Covid, Anaao Campania: “Territorio disorganizzato, i pronto soccorso soffrono”
“Ci sono molti punti critici nel modo in cui la sanità campana affronta il covid19, che partono forse dallo spreco di questi mesi in cui non si è creata un’organizzazione della rete ospedaliera covid e non covid. Oggi si corre dietro alla mancanza dei posti letto e ancora più del personale da dedicare a quei posti”. Lo afferma Vincenzo Bencivenga, segretario regionale Anaao Campania in una conferenza stampa organizzata da Anaao Assomed, associazione dei medici dirigenti, e dal sindacato Cimo per analizzare le criticità della sanità regionale nell’affrontare la pandemia.
Per fronteggiare l’emergenza i medici chiedono immediati interventi per rendere percorribile l’assistenza con percorsi separati, l’individuazione di strutture autonome per il Covid e un tavolo di confronto tra sindacati ed il Presidente della Regione Campania, ad oggi mai avvenuto.
Bencivenga sottolinea “l’appello del coordinatore del 118 – dice – perché i mezzi arrivano ma non si riesce ad assistere le persone adeguatamente, c’è una assoluta disorganizzazione del territorio, e questo si ripercuote su tutti i pronto soccorso della Campania. Lo abbiamo visto in questi giorni quando più volte che i pronto soccorso hanno dichiarato che posti letto per ricoveri urgenti non ce n’erano, né covid né non covid. in più arriva anche un allarme dal trattamento delle altre patologie: le persone non sanno a chi rivolgersi”.
Bencivenga lancia un appello al governatore campano Vincenzo De Luca: “Noi ci offriamo – spiega – come forza sociale a un confronto regionale per dare un contributo. Lo stesso De Luca ha fatto l’appello al governo per chiedere altro personale, confermando le carenze che ci sono, quindi dobbiamo trovare un modo per prendere altro personale specializzato. Possiamo cercare anche fuori regione, possiamo fare un appello anche all’estero per far rientrare persone che sono andate via dall’Italia”.
(Foto ANSA Campania)
Città Metropolitana: pronti 1,25 milioni di euro per la manutenzione delle strade nel nolano
Parte la manutenzione per la sicurezza delle strade dell’area Nolana per un milione e 250mila euro. È stato sottoscritto dalla Città Metropolitana di Napoli il contratto di appalto per i lavori di manutenzione straordinaria e di sistemazione della rete viaria di Ponte dei cani, Pomigliano-Acerra, Nola-Visciano, ex SS 162 Valle Caudina, Gaudello. L’Accordo quadro ha una durata di dodici mesi. Le strade interessate costituiscono la rete secondaria dei collegamenti da e per i centri abitati con gli assi stradali di grande comunicazione, autostrade ed extraurbane principali, e garantiscono anche i collegamenti locali.
Saranno effettuati lavori di ripavimentazione, di installazione e ripristino della segnaletica orizzontale e verticale, di installazione di barriere e riparazione di parapetti, muretti e marciapiedi, manutenzione dell’illuminazione e dei sistemi di sicurezza, pulizia dei sistemi di smaltimento delle acque piovane, di sfalcio della vegetazione e taglio di alberi e rami pericolosi, di bonifica della sede stradale da rifiuti solidi urbani e non, di rimozione della cartellonistica pubblicitaria abusiva. Sarà, inoltre, garantita la continuità delle prestazioni di pronto intervento in caso di necessità mediante l’istituzione di un servizio di reperibilità h24 per 365 giorni l’anno.
Acerra, maxi sequestro dei carabinieri forestali: dai cantieri Enel emergono rifiuti tossici
Mentre il Covid mette sempre più paura torna a fare capolino ad Acerra l’antico mostro, l’inquinamento del suolo. Qui sono bastati alcuni semplici scavi per la posa dei cavi telematici ed elettrici a far suonare l’ennesimo allarme: scorie sotto il terreno. Ieri infatti i carabinieri forestali della stazione di Marigliano, diretti dal maresciallo Alessandro Cavallo, hanno messo a segno una maxi operazione, nell’area Asi. I militari hanno sequestrato contemporaneamente quattro cantieri in cui l’Enel e le società delle telecomunicazioni stavano effettuando la realizzazione di una serie di importanti collegamenti al di sotto del livello stradale. Ma dalle buche scavate per dare il via alla posa dei cavi sono emersi rifiuti di ogni sorta. Si sospetta che siano anche rifiuti tossici. L’elenco delle schifezze emerse dal sottosuolo è lungo: guaine bituminose, calcinacci, pezzame, amianto, fanghi di depurazione contenenti cotton fioc, composti minerali di colore nero, verde, blu, esalazioni di idrocarburi. Con il sequestro operato dai carabinieri forestali i lavori di realizzazione dei collegamenti infrastrutturali sono stati ovviamente bloccati. Le scorie sono state riportate alla luce lungo le strade principali della zona industriale di Acerra. Qui le aziende di fornitura dei servizi elettrici e telematici (fibra ottica) avevano aperto una serie di buche per la posa dei cavi. Sul posto però si sono recati anche gli ambientalisti della zona, guidati dal noto ecologista Alessandro Cannavacciuolo. “Da diversi giorni stavamo osservando questi scavi – racconta Cannavacciuolo – e siccome conosciamo bene la storia di quest’area ne abbiamo approfittato per controllare meglio. Quindi ci è bastato dare un’occhiata all’interno dei fossi praticati allo scopo di posare i cavi per capire subito quello che stava accadendo: abbiamo visto rifiuti a non finire nel suolo, intere stratificazioni”. Il sospetto è che l’area industriale di Acerra sia sorta su una ciclopica discarica abusiva di rifiuti. Un sospetto sempre più fondato visto il sequestro di ieri. Del resto da queste parti, nell’area Asi di Acerra, una delle prime operazioni risale a quasi trent’anni fa, quando la polizia di Stato sequestrò l’intero collettore che dalla Montefibre giunge fino al depuratore di Caivano: due chilometri di rifiuti, una delle discariche abusive più lunghe della storia dell’inquinamento. Un serpente di veleni mai bonificato, scarti ormai sepolti sotto un ultradecennale strato molto spesso di piante ed erbacce. Intanto l’anno scorso gli ambientalisti hanno scoperto che in un documento inviato alla Regione Campania e al Comune è scritto che nel sottosuolo di una delle tante aziende che compongono il polo dei rifiuti si nascondono altre scorie pericolose. E il ritrovamento di ieri è stato fatto proprio davanti a un impianto di stoccaggio e trattamento confiscato dallo Stato a una nota organizzazione dell’ecomafia.
Ercolano, atti vandalici intimidatori contro imprenditore anticamorra. La denuncia di Azione
Riceviamo da Ercolano in Azione e pubblichiamo.
Filippo Nocerino è un imprenditore di Ercolano che lavora nel campo dell’edilizia pubblica e che, una decina di anni fa, ha denunciato tutti i clan che avevano le mani sugli appalti pubblici. La sua azienda sta lavorando al momento sul cantiere di via Mare per l’apertura di uno spazio verde gestito dal Comune di Ercolano e dal Parco Archeologico, con l’idea di cambiare tutte le dinamiche di fruizione di questo quartiere del centro storico, permettendo così la crescita di flussi turistici e togliendo i residenti dall’isolamento, nonché favorendo la nascita di nuove iniziative culturali e sociali. Tutto bellissimo sulla carta, ma forse non tutti sono felici del cambiamento. Qualche mattina fa, infatti, la macchina di famiglia di Filippo è stata presa di mira ed è stata distrutta da alcuni individui non identificati.
“Appena ho appreso la notizia mi sono recato sul cantiere per manifestare la mia vicinanza a Filippo. – dichiara Piero Sabbarese, consigliere comunale di Azione – Nonostante non si conosce bene la natura dell’aggressione, ho ritenuto giusto far capire che le istituzioni ci sono e non lo abbandoneranno. Questa intimidazione è un atto grave, e al di là delle indagini degli inquirenti penso che la comunità si debba stringere attorno ad individui in prima linea come lui. Se questo territorio, dopo molti anni di battaglie e sacrifici, è riuscito a liberarsi dal cancro della camorra, è grazie a persone come Filippo che si sono battute per la libertà di tutti noi. Ho anche chiamato immediatamente il senatore Matteo Richetti (leader del partito Azione) che ha manifestato la sua preoccupazione per questa vicenda e ha promesso di portarla all’attenzione della politica nazionale.”
Napoli e provincia, maltrattamenti in famiglia. Carabinieri in prima linea nel contrasto alla violenza di genere
Anche in questo momento continua l’impegno dei Carabinieri del comando provinciale di Napoli nel contrasto alla violenza di genere. Negli ultimi 15 giorni sono 3 le persone sottoposte a misure restrittive, 3 quelle denunciate e 1 arrestata in flagranza.
Partendo da quest’ultimo, i carabinieri della tenenza di Caivano hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia un 33enne del posto già sottoposto ai domiciliari per rapina e resistenza a p.u.
I militari, allertati dalla centrale operativa, sono intervenuti nella sua abitazione perché stava minacciando di morte i familiari conviventi. Non era la prima volta e il suo comportamento si è protratto anche in presenza dei carabinieri. Finito in manette, il 33enne è stato tradotto al carcere di Poggioreale.
In carcere anche un 37enne di Fuorigrotta, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della procura partenopea ed eseguita dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Bagnoli.
Da circa 10 anni maltrattava il padre convivente, costringendolo a vessazioni psicologiche e fisiche: chiedeva denaro per acquistare droga e ogni rifiuto sfociava in violenze e minacce di morte. Le “richieste” erano accompagnate da minacce, percosse e ricatti morali: “se non mi dai i soldi” – ripeteva il 37enne al padre – “io faccio i guai [….]mi metto a spacciare”.
Nel periodo compreso tra il marzo e l’agosto scorso, l’uomo era riuscito a sottrarre al genitore circa 30mila euro.
Ancora una misura in carcere per un 43enne di San Giuseppe Vesuviano, già noto alle ffoo, ritenuto gravemente indiziato del delitto di maltrattamenti in famiglia, commesso in danno della moglie convivente.
I carabinieri della stazione locale hanno raccolto la denuncia della donna e documentato anni di violenze e insulti, solo allora raccontati. Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Nola su richiesta della locale Procura, ha visto il 43enne finire in una cella della casa circondariale di Poggioreale.
Dovrà scontare 6 mesi e 7 giorni di detenzione domiciliare un 34enne di Torre del Greco, arrestato dai Carabinieri della locale stazione, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della repubblica presso il tribunale di Torre Annunziata. Maltrattamenti in famiglia il reato contestato.
Denunciata per maltrattamenti in famiglia una 18enne incensurata di Sant’Antonio Abate. I carabinieri della stazione locale hanno ricostruito 4 anni di vessazioni compiute ai danni del padre, della madre e del fratello.
I carabinieri della stazione di Cimitile hanno denunciato un 36enne del posto già noto alle ffoo. Il reato è sempre lo stesso, maltrattamenti in famiglia.
Intervenuti nella sua abitazione, i militari hanno accertato che l’uomo avesse più volte minacciato e percosso per futili motivi la compagna convivente – incinta – anche in presenza della figlia minore.
Minacce e percosse denunciate da una 78enne di Saviano ai carabinieri della locale stazione.
L’anziana ha confessato di non aver mai denunciato né raccontato i maltrattamenti posti in essere per molto tempo dal figlio convivente. Ha parlato di minacce e percosse subite per mesi e mai refertate in pronto soccorso. L’uomo è stato denunciato.
Il Comando Provinciale continuerà senza sosta l’attività di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, avvalendosi della preziosa collaborazione dei centri antiviolenza sul territorio e della “stanza tutta per sé”: uno spazio confortevole istituito nella stazione carabinieri di Napoli Capodimonte, in collaborazione con la “Soroptimist International Italia” e dedicato all’ascolto delle vittime di reati di genere e alla raccolta delle loro denunce.
Somma Vesuviana, D’Avino: “Su mia proposta approvato il progetto per uno stadio moderno, per un complesso sportivo moderno”
Riceviamo e pubblichiamo.
“In pieno Covid, in queste ore abbiamo portato avanti anche il progetto di recupero dello Stadio e riqualificazione dell’area. Nell’interesse di Somma Vesuviana non ci stiamo fermando”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano. Riunitasi con modalità a distanza, la Giunta Comunale ha aprovato il progetto riguardante lo Stadio in località Santa Maria del Pozzo.
“Approvato dalla Giunta, su mia proposta, il progetto definitivo dei lavori di adeguamento dell’impianto sportivo comunale “Felice Nappi” con annessione area adiacente e copertura campo polivalente – ha dichiarato Sergio D’Avino, Assessore allo Sport del Comune di Somma Vesuviana – per un valore di 770.000 euro che saranno coperti in parte con contributo da richiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio per lo sport ai sensi del bando pubblico denominato “Sport e periferie 2020” ed in parte con fondi dell’Amministrazione Comunale. Non è necessario acquisire altri pareri di Enti competenti sul progetto oltre quello già rilasciato. Si tratta di un altro passo importante compiuto dall’attuale Amministrazione Di Sarno a testimonianza del fatto che mai ci siamo fermati e mai ci fermeremo nell’interesse del paese. La comunità sommese attendeva da tempo e a breve avrà un complesso sportivo nuovo, moderno, all’avanguardia”.
[VIDEO] Marigliano, intervista al sindaco Jossa: domani la proclamazione dei consiglieri, attesa per la giunta
Come comunicato ieri dal primo cittadino Peppe Jossa, nella giornata di domani, venerdì 30 ottobre, alle ore 17, si procederà finalmente alla proclamazione dei consiglieri comunali eletti durante la tornata elettorale del 20 e 21 settembre scorso. La proclamazione avrà luogo all’interno della sala consiliare nel pieno rispetto delle normative anti-covid.
Tuttavia, a poche ore dall’ultimo atto di una maratona lunga oltre un mese non sono comunque mancate le soprese. In extremis, infatti, entrano in consiglio comunale Filippo Altarelli di Cambia con Noi, che prende il posto di Pasquale Falco della lista Andiamo Avanti per Marigliano, e soprattutto il veterano Michele Cerciello, factotum della lista Impegno Civico che occupa la casella lasciata vuota dall’avvocato Pasquale Alloca, ex Fratelli d’Italia eletto nelle fila della lista civica di ispirazione forzista Città in Movimento. Come fa notare Carlo Esposito della Lega “la notizia è degna di nota perché i voti delle liste elettorali, accertati dalla commissione elettorale centrale presieduta dal dott. Tufano Antonio, risultano diversi da quelli diffusi dal Comune. A circa 40 giorni dalle urne, è più complicato formare la giunta comunale: il cambio di rappresentanza consiliare richiede altre consultazioni e nuovi accordi”.
Anche di questo abbiamo parlato con il sindaco Jossa, da noi interpellato ieri sera, subito dopo l’incontro avvenuto in piazza Municipio con i commercianti che protestavano contro la chiusura alle 18 determinata dal nuovo DPCM del governo.
Al momento, comunque, e in attesa di eventuali ed ulteriori novità dell’ultima ora, il consiglio comunale dovrebbe essere così composto:
Al momento, comunque, e in attesa di eventuali ed ulteriori novità dell’ultima ora, il consiglio comunale dovrebbe essere così composto:
- Vincenzo Esposito (Popolari)
- Assunta De Rosa (Cambia con Noi)
- Francesco Tramontano (Popolari)
- Sebastiano Guerriero (Cambia con Noi)
- Sebastiano Molaro (Cambia con Noi)
- Anna Rita Maione (Popolari)
- Filippo Altarelli (Cambia con Noi)
- Rosa Capua (Periferia 2030)
- Filomena Bolero (Partito Democratico)
- Felice Mautone (Azzurra Libertà)
- Adolfo Stellato (Partito Democratico)
- Sabato Manna (Azzurra Libertà)
- Raffaele Coppola (La Città che Vogliamo)
- Carmela Vivolo (Impegno Civico)
- Paolo Aliperti (Partito Democratico)
- Raimondo D’Oto (Azzurra Libertà)
- Giuseppe Allocca (Azzurra Libertà)
- Sebastiano Sorrentino (Partito Democratico)
- Franco Canzerlo (Partito Democratico)
- Michele Cerciello (Impegno Civico)
- Giuseppe D’Agostino (Partito Democratico)
- Antonio Di Sauro (Città in Movimento)
- Raffaele Caprio (Azzurra Libertà)
- Raffaele Guerriero (Azzurra Libertà)
MoVimento 5 Stelle: “Rete Covid, coinvolgere subito i due Policlinici universitari”
Riceviamo e pubblichiamo.
La richiesta a firma di senatori, deputati e consiglieri regionali della Campania in una nota inviata ai ministri della Salute e dell’Università e al governatore De Luca: “Sono dotati di mille posti letto, delle migliori professionalità e di spazi adeguati per la gestione dell’emergenza pandemica”
“È indispensabile potenziare la rete Covid in Campania, ma contestualmente va garantita la sopravvivenza di quanti ricorrono al sistema dell’emergenza e urgenza per patologie tempo-dipendenti. L’ esiguità dell’offerta esistente non consente di chiudere alcun pronto soccorso, eppure questa pare essere la strategia attualmente perseguita. Pertanto chiediamo che, coerentemente alle disposizioni dell’Unità di crisi regionale, i due Policlinici Universitari Vanvitelli e Federico II siano interamente convertiti a Covid hospital. Strutture imponenti come le sedi dei due policlinici napoletani devono essere parte essenziale e protagonisti della gestione dell’emergenza per il loro livello di specializzazione, organizzazione e competenza”. E’ quanto si legge in una nota inviata al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a firma dei consiglieri regionali, dei senatori e dei deputati campani del Movimento 5 Stelle.
“In tutte le città di Italia – prosegue la nota – gli ospedali sede di insegnamento e ricerca sono mobilitati per la lotta contro il nuovo coronavirus. Con una disponibilità di oltre mille posti letto, i due policlinici Universitari dispongono di una intera cittadella ospedaliera, in zona prospiciente allo svincolo della Tangenziale, dove sono immediatamente reperibili professionalità, esperienza e spazi adeguati. Eppure non offrono un servizio di Pronto soccorso generalista e dunque la maggior parte delle attività cliniche sono a tutt’oggi bloccate dalle disposizioni regionali. Chiediamo pertanto di intraprendere ogni utile iniziativa – si legge a chiusura della richiesta dei parlamentari e dei consiglieri regionali M5S – affinché si attivino, presso la cittadella universitaria, servizi Covid dedicati di accettazione, ricovero, cura, follow up e riabilitazione, dotati di aree di assistenza di media complessità, sub intensiva ed intensiva, per garantire il diritto alla salute ai cittadini della nostra Regione”.
Estorsione aggravata dal metodo mafioso: misura cautelare per 7 persone legate al clan De Luca Bossa
Il Comando Provinciale Carabinieri di Napoli e la Squadra Mobile della Questura di Napoli hanno eseguito due fermi di indiziato di delitto disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 7 persone legate al clan camorristico DE LUCA BOSSA gravemente indiziati del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso ed al fine di agevolare l’organizzazione di appartenenza.
I due provvedimenti riguardano, rispettivamente, un’estorsione commessa nell’ambito della gestione delle abitazioni di edilizia popolare e un tentativo di estorsione continuata nei confronti di un imprenditore.
In particolare, il primo decreto di fermo, eseguito dalla Squadra Mobile di Napoli, è stato emesso nei confronti di tre indagati, DE LUCA BOSSA Umberto, attuale reggente dell’omonimo clan, BOCCARDI Roberto e SORRENTINO Mario, che hanno richiesto ad una donna la somma di denaro di 5000 € quale prezzo per conservare il possesso dell’alloggio popolare nel quartiere Ponticelli in cui viveva con il figlio minore. A seguito delle minacce ricevute, non disponendo della somma di denaro, la vittima è stata costretta ad allontanarsi per evitare ulteriori ritorsioni.
Il secondo provvedimento, eseguito dalla Compagnia dei Carabinieri di Torre del Greco e dalla Tenenza di Cercola, è stato emesso nei confronti di 4 indagati -BONITO Eugenio; DE LUCA BOSSA Giuseppe, esponente dell’omonimo clan, AMITRANO Domenico e FICO Carmine-, e riguarda un tentativo di estorsione continuato commesso nei confronti di un imprenditore che dopo aver subito in data 9 settembre gravi danni alla propria concessionaria di autovetture, a causa dell’esplosione di un ordigno artigianale, ha ricevuto una richiesta estorsiva di 50.000,00 euro.
Il Giudice per le indagini preliminari ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di tutti gli indagati.
Umberto De Luca Bossa,
Antonio DE LUCA BOSSA alias Tonin O’Sicc detenuto in regime di 41/bis.
Umberto Boccardi, alias “Recchiolone”
Marco Sorrentino
Eugenio Bonito
Giuseppe De Luca Bossa, fratellastro del fondatore del clan DE LUCA BOSSA Antonio, alias Tonin O’Sicc, attualmente detenuto in regime di 41/bis.
Domenico Amitrano
Carmine Fico
Marigliano, emergenza Covid: una serata di tensione e dialogo tra i commercianti e le istituzioni
Ha avuto luogo nel tardo pomeriggio il flash mob di protesta dei commercianti mariglianesi, promosso e organizzato dalla locale confcommercio. Alcune decine di persone si sono recate in piazza Municipio, sotto le finestre della casa comunale, per protestare pacificamente contro le misure anti Covid dell’ultimo DPCM firmato dal presidente Conte, ma anche per far sentire alle istituzioni e alla città tutta la voce compatta di un settore particolarmente provato dalla pandemia e le sue propaggini.
Qualche momento di tensione si è verificato subito dopo l’inizio, quando qualche antifurto dei negozi ha risuonato lungo Corso Umberto I, in segno di protesta. Alcuni cittadini si sono riversati in strada e hanno provato a bloccare il traffico veicolare, proprio all’altezza dell’incrocio tra i due corsi principali della città. L’immediato intervento delle forze dell’ordine, Carabinieri e Polizia Municipale lì presenti a monitorare la situazione, ha consentito di risolvere con il giusto approccio una situazione calda ma che non ha mai rischiato di degenerare.
Quando l’atmosfera si è rasserenata è iniziato anche un momento di interazione e dialogo tra i manifestanti, guidati da Domenico Tomo, presidente di M.I.A. Confcommercio, e il sindaco Peppe Jossa, in sella da appena un mese.
I commercianti sono esausti ed esasperati e chiedono al primo cittadino un sostegno concreto, nonché una vicinanza in questo momento di grave difficoltà: sono in molti a chiedere un lockdown immediato, al fine di salvare almeno il periodo natalizio e scongiurare il peggio. Il sindaco Jossa, nel discutere con alcuni concittadini, ha sottolineato come tanto si sarebbe potuto e dovuto fare meglio, sia a livello sanitario che politico: le prime azioni concrete della sua amministrazione, nel tentativo di venire incontro alle richieste dei commercianti, dovrebbero riguardare un’attenzione particolare alla TARI, la tassa sui rifiuti che potrebbe essere riconsiderata insieme da qui a breve, alla luce delle attuali difficoltà economiche.
Seguiranno ulteriori faccia a faccia nei prossimi giorni.
Quando l’atmosfera si è rasserenata è iniziato anche un momento di interazione e dialogo tra i manifestanti, guidati da Domenico Tomo, presidente di M.I.A. Confcommercio, e il sindaco Peppe Jossa, in sella da appena un mese.
I commercianti sono esausti ed esasperati e chiedono al primo cittadino un sostegno concreto, nonché una vicinanza in questo momento di grave difficoltà: sono in molti a chiedere un lockdown immediato, al fine di salvare almeno il periodo natalizio e scongiurare il peggio. Il sindaco Jossa, nel discutere con alcuni concittadini, ha sottolineato come tanto si sarebbe potuto e dovuto fare meglio, sia a livello sanitario che politico: le prime azioni concrete della sua amministrazione, nel tentativo di venire incontro alle richieste dei commercianti, dovrebbero riguardare un’attenzione particolare alla TARI, la tassa sui rifiuti che potrebbe essere riconsiderata insieme da qui a breve, alla luce delle attuali difficoltà economiche.
Seguiranno ulteriori faccia a faccia nei prossimi giorni. 
