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il ministro del lavoro Catalfo (a dx) a colloquio due mesi fa con gli addetti dell'Auchan di Nola (a sx)
il ministro del lavoro Catalfo (a dx) a colloquio due mesi fa con gli addetti dell'Auchan di Nola (a sx)

I lavoratori nolani due mesi fa informarono il ministro Catalfo dell’imminente pericolo. E ora c’è un annuncio di chiusura e cassa integrazione a zero ore senza prospettive di ripresa delle attività sotto altri marchi    

 

Margherita distribuzione, la società di Conad attuale proprietaria dell’Auchan di Nola, renderà nota oggi la data dell’incontro urgente chiesto dai sindacati circa la grave situazione in cui è piombato l’ipermercato ubicato nel centro commerciale Vulcano Buono, ipermercato che chiuderà i battenti tra appena un mese. Un impianto di alta qualità della grande distribuzione i cui 100 dipendenti ora si sentono più che mai abbandonati. L’azienda ha infatti annunciato che i lavoratori saranno posti in cassa integrazione a zero ore a partire dal primo gennaio prossimo. Ma non ha contestualmente comunicato quale sarà il loro destino. Destino che al momento appare purtroppo segnato visto che l’Auchan di Nola è l’unico dei quattro ipermercati della catena campana, passati un anno e mezzo fa dalla multinazionale francese all’italiana Margherita distribuzione, che non hanno ancora trovato un acquirente. Gli altri tre impianti ex Auchan della regione, cioè quelli di Giugliano, Mugnano e Pompei, che pure chiuderanno tra qualche settimana, ma in tal caso per una ristrutturazione finalizzata a una riapertura certa, hanno infatti trovato tutti un compratore. Tutti tranne uno appunto: l’Auchan di Nola. L’altra certezza è che da gennaio Margherita distribuzione, per ordine di Conad, non intende più mantenere gli ipermercati campani acquisiti dalla multinazionale francese. Insomma, i colossi della grande distribuzione sono scappati tutti dalla provincia di Napoli. Una situazione che lascia intravedere comunque una serie di licenziamenti anche negli ipermercati che si salveranno. Si parla di 40 tagli a Giugliano e di altri 40 tra Mugnano e Pompei. E se tutta questa situazione dovesse restare invariata i 100 addetti di Nola, specializzati e ormai super esperti del settore, possono al momento già essere considerati tutti licenziati a partire dal 21 marzo prossimo, cioè dalla data dello sblocco delle procedure di licenziamento provvisoriamente congelate dal governo a causa del Covid. Nel frattempo i sindacati di Nola chiedono a Margherita distribuzione la massima chiarezza. Vogliono sapere se ci sia o meno una trattativa con un possibile acquirente e, in caso di risposta positiva, quali ne siano i termini. Contemporaneamente i lavoratori tenteranno di coinvolgere le istituzioni. Due mesi fa una delegazione delle maestranze di Nola era stata ricevuta a Pomigliano dal ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo. In quell’occasione i lavoratori avevano avvisato il ministro che l’unico impianto ex Auchan della Campania a rischiare davvero grosso in breve tempo sarebbe stato proprio quello di Nola.