Marigliano, a pochissime ore dal primo consiglio comunale arrivano anche i capigruppo

Domani, sabato 14 novembre, alle ore 10 avrà luogo il tanto atteso primo consiglio comunale dell’amministrazione Jossa: il sindaco, in perfetta salute ma alle prese con un isolamento domiciliare, non sarà presente in aula consiliare e prenderà parte alla pubblica assise da remoto. Questa sera, a pochissime ore dal primo confronto tra le parti, che dovrebbe essere trasmesso in diretta streaming, le forze politiche che compongono la coalizione di maggioranza hanno annunciato la scelta dei capigruppo.
“Il Partito Democratico di Marigliano si tinge di rosa”, si legge in una nota pubblicata dal locale PD su Facebook qualche minuto fa. “Con coraggio e determinazione, il gruppo consiliare, Adolfo Stellato, Paolo Aliperti, Sebastiano Sorrentino, Francesco Canzerlo e Peppe D’Agostino, nomina all’unanimità capogruppo
Mena Bolero, prima eletta in città”. Mena Bolero, classe 1983, è psicologa e psicoterapeuta, libera professionista e in servizio presso L’Associazione Leo Onlus.
Una buona notizia, quella della nutrita presenza femminile, che sottolinea una certa sensibilità dell’area democratica e tende a invogliare, è questo l’auspicio, una nuova partecipazione delle donne alla vita politica della città. Dallo schieramento dell’onorevole Paolo Russo, invece, arriva un comunicato stampa che annuncia le scelte operate dalle due liste civiche di ispirazione forzista. “Le liste di centro destra che compongono la maggioranza guidata dal sindaco Peppe Jossa hanno designato all’unanimità i capigruppo in consiglio comunale. A guidare Azzurra Libertà sarà Raffaele Caprio mentre a rappresentare Città in movimento  sarà Pasquale Allocca. Le indicazioni saranno comunicate domani nel corso della prima assemblea cittadina convocata per le 10. A Caprio e ad Allocca il compito di convogliare la proposta politica che è frutto di un progetto di responsabilità e di buona amministrazione per risollevare le sorti della città di Marigliano. I leader dei due gruppi lavoreranno per esaltare il lavoro delle compagini che hanno contributo alla formazione del nuovo governo locale e per  dare concretezza al programma amministrativo che ha ricevuto la fiducia dei cittadini. Diritti, vivibilità, ascolto e soprattutto tutela della salute della comunità  in un momento di particolare crisi sanitaria le priorità sulle quali eletti e non eletti si stanno già concentrando per dare le doverose risposte alle istanze di famiglie ed imprese in difficoltà”.

Eduardo Amato. Il pittore dell’anima, della natura e delle genti

In occasione del terzo anniversario della morte del pittore Eduardo Amato (Napoli, 07.12.1938 – Forte dei Marmi, 10.11.2017), curato dallo scrittore Angelo Amato de Serpis, è appena uscito un nuovo lavoro dal titolo Eduardo Amato. Il pittore dell’anima, della natura e delle genti, dedicato proprio all’artista napoletano di nascita, ma palmese e nolano di adozione. La monografia, curata dal figlio Angelo, autore tra gli altri del romanzo Arpad ed Egri, è un excursus sul percorso artistico di questo pittore, allievo di artisti quali Vincenzo Canino, Carlo Verdecchia e, principalmente, Roberto Carignani, attraverso oltre cento immagini di sue opere, biografia, vicende storiche, critiche, riflessioni, pensieri ed emozioni annotate e raccolte, dopo oltre sessanta anni di attività. Eduardo Amato. Il pittore dell’anima, della natura e delle genti, vuol essere anche un omaggio e un ringraziamento indiretto ai tanti amici, appassionati, critici, artisti, che hanno supportato l’attività di Amato nel corso degli anni, attraverso giudizi critici, note di apprezzamento o semplice volontà di esternare le emozioni suscitate dalle sue opere, lasciandone testimonianza scritta. «L’idea di curare questa monografia – ha ribadito Angelo Amato de Serpis – è stata sollecitata dalla curiosità e dall’interesse suscitate dalle opere di mio padre, anche dopo la sua scomparsa. L’iniziativa successiva, quale omaggio alla sua memoria e alla sua arte, di raccogliere quante più immagini delle sue numerosissime opere sparse nel mondo, attraverso i social e una pagina dedicata a lui e ai suoi dipinti nel mio profilo di facebook, alla quale hanno aderito entusiasticamente moltissimi amici e collezionisti, hanno portato poi, come sbocco naturale, alla realizzazione di questo lavoro, anche per sopperire alla difficoltà oggettiva di poter realizzare una esposizione retrospettiva della sua copiosa produzione artistica, richiestami da più parti. Pur essendo un tipo di pubblicazione molto lontana dai miei precedenti e futuri lavori e, proprio perché a curarla sono stato io che sono uno dei suoi figli, ho cercato di raccogliere quante più testimonianze, delle più diverse provenienze e caratteristiche, che ho potuto, con molta fatica, recuperare. Registrare voci eterogenee mi ha dato la possibilità di omaggiare e ringraziare i tanti che hanno voluto testimoniare negli anni il loro apprezzamento e la loro vicinanza a mio padre (e mi scuso per i tanti altri che mi sono sfuggiti), oltre a sollevarmi un po’ dalla responsabilità e dal rischio di poter commettere errori, per così dire, di “affezione”. Penso, infine, possa essere anche un piccolo omaggio a quelle città che mio padre ha tanto amato e “raccontato” in molti suoi lavori, come Napoli, Nola, Palma Campania e la Versilia, dove ha vissuto negli ultimi anni.» Angelo Amato de Serpis (1970), nolano, è giornalista pubblicista dal 1994. E’ stato corrispondente dei quotidiani il “Giornale di Napoli” e de “Il Mattino” di Napoli. E’ inoltre autore dei racconti storici “Con il naso all’insù” (2009), “Il giorno senza domani. Una storia del Vesuvio di 4000 anni fa” (2011) editi da Albus Edizioni e “Árpád ed Egri” (2016) edito da Graus Editore, liberamente tratto dalla vita dei due grandi allenatori di calcio ebrei-ungheresi Árpád Weisz ed Ernö Egri Erbstein.

Somma Vesuviana, il medico dell’ambulanza comunale: “Ieri 10 interventi in 12 ore, 2 in codice rosso”

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana Di Matteo (medico): “Ieri 10 interventi in 12 ore, 2 in codice rosso. Gente che si sente abbandonata e ha paura di recarsi al Pronto Soccorso. Modello Somma dovrebbe essere esteso agli altri comuni”. Di Sarno (sindaco di Somma): “In due giorni abbiamo assistito a casa più di 20 persone di cui 3 in codice rosso, una persona anziana aveva anche un ictus. Abbiamo voluto ed istituito questo servizio per assistere a casa tutti coloro i quali sono affetti da Covid”. Solo il Comune di Somma Vesuviana ha attivato l’ambulanza comunale con servizio sanitario esclusivo per i cittadini di Somma Vesuviana affetti da Covid per assistenza a domicilio. L’equipe è formata da: medico, infermieri e autista. Mini sala operativa al piano terra del Comune. Ricevuta la chiamata l’ambulanza parte per assistenza a casa. Ecco il numero vedere al quale chiamare gratuitamente: 800 – 261.487. Attenzione! Il servizio è solo per chiamate dal territorio di Somma Vesuviana, dalle ore 12 alle ore 24, tutti i giorni. “Ieri dalle ore 12 alle 24 abbiamo effettuato ben 10 interventi, dunque la media è di uno ogni ora e venti minuti e di questi 10 abbiamo trovato ben 2 in codice rosso. Il codice rosso è in arresto cardio – respiratorio.  Una delle due persone che però non era in arresto cardio – respiratorio, ha rifiutato il ricovero in Ospedale, le persone hanno timore di andare in Ospedale ed hanno paura di recarsi al Pronto Soccorso.  Ci chiamano anche perché molti associano qualsiasi sintomo al Covid. Spesso sono persone che si sentono abbandonate. La situazione è critica, abbiamo continue chiamate per tutto. Ad esempio ho ricevuto la telefonata di una persona che chiedeva assistenza per il padre che comunque era risultato per ben due volte negativo al tampone.  Spesso le persone si sentono abbandonate. Il modello Somma è molto utile e andrebbe replicato in tutti i comuni. Noi interveniamo solo per codice rosso, dalle ore 12 alle ore 24 ed il servizio è gratuito per i cittadini”. Lo ha dichiarato Gennaro Di Matteo, medico del team sanitario istituito dal Comune di Somma Vesuviana con ambulanza fissa, autista ed infermieri. Il servizio è totalmente a carico del Comune di Somma Vesuviana e funziona dalle ore 12 alle ore 24, tutti giorni, a chiamata gratuita al numero verde 800 – 261.487 ed è solo per assistenza domiciliare ai cittadini di Somma Vesuviana positivi al COVID. “Ieri abbiamo salvato una persona anziana che oltre ad avere il Covid era stata colpita anche da ictus. Ho pensato di istituire questo servizio con ambulanza, medico, infermieri per i miei cittadini, non lasciarli soli. Credo che questo sia il dovere di un sindaco. Durante il giorno ricevevo numerosissime di persone che erano in crisi respiratoria e si sentivano abbandonate ed allora ho pensato all’ambulanza con team sanitario fisso, solo ed esclusivamente per loro – ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana – e dunque l’ambulanza con equipe socio – sanitaria formata solo ed esclusivamente per assistenza sanitaria ai cittadini affetti da Covid e che comunque avvertono sintomi seri. E’ stata allestita una mini – sala operativa al piano terra, presso la sede del Municipio ed è stato attivato il numero verde 800 – 261.487 al quale è possibile chiamare gratuitamente e dalle ore 12 alle ore 24. Ricevuta la chiamata il medico parte con l’ambulanza per assistere a domicilio il paziente e valutarne il ricovero.  Spero che lo facciano anche gli altri Comuni. Il servizio è esclusivamente a carico nostro e gratuito per il cittadino. Nelle ultime 24 ore a Somma Vesuviana altri 103 nuovi positivi, 80 i nuovi guariti, ben 778 i positivi attivi e 178 le persone in sorveglianza sanitaria”.  

Napoli, il sindaco de Magistris sulla presenza dell’esercito in città: “Inappropriato per controllo delle strade”

“Se la situazione è talmente grave che c’è bisogno dei medici dell’Esercito è chiaro che concordo, ma se l’Esercito è per controllare la gente che cammina per strada mi sembra una misura totalmente inappropriata”. Lo ha detto a Radio24 il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che nel primo pomeriggio emetterà una sua ordinanza per provare a contenere la diffusione del virus.

E proprio per illustrare il provvedimento in mattinata il sindaco si è recato dal prefetto Marco Valentini. “Metterò in campo – ha spiegato – azioni per cercare di contenere l’assembramento e per dimostrare al Governo nazionale e al governo regionale che, dopo venti giorni di mie sollecitazioni, ancora non ci dicono se la realtà è uguale ai dati”.

De Magistris non ha voluto annunciare in radio i contenuti dell’ordinanza ma ha ribadito: “Sicuramente non chiudo singole strade e non chiudo tutta la città. Faremo un lavoro tutti quanti insieme per intervenire dove si formano gli assembramenti, lo faranno le persone che collaborano da sempre: forze di polizia, prefetto, sindaco e cittadini, perché il cittadino non è colpevole di tutta questa storia”. (Foto ANSA Campania)

Emergenza Covid: la tragica realtà, l’ottimismo della tendenza e il ruolo dell’informazione

Perdonate il gioco di parole, ma gli aggiornamenti quotidiani, inevitabili più che indispensabili, tendono a riportare un “andazzo” più che una tendenza: parlando di situazione epidemiologica, questo diventa un problema (tutto mediatico), tant’è che la disciplina biomedica dell’epidemiologia si avvale della statistica per provare a “spiegarsi”. Come abbiamo riportato anche noi ieri sera, il dato del rapporto tra i positivi e i casi testati è in peggioramento: tra l’11 novembre e il 12 novembre si è passati, infatti, da un’incidenza del 26,1% a una del 28,5% (a tal proposito va considerato che i rapporti positivi/tamponi e positivi/persone testate ora si alzano anche per via dell’uso dei test rapidi antigenici, non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi). In media abbiamo avuto in Italia 485 decessi al giorno negli ultimi sette giorni, e 296 nei sette giorni precedenti. Nelle ultime ventiquattro ore 89 italiani sono entrati in terapia intensiva: il totale, al momento, ne conta 3.170 occupate. I ricoverati con sintomi sono 29.873 e solo ieri l’incremento ha fatto segnare un +429. Abbiamo oltre mezzo milione di persone (602.011) in isolamento domiciliare: 21.178 lo sono da ieri. Eppure solo ieri 15.645 persone sono state dimesse dai presidi ospedalieri e sono ritenute guarite dal sistema sanitario nazionale. Tutti questi numeri per arrivare alle parole. Quelle del dott. Paolo Spada, che nel suo aggiornamento ottimista sulla tendenza, commenta: “Ce la stiamo facendo ad appiattire la curva. Molte province, anche tra le più colpite, frenano la corsa. Le misure funzionano, la resistenza paga”. Come illustra Scienza in rete, Paolo Spada è medico, chirurgo vascolare, e opera dal 1997 presso l’Humanitas Research Hospital di Milano, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, centro di ricerca e sede dell’Humanitas University. Esperto di algoritmi applicati alla medicina, Spada pubblica dall’inizio dell’epidemia COVID-19 quotidiani report, con particolare focus sui dati del contagio. Nel bollettino pubblicato ieri sera da Spada e dal suo team, il medico ha sottolineato, non senza sorpresa, l’atteggiamento di alcuni media che sembrano insistere nel voler riportare solo un aspetto dell’attuale emergenza sanitaria legata alla pandemia. “Nonostante alcuni TG insistano a distribuire panico – scrive la squadra di Pillole di Ottimismo – sono molti i media che finalmente riconoscono i segni della frenata della curva dei contagi, che sommessamente abbiamo evidenziato nei giorni scorsi. Non si tratta ancora di un calo, ma di una inequivocabile traiettoria che sta portando questa seconda ondata a rallentare progressivamente la salita sino al picco, già raggiunto o molto vicino in alcune province, più lontano per altre. Non significa quindi che la situazione sia rosea, tutt’altro, ma che si avvertono chiaramente i segni dell’azione delle prime misure adottate (e che ragionevolmente si sentirà a breve anche l’effetto delle ultime). Se non si accetta questa evidenza, o si nega esplicitamente, non sorprende che la chiusura totale sia avvertita come provvedimento inevitabile (salvo poi ricordare, magari nello stesso notiziario, gli effetti devastanti del rallentamento economico sull’economia, sul lavoro, sulle famiglie: e dunque?)”. Parole che sembrano sostenere l’attuale linea del governo, in particolare quella del premier Conte, che a molti invece sembra un azzardo: non sono pochi, ormai, a chiamare il lockdown, eppure il Presidente del Consiglio tiene, difendendo a spada tratta la scelta di intervenire localmente con misure diversificate e, probabilmente, affidandosi alla traiettoria di cui parlava il dott. Spada: una curva che quotidianamente sale, tesa a raggiungere un picco che è prossimo, per poi lentamente tornare a scendere. Una prospettiva che già si intravede, a detta degli esperti, e che quindi chiama la popolazione a un’ultima, strenua resistenza. Una resistenza che miete vittime.
“Certo che negli ospedali siamo in difficoltà. Certo che la gente muore. Nessuno qui vuole minimizzare il dramma, le perdite, l’incredibile affanno di chi deve far fronte. Ma capite l’importanza di aver resistito senza arrenderci? Di aver appiattito la curva, senza cedere su tutta la linea, fermare il lavoro, chiudere le scuole? È il risultato dello sforzo di tutti noi, e non è cosa da poco. Stiamo fermando la corsa del virus, siamo a un passo, lo stiamo facendo, tutti noi”, conclude Spada la sua pillola di ottimismo. E che i media e l’informazione possano dare una grande mano al messaggio dei numeri, è indubbio. “Sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno”, soleva dire Alessandro Bergonzoni. L’auspicio è che, al netto delle inderogabili vicissitudini da raccontare, ci si premuri di svolgere un lavoro eticamente corretto, non solo esteticamente tale. Anche perché, come si legge altrove, forse una certa malasanità sta facendo anche più vittime del Covid: una volta fuori dalla pandemia, sapremo puntare i riflettori su questa cronica e letale carenza generica della prestazione dei servizi professionali rispetto alle loro capacità? Trovare magari i colpevoli (incompetenti che diventano leader) e finalmente condannarli? E che la mascherina non diventi un bavaglio.

Napoli, oltre 400 capi e accessori sequestrati in aeroporto: quattro persone denunciate

Oltre 400 capi di abbigliamento e accessori vari contraffatti di numerose e note case di moda e quattro persone denunciate per contraffazione e ricettazione. È il risultato dei controlli effettuati all’aeroporto Capodichino di Napoli dai funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli, insieme ai finanzieri della Compagnia di Capodichino, nel corso di una serie di controlli effettuati su passeggeri in arrivo da Istanbul (Turchia). I passeggeri, giunti presso l’aeroporto avevano occultato la merce contraffatta in grandi bagagli e borse da stiva ed al momento del controllo non sono stati in grado di produrre documentazione valida a prova dell’acquisto e dell’originalità dei prodotti. Il materiale sequestrato, composto principalmente da t-shirt, polo, jeans, giubbini, calzature, borse, marsupi e tracolle, era sprovvisto del packaging tipico dei grandi marchi per permettere ai soggetti di trasportare un maggior numero di pezzi. Consultati i periti delle società titolari dei marchi, questi hanno accertato la fedele imitazione degli originali, tale da trarre in inganno gli eventuali acquirenti finali.

Pomigliano, palazzi abusivi nel centro storico: il comandante Maiello firma il primo ordine di abbattimento

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Il comandante della polizia municipale di Pomigliano, Luigi Maiello, ha firmato l’ordine di abbattimento di un condominio in costruzione a via Firenze, centro storico. L’impresa edile che lo stava realizzando ha tre mesi di tempo per demolire quanto finora costruito. Se l’ordinanza sottoscritta dal colonnello Maiello, intervenuto nella sua veste di capo dell’ufficio tecnico comunale, non sarà eseguita l’immobile sarà acquisito dal Comune e quindi fatto abbattere dalla municipalità a spese della società costruttrice con tutte le ammende del caso. Dunque, c’è il via libera alla demolizione di uno dei tanti edifici moderni che negli ultimi anni hanno modificato il volto del centro storico. Il Comune ha infatti optato per il pugno duro contro gli abusi commessi per fare posto alla nuova edilizia. Nel caso dell’immobile di via Firenze il Tar ha infatti appena stabilito che il palazzo moderno non potrà più essere costruito, accogliendo così il ricorso di don Peppino Gambardella, parroco della chiesa madre di San Felice in Pincis, antico luogo di culto ubicato a pochi metri dal cantiere della nuova struttura residenziale. I giudici hanno stabilito che i lavori per il nuovo edificio, iniziati nel 2019, sono il frutto di una licenza illegittima rilasciata dal Comune. Secondo il Tar l’ufficio tecnico non doveva consentire l’abbattimento del vecchio caseggiato per fare posto, ai sensi del piano casa regionale, al palazzo progettato per essere composto da una serie di appartamenti. Mancava infatti un requisito fondamentale all’operazione: il vecchio edificio doveva aver subito negli ultimi 50 anni una ristrutturazione tale da stravolgerne l’aspetto originario. Invece ciò non è mai accaduto. Alla municipalità è bastata una semplice messa in sicurezza della struttura per dare il via all’operazione edilizia, che ha peraltro comportato uno stravolgimento urbanistico: il restringimento eccessivo della strada accanto a cui è sorta l’opera. La sentenza potrebbe fare da apripista a una serie di altri provvedimenti clamorosi volti a salvaguardare il centro storico, pesantemente aggredito da nuovo cemento negli ultimi dieci anni. Una scelta politica che sta comportando l’aumento della popolazione nell’area più densamente popolata del territorio. E sono proprio le aree più densamente popolate a rischiare di più in tempi di pandemia da Covid 19.

Covid-19, medico di San Giuseppe Vesuviano muore nell’ospedale in cui lavorava

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Un altro medico impegnato nella lotta diretta al covid-19 ha perso la vita. Colpito dal virus, Antonio Casillo era stato ricoverato circa 20 giorni nell’ospedale in cui lavorava e le condizioni erano sembrate fin da subito molto gravi fino al trasferimento nel reparto di rianimazione. Residente a San Giuseppe Vesuviano, il medico lavorava nel reparto di Pneumologia dell’Ospedale di Boscotrecase, divenuto fin da subito covid hospital, da marzo, mettendo la propria esperienza al servizio dei cittadini per far fronte ad un’emergenza mondiale. Tanti sono stati i messaggi di cordoglio delle persone che lo conoscevano e lo stimavano come medico ma soprattutto come uomo. Purtroppo Casillo non è stato l’unico, in 24 ore sono stati registrati altri cinque decessi al Covid Center Boschese e pare che buona parte del personale sia stato purtroppo colpito dal virus che loro stessi cercano in tutti i modi di combattere.

Campania, emergenza Covid: si valuta l’istituzione di zone rosse nelle città con alti contagi

“È indispensabile una drastica riduzione della mobilità”, fa sapere l’Unità di Crisi della Regione. “Si sta decidendo in queste ore l’istituzione di zone rosse nelle città della Campania dove si registra un livello alto di contagi e dove è indispensabile una drastica riduzione della mobilità, in coordinamento con le Prefetture competenti e con i Comuni per garantire l’indispensabile impiego delle Forze dell’Ordine per il controllo sui territori”. I membri dell’Unità di Crisi svelano che la verifica è già iniziata questa sera e proseguirà domani per “la verifica e valutazione per alcuni Comuni”. Inoltre “si stanno anche definendo misure di limitazione, per attività commerciali non essenziali, nei fine settimana”. Intanto il lungomare di Napoli, largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, piazza del Plebiscito e piazza San Domenico Maggiore sono le quattro aree della città in cui dal prossimo weekend le forze dell’ordine si occuperanno di contingentare le presenze e regolamentarne l’accesso. La decisione è presa in attuazione alle misure di contrasto all’emergenza Covid-19. A renderlo noto è la Prefettura al termine della riunione di coordinamento interforze che si è svolta questa mattina. “Dal 24 ottobre la Campania, attraverso la Protezione civile, ha la disponibilità di 2.236 operatori sanitari: arruolateli e se avete bisogno di altri volontari facciamo un bando ad hoc solo per la Campania domani mattina, ma basta polemiche”. È questo, secondo quanto si apprende, che il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia avrebbe detto nel corso della riunione, replicando alle critiche del governatore della Campania, Vincenzo De Luca e spiegando che “il Governo è al fianco dei campani e ha sempre garantito il massimo aiuto alla Regione attraverso il commissario Arcuri con i ventilatori polmonari e i materiali distribuiti e la Protezione civile attraverso il personale medico”. “Ci sono 1.172 medici campani – avrebbe quindi detto Boccia – che vogliono lavorare in Campania e oltre un migliaio di altri operatori sanitari”.

Terra dei Fuochi, pattuglia dell’esercito interrompe uno sversamento abusivo a Cardito: un fermo e 5 denunce

Cinque persone sono state sorprese a Cardito (Napoli) mentre sversavano materiale ferroso, classificato come rifiuti speciali. I cinque sono stati notati da una pattuglia dell’Esercito impegnata nell’Operazione “Strade Sicure-Terra dei Fuochi”.

I militari del Raggruppamento “Campania” hanno individuato un camion che trasportava materiale ferroso in un’area già utilizzata in passato per sversamento di rifiuti.

I militari sono entrati nell’area, scoprendo la presenza di un altro autocarro e di cinque persone che stavano scaricando i rifiuti. Due di esse sono riuscite a fuggire. Sul posto sono giunti i Carabinieri e la Polizia Municipale di Cardito, che hanno denunciato le persone presenti per trasporto e gestione di rifiuti speciali non autorizzati, occupazione di suolo pubblico ed edificazione abusiva, sequestrando i due autocarri e l’intera area. Poche ore più tardi, la stessa pattuglia dell’Esercito, si è accorta della rottura dei sigilli dell’area posta sotto sequestro e della presenza, al suo interno, ancora di due persone, che sono fuggite alla vista dei militari. Uno di essi, però, è stato bloccato consegnato ai Carabinieri, che lo hanno fermato. (Foto ANSA Campania)