Marigliano, Covid: lettera firmata di un farmacista. “Non c’è da aver paura, ma non bisogna neanche minimizzare”

Ricondividiamo il lungo post del farmacista Ettore Vivo.
Buongiorno amici miei.
Vi prego di mettervi comodi, questo è un post lungo, ma vi chiedo umilmente di leggerlo fino in fondo, e di condividerlo, anche se avete opinioni diverse, anche se non provate simpatia per me e per i farmacisti in genere.
Siamo di fronte ad una catastrofe e non so bene di quale tipo ma è evidente ormai che tutto ciò che riguarda la pandemia, dalla geopolitica alle mascherine è fuori controllo, in preda a ciò che può essere e diventare un’isteria collettiva, pericolosa per tutti ed in modi diversi.
È FINITO IL TEMPO DI INCOLPARE IL PROSSIMO.
Non ha più senso, scrivere, parlare accusare il governo nazionale o la regione o lo stesso De Luca.
Non ha più senso accusare il vicino o il parente, il conoscente.
Ora è il momento di USARE LA TESTA (consentitemi) per salvarci il fondoschiena.
Prima di andare avanti vi racconto la mia esperienza, indiretta, ma personale.
Venerdì 9 ottobre come azienda decido di sottoporre a tampone rapido tutta la mia squadra di personale farmacista e non (si anche la squadra di soulburgers, la mia seconda appassionante attività) presso un laboratorio privato. Tutti negativi.
Il martedì sera una mia dipendente mi avverte che la sua bimba ha un po’ di febbre. L’indomani la temperatura della mia dipendente era di 37.2 ma decido di lasciarla comunque a casa. Il giovedì la temperatura era normale ma prima di farla rientrare decido di sottoporla di nuovo a tampone rapido, nonostante la temperatura consentisse il suo inserimento al lavoro. Fa il tampone presso lo stesso laboratorio della settimana precedente ma il risultato stavolta è POSITIVO. Ovviamente la prima persona che contatto è il sindaco il quale mi indirizza verso il referente Asl che mi consiglia la calma e di attendere esito del tampone molecolare ASL, prima di prendere qualsiasi provvedimento. Avendo l’esito del primo tampone rapido negativo avvenuto 5-6 giorni prima, suppongo che la “positivizzazione” della mia collaboratrice sia avvenuta tra il martedì notte e il mercoledì mattina. Per sicurezza il venerdì svolgo tamponi rapidi di massa su tutto il personale (di nuovo) essendo passate 60 ore dall’ultimo contatto e tempo utile per la cosiddetta incubazione.
TUTTI NEGATIVI. Nel frattempo la mia collaboratrice in ansia, giustamente, fa eseguire tamponi Rapidi ai suoi familiari, scoprendo diversi positivi tra i suoi contatti stretti. Il suo tampone Asl viene fissato per il lunedì successivo. Ovviamente la mia collaboratrice fa sottoporre a tampone anche la sua bimba ed il marito. I risultati giungono 80 ore dopo SOLO per il marito e la bimba. Risultato POSITIVO. Suo marito e la sua piccolina risultano positivi al covid. L’esito del tampone della mia collaboratrice arriva un giorno più tardi (venerdì 23) nel primo pomeriggio ma l’esito è sconcertante: NEGATIVO. Non contento, bardato come un astronauta le porto un sierologico rapido per verificare la presenza di anticorpi.. ed è risultato positivo alla igG e quindi guarita o in via di guarigione completa. Lo stesso giorno in cui l’ASL comunicava la sua negatività al tampone e le ricordava che ora, essendo negativa ma contatto stretto con due positivi (il marito e la bambina) dovrà attendere tampone negativo di controllo il 29 OTTOBRE con risultati entro i primi di novembre per essere “liberata”.
Ho quindi ripetuto tampone rapido 6 giorni dopo l’ultimo contatto ai ragazzi con il contatto più stretto con la collaboratrice positiva. Ancora tutti negativi.
Ma secondo i dati ufficiali, noi in farmacia non abbiamo avuto MAI, nessun positivo, e quindi tutte le operazioni messe in essere sono frutto ESCLUSIVO, della mia e della nostra attenzione per non dire ansia.
Questo non per criticare l’operato della MIA ASL, di cui sono parte. TUTT’ALTRO. Anzi, stanno compiendo un lavoro sovrumano insieme alla protezione civile e ai medici. Mi inginocchio UMANAMENTE davanti a loro.
Questo per trasmettervi un messaggio chiaro. CONCRETO:
I tamponi rapidi ed i laboratori privati sono uno strumento fondamentale per la nostra protezione, ma vanno usati con coscienza e raziocino.. ma soprattutto INTELLIGENZA.
Io ho potuto farlo, perché ho potuto spendere oltre 2000 euro di tamponi privati. Se posso farlo io, può farlo il vostro datore di lavoro, e fidatevi sarà ben contento di tutelare la sua attività, e soprattutto la sua e la vostra salute.
Grazie a questa iniziativa, mia personale, abbiamo diagnosticato 8 giorni prima un contagio, iniziato 8 giorni prima una terapia, bloccato un focolaio potenzialmente pericoloso. E si ne sono fiero. Scusatemi, ma è così.
Comprendo dal profondo del mio cuore, che molti di voi che mi leggete, non sono privilegiati come me. Ma a volte, per proteggerci, basta poco:
Non sottovalutate piccoli sintomi. Anche se sembra un banale raffreddore.
Non è più il tempo di considerare i positivi “untori”.
Non è più il tempo di considerare un’onta aver contratto il Covid-19.
È il tempo di stringere le fila, mantenere le distanze, ma soprattutto considerare i tempi di incubazione e contagiosità e SOPRATTUTTO, non considerarsi IMMUNI DOPO UN SOLO TAMPONE RAPIDO. Questo per tutelare VOI, i vostri parenti, il vostro lavoro.
Passeranno dei giorni prima che noi farmacisti verremo gettati nella mischia in prima linea. Ma sarà così. Sappiatelo. È stato ed è sempre così.
Noi della Farmacia Vivo, come sempre Cominciamo prima.
Ah…i termoscanner poi, vi ricordo che hanno una temperatura di esercizio ottimale. Se sono sotto i 16/18 gradi non funzionano.. parlo di temperatura dell’ambiente.. sono anni che combatto con clienti delusi..
non servono a granché..
usate termometri ascellari. Costano 4 soldi. Basta comprarne uno per dipendente o per familiare.. circa 3 euro l’uno..
Allertatevi SUBITO, se la temperatura sale a 37.1 e prenotate un tampone rapido. Se negativo, ripetetelo dopo altri 2 giorni, e nel frattempo mascherina anche in casa.
Riducete la vostra presenza in luoghi chiusi e affollati a 8 minuti.
Lavatevi le mani. Sempre.
Ma fate frequenti sciacqui nasali con soluzioni ipertoniche e collutori alcolici pure.
Proteggete i vostri cari anziani.. ma non solo. Informatevi se i vostri cosiddetti “congiunti” sono in cura con SARTANI e ACE inibitori, e se si, informatevi sulla loro pressione sanguigna.. DEVE ESSERE PERFETTA!
Se siete stati in contatto diretto con un positivo, oltre alle indicazioni dell’ASL, NON RECATEVI A FARE TAMPONE RAPIDO SUBITO, ma contattate un laboratorio privato dopo 60-68 ore dal contatto.. OVVIAMENTE SE IN ASSENZA DI SINTOMI.
In caso di positività FATE FARE LO STESSO A TUTTI I CONTATTI DIRETTI CON CUI AVETE AVUTO A CHE FARE PER PIÙ DI 10 minuti senza mascherina.
Evitate il più possibile di farvi influenzare da chi è troppo allarmista, troppo complottista, troppo negazionista. Il risultato sarà SEMPRE una distorsione della realtà. Non c’è da aver paura, ma non bisogna neanche minimizzare.
Usate l’empatia più possibile o imparate FINALMENTE a usarla, ciò vuol dire cambiare il vostro modo di comunicare: non tutti sono o saranno in sintonia con le nostre opinioni o le nostre azioni, ma basta che si trovino 3 punti in comune e dopo si può discutere di tutto. Avremo tutti qualche vicino positivo, tra poco, se non noi stessi, ma non possiamo generalizzare le nostre personali esperienze e farne dogma, (si anche quella che vi ho raccontato qualche riga su) se non nelle azioni di prevenzione, e nell’attenzione.
Infine, chiedo alle istituzioni locali, al Sindaco ai direttori dell’Asl di istituire SUBITO un tavolo indipendente di confronto tra tutti gli operatori sanitari della zona, per mettere in campo una strategia che sia NUOVA.
È inutile (A MIO MODESTISSIMO PARERE) ad oggi tracciare e fare tamponi a tutti. È inutile minacciare col forcone chi vive ed opera da sempre in un substrato sociale come il nostro dove il lavoro nero e il “galleggiamento nella legalità” in genere sono la prassi.
SONO INUTILI LE QUARANTENE COSÌ LUNGHE, anzi sono la prima cosa di cui la gente ha paura, e che cerca disperatamente di evitare. Più del Virus.
Marigliano, San Vitaliano, Brusciano, etc, non sono città… Ma paesi che vivono di equilibri diversi.
Noi li conosciamo e De Luca no, o fa finta di non saperlo.
Nessuno di loro ci aiuterà veramente.
Dobbiamo aiutarci da soli.
Magari aiutando chi non ha le nostre garanzie sociali. Magari senza accusarli e tirare in ballo il detto “t’è piaciuta a biciclett.. e mo pedala”
Il prossimo DEVE ESSERE ORA un nostro fratello ma VERAMENTE. E non mi importa niente della religione. Non conta nemmeno quella.
Dobbiamo ESSERE UNA COSA SOLA.
Insieme.
E possiamo veramente vincere.
Per sempre.
Grazie a tutti.
Vi voglio bene e vi abbraccio, se pur a distanza.
Dott. Ettore Vivo

AGIS CAMPANIA: “15 milioni a sostegno del comparto sono risorse strutturali e ordinarie erogate dalla Regione”

Riceviamo da AGIS Campania e pubblichiamo. Si legge sulla pagina ufficiale del Governatore Vincenzo De Luca che la Regione Campania ha stanziato 15 milioni di Euro per lo spettacolo dal vivo. Sempre qui si annuncia l’uscita di un bando a sostegno dei lavoratori dello spettacolo. Un’ottima notizia se questo significasse l’adozione di nuove misure ad ulteriore integrazione di quanto già destinato al settore per legge. Ma così non è dal momento che i 15 milioni di cui parla il Presidente De Luca si riferiscono alle risorse strutturali ed ordinarie erogate ogni anno dalla Regione sulla base della legge-quadro 6/2007 che disciplina i contributi per le imprese campane del teatro, della danza, della musica, dello spettacolo viaggiante. Contributi che, contro i 12 mln di finanziamento del 2019 e solo dopo aver accolto le istanze dell’AGIS, sono stati portati a 15  quale integrazione per la parziale copertura delle perdite che le tante imprese del settore hanno riportato nei primi quattro mesi di lockdown. Per quanto riguarda il bando a sostegno dei lavoratori dello spettacolo bisogna chiarire che questo si riferisce ad un discusso dispositivo promulgato a luglio (con una dotazione economica di 2,5 milioni di euro) andato pressoché deserto per le modalità di accesso al contributo. Attraverso un nuovo dispositivo non ancora promulgato la Regione si appresta ad utilizzare le risorse avanzate con un nuovo bando rivolto a sostenere una platea di lavoratori più vasta. Fatto sta che il contenuto di questa dichiarazione, che si riferisce dunque a precedenti stanziamenti economici, sta di fatto creando molta confusione nel settore nonché generando malcontento e risentimento verso la categoria da parte di altri lavoratori, come ben si evince dai commenti pubblicati in risposta nella stessa pagina. Una situazione che, in questo momento di difficoltà, danneggia ulteriormente l’intera categoria e compromette ancor più il futuro di oltre 12.000 lavoratori dello spettacolo della Campania.

Boscoreale, discarica abusiva sequestrata dai carabinieri: 61enne denunciato

I carabinieri della Stazione di Boscoreale, nell’ambito dei servizi di controllo riguardanti il fenomeno “Terra dei Fuochi”, hanno individuato e sequestrato una discarica abusiva di oltre mille e duecento metri quadrati, realizzata su un terreno privato. La discarica era a ridosso della via Promiscua, prospicente il Parco Nazionale del Vesuvio. Nell’area erano stati illecitamente sversati componenti di motori di auto, scarti di lavorazioni edili, vecchi mobili in legno e altre suppellettili in metallo. Tra i rifiuti speciali abbandonati sul terreno e senza alcuna protezione dalle intemperie, vari elettrodomestici ed anche un tapis roulant. Il proprietario del terreno, un 61enne del posto, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per sversamento illecito dei rifiuti.

Marigliano, sindaco Jossa senza giunta né consiglieri: i contrasti nella coalizione allungano i tempi

Fino a ieri Peppe Jossa sembrava solo uno dei tanti sindaci affetti da “bollettinite” acuta, sindrome istituzionale che imperversa online in questo periodo di pandemia, caratterizzata da una compulsiva pubblicazione di aggiornamenti sanitari tesi a informare la cittadinanza. Oggi, invece, si scopre che il primo cittadino mariglianese è solo alla ricerca di una identità: sì, perché dopo oltre un mese dalle elezioni amministrative la città non ha ancora una giunta comunale, e il sindaco amministra in perfetta solitudine lo straordinario di questa emergenza Covid. Il motivo lo scopriamo grazie alle parole di Franco Canzerlo, eletto come consigliere nelle fila del Partito Democratico, il quale nella giornata di ieri si è lasciato andare a una confessione a mezzo social, smascherando le difficoltà di un’amministrazione che stenta non solo a decollare, ma addirittura a nascere. “Ad oltre un mese dal risultato delle elezioni, consci della responsabilità di gestire una macchina amministrativa che versa in una situazione assolutamente critica, se non tragica – emergenza covid, carenza di personale, bilancio deficitario, per fare solo pochi esempi -, dove neanche l’ordinario sembra potersi garantire, e nonostante non ci sia stata ancora l’ufficialità della proclamazione degli eletti, la delegazione del Partito Democratico (con rappresentanza anche del gruppo consiliare in pectore) ha assunto l’iniziativa di convocare le altre forze politiche della coalizione per cercare di garantire il governo alla città”. Infatti, come specifica l’avvocato su Facebook, non solo manca la giunta, ma per il momento non è stato nemmeno proclamato il consiglio comunale e chi è stato votato, ma non ha ancora uno scranno a disposizione, in questi giorni di emergenza sanitaria si arrabatta con tentativi di comunicazione istituzionale passati senza clamori sui vari gruppi di “casalinghe disperate” presenti sui social. Ma quali sono gli impedimenti? “Ci si è incontrati diverse volte con gli altri delegati” – prosegue Canzerlo – “Tuttavia, benché le premesse da parte di tutti fossero, invero, rassicuranti, con tutti i presenti garanti di buona volontà collaborativa per raggiungere un risultato collegiale e che determinasse pari dignità, si è assistito ad uno sfoggio di retropensieri, di riserve mentali, ad una mera enunciazione di richieste (o meglio, pretese!) da parte delle forze della coalizione, in evidente contrasto con le indicate premesse. […] Richieste assunte su posizioni non negoziabili e sulle quali c’è stato un arroccamento assoluto, da parte di tutti, anche delle forze numericamente meno rappresentate. Richieste che prevedevano una ingiustificata ed ingiustificabile prevaricazione della componente Azzurra Libertà-Città in Movimento nei confronti delle altre forze, sorda anche a tutte le disponibilità manifestate dal PD”. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Le due liste di ispirazione forzista, quelle citate anche dall’avvocato Canzerlo nel post, e cioè Azzurra Libertà (che ha fatto il pieno di voti) e Città in Movimento, avanzerebbero richieste irricevibili per “porre in situazione di subalternità l’unico partito, l’unica forza politica organica presente nell’attuale contesto”, ossia quel Partito Democratico di cui è espressione proprio il sindaco Jossa, tanto per cominciare. La lunga ombra di Paolo Russo, responsabile delle operazioni politiche che hanno portato prima alla creazione delle suddette liste e poi alla coalizione “di salute pubblica” che ha spaccato il PD mariglianese, sembra addensare nubi sul percorso dell’amministrazione Jossa: in questi giorni l’onorevole è intento a rilasciare numerose dichiarazioni riguardanti la gestione dell’emergenza pandemica in corso, eppure non ha ancora proferito parola sulla situazione politica che in città vive uno stallo molto pericoloso, come dimostra la chiosa del consigliere Canzerlo: “Si tornerà al tavolo delle trattative, certo. Ma laddove ognuno dovesse ribadire le proprie certezze, allora, purtroppo, non resterà altro che prenderne atto, recedere dai pre-impegni politici assunti, riprendere tutti libertà di azione e percorrere strade che conducano sempre e solo al bene della nostra città”. Incredibilmente tutto potrebbe finire ancora prima di iniziare, e per Marigliano sarebbe una beffa senza fine, dopo quanto accaduto con l’ex sindaco Carpino. Non si sono fatte attendere alcune reazioni, come quella di Vincenzo Esposito, candidato sconfitto alle urne da Jossa: “Fortuna che c’è ancora qualcuno che rappresenta le cose per quello che realmente sono. Ma non doveva essere MARIGLIANO PRIMA DI TUTTO?”, si chiede l’ingegnere ex PD. Secondo Salvatore Tramontano dei Popolari “i problemi sono diversi, forse uno è proprio quelli di prendere, per forza, assessori dalle liste”. Il suo auspicio è che si trovi un’intesa. “Il sindaco avochi a sé la nomina della giunta” – scrive un cittadino indignato -” Voglio vedere chi avrà il coraggio di sfiduciarlo in consiglio. E che nessuno sia preso dalle liste. Basta tradimenti della legge 81/93 (secondo la quale la carica di assessore è incompatibile con quella di consigliere, ndr). Chi deve fare il consigliere lo faccia. Senza velleità assessoriali”. Autunno caldissimo in città, dove al momento si contano 134 casi attivi di contagio da Covid-19 e di certo le preoccupazioni non mancano. Alla politica, a maggior ragione, è richiesto un atto di responsabilità per assicurare un governo leale e stabile alla comunità.

Somma Vesuviana, lettera firmata: “Mia nonna, vittima del Covid”

Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di un lettore, anche e non solo per evidenziare l’inadeguatezza del sistema e l’importanza di rispettare le regole.   «Non ce n’è coviddi!». Ce lo siamo ripetuti ridendo quest’estate, convinti che il covid-19 ci avesse lasciato. Ci siamo lasciati convincere da qualche medico in TV che il covid-19 fosse “clinicamente morto”. Anch’io avevo subìto il fascino di queste parole, ma mi sono presto scontrato con la dura realtà della “seconda ondata”, che ha letteralmente travolto la mia famiglia.  Mia nonna ha mostrato i primi vaghi sintomi il 12 ottobre. Otto giorni dopo l’abbiamo trasportata d’urgenza con la nostra auto in ospedale: era in insufficienza respiratoria. È venuta purtroppo a mancare il 21 ottobre. Nei quattro giorni precedenti ben TRE ambulanze sono venute a casa sua e nessuna di queste ha potuto ricoverarla: «non ci sono posti in ospedale», «non sappiamo dove mandarla», «chi volete che si prenda una signora di 92 anni?». Sì, mia nonna aveva 92 anni, quell’età a cui, leggendo i commenti alle notizie di covid-19, sembra non spetti nemmeno la pietà riservata solitamente a tutti i defunti. È stato duro realizzare che ciò che avevo sentito a marzo in TV riguardo Bergamo stava accadendo ora sul nostro territorio: le ore di attesa per ricevere un’ambulanza, l’impossibilità di trovare un ricovero in ospedale, la consequenziale selezione operata dal servizio d’emergenza in base all’età e alle chance di sopravvivenza. A chi ancora oggi pensa che il covid-19 sia innocuo, direi di provare a telefonare, senza successo, ai miei zii: due persone sulla cinquantina, in piena salute, che a quindici giorni dall’esordio della malattia sono ancora in ospedale, incapaci di sostenere una breve conversazione lontani dalla mascherina dell’ossigeno. E a chi ancora oggi pensa non siamo in un’emergenza sanitaria, consiglio di provare a fare una telefonata al 118: potreste restare 10 minuti in attesa anche solo per parlare con un operatore. Com’è possibile che siano bastate solo due settimane in Campania per far collassare tutto il sistema sanitario? Cosa è stato fatto in questi mesi? Com’è possibile che siamo riusciti a farci trovare impreparati dopo quanto accaduto in Lombardia? In primavera avevamo la speranza di chi è stato colto alla sprovvista ed è stato sopraffatto dagli eventi. Ma oggi è impossibile avere la stessa speranza: il virus ci aveva dato una tregua per prepararci e le nostre istituzioni hanno clamorosamente fallito.  Nella prima ondata scrivevo “Andrà tutto bene” su un lenzuolo e lo appendevo fuori al balcone, a questo giro è bastato poco per sostituire quel manifesto con il drappo nero del lutto.  Spero solo che i prossimi saranno più fortunati di me. Giovanni Merone

Somma Vesuviana, il consigliere Umberto Parisi: «Un chiarimento doveroso»

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Dal consigliere Umberto Parisi, capogruppo di Somma Futura, riceviamo e pubblichiamo un chiarimento riguardante il suo gruppo, una nota che segue al comunicato stampa che ieri annunciava la nascita di una nuova coalizione in vista delle amministrative 2022 e della quale fa parte anche il consigliere Vincenzo Piscitelli, al momento ancora componente del gruppo rappresentato in assise da Parisi.

“Faccio il mio sincero in bocca al lupo a questo nuovo soggetto politico. È sicuramente interessante il fatto che nella nostra città si ampli l’offerta politica, ma tengo a precisare, in veste di Capogruppo di Somma Futura, che il gruppo Consiliare da me rappresentato nell’Assise di Palazzo Torino, al momento non fa parte di questo nuovo percorso. Un chiarimento era doveroso da parte mia visto che uno degli animatori di questo progetto è, al momento, ancora un membro di Somma Futura”.

Nola, Covid Hospital, il sindaco Minieri: «Il “Santa Maria della Pietà” non si tocca!»

Il pronto soccorso del nosocomio nolano è ancora chiuso. Tante le criticità che i cittadini sono costretti a fronteggiare. In città i contagiati, ben 270, superano di gran lunga il numero di chi è attualmente in sorveglianza attiva, 181. Il sindaco si oppone all’idea di rendere ospedale Covid il “Santa Maria della Pietà”: «Questo significherebbe la fine per l’intera area con la paralisi di tutti i reparti». Le problematiche persistono, in primis a causa dell’assenza di adeguati percorsi Covid. Continua a peggiorare la situazione in cui riversa l’ospedale di Nola, con un pronto soccorso chiuso ormai da giorni, indisponibile ad accettare nuovi pazienti a causa di un incremento dei casi Covid, unitamente all’assenza di percorsi riservati. Tante le polemiche che nelle ultime ore si sono consumate in città e sui social, racconti di chi ha vissuto sulla propria pelle l’attuale realtà. Come una doccia d’acqua fredda arriva la risposta alla signora B. S. che nella scorsa notte ha portato d’urgenza il padre ultra settantenne in ospedale per un problema respiratorio: «Il pronto soccorso è chiuso». Tanta è la rabbia dei cittadini che non accettano una gestione approssimativa della pandemia in atto. A causa di mancanza del personale, di percorsi idonei, di spazi adeguatamente sanificati e soprattutto in virtù di un aumento di casi positivi al virus, si corre il rischio di giungere in condizioni di estrema urgenza al pronto soccorso ed essere accolti da un catenaccio che saldamente tiene serrato il cancello d’ingresso. In vista di queste criticità che ormai da giorni devastano una comunità già costretta a vivere nella paura del contagio, arrivano con forza le parole del sindaco Minieri, che si oppone all’idea di trasformare il nosocomio nolano in un Covid Hospital: «Cari Amici, come ben sapete in questi giorni più di una volta il Pronto Soccorso dell’ospedale di Nola, il “Santa Maria della Pietà” è stato temporaneamente chiuso a causa di casi Covid. Purtroppo, vista la curva epidemiologica in forte aumento su tutto il territorio regionale, è vera la notizia che vorrebbero trasformare il nostro presidio ospedaliero in “Covid Hospital”. Questo significherebbe la fine per l’intera area con la paralisi di tutti i reparti che, di fatto, subirebbero uno stop pericolosissimo per l’utenza che, voglio ricordare, è vastissima (circa 500.000 abitanti). Io non ci sto! Mi opporrò, come vi assicuro sto già facendo, ad ogni tentativo. Anzi, già nelle prossime ore istituirò un tavolo con tutti i sindaci dell’area e ne approfitto per rivolgere un accorato appello a tutti i consiglieri regionali neo eletti di questo territorio affinché prendano decisioni ad horas di tutela e protezione. Sono pronto a qualsiasi azione di protesta, se necessario, il “Santa Maria della Pietà” non si tocca».

Guerriglia urbana , Pulcinella lancia un messaggio di solidarietà per Napoli

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa da Angelo Iannelli Abbiate rispetto per il popolo napoletano che mostra sempre un “cuore” grande Dopo gli incresciosi scontri avvenuti nella manifestazione pacifica degli imprenditori di venerdì sera a Napoli contro le forze dell’ordine, da parte di infiltrati e violenti manifestanti è arrivato un messaggio solidale dell’artista poliedrico Angelo Iannelli che ha pubblicato un significativo messaggio solidale in difesa della napoletanitá, che è stata duramente attaccata dai vari mass media. Di seguito si riporta il post che ha riscontrato un grande consenso da parte dei suoi follower che hanno apprezzato molto le sue parole. Pulitevi la bocca se parlate di Napoli e siate orgogliosi! Sono indignato che per colpa di trenta persone che non hanno nulla da fare, solo vivere di manifestazioni e fare violenze, magari vivono con il reddito di cittadinanza e sfruttano le occasioni come queste, dove la gente è impaurita e arrabbiata. La città non può pagare il prezzo di essere definita “violenta”. Abbiamo dato lezione di vita durante la prima ondata della Pandemia attraverso iniziative solidali che addirittura sono state imitate da tutto il mondo. La nostra creatività, i nostri sorrisi, le nostre canzoni cantate sul balcone, il panariello sociale, anche Pulcinella con i suoi videomessaggi rivolti ai bambini e con i giochi di intrattenimento per i meno fortunati . Pulitevi la bocca se parlate di Napoli e siate orgogliosi! Non fate passare al mondo notizie sbagliate per colpa di alcune frange di persone senza cuore, una macchia nera non può rovinare un mare limpido che esprime passione e amore. Noi napoletani siamo i figli dei grandi della storia culturale: Totò, Eduardo De Filippo, Massimo Troisi, Pino Daniele, Giambattista Vico, Giordano Bruno, Raffaele Viviani, Sergio Bruni, Aldo Masullo, Luciano De Crescenzo, Luigi Necco, Bud Spencer e tanti altri. Pulitevi la bocca se parlate di Napoli e dei Napoletani! Siamo quelli dal cuore grande, quelli che se vediamo una persona in difficoltà siamo sempre disponibili a prestare un aiuto concreto. Siamo quelli che vanno avanti nella vita con mille difficoltà senza mai lamentarsi, cantando e con il sorriso. Pulitevi la bocca se parlate di Napoli e dei Napoletani! Siamo il paese della cultura, del turismo, ma pure della pizza, del caffè, della mozzarella, della pastiera, di Pulcinella e di Masaniello. Pulitevi la bocca se parlate di Napoli e dei Napoletani! In TV e sui mass media, mi sono tolto la maschera perché mi piace guardarvi in faccia. Se le Istituzioni non ci difendono, se tutti ci parlano male, fatevi guardare negli occhi

Covid, Paolo Russo(FI): “A Castellammare e Nola chiusi pronto soccorso: siamo costretti a star bene”

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa dal deputato di FI Paolo Russo   L’ospedale San Leonardo di Castellamare ed il Santa Maria della Pietà  di Nola accomunati da un infausto destino. Sono stati spesso vituperati e criticati, ma hanno rappresentato pur sempre, grazie alla abnegazione del personale sanitario, un punto di riferimento per tutte le urgenze di un territorio vasto di oltre un milione di abitanti. Il presidente De Luca ha cancellato con ordinanza le urgenze sul nostro territorio: ha stabilito che nessuno più avrà un infarto, che nessuno più potrà rompersi il femore, che nessuno più avrà un addome acuto”: così il deputato, Paolo Russo responsabile nazionale del dipartimento Sud di Forza Italia. “I colpevoli ritardi della Regione nell’approntare un piano Covid degno di questo nome hanno indotto nelle ultime settimane ad aprire diversi reparti Covid nei due nosocomi senza che siano arrivate nuove risorse umane, il che di fatto ha reso inaccessibili i pronto soccorso. Da troppi giorni i cittadini di Nola, di Pomigliano o di Castellammare se hanno bisogno di un soccorso urgente si affidano ad un peregrinare tra i vari ospedali della Campania. Una sorta di gimcana della “buona” sanità, da Sarno a Frattamaggiore passando per l’Ospedale del Mare con tappa al Ruggi di Salerno”, aggiunge il deputato. “Chi ha pensato questa idiozia – aggiunge – del tour regionale va cacciato a pedate e presto, ma intanto bisogna riaprire i pronto soccorso di Nola e Castellamare per erogare quella indispensabile risposta ad una domanda di salute resa più complicata dalla emergenza Covid. “Ci voleva troppo predisporre letti Covid in ospedali senza pronto soccorso? Ah già bisognava pensarlo, programmarlo ed organizzarlo per tempo ed il presidente De Luca è stato impegnato in questi mesi. In cosa? Nella sua straripante campagna elettorale a suon di gag e sparate utili per un voto estemporaneo, ma non per tutelare la salute dei nostri concittadini”, conclude Paolo Russo.

Somma Vesuviana, covid, in tre giorni registrati 72 casi. I positivi attivi sono 213

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana   Di Sarno (Somma Vesuviana): “Negli ultimi tre giorni abbiamo registrato 72 nuovi positivi. Siamo stati lungimiranti nell’anticipare alcune disposizioni. Un grazie alla stampa tedesca che oggi ha dedicato spazio a Somma Vesuviana evidenziandone cultura, volontariato, eccellenza rappresentata anche dai dirigenti scolastici. Un pensiero ai nostri studenti, veri eroi e a quelle coppie che nonostante l’emergenza stanno confermando i matrimoni in Comune ed in chiesa” “Negli ultimi tre giorni e dunque Venerdì, Sabato e Domenica, abbiamo registrato 72 nuovi casi di Coronavirus a Somma Vesuviana. Dunque la situazione attuale è di 213 positivi attivi ed altre 177 persone in sorveglianza sanitaria. E’ giusto che il sindaco informi la città come ho sempre fatto. Negli ultimi 3 giorni abbiamo registrato però anche 20 nuovi guariti. Alle ore 18 scatteranno controlli costanti delle Forze dell’Ordine e dei Vigili Urbani. Controlli che continueranno anche di notte. Ricordo che dalle ore 18 c’è la chiusura delle attività e dalle ore 23 il divieto di circolazione. Nella giornata dell’altro ieri abbiamo registrato anche il primo decesso della fase nuova di questa emergenza. In totale, da quando è iniziata la pandemia, abbiamo 5 morti. Alla luce di questi numeri, siamo stati lungimiranti nell’adottare i provvedimenti stringenti già 20 giorni fa, anticipando quelli del governo come sull’uso della mascherina e la didattica a distanza sulla quale e ringrazio il corpo docente di Somma Vesuviana, le scuole ed i dirigenti si sono attivati in tempi molto rapidi”. Lo ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano, oggi intervistato dalla Radio Nazionale Tedesca. “Ringrazio la stampa e nel caso specifico quella internazionale che in queste ore sta mettendo in evidenza il ritmo intenso della nostra Amministrazione – ha proseguito Di Sarno – sottolineando il come pur in un periodo do grande emergenza sanitaria si stia lavorando con continuità alla realizzazione di un paese moderno. Alla stampa tedesca ho ribadito la bellezza di Somma Vesuviana, il come sia un luogo di cultura e di tradizioni. Ben 6 milioni di euro saranno utilizzati per riammodernare le strutture scolastiche ma realizzeremo anche un nuovo Parco Scolastico. Inoltre Somma Vesuviana avrà una grande Villa Comunale, la riqualificazione urbana di Santa Maria del Pozzo dove sono situati due siti importanti come il Complesso Monumentale e la Villa Romana Augustea. Nonostante l’emergenza epidemiologica, gli archeologi napoletani e giapponesi hanno lavorato e stanno lavorando con costanza preparando il grande scavo 2021. La stampa tedesca ha messo in evidenza anche il come siamo riusciti a concretizzare importanti progetti relativi ad altre due grandi opere pubbliche: la nuova illuminazione su tutto il territorio e il rifacimento di decine di strade con la realizzazione di rotonde e di interventi per la sicurezza stradale. Proprio qualche giorno fa abbiamo ottenuto i fondi anche per la progettazione di interventi per la mitigazione dei rischi legati al dissesto idrogeologico”. Oggi anche la celebrazione di un matrimonio. “Un grazie ai nostri studenti, sono davvero ragazzi legati all’amore per la scuola. Vorrei porgere gli auguri anche alle famiglie che nascono – ha dichiarato Di Sarno – ed è stato bellissimo, emozionante, vedere oggi due giovani sposi unirsi in matrimonio. A tutte quelle coppie che nonostante l’emergenza stanno continuando a confermare sia al Comune e sia in chiesa la voglia di unirsi e dare vita alla famiglia, ma anche a quelle coppie che nonostante le difficoltà stanno confermando il matrimonio magari anche spostandolo al 2021, va tutta la mia stima e grazie perché ci regalate momenti di gioia e di amore. I valori della famiglia sono sempre più vivi!”.