RC AUTO, Paolo Russo (FI): “Nel lockdown le compagnie hanno risparmiato 1 miliardo: va restituito ai cittadini ”

Riceviamo e pubblichiamo

“Durante il lockdown le compagnie assicurative hanno risparmiato oltre un miliardo perché si è ridotto il numero degli incidenti stradali. Il presidente dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni lo ha confermato oggi, ma si tratta esattamente delle stesse previsioni che, più di sei mesi fa, ispirarono il mio emendamento al decreto Cura Italia per  ottenere la proroga della Rc Auto per   tutto il periodo in cui le auto e le moto dei cittadini sono state ferme in garage. Mi sono sgolato: con il collega Novelli  in commissione Bilancio  e nell’aula di Montecitorio  cercammo  di far comprendere in tutti modi che sarebbe stato necessaria la proroga dei contratti,  ma non servì a nulla.  Dalle parti del Governo prevalse la lobby delle compagnie di assicurazione a danno dei cittadini e degli automobilisti. Bocciando il mio emendamento  la maggioranza si è resa complice di un ingiusto guadagno e di uno scippo ai danni degli automobilisti”: così il deputato Paolo Russo, responsabile nazionale del dipartimento per le politiche del Mezzogiorno di Forza Italia.

 “Il Governo provveda subito a restituire il miliardo e trecento milioni indebitamente incassato dalle compagnie e li rimetta nelle tasche dei cittadini. Se non lo farà siamo pronti a presentare un emendamento in tal senso”, conclude il deputato.

Nola, elezioni ordine dei commercialisti: la lista di Felice Rainone “Continuità e innovazione”

Riceviamo e pubblichiamo “Continuità e innovazione”, la lista che con Felice Rainone si candida alla guida del consiglio dell’ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Nola (Odcec). Nola. “Continuità e innovazione”, un nome non casuale quello scelto dalla lista in lizza per il rinnovo del consiglio dell’ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Nola e del collegio dei revisori dei conti che vede come candidato presidente Felice Rainone. Un motto che è alla base del programma che intendono portare avanti i candidati a sostegno di Rainone: Antonio Ottaiano Graziano Serpico (classe 1964) Luigi Bifulco, Giuseppe Fedele, Adele Aliperta, Pasquale Forni, Domenico Molisso, Gaetano Fusco, Roberto Ugliano, Roberto Stampati, Vincenzo Del Vecchio, Giovanni Fierro, Giuseppina Ciccarelli, Domenico Bellobuono e Rosario Bifulco. Candidati alla carica di revisore dei conti dell’Ordine: Lucio Amato, Antonio Alfieri e Massimo Rubino. Si vota nei giorni 5 e 6 novembre 2020 e la lista di Rainone basa il suo impegno proprio sulla continuità perché rappresenta una successione del consiglio attualmente in carica, ad eccezione di due consiglieri e del presidente uscente Domenico Ranieri, al vicepresidente Gerardo Vicedomini e al segretario Giuseppe Papa che non sono nuovamente candidati perché il regolamento del Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti non prevede più di due mandati consecutivi all’interno del Consiglio, questo però non vuol dire che mancherà il loro appoggio, anzi. “Proponiamo di continuare sulla strada intrapresa del Consiglio uscente che ha attuato una gestione oculata, attenta e trasparente”, commentano i candidati della lista “Continuità e innovazione”, “che ha raggiunto gli obiettivi che si erano prefissati. Finalmente si è ottenuta la riduzione delle voci di spesa e l’ottimizzazione dei risultati per il nostro ente, abbiamo migliorato l’offerta formativa in termini quantitativi e qualitativi proponendo la partecipazione di relatori d’eccezione, relatori di altissima professionalità e di prestigio. Inoltre abbiamo garantito la rotazione dei convegni e dei corsi nei vari Comuni che fanno parte della circoscrizione del tribunale di Nola. Tutto questo al fine di agevolare la partecipazione per tutti i colleghi. Una continuità che è anche legata anche alla presenza all’interno della lista dei 5 consiglieri uscenti che sono: il candidato presidente Felice Rainone e i consiglieri candidati al consiglio Graziano Serpico, Luigi Bifulco, Giuseppe Fedele e Adele Aliperta. Tutti i 15 nomi sono di altissimo profilo. A dare poi ulteriore prestigio alla lista anche la scelta del capolista Antonio Ottaiano, già consigliere dell’Odcec di Nola e professionista molto stimato”. Ma pure l’altro sostantivo scelto per descriversi è molto caro ai 15 candidati e al loro leader. “Nel nostro motto anche la parola innovazione”, aggiungono i sostenitori di Rainone, “perché proponiamo di innovare, di cambiare la nostra professione a seconda della evoluzione della società. Anche l’ultima emergenza sanitaria ci ha fatto comprendere come la professione di dottore commercialista si debba adeguare alle nuove esigenze e quindi abbiamo posto in essere una serie di adempimenti legati e delle misure idonee a contrastare l’emergenza. Fermo restando che la nostra professione è in continua evoluzione e di questo non si può non tener conto”. Infine, a sostenere la lista “Continuità e innovazione” anche i due neo eletti delegati alla Cassa Nazionale per i dottori commercialisti la dottoressa Florinda Aliperta e per i ragionieri il dottor Antonio Moltelo.

Napoli, scacco matto al clan camorristico “Cifrone”: arrestate 21 persone

Questa mattina, in Napoli, militari del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli, a conclusione di indagini coordinate dalla D.D.A. partenopea, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, nei confronti di  23 persone, responsabili, a vario titolo, dei reati di “associazione di tipo mafioso”, “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti”, “estorsione”, “minaccia”, “detenzione e porto di armi e munizioni”, tutti reati aggravati dal fine di avvantaggiare il sodalizio camorristico. Il provvedimento trae origine da indagine condotta dalla Compagnia Carabinieri Napoli Vomero, ulteriormente riscontrata da dichiarazioni di collaboratori di giustizia, che ha permesso di: -individuare vertici e sodali del cd. clan Cifrone, eredi del sodalizio camorristico “Lo Russo”, egemone nel territorio dei quartieri di Miano, Marianella, Chiaiano, Piscinola, Don Guanella, Colli Aminei, Sanità; -definire la struttura, le posizioni di vertice e i ruoli degli indagati nell’ambito di articolata associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, gestita da affiliati al citato clan, che commercializzavano il narcotico su singole piazze di spaccio o in compravendite all’ingrosso; -appurare, in capo ad alcuni indagati, la detenzione o il porto in luogo pubblico di 3 pistole e 3 fucili, utilizzati per minacciare alcuni commercianti; -ricostruire il sistema mediante il quale il gruppo criminale ha sottoposto 11 esercenti ad estorsioni mediante intimidazioni mafiose, imponendo la fornitura di generi alimentari, costringendoli con violenza ad astenersi dal vendere nella zona sotto controllo del clan e a consegnare mensilmente somme di denaro. ***21 le persone arrestate. 2 quelle ancora irreperibili e sulle cui tracce ci sono i Carabinieri***

Sant’Anastasia, Vincenzo Spadaro: “Via Madonna dell’Arco al buio, problema annoso”

Riceviamo e pubblichiamo dall’ing Vincenzo Spadaro Conclusasi la campagna elettorale per l’elezione della nuova Amministrazione Comunale, a cui rivolgo i pragmatici auguri di buon lavoro, si ripresentano gli annosi problemi che affliggono la comunità anastasiana. Le formazioni politiche, che si sono confrontate in questa competizione, si sono presentate agli elettori con programmi e promesse più vari e allettanti per l’elettore.  Non vi abbiamo, però, trovato riscontro alla soluzione di una grave deficienza che affligge da anni il quartiere di Madonna dell’Arco. Quartiere che, ad ogni elezione comunale, viene decantato per le sue potenzialità turistiche connesse alla presenza del Santuario Mariano e da qui uno sproloquio di promesse per il suo rilancio.  Non ci si è accorti, invece, di una grave carenza di visibilità notturna presente sulla sua arteria principale, Via Madonna dell’Arco appunto. La foto a lato, scattata di sera, ne evidenzia bene la situazione. Cosa è accaduto negli anni? Una cosa molto semplice e ampiamente prevedibile. Con il passare dei decenni gli alberi, che furono piantati negli anni ’50 del secolo scorso lungo il marciapiede di destra, guardando il Santuario, sono cresciuti a tal punto in altezza da imprigionare, con il loro fogliame, gli organi illuminanti della pubblica illuminazione. La conseguenza inevitabile è che la strada, al tramonto del sole, è illuminata semplicemente dai fari delle auto che vi transitano e dalle luci delle vetrine, che determinano forti contrasti di luminanza sul manto stradale, pericolosi per la visione e, quindi, per la circolazione. La soluzione al problema è abbastanza ovvia. Occorre smantellare l’impianto attuale e ricostruirlo sul marciapiede opposto, dall’incrocio con Via Romani e sino al ponte della Vesuviana. Tale soluzione è necessaria anche perché gran parte dei pali esistenti, unitamente ai cavi elettrici ed accessori, risalgono agli anni ’70 del secolo scorso e hanno quindi già superato la loro vita utile. Questo problema si presenterà anche su altre arterie nei decenni futuri. Le piante crescono in altezza con gli anni ma non i pali della pubblica illuminazione. Purtroppo, in tutti questi anni, non c’è stata sinergia tra la piantumazione del verde pubblico e la costruzione degli impianti di pubblica illuminazione, oltre all’assenza di coordinamento degli uffici comunali.

Somma Vesuviana, covid 19, Don Nicola De Sena: “Non abbiate paura di indossare la mascherina e di essere anche controcorrente”

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Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana “E’ importante sottolineare che tra i positivi registrati a Somma Vesuviana abbiamo giovani di 15 – 16 anni. Dunque l’appello è rivolto ai genitori – ha dichiarato il sindaco Di Sarno – e a voi ragazzi: rispettate le norme con mascherina all’aria aperta, igienizzazione delle mani e distanziamento. I controlli non mancano ma i 15 vigili urbani sono pochi”. L’appello dei parroci. “Cari giovani siate responsabili e ricordate che il mondo non gira solo attorno a noi stessi – ha dichiarato Padre Nicola De Sena, chiesa di San Domenico di Somma Vesuviana –   ma è fatto di relazioni e le relazioni sono belle ed autentiche soprattutto se vivono con responsabilità. Non abbiate paura di indossare la mascherina e di essere anche controcorrente perché vale di più la nostra salute piuttosto, la nostra vita che l’immagine che vogliamo dare di noi stessi”.

“Quarant’anni fa, venti anni ora”: un racconto di poesie di padre in figlio

L’idea del giovane Michele D’Avino di un testo di poesie nacque due anni e mezzo fa, dopo il primo mese di malattia del compianto padre, docente e giornalista, Sergio D’Avino. Il figlio e il padre, a distanza di quarant’anni, tornano a incontrarsi in questo mondo utopistico creato dalla mente di ogni singolo lettore. Il libro è acquistabile su Amazon.   Michele, che cosa puoi dirci della tua vita ? “Sono nato il 26 aprile 1996 a Padova, poiché mio padre Sergio, all’epoca, era vice redattore del Gazzettino di Venezia e insegnava in una scuola media di Mestre. Ho frequentato, quindi, l’asilo nido in giro tra Mestre e Somma Vesuviana.  Con l’inizio delle scuole elementari, la mia famiglia si è  definitivamente stabilita a Somma. Nel 2015 mi sono diplomato al Liceo Scientifico E. Torricelli di Somma Vesuviana e ho iniziato, subito dopo, a frequentare la facoltà di Fisioterapia presso l’Università La Sapienza nel polo didattico distaccato di Pozzilli”. Come è nata la tua passione per la poesia? “E’ stato proprio in quei tre anni fuori sede che ho incominciato a interessarmi della poesia per sopperire alla mancanza del teatro, con cui ho iniziato a dilettarmi da amatore. Ho scritto i primi testi poetici, sentendo il bisogno di avere qualcosa da recitare. Col tempo, però, ho trovato nella poesia una vera amica con cui confrontarmi, dando sfogo alle mie emozioni. Mi sono laureato nel 2018 e, oggi, lavoro come fisioterapista in varie cliniche. Intanto, grazie alla compagnia teatrale Il Torchio di Somma Vesuviana, sono riuscito ad allacciare nuovamente i rapporti con la mia vecchia passione. Oltretutto, gestisco una piattaforma collaborativa online, che si occupa di vignette e di poesie. A riguardo, abbiamo autoprodotto un fumetto ambientato sul borgo antico del Casamale di Somma”.   Michele, parlaci di questo progetto poetico iniziato già prima della morte di tuo padre   “Mio padre Sergio, in gioventù, si occupò di giornalismo, girando in varie redazioni di quotidiani. Questo lavoro gli permise di viaggiare in un’epoca di ristrettezza economica. Al giornalismo, inoltre,  affiancò una vita politica piuttosto attiva con la speranza di poter rivoluzionare il mondo. Nel frattempo si era laureato in Scienze Motorie. Questo titolo di studio gli permise di iniziare, subito, la carriera d’insegnante. Parallelamente cresceva in lui l’amore per la poesia. A tal riguardo, due anni fa, riportai alla luce, rovistando tra varie scartoffie, numerosi suoi componimenti.  Erano poesie autografate, datate temporalmente tra gli anni 1979 – 1981: in pratica l’epoca della mia nascita. Ecco il motivo della scelta del titolo dell’opuscolo: Quarant’anni fa, vent’anni ora. Con il trascorrere dell’età, mio padre si è dedicato interamente alla scuola, non abbandonando mai l’amore per il giornalismo. A riguardo, fondò la rivista liceale Il Cactus, che non solo avvicinò tanti giovani all’arte della scrittura, ma fu più volte premiata nelle edizioni del Laboratorio di Giornalismo Cross Medial di Chianciano Terme.  Negli ultimi anni della sua carriera scolastica stava raggiungendo il culmine: era diventato Vice Dirigente del Liceo Scientifico E. Torricelli e forse in futuro, chissà, magari sarebbe diventato un bravo dirigente scolastico”.   Quale è il messaggio della vostra produzione poetica ?   “Sul libro molto è stato scritto nell’introduzione. L’obiettivo è mantenere vivo il ricordo di una persona molto cara. Ho pensato che un libro fatto di semplici foto sarebbe stato riduttivo per una uomo che, oltre ad essere padre, è stato un educatore e un punto di riferimento eccezionale. I versi intendono raccontare emozioni e sentimenti in un clima molto commovente, fatto di simboli e coincidenze. Non è un caso che in questi testi di mio padre ho ritrovato, con uno stile  e una forma completamente diversa dalla mia, le stesse argomentazioni e lo stesso stato d’animo della mia personalità. Un vero dialogo fra versi, scritti da persone diverse, in epoche diverse, con stili diversi, ma incredibilmente simili. Mio padre, comunque, era più poeta di me sia per forma che per linguaggio adoperato. Leggo poco, eppure quella contrapposizione di stili si avvicina alla perfetta descrizione di un legame padre-figlio. Alle poesie ho voluto, poi, aggiungere dei disegni in rosso, nero e bianco di mio cugino Alfredo e consorte. Anche questi hanno una preciso significato: il colore bianco indica la  fanciullezza ed è posizionato sui miei testi; il colore nero, invece, solenne e serio, è presente sopra ogni componimento  di mio padre ed infine il colore rosso, quello dell’amore e del legame, rappresenta l’eterno vincolo sentimentale con mio padre. La copertina fronte-retro, infine, è stata realizzata con gli acquarelli di mia sorella Anna Paola, che mi ha accompagnato nel lungo progetto. Anche in questo caso, i colori si ripetono, raccontando una storia a sé”.

Sant’Anastasia, Esposito nomina tre assessori

Ciro Pavone
Mario Trimarco
Non  c’è ancora la giunta al completo ma tre assessori sono già al lavoro e sono tutti tra gli eletti. Per la lista Arcobaleno, Cettina Giliberti; per SìAmo Anastasiani, Ciro Pavone; per Sant’Anastasia in Volo, Mario Trimarco.  
Cettina Giliberti
Nel decreto del sindaco Esposito non ci sono ancora le deleghe assegnate, responsabilità che saranno presumibilmente distribuite all’atto della nomina dell’intera giunta. Non è comunque peregrino ipotizzare che alla Giliberti andranno le politiche sociali, che Trimarco si occuperà del Bilancio. Quanto a Pavone, una delle deleghe dovrebbe riguardare lo sviluppo del territorio.

Somma Vesuviana, covid 19, effettuata la sanificazione: domani riaprono gli uffici comunali

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Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana  

Di Sarno (Somma Vesuviana): “Domani riapriranno gli uffici comunali, immediata è stata la sanificazione”.

Don Nicola De Sena (chiesa di San Domenico): “Cari giovani non abbiate paura di indossare la mascherina. Siate responsabili!”.

“Domani riaprono tutti gli uffici comunali di Somma Vesuviana. Erano stati chiusi in quanto, in seguito ai controlli effettuati un dipendente comunale era risultato positivo al Covid, si era trattato di un caso maturato al di fuori dell’ambiente municipale, immediata la sanificazione di tutti gli ambienti. Resteranno invece chiusi gli uffici dell’ASL che riapriranno Mercoledì. Le scuole, al momento non riapriranno prima del 30 di Ottobre”. Lo ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano.

Giovani e Covid.

“E’ importante sottolineare che tra i positivi registrati a Somma Vesuviana abbiamo giovani di 15 – 16 anni. Dunque l’appello è rivolto ai genitori – ha proseguito Di Sarno – e a voi ragazzi: rispettate le norme con mascherina all’aria aperta, igienizzazione delle mani e distanziamento. I controlli non mancano ma i 15 vigili urbani sono pochi”.

L’appello dei parroci.

“Cari giovani siate responsabili e ricordate che il mondo non gira solo attorno a noi stessi – ha dichiarato Padre Nicola De Sena, chiesa di San Domenico –   ma è fatto di relazioni e le relazioni sono belle ed autentiche soprattutto se vivono con responsabilità. Non abbiate paura di indossare la mascherina e di essere anche controcorrente perché vale di più la nostra salute piuttosto, la nostra vita che l’immagine che vogliamo dare di noi stessi”.

Nola, in giro per la città nonostante la positività al tampone: denunciato 44enne

I Carabinieri denunciano  un 44enne in giro nonostante la positività al tampone. A Nola, 14enne si scaglia contro i Carabinieri durante un controllo, denunciato   I carabinieri della Stazione di Saviano, nell’ambito di un servizio di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale di Napoli, hanno denunciato per la violazione del testo unico sulle leggi sanitarie un 44enne incensurato di San Paolo Belsito. Nonostante fosse stato posto in isolamento domiciliare perché positivo al tampone che rileva il covid-19, il 44enne è stato notato in strada, alla guida della propria autovettura. I militari lo conoscevano bene e avevano ricevuto nei giorni precedenti comunicazione sulla sua positività dal presidio sanitario locale. L’uomo dovrà rispondere della violazione alla normativa sanitaria e potrebbe rischiare incriminazione anche per epidemia colposa. Nel vicino comune di Nola, i carabinieri della sezione radiomobile del posto hanno denunciato per resistenza e porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere un 14enne di San Vitaliano già noto alle ffoo. Il minore era in compagnia di un 18enne di Saviano e insieme passeggiavano in località Boscofangone, poco lontano da un noto centro commerciale. Quando i militari hanno chiesto loro i documenti, il 14enne ha prima provato a fuggire e poi, tornato sui suoi passi, aggredito i carabinieri. Bloccato, nelle sue tasche è stato rinvenuto un coltellino a serramanico di 10 cm, poi sequestrato. E’ stato denunciato e poi riaffidato alla madre.

Somma Vesuviana, Di Sarno: ” Si alle funzioni religiose e civili ma nel rispetto delle norme anti covid”

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana.  

Di Sarno (Somma Vesuviana): “Ricordo che le funzioni religiose e civili come matrimoni e battesimi possono comunque svolgersi seppure nel rispetto delle norme. Anche al Comune avremo un matrimonio il 26 di Ottobre. Un grande apprezzamento a sacerdoti e parroci che stanno dando forte sostegno alla nostra comunità”.

Il piccolo Giovanni avrebbe dovuto ricevere il battesimo, poi il lockdown, oggi finalmente il grande giorno alla chiesa di San Domenico.

Maria Valeria ed Eugenio sono invece operatori sanitari, durante il lockdown, mentre erano in “trincea” hanno comunicato al parroco il desiderio del matrimonio ed ora si sposeranno.

Padre Nicola (chiesa di San Domenico): “Giovani sposi sono testimonianza della vittoria dell’amore. Ai giovani che non indossano la mascherina dico che valgono di più la nostra salute, la nostra vita che l’immagine che vogliamo dare di noi stessi”.

“Ricordo che matrimoni e battesimi possono tranquillamente celebrarsi, ovviamente nelle normative regolamentate tra CEI e Governo. Ringrazio i sacerdoti e parroci di Somma Vesuviana che stanno dando un forte sostegno anche morale alla nostra comunità. Oggi è comunque un giorno di luce. Presso la chiesa di San Domenico celebrato battesimo di un bambino nato poco prima della pandemia e che avrebbe dovuto svolgersi nei mesi scorsi ma bloccato dal lockdown. Auguri a tutti i bimbi, alle famiglie e a quelle coppie che nonostante l’epidemia non rinunciano ai loro sogni, al loro amore, nel rispetto ovviamente delle norme”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano.

Oggi il battesimo del piccolo Giovanni, nato poco prima del lockdown.

“Abbiamo preferito cogliere l’attimo – hanno affermato la mamma ed il papà – e finalmente nostro figlio ha ricevuto il Sacramento di Dio, dopo un periodo di sofferenza per tante persone. Quando è arrivata la chiusura abbiamo sempre sperato che la situazione potesse un attimino migliorare ed ora c’è per Giovanni la luce, la luce di Dio”.

Altra storia bella è quella di Maria Valeria e Eugenio loro operatori sanitari in trincea si sposeranno:

“Il Covid non è riuscito ad allontanarci, anzi proprio durante il lockdown abbiamo maturato l’idea del matrimonio. Un pensiero positivo durante un momento veramente buio. Per noi da un lato la responsabilità – hanno dichiarato Maria Valeria e Eugenio –  in quanto ricopriamo un ruolo che ci porta ad un impegno quotidiano come operatori sanitari, ma dall’altra parte abbiamo voluto gettare il cuore oltre le difficoltà che stiamo incontrando. Il nostro messaggio ai giovani, alle coppie è quello di non abbandonare i propri sogni perché dobbiamo andare avanti per perseguire le cose belle che la vita ci dà. Ogni giorno vediamo sofferenze ma nonostante tutto dobbiamo portare quel poco di bello che c’è all’interno delle nostre vite”.

Ed è ai giovani che si rivolge Padre Nicola De Sena, il parroco di San Domenico.

“Vedere questi giovani sposi è testimonianza della vittoria dell’amore sul Coronavirus – ha dichiarato Padre Nicola De Sena – poi come comunità cristiana dobbiamo sentirci responsabili della vita dell’altro, essere prudenti e responsabili. La Comunità cristiana sta comunque vivendo la sua vita e le celebrazioni sono sempre normate dal protocollo che la Conferenza Episcopale Italiana ha fatto con il Governo. A Somma Vesuviana, grazie anche all’operato dell’Amministrazione e ai nostri appelli, ora c’è più senso di responsabilità. Cari giovani siate responsabili e ricordate che il mondo non gira solo attorno a noi stessi ma è fatto di relazioni e le relazioni sono belle ed autentiche soprattutto se si vivono con responsabilità. Non abbiate paura di indossare la mascherina e di essere anche controcorrente perché valgono di più la nostra salute, la nostra vita, piuttosto che l’immagine che vogliamo dare di noi stessi”.