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Il poderoso castello è stato rimaneggiato molte volte, in relazione alle numerose eruzioni e terremoti. Conserva, tuttavia, ancora il suo imponente ed artistico aspetto. Delle antiche difese sono rimasti i due ponti, il fossato con i bastioni interni e le torri angolari. E’ scomparsa invece la famosa torre, inglobata probabilmente a partire dal secondo piano, fatta costruire dal Duca d. Mario Giovanni Mastrilli.

Marigliano esisteva certamente in epoca romana insieme a Somma e ad altri centri della zona, e ciò è dimostrato dalle innumerevoli tombe, lapidi e statue che si sono ritrovate e che si rinvengono tuttora sul territorio. I primi documenti scritti, però, su Marigliano sono di epoca longobarda, quando il paese dipendeva dal Ducato di Napoli. Gli atti sono datati dal 915 in poi e riguardano sia la Terra principale che i casali di Casaferro, Faibano e Brusciano, come afferma il compianto storico locale Cav. Guido Galdi.

L’abitato, come la maggior parte delle città medievali, fu sempre attorniato da una muratura fino alla metà del XIX secolo. Il castello, in particolare, occupava l’angolo nord – est della cinta quasi rettangolare, che prevedeva quattro porte al centro dei quattro lati. Tale topografia è uno degli elementi che avvalorano la tesi di diversi autori che vogliono la città di Marigliano originata dai Castra Claudina eretti nelle guerre puniche. Una delle prime notizie storiche sul castello è citata dallo storico Alessandro Di Meo (1726 – 1786), il quale, nei suoi Annali critico- diplomatici del Regno di Napoli, afferma che nel 1134 “…il Duca di Napoli, il Principe ed il Conte Rainulfo, adunate genti quante ne potevano, andarono ad accamparsi non lungi da Nola, a Marigliano, Castello di Roberto di Medana”. Il notaio e scriba Falcone da Benevento, invece, lasciò nel suo Chronicon Sanctae Sofiae (1092) un riferimento molto importante: …et eis ita congregatis apud Castellum Marilianum exercitus ipse Castramentus est. Tali notizie, fuse insieme, ci confermano che Roberto di Medania (c. 1087 – c. 1134), della famiglia dei Conti di Buonalbergo, figlio di Goffredo di Medania e  Sica Sanseverino, fu il primo feudatario di Marigliano, che nel 1134 oltre a servirsi militarmente della terra, aveva sicuramente ricevuto il castello con il feudo. Un’altra importante notizia, riportata nell’anonimo saggio storico Historia de rebus Frederici II imperatoris (prima edizione del XIII secolo), ci attesta, ancora, che in una notte, tra il 26 ed il 30 ottobre del 1254, il re Manfredi (1232 – 1266) fuggì da Acerra e, dopo aver pernottato nel castello di Marigliano, proseguì il suo cammino per l’antico e glorioso maniero di Nusco in Irpinia.

Ferdinando II d’Aragona, il 26 agosto 1479, vendette il possedimento di Marigliano, con il castello, i casali e le ville, al regio consigliere Alberico Carafa (†1501), che nel 1482 ottenne il titolo di conte di Marigliano. Carafa è ricordato, inoltre, per la ricostruzione della splendida Collegiata, del Convento di San Vito, e soprattutto – continua Galdi – per la ristrutturazione del poderoso maniero. Successivamente il castello ed il paese furono saccheggiati e distrutti dai soldati del valoroso e brutale condottiero Odet de Foix (14831485Napoli15 agosto 1528), Conte di Lautrec. Ritornata la normalità, il feudo fu concesso da Carlo V, con atto del 30 giugno 1532, a Don Ferrante Gonzaga I (1507 – 1557), Principe di Molfetta. Il feudo passò, poi, prima a Geronimo Montenegro, che nel 1578 ottenne dall’imperatore Filippo II il titolo di marchese; successivamente a Cesare Zattera che nel 1633 lo cedette per ducati 136.800, insieme ai casali, a Giulio Mastrilli (1576 † 1652), Consigliere Regio, il quale ottenne nel 1644 il titolo di duca di Marigliano. Sposò questi, nel 1596, Porzia de Ponte, figlia di Giovan Andrea dei baroni di Flumeri.  Nel 1647 il Duca Mastrilli, durante la rivolta popolare di Masaniello, fu costretto a lasciare il Castello e ritirarsi nel convento di San Vito.

I Mastrilli, di generazione in generazione, attuarono tante volte molteplici restauri e lavori al castello; se ne ha traccia – conclude Guido Galdi – in un manoscritto del Duca Valiante di Avena, attuale erede del titolo di Duca di Marigliano per successione alla sua ava Maria Mastrilli di Giulio. A tal riguardo nel documento si fa menzione del Duca d. Mario Giovanni Mastrilli (1657 – 1728), che restaurò la fabbrica del castello, riducendolo non solamente in miglior forma, ma aumentandola altresì di altre fabbriche e del Duca d. Mario (1696 – 1781), che nel 1751 progettò e diresse importanti lavori. Oggi il castello è di proprietà delle Figlie di Carità di San Vincenzo de’ Paoli che lo acquistarono il 27 marzo 1935 dopo tormentate e numerose liti giudiziarie tra gli eredi della duchessa Vittoria Mastrilli di Giulio. Le suore  decisero di comprare il maniero per farne un centro di accoglienza per le anziane consorelle. Il corpo di fabbrica è stato più volte rimaneggiato, in relazione alle numerose eruzioni e terremoti. Conserva, tuttavia, ancora il suo  imponente aspetto. Delle antiche difese sono rimasti i due ponti, il fossato con i bastioni interni e le torri angolari. E’ scomparsa invece la famosa torre, inglobata probabilmente al secondo piano, fatta costruire dal Duca d. Mario Giovanni.