San Giuseppe Vesuviano, covid 19, l’odissea di una famiglia bloccata in casa per un mese

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  Le persone positive al covid-19 hanno vissuto e continuano a vivere in una situazione di disagio, non solo per aver contratto il virus ma anche, spesso, per l’inefficienza sanitaria. Non bastano l’ansia, la paura per se stessi e per gli altri, il timore di poter contagiare chi ha un sistema immunitario più debole, si introduce un’ulteriore dinamica che non dovrebbe esistere: l’attesa.                                                                                     Questa è la storia di una famiglia di San Giuseppe Vesuviano ma in realtà è quella di centinaia di persone costrette a vivere in situazioni di estremo disagio sia dal punto di vista psicofisico che, molto spesso, dal punto di vista economico. Madre, padre e figlio di 24 anni: è questa la famiglia in questione che ha vissuto per giorni e giorni nella paura e nella disperazione più totale. Queste persone hanno dovuto attendere per  giorni un’ASL che si precipitasse ad eseguire un tampone dopo che padre e figlio avevano presentato uno dei classici sintomi del covid: la febbre. Dopo aver fatto una cura hanno capito che molto probabilmente  non si trattava di una febbre passeggera, di una semplice influenza ma non ne avevano alcuna certezza. Questa famiglia è stata lasciata nel dubbio più profondo per 8 giorni e se per qualcuno può sembrare poco, in realtà è una vera e propria agonia per chi la vive. L’unico che continuava ad avere sintomi forti era il padre, che faceva spesso fatica a deglutire e presentava in più anche forti sintomi di ansia per la situazione vigente. Varie ambulanze sono accorse nella palazzina, una addirittura senza avere gli strumenti base necessari, ad esempio un termometro per poter ufficialmente misurare la temperatura corporea. Circa un mese chiusi in casa da soli, senza lavoro, senza poter uscire per fare la spesa o pagare una bolletta. Un mese in cui erano quasi certi di aver contratto il virus ma non vi era alcuna comunicazione ufficiale. La mamma, proprietaria di un negozio di abbigliamento per bambini, è stata costretta a chiudere per un mese senza avere la certezza di una motivazione valida. In più – “in casa si respirava un’aria di profonda angoscia per le condizioni di mio padre che continuava ad avere sintomi e noi continuavano a non sapere cosa fare né chi chiamare” – confessa il figlio ricordando quei momenti. E poi continua – “ Il sistema è scoordinato, sembra quasi che bisogna elemosinare le cure che in realtà ci sarebbero dovute.” – Per fortuna l’uomo presentava sintomi lievi e non era possibile procedere con il ricovero. Dunque, a meno che non si tratti di un codice rosso bisogna attendere. Ma attendere cosa?  Giornate intere ad aspettare in una condizione di estrema debolezza psicologica, frutto di errori su errori di chi manovra la situazione dall’alto. L’attesa non può e non deve essere così lunga, lo dice anche il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che pretende velocità ed efficienza, due caratteristiche fondamentali in una situazione di estrema emergenza come quella che l’Italia intera sta vivendo. Purtroppo, però, la realtà è ben diversa da come viene ipotizzata e fortemente sostenuta dalle Istituzioni, non ci troviamo in un film. Nella realtà, si finisce per andare a rotoli e a pagarne le conseguenze sono le persone che dovrebbero essere assistite nel minor tempo possibile. E se il minor tempo possibile è 8 giorni, allora c’è davvero qualcosa che non va.    

Covid-19, ancora dolore per la comunità di Saviano. Addio a Gabriele Pierro

Saviano piange per il lutto del fotografo Gabriele Pierro. A mesi di distanza dalla dipartita dell’ex primo cittadino, Carmine Sommese, la comunità intera si unisce al cordoglio della famiglia Pierro per la morte dell’ennesima vittima del Covid-19. Una comunità in lacrime, distrutta dal dolore che questo virus sta dispensando giorno dopo giorno, tra le ansie e le paure dei cittadini. Il comune di Saviano, dopo la più grave perdita in seguito alla dipartita dell’ex sindaco, Carmine Sommese, si unisce al cordoglio della famiglia di Gabriele Pierro. Stroncato dal Covid-19 ad appena 52 anni, il fotografo savianese era stato ricoverato a causa delle sue condizioni instabili qualche settimana fa. I primi sintomi ad essersi manifestati sono stati quelli più comuni, legati alle difficoltà respiratorie. Tutto è peggiorato circa una settimana fa quando, lo scorso sabato, a causa dell’aggravarsi della situazione clinica è stato intubato d’urgenza presso l’ospedale Covid di Boscotrecase. Questa mattina Gabriele si è spento tra le lacrime dei familiari e dell’intera comunità a cui era particolarmente legato. Con la sua macchina fotografica riusciva ad immortalare i più bei momenti anche durante gli eventi di paese, quel territorio in cui si radicavano le sue radici e da cui mai si è allontanato. La sua è stata una vita dinamica, le competenze fotografiche sono state sempre note ai più, ma non si è limitato solo a questo. I suoi interessi per il settore dell’editoria sono emersi in più occasioni, grazie alle collaborazioni in qualità di cronista freelance per varie testate. La sua morte improvvisa riporta il paese al dolore provato mesi fa, quando si volgevano gli occhi al cielo per salutare il dottore Sommese. Oggi l’intera comunità si unisce in preghiera per dare l’ultimo saluto ad un vero pilastro per il paese, alle porte di un probabile nuovo lockdown.

Somma Vesuviana, lettera a Conte e a De Luca, Di Sarno: “Fondamentale un piano di rilancio delle attività produttive”

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Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana   Di Sarno (Somma Vesuviana): “Io ed altri sindaci del vesuviano abbiamo scritto poco fa al Presidente del Governo e al Presidente della Regione. Fondamentale un piano di rilancio delle attività produttive”. Intanto il briefing stampa con presentazione degli affreschi, in programma per domani, Sabato 24 Ottobre, presso il Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo, è stato annullato. “Con un gruppo importante di sindaci dell’area vesuviana ho scritto una lettera al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ed al Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca per segnalare la situazione economica precaria e preoccupante delle attività imprenditoriali presenti sul nostro territorio”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano. Chieste misure economiche a sostegno “Facciamo ogni giorno i conti con le pochissime forze che abbiamo a disposizione, risorse economiche esigue e ancora di più quelle umane, costrette, per la propria ed altrui sicurezza, a limitazioni enormi. Andiamo avanti, come meglio possiamo, tuttavia, siamo costretti a chiedere misure urgenti per il sostengo alle attività produttive – ha detto Di Sarno citando parte della lettera – e in modo particolare per il mondo del commercio e della ristorazione, già messe duramente alla prova con il precedente lockdown. Non parliamo di numeri, ma di persone, di interi nuclei familiari costretti a scegliere se morire di Covid o di stenti, di polmonite virale o di fame. Siamo oltre la soglia del sacrificio, oltre la soglia del proverbiale pizzico sulla pancia: siamo all’emergenza. Signori Presidenti, siamo al collasso. Comprendiamo perfettamente che vanno stroncate, subito, tutte le occasioni in cui il virus “viaggia” indisturbato, allo stesso tempo chiediamo, pertanto con forza e a gran voce, un piano di aiuto socio-economico alle categorie maggiormente colpite. Abbiamo il dovere morale e civico, come responsabili dei nostri cittadini, di combattere in prima linea per il loro benessere fisico, ma anche per il loro benessere economico e sociale. La solidarietà, che in ogni modo abbiamo espresso loro, non basta più. Dobbiamo agire. Non domani: oggi. Ora!” Intanto le giornate FAI programmate per il 24 e 25 Ottobre a Somma Vesuviana sono annullate. E’ stato annullato anche il briefing stampa per la presentazione degli affreschi restaurati e che si sarebbe dovuto svolgere sempre domani, Sabato 24 Ottobre, in località Santa Maria del Pozzo.  

Coronavirus, De Luca: ” Siamo a un passo dalla tragedia. Basta mezze misure, chiudiamo tutto”

La Campania chiuderà tutto come avvenuto a marzo, indipendentemente da quello che deciderà il governo nazionale. Ad annunciarlo il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso della diretta Facebook del venerdì. “Oggi siamo chiamati a prendere decisioni forti, definitive ed efficaci, per far fronte a una situazione che è diventata pesante. Ogni giorno che passa rischia di aggravarsi in maniera insostenibile la situazione dell’epidemia. Per questo – ha aggiunto – ritengo che non ci sia più un’ora di tempo da perdere e perfino l’ordinanza che entra in vigore oggi è già superata dai dati del contagio con i quali dobbiamo fare i conti. Credo che dobbiamo decidere oggi, non domani, non fra una settimana perché davvero non abbiamo più davanti tempo da perdere”, ha dichiarato De Luca. “Dobbiamo chiudere per un mese, 40 giorni e poi si vedrà, ma senza soluzioni drastiche non possiamo reggere”. Queste le parole del presidente della Regione Campania, Vincenzo de Luca, nel corso della diretta Facebook . “L’unico obiettivo deve essere salvare la vita delle famiglie, tutto il resto ora non conta nulla”, ha detto il governatore. “Siamo ancora in tempo, oggi abbiamo una situazione pesante ma non siamo alla tragedia, però siamo a un passo dalla tragedia. Detto in maniera brutalmente chiara, non voglio trovarmi di fronte qui da noi ai camion militari che portano centinaia di bare di persone decedute”, ha detto ancora. “Non siamo garantiti da nessuno che questo non avvenga, se non dalla nostra responsabilità, dalla correttezza dei nostri comportamenti e anche dalle decisioni che prendiamo da subito, altrimenti quelle immagini che abbiamo visto qualche mese fa sono destinate a riprodursi e ad entrare nella nostra vita in maniera drammatica”, ha concluso De Luca.

Al via il progetto “Una città per tutti: Somma Vesuviana Autism Friendly”

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana
Prende il via il progetto “UNA CITTÀ PER TUTTI: Somma Vesuviana Autism Friendly” per la realizzazione in città di una rete di negozi in grado di mettere in atto modalità e forme di accoglienza utili a facilitare la vita quotidiana e a favorire la fruizione di attività da parte delle persone con autismo e delle loro famiglie.
“Il progetto intende promuoverne l’autonomia e l’inserimento nel contesto sociale di questi nostri concittadini – così ha dichiarato a proposito del progetto l’Assessore ai Servizi Sociali e Vicesindaco di Somma Vesuviana Sergio D’Avino – riducendo considerevolmente il rischio di isolamento.”
L’Assessore D’Avino ha poi rivelato la genesi dell’iniziativa: “Un nutrito gruppo di genitori ha preso parte ad una serie di incontri, presso gli Uffici dei nostri Servizi Sociali Comunali, durante i quali hanno potuto dialogare con la Dirigente, dott.ssa Iolanda Marrazzo, e la sua equipe professionale, sulle reali difficoltà che nel quotidiano le persone con disturbo dello spettro autistico e le loro famiglie si trovano ad affrontare. La partecipazione attiva del gruppo ha dato la possibilità non solo di intercettare i bisogni dei bambini, degli adulti e delle rispettive famiglie, ma di trasformarli in servizi.”
“Anche una semplice operazione quotidiana – spiega la dott.ssa Marrazzo, Responsabile dei Servizi Sociali – come andare a fare la spesa o mangiare una pizza può diventare una difficoltà per mio figlio – così riferiva una mamma del gruppo – ed è per questo che, in completa sintonia con l’Amministrazione Comunale, insieme all’equipe professionale del mio Ufficio, si è deciso di far partire, nel rispetto delle vigenti disposizioni anti Covid-19, una sperimentazione nel territorio di Somma Vesuviana volta a formare il personale degli esercizi commerciali ad accogliere in maniera consapevole questo tipo di clienti.”
“Il progetto contemplerà più azioni – continua la dott.ssa Marrazzo – e verrà articolato in varie fasi: alla prima fase, già conclusasi nel mese di agosto, seguirà la formazione dei soggetti aderenti che prenderà forma a partire dalla fine del mese di ottobre.”
L’equipe professionale, formata da esperti del settore, fornirà agli esercenti indicazioni utili sul comportamento da adottare nell’accoglienza delle persone con autismo e sulle misure di adeguamento degli ambienti fisici.
A fine percorso (in)formativo gli esercenti verranno dotati di un protocollo specifico di “accoglienza consapevole” e di materiali realizzati ah hoc nei simboli della CAA.
L’attività commerciale certificata verrà facilmente identificata dai cittadini grazie all’affissione fuori all’esercizio di un “bollino blu”, consegnato dall’Amministrazione Comunale.
Il progetto di (in)formazione verrà corroborato da momenti specifici di sensibilizzazione della cittadinanza: saranno realizzati convegni pubblici on the road, si “viaggerà” nelle scuole del territorio di ogni ordine e grado per promuovere una cultura del rispetto delle differenze, si punterà sulla sensibilizzazione non solo dei bambini ma anche degli adolescenti, coinvolgendoli in workshop informativi dove avranno la possibilità di dialogare con esperti del settore delle scienze mediche, psicologiche e sociali, che li guideranno ad andare oltre le “etichette diagnostiche” e li accompagneranno nella sperimentazione di un’accoglienza consapevole ed inclusiva. Ampio spazio, verrà dato alle famiglie. Nello specifico del progetto i genitori avranno la possibilità – in spazi messi a disposizione dal Comune – di confrontarsi tra loro, condividere paure, sogni ed esperienze. Lo spazio così pensato, denominato “Salotto di Saggezza”, avrà cadenza mensile e verrà coadiuvato da figure professionali esperte.
In ultimo, ma non di ultima importanza, è “in cantiere” la realizzazione di spazi ludici inclusivi, fruibili in orario pomeridiano, con duplice funzione: di “sollievo” per i familiari e di “svago” per i bambini; inoltre, sì è a lavoro per la strutturazione di spazi ludici pubblici creati ad hoc per garantire una fattiva esperienza inclusiva.
“L’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Salvatore Di Sarno è da sempre molto attenta a questa tematica – conclude la dott.ssa Marrazzo – e negli ultimi anni ha già promosso iniziative di sensibilizzazione dei propri cittadini sul tema dell’autismo: a tal proposito si ricordano le giornate formative del giugno 2019 “Tavola Rotonda – Autismo e Territorio, buone prassi e pratiche inclusive.”
“Grazie ad “UNA CITTA’ PER TUTTI: Somma Vesuviana Autism Friendly” per la prima volta – conclude il Vice Sindaco Sergio D’Avino – una serie di attori chiave del territorio, pubblici e privati, avranno la possibilità di dialogare attraverso una serie di incontri di formazione sull’autismo, contribuendo a far nascere una rete con un’importante funzione di diffusione di cultura accogliente nei confronti di una tematica sempre più diffusa anche sul nostro territorio.
La sperimentazione partirà con la formazione per i dipendenti della Farmacia Comunale, ma sono in corso ulteriori sottoscrizioni di protocolli d’intesa con altri esercenti del territorio, con l’augurio che ci sia una massiccia adesione da parte di tutte le attività commerciali del nostro paese, a riprova che la nostra Comunità tende verso una cultura sempre più INCLUSIVA ed AMICA DELL’AUTISMO!”

Napoli – AZ (Partita 5), ma perché non un pareggio?

Il Napoli inizia male la sua avventura europea, anzi malissimo. E la reazione può essere ancora più sconfortante se si guarda alla partita di campionato giocata solo pochi giorni fa (Napoli – Atalanta). Eppure nel primo tempo di Napoli – AZ Alkmaar, il Napoli aveva dato dei buoni segnali, trovandosi nella possibilità di passare in vantaggio, sfruttando le fasce e inserendosi tra le maglie di una difesa avversaria stretta e attenta. Nella seconda frazione avrebbe dovuto migliorare quell’attitudine, sperando nella giusta mossa per disequilibrare l’ordine difensivo avversario. E invece, Lozano è lento, Koulibaly distratto e gli olandesi passano in vantaggio con Dani De Wit. Da quel momento in poi, seppur continuando ad attaccare, materializzando anche un paio di occasioni, il Napoli è sembrato lento e poco deciso, restando al palo.

Va dato il giusto merito agli avversari, che fanno bene la fase difensiva, imbrigliando gli azzurri, e sfruttano l’unica occasione concessa, cinismo. E il Napoli ha le proprie colpe. Ma perché non un pareggio? Una sconfitta come questa resta difficilmente accettabile, considerando che, seppur in maniera sterile, il Napoli aveva tenuto le redini della partita. Un pareggio sarebbe stato più giusto.

Resta una sconfitta che deve far riflettere per il futuro, meglio ora che durante fasi più decisive della stagione. Ora Gattuso deve pensare a guadagnare i punti per la qualificazione, e a proseguire la striscia positiva in campionato già contro i cugini del Benevento.

Napoli, si arrampicava fino al 5° piano per furti in casa. Arrestato

Si arrampicava anche fino al quinto piano grazie a grondaie e tubi del gas. Figlio d’arte – il papà era soprannominato il Lupin del Napoletano – Ernesto Castaldo era anche lui specializzato in furti nelle abitazioni. E nonostante fosse irreperibile da quasi tre anni, il 40enne di Sant’Antimo continuava a postare foto e video sul suo profilo social, del tutto indifferente al provvedimento di cattura che pendeva sulla sua testa. Castaldo, però, è stato rintracciato dai carabinieri della sezione operativa di Giugliano in Campania: è stato beccato a Castel Volturno, nel Casertano, mentre sorseggiava una birra in un alimentari. L’uomo, che è stato trasferito al carcere di Poggioreale, dovrà scontare – in esecuzione di un ordine di carcerazione della Procura della Repubblica di Napoli – una pena di 3 anni, 4 mesi e 5 giorni di reclusione. Le indagini continuano per identificare i fiancheggiatori che ne avrebbero agevolato la clandestinità.

Napoli, caricatori e munizioni nascosti in un barattolo di caffè

Cinquanta munizioni ed un caricatore nascosti in un barattolo del caffè. E’ quanto hanno scoperto i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli in un’area montuosa del Comune di Lettere, già utilizzata in passato per l’occultamento di armi. In particolare, i finanzieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, nel corso di una perlustrazione di un fondo agricolo coltivato e delimitato da un muro, hanno individuato un’intercapedine all’interno della quale erano nascoste delle cartucce. Nello specifico, le 32 munizioni calibro 7.65, le 18 munizioni calibro 9 e il caricatore, perfettamente lubrificato e di recente fabbricazione, sono stati scoperti in un barattolo di plastica della Nescafè nascosto all’interno di una nicchia ricavata nel muro in pietra. Sono in corso accertamenti per individuare il proprietario del fondo e verificare eventuali collegamenti con fatti di sangue o intimidazioni.

Napoli, Covid, 11 positivi in un mese tra gli operatori del 118

Undici tra medici, infermieri e autisti del 118 di Napoli sono risultati positivi al tampone per Sars-Cov-2. Lo riferisce l’associazione ‘Nessuno tocchi Ippocrate’, apprendendo la notizia da fonti interne. “Gli operatori sono stati prontamente isolati in quarantena domiciliare e stanno seguendo le cure del loro medico di famiglia”, aggiungono.
“Sta diminuendo vertiginosamente il numero degli operatori 118 in servizio a Napoli e questo desta parecchia preoccupazione in virtù del carico di lavoro acquisito in questi giorni, unito all’esiguità del rapporto ambulanze/numero di cittadini. Se si ammala il 118 è il caos”, sottolinea l’associazione rinnovando l’invito a “chiamare il 118 solo se strettamente necessario”.

L’ambiguo giudizio che il principe K. von Metternich diede sui Napoletani

Luigi de’Medici versò a Metternich e a Talleyrand centinaia di migliaia di ducati per riportare i Borbone sul trono di Napoli. Nella visita del maggio del 1819 il principe è conquistato dallo splendore della città. I moti del 1820 a Napoli e e la Costituzione concessa da Ferdinando I inducono Metternich a esprimere sui Napoletani un giudizio sprezzante, nel quale si nasconde forse il timore che proprio da Napoli possa partire l’onda che travolgerà la “restaurazione” e metterà in discussione il ruolo dell’ Austria e degli Asburgo.   Dopo la sconfitta di Napoleone, il principe Klemens von Metternich, cancelliere dell’Impero asburgico, fu ideatore e regista del Congresso di Vienna che tra il 1814 e il 1815 cercò di cancellare il “disordine” culturale e politico che la Rivoluzione Francese e Napoleone Bonaparte avevano provocato nella storia d’Europa. Alcuni studiosi ritengono che Metternich sapesse bene che il corso della storia non poteva essere modificato, e che si accontentasse di rallentarlo e di tutelare la centralità degli Asburgo e di Vienna. Dunque, bisognava riportare l’Europa a come era prima del1789: la parola d’ordine era “restaurare”. Ma in qualche caso non era cosa facile. Aperti i lavori del Congresso, Metternich e il suo braccio destro Talleyrand avvertirono Luigi de’ Medici, che a Vienna rappresentava i Borbone, che la classe dei “proprietari” e dei “borghesi” napoletani non voleva il ritorno della dinastia, ma chiedeva con insistenza che il trono venisse assegnato all’erede di Murat. Alla fine la “restaurazione” vinse anche a Napoli, grazie soprattutto alle centinaia di migliaia di ducati versati dal Medici a Metternich e a Talleyrand, e registrati in uscita nei bilanci 1815 – 1819 del Regno di Napoli( le cifre sono state pubblicate da Luigi Iroso nel libro “La città liberale”, Erasmus, 1996). Metternich venne a Napoli nel 1819, al seguito dell’imperatore d’Austria Francesco I, che restituiva la visita fatta nel 1816 da Ferdinando IV ( e poi Ferdinando I) re di Napoli, recatosi a Vienna a ringraziare gli Asburgo. L’imperatore, la moglie e Metternich visitarono il Museo Borbonico e la Fabbrica dei Tabacchi, si recarono a Pompei, salirono sul Vesuvio, furono gli ospiti di onore al San Carlo, dove andò in scena il “Flauto magico” di Mozart, e alla splendida festa che venne organizzata nella reggia di Capodimonte la sera dell’11 maggio. Il 18 maggio il corteo imperiale lasciò Napoli, diretto a Roma, e Francesco I d’Austria, per dimostrare quanto avesse gradito i modi dell’accoglienza, concesse la Gran Croce dell’ Imperiale Ordine di Leopoldo non solo ai quattro “Capi di Corte”, ma anche a Michele de’ Medici, principe di Ottajano, Intendente della Provincia di Napoli, e nipote di Luigi de’ Medici, il generoso distributore di sacchi di ducati. Metternich parlò di questo viaggio a Napoli nelle lettere alla moglie, alla madre e all’amante del momento, la contessa di Lieven. Il 25 aprile, giorno dell’arrivo a Napoli, Metternich scrisse alla contessa che l’aspetto della città non lo aveva sorpreso, perché lo conosceva da tempo, attraverso i disegni e i quadri, ma aveva suscitato il suo stupore  la fecondità della campagna: “figurati un paese ricco di tutti i doni della natura, un cielo come non ne esiste un altro, una terra che produce senza posa”. Metternich assistette al rito del miracolo del sangue di San Gennaro, si recò a Baia e a Paestum, e quando partì da Napoli scrisse alla madre: “Qui sareste la creatura più felice del mondo. Tutto ciò che la natura ha fatto di più bello, di più maestoso e di più incantevole è versato qui a torrenti su tutto ciò che si vede, si sente e si tocca”. Il 3 maggio, descrivendo alla madre e alla moglie l’ascesa sul Vesuvio, aveva notato che il vulcano” è pericolosamente prossimo alla città, ma i Napoletani non ne sono preoccupati “, “si comportano come i marinai, che dimenticano che solo una tavola li separa dall’abisso”, e del resto “ il godimento può far dimenticare anche i rischi”. I moti napoletani del 1820 e la Costituzione concessa da Ferdinando irritarono Metternich, perché venivano messi fortemente in discussione il “protettorato” che l’Austria esercitava di fatto sul Regno di Napoli e i princìpi fondamentali della “restaurazione”. L’ira dettò al principe un giudizio sprezzante sui Napoletani, un giudizio registrato nelle sue “ Memorie”: “ Il sangue scorrerà a torrenti. Un popolo per metà barbaro, di una ignoranza assoluta, di una superstizione senza limiti, ardente e passionale come sono gli africani, un popolo la cui ultima parola è il pugnale, è proprio un bel soggetto per l’applicazione dei principi costituzionali.”. Ma il principe sapeva che questo popolo aveva apprezzato l’opera di Murat e che aveva espresso intellettuali capaci di approfondire i valori dell’Illuminismo e di morire per essi: le sue parole sprezzanti nascondevano, come spesso accade, la paura che proprio da Napoli partisse l’onda che avrebbe travolto il “teatro restaurato” dal Congresso di Vienna. L’epistolario Metternich- Luigi de’ Medici meriterebbe un’analisi approfondita.