Terzigno/Trecase, centinaia di persone per battesimi e comunioni: chiuse tre sale per ricevimenti

Sono 3 i ristoranti provvisoriamente chiusi dai carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, nel corso di un servizio di controllo del territorio volto a prevenire il contagio da coronavirus. Non sono bastati i divieti imposti né tantomeno i continui appelli rivolti dai media a fermare 3 ristoratori nei cui locali sono stati organizzati ricevimenti senza che fossero rispettate anche le più basilari norme di prudenza. A Terzigno, i carabinieri della sezione radiomobile di Torre Annunziata hanno sanzionato il titolare di una villa in Via Panoramica, all’interno della quale, durante il controllo, erano in corso ben 4 ricevimenti. 3 comunioni e un battesimo per un totale di 102 persone divise in 2 sale. Multati anche i clienti che hanno voluto festeggiare i propri bambini nonostante il concreto pericolo di contagio. Identico scenario a Trecase, in un locale per ricevimenti di Via Cifelli. 4 comunioni in corso, contemporaneamente, per complessive 70 persone distribuite in 2 sale. Solo un ricevimento in corso in un’altra villa di Via Cifelli a Trecase: il titolare e il capofamiglia sono stati sanzionati. In sala 30 persone. Le tre ville sono state provvisoriamente chiuse. I controlli dei Carabinieri sulle attività di ristorazione continueranno anche nei prossimi giorni.

Il bellissimo castello di Marigliano con la sua magnifica storia

Il poderoso castello è stato rimaneggiato molte volte, in relazione alle numerose eruzioni e terremoti. Conserva, tuttavia, ancora il suo imponente ed artistico aspetto. Delle antiche difese sono rimasti i due ponti, il fossato con i bastioni interni e le torri angolari. E’ scomparsa invece la famosa torre, inglobata probabilmente a partire dal secondo piano, fatta costruire dal Duca d. Mario Giovanni Mastrilli. Marigliano esisteva certamente in epoca romana insieme a Somma e ad altri centri della zona, e ciò è dimostrato dalle innumerevoli tombe, lapidi e statue che si sono ritrovate e che si rinvengono tuttora sul territorio. I primi documenti scritti, però, su Marigliano sono di epoca longobarda, quando il paese dipendeva dal Ducato di Napoli. Gli atti sono datati dal 915 in poi e riguardano sia la Terra principale che i casali di Casaferro, Faibano e Brusciano, come afferma il compianto storico locale Cav. Guido Galdi. L’abitato, come la maggior parte delle città medievali, fu sempre attorniato da una muratura fino alla metà del XIX secolo. Il castello, in particolare, occupava l’angolo nord – est della cinta quasi rettangolare, che prevedeva quattro porte al centro dei quattro lati. Tale topografia è uno degli elementi che avvalorano la tesi di diversi autori che vogliono la città di Marigliano originata dai Castra Claudina eretti nelle guerre puniche. Una delle prime notizie storiche sul castello è citata dallo storico Alessandro Di Meo (1726 – 1786), il quale, nei suoi Annali critico- diplomatici del Regno di Napoli, afferma che nel 1134 “…il Duca di Napoli, il Principe ed il Conte Rainulfo, adunate genti quante ne potevano, andarono ad accamparsi non lungi da Nola, a Marigliano, Castello di Roberto di Medana”. Il notaio e scriba Falcone da Benevento, invece, lasciò nel suo Chronicon Sanctae Sofiae (1092) un riferimento molto importante: …et eis ita congregatis apud Castellum Marilianum exercitus ipse Castramentus est. Tali notizie, fuse insieme, ci confermano che Roberto di Medania (c. 1087 – c. 1134), della famiglia dei Conti di Buonalbergo, figlio di Goffredo di Medania e  Sica Sanseverino, fu il primo feudatario di Marigliano, che nel 1134 oltre a servirsi militarmente della terra, aveva sicuramente ricevuto il castello con il feudo. Un’altra importante notizia, riportata nell’anonimo saggio storico Historia de rebus Frederici II imperatoris (prima edizione del XIII secolo), ci attesta, ancora, che in una notte, tra il 26 ed il 30 ottobre del 1254, il re Manfredi (1232 – 1266) fuggì da Acerra e, dopo aver pernottato nel castello di Marigliano, proseguì il suo cammino per l’antico e glorioso maniero di Nusco in Irpinia. Ferdinando II d’Aragona, il 26 agosto 1479, vendette il possedimento di Marigliano, con il castello, i casali e le ville, al regio consigliere Alberico Carafa (†1501), che nel 1482 ottenne il titolo di conte di Marigliano. Carafa è ricordato, inoltre, per la ricostruzione della splendida Collegiata, del Convento di San Vito, e soprattutto – continua Galdi – per la ristrutturazione del poderoso maniero. Successivamente il castello ed il paese furono saccheggiati e distrutti dai soldati del valoroso e brutale condottiero Odet de Foix (14831485Napoli15 agosto 1528), Conte di Lautrec. Ritornata la normalità, il feudo fu concesso da Carlo V, con atto del 30 giugno 1532, a Don Ferrante Gonzaga I (1507 – 1557), Principe di Molfetta. Il feudo passò, poi, prima a Geronimo Montenegro, che nel 1578 ottenne dall’imperatore Filippo II il titolo di marchese; successivamente a Cesare Zattera che nel 1633 lo cedette per ducati 136.800, insieme ai casali, a Giulio Mastrilli (1576 † 1652), Consigliere Regio, il quale ottenne nel 1644 il titolo di duca di Marigliano. Sposò questi, nel 1596, Porzia de Ponte, figlia di Giovan Andrea dei baroni di Flumeri.  Nel 1647 il Duca Mastrilli, durante la rivolta popolare di Masaniello, fu costretto a lasciare il Castello e ritirarsi nel convento di San Vito. I Mastrilli, di generazione in generazione, attuarono tante volte molteplici restauri e lavori al castello; se ne ha traccia – conclude Guido Galdi – in un manoscritto del Duca Valiante di Avena, attuale erede del titolo di Duca di Marigliano per successione alla sua ava Maria Mastrilli di Giulio. A tal riguardo nel documento si fa menzione del Duca d. Mario Giovanni Mastrilli (1657 – 1728), che restaurò la fabbrica del castello, riducendolo non solamente in miglior forma, ma aumentandola altresì di altre fabbriche e del Duca d. Mario (1696 – 1781), che nel 1751 progettò e diresse importanti lavori. Oggi il castello è di proprietà delle Figlie di Carità di San Vincenzo de’ Paoli che lo acquistarono il 27 marzo 1935 dopo tormentate e numerose liti giudiziarie tra gli eredi della duchessa Vittoria Mastrilli di Giulio. Le suore  decisero di comprare il maniero per farne un centro di accoglienza per le anziane consorelle. Il corpo di fabbrica è stato più volte rimaneggiato, in relazione alle numerose eruzioni e terremoti. Conserva, tuttavia, ancora il suo  imponente aspetto. Delle antiche difese sono rimasti i due ponti, il fossato con i bastioni interni e le torri angolari. E’ scomparsa invece la famosa torre, inglobata probabilmente al secondo piano, fatta costruire dal Duca d. Mario Giovanni.  

Somma Vesuviana, Covid 19, una testimonianza: “Mi sono ammalato e ora…”

Riceviamo e pubblichiamo l’accurata testimonianza  di un cittadino che si è ammalato di Coronavirus provando sulla sua pelle l’inefficienza del sistema che dovrebbe garantirci tutti.   “Mi sono ammalato il 30 settembre presentando sintomi come mal di testa forte, febbre a 39.5°C. e una forte tosse.  Ho avvisato immediatamente il medico di base, la dottoressa Maria Felicia Mocerino, e in seguito al suo piano curativo, parallelamente, ha inoltrato la richiesta del tampone il 01 ottobre. Quest’ultimo è stato eseguito il 3 ottobre. Poiché vivo con la mia famiglia, i miei familiari, mio padre, mia mamma e mia sorella, prendendo atto della mia situazione clinica, da subito si sono posti autonomamente, senza che la legge lo prevede, in quarantena fiduciaria, restando in attesa dell’esito del tampone che doveva giungere in 48 ore, con un limite massimo di 72 ore a partire dal 3 ottobre. Ma l’esito di questo tampone non è mai arrivato. In attesa dell’esito, mia sorella, il giorno 09 ottobre, si è recata autonomamente al centro ALMA CENTER SERVIZI MEDICALI S.R.L che, privatamente, l’esecuzione e l’esito del tampone è stato rilasciato in giornata con un risultato, ahimè, positivo al SARS COV-2. Avvisata dell’esito di mia sorella, la dottoressa  pone da protocollo la mia famiglia ufficialmente  in quarantena il 9 ottobre, nonostante la stessimo già facendo in maniera autonoma dal 30 settembre in seguito ai miei sintomi. Inoltre, la dottoressa comunica all’Asl  la positività di mia sorella e l’Asl doveva contattarci per le direttive e per eseguire i tamponi in famiglia vista la positività di mia sorella e l’attesa del mio tampone fatto il 3 ottobre. C’è stato solo un silenzio da parte dell’Asl. (L’Asl dopo la positività di mia sorella ci contatterà solo il 17 ottobre. ) In questa ansiosa attesa dell’esito del mio tampone fatto a domicilio con l’Asl il 3 ottobre, ho provato a: -Chiamare l’ Asl di Marigliano senza mai ricevere una risposta!; -Chiamare lo Zooprofilattico di Portici (dove fortunatamente mi hanno risposto e si sono accertati che lì, il tampone fatto a domicilio a nome mio, non è mai arrivato e pertanto era all’altro Zooprofilattico che si occupa di analizzare i tamponi, lo Zooprofilattico di Nola); -Chiamare lo Zooprofilattico di Nola senza mai ricevere una risposta!; -Scrivere al Sindaco via email, in cui, specifico la  irreperibilità dell’Asl per conoscere l’esito del mio tampone. Il sindaco si rende subito disponibile e  si attiva per sollecitare l’asl ad effettuare due tamponi per mio padre e mia madre al drive in di Marigliano per il giorno 13 ottobre; -Sollecitare e contestare telematicamente l’ Asl Napoli 3 Sud per il forte ritardo rispondendomi che “è vostra la valutazione e responsabilità dell’urgenza del riscontro”. Il 12 ottobre, privatamente con l’ALMA CENTER, effettuiamo a domicilio (in quanto in quarantena) i tamponi per me (dato che io ancora non avevo ricevuto risposta di quello del 3 ottobre), mio padre e mia madre, tranne mia sorella che era già stata accertata la sua positività il 9 ottobre. I risultati saranno: positivo io e mio padre e negativa mia madre. Il 13 ottobre, grazie al sollecito  del Sindaco,  mio padre e mia madre sono posti nella lista per effettuare il tampone al drive in a Marigliano. I risultati saranno: positivo mio padre e positiva mia madre che, la sera prima aveva effettuato il tampone a domicilio tramite l’ALMA CENTER risultando negativa! La chiamata dell’Asl, dopo quattro positività in famiglia a partire dal 9 ottobre,  arriva  solo il lontano 17 ottobre, comunicandoci cosa fare e quando dover ripetere i tamponi. Morale della vicenda è che il tampone da me eseguito il 03 ottobre ad oggi 18 ottobre  non ho avuto alcun esito e per di più sollecitando l’ASL NAPOLI3 SUD, ho ottenuto come risposta  “è vostra la valutazione e responsabilità dell’urgenza del riscontro”. Dall’esecuzione del mio tampone, se avessi avuto una risposta tempestiva non avrei, forse, contagiato altre tre persone. Per cui  altro che ricevere il risultato del tampone entro le 48 ore, sono 15 giorni e ancora non ho avuto risposta e inoltre per conoscere la positività o negatività al SARS COV 19 l’ho dovuto fare privatamente sperando che venissero a casa, perché ero in quarantena per mia sorella e non potevo uscire in quanto ero e sono ancora in attesa di un tampone fatto con dei sintomi avuti. Da questo forte ritardo si innescano i contagi a catena e pertanto il notevole aumento di quest’ultimi. Inoltre non c’è alcuna norma che afferma che le persone a contatto con un individuo che ha effettuato il tampone non debbano andare a lavoro o non debbono uscire. Grazie al buon senso familiare ci siamo posti in quarantena sin da subito, evitando un contagio a catena. in ogni modo, la nostra odissea non è ancora finita. Attendiamo l’ultimo tampone…

Napoli – Atalanta (Partita 4), un giudizio salomonico e Napoli a punteggio pieno

Napoli – Atalanta mi sorprende. Mi sorprende non perché non creda in questo Napoli recente. Mi sorprende per l’eccezionale prova degli azzurri, accompagnata e coadiuvata, però, da una partita estremamente sottotono degli avversari. Per questo il mio sarà un giudizio salomonico: una buona parte del merito va chiaramente al Napoli, ma c’è una certa parte di demerito da assegnare alla squadra di Gasperini.

La partita si gioca sostanzialmente nella prima frazione. Il Napoli parte benissimo, è fluido, pressa, trova spazi sulle fasce e tra le maglie avversarie. Di contro, l’Atalanta presenta la sua versione peggiore. Troppi gli errori dei nerazzurri, errori grossolani sia in fase propositiva, sia nel recupero palla, se ne vedono delle belle. Gli errori atalantini sono stati così ridicoli dal portarmi a pensare che avessero qualche problema di natura fisica. Il Napoli ha anche il merito di riuscire a fare tutto bene e di non sbagliare quasi nulla, va in gol 4 volte. Lozano fa una doppietta (calcia una bella palla a giro nel secondo), poi completano il quadro un altro bel fendente di Politano e finalmente la prima rete di Osimhen. Sportiello, pur con qualche colpa sull’ultimo gol di Osimhen, è il migliore dei suoi. Gli azzurri gestiscono il secondo tempo, concedendo solo il gol della bandiera agli avversari.

Il Napoli è in forma. Il Napoli è squadra. Vede germogliare dei fiori colorati tra le sue fila: Lozano, Osimhen, Politano, Mertens dicono la loro, e il resto della squadra li segue. Non ancora sorpreso da Bakayoko, mi aspetto di più da lui.

Il Napoli è a punteggio pieno: 3 partite giocate, 3 vittorie e un gol subito. Sono 3 partite perché è difficile accettare l’inspiegabile sconfitta a tavolino. Questo stralcio di campionato, il percorso vincente del Napoli e quello altalenante della Juve (confermato dal pareggio bianconero in casa del Crotone) dimostrano che il Napoli aveva tutto l’interesse di volare verso Torino, dove avrebbe incontrato una squadra non nelle migliori condizioni. Ma questa presa di coscienza era ovvia già prima della mancata Juve – Napoli, mancata soltanto a causa di decisioni superiori, delle quali la Lega dovrà prendere atto. Dal canto suo, sul campo, il Napoli dovrà continuare con questa striscia positiva.

Somma Vesuviana, Covid 19, dipendente comunale positivo: domani chiusura di tutti gli uffici

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana.

Di Sarno (Somma Vesuviana): “Le misure restrittive starebbero portando a risultati non negativi ma ho ordinato per la giornata di domani la chiusura di tutti gli edifici comunali. Purtroppo un dipendente è risultato positivo, si tratta però di contagio maturato in ambiente familiare. Domani sanificazione di tutti gli edifici comunali e da domani chiusura per 5 giorni anche dell’Asl”.

“Dai controlli effettuati un dipendente comunale è risultato positivo al Covid, si tratta  di un caso maturato al di fuori dell’ambiente municipale. Io però ho ordinato la chiusura di tutti gli edifici comunali e l’immediata sanificazione di tutti gli ambienti. Domani dunque a Somma Vesuviana chiusura di tutti gli edifici comunali con sanificazione. Ho ordinato anche la chiusura per 5 giorni dell’Asl in quanto ci sarebbero casi sui quali sono in corso approfondimenti. Al momento siamo passati dallo scorso fine settimana che aveva fatto registrare 36 positivi in due giorni ai 14 positivi di questo fine settimana. Venerdì avevamo un nuovo positivo, poi nella serata di ieri è giunta la notizia di altri 13 positivi. Il rigoroso rispetto delle norme adottate 10 giorni fa, mascherina all’aria aperta sempre, chiusura precauzionale delle scuole per limitare i contagi extrascolastici starebbe iniziando a funzionare. E’ importante sottolineare che tra i positivi registrati a Somma Vesuviana abbiamo giovani di 15 – 16 anni. Dunque l’appello è rivolto ai genitori e a voi ragazzi: rispettate le norme con mascherina all’aria aperta, igienizzazione delle mani e distanziamento. I controlli non mancano ma i 15 vigili urbani sono pochi”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano.

 Il sindaco ha riorganizzato tutta la macchina dell’assistenza a domicilio soprattutto per gli anziani.

“A dire il vero la macchina dell’accoglienza non si è mai fermata – ha concluso Di Sarno – e tutte le associazioni di protezione civile, sono disponibili ad aiutare la popolazione affetta da Covid, che ha bisogno di ritirare farmaci e/o generi di prima necessità, ma anche gli anziani che non possono uscire di casa. Dalla prossima settimana sarà disponibile anche la Croce Rossa. A loro il mio pieno apprezzamento”.

Ed ecco i numeri:

Protezione Civile Corpo Volontari di Pronto Intervento Tel 081 – 8995906 dalle ore 09:00 alle 21:00

Cobra 2 –  Tel 081  – 8996340 dalle ore 17:00 fino alle 21:00

Dalla prossima settimana sarà disponibile la Croce Rossa nei giorni di martedì, giovedì e sabato al  Tel 3312339074 dalle ore 17 in poi

Sant’Anastasia, “Una città in salute” compie uno scatto in avanti con il messaggio “per il progresso di Sant’Anastasia”

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Riceviamo e pubblichiamo  Prima di intraprendere un nuovo e impegnativo cammino, ci pare doveroso spendere due parole di riconoscenza. Ed è per questo che ringraziamo Vincenzo Iervolino, artefice di un laboratorio culturale, sociale e territoriale capace di mescolare realtà assai diverse ma al tempo stesso consapevoli e determinate. Adesso, però, Una città in salute compie un ulteriore scatto di maturità, si alza sulle proprie gambe e radicalizza in favore della comunità una strutturata missione progettuale. All’interno del simbolo, che ci ha accompagnato lungo tutta la campagna elettorale, campeggia il messaggio: per il progresso di Sant’Anastasia. Nel nostro impegno, iniziato appunto con la candidatura a Sindaco per Sant’Anastasia Di Vincenzo Iervolino, abbiamo fin da subito connotato l’agenda politica su tematiche che riteniamo fondamentali. Le politiche sociali, la scuola, l’ambiente, ci hanno offerto la possibilità di portare a conoscenza dei cittadini una visione di sviluppo amministrativo incentrata sulla modernità, sulla capacità di rispondere ai bisogni del paese attraverso competenze e strumenti adatti ai tempi. Ecco, questo è per noi progresso. Ma progresso vuol dire anche un paese finalmente libero da vecchie logiche clientelari, da una politica miope e gretta che ha prodotto soltanto disservizi e arretratezze. Da tutto questo, noi, prendiamo le distanze. A partire da oggi, Una città in salute apre il suo percorso politico e associativo a chiunque voglia contribuire alla costruzione di un confronto pluralista e collegiale. Non ci interessano vecchie beghe di sezione, lotte intestine e improduttive per il potere. Una città in salute garantirà alla nostra Sant’Anastasia proposte sempre attente al bene comune. Alla risoluzione dei problemi. Porterà avanti, giorno dopo giorno, l’entusiasmo e l’esperienza che ha saldato un gruppo di uomini e donne deciso a non arrendersi, mai. Una Città in Salute – per il progresso di Sant’Anastasia   logo-cittainsalute-prog (1)

Pomigliano, due maestre della Duchessa d’Aosta positive al Covid. L’annuncio del Comune

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Due maestre della scuola dell’infanzia Duchessa d’Aosta sono risultate positive al Covid 19. Lo ha confermato ieri il Comune, che controlla la fondazione proprietaria del plesso di via Imbriani. Intanto Tutte le scuole della fondazione sono state chiuse venerdì, tranne l’asilo San Rocco. “Asilo San Rocco che continuerà normalmente le sue attività anche la prossima settimana”, si specifica dalla municipalità. Ma le scuole della fondazione Duchessa d’Aosta resteranno chiuse domani, lunedì. Il plesso Duchessa d’Aosta riaprirà invece lunedì 2 novembre. “Se i test sierologici in corso – preannuncia il Comune – daranno risultati confortanti, martedì mattina riapriranno i plessi Buon Pensiero, Caiazzo e Donato Guadagni”.

Pomigliano, edilizia: scattano le indagini. Poliziotto coraggio a capo dell’ufficio tecnico

    La sensazione è che ci sia voglia di trasparenza in un settore che nel Napoletano non si è mai distinto per limpidezza. Questo perché il sindaco di Pomigliano, Del Mastro, ha deciso di “commissariare” l’ufficio tecnico del Comune, ufficialmente per motivi di scarsità di personale. Ma a giudicare dal nome del nuovo capo designato dell’ufficio urbanistico sembra proprio che le cose stiano diversamente. Il nuovo responsabile dell’ufficio nominato dal sindaco è infatti il comandante della polizia municipale, il colonnello Luigi Maiello, giunto a Pomigliano all’inizio di quest’anno. Per lui quindi doppio incarico. Maiello è il poliziotto municipale che di recente, quando era comandante ad Afragola, si è distinto per un’indagine sul clan Moccia e, passato al comando di Nola, per altre inchieste sulla criminalità. Pure a Pomigliano ha avviato un’inchiesta sul mattone facile. Ha spedito alla Procura di Nola un’informativa di reato sull’abbattimento dello storico cinema Mediterraneo, nel centro storico. Al suo posto si sta realizzando un moderno condominio di 50 appartamenti, ai sensi della legge sul piano casa. Piano casa che però sta facendo sollevare sospetti dopo un ricorso del parroco della chiesa madre di San Felice, don Peppino Gambardella, a seguito del quale il Tar ha annullato una licenza edilizia del Comune dichiarandola illegittima, licenza con cui è stato abbattuto un altro storico edificio per fare spazio a un condominio. Le decisioni del Tar hanno fatto bloccare i lavori, fermi a un rustico di due piani. Data l’immediata esecutività della sentenza il sindaco potrebbe far demolire sin da ora l’immobile, la cui mole ha ristretto una strada del centro storico già angusta. Intanto si apprende che Maiello intenda indagare su numerose licenze edilizie..

Somma Vesuviana, scuole chiuse , Di Sarno: “Chiedo scusa ai ragazzi ma prometto che riapriremo appena sarà possibile”

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana  

Di Sarno (Somma Vesuviana): “Più di una settimana fa avevamo sospeso la didattica in presenza in molte scuole della città e reintrodotto l’obbligo della mascherina all’aria aperta responsabilizzando i nostri cittadini, condannando anche lo svolgimento di feste private. Il risultato? Lo scorso fine settimana avevamo registrato 36 casi in 24 ore. Ieri uno solo.

Certo non dobbiamo cantare vittoria ma credo che la scuola non sia un problema ma opportunità e mi sto battendo affinché tutte le scuole di Somma abbiano finalmente i banchi monoposto e credo che fare chiusure di massa di bar e ristoranti o altre attività porti solo al danno economico e sociale. Noi istituzioni dobbiamo responsabilizzare i nostri cittadini! Dove sono ora i nostri studenti? A seguire le lezioni grazie al sacrificio di dirigenti e docenti”.

“Nella giornata di ieri abbiamo registrato un solo caso positivo. Non dobbiamo e non possiamo cantare vittoria ma la politica basata sulla responsabilità soggettiva delle persone sembrerebbe portare i primi risultati. Abbiamo reintrodotto l’obbligo delle mascherine all’aria aperta prima delle nuove ordinanze e siamo il primo Comune ad averlo fatto. Siamo stati i primi a chiudere le scuole, la scorsa settimana di concerto con i dirigenti scolastici avevamo già chiuso i plessi delle medie, le elementari del Terzo Circolo Didattico ed il plesso capoluogo del Primo Circolo Didattico, appena avuta la notizia di qualche caso comunque extrascolastico.  Abbiamo creduto fermamente nell’apertura delle scuole programmandola per l’1 di Ottobre, attrezzando a tempi di record uscite ed entrate secondarie. La chiusura delle scuole pur se un atto forte e triste è stata dettata dal buon senso perché in molte scuole non sono arrivati ancora i banchi monoposto per i quali con i dirigenti mi sto battendo e anche per spezzare o almeno rallentare l’incrocio della catena di contagi esterna all’ambiente scolastico che iniziava a crescere. Chiedo scusa ai ragazzi ma prometto che riapriremo appena sarà possibile. In questo momento abbiamo 140 casi totali di cui 91 positivi attuali ed abbiamo 127 persone in isolamento. Nella giornata di ieri un solo positivo”. Lo ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano.

Didattica a Distanza anche il Sabato.

“Gli stessi dirigenti scolastici hanno immediatamente attivato la didattica a distanza organizzando anche un metodo di organizzazione davvero innovativo. Infatti la Didattica a Distanza è stata estesa anche al Sabato – ha continuato Di Sarno –  per evitare che i ragazzi non andando a scuola potessero aggregarsi senza regole magari per strada. Dove sono ora i nostri studenti? E’ la domanda fatta dal ministro Azzolina oggi. Bene posso dire che i nostri studenti, in questo momento stanno facendo il loro dovere e dunque stanno seguendo la Didattica a Distanza grazie al sacrificio dei dirigenti scolastici”.

I positivi non possono lasciare l’isolamento.

“I soggetti positivi assolutamente, non sono autorizzati ad uscire dalla propria abitazione – ha ricordato Di Sarno anche con un post social – in quanto mettono a repentaglio la salute delle persone e sono perseguibili a norma di legge. Ai tanti che mi chiedono maggiori controlli sull’uso delle mascherine, ricordo che nel caso specifico dei Vigili Urbani abbiamo circa 15 vigili tra personale che opera in ufficio e personale che opera fuori e spesso anche i Vigili sono impegnati in queste attività di controllo a domicilio. Ho chiesto al Prefetto un potenziamento delle Forze dell’Ordine con il Coordinamento della Polizia Municipale, ho chiesto anche l’arrivo della Polizia Provinciale. I vigili urbani di Somma Vesuviana stanno espletando un lavoro egregio sul territorio sommese ed hanno effettuato anche controlli presso le attività”.

Il sindaco ha riorganizzato tutta la macchina dell’assistenza a domicilio soprattutto per gli anziani.

“A dire il vero la macchina dell’accoglienza non si è mai fermata – ha concluso Di Sarno – e tutte le associazioni di protezione civile, sono disponibili ad aiutare la popolazione affetta da Covid, che ha bisogno di ritirare farmaci e/o generi di prima necessità, ma anche gli anziani che non possono uscire di casa. Dalla prossima settimana sarà disponibile anche la Croce Rossa. A loro il mio pieno apprezzamento”.

Raffaele Viviani, il cantore di Napoli che “recita a levare”

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Settanta anni fa moriva Raffaele Viviviani, uno dei Maestri del teatro, e non solo di quello napoletano, e poeta finissimo. La sua Napoli “recita a levare”, e cioè non attraverso i luoghi comuni del sole che splende sempre e del popolo che si nutre di canti e di gioia ininterrotta, ma attraverso i silenzi e la muta sofferenza. Non a caso i protagonisti di uno splendido “atto unico” sono dei suonatori ciechi.  Una nota di Paliotti su Pasquariello.     E chi ve po’ scurdà’ / uocchie c’arraggiunate / senza parlà   Ci sono due Napoli, diceva Domenico Rea: una “recita a mettere”: è la Napoli del barocco che tracima, degli stereotipi impastati con la luce, con le lacrime, anche con i sospiri, che abbiano però un timbro tenorile; l’altra è la “Napoli che recita a levare”, che è un esercizio di stile non meno difficile e complesso, anche perché il lessico essenziale e la sintassi scarna non chiamano immediatamente l’applauso. Il maestro della maniera a levare è Viviani: è lui che ha dimostrato, per primo, che anche il realismo sgrassato e smagrito è una maniera. Una maniera che non meno dell’altra può produrre esiti fantastici, da suscitare l’invidia dei più allupati artefici del baroccheggiare  . Prendiamo l’atto unico La musica dei ciechi . Nella luce calda del Borgo Marinari, davanti al mare sfavillante, cinque suonatori, tutti ciechi e tutti dignitosamente miserabili, suonano per i passanti musiche di vario genere, anche di Franz Lehar, mentre Don Alfonso, che fa da accompagnatore e da impresario – anche lui è cieco di un occhio – tende il piattino degli oboli ai buoni di cuore. Nannina, moglie di Ferdinando il contrabbassista, si apparta con Don Alfonso per chiedergli un prestito, un ostricaro che ha il suo banco lì vicino avverte il marito: Prufesso’, arapite ll’uocchie, e il cieco contrabbassista ribatte, amaro, è ‘na parola. Il lessico della lingua napoletana è ricco di metafore connesse all’idea del vedere , e Viviani, sfruttando la cosa fino in fondo e con finezza, condisce di paradossi alcune battute messe in bocca ai ciechi. Persuaso dalle parole dell’ostricaro che Nannina gli faccia le corna, Ferdinando recita una scena di gelosia, abbandona il gruppo, si mette a cantare e a suonare da solo: intona  Ch’ella mi creda, dalla Fanciulla del West  di Puccini, ma non ce la fa a portare a termine l’impresa, e perciò passa a  Pusilleco addiruso , che non è adatta né alla sua voce, né al suo spirito: il cappello, poggiato a terra per ricevere gli oboli, resta vuoto. E allora egli, sentendosi perso, chiama in aiuto la moglie, e l’autore dispone che Nannina accorra da lui con grande amore  e gli dica, con amarezza. Ferdina’, Ferdina’, chi vuoi che me guarda a mme? Tu fai chesto pecché nun me saie.. Ferdina’ io so’ brutta. . Lunga pausa, avverte l’autore. Viviani ha rovesciato sistematicamente tutti i fondamentali stereotipi dell’altra Napoli: la luce, ‘a vista ‘e ll’uocchie, il canto e la musica consolatori.  La retorica della Napoli a levare vuole che le pause e i silenzi contino più delle parole, anche perché chiacchiere e tabbacchère ‘e legno, ‘o Banco ‘e  Napule nun ne ‘mpegna. Le scene più importanti di Eduardo e i saggi più strepitosi dell’arte di Totò e di Peppino sono costruiti su questo principio, e di conseguenza non trascurano l’altro principio, e cioè che il corpo impone la sua legge ai sentimenti. L’ostricaro spione e passaguai chiede a Ferdinando come fa un cieco ad accorgersi ca scura notte, che sono scese le tenebre, e Ferdinando gli spiega che è lo stomaco che li avverte, quanno ‘a panza se fa sentì, vo’ di’ ca è scurato notte. E’ la stessa forza che in Miseria e Nobiltà spinge Totò a riempirsi di spaghetti le tasche e i disoccupati della  Festa di Piedigrotta  di Viviani a cantare  che, se a Napoli ci fosse la ciminiera  di una fabbrica, fumerebbe solo per cuocere pasta e fasule. La retorica del levare pare che riduca il canto a prosa: ma è un gioco di specchi, perché nella realtà accade esattamente il contrario: è la prosa che si eleva al canto. Anche Gennaro Pasquariello non era bello: ma lo diventava, garantisce Vittorio Paliotti, non appena incominciava a cantare. E quando gli si paravano dinanzi note per cui la sua voce non era attrezzata, piuttosto che abbandonarsi a virtuosismi, si rifugiava onestamente nel parlato, e anche il parlato come per sortilegio diventava canto. Prima ancora che cantare, Pasquariello narrava, e narrava, appunto, con un filo di voce. Questa Napoli altra ha ispirato ad Alfredo Falconi Fieni una delle immagini più belle della poesia napoletana messa in musica: E chi ve po’ scurdà’ / uocchie c’arraggiunate / senza parlà. L’ arraggiunare di questi occhi non è l’italiano ragionare: è dire tutto con un solo lungo sguardo, attraverso le variazioni della sua luce: è dirlo ad un altro sguardo, che è capace di capire, perché già sa, ma vuole sentire di nuovo quello che sa. La maniera del levare privilegia il procedimento stilistico della negazione, la retorica del non. Mastriani è il primo scrittore della Napoli del non : nel vico Zappari, presso l’ Arco del Pendino, egli ha  messo  una stanza che aveva il cesso, ma non la cucina, il carbonio ma non l’aria, la notte ma non il giorno. I miserabili di Mastriani non hanno né nome, né cognome, ma solo il soprannome. Nun tene cielo ‘ a vedè né terra ‘a cammenà