al consiglio comunale, tenendo per ultimo, subito prima di quello della candidata sindaco, l’intervento di Esposito. Suo il compito non di illustrare eventuali programmi ma di ribadire, ancora e ancora, come fin dall’inizio di questa pur breve campagna elettorale, la maniera in cui si è arrivati all’ennesima spaccatura del centrosinistra anastasiano. Non ha mancato, Esposito che tutti chiamano «Krol», di respingere al mittente le parole di chi (il segretario provinciale del partito, mica l’ultimo degli iscritti, Marco Sarracino) aveva detto in una convention di qualche giorno fa, presenti il ministro Provenzano e il presidente napoletano del Pd, Paolo Mancuso, che con Iervolino c’era tutto il Pd e che solo lui rappresentava il centrosinistra. Ha ricordato, Esposito, che Rosalba Punzo è una tesserata Pd, che si è candidata alle politiche, che era capolista alle primarie per la Margherita, che ha dunque un’appartenenza non equivoca. «Uno schieramento di centrosinistra unito, quest’anno rischiava di vincere al primo turno, ci è stato impedito in maniera subdola e strumentale, optando per una candidatura anacronistica, politicamente divisiva e perdente. Non ci fa piacere dirlo, ma è la realtà. Anche all’interno dello schieramento Iervolino c’è chi non ha condiviso la sua candidatura. Lo sappiamo, lo sapremo e lo verificherà anche lui quando andremo a contare i voti. La scommessa fatta da Iervolino somiglia molto ad una partita di poker alla disperata, perché ha puntato il tutto per tutto senza valutare le conseguenze di una sua sconfitta». Ricapitolata la faida tribale e avvisati i presenti che di Iervolino e «compagni» sarebbe la responsabilità per una probabile vittoria del centrodestra (uno dei competitor che considera di centro destra almeno, uno a caso tra Pone ed Esposito), ma anche dell’evaporazione del Pd – che ha definito partito burocratizzato e «guerra tra bande» –  e della dispersione del patrimonio elettorale del centrosinistra (non sono stati citati una possibile eruzione del Vesuvio e le frane, ma non disperiamo: c’è tempo fino a domenica) si è poi concentrato su altro, ma non prima di invitare la platea al voto disgiunto a favore della candidata Punzo, rivolgendosi principalmente agli elettori del centrosinistra «Il voto rimane in quest’ambito e la legge lo consente». Ha poi annunciato che oggi denuncerà ai carabinieri una violazione di privacy nella casa comunale, giacché un candidato sindaco avrebbe inoltrato a casa dei concittadini una lettera con l’indirizzo troppo preciso per non essere stato estrapolato da un elenco meno che «istituzionale» (e si riferiva ad Esposito, presumibilmente, anche se non ne ha fatto il nome), aggiungendo che chiederà al commissario Rodà di avviare un’inchiesta interna per sapere chi sia la «talpa» a Palazzo Siano. In attesa di scovare il mammifero soricomorfo, presunto responsabile della «galleria» in quel del palazzo municipale, Esposito (Krol) è passato all’attacco di un candidato al consiglio comunale nelle liste di Esposito. Non l’ha mai nominato ma, visti i dettagli dell’episodio che ha causato la reazione, tanto da far meritare alla vicenda una menzione nel comizio finale di una candidata sindaco, è evidente che il bersaglio fosse Alfonso di Fraia, schierato nelle fila di Cuore Anastasiano in Veritas a sostegno dell’avversario Esposito, solo omonimo, meglio precisare. Sta di fatto che in un precedente comizio in via Rosanea, Esposito (Krol) si era augurato che cittadini rumeni candidati in qualche lista non fossero stati, per così dire, indotti. L’unica rumena candidata, Elena Cenusa, è appunto in Cuore Anastasiano e le parole avevano provocato una reazione di sdegno da parte di Di Fraia (che è stato definito dal palco «analfabeta funzionale», «personaggetto» e così via) e di Rosaria Fornaro. Indi Esposito (sempre Krol) ha fatto le congratulazioni alla Cenusa, escludendo di aver voluto offenderla, e sostenendo che Di Fraia, per l’ideologia professata non può permettersi di parlare. «Non ha alcun diritto di parlare di discriminazioni etniche».  Altro cenno ad una candidata nelle liste dell’avversario omonimo, Krol l’ha riservato per dare solidarietà a Cettina Giliberti (Arcobaleno) per una frase inopportuna con i quali ignoti hanno imbrattato un suo manifesto. Un passaggio sulla ludopatia e la necessità di combatterlo («Problema di portata gigantesca»), un altro sul pericolo di chiusura del Centro Anziani visto che il commissario avrebbe disdetto il contratto dei locali dal 1 novembre. «Siamo disposti ad occuparlo ad oltranza, non lo permetteremo». Più avanti, ha marcato le differenze con le campagne elettorali degli avversari: «Noi non abbiamo mandato colazioni a casa di nessuno, né organizzato aperitivi, apericene o quant’altro, una metodica alla quale purtroppo si è adeguato anche il Pd. La sinistra è un’altra cosa, il centrosinistra dovrebbe essere rigore e raziocinio. Noi abbiamo spiegato cosa vogliamo fare, noi ci mettiamo la faccia e per questo aumenteranno ancora i consensi fino a lunedì». «Abbiamo evitato anche il festival della fotogenia, con pose accattivanti e sorrisi smaglianti, lasciamo agli altri questo tipo di propaganda».

Gli ultimi sette minuti, nell’ora di comizio di chiusura, se li è riservati la candidata sindaco. Rosalba Punzo ha ringraziato i cittadini e i candidati. Poi ha letto il suo intervento: «Ho sentito e letto molte bugie in questa campagna elettorale. Ho visto gli altri tre candidati farsi la guerra, ingiuriarsi, rivendicare primati per far capire agli anastasiani chi tra loro è il migliore, chi ha fatto di più e meglio. Sono gli stessi che si sono appropriati da anni di tutti gli spazi che la politica a Sant’Anastasia relega all’immaginazione, alla creatività, al cambiamento. Ma il cambiamento non c’è stato e loro ne sono stati e ne sono i maggiori responsabili. Nessuna creatività, nessuna fantasia. Solo sete di potere e primati. Solo gruppi di interessi. Lo abbiamo detto tante volte. Lo diciamo da anni. Lo dicono anche quelli che stanno sempre in mezzo. Sant’Anastasia ha bisogno di un vero cambiamento e chi vorrebbe realizzarlo è stato incapace di farlo in tutti questi anni. Al contrario. C’è chi ha detto che dovevamo avere la continuità. Quella stessa che ci ha portato dove siamo ora. C’è chi tra loro ha spostato la sede del comune altrove. Chi si è messo a fare da regista e grande stratega della politica anastasiana e ama fare questo da anni. Chi ha amministrato per un decennio e pensato che in quel decennio ciò che fece fosse tutto ciò che si poteva fare. Loro da soli, si danno meriti che nessuno, di buon senso, pensa di dare a loro. Si credono guide morali, sindaci capaci, persone astute. Parlano di legalità, quella fatta dentro i salotti dei loro partiti e associazioni settarie o nelle aule dei processi dove sono stati già condannati. La legalità è uno stile di vita. Si paga di persona e qui, a Sant’Anastasia, c’è chi ha lottato e pagato senza chiedere nulla in cambio. Senza fare nessun passo indietro. A costoro, che non sono in politica, il mio rispetto. Io sono convinta che il migliore sindaco di Sant’Anastasia possa avere è una persona, finalmente donna, che sappia capire i disagi di tutti e a tutti guardare con la stessa importanza. Che abbia sensibilità e un linguaggio diverso. Che sia libera da partiti, da poteri occulti e interessi personali. Non mi serviva questa candidatura per fare il primario in ospedale. Sono convinta che queste elezioni ci chiedono qualcosa in più che non il voto di scambio a qualcuno che ci fece ricoverare un nostro congiunto senza stare in lista d’attesa. Nessun voto di scambio dovrebbe esserci se vogliamo che questo nostro amato paese, dal centro alla periferia, cambi davvero. Se chi lo abita, finalmente, invece di votare per parentela, amicizia, favori avuti, iniziasse a decidere in libertà in quanti modi il voto può essere davvero libero per il bene di tutti e non solo per il nostro interesse privato. Dopo il 21 settembre non avremo più alibi. Non potremo più indignarci se abbiamo sempre le stesse persone a chiedere le stesse cose da decenni. Sempre lì, con i loro pacchetti di voto. Io non ho pacchetti di voti. Non ho cercato un solo voto a chi, nell’esercizio della mia professione, ho potuto essere utile in passato. Non ho che una sola lista di persone perbene che hanno accettato, solo per passione e senso civico, in un momento triste per il nostro paese che dura almeno da un decennio. Ho chiesto e vi chiedo un voto di opinione che sappia ispirarsi alla vostra libertà. Quella che dovete difendere a denti stretti e per la quale mi batterò sempre. Solo un voto libero potrà cambiare Sant’Anastasia. Solo chi potrà rifiutare le stesse facce, gli stessi discorsi che vi ripetono da anni. Solo chi saprà dare una lezione civile a chi, come in questa campagna elettorale, si crede il primo della classe in tutte le materie, con arroganza e superbia, questo paese potrà un giorno cambiare davvero».