Covid-19: Ottaviano in lutto per la morte di un medico. Il cordoglio della città

Ottaviano piange la morte di Pasquale Fiorillo, 57 anni, neuropsichiatra infantile e direttore sanitario del centro diagnostico San Paolino di Nola.  Il dottore, morto ieri mattina, era stato ricoverato a Scafati circa 10 giorni fa. Pare che il decorso ospedaliero sia stato particolarmente critico, tanto da essere ricoverato quasi subito nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Scafati per alcune complicanze dopo aver contratto il covid-19.  E’ deceduto ieri mattina e  i funerali si svolgeranno in via strettamente privata oggi pomeriggio alle 15. Sul web circolano numerosi messaggi di cordoglio dei concittadini e del sindaco Luca Capasso che ricorda quanto Pasquale Fiorillo  fosse ben voluto e stimato da tutti. -“Prima di essere un medico brillante, era un uomo eccezionale”- queste le parole di tutti i conoscenti e degli amici del medico che purtroppo solo virtualmente si stringono attorno alla famiglia per la perdita del loro caro.

Vesuviano, covid-19: cittadini stremati dall’inefficienza sanitaria

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  L’Azienda sanitaria locale, comunemente chiamata ASL, “è un ente pubblico della pubblica amministrazione italiana, deputato all’erogazione di servizi sanitari”. Questa è la definizione che più comunemente viene utilizzata quando si parla di ASL e la parola che viene più spesso evidenziata è “pubblico”. Un ente dichiarato pubblico è un organismo messo a disposizione dei cittadini che possono usufruirne in caso di necessità. Spesso però capita che gli enti pubblici non funzionino o, quanto meno, funzionano in modo così lento da costringere le persone a rivolgersi ai privati. Questo è ciò che sta accadendo in questo momento con l’ASL del territorio vesuviano e non solo. La lentezza e il malfunzionamento da parte di questo ente è talmente radicata da non lasciare scampo. Chi non vuole o non può aspettare, e soprattutto può permetterselo, si reca da un privato per accorciare le tempistiche e risolvere la situazione quanto prima, chi invece non ha i mezzi necessari, cosa fa? Aspetta. Non uno, non due, non tre giorni, nemmeno una settimana, si parla di almeno 10 giorni di attesa(per chi è più fortunato). Ci sono casi in cui si aspetta per diverse settimane, o addirittura, vengono completamente ignorati, dimenticati e non verranno mai assistiti. Una famiglia di San Giuseppe Vesuviano è in attesa da più di 10 giorni di effettuare un tampone ma l’ASL non è mai arrivata. Quattro persone bloccate in casa, tra cui due bambini rispettivamente di 2 e 4 anni, che attendono semplicemente che qualcuno faccia il proprio dovere. – “Inutile provare a chiamare, non risponde mai nessuno”- racconta il padre – “fortunatamente stiamo tutti bene ma siamo bloccati per colpa di un sistema che non funziona. Non lavoro da due settimane ormai, così non si può andare avanti.”- Una famiglia come tante altre allo stremo soprattutto dal punto di vista psicologico a causa di un’organizzazione completamente sbagliata. -“Perché nessuno ci ascolta? Siamo cittadini, lo Stato ci deve ascoltare, deve tutelarci, proteggerci, aiutarci, non lasciarci a morire nella disperazione come se tutto questo non li riguardasse.”- Non è possibile dover aspettare tutto questo tempo per qualcosa che è nel diritto di ogni persona avere, come l’assistenza da parte della sanità pubblica. Si parla di salute, si parla di un virus potenzialmente mortale o, comunque, debilitante, pericoloso, un’incognita dal punto di vista strettamente medico, nessuno può sapere in anteprima come il proprio organismo possa reagire in caso di contagio. Non è bastato ai piani alti un virus mortale come il covid-19 per capire che la sanità campana è, in molti casi, fallimentare e che bisogna investire nelle strutture, nelle attrezzature, bisogna potenziare e aumentare il personale che è evidentemente in sofferenza e non basta per fronteggiare un’emergenza come questa che il nostro paese sta vivendo. Ci troviamo nel bel paese, l’Italia, più nello specifico in Campania dove ci sono ormai centinaia di persone che afflitte, rammaricate, arrabbiate attendono che qualcuno si accorga di loro e faccia il proprio dovere. “Ma l’ASL esiste davvero o è un personaggio mitologico?” Questa una della frasi più struggenti mai sentite che suggerisce di sbrigarsi, di fare qualcosa di concreto, di veloce, di reale. Ci troviamo in Campania e continuano le lamentele da parte di chi, purtroppo, a quanto pare, non viene mai ascoltato.

Nonno (FDI): “Chiusura pronto soccorso ospedale di Castellamare iniziativa grave per il territorio”

Riceviamo e pubblichiamo.
“La chiusura, adottata nelle scorse ore dall’AslNa3 sud, del pronto soccorso dell’ospedale di Castellammare di Stabia rappresenta una iniziativa grave per il territorio che perde un presidio sanitario di fondamentale importanza. In quel distretto sanitario restano in questo momento aperti solo i pronti soccorso di Sorrento e Nola, dislocati in una area geografica non immediatamente accessibile a chi risiede tra Castellammare e comuni adiacenti”.
È quanto dichiara in una nota il consigliere regionale della Campania di Fratelli d’Italia Marco Nonno.
“Una cosa è dedicare aree ospedaliere ai pazienti covid, una altra è non garantite l’assistenza e le cure ordinarie o preventive. Il pronto soccorso è stato tra l’altro chiuso senza avvisare preventivamente la cittadinanza e senza alcun confronto con le parti sociali. Metterò in campo le iniziative politiche necessarie a fare luce sulla vicenda e mi batterò affinché il presidio venga riaperto”, conclude Nonno.

Spunti e idee per la cena vegetariana perfetta

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In Italia, così come nel mondo intero, aumenta il numero di persone che scelgono di diventare vegane o vegetariane. Si parla infatti di individui che decidono di contribuire in questo modo alla salvaguardia del pianeta, facendo la propria parte per abbattere i consumi di carne, la cui produzione incide sul benessere dell’ecosistema. Naturalmente si tratta anche di una scelta rispettosa di una certa etica, dettata dall’amore verso gli animali. Con una certezza: a cena cambia tutto. Ma come accontentare un amico vegetariano che viene ospite a casa? Ecco un menù ideale e qualche consiglio prezioso da seguire.

Un menù a prova di vegetariano

Il rischio di combinare un piccolo disastro, con un vegetariano a cena, c’è sempre. Più che altro perché subentra la confusione in chi cucina, e un pizzico di ansia che purtroppo non giova mai fra i fornelli. Per fortuna, esistono diversi menu che possono andare incontro ad un vegetariano, e che possono far fare una splendida figura al cuoco. Inoltre, oggi è facilissimo reperire gli ingredienti giusti: basta infatti fare una spesa vegetariana online, sui siti web di supermercati forniti di sezioni dedicate. Con pochi click si potrà dunque trovare quello che serve per questo menù:
  • Antipasto: l’insalata di farro è un must in termini di gusto e di consistenza, è leggera, sazia velocemente e accontenta tutti i commensali.
  • Primo piatto: per il primo piatto è possibile approfittare di opzioni come la carbonara veg o le lasagne vegetariane, oramai diventati dei grandi classici anche in Italia.
  • Secondo piatto: un menu vegetariano degno di questo nome non potrebbe non proporre un secondo come le polpette di tofu e spinaci. Una valida alternativa? Gli involtini di verza.
  • Contorno: per il contorno si consiglia di scegliere i carciofi alla romana, o la tradizionale insalata di patate.
  • Dolce: si chiude con il dolce, con opzioni gustose come la classica torta di mele o i plumcake con gocce di cioccolato.

Piccole coccole per gli ospiti veg

La cena non è fatta di solo cibo, ma anche di vere e proprie coccole per gli ospiti. Un pensierino è sempre gradito, soprattutto quando viene fatto con il cuore, e non solo con la bravura ai fornelli. Come impreziosire la cena di un amico vegetariano, dunque? Ad esempio consigliandogli  un buon libro di cucina veg, magari quello utilizzato per preparare delle ricette particolari e uniche nel loro genere. Inoltre, si consiglia di preferire ingredienti a chilometro zero e di stagione, dato che oramai sono facilmente reperibili in tutte le zone d’Italia. Frutta e verdura fresche e biologiche sono in grado di dare una marcia in più ad una cena realmente vestita di etico, perché questi alimenti non vengono prodotti con tecniche che minano la salute del pianeta e della terra. Infine, questo può diventare anche un piacevole tema per la conversazione a cena.

M5S, Iovino: “Nola, ospedale non diventi Covid center. Serve soluzione alternativa”

Riceviamo e pubblichiamo.

Il deputato annuncia interrogazione al ministro Speranza: “Non possiamo perdere l’unico presidio sanitario in un territorio di mezzo milione di abitanti”

“La necessità di reperire, con sempre maggiore urgenza, posti letto per chi lotta contro questo male oscuro, non deve far calare il livello di assistenza per chi soffre di altre patologie o è vittima di traumi imprevisti. Sottrarre a un’intera area come quella dell’agronolano l’ospedale Santa Maria della Pietà, il cui Pronto soccorso è stato già più volte chiuso in queste settimane per casi di contagio, per destinarlo a Covid hospital, equivale a sguarnire di un presidio sanitario un territorio vastissimo che vanta oltre mezzo milione di abitanti. Sostengo, per questa ragione, il sindaco di Nola Minieri, che sta chiedendo con forza di evitare che il nosocomio diventi un presidio esclusivo per la cura del Covid. Abbiamo il dovere di individuare una soluzione che tuteli le persone contagiate, senza che però sia violato il diritto all’assistenza di nessuno”. Lo dichiara il deputato del Movimento 5 Stelle e responsabile regionale per i rapporti interni Luigi Iovino.

“Nelle prossime ore – annuncia Iovino – presenterò un’interrogazione al ministro Speranza e in questi giorni contatterò i sindaci del comprensorio Nolano, per un confronto su soluzioni da proporre per arginare questa emergenza, che non è soltanto sanitaria, ma che è da tempo già sfociata in un’emergenza sociale. Unendo le nostre forze e le idee di tutti possiamo vincere questa battaglia”.

Covid, Ricciardi dell’OMS: “Lockdown necessario per Napoli e Milano”. Aumentano i contagi

“A Milano e Napoli uno può prendere il Covid entrando al bar, al ristorante, prendendo l’autobus. Stare a contatto stretto con un positivo è facilissimo perché il virus circola tantissimo. In queste aree il lockdown è necessario, in altre aree del Paese no”. Walter Ricciardi, ordinario di Igiene all’Università Cattolica e consigliere del ministro della Salute, torna a chiedere dei lockdown mirati nelle zone dove il virus circola di più, perché “ci sono delle aree del Paese dove la trasmissione è esponenziale e le ultime restrizioni adottate, che possono essere efficaci nel resto del territorio, in quelle zone non bastano a fermare il contagio”. Non si è fatta attendere la replica del sindaco de Magistris. “Le parole sono piombo. Se queste sono le condizioni, se le strutture tecniche come il Cts, l’Istituto superiore di Sanità, la Protezione civile, il Governo, la Regione hanno degli elementi per fare una comunicazione ufficiale la facessero innanzitutto nei luoghi istituzionali e poi lo comunichiamo a mezzo stampa come è doveroso per ragioni di trasparenza. È inutile far fare una dichiarazione a un esperto anche se fosse il più autorevole”. “Eviterei di fare annunci a mezzo agenzie perché altrimenti creiamo solo allarmismo, preoccupazione e non facciamo nulla di buono”, ha aggiunto il primo cittadino della città partenopea. Intanto il nuovo bollettino dell’Unità di Crisi della Regione Campania riporta i seguenti dati:
Positivi del giorno: 2.761 (di cui 238 da screening sul comune di Arzano)
Asintomatici: 2.649
Sintomatici: 112
Tamponi del giorno: 14.781
Deceduti: 20 (tra il 16 e il 26 ottobre)
(foto ANSA Campania)

Acerra, oltre trecento contagi da Covid. PD: “Mettere in campo misure ed iniziative immediate”

Riceviamo dal Partito Democratico di Acerra, Circolo “Nilde Iotti”, e pubblichiamo. I positivi ad Acerra sono 318, un dato aggiornato alla serata di lunedì 26 ottobre. Ad oggi, non si conosce il numero dei tamponi effettuati. Di certo, come sostengono anche i medici di medicina generale, il sistema di tracciamento è divenuto impraticabile. È altrettanto certo che passa un tempo troppo lungo tra la richiesta del medico, inviata via mail all’ASL per un proprio assistito e l’effettuazione del tampone per ottenere l’esito dell’esame. Così come passa troppo tempo per verificare se, ad esito della quarantena, il paziente positivo al primo tampone, è guarito oppure no. Il dato di Acerra – pur inserito in un contesto metropolitano che evidenzia altre situazioni gravi – comincia seriamente a preoccupare. L’aumento dei positivi, da diversi giorni, è un dato costante. In ogni caso, deve essere assicurato il corretto flusso dei dati e delle notizie, per dare modo a tutti di avere piena contezza della situazione del contagio in atto ad Acerra. Pur non ricorrendo le condizioni per essere dichiarata zona rossa, il Partito Democratico ritiene che la nostra città debba essere concretamente monitorata. È necessario che Comune e ASL, in stretta sinergia e collaborazione, mettano in campo misure ed iniziative immediate. Il Partito Democratico di Acerra propone:
  1. Di dare riscontro immediato alle richieste dei medici di base di effettuare i tamponi sugli assistiti segnalati all’ASL;
  2. allo stesso modo, tutti coloro che hanno scontato il periodo di quarantena devono essere sottoposti celermente al tampone per verificare o meno la negativizzazione;
  3. di verificare rapidamente la capacità giornaliera di effettuare i tamponi, sia da parte dell’ASL che da parte dei laboratori autorizzati, anche delle strutture sanitarie accreditate;
  4. di fare una campagna significativa e consistente di tamponi, anche a campione e su base volontaria, e su indicazione dei Medici di famiglia, si intende nell’ordine almeno di alcune migliaia, anche con la collaborazione della Protezione Civile e il supporto logistico del Comune di Acerra, che dovrebbe rendere disponibili spazi e strutture pubbliche;
  5. il Comune si faccia carico, in affiancamento all’ASL, di sostenere finanziariamente l’effettuazione dei tamponi presso le strutture private, autorizzate dalla Regione Campania, per assicurare il più ampio campionamento possibile;
  6. nell’ultima conferenza dei capigruppo consiliare, il capogruppo del Partito Democratico ha chiesto di valutare la sospensione del mercato settimanale;
  7. il Sindaco si faccia carico di reperire sui capitoli di bilancio tutte le somme previste per spese non necessarie o comunque non più utilizzabili per fronteggiare la nuova emergenza sanitaria ed economica in atto, a favore dei commercianti che avranno perdite economiche (bar, pub, pizzerie, fiorai, a seguito, quest’ultimi, della chiusura del cimitero in occasione della commemorazione dei defunti);
  8. il Comune si impegni in una campagna vasta e capillare di sensibilizzazione a restare a casa soprattutto per le persone anziane e/o soggetti fragili, anche attraverso un’intensa e costante attività di sensibilizzazione per le strade cittadine con tutti i mezzi di diffusione possibili;
  9. verso questi soggetti, il Comune organizzi stabilmente la consegna a domicilio della spesa alimentare e dei farmaci;
  10. di verificare, e nel caso attuare laddove non viene fatto, il conferimento dei rifiuti, classificati come speciali, ritirati presso le abitazioni dove risiedono coloro che sono in quarantena a seguito della positività al coronavirus;
  11. come e più che nella fase del lockdown, i Servizi sociali del Comune attivino una rete di assistenza dal punto di vista psicologico, soprattutto verso le persone che vivono da sole;
  12. i Servizi Scolastici del Comune verifichino l’applicazione di quanto disposto nelle ordinanze regionali n. 82 e n. 85 in riferimento alla didattica in presenza degli alunni affetti da disturbi dello spettro autistico e/o diversamente abili;
  13. il Comune provveda con cadenza quotidiana alla sanificazione degli spazi pubblici (giardini, piazze, marciapiedi, spazi antistanti gli uffici pubblici, etc.);
  14. il Sindaco dia disposizioni per intensificare i controlli e sanzionare chi non ottempera alle ordinanze (assembramenti e scarso utilizzo delle mascherine).
Sono poche ma significative proposte. L’intento è di spegnere il più rapidamente possibile ogni focolaio del contagio, passato e recente. Troppe distrazioni e troppi atteggiamenti superficiali che non devono più esserci. Il Partito Democratico, come sempre dall’insorgere dell’emergenza, continuerà a dare responsabilmente il proprio contributo in sede istituzionale; al contempo, sollecita il Sindaco ad assicurare il necessario, permanente confronto con tutti i gruppi consiliari presenti in Consiglio Comunale.

Saviano, fornitura banchi per le scuole. Sindaco Simonelli: sinergia con la struttura commissariale

È stata completata la fornitura dei banchi monoposto al Circolo Didattico che permetteranno agli alunni di mantenere la distanza di sicurezza prevista dalle linee guida del Comitato tecnico scientifico. Complessivamente sono stati consegnati 250 banchi monoposto, di cui 200 per il plesso “Maria di Piemonte” di via Roma e 50 per il plesso “Capocaccia” di via Cimitero.
Desidero ringraziare il Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri, e tutta la struttura per l’immediata risposta alla nostra sollecitazione”, dichiara il sindaco Vincenzo Simonelli. “Struttura con la quale siamo in costante contatto, in un clima di cordiale collaborazione istituzionale, ed alla quale abbiamo sollecitato la consegna dei banchi anche per l’Istituto comprensivo 2ACiccone e per il completamento della fornitura all’Istituto Superiore Statale Montalcini-Ferraris”. “Il lavoro che stiamo facendo in questi giorni è quello della mitigazione del rischio contagio anche con provvedimenti sofferti come la chiusura dei cimiteri per il giorni sabato 31 ottobre, domenica 1 e lunedì 2 novembre e la sospensione del mercato settimanale – conclude il sindaco Simonelli – ma la tutela della salute dei nostri concittadini ha priorità assoluta su ogni cosa”.

Somma Vesuviana, Di Sarno: “Richiude l’Ufficio Postale. Oggi 28 nuovi positivi ma anche 15 guariti”.

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana   “Da oggi chiude nuovamente l’Ufficio Centrale delle Poste a Somma Vesuviana, in quanto è stato registrato un nuovo dipendente positivo. Si è preferito richiuderlo. Informeremo tempestivamente la cittadinanza appena avremo notizia della riapertura, la cui data ad ora è incerta. Il mio pensiero è rivolto ai pensionati e sono in stretto contatto con le Poste per fornire loro ulteriori informazioni”. Lo ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano. “Ringrazio i cittadini perché stanno rispettando le regole però chiedo a quella netta minoranza che invece ancora non le rispetta – ha proseguito Di Sarno – di tutelare la salute degli altri adeguandosi alle regole. Dunque nei negozi piccoli sarebbe auspicabile entrare non più di due alla volta. Indossiamo sempre la mascherina, igienizziamo le mani spesso ed in particolare all’ingresso e all’uscita, manteniamo il distanziamento fisico, non circoliamo dopo le ore 23. I controlli sia diurni che notturni ci sono. Oggi abbiamo 28 nuovi positivi ma anche 15 guariti. La situazione attuale è di 224 positivi attivi di cui 3 sintomatici ed una persona ricoverata ma anche altre 176 persone in sorveglianza sanitaria”.

Ottaviano, il sindaco scrive al premier Conte: «Subito l’Esercito per riaprire tutto in sicurezza»

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Ottaviano

Riaprire tutto in sicurezza, impiegare 6000 militari dell’Esercito con poteri di polizia giudiziaria, limitare i tamponi ai sintomatici, far gestire i tamponi a scuola dalle strutture private per accelerare i tempi, rendere obbligatoria la app Immuni. Questo, in sintesi, il contenuto di una lettera che il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, ha inviato al premier Giuseppe Conte.

Il primo cittadino scrive al Presidente del Consiglio dei Ministri: «Tutti conosciamo i numeri sul territorio campano di casi positivi al Covid 19. Sono numeri che, tra l’altro, a parere dello scrivente rappresentano una realtà al ribasso».

Poi le proposte: «L’impiego in Campania di 6000 unità dell’Esercito Italiano, a supporto delle Forze dell’Ordine allo stato operanti sui nostri territori, il cui numero è esiguo, cui conferire poteri di polizia giudiziaria. Tali unità sono da destinare in numero di 2000 uomini, in presenza fissa, alla città di Napoli ed i rimanenti alla intera Regione Campania».

Tale impiego – prosegue Capasso – sarà tuttavia condizionato alla riapertura delle attività commerciali e di ristorazione, con chiusura alle 24: «È più che necessario, infatti, il proseguimento delle attività commerciali a sostegno di una economia già molto labile.  Una prolungata chiusura di tali attività sarebbe anche causa di ulteriori pericolose disparità sociali». Poi c’è la proposta sui tamponi «da riservare unicamente ai soggetti sintomatici ed ai loro contatti stretti» e «l’obbligatorietà di tamponi per alunni riscontati positivi e per l’intera classe frequentata da effettuarsi, per brevità di risposta, a mezzo convenzione con strutture private».

Infine, Capasso chiede l’obbligatorietà dell’uso applicazione “Immuni” ma soprattutto il suo perfezionamento affinché sia realmente utile: «Immuni è un ottimo strumento ma va potenziato e reso obbligatorio. Con un tracciamento che funziona potremmo fare grandi passi avanti nella lotta al covid».

Conclude il sindaco di Ottaviano: «Chiedo di essere ascoltato perché so di parlare a nome di cittadini, commercianti, operatori economici che non ce la fanno più. Come tutti i sindaci, ascolto il loro grido di dolore: chiudere di nuovo tutto è impossibile, mentre si può utilizzare l’Esercito per fare i controlli, verificare il rispetto delle regole, sanzionare chi non le rispetta»