L’opera di Guglielmo Raimondi (1849 – 1923): un architetto che ha fatto storia

L’ architetto Guglielmo Raimondi fu una fulgida figura nel panorama culturale della Napoli postunitaria. Vissuto pure a Somma Vesuviana, si dedicò alla realizzazione di veri e propri gioielli architettonici, tra cui spicca il progetto della facciata del Santuario di San Giuseppe Vesuviano.   Figlio dell’avvocato Vincenzo e della nobildonna Rachele Zagaria, l’architetto Guglielmo Alfonso Mauro Raimondi nacque a Napoli in vico San Nicola a Nilo nel quartiere San Lorenzo il 24 agosto del 1849. Fu battezzato il giorno dopo nella Parrocchia di Sant’Angelo a Segno. Dopo aver conseguito il diploma al Real Istituto di Belle Arti di Napoli, ottenne diversi premi in ornato e architettura. Fu allievo in gioventù dell’architetto Errico Alvino (1809 – 1872), grazie al quale ottenne nel 1869 il cosiddetto sussidio di incoraggiamento. Nel 1873 – in occasione del concorso internazionale per il restauro della facciata della chiesa di Santa Maria in Fiore, al quale partecipò lo stesso Alvino – ebbe modo di soggiornare a Firenze. Fu questa un’esperienza di grande valore formativo per il giovane architetto, che ebbe modo di approfondire in loco le leggi geometriche delle forme e il cromatismo dei materiali. Nel 1872 collaborò al progetto di restauro della facciata del Duomo di Napoli: lo schizzo, del quale si conserva una sola copia, reca la dedica di Errico Alvino all’amico Raimondi. Nel 1873 soggiornò, per un breve periodo, a Vienna in occasione della Fiera mondiale, nota anche come Expo 1873. Nel 1876 entrò come socio ordinario nel collegio degli ingegneri e architetti. Dopo la morte di Alvino nel 1876, portò a termine alcuni suoi progetti rimasti incompiuti, tra i quali quello per il restauro della facciata del Duomo di Amalfi e quello per la costruzione del palazzo della Borghesia a piazza Municipio. L’attuale facciata d’impronta romanica della Cattedrale di Sant’Andrea di Amalfi fu ultimata nel 1891 in sostituzione di quella barocca crollata nel 1861. Il palazzo della Borghesia di Napoli, invece, uno dei palazzi di Napoli in linea con l’ingresso principale alla Galleria Umberto I, fa parte di quella serie di opere di riorganizzazione edilizia della zona che circonda il Castello, realizzate su lotti ceduti dal Municipio al Ministero della Guerra nel periodo post-unitario. Un primo progetto dell’edificio fu redatto nel 1871 ad opera della società Giura – Alvino e C., ma la costruzione del palazzo fu completata solo nel 1887 dall’architetto Raimondi. Esso rispecchia in pieno il modello di edificio richiesto dalla classe borghese di fine Ottocento, con grandi spazzi dove collocare negozi e attività commerciali situati nei piani inferiori ed appartamenti e uffici collocati ai piani superiori. Tra gli edifici di Piazza Amedeo, in particolare, quello del palazzo Bolsorano – già sede dell’Istituto Sacro Cuore – è tra i più antichi insieme al villino Colonna Pignatelli in via Crispi, eseguito dall’architetto Raimondi. All’attività professionale, affiancò anche un’intensa attività didattica.  Nel 1881, offrì un contributo decisivo alla realizzazione del Museo artistico industriale di Napoli, oggi intitolato a Filippo Palizzi, la cui facciata maiolicata attesta mirabilmente il carattere eclettico e versatile del progettista. Come docente, lungi dal limitarsi alla mera comunicazione di nozioni grafiche e decorative, seppe incoraggiare gli studenti alla sperimentazione, come affermano le note riportate nel Sistema Informativo unificato per le Soprintendenze Archivistiche (SIUSA) a cura di Amato Fiorella e Menafro Daniela. Nel 1887, Raimondi convolò a nozze con la nobile Clotilde Tagliaferro dei Duchi d’Angouleme. Era solito raccogliere su appositi taccuini gli schizzi relativi ai nuovi soggetti da realizzare; spicca tra questi il camino in maiolica policroma in stile ispanico – moresco (1882), che, prodotto in più copie, fu collocato tra l’altro in una stanza della Reggia di Capodimonte. Nel 1895, fu nominato professore ordinario di architettura presso il Regio Istituto di Belle Arti di Napoli. Nel 1901 lo troviamo, insieme al fratello Costantino, inscritto per requisito di censo nella lista elettorale amministrativa del Municipio di Somma Vesuviana. La famiglia, all’epoca, possedeva in città due ville e una casa colonica: una vera e propria piazza attualmente chiamata Rione Raimondi, la cui storia sarà trattata prossimamente in un articolo – intervista al Dott. Giulio Raimondi. L’ avv. Costantino Raimondi, nato nel 1846, tra l’altro, fu anche consigliere municipale della cittadina vesuviana. Dal 1902 al 1904, Guglielmo Raimondi si dedicò alla realizzazione della Cappella di Santa Fara in Napoli e al progetto della facciata del Santuario di San Giuseppe Vesuviano, opera condotta, poi, a termine dal nipote arch. Guglielmo Renato Raimondi (1890 – 1972). Lo stesso nipote, sposato con la nobildonna Angiola Vitolo (1891 – 1963), progetterà in seguito la splendida cappella gentilizia Romaniello, in marmo bianco di Carrara, sita nel cimitero cittadino di Somma Vesuviana. La bianca e monumentale facciata del Santuario di S. Giuseppe Vesuviano, dallo stile neoclassico, rimane un vero e proprio gioiello. Si resta affascinati dalla sua eleganza che si slancia fino ad oltre trenta metri d’altezza, punto in cui culmina con la statua di San Giuseppe che reca tra le braccia il Bambino Gesù. Altra opera fu l’armoniosa costruzione del Villino Colonna di Stigliano del 1921. Ritorna, anche qui, nella facciata alla strada il motivo della balconata a tre aperture che in questo caso sono archivoltate nei due livelli inferiori e architravate nei due livelli superiori. Gli archi dei primi due livelli hanno i conci profilati e sono retti da eleganti colonnine. L’architetto si spense a Vico Equense l’11 agosto del 1923. Una curiosità: nel 1935 la Commissione toponomastica di Somma Vesuviana, istituita con Decisione Podestarile del 29 aprile dello stesso anno, propose di cambiare il toponimo Rione Raimondi con Piazza Architetto Guglielmo Raimondi, con la seguente motivazione: …più che un rione è una vera e propria piazza, che proponiamo intitolarsi all’insigne architetto…. La decisione, però, non fu attuata. Nel 2004 l’archivio dell’architetto Raimondi è pervenuto per via ereditaria al nipote Dott. Giulio Raimondi, presidente dell’Associazione amici degli archivi, nonché ispettore archivistico onorario. Il fondo comprende attestati di frequenza per l’assegnazione del sussidio di incoraggiamento (1869), schizzi e disegni relativi alla chiesa di Santa Maria in Fiore, schizzi e disegni riproducenti gli oggetti realizzati o da realizzare, materiale diverso riguardante il restauro della facciata del Duomo di Napoli (1872) e del Duomo di Amalfi (1892). Di particolare interesse il gruppo di scritture relative al Museo artistico industriale e scuole officine di Napoli (anni Ottanta), i taccuini contenenti gli schizzi dei soggetti selezionati da Raimondi e la corrispondenza riguardante il Collegio degli architetti e degli  ingegneri (1876).

Somma Vesuviana, covid, quindicesima vittima. Ad oggi si registrano ancora 590 positivi di cui 23 ospedalizzati

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Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana Di Sarno: “Quindicesima vittima ma curva sembrerebbe rallentare. Edifici scolastici chiusi fino al 7 Dicembre”. “A Somma Vesuviana la curva dei contagi sembrerebbe rallentare. Purtroppo però registriamo la 15esima vittima dall’inizio della pandemia. L’intera comunità sommese è al fianco anche di questa famiglia. Negli ultimi 3 giorni abbiamo avuto 11 nuovi positivi per una situazione attuale che è la seguente: 590 positivi attivi di cui 23 ricoverati in ospedale, ma abbiamo anche 40 nuovi guariti ed altre 70 persone in sorveglianza sanitaria. Ricordo che a Somma Vesuviana, fermo restando le norme riguardanti la zona rossa, fino al 7 Dicembre resteranno chiusi gli edifici scolastici di ogni ordine e grado ma anche i circoli ludici e ricreativi. Chiuse anche la Biblioteca Comunale e Piazza Europa”.  Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano. “Fino al 7 Dicembre permarrà il divieto di forme di aggregazione e riunioni al chiuso e all’aperto, anche connesse ad eventi celebrativi che si svolgano in forma di corteo e comunque non in forma statica e con postazioni fisse, le stesse sono limitate ai soli familiari congiunti. Per tutte le piccole e medie strutture di vendita è fatto obbligo di esporre all’esterno dell’esercizio, un cartello indicante il numero massimo di avventori che possono trovarsi contemporaneamente all’interno dei locali – ha continuato Di Sarno –  in base alla superficie netta calpestabile, in modo da garantire il distanziamento secondo le normative vigenti. Nei condomini permane l’obbligo di sanificazione degli spazi di uso comune qualora siano accertati casi di positività al Covid 19. Si raccomanda a tutti gli esercenti di sanificare i propri locali esponendo con cadenza settimanale, all’esterno dell’attività, l’autocertificazione attestante l’avvenuta sanificazione ed i prodotti utilizzati. Per esercizi commerciali dove è previsto l’uso di carrelli, l’ordinanza prevede l’igienizzazione degli stessi e delle postazioni cassa almeno due volte al giorno. Si raccomanda agli amministratori dei condomini di provvedere, con cadenza mensile, alla sanificazione degli spazi ad uso comune, ed esporre in modo ben visibile all’ingresso, la documentazione attestante l’avvenuta sanificazione degli ambienti e la tipologia di prodotti utilizzati”.

Somma Vesuviana, al via la realizzazione della rotonda tra Via Aldo Moro e Via Circumvallazione

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dall’Ufficio Stampa del Comune di Somma Vesuviana. Prisco (Assessore ai Lavori Pubblici): “Al via la riqualificazione urbana della città. Approvato il progetto esecutivo per la realizzazione della rotonda tra Via Aldo Moro e Via Circumvallazione. La pandemia non sta fermando l’azione amministrativa ed i progetti per la città. Al via la manutenzione delle strade e la realizzazione di rotonde lungo alcuni incroci pericolosi in centro e  periferici”. “Parte la riqualificazione dell’intero sistema viario della città. L’Amministrazione Di Sarno pur fra tante difficoltà legate a questo fenomeno pandemico non perde di vista i progetti e le esigenze dei cittadini. Abbiamo approvato il progetto esecutivo per la realizzazione della nuova Rotonda tra Via Aldo Moro e Via Circumvallazione. Si tratta di un incrocio pericoloso, dove si sono verificati molti incidenti in quanto collega due assi viari veloci. Con l’approvazione di questo progetto pensiamo di avere risolto e soprattutto aver garantito sicurezza ai cittadini. Sottolineo anche l’importanza della piena collaborazione tra il mio assessorato ai Lavori Pubblici e l’Assessorato alla Viabilità guidato dall’assessore Sergio D’Avino”. Lo ha annunciato pochi minuti fa, Stefano Prisco, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano. “L’opera si in quadra in una programmazione più ampia di riqualificazione anche urbana di Somma Vesuviana. Realizzeremo una rotonda con sistemi all’avanguardia – ha proseguito Prisco – e a forma di fagiolo con rispettiva segnaletica. Numerose saranno le azioni in contemporanea come anche la nuova rotonda di Via Pomintella, area di collegamento con i comuni limitrofi. Sono invece terminati i lavori  della rotonda in Via Bosco, località Rione Trieste e questa mattina è stato già cantierizzata la manutenzione stradale. Dunque si tratta di una progettualità ampia che mira a dare sicurezza. Iniziano finalmente i lavori di manutenzione e riasfaltatura di numerose strade con la riqualificazione dell’intero sistema viario di Somma Vesuviana. Grande merito all’Amministrazione Di Sarno, al sindaco, Salvatore Di Sarno,  impegnato costantemente sull’emergenza pandemica ma senza che abbia mai staccato la sua attenzione anche da altre problematiche e merito anche a tutti i componenti della Giunta che con grande spirito di abnegazione stanno collaborando con il sindaco”.

Napoli – Roma (Partita 13), ispirati da Dio!

Ispirati da Dio. Si sono susseguiti attestati di rispetto per Maradona, abbiamo visto le urla degli All Blacks, la dedica del gol dell’umile Letizia, fino al fenomeno Messi, abbiamo visto le lacrime e le parole di cordoglio di giornalisti, allenatori, amici e tifosi.

Le maglie tappezzano l’esterno del San Paolo, anche Bruno Conti va a dare l’ultimo saluto a Maradona, lo fa anche Insigne, e si continua a giocare. Il Napoli indossa anche una maglia che ricorda la camiseta dell’argentina di Diego, con i pantaloncini scuri. In realtà si scopre che l’utilizzo della maglia era già programmata, prima dell’addio di Dio.

E gli azzurri sono ispirati da Dio. L’inizio gara galleggia sull’equilibrio, poi l’applauso al decimo minuto e gli azzurri prendono il sopravvento. Sbloccano con la punizione di Insigne, è Diego che gli suggerisce all’orecchio come tirarla, come mostrava una vignetta che ho visto circolare in rete. Lorenzo esulta e mostra la maglia col numero 10! Diego sorride sugli spalti. Il Napoli avrebbe potuto approfittarne già nel primo tempo, segnandone almeno un altro, ma fallisce, è poco preciso. E’ ancora quasi solo Napoli nella ripresa. Per un attimo Mario Rui sente “fai il tacco, fai il tacco”, e la passa ad Insigne che può scappare. Palla in mezzo per Fabian, che si gira. Mirante ha una visione, è fermo. E il fiacco, ma piazzato, tiro di Fabian va in rete. Nel secondo tempo Mirante non è al meglio, respinge male un tiro di Elmas, e Mertens la mette dentro dopo la ribattuta. Si era scusato con Maradona per aver fatto tutti quei gol, Dries, sei già perdonato. La Roma è allo sbando. Il Napoli chiude con il poker di Politano. Sì, Diego è entrato in lui e lo ha guidato nella serpentina che lo ha portato al gol, che bel gol. Esulta col dieci tra le mani.

Ispirati da Dio, gli azzurri finalmente tornano a mostrare attenzione e precisione, esaltando le proprie qualità e le proprie conoscenze. Non c’è modulo che tenga se i giocatori hanno la voglia e l’ispirazione giusta. Il Napoli ha l’equilibrio necessario, Zielinski connette centrocampo ed attacco, gli avanti sono ispirati, le trame sono corrette. Servirà seguire l’esempio di oggi, sempre ispirati da Dio.

Somma Vesuviana, l’ Arci promuove la nuova rubrica culturale “Prove di futuro”

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“Prove di futuro” è una rubrica culturale che si pone l’obiettivo di creare un luogo d’incontro, momentaneamente virtuale, dove far nascere riflessioni su svariati argomenti che riguardano in particolar modo il nostro territorio.
La rubrica è ideata e curata da Arci Somma Vesuviana, Legambiente Somma Vesuviana, I.RE.S.CO.L e Universo di Mimì, associazioni da anni impegnati in iniziative tese a promuovere la cultura, la solidarietà e la partecipazione attiva alla vita politica e sociale della città.
Ogni episodio della rubrica tratterà un tema e coinvolgerà alla discussione i cittadini. Nel primo appuntamento, mercoledì 2 dicembre alle ore 18.30, si parlerà di scuola e avremo con ospite: il preside Ernesto Piccolo della scuola media S. Giovanni Bosco, il medico di famiglia Oreste Vibrati, Irene Mascia, una studentessa e rappresentante del Liceo Torricelli, e Francesco Raia un genitore. Modera il prof Ciro Raia.
La rubrica sarà trasmessa sulle pagine social delle varie associazioni e sul sito web http://www.arcisomma.it/provedifuturo.

Marigliano, Rifondazione Comunista chiede in Parlamento una commissione di indagine per il Comune

Riceviamo da Paolo Esposito Mocerino – Circolo Prc Marigliano e pubblichiamo. La senatrice Paola Nugnes, in qualità di rappresentante del Partito della Rifondazione Comunista in Parlamento, ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro dell’Interno l’intervento di una commissione di indagine per il ripristino della legalità, della trasparenza istituzionale e della democrazia nel Comune di Marigliano. In particolare l’interrogazione fa riferimento alle diverse anomalie che hanno coinvolto il comune prima e dopo l’arresto dell’ex sindaco Carpino, ponendo l’attenzione sui provvedimenti amministrativi irregolari e/o poco trasparenti i quali hanno riguardato pure le questioni urbanistiche, ambientali e le assunzioni del personale nel settore rifiuti. Su quest’ultimo punto abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere la lotta dell’operaio Sebastiano Piccolo il quale ha denunciato pubblicamente i metodi clientelari adottati per l’assunzione dei lavoratori destinati alla raccolta dei rifiuti comunali escludendolo da un possibile impiego nonostante i propri requisiti professionali. La senatrice Nugnes ha accolto le indicazioni del lavoro politico e delle segnalazioni effettuate dal Partito della Rifondazione Comunista di Marigliano in collaborazione con l’ex consigliere comunale Saverio Lo Sapio, del Movimento Oxigeno, affinché si possa fare luce sulle vicende scandalose e camorristiche che allontanano la nostra comunità dalla democrazia così come dalla giustizia sociale. Riportiamo di seguito il testo dell’atto: Interrogazione a risposta orale 3-02123 presentata da PAOLA NUGNES mercoledì 25 novembre 2020 NUGNES – Al Ministro dell’interno. – Premesso che: il Comune di Marigliano è stato colpito dall’arresto del sindaco Antonio Carpino, avvenuto il 21 luglio 2020, per “scambio elettorale politico-mafioso” e “corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso”, in relazione a reati che sarebbero stati commessi tra il mese di ottobre 2014 e il mese di giugno 2015; durante l’amministrazione Carpino si è resa evidente, ad avviso dell’interrogante, una crisi della gestione democratica e del rispetto della legalità, con il verificarsi a Marigliano di una serie di anomalie tra cui: un vile attentato eseguito con una bomba molotov contro l’automobile del responsabile del settore urbanistica, costretto a lasciare l’incarico; l’eliminazione delle fasce di rispetto per i Regi Lagni, i canali borbonici di raccolta delle acque piovane e sorgive, in spregio al parere del tecnico comunale; le assunzioni di decine di operai per la gestione dei rifiuti comunali che, secondo quanto risulta all’interrogante, sarebbero avvenute secondo modalità poco trasparenti e con probabili meccanismi clientelari, che non hanno tenuto conto di criteri in base al reddito e ai requisiti professionali, come denunciato da un operatore ecologico; il rinvio a giudizio di 61 dipendenti comunali (“furbetti del cartellino”) tra i quali alcuni sono stati sospesi ed altri sono stati destinati ad incarichi di prestigio e responsabilità; l’arresto dell’ex sindaco Carpino è avvenuto dopo pochi giorni dalla sua dichiarazione ufficiale di ricandidatura a sindaco presso il Comune di Marigliano; in seguito all’arresto è stato nominato un commissario straordinario, che ha condotto il Comune di Marigliano alle nuove elezioni; considerato che: secondo quanto risulta all’interrogante, prima e durante le nuove elezioni, svoltesi il 20 e 21 settembre 2020, sono avvenute gravi inadempienze da parte dell’apparato comunale che non ha provveduto a consegnare per tempo le tessere elettorali ai cittadini, i quali sono stati costretti ad attese lunghissime, in assembramenti pericolosi, arrivando a rinunciare al libero voto e a segnalare nuovamente pratiche clientelari di voto di scambio; queste anomalie sono state segnalate all’amministrazione comunale, alla Prefettura di Napoli e all’opinione pubblica tramite proteste ed esposti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e, qualora corrispondano al vero, quali iniziative urgenti intenda assumere di fronte a simili violazioni della legalità, delle libertà costituzionali, della trasparenza istituzionale e della sospensione, di fatto, della democrazia; se ritenga necessario intervenire, sollecitando il prefetto territorialmente competente, affinché nomini una commissione d’indagine con potere di accesso e accertamento, al fine di verificare la correttezza degli atti amministrativi presi in considerazione e di adottare ogni provvedimento utile al ripristino della normalità amministrativa dell’ente, liberandolo da ogni malfunzionamento e condizionamento clientelare o mafioso, così come previsto dall’articolo 143 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (decreto legislativo n. 267 del 2000). Circolo “Che Guevara” Prc Marigliano

Mario Costa musicò i versi di Di Giacomo e la canzone napoletana divenne patrimonio universale

Quando Mario Costa, al teatro Mercadante, rimproverò pubblicamente Pietro Mascagni perché l’orchestra eseguiva “Carulì” con ritmo troppo lento. La storia di “’A ritirata” e di “Luna nova”, ammirata anche da papa Leone XIII. Perché durò a lungo la collaborazione tra Mario Costa e Di Giacomo. Mario Costa protagonista della ”Belle ‘Epoque” a Napoli.   Il tarantino Mario Costa ( 1858-1933) studiò musica e canto nel Conservatorio di San Pietro a Maiella, di cui era direttore Saverio Mercadante, ed ebbe come Maestri Francesco Paolo Serrao, Costantino Palumbo e Giuseppe Martucci. Egli scrisse canzoni, romanze, operette, e si esibì, in giovane età, anche come interprete, con la sua bella voce di tenore, di musica sacra nelle chiese. Garantiva Vittorio Paliotti che gli arcipreti napoletani se lo contendevano .Raccontano gli storici che Costa scrisse testo e musica della canzone “ ‘A frangesa” – “ io so’ frangesa e vengo da Parigge”-, insomma la canzone della “mossa”, sul tavolo della birreria “Strasburgo”: la scrisse per la cantante Armand’ Ary, che la presentò nel luglio del 1894 al Café- chantant “Il Circo delle Varietà”, e fu un successo strepitoso. La canzone entrò nel repertorio di Anna Fougez, di Gino Ruggiero e di tutti i posteggiatori. Costa musicò anche “Scetate”, la poesia di Ferdinando Russo che, quando venne cantata dai posteggiatori in onore di Annie Vivanti, sotto i balconi dell’hotel Washington in via Medina,  scatenò la gelosia di Giosuè Carducci. Ma fu il sodalizio con Salvatore Di Giacomo a ispirare in modo meraviglioso la  musica di Costa, come dimostrano “Era de Maggio”, “Carulì’” “Oilì Oilà”, “Maria Rò’”, “Catarì’”, “Munasterio”, “’A ritirata”, “Luna nova”,“Lariulà”, dedicata a Evelina Gallone, moglie dell’ ultimo principe di Ottajano, Giuseppe V Medici. “Protagonista di “’A ritirata” (1887) è il soldato che saluta la sua amata, perché deve tornare in caserma per prepararsi alla imminente partenza. Era fatale che il pathos della musica e dei versi contribuisse a collegare la canzone alla drammatica “ritirata” dei soldati italiani superstiti – ottanta su seicento – che il 26 gennaio 1887 erano stati attaccati a Dogali, in Eritrea, da 10000 guerrieri guidati da Ras Alula. Scrive il Paliotti che la musica della canzone venne eseguita in Piazza Plebiscito dalla fanfara dei bersaglieri e che da quel momento i sodati italiani che partivano per l’Africa vennero accompagnati al porto dalle fanfare che suonavano quella musica. Un successo straordinario ottenne la canzone “Luna nova”: Wagner la giudicò un capolavoro, e, dicono le cronache, papa Leone XIII chiedeva senza sosta al cardinale Hohenlohe di suonarla. Mario Costa era raffinato anche nei modi della vita quotidiana: abiti di taglio inglese, una gardenia all’occhiello, carrozze e cavalli da dandy, e la conseguente fama di grande conquistatore di donne. Questa fama gli creò problemi quando si innamorò di Carolina Sommer, figlia di un importante antiquario e fotografo tedesco, trapiantato a Napoli , che cercò in ogni modo di impedire il matrimonio tra i due. Alla fine il matrimonio si celebrò, ma dopo cinque anni i due sposi si separarono, perché, dicono gli storici della canzone napoletana, Carolina non resistette alla pressione continua e asfissiante dei suoi genitori.  “Carulì”, scritta da Di Giacomo, musicata da Mario Costa e edita, nel 1885, da Santoianni, divenne la canzone delle due Caroline. Il poeta la dedicò a Carolina, “una bruna venditrice di bibite”, con banco in via Latilla, “con la quale Di Giacomo, consapevole della poca fortuna che aveva con le donne, soleva scambiare”, ogni giorno, “quattro timide chiacchiere”. Mario Costa la dedicò alla sua amata Carolina. A questa canzone è legato un episodio incredibile, raccontato da Vittorio Paliotti. Nel 1885, a Napoli, al Teatro Mercadante, Pietro Mascagni, dopo aver diretto l’opera lirica in programma, decise di accontentare il pubblico che gli chiedeva di eseguire “Carulì”, la canzone di Di Giacomo e Mario Costa. Dopo i primi passaggi musicali, un giovane saltò sul podio e gridò a Mascagni: “Così non va, Maestro. Più in fretta, per piacere”. E poiché il pubblico incominciò ad agitarsi, Mascagni lo calmò inchinandosi al giovane – aveva riconosciuto Mario Costa – e riprese la direzione dell’orchestra chiedendo agli orchestrali un ritmo più rapido.Costa seppe “leggere” in modo mirabile la “musica” dei versi di Di Giacomo, e ne colse il ritmo particolare, l’alternarsi di armonie che si svolgono lente e fascinose come l’onda del mare calmo, e di toni alti, preceduti da pause. “Era de maggio: // io no // nun me ne scordo,–na canzone cantavemo a doie voce;– cchiù tiempo passa // e cchiù me n’allicordo — fresca era l’aria / e la canzona /doce.

Somma Vesuviana, una parte del “Torricelli” continua a scioperare contro gli orari della DAD

Al “Torricelli” continua lo sciopero portato avanti da una parte degli studenti contro gli orari previsti dalla DAD. Lezioni da 60 minuti con due pause da 15 minuti. La  Preside si è mostrata disponibile ad una “limatura” dell’orario ma la modifica può avvenire solo in collegio docenti. Per il momento  la questione è ancora irrisolta. É passata quasi una settimana da quando gli studenti del liceo scientifico e classico “E. Torricelli” di Somma Vesuviana hanno dato inizio ad una protesta pacifica contro i nuovi provvedimenti sottoscritti dal Dirigente Scolastico, prof.ssa Anna Giugliano. Sebbene si tratti di uno sciopero a distanza, consistente cioè nella decisione da parte dei ragazzi di non collegarsi alla DAD, il gran trambusto si fa sentire eccome. É in corso un’intensa attività che vede impegnati studenti e dirigenza scolastica per affrontare questa delicata situazione, per nulla facile da gestire. Con una determina dello scorso 25 novembre, ai docenti, agli studenti, ai genitori, al DSGA, alla RSU di Istituto sono state comunicate le nuove disposizioni riguardanti le misure organizzative delle attività didattiche, data la sospensione di quelle in presenza. Considerata l’esigenza primaria di garantire misure di prevenzione e mitigazione del rischio di trasmissione del contagio da Covid-19 e soprattutto la qualità dell’offerta formativa, fondamentale per assicurare in egual misura la corretta preparazione degli studenti, è stata predisposta una modifica nel monte ore  con lezioni della durata di 60 minuti e recupero pomeridiano aggiuntivo. In base a quanto emerso dalla determina, per cercare di recuperare le ore perse fino ad ora tutti gli studenti si sarebbero dovuti collegare alle ore 8.15 per poi avere una prima pausa di 15 minuti alle 10.15, riprendendo le attività dalle 10.30 alle 12.30 – seconda pausa di 15 minuti – e infine dalle 12.45 alle 14.45. Sei ore giornaliere di lezione con due sole pause da 15 minuti l’una: sono questi i numeri che i giovani del “Torricelli” non riescono ad accettare. Ed ecco che si cade nel classico leitmotiv che spinge in tanti a puntare il dito contro i ragazzi. Non si tratta di negligenza, le questioni non si risolvono con le polemiche ma col dialogo. È così che i rappresentanti d’istituto lo scorso sabato hanno preso parte ad un incontro con il Dirigente Scolastico, al termine del quale si è manifestata da parte della Preside la volontà di “limare” gli orari firmati con la determina dello scorso 25 novembre, abolendo la sesta ora con un’anticipazione alle ore 13:45 della lezione finale. Sembra che dall’incontro fosse emersa anche la possibilità di concedere una sosta, facendo terminare le lezioni 5 o 10 minuti prima, accogliendo in tal modo le richieste degli studenti. Una breve pausa tra una lezione e l’altra che, però, in forma ufficiale non è prevista dalle attuali direttive ministeriali. In ogni modo, solo un nuovo collegio docenti potrà stabilire e deliberare quanto richiesto dai ragazzi. Orari consoni al carico di studio previsto e alla situazione attuale con cui, purtroppo, tutti sono costretti a convivere, specie la scuola: questa la richiesta di una parte dei ragazzi che porta avanti da giorni questa protesta. La componente studentesca richiede delle rettifiche alla determina in atto, nella speranza che una maggiore apertura e comprensione da ambo le parti possa rendere il lavoro meno ostico per tutti.

Chiusura Auchan Nola: è mobilitazione. Attesa oggi una risposta dell’azienda

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I lavoratori nolani due mesi fa informarono il ministro Catalfo dell’imminente pericolo. E ora c’è un annuncio di chiusura e cassa integrazione a zero ore senza prospettive di ripresa delle attività sotto altri marchi       Margherita distribuzione, la società di Conad attuale proprietaria dell’Auchan di Nola, renderà nota oggi la data dell’incontro urgente chiesto dai sindacati circa la grave situazione in cui è piombato l’ipermercato ubicato nel centro commerciale Vulcano Buono, ipermercato che chiuderà i battenti tra appena un mese. Un impianto di alta qualità della grande distribuzione i cui 100 dipendenti ora si sentono più che mai abbandonati. L’azienda ha infatti annunciato che i lavoratori saranno posti in cassa integrazione a zero ore a partire dal primo gennaio prossimo. Ma non ha contestualmente comunicato quale sarà il loro destino. Destino che al momento appare purtroppo segnato visto che l’Auchan di Nola è l’unico dei quattro ipermercati della catena campana, passati un anno e mezzo fa dalla multinazionale francese all’italiana Margherita distribuzione, che non hanno ancora trovato un acquirente. Gli altri tre impianti ex Auchan della regione, cioè quelli di Giugliano, Mugnano e Pompei, che pure chiuderanno tra qualche settimana, ma in tal caso per una ristrutturazione finalizzata a una riapertura certa, hanno infatti trovato tutti un compratore. Tutti tranne uno appunto: l’Auchan di Nola. L’altra certezza è che da gennaio Margherita distribuzione, per ordine di Conad, non intende più mantenere gli ipermercati campani acquisiti dalla multinazionale francese. Insomma, i colossi della grande distribuzione sono scappati tutti dalla provincia di Napoli. Una situazione che lascia intravedere comunque una serie di licenziamenti anche negli ipermercati che si salveranno. Si parla di 40 tagli a Giugliano e di altri 40 tra Mugnano e Pompei. E se tutta questa situazione dovesse restare invariata i 100 addetti di Nola, specializzati e ormai super esperti del settore, possono al momento già essere considerati tutti licenziati a partire dal 21 marzo prossimo, cioè dalla data dello sblocco delle procedure di licenziamento provvisoriamente congelate dal governo a causa del Covid. Nel frattempo i sindacati di Nola chiedono a Margherita distribuzione la massima chiarezza. Vogliono sapere se ci sia o meno una trattativa con un possibile acquirente e, in caso di risposta positiva, quali ne siano i termini. Contemporaneamente i lavoratori tenteranno di coinvolgere le istituzioni. Due mesi fa una delegazione delle maestranze di Nola era stata ricevuta a Pomigliano dal ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo. In quell’occasione i lavoratori avevano avvisato il ministro che l’unico impianto ex Auchan della Campania a rischiare davvero grosso in breve tempo sarebbe stato proprio quello di Nola.  

Acerra, attività scolastiche in presenza con ingresso scaglionato: si parte lunedì 30 novembre

Riceviamo dal Comune di Acerra e pubblichiamo. È stata firmata oggi l’Ordinanza sindacale n.59 con disposizioni concernenti l’attività didattica sul territorio di Acerra. L’Ordinanza dispone da lunedì 30 novembre 2020 la ripresa, a ingresso scaglionato, delle attività in presenza dei servizi educativi e della scuola dell’infanzia (sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni) e della prima classe della scuola primaria, nonché delle pluriclassi della scuola primaria che comprendano la prima, secondo il calendario:
  • da lunedì 30/11/2020 i servizi educativi per l’infanzia e la scuola dell’infanzia
  • da martedì 1/12/2020 le classi prime della scuola primaria
Restano comunque consentite in presenza le attività destinate agli alunni con bisogni educativi speciali e/o con disabilità, previa valutazione, da parte dell’Istituto scolastico, delle specifiche condizioni di contesto e in ogni caso garantendo il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica a distanza; che le attività in presenza dei servizi educativi e le attività didattiche in presenza delle scuole del territorio comunale possano essere nuovamente sospese qualora l’Asl territorialmente competente, mediante effettiva comunicazione giornaliera dell’andamento dei contagi, sulla base di una sua valutazione tecnica non opinabile, segnali l’aumento di una criticità tale da necessitare l’adozione di provvedimenti di sospensione delle attività in presenza o di altre misure restrittive. Per tutto quanto non previsto dalla Ordinanza sindacale n.59, restano ferme le disposizioni di cui all’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale della Campania n. 93 del 28 novembre 2020.