Nasce FreeCremano, il nuovo soggetto politico di San Giorgio a Cremano

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Riceviamo e pubblichiamo

 “FreeCremano nasce come un gruppo libero di cittadini attivi sull’esempio di FreeBacoli, il progetto politico e sociale nato nel 2009 nel Comune di Bacoli e che oggi, grazie all’impegno di numerosi attivisti, è al governo della propria Città con Josi Gerardo Della Ragione sindaco”: esordisce così la nuova compagine politica di FreeCremano nata nella Città all’ombra del Vesuvio. Una realtà – spiegano gli attivisti attraverso i social – che si pone fra i propri obiettivi quello di “intercettare i bisogni della comunità e tradurli in idee concrete da realizzare a favore del nostro territorio, della nostra Città.” In merito alla identità del nuovo soggetto politico chiariscono che FreeCremano si tratta di “uno spazio libero in cui potersi esprimere al di fuori dei vincoli e degli schemi imposti dai partiti e dai movimenti che animano il panorama politico attuale.” Infine gli attivisti locali lanciano l’appello alla cittadinanza: “siamo consapevoli che questo non è il periodo più adatto per lanciare un nuovo soggetto politico ma riteniamo che ognuno debba e possa fare la propria parte, soprattutto nei momenti difficoltà come quelli che stiamo vivendo a causa della emergenza da COVID-19.” Prossimamente il collettivo promuoverà iniziative a livello locale che potranno essere seguite attraverso i propri canali sui social e sul sito internet ufficiale.

freecremano@gmail.com

www.freecremano.it

Carabinieri Forestali e Guardie LIPU in azione nel napoletano: raffiche di denunce

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Riceviamo e pubblichiamo Denunciate sette bracconieri, 6 fucili, 375 munizioni e 3 richiami sequestrati VESUVIO (NA), i Carabinieri Forestali della Stazione di Boscoreale insieme alle Guardie della LIPU, guidate dal coordinatore regionale dal Cav. Giuseppe Salzano, durante il controllo nell’area del Parco Nazionale del Vesuvio, hanno sorpreso tre bracconieri, uno dei quali senza alcun titolo a detenere ed usare armi, intenti alla caccia di frodo nell’area protetta.  Vano è stato il tentativo di fuga dei bracconieri che, dopo un lungo e difficile inseguimento nella boscaglia, sono stati tutti catturati stremati. I militari, alle dipendenze del Colonnello Antonio Lamberti, hanno denunciato i tre uomini alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, hanno sequestrato tre fucili, 75 cartucce ed un richiamo elettromagnetico. Le guardie della LIPU, inoltre, hanno comminato sanzioni per 2.500,00 euro per violazioni amministrative. NOLANO (NA), I militari della Stazione di Marigliano e le guardie LIPU, guidati  Maresciallo Alessandro Cavallo, nei giorni scorsi, hanno fermato 3 bracconieri nelle campagne tra Nola e Cimitile, anche in questo caso uno era sprovvisto del titolo di porto d’armi, tutti denunciati, 3 fucili, 2 costosissimi richiami e 300 cartucce sequestrate. Moltissime sanzioni amministrative di euro 1,130 “Ancora importanti sequestri – afferma l’Avv. Fabio Procaccini, Delegato LIPU di Napoli – tutto questo è segno di un uso indiscriminato delle armi nelle nostre terre, è opportuno ridurre il numero degli armati con un provvedimento normativo che riduca significativamente il popolo venatorio”   

Covid e caos ospedali, Il Codacons: “Esposto alle procure di Napoli, Caserta, Salerno, Avellino e Benevento”

Riceviamo e pubblichiamo dal Codacons

Uno studio reso noto oggi dal Codacons e redatto dal matematico Davide Manca del Dipartimento Cmic del Politecnico di Milano, basato su calcoli previsionali, prevede che la soglia critica (2.538) di posti letto in terapia intensiva sarà raggiunta in Italia il prossimo 4 novembre, col risultato che dal 5 novembre non sarà più possibile accettare ricoveri nelle terapie intensive del paese.

Una situazione gravissima che porta oggi l’associazione a presentare un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia contro Stato e Regioni, tra cui le Procure di NAPOLI, SALERNO, CASERTA, AVELLINO e BENEVENTO.

Quanto sta avvenendo in questi giorni è assurdo e inaccettabile e dimostra la totale impreparazione dello Stato e delle Regioni nell’affrontare l’emergenza coronavirus – spiega il Codacons – Molti reparti di terapia intensiva stanno andando verso la saturazione dei posti letto, i pronto soccorso sono al collasso e le ambulanze devono attendere ore prima di poter dare in carico i pazienti. Una situazione di caos generale ancor più grave se si considera che il virus circola in Italia già da febbraio, e sono state stanziate nei mesi scorsi ingenti risorse in favore degli ospedali, sia pubbliche sia attraverso donazioni dei privati, così come sono stati richiamati medici in pensione e avviati bandi speciali per reperire personale sanitario.

Nonostante gli sforzi fatti, qualcosa non ha funzionato, come dimostra la situazione odierna di crisi delle strutture sanitarie.

Per tale motivo con l’esposto alle Procure il Codacons chiede alla magistratura della CAMPANIA di avviare indagini penali sul territorio, tese ad accertare eventuali ritardi, omissioni ed errori da parte dello Stato e della Regione, che abbiano contribuito a determinare le difficoltà che oggi caratterizzano gli ospedali, e se anche un solo cittadino non troverà posto nei reparti di terapia intensiva, scatterà una denuncia per concorso in omicidio colposo nei confronti degli organi pubblici con richiesta di arresto verso i responsabili. Nell’esposto, che sarà pubblicato integralmente sul sito del Codacons, l’associazione chiede anche alle Procure di nominare consulenti tecnici della magistratura per affiancare o sostituirsi agli amministratori pubblici nella gestione della sanità pubblica.

(fonte foto: rete internet)

Somma Vesuviana, Covid: ad oggi 152 casi. Un positivo anche all’ufficio postale: riapertura lunedì

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana   Di Sarno (Somma Vesuviana): “Oggi chiuso l’Ufficio Postale Centrale di Somma per un caso Covid. Immediata la sanificazione. Da Lunedì riapertura in piena sicurezza. Ho incontrato commercianti ed imprese. A Conte chiediamo intervento immediato con un Piano che preveda un sostegno veloce all’economia. Siamo in una situazione molto precaria”. E intanto Lunedì – 26 Ottobre – il sindaco, al momento, riprenderà le celebrazioni dei matrimoni alle ore 10 e 30, presso la sede del Palazzo Municipale nel pieno rispetto delle norme sanitarie di sicurezza. E gli sposi confermano anche le celebrazioni religiose sempre nel pieno rispetto delle norme sanitarie. “Oggi chiuso l’Ufficio Postale Centrale di Somma Vesuviana in quanto è stato registrato un caso positivo. Immediata la sanificazione e Lunedì l’Ufficio riaprirà in piena sicurezza. Attualmente a Somma Vesuviana abbiamo ben 152 positivi attivi. Ieri sera e questa notte pattugliamento su tutto il territorio di Somma Vesuviana con schieramento di Polizia Municipale, Carabinieri e Protezione Civile. Sono stati effettuati controlli sia sul corretto uso delle mascherine ma anche verifiche di rispetto delle chiusure e coprifuoco sia nelle zone centrali che periferiche. Ringrazio il Comandante dell’Arma dei Carabinieri, Alessandro Gambino, il Comandante della Polizia Municipale, Claudio Russo ed il Responsabile della Protezione Civile, Vincenzo Secondulfo. E’ fondamentale la piena sinergia. Abbiamo pattugliato anche il territorio periferico delle masserie. I controlli continueranno con costanza. Rispettiamo le norme sanitarie” Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano che questa notte ha assistito alle operazioni di controllo sul territorio. Ieri sera manifestazione dei commercianti ed il sindaco non ha voluto sottrarsi al dialogo. “Anche i Comuni sono in una situazione precaria – ha continuato Di Sarno – in quanto registriamo mancate entrate perché la gente non può pagare le tasse. Stiamo valutando un piano di aiuti da questo punto di vista ma dobbiamo verificarne la fattibilità economica. Abbiamo chiesto aiuto economico al Governo perché i servizi dobbiamo continuare a garantirli. Ai commercianti, alle imprese va tutta la mia solidarietà ma dobbiamo tutelare la salute ed allo stesso tempo l’economia del territorio. Per questo motivo con altri sindaci del territorio ho scritto una lettera al Presidente del Governo, Giuseppe Conte e al Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, affinché si prevedesse un Piano di sostegno economico immediato alle imprese duramente colpite da questa situazione emergenziale. Ad oggi abbiamo lavoratori che non hanno ancora preso la Cassa Integrazione di Luglio, di Agosto. E ringraziamo il Presidente De Luca per aver dato una risposta immediata, in serata”.

Guerriglia a Napoli, De Luca: “Continueremo a seguire la nostra linea di rigore, senza cambiare di una virgola”

“Continueremo a seguire la nostra linea di rigore, senza cambiare di una virgola, come è nostro dovere fare”. Lo assicura il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, dopo gli scontri di ieri sera a Napoli per la prima notte di coprifuoco e l’imminente lockdown regionale. “Ieri sera si è assistito a Napoli a uno spettacolo indegno di violenza e di guerriglia urbana organizzata, che nulla ha da spartire con le categorie sociali. Ieri si applicavano le stesse ordinanze a Milano, Roma e Napoli. E mentre a Milano e Roma le città erano deserte nel rispetto delle norme, a Napoli c’erano violenze e vandalismo. Alcune centinaia di delinquenti hanno sporcato l’immagine della città”, ha sottolineato. Poi una richiesta netta al Governo: “Chiediamo al Governo di impegnarsi: a garantire la legalità e il rispetto delle leggi; a mettere a punto immediatamente un piano di sostegno socio-economico per le categorie produttive e per le famiglie”.

Somma Vesuviana, misure anticovid, il PD: “Siamo vicini ai commercianti che ieri sera hanno pacificamente e civilmente protestato”

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Riceviamo e pubblichiamo dal segretario cittadino PD   Il Partito Democratico di Somma Vesuviana, esprime piena solidarietà alle forze dell’ordine e ai giornalisti aggrediti ieri notte a Napoli durante la manifestazione contro l’annunciato lockdown. Nessun atto di violenza può essere giustificato. Una violenza gratuita che condanniamo fermamente, che ripudiamo, che ci allarma. L ’emergenza sanitaria si sta trasformando sempre di più in una crisi economica e sociale; la “cartina tornasole” delle tante fragilità del nostro tessuto economico e sociale. Un contesto socioeconomico, il nostro, complesso, dove le diseguaglianze non garantiscono l’accesso ai servizi minimi essenziali. Siamo vicini a tutte le categorie penalizzate dalle misure predisposte per il contenimento del virus. Anche la nostra città è stata colpita duramente per i tanti contagi, per le difficoltà economiche che l’emergenza sanitaria sta generando. Siamo vicini ai commercianti, agli imprenditori che ieri sera a Somma Vesuviana hanno pacificamente e civilmente protestato. Crediamo che la situazione debba essere affrontata, nell’immediato, con urgenti misure di sostegno rivolte a tutte le categorie penalizzate ma, crediamo anche, che gli interventi immediati e urgenti da soli non bastino. Bisogna lavorare sinergicamente e collegialmente per mettere in campo programmi e progetti a medio e lungo termine per affrontare una crisi che non durerà poco, essere pronti anche per le eventuali future emergenze, programmare azioni di contenimento e di sorveglianza del virus che ci mettano al riparo dalle inevitabili e consequenziali misure stringenti. Le istituzioni, le Amministrazioni a tutti i livelli, hanno il dovere di garantire il diritto alla salute, la tenuta democratica, la coesione sociale, di supportare con misure tempestive le difficoltà economiche delle varie categorie, ma tutti noi, di contro, dobbiamo sentirci responsabilmente coinvolti. Il Segretario Cittadino Filomena Tiziano

Marigliano, task force della polizia locale per il controllo delle misure anti covid: sanzionati un barbiere e un parrucchiere

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Continuano i controlli da parte del nucleo di polizia commerciale diretto dal Maresciallo Montella sull’intero territorio mariglianese Nel tardo pomeriggio di ieri gli agenti, sotto la direzione del comandante Nacar Emiliano,  hanno scovato un negozio di  barbiere completamente abusivo che  svolgeva l’attività in assenza della Scia commerciale ed in violazione di qualsiasi norma anti Covid. Il piccolo locale composto da sgabello da lavoro e banco con prodotti violava qualsiasi norma igienico sanitaria. Immediata la chiusura e sanzioni. Subito dopo un ulteriore sopralluogo presso attività di parrucchiere con analoga sanzione . I Controlli successivi hanno riguardato la movida e si sono susseguiti sino alle 23.30 portando alla verbalizzazione di due ragazzi senza la mascherina. Sono state  seguite le attività  di controllo fino alla fine della serata per la verifica del coprifuoco “Ci siamo fermati molto all’esterno delle attività commerciali sino alla chiusura ed alle pulizie dei locali-   dichiara il Comandante- raccogliendo le segnalazioni di tutti i commercianti e garantendo loro ogni sostegno possibile”

Nola, Covid-19, criticità al pronto soccorso: troppi contagiati ma l’ospedale non può accoglierli

A Nola la situazione Covid non è delle migliori. Il numero dei contagiati è in crescita e le strutture pronte ad ospitare i positivi al virus hanno ormai terminato i posti disponibili. Ci stiamo avvicinando ad una presunta nuova chiusura e gli ospedali in Campania hanno bisogno di nuovi spazi per fronteggiare l’emergenza sanitaria. A Nola, dopo la chiusura del pronto soccorso, avvenuta negli scorsi giorni, l’ospedale mostra segni di criticità non di poco conto. A pagarne le conseguenze infermieri e pazienti. L’estenuante lavoro degli infermieri non basta. Il nosocomio nolano non è riconosciuto ufficialmente quale Covid center, adatto, cioè, alla cura delle malattie infettive, ma dovrebbe fungere da struttura “stop Covid”, vale a dire sede momentanea pronta ad ospitare al massimo 12 pazienti positivi al virus che dovrebbero poi essere trasferiti appena possibile in una delle vicine strutture autorizzate. La realtà è ben diversa. Ben 20 sono le persone contagiate che attualmente si trovano nel presidio ospedaliero della città bruniana. Una soluzione che non rincuora, se si considera il problema principale: la mancanza di percorsi Covid. In seguito alle numerose polemiche, è stato deciso che il pronto soccorso sarebbe dovuto essere riaperto. Le modalità, però, sono ancora poco chiare. Allo stato attuale, quello che funge da pronto soccorso generale, cioè destinato all’accoglienza di pazienti con patologie differenti dal coronavirus, è stato spostato nel seminterrato, che non solo non è stato adeguatamente sanificato, ma al tempo stesso risulta inadatto per i suoi spazi interni, non abbastanza ampi da fronteggiare un eventuale boom di emergenze. Per rendere tale ambiente operativo sin da subito, si è deciso di ricorrere ad un tipo di sanificazione basata su sistemi di vaporizzazione che ricorrono all’uso di ipoclorito di sodio, la classica candeggina, a fronte di un più corretto nebulizzatore a base Easychlor, compresse effervescenti per la disinfezione e sanificazione. Al contempo, è stato stabilito che il pronto soccorso posto al piano terra sia riservato esclusivamente ai pazienti positivi al Covid, nonostante manchino i percorsi idonei e la struttura non sia in grado di ospitale per un periodo prolungato più di 12 contagiati, a fronte dei 20 attuali. A pagarne le conseguenze, ancora una volta, non solo i pazienti in generale che, una volta messo piede in struttura, corrono il rischio di incorrere in facili contagi, ma anche e soprattutto gli infermieri del pronto soccorso, costretti ad affrontare intere giornate lavorative totalmente bardati, senza punti adeguati di ristoro dove recuperare le forze, dividendosi senza sosta tra i reparti Covid e non. Una situazione che lascia molto riflettere, con ambulanze che continuano ad arrivare per poi essere subito allontanate a causa della mancanza di ulteriori posti per chi, colpito dal virus, necessita di cure imminenti.

Attilio Pusterla, “Alle cucine economiche”: un quadro del 1887, che porta i segni  dell’attualità

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Attilio Pusterla, “Alle cucine economiche di Porta Nuova”, olio su tela, 1887, cm.138 x 203, Milano, Galleria d’ Arte Moderna. Il quadro è un notevole “esempio” di quella pittura verista che, collegandosi al Verismo degli scrittori e dei giornalisti, descrive, negli ultimi trenta anni dell’ Ottocento, la povertà che morde non solo i contadini del Sud, ma anche gli operai delle regioni industriali del Nord, e gli “emarginati” delle grandi città, come Milano e Torino. Ogni personaggio del quadro, pur trovandosi in mezzo a una folla, è chiuso nella sua solitudine. Le audaci soluzioni tecniche di un pittore importante, ma, ieri e oggi, poco noto. Negli ultimi trenta anni dell’ Ottocento  gli scrittori veristi Giovanni Verga, Luigi Capuana, Federico De Roberto, Grazia Deledda, Emilio De Marchi, Renato Fucini, Paolo Valera e i giornalisti che volevano raccontare un’ Italia “vera” incominciarono a spiegare ai potenti della politica, della finanza e dell’economia ( e anche a una parte della Chiesa) che la povertà aggrediva non solo i contadini, i pastori e i pescatori del Sud, ma anche gli operai della Lombardia e del Piemonte, che ricevevano dai padroni salari di fame e che non avevano alcuna protezione sociale, e i ceti “miserabili” delle grandi città, mendicanti, prostitute, lavoratori a giornata. La crisi economico- finanziaria che colpì l’Italia tra il 1883 e il 1889 rese ancora più drammatiche le condizioni di consistenti gruppi sociali, rovinò non pochi borghesi “benestanti”, fece conoscere i morsi della miseria anche a impiegati di terza e quarta categoria e costrinse le associazioni e le istituzioni a distribuire il cibo quotidiano a un numero sempre più elevato di poveri. Angelo Morbelli dedicò i suoi quadri a questi disperati dipingendo “allucinanti istantanee”  (Laura Rago) della vita che essi conducevano nel Pio Albergo Trivulzio, e nel 1887 Attilio Pusterla compose questo quadro sulla sala da pranzo, che poteva contenere 160 ospiti, dell’ Opera Pia “Cucine Economiche di Porta Nuova”, aperte quattro anni prima in un quartiere di Milano in cui erano concentrate molte fabbriche, e tra queste le officine della Pirelli e delle aziende legate ai trasporti ferroviari. Attilio Pusterla presentò il quadro alla Mostra annuale di Brera: qualche critico giudicò l’opera interessante, ma i collezionisti non ne furono attratti, trovando nel quadro non solo difetti tecnici, ma anche, e direi soprattutto, modi e toni di una denuncia sociale assai aspra: ma erano proprio i toni e i modi che il pittore aveva cercato, resistendo, mentre realizzava l’opera, ai consigli degli amici che lo esortavano ad addolcire in qualche modo la scena. Originale è l’impaginazione del quadro: la linea di lettura è obliqua, e questa è una soluzione ardita per una tela che misura cm. 138 x 203. Si “entra nella scena” dall’angolo in basso alla nostra destra, occupato dalla figura di un uomo con il cappello intento a mangiare e “sormontato” da una donna che porta in braccio un bambino, ha l’espressione angosciata e guarda verso l’esterno della scena. Al centro della linea obliqua c’è la nera veste di una donna “presa” di spalle il cui capo è coperto da un panno chiaro: la figura prepara il nostro sguardo a fermarsi sull’approdo della linea di lettura, e cioè su un gruppo di ospiti appena abbozzati con pennelli piccoli, che aspettano l’arrivo delle scodelle. La linea di lettura divide la scena in due sezioni: la sezione in secondo piano è un sintetico insieme di colpi di pennello che suggeriscono volti, teste e cappelli e mirano a costruire l’immagine della folla degli infelici ospiti delle Cucine Economiche. In primo piano c’è una sequenza di volti disegnati con tratti netti e essenziali: fu notato da un amico del pittore, il malinconico poeta Pompeo Bettini, che nessuno di questi volti esprime il piacere del mangiare, ma su tutti ci sono i segni della “distrazione”: questi infelici pensano ad altro, al dramma di un’esistenza che non viene addolcito né dalla minestra, né dallo stare insieme. Ognuno è chiuso nella sua solitudine, anche l’uomo in giacca celeste che pare che volga lo sguardo alla donna che gli siede di fronte. Dal punto di vista tecnico, Attilio Pusterla  interpreta con grande originalità la lezione dei Macchiaioli, di Silvestro Lega in particolare: le pennellate sono larghe, stendono sulla tela grumi (il bianco delle barbe e dei capelli) e strisce ( i cappelli e la bottiglia in primo piano) densi di colore poco o per nulla diluito e piccoli pennelli a punta dura vengono usati, come se fossero penne o matite, per tracciare linee sugli abiti, sulle guance, sui baffi e sulle barbe: questo vortice di linee, che è una novità tecnica di notevole livello, venne giudicato in modo negativo da quasi tutti i critici e dai collezionisti dell’epoca. I colori dominanti sono gli ocra e i bruni, i colori della tristezza: ma ne rompe la trama il rosso della veste del bimbo e del fazzoletto annodato sui capelli della donna di spalle. Inoltre Pusterla ravviva le giacche brune del primo piano con tratti di rosso diluito, lo stesso rosso steso con leggerezza sulle guance e “posato” a grumi sull’indistinta folla della seconda sezione. Mi pare che Attilio Pusterla sia riuscito a rendere l’immagine di una povertà che forse è stanca e si è arresa al destino, ma forse è pronta a ribellarsi, a farsi sentire come quel rosso generoso…..Ma la sua prima intenzione fu, a parer mio, quella di “dipingere” la suggestione del sentirsi solo anche in mezzo a una folla così grande. E credo che ci sia riuscito splendidamente.  

Napoli, ipotesi lockdown, guerriglia urbana davanti al palazzo della Regione Campania

 I manifestanti scesi in piazza contro le restrizioni anti Covid, tutti con il volto coperto dalle mascherine, sono riusciti a superare lo sbarramento delle forze dell’ordine e  in centinaia hanno lanciato petardi e acceso fumogeni davanti al palazzo mentre le forze dell’ordine hanno risposto  con un fitto lancio di lacrimogeni. Dal corteo anche bottiglie di vetro contro il muro degli agenti, un centinaio, in tenuta antisommossa. Uno dei razzi dei manifestanti è finito in mezzo ai curiosi che su via Santa Lucia assistevano alla scena. Nessun ferito. Centinaia di persone si sono radunate in Largo San Giovanni Maggiore, a Napoli, davanti alla sede dell’Università Orientale per protestare contro il coprifuoco e la prospettiva di lockdown. I manifestanti, autoconvocatisi sui social, hanno mostrato uno striscione con la scritta “Tu ci chiudi, tu ci paghi”, attaccando il governatore campano De Luca e il governo Conte con cori di protesta. Sono anche stati accesi dei fumogeni. “A salute è a prima cosa ma senza soldi non si cantano messe”, recita un altro grande striscione. I manifestanti stanno per partire in corteo per le vie del centro, ma i cortei sono attualmente vietati dall’ordinanza della Regione Campania. Momenti di fortissima tensione tra manifestanti e forze dell’ordine in via Santa Lucia, alle spalle della sede della Regione Campania. Il corteo contro le misure restrittive anti Covid si è ingrossato ulteriormente lungo il percorso, e ha trovato uno sbarramento di forze dell’ordine sul lungomare, all’altezza dell’incrocio con via Santa Lucia hanno cominciato a lanciare bombe carta e fumogeni verso le forze dell’ordine colpendo anche una camionetta dei carabinieri. I manifestanti hanno cominciato a correre verso la sede della Regione, e contro di loro c’è stato un fitto lancio di lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine. “Questa notte abbiamo assistito a veri e propri comportamenti criminali verso le forze dell’ordine. Nessuna condizione di disagio, per quanto umanamente comprensibile, può in alcun modo giustificare la violenza”. Così il questore di Napoli Alessandro Giuliano sulla guerriglia urbana in città. (FONTE FOTO:RETE INTERNET)