Brusciano, operativo grazie all’esercito il presidio tamponi in modalità drive in
Riceviamo e pubblichiamo.
Nella Conferenza Stampa di martedì 10 novembre 2020 tenuta presso la Casa Comunale di Brusciano, il Sindaco, Avv. Giuseppe Montanile, ha illustrato la rafforzata azione dell’Amministrazione Comunale messa in campo contro la Pandemia da Covid-19. Nonostante la straordinarietà del momento si stanno implementando anche le opere pubbliche con alcune importanti novità nel miglioramento del patrimonio stradale, dell’igiene urbana, del restyling della Casa Comunale e di altre strutture pubbliche. All’incontro con i giornalisti assistevano il Vicesindaco e Assessore alle Politiche Sociali, Dott.ssa Antonietta Maccaro, l’Assessore ai Lavori Pubblici, Ing. Luigi Marinelli, l’Assessore alle Attività Produttive e Artigianato, Fabio Terracciano; l’Assessore alla Cultura, Sport e Associazionismo, Maria Salvo.
Per questo perdurante periodo pandemico, il pensiero del Sindaco Avv. Giuseppe Montanile, che per legge è anche Autorità Sanitaria Locale, è ormai noto: “Continua il nostro lavoro per affrontare l’emergenza sanitaria. Assistenza e vicinanza al disagio; risposte in termini di servizi; soprattutto proposte alle Autorità competenti, dopo un lavoro di osservazione sul campo anticipando spesso le problematiche da affrontare, con proposte serie e non proteste sterili”.
Nella conferenza stampa del 10 novembre, integralmente riportata sul web, https://www.youtube.com/watch?v=1jP-njWG7Ow , il Primo Cittadino ha ricordato che già dalla prima fase emergenziale era stato suggerito un Covid Hotel, individuando anche sul territorio una idonea struttura ricettiva, per evitare la trasmissione del contagio in famiglia da un soggetto positivo ad altri congiunti. Ha evidenziato la notevole crescita dei casi di contagio ed il travaglio dei Cittadini nel contattare il medico di base. Ha posta la problematica delle sufficienti forniture farmaceutiche, perché alcuni, una volta ottenuta la prescrizione recandosi alla farmacia più vicina non disponibilità dei farmaci o in qualche caso persino dell’ossigeno. Inoltre le lunghe drammatiche ore di attesa nella chiamata del 118, i giorni trascorsi aspettando il tampone ed infine le lunghe file in macchina a Pontecitra.
Dunque la priorità è stata posta per le Unità Speciali di Continuità Assistenziale, i farmaci, l’assistenza, la velocità nell’eseguire i tamponi ed azzerare una disparità di trattamento fra chi può e chi non può permettersi l’accesso ai laboratori privati.
E di fatto, a Brusciano, lunedì 9 novembre 2020, come testimoniato dalle immagini di IESUS Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali, del sociologo e giornalista Antonio Castaldo, https://www.youtube.com/watch?v=Rx06t8mIF-M&feature=youtu.be , uomini, mezzi e strutture dell’Esercito Italiano ed operatori sanitari dell’Asl Na 3 Sud sono giunti nel parcheggio fra Viale Sandro Pertini e Via Marconi ed hanno installato e reso operativo, con i primi 57 tamponi effettuati, il “Presidio Tamponi in Modalità Drive In”.
Il Sindaco Montanile lo aveva anticipato alla Cittadinanza via social, https://www.facebook.com/Peppemontanile/, con queste parole: “Ci siamo determinati a formulare all’ASL alcune istanze dopo che ci siamo confrontati con una Conferenza dei capigruppo, il 23 ottobre, dopo il Consiglio Comunale del 17 ottobre. Ebbene il 1° novembre la mia richiesta il mio SOS alle Autorità competenti alle quali ho formulato una istanza di installazione presidio per eseguire tamponi drive in sul nostro territorio avendo suggerito anche un sito, Piazza San Giovanni. E poi il potenziamento del personale sanitario sul nostro territorio, poi le linee guida in modo che ogni medico garantisca lo steso approccio terapeutico e poi partendo dai numeri reali di casi positivi un intervento per garantire alle farmacie una provvista congrua al numero dei casi. Sono stato sorpreso dalla solerzia perché hanno ritenuto fondata la mia istanza ed il giorno dopo L’Esercito e l’Asl Napoli 3 Sud sono venuti nel nostro territorio. Il primo sito, Piazza San Giovanni no era idonea ed abbiamo indicato l’area destinata a parcheggio fra Viale Sandro Pertini e Via Marconi adeguatamente provveduto alla fornitura elettrica dell’Enel, collocato bagni chimici e provveduto alla pulizia e sanificazione dell’area interessata al “Presidio Tamponi Modalità Drive in” ed assicurando il servizio viabilità. Hanno montato tutto in poche ore ed a questo sito accederanno i cittadini di Brusciano e del circondario ai quali l’Asl ha prescritto il tampone”.
In conferenza stampa il Sindaco Montanile ha presentato anche l’innovativa “Piattaforma CAMC19, Centro Analisi e Monitoraggio Covid-19” il cui ideatore e sviluppatore è Giacomo Piccolo, un collaboratore dell’Amministrazione Comunale di Brusciano, come rilevato da sociologo e giornalista, Antonio Castaldo, per IESUS Istituto Europro di Scienze Umane e Sociali, https://www.youtube.com/watch?v=CQ9x85P0Hpw&feature=youtu.be .
L’accesso è possibile solo a personale autorizzato, tramite Pass Word, con dati disponibili ed implementabili dai 550 comuni, che decidessero di farlo, delle province di Napoli, Avellino, Benevento, Caserta, Salerno in Campania. L’inserimento dei dati per ogni comune, in modo indipendente con sincronizzazione immediata, avviene in tempo reale. Ogni comune ha la possibilità di scaricare i dati in tabelle o schede personali per ogni soggetto e la sincronizzazione con le Forze di Polizia permette in caso di verifiche sul territorio accesso veloce e visualizzazione in tempo reale dello stato di ogni soggetto sottoposto a controllo, con la possibile verifica istantanea della quarantena di un soggetto in base al comune di residenza.
In tal modo è possibile un monitoraggio di tutti i 550 comuni della nostra regione con sicurezza per i Vigili Urbani e le Forze dell’Ordine, come qui rappresentato https://www.youtube.com/watch?v=BcwBQkz_mLc&feature=youtu.be .
A Brusciano nella settimana dal 2 all’8 novembre 2020 si sono avuti 170 positivi, la cui età media è di 43 anni, con un picco di 46 casi registrati nel giorno di martedì 3 novembre. Distribuiti per sesso, i casi positivi riguardano 90 femmine e 80 maschi.
Intanto, anche in risposta all’invito prefettizio rivolto ai sindaci a fare il massimo per bloccare gli assembramenti, con l’Ordinanza Sindacale n. 460 del 9 novembre inerente la “chiusura di strade e piazze per il contenimento della diffusione dell’epidemia da Covid-19”, a partire dalle ore 19,00 per evitare assembramenti sono interdette le piazze Sant’Antonio e Matteotti, i giardinetti di Viale Sandro Pertini, l’area della Rotonda di Via De Ruggiero e quella retrostante la Casa Comunale su Via Colombo. A Brusciano al 10 novembre 2020 i positivi erano 349 per un totale di 461 positivi rilevati; 4 gli ospedalizzati e 112 i guariti.
Nola, emergenza Covid: il sindaco Minieri chiude al pubblico le strade della movida
Chiusura di alcune piazze e strade a Nola: il Comune, per abbassare il rischio di contagio, ha deciso di chiudere al pubblico una parte della città. La decisione è contenuta in un’ordinanza firmata oggi dal primo cittadino Gaetano Minieri, il quale ha disposto per alcune zone cittadine la chiusura al pubblico, fatta salva la possibilità del semplice attraversamento.
Sarà comunque possibile accedere ai negozi ed esercizi commerciali nonché alle abitazioni private, ma non sarà consentito creare assembramenti. Il divieto sarà valido da oggi, 12 novembre, fino al 7 dicembre prossimo, dalle ore 18.00 fino alle 6 del mattino e riguarda essenzialmente le zone in cui si raggruppano i giovani nelle ore serali.
Ecco l’elenco delle strade dove è vietato l’assembramento: Piazza Immacolata, piazza Matteotti, via Napolitano, Piazza Clemenziano, Piazza Giordano Bruno, Via Giordano Bruno, Viale Rossi, Piazza Duomo, via Jacopone da Todi, Via Palliola, Piazza Marconi, Piazza Collegio, Piazza P. Umberto. Nella frazione di Polvica piazza Ferreri, mentre nella frazione di Piazzolla saranno inibite Piazza Tuccillo ed il parco giochi L. Cortile.
Tragedia Solfatara: parla la difesa, la sentenza slitta al 2021. In tribunale le arringhe dei legali di due imputati
È stata la volta degli avvocati difensori di due imputati, oggi, al processo in corso a Napoli sulla cosiddetta “strage della Solfatara”, il sito naturalistico di Pozzuoli dove il 12 settembre 2017 i coniugi veneziani Massimiliano Carrer e Tiziana Zaramella, e il loro figlioletto Lorenzo, persero la vita. Una tragedia per la quale sono stati rinviati a giudizio Giorgio Angarano, 73 anni di Pozzuoli, legale rappresentante della “Vulcano Solfatara srl”, e cinque soci della stessa: Maria Angarano, 75 anni di Pozzuoli, Maria Di Salvo, 70 anni, di Pozzuoli, l’omonima Maria Di Salvo, 41 anni, di Napoli, Annarita Letizia, 71 anni, di Pozzuoli, e Francesco Di Salvo, 45 anni, di Napoli.
A rivolgersi al giudice Egle Pilla, oggi, sono stati i legali di Angarano che, in sintesi, hanno cercato di controbattere alle accuse mosse al loro assistito e di alleggerirne la posizione, asserendo anche che sarebbe stato lasciato solo dalle istituzioni, hanno ritenuto eccessiva la pena richiesta e contestato il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, considerato anche l’avvenuto risarcimento in favore dei familiari delle vittime; i legali dei soci che hanno parlato, invece, hanno portato avanti la linea della “estraneità” ai fatti contestati: i loro clienti, cioè, non avrebbero avuto alcuna delega né potere nella gestione dell’area di cui erano “solo” comproprietari.
I familiari delle vittime sono assistiti da Studio3A e dagli avvocati Alberto Berardi e Vincenzo Cortellessa. La sentenza, secondo la calendarizzazione delle prossime udienze, infatti, dovrebbe slittare al 2021.
(Foto ANSA Campania)
Napoli e provincia, lotta al traffico di armi da fuoco: in due settimane sequestrate 10 pistole e centinaia di munizioni
Le armi da fuoco e il loro utilizzo negli eventi criminosi sono da sempre al centro dell’attenzione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, anche in questo periodo di emergenza sanitaria. Negli ultimi 14 giorni i carabinieri hanno sequestrato complessivamente 10 armi e oltre 250 munizioni.
Questa notte, i militari del Nucleo Operativo di Napoli hanno rinvenuto in Via Francesco Saverio Correra un revolver cal 22, 11 proiettili 9x21mm, 2 cal. 7,65 e 47 luger calibro 9.
Ancora in città, in Via montagna spaccata, quartiere Soccavo, i carabinieri della compagnia di Bagnoli hanno rinvenuto 2 revolver prive di matricola: 1 marca “British Buldog” calibro 38 e 1 altra marca “Navy Model” calibro 44. Affiancati alle armi, 117 proiettili di vario calibro. 4 le persone denunciate per detenzione di armi clandestine dai militari della Compagnia di Bagnoli. In Viale Traiano, nascondevano nello scantinato della loro abitazione una Beretta cal. 22 con matricola abrasa, una Beretta mod. 98FS cal 9×21 con matricola abrasa. 55 i proiettili dello stesso calibro nascosti in una busta.
Nel comune di Ercolano, nascosta in un incavo di un muro in Via Mare, una pistola a salve priva di tappo rosso marca Bruni mod. 92 cal.8. È di qualche giorno fa il rinvenimento all’interno del Parco Penniniello di Torre Annunziata di 1 pistola semiautomatica Tanfoglio mod. GT021 cal. 9×21, comprensiva di serbatoio contenente n.15 cartucce.
I carabinieri della stazione di Afragola hanno rinvenuto in un garage abusivo di Via Don Minzoni un borsone contenente un revolver marca ruger SP101 cal. 357 magnum con matricola abrasa e 30 cartucce GFL stesso calibro.
Tornando in città, nel quartiere di Scampia i militari compagnia stella hanno sequestrato un revolver calibro 22 marca Hopkins & Allen. In piazza Trieste e Trento, invece, fu arrestato un 22enne incensurato dei Quartieri Spagnoli per detenzione e porto di arma da fuoco. Intorno alle 2 sostava in Piazza Trieste e Trento, nell’angolo con Via Nardones. Era solo e considerato il coprifuoco è stato immediatamente fermato e identificato. Addosso – hanno scoperto i carabinieri – portava una pistola Beretta Gardone VT cal. 7.65 mm, completa di serbatoio ma priva di munizioni. L’arma sequestrata è risultata oggetto di un furto commesso a Torino nell’agosto del 2014. Il 22enne è stato tradotto al carcere di Poggioreale.
Tutte le armi sequestrate saranno sottoposte ad accertamenti balistici per verificare se siano state utilizzate per fatti di sangue o intimidazione
[VIDEO] Somma Vesuviana, contro il Covid19 al via il servizio sanitario a domicilio per i cittadini
Dunque è attiva solo sul territorio di Somma Vesuviana, nel napoletano, l’ambulanza con equipe socio – sanitaria formata da due infermieri, medico e autista, solo ed esclusivamente per assistenza sanitaria ai cittadini affetti da Covid e che comunque avvertono sintomi seri. È stata allestita una mini – sala operativa al piano terra, presso la sede del Municipio ed è stato attivato il numero verde 800 – 261.487 al quale è possibile chiamare gratuitamente e dalle ore 12 alle ore 24. Ricevuta la chiamata il medico parte con l’ambulanza per assistere a domicilio il paziente e valutare il suo ricovero.
“Subito c’è stato un codice rosso, si trattava di una persona anziana svenuta e non sapevano il perché. Siamo arrivati sul posto e abbiamo notato che la signora non rispondeva ai parametri vitali. L’abbiamo subito trasportata all’Ospedale di Nola dove gli esami diagnostici hanno rilevato che la persona aveva avuto un ictus cerebrale e. Il nostro intervento ha salvato questa persona che era positiva al Covid ma aveva anche un ictus in corso. Dunque tale iniziativa di attivare un servizio esclusivo territoriale, su Somma Vesuviana è importante per dare un servizio di prima urgenza solo per codici rossi. Queste persone hanno bisogno di essere servite perché si sentono abbandonate e la prima cosa per queste persone è avere una parola chiara: ci siamo. Il servizio istituito a Somma Vesuviana dà risposte immediate a quei casi che sono da codice rosso”. Lo ha dichiarato Ciro Borriello, medico volontario dell’USCA del distretto sanitario 51 dell’Asl Napoli 3 Sud per il team dell’ambulanza messa a disposizione dalla Misericordia Croce San Giovanni di Pollena Trocchia.
“Tante erano le telefonate serali con molti cittadini che segnalavano forti difficoltà respiratorie. Avendo verificato la possibilità di dare loro una mano abbiamo istituito questo servizio con ambulanza – ha affermato il sindaco Salvatore Di Sarno – medico ed infermieri, dalle ore 12 alle ore 24 per dare mano a chi è in situazioni gravi. Una volta arrivata la richiesta di assistenza l’intera squadra formata da infermieri, medico e autista, partirà per raggiungere il paziente a casa. Non si tratta di pronto soccorso. Abbiamo attivato un numero verde che è il seguente: 800 – 261.487, a chiamata gratuita, attivo dalle ore 12 alle ore 24, tutti i giorni, riservato solo ed esclusivamente al paziente Covid di Somma Vesuviana. Il medico monitorerà anche telefonicamente la situazione seguendo anche a distanza il malato ed in caso di necessità mobiliterà l’ambulanza anche per un’eventuale ricovero in ospedale con il coordinamento del CTO 118. Solo il medico avrà l’elenco dei positivi in modo tale gestire anche la scheda socio – sanitaria del paziente ed assisterlo nel migliore dei modi. Attenzione però in quanto il servizio è attivo solo ed esclusivamente per i cittadini di Somma Vesuviana”.
Somma Vesuviana è il primo Comune ad avere attivato tale servizio che sarà modello per tanti altri territori italiani.
In campo la Misericordia Croce San Giovanni. Si potrà telefonare dalle ore 12 alle ore 24 e solo ed esclusivamente per interventi sul territorio di Somma Vesuviana.
“Noi ci siamo. La Misericordia è presente in tutta Italia e non solo e nasce dal cuore perché si mantiene principalmente sul volontariato. Fondamentale è oggi, in questa emergenza, la catena del volontariato – ha dichiarato Pasquale Incarnato, Governatore della Misericordia di Pollena Trocchia, comune poco distante da Somma Vesuviana – che sta sostenendo il territorio. L’appello chiaro che vorrei rivolgere è il seguente: il servizio di assistenza con Ambulanza è stato istituito dal Comune di Somma Vesuviana e dunque è per tutte quelle persone affette dal Covid o che magari avvertono sintomi particolarmente gravi ma sempre e solo nell’ambito del territorio di Somma Vesuviana. Tale servizio di assistenza sanitaria a casa per l’emergenza Covid è stato voluto e pensato dall’Amministrazione Comunale di Somma Vesuviana e magari l’auspicio è che anche altri Comuni possano continuare su questa strada”.
Guarda il video: “Pronti ad essere con il cittadino, nessuno sarà solo”, fanno sapere dal Comune.
“La Misericordia ha una storia che si basa soprattutto su un concetto: i ragazzi che si impegnano ogni giorno lo fanno in maniera gratuita per il solo fatto di mettere a disposizione la loro esperienza, le loro capacità – ha concluso l’avvocato, Francesco Cimmino, Responsabile Legale della Misericordia di Pollena Trocchia – la loro voglia, a favore tutti. Quindi l’importanza, il peso della Misericordia è tantissimo perché rappresenta non solo da un punto di vista pratico la possibilità di un intervento tecnico altamente specializzato ma soprattutto rappresenta l’incarnazione di un’ideale quello del volontariato che continua ad essere una colonna portante di questa nostra Nazione”.
Università Parthenope “plastic free”: installati erogatori d’acqua e consegnate 3500 borracce
Riceviamo e pubblichiamo.
Acquatec, società leader in Campania nella gestione delle case dell’acqua, circa 100 impianti distribuiti nelle Provincie di Napoli e Salerno, comunica che a seguito di ultimazione lavori di installazione di diversi erogatori nelle varie sedi universitarie e della consegna di 3500 borracce in alluminio, l’Ateneo “Parthenope” è ufficialmente diventato Plastic Free.
Gli erogatori d’acqua alla spina sono fruibili da tutti in qualsiasi momento e consentono di valorizzare l’acqua di rete pubblica attraverso un minuzioso processo di microfiltrazione. La finalità del progetto è quella di disincentivare l’utilizzo di acqua imbottigliata in plastica e quindi ridurne il consumo, sensibilizzando, inoltre, studenti, personale docente ed amministrativo ad una maggiore consapevolezza verso le tematiche ambientali e la risorsa idrica.
L’iniziativa che è stata fortemente voluta da parte dell’Ateneo e dalla stessa Acquatec, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria mondiale, certifica come ancora di più sia necessario ed imprescindibile tutelare la salute dell’individuo e quella dell’ambiente.
Il progetto, sostenuto con fermezza dal Rettore, prof. Alberto Carotenuto e dai rappresentanti degli studenti, è stata coordinata dall’arch. Luciano Esposito del Dipartimento di Ingegneria, che collabora a studi sulla valutazione dell’impatto ambientale: “oggi abbiamo poche presenze nelle sedi a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, e stiamo distribuendo le borracce un po’ alla volta, previo appuntamento, per evitare assembramenti pericolosi. Quindi il risultato in termini di CO2 evitata con la rinuncia alla plastica delle bottigliette è modesto. Tuttavia speriamo che a regime tutti gli studenti, il personale e le loro famiglie aderiranno a Plastic Free. Facendo le dovute conversioni, credo che potremmo arrivare al risparmio equivalente di tanta CO2 quanta ne potremmo assorbire piantando ben 10.000 alberi.”
“Continua la strada intrapresa 8 anni fa nella nostra battaglia contro la plastica.” – conclude l’Ing. Diego De Chiara Amministratore di Acquatec – “Con gli erogatori e le case dell’acqua, siamo al fianco degli Enti e delle scuole di ogni ordine e grado. Ci stimola a fare sempre meglio il fatto di essere diventati un punto di riferimento sul territorio regionale per il processo di formazione ed informazione sui temi legati alla risorsa idrica e come essa sia determinante per la salvaguardia dell’ambiente.”
Francesco Somma (Più Europa): “Le strutture private non possono gestire l’emergenza Covid. Evitiamo regali agli amici degli amici”
Riceviamo e pubblichiamo.
Napoli. Sin da marzo si rincorrono notizie circa la disponibilità interessate delle strutture private a diventare centro Covid e aprire reparti Covid. La cosa mi ha sempre lasciato perplesso per tutta una serie di motivi: l’assenza di dispositivi adeguati, la mancanza di apparecchiature idonee, la competenza professionale per gestire i pazienti che si complicano con la polmonite. Non un semplice elenco – prosegue Somma- ma carenze reali che potrebbero compromettere la salute dei pazienti.
Nel momento in cui i posti di rianimazione negli ospedali terminano – spiega il dottor Somma- questi pazienti rimangono in un limbo, nell’attesa che si liberi un posto di terapia intensiva in una struttura più attrezzata. Posto che potrebbe anche non liberarsi mai per loro, soprattutto se sono etichettati come pazienti a maggior rischio (anziani, diabetici, cardiopatici).
Ciò vuol dire che per questi pazienti diventerebbe impossibile riemergere alla vita dal Covid.
Gli appelli che come medici facciamo ogni giorno sono grida di dolore e rabbia per una situazione che è diventata ingestibile ma chi governa non può permettersi di commettere ulteriori leggerezze sul fronte dell’assistenza . La mia non è una crociata contro ma è una presa di posizione per garantire il rispetto e la salvaguardia di vite umane.
Mariglianella, costante attività di prevenzione al rischio contagio da Covid-19
Riceviamo dal Comune di Mariglianella e pubblichiamo.
Servizi assicurati, monitoraggio dipendenti e sanificazione uffici comunali.
A Mariglianella, in tempo di Pandemia da Covid-19, vanno avanti alacremente le attività ordinarie e straordinarie dell’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco, Dott. Arcangelo Russo il quale, mercoledì 11 novembre 2020, ha seguito personalmente la consegna di 402 banchi monoposto al Dirigente Scolastico, Arch. Roberto Valentini, dell’Istituto Comprensivo Statale “Giosuè Carducci”, una fornitura assicurata con una spesa complessiva di Euro 15.777,00.
Per quanto riguarda le azioni di prevenzione messe in campo per l’emergenza sanitaria del rischio sanitario Covid-19, esse sono distribuite a più livelli.
Intanto il Consiglio Comunale, già dalla seduta del 30 ottobre scorso, si è tenuto da remoto ed è stato seguito dai cittadini attraverso la diretta streaming sul sito istituzionale http://www.comune.mariglianella.na.it/index.php.
Per le attività sul territorio comunale si è provveduto, a fine ottobre e lo si ripeterà nelle prossime settimane, alla sanificazione delle strade cittadine a tutela della salute pubblica.
Sul fronte interno alla Casa Comunale, i dipendenti sono stati sottoposti ai prelievi di sangue per il test sierologico, sabato 7 novembre e al tampone molecolare, martedì 10 novembre, tutti con il certificato esito negativo. Questo dopo l’incontro preparatorio del 2 novembre, svolto tra il Sindaco Russo, il Responsabile del Servizio Tecnico, Ing. Arcangelo Addeo, il medico competente di Medicina del Lavoro, Dott. Raffaele Sorrentino, il Responsabile della Sicurezza e della Protezione, Ing. Ivan Iacomino ed i dipendenti comunali.
Nel pomeriggio del 10 novembre gli uffici comunali, ancora una volta, hanno avuto la sanificazione effettuata da una incaricata ditta specializzata. Per quanto riguarda la platea dei contagiati da Sars-CoV-2 l’Amministrazione comunale assicura tutta la collaborazione possibile attraverso il canale del Segretariato Sociale, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9,00 alle 12,00, chiamando il numero telefonico 081.18331284 e, negli stesi giorni ed orari, dello “Sportello Emergenza Psicologica” con recapito telefonico 3791309238.
Il Comandante della Polizia Municipale, Ten. Andrea Mandanici, con i Vigili Urbani, controllano costantemente il territorio comunale sul corretto comportamento dei cittadini e degli esercenti commerciali nel rispetto delle normative vigenti e delle misure disposte dalle Autorità regionali e nazionali.
Il Sindaco, Dott. Arcangelo Russo, ha dichiarato: “Ricordiamoci tutti che la differenza la fanno i comportamenti corretti di ciascuno di noi: distanziamento interpersonale, lavarsi le mani e indossare la mascherina durante l’intero arco della giornata anche in nei luoghi all’aperto. Servono massima attenzione, serietà e prudenza”.
Poggiomarino, tre lavoratori in nero e violazioni alla normativa Covid: Carabinieri denunciano titolare di un opificio tessile
Ancora la tutela del lavoro al centro dei controlli dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli nelle aree commerciali di città e provincia. A Poggiomarino, i militari della locale stazione e quelli del gruppo tutela del lavoro hanno denunciato un 36enne di origini bengalesi, titolare di un opificio tessile di Via Iervolino, per violazioni alla normativa sul lavoro.
Tre i lavoratori “in nero” identificati, tutti stranieri. 17 le prescrizioni penali e amministrative notificate per sanzioni pari a oltre 90mila euro. Nello stabilimento venivano utilizzati macchinari non a norma e non era garantita la sorveglianza sanitaria dei lavoratori, la loro formazione in materia di sicurezza, né tantomeno erano stati consegnati i dispositivi di protezione individuale.
Accertata anche l’evasione contributiva per complessivi 130mila euro. L’attività è stata sospesa.
Gaetano Negri, che fu poi sindaco di Milano, venne a Napoli a combattere contro i briganti
Il Negri (1838- 1902) partecipò alla guerra contro i briganti del Sud ed espresse un duro giudizio contro l’eccidio degli abitanti di Pontelandolfo e di Casalduni compiuto dai bersaglieri dell’esercito italiano. La sua ammirazione per Napoli, la sua attenzione per la miseria e l’avvilimento in cui vivono le comunità della Campania interna. Le riflessioni sulla “resurrezione del Sud” in una lettera a Francesco Saverio Nitti. La biografia di Giuliano l’Apostata e la carriera politica.
Negri scrisse di letteratura (il saggio su George Eliot), di religione e di scienze naturali (era geologo). Ma i suoi libri più importanti sono il saggio su Bismarck e la biografia di Giuliano l’ Apostata, opera notevole per la completezza e la precisione dei riferimenti bibliografici. Negri frequentò la Regia Accademia di Fanteria presso la Scuola militare di Ivrea e partecipò alle operazioni dell’esercito italiano per la repressione del brigantaggio in Italia meridionale. Alla fine di aprile 1861 fu inviato a Napoli con il 6° fanteria e la sera del 26 agosto 1861 partecipò, con i suoi soldati e con quelli della brigata Aosta, all’azione in cui fu ucciso il brigante Vincenzo Barone, che si era nascosto nella casa della vedova “Palamolla”, tra Pollena e Sant’ Anastasia. In quella casa i soldati trovarono anche la compagna del brigante, Luisa Mollo: nelle “Lettere” inviate al padre, in cui descrive la guerra contro i briganti fino all’aprile del 1862, Gaetano Negri racconta che fu proprio Luisa Mollo a indicare, con un cenno del capo, l’armadio in cui era chiuso Barone e in cui venne ucciso, dicono le relazioni ufficiali, a colpi di carabina dal capitano Sartoris. Pare giusto notare che in tutte le schede con la biografia di Negri fornite dai “social” non è registrata la sua presenza nell’ azione finale contro Vincenzo Barone.Napoli lo colpì: in una delle “Lettere” dice che le cose mirabili scritte sulla città, su “questo paradiso”, da Goethe e da Stendhal non erano delle esagerazioni, erano solo verità e confessa di aver trascorso più di una sera tra Toledo e Chiaia non solo per ammirare lo straordinario spettacolo della luce della luna che si riflette nel mare e scintilla sul Vesuvio, ma anche per tentare di capire gli umori e i sentimenti della folla che a prima vista gli appariva bizzarra e pittoresca. Il padre non aveva una buona opinione dei Napoletani, e il tenente in alcune lettere lo esorta a non esagerare, perché nella città e nella sua provincia non c’è solo gente dedita al crimine, ma si nota anche “uno spirito assai migliore di quello che generalmente si creda”. Negri non soggiornò solo a Napoli: il suo reggimento fu inviato a Liveri, a Vallata, a Montesarchio, a Bisaccia, ad Ariano a Calitri, e la popolazione della Campania interna gli parve totalmente diversa dai Napoletani, perché combatteva ogni giorno con una miseria indicibile e portava nei gesti, nelle parole e nelle espressioni i segni dello sconforto e della disperazione. Negri capì, dopo qualche incertezza iniziale, quanto fosse assurdo l’atteggiamento degli ufficiali “piemontesi”, i quali pretendevano che questi “miseri infelici” si opponessero alle tre bande di briganti più potenti, quelle di Chiavone, dei fratelli La Gala e di Crocco Donatelli.E perciò fu assai duro il suo giudizio sui fatti di Pontelandolfo e di Casalduni: anche se gli abitanti di questi due villaggi si erano macchiati di tradimento, “la punizione inflitta dai soldati, il 14 agosto, “non fu per questo meno barbara: un battaglione di bersaglieri entrò in Pontelandolfo “, e poi in Casalduni, “uccise quanti vi erano rimasti, saccheggiò tutte le case”, appiccò il fuoco a tutti gli edifici, e dei due villaggi restarono solo fumanti rovine e mucchi di cadaveri ( vedi immagine). Nella guerra contro i briganti Negri meritò due medaglie d’argento al valore, ma nella primavera del ’62 lasciò la carriera militare e si dedicò alla politica. Fu sindaco di Milano dal 1884 al 1889, poi deputato, e infine senatore: e certe sue riflessioni sul rapporto tra Nord e Sud non piacquero ai liberali moderati lombardi. Scrisse Francesco Saverio Nitti: “Non dimenticherò mai che, poco prima di morire, Gaetano Negri, così lontano da me per idee, mi scriveva che egli, avverso da principio, si era arreso dinanzi alla realtà: qualunque sacrificio per la resurrezione del Sud gli sarebbe parso benefico. Tutte le condizioni per la resurrezione economica esistono: essa non può essere compiuta che da capitali del Nord e sopra tutto da uomini del Nord, che hanno un capitale assai più prezioso, l’esperienza.”. Aggiunge Nitti: “E’ un’opera di persuasione che bisogna compiere, sia pure partendo da una lotta di interessi. Non oseremo noi? Quando a Napoli io vedo questi volti di operai che la povertà ha reso anemici, questa immensa turba che vorrebbe lavorare e non può, io sento che l’anima mi dice di osare: di osare contro l’ignoranza che avvelena e il pregiudizio che uccide”. All’inizio del ‘900 Gaetano Negri riconosceva che la tragica crisi economica e sociale del Sud era stata provocata soprattutto dall’ incompetenza e dalla politica “nordista” dei governi dell’ultimo ventennio dell’Ottocento.

