Somma Vesuviana, Covid 19, una testimonianza: “Mi sono ammalato e ora…”

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Riceviamo e pubblichiamo l’accurata testimonianza  di un cittadino che si è ammalato di Coronavirus provando sulla sua pelle l’inefficienza del sistema che dovrebbe garantirci tutti.

 

“Mi sono ammalato il 30 settembre presentando sintomi come mal di testa forte, febbre a 39.5°C. e una forte tosse.  Ho avvisato immediatamente il medico di base, la dottoressa Maria Felicia Mocerino, e in seguito al suo piano curativo, parallelamente, ha inoltrato la richiesta del tampone il 01 ottobre.
Quest’ultimo è stato eseguito il 3 ottobre.

Poiché vivo con la mia famiglia, i miei familiari, mio padre, mia mamma e mia sorella, prendendo atto della mia situazione clinica, da subito si sono posti autonomamente, senza che la legge lo prevede, in quarantena fiduciaria, restando in attesa dell’esito del tampone che doveva giungere in 48 ore, con un limite massimo di 72 ore a partire dal 3 ottobre. Ma l’esito di questo tampone non è mai arrivato.

In attesa dell’esito, mia sorella, il giorno 09 ottobre, si è recata autonomamente al centro ALMA CENTER SERVIZI MEDICALI S.R.L che, privatamente, l’esecuzione e l’esito del tampone è stato rilasciato in giornata con un risultato, ahimè, positivo al SARS COV-2.

Avvisata dell’esito di mia sorella, la dottoressa  pone da protocollo la mia famiglia ufficialmente  in quarantena il 9 ottobre, nonostante la stessimo già facendo in maniera autonoma dal 30 settembre in seguito ai miei sintomi. Inoltre, la dottoressa comunica all’Asl  la positività di mia sorella e l’Asl doveva contattarci per le direttive e per eseguire i tamponi in famiglia vista la positività di mia sorella e l’attesa del mio tampone fatto il 3 ottobre. C’è stato solo un silenzio da parte dell’Asl.
(L’Asl dopo la positività di mia sorella ci contatterà solo il 17 ottobre. )

In questa ansiosa attesa dell’esito del mio tampone fatto a domicilio con l’Asl il 3 ottobre, ho provato a:

-Chiamare l’ Asl di Marigliano senza mai ricevere una risposta!;

-Chiamare lo Zooprofilattico di Portici (dove fortunatamente mi hanno risposto e si sono accertati che lì, il tampone fatto a domicilio a nome mio, non è mai arrivato e pertanto era all’altro Zooprofilattico che si occupa di analizzare i tamponi, lo Zooprofilattico di Nola);

-Chiamare lo Zooprofilattico di Nola senza mai ricevere una risposta!;

-Scrivere al Sindaco via email, in cui, specifico la  irreperibilità dell’Asl per conoscere l’esito del mio tampone. Il sindaco si rende subito disponibile e  si attiva per sollecitare l’asl ad effettuare due tamponi per mio padre e mia madre al drive in di Marigliano per il giorno 13 ottobre;

-Sollecitare e contestare telematicamente l’ Asl Napoli 3 Sud per il forte ritardo rispondendomi che “è vostra la valutazione e responsabilità dell’urgenza del riscontro”.

Il 12 ottobre, privatamente con l’ALMA CENTER, effettuiamo a domicilio (in quanto in quarantena) i tamponi per me (dato che io ancora non avevo ricevuto risposta di quello del 3 ottobre), mio padre e mia madre, tranne mia sorella che era già stata accertata la sua positività il 9 ottobre.
I risultati saranno: positivo io e mio padre e negativa mia madre.

Il 13 ottobre, grazie al sollecito  del Sindaco,  mio padre e mia madre sono posti nella lista per effettuare il tampone al drive in a Marigliano.
I risultati saranno: positivo mio padre e positiva mia madre che, la sera prima aveva effettuato il tampone a domicilio tramite l’ALMA CENTER risultando negativa!

La chiamata dell’Asl, dopo quattro positività in famiglia a partire dal 9 ottobre,  arriva  solo il lontano 17 ottobre, comunicandoci cosa fare e quando dover ripetere i tamponi.

Morale della vicenda è che il tampone da me eseguito il 03 ottobre ad oggi 18 ottobre  non ho avuto alcun esito e per di più sollecitando l’ASL NAPOLI3 SUD, ho ottenuto come risposta  “è vostra la valutazione e responsabilità dell’urgenza del riscontro”.

Dall’esecuzione del mio tampone, se avessi avuto una risposta tempestiva non avrei, forse, contagiato altre tre persone. Per cui  altro che ricevere il risultato del tampone entro le 48 ore, sono 15 giorni e ancora non ho avuto risposta e inoltre per conoscere la positività o negatività al SARS COV 19 l’ho dovuto fare privatamente sperando che venissero a casa, perché ero in quarantena per mia sorella e non potevo uscire in quanto ero e sono ancora in attesa di un tampone fatto con dei sintomi avuti.
Da questo forte ritardo si innescano i contagi a catena e pertanto il notevole aumento di quest’ultimi.

Inoltre non c’è alcuna norma che afferma che le persone a contatto con un individuo che ha effettuato il tampone non debbano andare a lavoro o non debbono uscire. Grazie al buon senso familiare ci siamo posti in quarantena sin da subito, evitando un contagio a catena. in ogni modo, la nostra odissea non è ancora finita. Attendiamo l’ultimo tampone…