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Il comandante della polizia municipale di Pomigliano, Luigi Maiello, ha firmato l’ordine di abbattimento di un condominio in costruzione a via Firenze, centro storico.

L’impresa edile che lo stava realizzando ha tre mesi di tempo per demolire quanto finora costruito. Se l’ordinanza sottoscritta dal colonnello Maiello, intervenuto nella sua veste di capo dell’ufficio tecnico comunale, non sarà eseguita l’immobile sarà acquisito dal Comune e quindi fatto abbattere dalla municipalità a spese della società costruttrice con tutte le ammende del caso. Dunque, c’è il via libera alla demolizione di uno dei tanti edifici moderni che negli ultimi anni hanno modificato il volto del centro storico. Il Comune ha infatti optato per il pugno duro contro gli abusi commessi per fare posto alla nuova edilizia. Nel caso dell’immobile di via Firenze il Tar ha infatti appena stabilito che il palazzo moderno non potrà più essere costruito, accogliendo così il ricorso di don Peppino Gambardella, parroco della chiesa madre di San Felice in Pincis, antico luogo di culto ubicato a pochi metri dal cantiere della nuova struttura residenziale. I giudici hanno stabilito che i lavori per il nuovo edificio, iniziati nel 2019, sono il frutto di una licenza illegittima rilasciata dal Comune. Secondo il Tar l’ufficio tecnico non doveva consentire l’abbattimento del vecchio caseggiato per fare posto, ai sensi del piano casa regionale, al palazzo progettato per essere composto da una serie di appartamenti. Mancava infatti un requisito fondamentale all’operazione: il vecchio edificio doveva aver subito negli ultimi 50 anni una ristrutturazione tale da stravolgerne l’aspetto originario. Invece ciò non è mai accaduto. Alla municipalità è bastata una semplice messa in sicurezza della struttura per dare il via all’operazione edilizia, che ha peraltro comportato uno stravolgimento urbanistico: il restringimento eccessivo della strada accanto a cui è sorta l’opera. La sentenza potrebbe fare da apripista a una serie di altri provvedimenti clamorosi volti a salvaguardare il centro storico, pesantemente aggredito da nuovo cemento negli ultimi dieci anni. Una scelta politica che sta comportando l’aumento della popolazione nell’area più densamente popolata del territorio. E sono proprio le aree più densamente popolate a rischiare di più in tempi di pandemia da Covid 19.